Aspettando la 1029, l’attività solare resta a valori “very low”…

11 11 2009

La 103o domani nn ci sarà più, anche se ci scommetto qaunto volete che qualcuno avrà ancora il coraggio di conteggiarla…

Come già esposto in un messaggio nel precedente articolo, col metodo Layman la suddetta regione è stata conteggiata solo il giorno 9 novembre:

http://daltonsminima.wordpress.com/the-laymannias-count/

Veniamo al resto del sole: nel sud emisfero si sta formando ormai da ieri sera una regione del ciclo 24, nella stessa posizione in cui si formarono la maggiorparte delle regioni solari “importanti” del nuovo ciclo, anche se questa sembra non andare incontro a nulla di interessante.

Curioso invece notare come un pò sparse nella nostra stella vi siano ancora delle regioni con polarità invertita (dispari, trans, chiamatele come vi pare), anche queste comunque non paiono essere nulla di che.

Stiamo invece tutti quanti aspettando il ritorno della mitica 1029 che come potete vedere ha perso molta della sua forza magnetica pur restando una regione di tutto rispetto:

E’ molto probabile che al suo interno possa contenere ancora delle spots, come può anche essere che sia diventata ormai una grande plage, lo scopriremo tra un paio di giorni circa.

La media del flusso solare si attesta nella giornata di ieri a 70.10, gli altri indici solari sono tutti a livelli molto bassi.

Simon





4° giorno spotless consecutivo…

5 10 2009

Attività solare ridotta ai minimi termini:

Come sempre attendo il valore del flusso solare…

Simon

UPDATE: Solar flux alle ore 17 a 70.3. Attendiamo il valore ufficiale delle 20.





AGOSTO E’ 0

1 09 2009

http://sidc.oma.be/products/ri_hemispheric/

update: per oggi, 1° Settembre Catania conta e mette 14, il SIDC che dipende dall’osservatorio siciliano conterà sicuramente, settembre non parte quindi benissimo.
aspettiamo il NOAA che invece potrebbe non contare visto che già lo ha fatto ieri sera, che storia anche questa.
la macchia di ieri sera comunque a leggere altri siti di riferimento sembra essere stata visibili solo per pochissime ore.

giusto per curiosità va detto che rispetto allo scorso Agosto, ricco di polemiche, i centri internazionali si siano scambiati i ruoli.

FABIO

UPDATE2: Un grazie a Fabio per essere stato lesto stamattina ad aggiornare il Blog con i dati del Sidc.

Dando uno sguardo all’EIT 195, devo ammettere che rispetto a ieri la regione è andata aumentando di intensità:

Ma c’è stato un momento nella tarda serata di ieri che invece la regione appariva in fase di decadenza…

diciamo che il Noaa è stato anche abbastanza fortunato, così sono intoccabili, discorso diverso sarebbe stato se appunto la macchia avesse continuato il suo declino…ma come mostrano le immagini sopra, suddetta area attiva è andata rinforzandosi!

Meglio così sinceramente, almeno se siamo stati sfortunati, lo siamo stati effettivamente per qualcosa che meritava…va anche detto che, sarà solo un caso, ma tutti i satelliti tranne gli Stereo, sono praticamente bloccati!

Comunque ciononostante finisce a 0 per il Sidc, che ricordiamolo alla fin fine è il centro ufficiale internazionale di conta delle sunspot!

Ed ora non mi vengano a dire che l’osservatorio di Catania non è determinante nella segnalazione delle macchie al centro belga: stranamente finisce a 0 per Catania e finalmente ce la fa a finire a 0 anche per il Sidc!

Come già ricordato, nulla cambia all’eccezionale minimo solare in corso…

Il mese di agosto a livello di flusso solare, termina infatti con una media di 69.06!

A tal proposito non riesco davvero a capire il Dr.Svalgaard che afferma continuamente che il flusso è in fase di crescita…

a parte il fatto che siamo in fase di declino da 3 mesi di fila ormai, ma secondo voi che differenza c’è ad esempio tra agosto dello scorso anno che chiuse con una media di solar flux di 67.90 e quello di quest’anno a 69.06?

Un’unità in più di flusso solare fa così tanta differenza?

