Altra regione attiva del ciclo 24 nell’emisfero sud

30 06 2009

1Al momento è solo una plage, infatti stamane nemmeno Catania conta…

sarebbe curioso se apparisse una macchiolina oggi pomeriggio vedere cosa farà il Noaa…

Di certo da tenere sott’occhio, perchè appare comunque ben organizzata, e se non oggi, domani, potrebbe nello spostarsi verso ovest formare qualche spots al suo interno.

Stay tuned, Simon

UPDATE: La regione attiva almeno per oggi non ha prodotto macchie, ma resta sempre alta la possibilità che lo faccia nei prossimi giorni. Al momento non si rilevano altre region attive nel disco solare. Con oggi siamo al 6° giorno spotless di fila.





Raggiunto oggi il ciclo solare numero 10!

29 06 2009

Con la bellezza di 654 giorni spotless totali da inizio minimo (gennaio 2004), il ciclo 24 raggiunge un altro obbiettivo, il ciclo solare 10 a metà del 19° secolo!

Va ricordato, posto ce ne fosse bisogno, che senza i conteggi attuali, questo traguardo lo avremmo già raggiunto da un bel pezzetto, e saremmo anzi molto vicini al prossimo obbiettivo, il ciclo 13 con 736 giorni spotless totali.

Seguono a quest’ultimo il ciclo 14 con 931 giorni, prima di arrivare ai 2 cicli “millenari”, il 15 ed il 12 con rispettivamente 1019 e 1028 giorni senza macchie totali, ovviamente irragiungibili soprattutto a casa dei metodi di conteggio.

Ma credo che fino al prossimo traguardo, ovvero il raggiungimento del ciclo 13, ci possiamo anche arrivare…il dopo come già spiegato è molto ma molto difficile, se non impossibile.

Simon





Risonanze Orbitali: La parola all’Eclittica…Super Minimum in arrivo?

29 06 2009

Abbiamo affrontato nei POST passati due argomenti cardine per introdurre questo POST che potrebbe finalmente spiegare e fare capire l’eccezionalità della situazione che sta prendendo corpo sull’Eclittica.
Ricordando prima di tutto l’enorme campo magnetico dei 2 principali SiperGiganti gassosi: Giove e Saturno. Sottolineo nuovamente che Giove detiene il record per quanto concerne la potenza del campo del Sistema Solare, solo i campi magnetici estremamente organizzati delle SunSpots sono più potenti! Ricordiamo che l’interazione elettromagnetica a distanza tra due corpi dotati dei mgnetosfera dipende dal “vettore posizione”, quindi dipende in prima battuta dalla distanza, ricordiamo che la rotazione dei pianeti attorno al Sole è specifica per ognuno di loro: 11.859 anni per Giove, 29.657 anni per Saturno e 84.323 anni per Urano.
Ulteriore inciso è doveroso per meglio chiarire la relazione tra campi elettromagnetici e plasma: il plasma è costituito da nuclei di atomi (Idrogeno ed Elio per quello solare) letteralmente immersi in un mare di elettroni. Il plasma solare è dunque sensibile ai campi magnetici, prova tangibile sono la SunSpots, canali meno densi nel plasma solare generati da campi magnetici altamente organizzati.

Per meglio comprendere =  http://it.wikipedia.org/wiki/Plasma_(fisica)

Dunque se le SunSpots che sono generate da campi magnetici saranno anche sensibili a campi magnetici esterni applicati, essendo l’interazione elettromagnetica un grandezza vettoriale fortemente dipendente dal vettore posizione, risentirà della distanza a cui si vengono a trovare le entità interagenti.
Veniamo dunque alla teoria del Prof.  P.A.Semi:

FONTE = http://arxiv.org/abs/0903.5009

In questa pubblicazione della Cornell University Library, sezione Astrofisica, l’autore analizza con dovizia di particolari le potenzialità dell’azione a distanza tra il Sole e i pianeti che orbitano sul piano dell’Eclittica, il lavoro è estremamente articolato e dettagliato, leggendolo sembra di comprendere al meglio le teorie su base statistica del Prof. Timo Niroma.
Vediamo ora di prendere in esame 5 differenti situazioni sull’Eclittica relative a 5 differenti periodi alcuni dei quali spesso menzionati in questo Blog.

