Sam contro Shelob

17 12 2009

Tratto da un Articolo di John Coleman (Originale) (tradotto da google).

L’autore descrive l’antropic global warming (AGW) come un mostro formato da almeno sei zampe, ricordando il gigantesco ragno di tolkeniana memoria, Shelob. Le zampe di questa orrida creatura sarebbero formate:

(1) dai grandi flussi di denaro che sovvenzionano gli scienzati  del cambiamento climatico e le loro potenti  istituzioni, dai centri governative, alle università,

(2) dalle Nazioni Unite del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) con una sede a Ginevra, fortemente finanziato da una burocrazia controllata da un governo mondiale di attivisti politici,

(3) dagli ambientalisti che cercano di usare la minaccia di caos climatico per fermare l’uso dei combustibili fossili e di tornare ad una più semplice, più “naturale”, stile di vita primitiva,

(4) dai governi a tutti i livelli i cui leader politici trovano affrontare il riscaldamento globale come la loro possibilità di salvare tutti noi dal disastro per  cementare il loro status e il proprio successo,

(5)dai mezzi di comunicazione popolato da persone che amano per avvertirci di catastrofe imminente e ci dà la consulenza abbiamo bisogno per far fronte, che credono in Al Gore e il suo partito politico e che sanno che “Il cielo cade” è il titolo di migliore tutti,

(6) Al Gore, che usa il suo status di ex-senatore di successo e Vice Presidente per fornire una piattaforma in grado di promuovere il suo messaggio di squallore e di desolazione,  un messaggio imparato nella sua classe di scienza al college a cui deve avere veramente creduto per molti anni, ma ora potrebbe essere  solo una minaccia a vuoto.

A questa brillante descrizione aggiungerei un letale pungiglione avvelenato fatto di risorse finanziarie e di una struttura di potere  impressionante.

Un gigantesco mostro fatto per terrorizzarci con visioni di un mondo senza ghiacci, con i mari che ci sommergeranno, in cui moriremo di caldo, migliaia di specie si estingueranno, gli habitat saranno distrutti,  gli uragani saranno più frequenti e intensi.  Tutto questo starebbe  accadendo, ci viene detto,  a causa della anidride carbonica (CO2) prodotta dall’uomo.  Per porvi rimedio l’unica soluzione è finire nella sua ragnatela. Copenaghen rappresenta la quindicesima volta in cui i delegati si incontrano per creare una rete (tela di ragno) in cui contrastare queste oscure visioni. Queste visioni sono probabilmente  una mera fantasia fatta per ingannarci.

Sam nel Signore degli Anelli spaventa il mostruoso ragno con una spada magica (Pungolo).  La spada illuminatasi spaventa il ragno. Sam sfrutta il momento propizio per ferire  il ragno, e lo ricaccia nelle oscurità che merita. Anche noi come Sam abbiamo un’arma altrettanto potente ed illuminante ed è la verità.

Anbrea B





Effetto Climategate

15 12 2009

Ad un mese ormai dalla fuoriuscita dell’e-mail e di documenti  dal CRU (climate Research Unit) mi premeva fare il punto della  serie di eventi che sono accaduti. Ricordo a tutti che i modelli del CRU rappresentano un cardine fondamentale per l’ IPCC e per i sostenitori dell Antropic  Global Warming  (AGW riscaldamento del globo dovuto all’uomo),

Apparentemente sono state sviluppate una serie di teorie su come i dati siano fuoriusciti dall’ University   Of  East Anglia  sede del CRU che possono essere ricondotte fondamentalmente a tre:

A) un hacker che è penetrato nel sistema e ha avuto il tempo di selezionare i documenti sparsi nei server dell’università

B) una talpa (pentito, gola profonda) che negli anni ha collezionato tutta una serie di documenti  dai diversi computer

C) un errore di un ricercatore che volendo nascondere i dati imbarazzanti a causa di una richiesta di informazioni  ha lasciato che il file in un sito ftp di libero accesso.

Non mi volevo soffermare sulla autenticità dei documenti,  sulle motivazioni che hanno spinto il possibile hacker o talpa ad agire ma su quello che la fuoriuscita di questi dati sta generando. .

Al di là dei semplici articoli sui giornali come questo scandalo sta cambiando la sensibilità della gente e dei politici sul cambiamento climatico?

I primi articoli sui dati CRU escono in internet il 19 Novembre. In cinque giorni inizia una petizione  nel Regno Unito per far chiudere il CRU, la  raccolta di firme terminerà a febbraio 2010.