A me risulta che quando un ciclo riparte per davvero, le differenze anche tra un mese e quello successivo possono anche essere dell’ordine di parecchie unità, qui invece si tratta di aver concluso questo agosto rispetto non al mese prima ma addirittura a quello dell’anno scorso con la differenza di una sola unità, non so se ci rendiamo conto, dove sta sta crescita del flusso solare tale da poter affermare come fa Svalgaard che il ciclo 24 sia ripartito a tutti gli effetti???

Va beh, andiamo avanti per la nostra strada, il ciclo 24 sarà anche partito, ma forse Svalgaard ed il Noaa in generale non hanno ancora capito, o meglio fanno finta di non capire, che il minimo solare sta continuando e alla grande…

Alla prossima serie spotless ragazzi…

Simon





ATTIVITA’ SOLARE…FACCIAMO IL PUNTO DELLA “REALE” SITUAZIONE

6 07 2009

Prendo solo lo spunto, non è assolutamente mia intenzione innescare alcuna polemica con nessuno, da quanto scritto da un utente di NIA alle ore 19:04:05 del 4 Luglio 2009:

“Vedi Simon..io frequento moltissimi siti..e i piu’ grandi esperti di meteo e astronomia(molti anche freddofili che non vedono l’ora che arrivi la peg) mi dicono che la storia dei dati truccati sono solo sciochezze…
non penso che questi esperti siano diventati tutti ignoranti …eheheh
 
L’ attività solare fino a 4-5 anni fa, era totalmente dimenticata..questi esperti invece la seguono praticamente da sempre…a chi vogliamo credere,a loro o a noi??
ora noi seguiamo questa situazione attuale dettata dall’ emotività di chi vede nel minimo solare la possibilità di una nuova era glaciale…
se il SIDC vede una macchia e il NOAA no, allora il SIDC trucca, nel caso contrario è il NOAA..”
Ho estrapolato da un intervento di questo utente quanto riportatovi, per proporre un mio d’intervento che va a chiarire alcuni importanti punti sia all’utente stesso che ad altri lettori che possano  pensarla allo stesso modo, il tutto da non ritenersi dettato da un improvviso attacco di presunzione o di primo della classe, quanto leggerete di seguito avallerà la mia ultima affermazione.
Partiamo dal primo punto: di tutto ciò che si va a proporre quando si parla in terza persona necessità, obbligatoriamente, di fonti originali di appartenenza.
Punto 2: “i piu’ grandi esperti di meteo e astronomia”
In merito alla meteorologia sicuramente ci sono dei bravi meteoman,ma non credo che possano avere una grande conoscenza di tutto ciò che riguarda l’attività solare, le motivazioni che mi portano fermamente a fare questa affermazione, derivano dal fatto che anche “i grandi esperti di astronomia, anzi astrofisica,coloro che “l’attività solare invece la seguono praticamente da sempre”, hanno palesato gravi carenze conoscitive in questi ultimi anni in seguito alle ultime “vicende solari”, conseguenza logica è che se non “sanno” questi ultimi(esperti in materia) non possono “sapere” i primi (sicuramente meno esperti in astrofisica).
Punto 3: ” sono diventati tutti ignoranti ?
In parte si, altra affermazione forte, ma anche questa avallata dagli ultmi avvenimenti, che ci hanno dimostrato che le conoscenze inerenti le dinamiche che caratterizzano l’attività solare, sono in buona parte da rivedere, quindi ancora si IGNORANo quali siano i reali meccanismi che muovono l’attività solare.
Punto 4: “SIDC e NOAA”.
Che da parte dei due citati enti ci siano state delle forzature nel proporre alcuni dati è innegabile, è stato riscontrato da più parti a livello nazionale ed internazionale.
Fino ad ora ho proposto solo “chiacchiere”, che giustamente devono essere avallate dai fatti, che di seguito leggerete.
Iniziamo con le dichiarazioni rilasciate da alcuni esperti astrofici negli ulimi mesi, uno su tutti il Dr. David Hathaway in un’intervista rilasciata nel Settembre del 2008, dichiarava quanto segue:
 
“RIGHT NOW, YOU REALLY DON’T KNOW WHAT IS GOING TO HAPPEN?
 