Minimo tra Ciclo 21 e Ciclo 22, Agosto 1986

1Giove quasi al perielio, con una distanza dal Sole di 4.9857 UA (UA = unità astronomiche), Saturno a quasi 10 UA con disposizione sfalsata, il vettore che unisce il Sole a Giove e il vettore che unisce Saturno al Sole formano un angolo di circa 90 Gradi, spicca la situazione in quanto i tre giganti gassosi sono “dalla medesima parte” pensando di dividere l’Eclittica in 2 parti con una retta ideale che taglia da est a ovest (Linea gialla orizzontale).

Minimo tra Ciclo 22 e Ciclo 23, Agosto 1996

2In questa disposizione Giove piuttosto “fuori gioco” con una distanza dal Sole di 5.248 UA, Saturno è invece più vicino rispetto alla precedente situazione 9.56 UA.
L’angolo tra i due vettori è sempre intorno 90 gradi e questa volta i 3 Giganti sono addirittura quasi nel medesimo quarto dl’eclittica.

Il grande minimo del 1913

3Abbiamo spesso utilizzato questa data come termine di paragone rispetto all’attuale minimo, sottolineo che mentre il 1913 fu un solo anno, in questo minimo sia il 2008 che il 2009 vengono paragonati al suddetto anno!!!
La situazione orbitale presenta alcune sostanziali differenza rispetto ai minimi presi in considerazione prima, iniziamo dall’angolo formato dai vettori che congiungono i 2 principali Supergiganti al Sole: almeno di 170 gradi, l’allineamento dunque potrebbe essere molto più efficace per quanto concerne agli effetti elettromagnetici sulla stella!!!
Saturno in questa data si trovò in perielio completo, con sole 9.0469 UA di distanza dalla stella, la situazione di Giove invece non è ottimale per quanto riguarda la distanza dal Sole, con 5.18 UA si trova infatti in una sitazione intermedia tra perielio e afelio.

L’approccio al Maunder’s Minimum

4Anno 1653, inizio del periodo noto con il nome di Minimo di Maunder, tutti Voi sapete benissimo cosa si intende quando si parla di questa particolare fase dell’attività solare!
Giove e Saturno perfettamente allineati su una ipotetica retta che li congiunge passando per il Sole. Urano leggermente disassato, questa configurazione è completamente diversa rispetto a quella che si è trovata nei periodi citati in precedenza.
L’angolo formato dai vettori che idealmente congiungono il Sole-Saturno e Sole-Giove è praticamente di 180 gradi, Mentre Saturno è abbastanza prossimo al perielio, Giove risulta essere più distante rispetto al punto di perielio.

La situazione del 2010

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Nell’anno 2010 si verrà a realizzare un situazione molto particolare sull’Eclittica: i tre GigantiGassosi (Giove, Saturno e Urano) saranno perfettamente allineati e il Sole sarà tra Giove e Saturno. Giove sarà quasi al perielio con una distanza dal Sole di 4.966 UA, un poco più distante Saturno con 9.53 UA.
La situazione del 2010 sarà per molti simile a quella che si verificò nel 1653 ma con 2 sostanziali differenze:
1) Giove si trova più vicino al Sole rispetto al 1653 mentre Saturno più lontano
2) Urano che nel 1653 era “fuori-asse” ora si troverà perfettamente allineato agli altri 2 Giganti.

Ora non possiamo affermare con assoluta certezza che questa situazione ci porterà diritti verso un nuovo superminimo, come ho già detto da tempo sul Blog “sarà la Storia che valuterà il minimo attuale”.
Quello che possiamo affermare è che i maggiori modelli di previsione dell’attività solare che si basano sui 3 ultimi cicli con un approccio deterministico, sicuramente non hanno mai nei loro dati di input una situazione di allineamento planetario come quella attuale!
Seguiamo con attenzione l’evoluzione solare da qui al 2010, anno per altro candidato per primo ad essere “anno di massimo solare” dal Prof. David Hathaway in persona, essendo la prima SunSpot del ciclo 24 nata il 31 Luglio 2006
Fonte = http://science.nasa.gov/headlines/y2006/15aug_backwards.htm

Come dice Simon dunque “Stay tuned”

FONTE = Per il calcolo delle distanze orbitali abbiamo utilizzato Solex 10.1 in modalità Eliocentrica con correzione
Per la visualizzazione della disposizione planetaria il sito JPL della NASA.

ALESSANDRO





Che strano ciclo…

28 06 2009

Eh si cari amici, proprio quando sembrava che la nostra stella iniziasse a dare segnali di attività (sebbene molto scarsa, è bene precisarlo), nelle ultime settimane il flusso solare è andato ricalando, e ad oggi siamo moto vicini al valore di aprile che fu un mese come ricorderete di bassissima attività, forse la più bassa da quando è iniziato il 2009.