Intanto in  Australia, a fine Novembre, doveva  passare una legge simile a quella europea/Americana per la creazione di un mercato sulle emissioni dei gas serra (certificati verdi). Dopo lo scandalo Climategate la legge appoggiata sopratutto dai liberali non passa in parlamento. Questo apparentemente è un segno che anche i politici iniziano a  interrogarsi sulla veridicità/serietà delle ricerche CRU.

Quasi in contemporanea il 1 Dicembre esce la notizia dell’autosospensione del capo del CRU Phill Jones fino alla conclusione dell’inchiesta indipendente dell’University   Of  East Anglia; il 3 Dicembre viene nominato a capo temporaneo del CRU Sir Muir Rusell (da Wattsup).  Probabilmente le pressioni subite dall’università e da Phill Jones da parte sia della comunità scientifica che dalla gente comune è stata tale da richiedere questa indagine, speriamo i concluda velocemente.

Invece non si concluderà rapidamente la rielaborazione da parte del Met Office di 160 anni di dati climatici che a loro avviso terminerà solo fra tre anni (fine 2012)(4/12/2009 da Wattsup). Interessante la creazione sempre del Met Office di una petizione di scienziati in favore del CRU al fine di riqualificare  l’immagine della struttura. La difesa da parte del Met Office parrebbe giusta i metodi per ottenere la firma dei sottoscrittori un po meno. Il Met office è un datore di lavoro, stanzia fondi per la ricerca, alcuni ricercatori si sono sentiti quasi obbligati  di firmare la petizione (Dal times e Wattsup)

Infine segnalo che anche nella camera dei Lord si inizia a parlare dello scandalo CRU (da Wattsup).

Ritengo che l’effetto climategate si sia propagato a dovere in internet, e che stia dando risultati paragonabili ad un effetto domino sul mondo reale, sulle scelte dei nostri politici, e sull’opinione pubblica.

Fermare una macchina organizzata come il Global Warming è una impresa molto difficile ma proprio ora che è lanciata a tutta velocità rischia di scontrarsi con il macigno del Climategate.

Andrea B.





The CLIMATE GATE…tutto vero o qualcosa è stato esagerato ad arte?

21 11 2009

Siamo ancora in attesa di saperne di più, intanto siamo lieti che almeno una testata giornalistica italiana stamane riporta il fatto, ed è il “Foglio”:

http://www.ilfoglio.it/soloqui/3890

mentre da tutte le altre parti, compresi i TG nazionali principali, tutto tace, almeno così mi sembra di aver visto.

Questi in sintesi i punti che emergono dopo la lettura di alcune delle e-mail girate per la rete:

1) COSPIRAZIONI

2) COLLUSIONI NELL’ AVER ESAGERATO I DATI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE

3) POSSIBILE ELIMINAZIONE ILLEGALE DI INFORMAZIONI IMBARAZZANTI ALLE TESI PRO AGW

4) MANIPOLAZIONE DEI DATI

5) ORGANIZZAZIONE ALLA RESISTENZA DI DIVULGAZIONE DI DATI SCIENTIFICI

6) PRIVATE AMMISSIONI DI DIFETTI NELLE LORO DICHIARAZIONI PUBBLICHE

7) INTERFERENZE NELLE PEER-REVIEW

8) ECT ECT

Potete trovare altro materiale interessante qui:

http://ecotretas.blogspot.com/

Siamo in attesa di ulteriori notizie od approfondimenti, invito sia gli amministratori del Blog sia i semplici utenti a segnalare più cose o link possibili, l’articolo sarà continuamente “updato”.

Simon

UPDATE 1

Link a un  databasedi ricerca delle CRU e-mail: qui potete trovare tutte le e-mail uscite finora, c’è anche un comodo motore di ricerca, fatto davvero bene, ne parla anche A.Watts sul suo Blog:

http://www.anelegantchaos.org/cru/index.php

UPDATE2: Io posso solo riproporvi un articolo apparso su NIA alcuni mesi fa di uno scienziato (prof Deming) che se ne uscì dall’IPCC:

http://daltonsminima.wordpress.com/2008/10/24/lincubo-dellipcc-dobbiamo-sbarazzarci-del-periodo-caldo-medievale/