Yes, I think that is a correct assessment. In fact, that became clear in the meeting in Boulder. There still are aspects of the sun that we thought we understood, but further evidence and modeling are showing us we still have a lot to learn here.
Traduzione:
Bene, realmente non sapete cosa accadrà?
  
Si, penso sia una corretta valutazione. Infatti ciò è stato chiaro anche al meeting di Boulder (località del Colarado dove riesede il NCAR presso il quale si è svolto il meeting e dove il Dr. Hathaway ha conseguito il suo dottorato in astrofisica nel 1979). Ci sono ancora tanti aspetti del sole che credevamo di aver capito, ma ulteriori elementi ed i modelli ci stanno mostrando che abbiamo ancora MOLTO DA IMPARARE.”
 
Purtroppo l’intera intervista rilasciata dal Dr.David Hathaway non è più di consultazione libera, è a pagamento, vi riporto comunque la fonte originale: http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1465&category=Science .
Ritornando ai grafici inerenti la futura attività solare, penso ci sia poco da aggiungere, in quanto tutti abbiamo avuto modo di constatare le innumerevoli volte che sono stati corretti e riveduti al ribasso negli ultimi anni.
Ancora a Maggio di quest’anno il Dr. David Hathaway (NASA) in una nuova intervista ha confermato i propri “errori” e dubbi in merito all’attività solare, vi riporto il link di riferimento ancora di pubblico dominio, ovviamente lo sctitto è in Inglese, mi scuso per non aver provveduto alla traduzione: http://www.earthfiles.com/news.php?ID=1557&category=Science.
 
Analizzando poi le indubbie forzature nel proporre i dati riguardanti l’attività solare da parte della NASA, dell’SIDC e del NOAA, di episodi degni di ulteriori approfondimenti ve ne sono molti, ma anche in questo caso ve ne proporrò uno su tutti, risalente e riguardante ciò che accadde ad Agosto del 2008 e che fu oggetto di discussione a livello internazionale.
Veniamo ai fatti ed alle fonti.
Ecco un mio intervento in merito:
 
“Da più mesi c’è una certa attenzione in merito all’ attività solare e più specificatamente verso la comparsa o meno di macchie solari del ciclo 24° sulla superfice del nostro sole.
L’interesse nasce da un minimo di attività solare che ha spiazzato tutti e dico tutti i centri di ricerca mondiali, tanto è vero che l’astrofisico Dr. David Hathaway  della NASA, che precedentemente aveva stilato una previsione ben diversa dai dati osservati, in un’ intervista non ha nascosto la propria sorpresa in considerazione della reale e bassissima attività solare che stiamo osservando, dichiarando altresì che le proprie previsioni non hanno avuto riscontro con i dati solari osservati.
Arrivando a questi ultimi giorni, il mese di Agosto si era chiuso con 0 (ZERO) macchie solari rilevate e, come logica conseguenza, subito da più parti si era messo in risalto che, avere un intero mese senza macchie solari, non accadeva dal 1913.
Nemmeno il tempo di mettere in risalto tale notizia, che, in base ad una segnalazione dell’ osservatorio astronomico di Catania, per i giorni 21 e 22 Agosto 2008, è stata segnalata, per quei giorni, la comparsa di piccole macchie solari nell’ emisfero nord, appena sopra l’ equatore, del sole.
Faccio presente, che ovviamente, non solo da Catania si osserva il sole, la nostra stella ha puntato contro “infiniti” telescopi di ogni parte del pianeta, sia professionali che amatoriali, eppure solo da Catania sono riusciti a vedere queste piccole macchie solari, dal resto del Mondo alcuna segnalazione.
Macchie, che ad onor del vero, in un primo momento, considerato che da nessuno erano state segnalate, non erano state prese in considerazione dai maggiori osservatori mondiali, in quanto piccole e di brevissima durata e scarsissima intensità.
Come ho scritto precedentemente, dopo 10 (DIECI) giorni, qualcuno ha deciso che quelle macchie solari fossero degne di nota, ho scritto qualcuno, perchè il centro SIDC di Bruxelles, gli Americani del NOAA e della NASA, hanno giocato a palla avvelenata, scambiandosi a più riprese la responsabilità di tale segnalazione.
Fatto stà che alla fine, chi prima e chi dopo, hanno rivisto e corretto i dati precedentemente riporati, segnalando che Agosto non chiudeva più a 0 “spotless days, ma ben sì a 0.5, lo stesso che a Luglio.Altra piccola precisazione e che all’ SIDC di Bruxelles, usano ancora una strumentazione “all’ antica”, che permette di vedere macchie solari “ben evidenti”, e questo per avere una certa uniformità di dati fra le serie temporali del passto con quelle attuali. Negli U.S.A., si usa una strumentazione all’ avanguardia, che permette di vedere maggiori dettagli e macchie solari “poco appariscenti”.
Negli ultimi anni la conseguenza logica è sempre stata che i dati Americani differivano dagli Eurepei sempre per eccesso, in quanto in uso una strumentazione “migliore”.
Improvvisamente, sempre in questo ultimo mese di Agosto, gli Americani sono stati vittima di una certa cecità osservativa verso il sole, mentre a Bruxelles hanno avuto una visuale ossevativa chiarissima, portando per la prima volta gli Europei ad avere più dati degli Americani.
Come state leggendo la situazione è molto ingarbugliata…..
Il commento personale è che già in tempi non lontani ci hanno presentato, in tema di climatologia, il famoso “hockey Stick” di Mann, che successivamente è stato fatto a brandelli e con molto imbarazzo è stato ripudiato dallo stesso IPCC che lo aveva avallato e proposto, ora iniziamo a giocare anche con i dati riguardanti l’ attività solare…???
Quindi se non ci si può fidare di enti o organizzazioni che si ritenevano affidabili, dov’è e com’è la vera verità??? (passetemi il forzato e voluto gioco di parole)
Concludo alla stessa maniera di sempre, ma il pensiero è del Dr. David Hathaway:
 