Il solar flux, soprattutto di questi tempi, rimane ormai l’unico indice solare (ovviamente anche la tsi e i raggi cosmici sono importanti) di vero e reale monitoraggio dell’attività della nostra stella.

Nel farttempo anche le macchie negli ultimi giorni si sono ridimensionate, con oggi siamo al 4° giorno spotless di fila e se domani sarà spoteless sarà ripreso (dati Noaa) il ciclo numero 10 con 654 giorni senza macchie totali.

avanti così, Simon





Lunedì…Alessandro…non aggiungo altro…

27 06 2009

……….

Solar flux a 67 anche oggi!

Al Noaa cadranno delle teste?

Di certo tra un mesetto, Fabio, prenderà il mio posto( sorpresa per lui)





Il ciclo 23 e’ morto? Forse si ma il 25 si fa avanti!!!

27 06 2009

Non è la prima volta che mi capita di vedere questo genere di mini-spots, come potete vedere la polarità è invertita rispetto al ciclo 24 e l’alta latitudine nell’emisfero Nord del Sole può essere il segno che un nuovo ciclo si sta già facendo avanti!

11Stiamo a vedere come evolve questa mini-spot, io credo che non potrà crescere più di così, ma già come si presenta ora ci fa capire molte cose sullo stato del GMF solare!!!!

ALESSANDRO





Intanto anche oggi flux a 66.8!

26 06 2009

Anche oggi alle ore 20, il flusso solare tocca 66.8, la media di giugno tangibilmente sotto a quella di maggio.

Altri parametri solari sotto i tacchi, dopo il temporaneo rialzo del vento solare e dell’Ak-index a causa del buco coronale.

Per il resto da annotare che il Noaa cambia conteggio nella giornata di ieri e dopo aver messo 11, mette 0!

La cosa strana (ma ormai non mi stupisco più di niente) è che la macchia era ben visibile dopo la mezzanotte, anche se per poche ore, e dato che avevano sempre contato, dovevano farlo anche ieri…infatti in un primo momento l’avevano fatto…

Poi deve essere successo qualcosa, della serie: cavolo, solar flux sempre più basso, SSN provvisorio di giugno a 6.6…il sidc che sta contanto meno di noi…meglio darsi una calmata..

Quanto volete scommettere che in questi ultimi giorni di giugno non vi saranno più conteggi strani?

Almeno che le eventuali macchie non siano evidenti, non conteranno più!

Simon





Sveliamo qui i retroscena della previsione dei futuri cicli solari dello scienziato solare russo Abdussamatov

26 06 2009

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Tempo fa qui su Nia pubblicai un intervista allo scienziato russo Abdussamatov, in molti chiesero maggiori delucidazioni in merito. Ed ecco qui allora la teoria di Abdussamatov tradotta dal sottoscritto… buona lettura.

Precise misurazioni delle variazioni temporali della forma e del diametro del Sole, non distorte dalla instabilità del clima della Terra può essere effettuata solo grazie una navicella spaziale. Questo progetto, definito Astrometria, studia  il cambiamento del diametro solare e delle conseguenti variazioni della TSI nel corso di cicli solari di 11 e 200 anni, e, di conseguenza, anche le variazioni del clima terrestre nel presente, passato e futuro. Se tale progetto è attuato nel tempo, saremo in grado quindi di fare affidabili previsioni del clima terrestre globale almeno 8 anni prima. Sarà possibile in questo modo correggere eventuali decisioni politiche-economiche prese a causa dei cambiamenti climatici.

Sulla base delle analisi passate di attività delle macchie solari, J. Eddy (JA Eddy Science. 1976. 192, 1189), ha evidenziato una significativa correlazione tra i periodi cimatici e le variazioni delle Sunspots durante tutto il millennio passato e i corrispondenti notevoli cambiamenti climatici sulla Terra. Conducendo una ricerca simile,  Eugene Borisenkov (Climate variations during the last millennium. Leningrad. 1988. p. 275) ha trovato che, durante tutti i 18 profondi minimi solari simili al minimo di Maunder avvenuti con scadenza di 200 anni negli ultimi 7 millenni, ci furono periodi di raffredamento globale. Mentre i cicli di 200 anni di attività massima  di macchie solari coincisero con delle fasi di riscaldamento globale. Questi cambiamenti del clima globale, potevano essere associati solo alle variazioni di attività solare, perchè un tempo non esistevano le influenze umane. Questa è la prova che durante i 200 anni di attività solare massima, la TSI era elevata e durante i periodi di attività minima la TSI era di molto inferiore. Infatti la TSI è strettamente correlata alle variazioni delle macchie solari.