All’epoca poteva anche sembrare un bufala, ora un pò meno…

UPDATE3: Steve McIntyre che aveva contestato per primo il lavoro di Mann sulle temperature record della penisola di Yamal ha creato un sito mirror su wordpress in quanto  il suo blog climate audit è diventato sovraccarico in questi giorni

http://camirror.wordpress.com/

Tradotto da google

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&sl=en&tl=it&u=http://camirror.wordpress.com/&rurl=translate.google.it&usg=ALkJrhg95ZXfuCR9BPuVsiE8Vky28L7xzw

Intanto su watts up un articolo di Roy W. Spencer, Ph. D.  sull’ elitarismo del clima IPCC macchina

http://wattsupwiththat.com/2009/11/21/spencer-on-elitism-in-the-ipcc-climate-machine/

Tradotto da google

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&sl=en&tl=it&u=http://wattsupwiththat.com/2009/11/21/spencer-on-elitism-in-the-ipcc-climate-machine/&rurl=translate.google.it&anno=2&usg=ALkJrhhles7FskDFUL21OUFYCaTUKZf07A

UPDATE 4 di Domenica 22

Importante  sintesi delle mail Cru più interessanti

http://bishophill.squarespace.com/blog/2009/11/20/climate-cuttings-33.html

tradotto da google

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&sl=en&tl=it&u=http://bishophill.squarespace.com/blog/2009/11/20/climate-cuttings-33.html&rurl=translate.google.it&usg=ALkJrhjiNBZhVp8XoREPPFj76CAWQvd_sA






L’artico sta diventando un incubo per i serristi…

2 05 2009

amsre_sea_ice_extentFonte: http://www.ijis.iarc.uaf.edu/seaice/extent/AMSRE_Sea_Ice_Extent.png

Premesso che i conti li faremo alla fine, cioè durante l’estate e soprattutto al suo termine, non possiamo rimanere in silenzio dinanzi la situazione dei ghiacci artici che ormai da giorni hanno preso il sopravvento dinanzi gli anni passati!

Tra l’altro, e se ne è parlato tanto anche nei blog internazionali, i 2 principali centri per l’analisi dell’estensione del mare ghiacciato al polo, presentano delle sensibili differenze nei loro dati:

qui ad esempio il Norsex che ci vede indietro rispetto la media di circa 500.000 km2

ssmi1_ice_ext1Fonte: http://eva.nersc.no/vhost/arctic-roos.org/doc/observations/images/ssmi1_ice_ext.png

e qui invece l’Nsidc che invece ci vede molto vicini alla media:

n_timeseries1Fonte: http://eva.nersc.no/vhost/arctic-roos.org/doc/observations/images/ssmi1_ice_ext.png

Tra l’altro la cosa è davvero molto strana perchè in teoria ci si dovrebbe aspettare l’esatto contrario, in quanto Norsex usa una media di riferimento 1979-2007, mentre Nsidc 1979-2000, quindi un lasso temporale che non tiene conto degli ultimi anni 2000 quando i ghiacci artici iniziarono la loro debakle. Ci si aspettava dunque di essere più lontani dalla media nel primo caso piuttosto che nel secondo!

Sembrerebbe che la spiegazione di tutto ciò sia dovuta o a un diverso algoritmo di calcolo usato dai 2 centri, o forse ancora più probabile al fatto che Norsex non consideri l’area di ghiaccio nel mar di Bering invece calcolato dall’Nsidc, differenza quindi che si dovrebbe assotigliare e sparire col proseguire della bella stagione, quando i ghiacci presenti nel mar di Bering andranno incontro al fisiologico declino.

Noi siamo qui ad aspettare e monitorare come sempre quello che accadrà, è innegabile che la prossima estate la posta in palio è molto alta, intanto i sostenitori dell’AGW  hanno già messo le mani avanti, forse preccupati da questo eccezionale Minimo solare, dicendo che il GW andrà in corso ad una pausa di crca 20 anni, per poi riprendere più forte che mai… della serie quando non si sa che dire di fronte la realtà, si cerca di soppravvivere come si può…

Simon





I ghiacci artici nel 1958-1959…cartoline da GW!

28 04 2009

Skate (SSN-578), surfaced at the North Pole, 17 March 1959.

Sottomarino statunitense emerge dalla superficie del polo nord senza ghiacci il 17 marzo del 1959

Cosa direbbero i Media e quelli dell’ NSIDC  se vedessero una foto come questa ai giorni nostri? 

Potremmo vedere dei titoli tipo ”Polo Nord libero dai ghiacci”? O forse “Il Global warming scioglie il Polo Nord”?