 
 
RIGHT NOW, YOU REALLY DON’T KNOW WHAT IS GOING TO HAPPEN?
Penso che dopo questa perla di sincerità non si possa aggiungere altro da parte mia.”
Ed ancora:
“Ritornando alla questione delle macchie solari “fantasma, vi riporto i dati dei giorni 21 e 22 Agosto dell’ SDIC di Bruxelles e del NOAA.
 Vi evidenzierò in rosso i dati che più ci interessano, per una migliore lettura vi riporto che l’ abbreviazione ISN, sta per International Sun-spot Number.
Partiamo dagli Europei: Dati inerenti il 21 Agosto
Issued: 2008 Aug 22 1238 UTC
Product: documentation at http://www.sidc.be/products/meu
#——————————————————————–#
# DAILY BULLETIN ON SOLAR AND GEOMAGNETIC ACTIVITY from the SIDC     #
# (RWC Belgium)                                                      #
#——————————————————————–#
SIDC URSIGRAM 80822
SIDC SOLAR BULLETIN 22 Aug 2008, 1209UT
SIDC FORECAST (valid from 1230UT, 22 Aug 2008 until 24 Aug 2008)
SOLAR FLARES  : Quiet conditions (<50% probability of C-class flares)
GEOMAGNETISM  : Quiet (A<20 and K<4)
SOLAR PROTONS : Quiet
PREDICTIONS FOR 22 Aug 2008  10CM FLUX: 066 / AP: 004
PREDICTIONS FOR 23 Aug 2008  10CM FLUX: 067 / AP: 002
PREDICTIONS FOR 24 Aug 2008  10CM FLUX: 066 / AP: 003
COMMENT: The only sunspot group on the solar disc (Catania number 84,
no NOAA number) is too small to produce a C-flare.
The Earth is inside
the slow (around 370 km/s) solar wind flow with average values of the
interplanetary magnetic field magnitude (4-5 nT). We expect quiet
geomagnetic conditions.
TODAY’S ESTIMATED ISN  : 000, BASED ON 07 STATIONS.(ISN odierno stimato : 000 sulla base di 7 stazioni di rilevamento)
SOLAR INDICES FOR 21 Aug 2008
WOLF NUMBER CATANIA    : 011
10CM SOLAR FLUX        : 067
AK CHAMBON LA FORET    : ///
AK WINGST              : 004
ESTIMATED AP           : 005
ESTIMATED ISN          : 000, BASED ON 14 STATIONS.(ISN : 000 sulla base di 14 stazioni di rilevamento)
 