Nel complesso, il ciclo solare è un elemento chiave per la nostra comprensione delle diverse variazioni cicliche del clima e conseguentemente della società.

Attualmente abbiamo una ininterrotta serie di osservazione  della TSI dal 1978 (linea in grassetto sulla figura), misurata direttamente mediante speciali strumenti nello spazio. L’ampiezza della variazione della TSI in ogni ciclo di 11 anni durante il massimo solare nwll’ambito di un ciclo di 200 anni, è pari a circa 1,0 W / m 2 o 0,07% ed è andata gradualmente diminuendo dall’inizio del 1990.

1La TSI origina fisicamente a causa di  complessi processi che avvengono nella profondità del Sole e sono causati dalle variazioni delle sue proprietà interne.IL Progressivo cambiamento della temperatura dello strato superficiale che raggiunge al massimo un valore di 0,001° al giorno  porta ad una variazione  della pressione all’interno della strato superficiale e , di conseguenza, rompe l’equilibrio idrostatico definito dalla somma della pressione interna e della gravitazione. Il sole può tornare in equilibrio ermodinamico solo mutando la sua dimensione proporzionalmente al valore  che garantisce l’equilibrio della pressione interna e di gravitazione, che a sua volta porta al cambiamento di temperatura della superficie solare.  I cambiamenti della TSI sono quindi  il risultato di variazioni del raggio solare durante cicli di 11 – e 200-anni.

 Di conseguenza, la quantità di energia solare fornita alla Terra è direttamente legata al valore del raggio solare, in altre parole alla superficie radiante della nostra stella. Variazioni cicliche della STI si verificano a causa delle oscillazioni del raggio solare con ampiezza fino a 250 km entro un “Piccolo”  ciclo di 11-anni e fino a 750 km entro un Grande ciclo di 200.

1Come si può vedere dai grafici sopra, le variazioni cicliche di cicli di 11 e 200 anni del raggio solare, della TSI e delle sunspots sono correlate sia in fase che in ampiezza. La regolarità di cui sopra consente, sulla base degli attuali dati della serie di attività delle Sunspot, di dedurre il corso della STI durante i secoli e millenni passati e di poter prevedere così i futuri cambiamenti climatici del clima.

Riassumendo, l’analisi dei processi fisici che si verificano nel profondo del sole dimostra che i cambiamenti di temperatura del sole sono causati da cambiamenti di pressione all’interno di esso, che portano ad uno squilibrio del sistema. Le oscilazioni della fusione termonucleare all’iterno del nucleo solare sono le maggiori cause di questa instabilità.  Il sole può ritornare ad un equilibrio termodinamico solo modificando opportunamente la sua dimensione fino al valore che garantisce il ripristino dell’equilibrio tra la gravitazione e la pressione interna. Gli aumenti di temperatura del Sole quasi periodici nel lungo termine  e di conseguenza anche della pressione del nucleo, causano aumenti delle sue dimensioni e in modo proporzionale alle variazioni del raggio, cambia anche la TSI. Variazioni minime a temperatura e raggio portano allo sviluppo di cicli deboli (una piccola ampiezza di attività solare e variazioni STI), mentre notevoli variazioni di temperatura e di raggio, provocano cicli forti.

La variazione della TSI  nel corso di unciclo di 200 anni, definisce l’ulteriore corso della STI e dell’attività di macchie solari non solo per il prossimo ciclo, ma anche per diversi cicli successivi ( anche se con minore precisione). Così, il più probabile valore di SSN per il  massimo del ciclo 24 ciclo sarà di 65 ± 15. Mentre i successivi cicli 25 e 26 che cadono sulla fase di discesa del ciclo di 2 secoli, avranno i corrispondenti livelli massimi di SSN pari a 45 e 20 ± 30 ± 20, rispettivamente. Infine, il profondo minimo del ciclo di 200 anni del Sole è molto probabile che inizi col ciclo 27, circa nel 2042 ± 11 anni. Tale minimo potrebbe durare per circa 45-65 anni (Abdussamatov HI KPhCB. 2005. 21, 471; KPhCB. 2007. 23, 141). Così, nei prossimi cicli 24-26 si avrà la tendenza di un ulteriore diminuzione di ampiezza della TSI.

Fonte articolo e grafici: http://www.gao.spb.ru/english/astrometr/index1_eng.html

SIMON

 





Dati Noaa: come sarebbero stati nel 1913

25 06 2009

 

1Il grafico postato sopra rappresenta l’andazzo delle macchie solari negli ultimi 3 mesi.