Questo è il racconto di un membro dell’equipaggio a bordo della USS Skate che navigava al Polo Nord nel 1959 e in numerose altre località artiche durante le missioni del 1958 e 1959:

“Il sottomarino Skate ha trovato il mare aperto sia in estate che  nell’inverno successivo. Noi navigammo in superficie in prossimità del Polo Nord durante l’inverno attraverso il ghiaccio sottile inferiore a 2 piedi di spessore. Il ghiaccio si muove dall’ Alaska all’Islanda e il vento e le maree causano il mare aperto appena  il ghiaccio si scioglie. Il ghiaccio polare della calotta glaciale ha uno spessore medio di 6-8 piedi, ma a causa del vento e delle maree  il ghiaccio si rompe e si trasforma in una larga area di mare aperto, e poi questi settori ricongelano con ghiaccio sottile. Noi avevamo  apparecchiature sonar che potevano trovare queste zone di mare aperto o di ghiaccio sottile in modo da venire in superficie limitando così i danni al sommergibile.”

Seadragon (SSN-584), foreground, and her sister Skate (SSN-578) during a rendezvous at the North Pole in August 1962

Un’altra foto testimonia un’altra emersione di 2 sottomarini USA nell’agosto 1962 (3 anni più tardi quindi)

3-subs-north-pole-1987

Ed ancora, come scritto anche nella foto, che è anche famosa, nel maggio 1987…

Fonte foto ed articolo: www.wattsupwiththat.com

E a pensare che fino a qualche anno fa, anch’io credevo ciecamente all’AGW…

Potere dei media!

Simon





Dimagriamo tutti, non mangiamo più! Ingrassare fa male alla salute…ed anche al GW!

24 04 2009

Potrebbe sembrare uno scherzo, ma non lo è…

Non credo ci sia bisogno nemmeno di commentare…

Ecco dove vanno a finire i soldi della ricerca scientifica!

http://temporeale.libero.it/libero/fdg/2780621.html

Simon





Se non è la CO2 saranno gli aerosol, per la Nasa-GISS tutto fa brodo pur di giustificare l’AGW!

16 04 2009

Le temperature nella regione artica sono aumentate più velocemente rispetto ad altre parti della Terra a partire dal 1890. Come sapete si è puntato il dito contro le immissioni di CO2 in atmosfera, almeno fino ad ora, perché un recente studio della Nasa Giss ha spostato metà della colpa sugli aerosol, piccole particelle sospese in aria. Nello studio, guidato dallo scienziato Drew Shindell, si è utilizzato un particolare modello per indagare il grado di sensibilità di alcune regioni del pianeta alle variazioni della concentrazione di CO2, ozono e aerosol. Gli scienziati della Nasa hanno scoperto che il clima alle medie e alte latitudini è particolarmente sensibile alle variazioni dei livelli di aerosol, indicando questi come la causa del 45% o più del riscaldamento artico misurato a partire dal 1976. Da tale data, infatti, la regione artica ha visto aumentare la sua temperatura di 1,5 ºC a differenza dell’Antartide, dove è aumentata di solo 0,35 ºC (vedi immagine sotto). Questa discrepanza trova la sua spiegazione nel fatto che l’Artico si trova vicino al Nord America e all’Europa, altamente industrializzati, che producono la maggior parte degli aerosol immessi in atmosfera.

Fonte grafico: http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2009/04/nasa_arctic_aerosol_warming.png

Sebbene vi siano diversi tipi di aerosol, due in particolare, svolgono un ruolo climatico rilevante e sono entrambi prodotti anche dalle attività umane:

a) aerosol solfati, prodotti dalla combustione di carbone e petrolio, che disperdono la radiazione solare e determinano un raffreddamento dell’atmosfera;

b) aerosol carbone nero, prodotti dalla combustione non completa di combustibili fossili, biocarburanti e biomassa che causano, invece, un riscaldamento dell’atmosfera.

Negli ultimi tre decenni la diminuzione delle concentrazioni di aerosol solfati da parte degli Stati Uniti e dell’Europa (circa il 50%) e l’aumento degli aerosol carbonio nero nel continente asiatico hanno contribuito al rapido riscaldamento della regione artica.

  1. Il rapporto sul cambiamento climatico dell’IPCC (2007) fornisce un forcing negativo (diminuzione della radiazione solare entrante in atmosfera pari a -1,2 W/m2) di tutti gli aerosol in disaccordo con la posizione di Drew Shindell, il quale immette nel suo modello un forcing positivo sia che consideri tutti gli aerosol che solo il contributo degli aerosol solfati e carbone nero. La verità è che rimangono forti dubbi sia sull’esatta concentrazione di queste particelle in atmosfera che sul loro effettivo contributo al forcing radiativo.
  2. Se il modello funziona dovrebbe dar conto anche delle anomalie di temperature riscontrate prima del 1976. Se osservate la prima immagine, si vede chiaramente una diminuzione della temperatura artica e globale dal 1940 al 1970. Hansen, scienziato pupillo di Al Gore, suggerisce che questo raffreddamento sia dovuto in parte all’incremento degli aerosol -presumo solfati – prodotti massicciamente da industrie e centrali elettriche. Come giustificare, allora, l’incremento di temperatura prima del 1940? Osservate la variazione della irradiazione solare o le oscillazioni delle temperature dell’ Atlantico e del Pacifico (AMO+PDO), entrambe spiegano le variazioni di temperatura della regione artica.
fonte: http://icecap.us/images/uploads/Arctic.jpg

fonte: http://icecap.us/images/uploads/Arctic.jpg

 
Fonte: http://icecap.us/images/uploads/ARCTICTEMPSvsPDOAMO.jpg

Fonte: http://icecap.us/images/uploads/ARCTICTEMPSvsPDOAMO.jpg

       3.  Il loro modello non è in grado di spiegare la diminuzione di temperatura nell’artico a partire dal 2005 e in linea con l’andamento globale (vedi immagine, dati satellitari )
http://icecap.us/images/uploads/ARCTIC05-09.jpg

http://icecap.us/images/uploads/ARCTIC05-09.jpg

La diminuzione degli aerosol sarebbe auspicabile per la salute della gente ma questi scienziati sono della Nasa Giss e il che è tutto un dire. Se non è l’anidride carbonica sono gli aerosol. Un altro modello che vuole mettere una pezza alla crescente diffidenza verso il riscaldamento antropico determinato dai gas serra?




Un’amara sorpresa dalle misure del satellite ERBS per i sostenitori dell’AGW: altro duro colpo all’IPCC!

3 04 2009

L’effetto serra

Un corpo nero, in fisica, è un sistema in grado di assorbire tutta la radiazione che lo colpisce. Essendo in perfetto equilibrio termico, per la conservazione dell’energia, esso emette tutta la quantità di radiazione che assorbe dall’esterno. La radiazione emessa a diverse lunghezze d’onda prende il nome di spettro di emissione del corpo nero e dipende soltanto della sua temperatura. Il Sole come anche la Terra sono sistemi in equilibrio termico e si comportano, almeno approssimativamente come due corpi neri. Il primo si trova ad una temperatura di 6000 K ed emette soprattutto nel visibile (vedi l’immagine sotto). La seconda riceve la radiazione solare e la riemette sotto forma di radiazione infrarossa trovandosi ad una temperatura di 255 K .

Fonte: http://physics.schooltool.nl/irspectroscopy/images/planck_black-body_radiation.png

Fonte: http://physics.schooltool.nl/irspectroscopy/images/planck_black-body_radiation.png

L’atmosfera terrestre è più o meno trasparente alla radiazione solare, ma non alla radiazione infrarossa emessa dalla Terra per la presenza del vapore acqueo, delle nuvole e in misura molto minore della CO2. L’incremento della quantità di gas serra presente in atmosfera determina un innalzamento della sua temperatura perché è maggiore la radiazione infrarossa assorbita. Se, ad esempio, si raddoppia la quantità di anidride carbonica in atmosfera si ha un innalzamento di temperatura di circa 1°C.

Un processo interno al clima che risponde ad un riscaldamento in modo da amplificare la risposta è noto come feedback positivo. Un processo che diminuisce la risposta prende il nome di feedback negativo.. La preoccupazione maggiore degli scienziati dell’IPCC risiede nel fatto che questo incremento di temperatura porterebbe ad un maggiore assorbimento di radiazione infrarossa da parte del vapore acqueo e delle nuvole e avverrebbe di conseguenza un ulteriore incremento di temperatura (feedback positivo). Il modello climatico GCM (General Circulation Models) a cui si riferisce l’IPCC  calcola che questo nuovo aumento vari da circa 1,5°C a 5°C.