Ora voglio provare a resettare i dati ufficiali Noaa come se magicamente invece che nel 2009 fossimo stati ad inizio ‘900.

 

1Ovviamente non vi è alcun pretesa scientifica in tutto questo, ma solo un tentativo, se volete anche abbastanza approssimativo, di mostrare come sarebbero state le cose 100 anni fa.

In cuor mio, credo che la situazione non sarebbe molto diversa da quella prospettata nel grafico modificato, anzi credo che se ci sono imprecisioni, siano più in eccesso che in difetto…

Se continuassi questo gioco, verrebbe fuori che da gennaio fino a fine marzo, ovvero gli altri 3 mesi mancanti dell’anno, solo la macchia di gennaio avrebbe preso un numero nel 1913.

Ne verrebbero fuori alcune interessanti questioni:

1) E’ molto probabile che il 2009 avrebbe messo in saccoccia il record di giorni spotless di fia

2) Il 2009 continuando con questa scarsa attività batterebbe il 1913 in quanto giorni spotless totali nel corso di un anno solare

3)Non oso immaginare cosa accadrebbe nella comunità scientifica e non solo se i conteggi fossero stati fatti con criteri paralelli a quelli passati, è molto probabile che qualcuno, anzi più di qualcuno alzerebbe le antenne, con ovvie riperussioni sulla politica economica (ma non solo) globale!

Insomma cari amici, abbiamo scherzato, abbiamo cercato di fare un piccolo esperimento di cosa sarebbe stato se non fossimo stati nel 2009,,, in molti dicono che la cosa più importante è l’effetto del sole sul clima, che non sarà di certo veicolato da questi conteggi moderni, e su questo sono in assoluto accordo…ma nessuno potrà mai negare che la statistica solare, un lavoro centenario di uomini di scienza del passato, sia stata ormai completamente corrotta da metodi di conteggio a dir poco imbarazzanti, specie nell’ultimo mese, rendendo praticamente inutile il  lavoro certosino dei nostri predecessori.

Ci sono molti che stanno notanto queste incongruenze e che cercano di capirne i motivi che vi stanno dietro.

Noi nel nostro piccolo cercheremo di continare a monitorare la situazione, denunciando tutti i fatti che accadono ed accadranno con lo stesso zelo che ci ha sempre contraddistinto. Se qualcuno passa di qua anche per un solo attimo, sa che dietro al nostro lavoro c’è la convinzione di denunciare cose vere e tangibili, per quanto ci sia possibile, non trascurando il fatto che anche noi, in quanto uomini, possiamo cadere in facile errore.

Simon

UPDATE: Intanto ieri il Noaa rettifica l’11 e mette 0…in teoria avrebbero dovuto contare, dato che la macchia era presente dopo la mezzanotte anche se per poco tempo.

Altra prova che hanno la coscienza sporca, troppa differenza tra SSN e solar flux





Intanto la regione 1023 oggi è già in fase di forte decadenza, ed il solar flux resta a 67.5!

24 06 2009

1Come potete osservare dal sat di Big Bear, le macchie stasera appaiono notevolmente ridotte rispetto a ieri, già da domani intempi “normali” si dovrebbe tornare spotless, ma già sappiamo che non sarà possibile.

Intanto oggi alle ora 17 il solar flux fa registrare un valore di 67.5, ciò vuol dire che le 2 regioni non sono state in grado di dare particolari scossoni all’attività magnetica della nostra stella.

Siamo in un periodo in cui le macchie non latitano più come prima, ma in cui però il sole continua la sua lunga fase di minimo, grazie a tutti gli altri suoi indici che ancora non si sono decisi ad aumentare.

Lo vedremo meglio il 30 giugno, ma intanto vi anticipo che vi è una grande, anzi grandissima, discrepanza tra il flusso solare ed il suo rapporto con l’SSN rispetto al mese di maggio scorso,ad indicare come è anche ben scritto da Angelo nel suo articolo, un forte cambiamento nel conteggio delle sunspots, cambiamento iniziato dal 1996 circa grazie all’uso del sat Soho, ma ultimamente esacerbato dai conteggi Noaa assolutamente falsificati a causa di ragioni più grandi di noi.

Il vento solare stamane è un pò risalito grazie al buco coronale transequatoriale che latitava da un mese, domani dovrebbe essere già in calo. Gli altri indici solari sono sempre a valori molto bassi.

Simon

Uptate: alle ore 20, solar flux a 66.8!!!