In questa descrizione semplificata dell’effetto serra, che comunemente viene insegnata anche a scuola, si tiene conto solo dello scambio di calore mediante irraggiamento che porterebbe rapidamente ad una temperatura dell’atmosfera di 77 C. Come ben sapete non è così, la temperatura è di soli 15 C e questo è dovuto al fatto che lo scambio termico nell’atmosfera non è semplicemente radiativo, ma anche convettivo. Si muovono grande masse di aria che trasferiscono parte del loro calore alla terra e in particolar modo agli oceani. Tutte le oscillazioni di temperatura note come El nino, la PDO (Pacific decadal oscillation), etc, sono associate alla dinamica interna atmosfera-oceani e influenzate da questo scambio termico. Queste variazioni su scala annuale e decennale influenzano anche i meccanismi di feedback.

Una grossa sorpresa dalle misurazioni satellitari

Le misure di radiazione emessa dall’atmosfera nello spazio, fatte dal satellite ERBS, ci mostrano che esiste un totale disaccordo con le previsioni dei modelli climatici a partire dal 1989. La cosa si vede chiaramente nell’immagine sotto, dove vengono riportate sulle ordinate le variazioni di radiazione infrarossa misurate fuori dall’atmosfera terrestre (linea rossa), e quelle previste mediando su vari modelli climatici (linea tratteggiata). I valori misurati superano di 7 volte quelli previsti.

fonte: http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2009/03/lindzen4.png

fonte: http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2009/03/lindzen4.png

Come è possibile spiegare questo totale disaccordo a partire dal 1989? La risposta la fornisce il professore Alfred Sloan del MIT. L’ atmosfera terrestre può contenere energia termica solo entro un certo limite. Esiste una temperatura di equilibrio che superata determina una emissione di radiazione verso lo spazio e ciò costituisce un forte feedback negativo che mitiga il cambiamento climatico. I nuovi calcoli indicano che un raddoppio di concentrazione di C02 a livello mondiale determinerà un aumento di soli 0,3 gradi, un effetto talmente piccolo che si potrebbe confondere facilmente con le normali variazioni climatiche.

Ecco un semplice e simpatico esempio di feedback positivo e negativo. In auto, i pedali del freno e dell’accelerazione fungono da feedback negativi, infatti servono a ridurre la velocità se andiamo troppo veloce o ad aumentarla se andiamo troppo piano. Se qualcuno inverte la posizione dei due pedali senza informarci, avremmo un feedback positivo: aumentiamo la velocità quando andiamo troppo veloci e rallentiamo quando andiamo troppo piano.

La cosa assurda è che il capo degli allarmisti climatici, James Hansen, consigliere di Al Gore, ha affermato che il feedback positivo descritto nella prima parte avrebbe portato gli oceani a bollire. Se guardiamo alle concentrazioni di CO2 nelle epoche geologiche sappiamo che esse sono state molto superiori a quelle attuali, eppure, non è avvenuto nulla del genere. La teoria del feedback positivo sostenuta da Hansen, che è un dipendente della NASA, è stata smentita, ironia della sorte, proprio da un satellite della Nasa stessa.

Fonti:

http://wattsupwiththat.com/2009/03/30/lindzen-on-negative-climate-feedback/

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_nero

http://www.cato.org/pubs/regulation/regv15n2/reg15n2g.html

http://westinstenv.org/sosf/2009/04/01/co2-negative-feedback-and-the-earths-radiation-budget/

Scritto da Angelo





…il destino è ormai segnato…

28 03 2009

Vi chiedo se siete a conoscenza che ormai la sorte climatica
del pianeta è irreversibilmente segnata, il G.W. ci porterà ad una morte,più
che per noi per le future generazioni, per la quale ci hanno fornito anche
due opzioni di scelta, la prima è quella di finire arsi vivi, consentitemi
l’esagerazione, la seconda è quella di finire annegati a causa dell’
innalzamento del livello degli oceani.
Ovviamente il responsabile di quest inarrestabile marcia del G.W. è la CO2,
a questo punto vi starate chiedendo chi mai avrà proposto questa ennesima
notizia catastrofista, è stata la D.ssa Susan Solomon coadiuvata in questa
impresa da altri tre scienziati.
La cosa che più mi ha lasciato sbalordito la potrete leggere
nell’elaborazione grafica dei dati, sono stati così bravi che la loro
previsione giunge fino all’anno 3000.
La conclusione è che anche se azzerassimo le emisioni di CO2 istantaneamente
la cosa non avrebbe alcuna ripercussione sul processo di riscaldamento orami
avviato ed arrivato oltre il punto di non ritorno.
Maggiori dettagli li troverete ai seguenti link:

http://www.pnas.org/content/106/6/1704.full

ovviamente la notizia è stata ripresa anche dai mezzi di informazione
italiani
http://www.focus.it/natura/ambiente/news/Riscaldamento_globale_CO2_e_il_ruolo_degli_oceani_2903171417.aspx

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/03/18/clima_inutile_tentare_salvare_mondo_555.html

Considerato che la nostra sorte, ma soprattutto quella delle generazioni
future è ireversibilmente segnata, chiudiamo tutto baracca e burattini,
godiamoci gli anni che ancora ci restano da vivere con i nostri cari,
smettendola di dare la caccia alle streghe, correndo dietro l’attività
solare, che come è giusto che sia non viene considerata da nessuno. Il clima
ha intrapreso questa inarrestabile marcia vesro un cospicuo riscaldamento,
la principale artefice di tutto ciò è la CO2, tutto il resto,sole compreso,
non hanno voce in capitolo, che sia una volta e per tutte ben chiara a tutti
come realmente si presenta e si prospetta la situazione.
Questo si che è un commento da matti…..:-)..ora posso essere rinchiuso
senza ombra di dubbio…:-)

Antonio Marino





La Green…list! Ma verde è l’economia o i dollari? Tutti gli uomini dell’IPCC…

19 03 2009

Lo scorso 1 marzo comparse su The Times di Londra un articolo estremamente interessante ai più sfuggito.
Il titolo non può deludere le attese: “The Green Rich List”

Si discute molto infatti sull’importanza mediatica che ha assunto negli ultimi anni il Global Warming: lo troviamo dovunque!!! Su internet, alla TV, sui giornali, sulle pubblicità e persino come vessillo della verginità e della purezza sulle auto e sugli elettrodomestici che lo combattono.
In poche parole: oggi tutti siamo tempestati da ogni parte dalle vicende che affliggono questo povero pianeta in preda alla fornace globale.

Ed allora sarà curiosità di tutti sapere che il Times ha redatto una lista dei più ricchi uomini al mondo e dei loro investimenti proprio nel settore delle energie rinnovabili.
Vediamo chi sono, cercando di capire cosa rappresentano e soprattutto evitando di cadere nel Legittimo Sospetto.

Primo nella classifica: Mr Warren Buffet.
Ai più risulterà sconosciuto ma questo simpatico vecchietto è il titolare della Berkshire Hathaway che con i 100 miliardi di fatturato annui è una delle holding più grandi al mondo: le società all’interno di questa holding spaziano in qualsiasi settore. Non c’è area che sia scoperta: assicurativi, bancari, mediatici,alimentare, industriale, petrolifero, energetico ecc.. Un autentico colosso da 40 miliardi di dollari di valore: qualcosa come tre finanziarie dello stato italiano!!
Non v’è ovviamente da dubitare che i miliardi di dollari di Buffet nell’eolico siano remunerativi e non v’è ovviamente da dubitare che il peso mediatico del sig. Buffet e della sua company sia irrilevante.

Secondo posto: udite udite, è con noi Mister Bill Gates!!!!
Il poveretto di windows si è fatto fregare da Buffet per un solo miliarduccio di dollari: Bill Gates con i suoi 29 miliardi di dollari, investe nelle energie rinnovabili e soprattutto nei carburanti alternativi.
Non mi pare il caso di dilungarsi sul peso mediatico di questa raffinata figura di imprenditore.

Terzo posto: Mr Ingvar Kamprad!!
Qualcuno lo ricorda? Ma dai!!! il proprietario dell’IKEA!!! Uomo da 25 miliardi dollari!!

Ma proseguiamo pure…

Udite udite!! MR Bloomberg…Michael Bloomberg ! Ex Sindaco di New York ma soprattutto , molto più interessante, fondatore e proprietario di una delle più importanti riviste finanziarie al mondo, “ Bloomberg” appunto, e uno dei più importanti gruppi d’informazione:la Bloomberg L.P. Mr Bloomberg è uno tra gli uomini più ricchi al mondo con televisioni, radio, quotidiani, riviste, network e chi più ne ha, più ne metta!
Forse da un punto di vista mediatico qualche parolina sul Gw gli sarà sfuggita…giusto per far andar un po’ meglio gli ingenti investimenti sulle energie rinnovabili che ha fatto.

Questa poi è bellina!! Sentite chi troviamo al 7° posto: Micheal Otto!!! per chi non lo conosce sarà sufficiente sapere che la Otto GmbH & Co KG è la più grande multinazionale nel settore della pubblicità sia mediatica (spam) che postale di prodotti e servizi!!
Anche qui quindi un pizzico di sospetto che il peso mediatico di Otto finisca per agevolare gli investimenti della vecchiaia nel settore delle rinnovabili, pare ci sia…

Abbiamo poi Paul Allen, co-fondatore con Gates della Microsoft… Nulla da aggiungere…

Troviamo poi una paio di personaggiucci del cui peso mediatico forse si può dubitare….
Mr. Larry Page e Mr. Sergey Brin : Page non è ovviamente il chitarrista dei led Zeppelin! Insieme a Brin sono i modestissimi proprietari della macchina pubblicitaria più grande ed efficace al mondo: conoscete Google? Ne sono fondatori! Il più potente strumento di informazione e pubblicità al mondo è di proprietà di due persone che fanno importanti investimenti nel settore delle rinnovabili. Possiamo davvero qui dubitare che qualche riferimentuccio al Gw e ai cambiamenti climatici non vi sia? Possiamo dubitare che la macchina d’informazione per eccellenza, il motore di ricerca per antonomasia, sia fuori dal conflitto d’interessi? Vogliamo davvero proseguire questa classifica? Qualcuno si sta annoiando? Qualcuno farà brutti sogni stasera? Ma soprattutto: è davvero la Co2 il nostro problema?
E va beh! Proseguiamo pure:

Mr. T. Boone Pickens uno dei più grandi petrolieri americani:
Mr.Philip Anschutz proprietario di uno dei più importanti giacimenti petroliferi americani.
Mr. David Rockefeller nipote del celebre nonnetto e proprietario di una delle più importanti holding nel settore petrolifero del mondo.
Insomma…mi pare inutile proseguire. Qui trovate la lista completa. Sta a voi spulciarvi ogni singolo nome.
http://business.timesonline.co.uk/to…cle5816774.ece

Una delle più delicate faccende del 21° secolo rischia di ridicolizzarsi. Altro che economia verde!! qui di verde c’è solo l’odore di dollari.
La grande truffa mediatica è servita: petrolieri, media-bussines, pubblicitari, holding tra le più grandi al mondo…ecc.. tutti gli uomini più ricchi e mediaticamente influenti hanno investimenti da centinaia di milioni di dollari…miliardi di dollari…tutti nei nuovi settori dell’economia verde!!!L’unico settore che non è in recessione è proprio quello dell’ecocompatibile, delle rinnovabili…del verde!
E noi che stiamo qui a discutere sulla Co2! Dalla mattina alla sera veniamo rimbambiti da messaggi a dir poco subliminali. Messaggi che nel migliore dei casi parlano del clima con l’unica vera ragione di fomentare la domanda globale nei settori delle energie rinnovabili.
Qualcuno potrebbe obbiettare: ma i centri di ricerca cosa c’entrano con la televisione, i giornali ecc…
Sapete dove finiscono un buon 20% dei guadagni delle grandi Holding mondiali: ricerca e sviluppo. E’ un pratico modo per abbattere l’imponibile fiscale ed ottenere ottimi sgravi. Ogni grande holding finanzia decine di centri di ricerca in tutti i settori.
Ai centri di ricerca pubblici ci pensano ovviamente gli Stati…e già questo la dice lunga se si pensa che i maggiori investitori nelle energie rinnovabili sono proprio gli stati: Germania e Spagna sono ai vertici mondiali. E se non sono gli Stati direttamente ad investire, sono le società da esse partecipate: Eni ne è un valido esempio. Uno dei colossi mondiali nel settore petrolifero e idrocarburi che sta tra l’altro portando avanti enormi progetti anche in Italia: nell’eolico soprattutto. E’ giusto di oggi la notizia che la Toscana svilupperà eolico portando la capacità produttiva dai 45 megawatt ai 300 megawatt: grazie Eni!

Una delle più colossali truffe mediatiche è servita! Sta ad ognuno di noi credere a chi vuole.
Comportarsi secondo un etica ambientale è obbligatorio; ma cosa c’è di etico in tutto ciò?

Scritto da MARCUS (ilmeteo.it)

Marcus ha finalmente risposto al mio invito di scrivere un pezzo per NIA e finalmente ha accettato…il risultato è, credo, evidente! Non faccio altro che leggerlo questo articolo da quando me l’ha spedito qualche giorno fa… questa per me è l’essenza della verità, noi tutti dovremmo fare il possibile per evitare di essere continuamnte presi per i fondelli da questa gente qui!

Grazie Marcus—–Simon