…22 Agosto:
Issued: 2008 Aug 23 1310 UTC
Product: documentation at http://www.sidc.be/products/meu
#——————————————————————–#
# DAILY BULLETIN ON SOLAR AND GEOMAGNETIC ACTIVITY from the SIDC     #
# (RWC Belgium)                                                      #
#——————————————————————–#
SIDC URSIGRAM 80823
SIDC SOLAR BULLETIN 23 Aug 2008, 1305UT
SIDC FORECAST (valid from 1230UT, 23 Aug 2008 until 25 Aug 2008)
SOLAR FLARES  : Quiet conditions (<50% probability of C-class flares)
GEOMAGNETISM  : Quiet (A<20 and K<4)
SOLAR PROTONS : Quiet
PREDICTIONS FOR 23 Aug 2008  10CM FLUX: 067 / AP: 007
PREDICTIONS FOR 24 Aug 2008  10CM FLUX: 067 / AP: 003
PREDICTIONS FOR 25 Aug 2008  10CM FLUX: 067 / AP: 005
COMMENT: Solar activity is quiet and is expected to remain so. The
Earth is inside the slow solar wind flow, so we expect quiet geomagnetic
conditions.
TODAY’S ESTIMATED ISN  : 000, BASED ON 11 STATIONS.(ISN odierno stimato : 000 sulla base di 11 stazioni di rilevamento)
 
SOLAR INDICES FOR 22 Aug 2008
WOLF NUMBER CATANIA    : 013
10CM SOLAR FLUX        : 068
AK CHAMBON LA FORET    : ///
AK WINGST              : 003
ESTIMATED AP           : 003
ESTIMATED ISN          : 000, BASED ON 11 STATIONS.(ISN odierno stimato : 000 sulla base di 11 stazioni di rilevamento)
 
Dati del NOAA dal 4 Agosto ad oggi:
(In rosso ho sottolineato i giorni “incriminati”)
3
Bene come avrete avuto modo di constatare da soli, per i giorni presi in esame solo ed esclusivamente dall’ osservatoriio astrofisico di Catatnia sono state segnalate delle macchie solari, quindi lo stesso SIDC, non aveva, inizialmente, contato alcuna macchia o gruppi di macchie solari in quanto non vi era alcuna segnalazione da nessuna altra stazione di monitoraggio.
 
Questi invece sono i dati riepilogativi mensili, sempre inerenti le comparsa di macchie solari, del NOAA:
 
MONTHLY MEAN SUNSPOT NUMBERS
===============================================================================
Year    Jan   Feb   Mar   Apr   May   Jun   Jul   Aug  Sep   Oct   Nov   Dec
——————————————————————————-
2008     3.4   2.1   9.3    2.9    2.9     3.1   0.5   0.5
 
Magicamente da 000 si passa a 0.5 per il mese di Agosto.
 
Vi riporto infine il grafico di riferimento di più parametri dell’ attività solare, fra i quali ovviamente la comparsa di macchie solari:
2
Come ben vedete anche in questo caso per le macchie solari, evidenziate in rosso nel grafico,la linea di riferimento è perfettamente piatta anche per i giorni che stiamo esaminando, ma anche qui alla lettura del riepilogo mensile di Agosto si leggono i seguenti dati:
1
Come è ben evidente ci sono state più volute forzature da parte di tutte le parti in causa!!!!!!”
 
Tutto ciò per porre in evidenza che, come ho già innumerevoli volte scritto avendo avuto il conforto dalle parole del Dr. David Hathaway (NASA), leggasi interviste, e dai fatti, vedasi la reale attività solare, nei datti osservati, confrontando entrambi con i dati previsti,non esistono conoscenze tali da poter mettere nessuno in condizioni di poter proporre dei più attendibili prodotti di previsione dell’attività solare.
Ci sono tante ipotesi, alcune anche in contrapposizione fra loro, ma tutte hanno lo stesso valore e tutte le stesse percentuali di fururo accadimento, solo nel corso degli anni potremo conoscere quale sarà la più attendibile o, anche, che alcuna lo sarà.
 
Quello che possiamo fare è solo osservare imparzialmente ciò che sta accadendo e accadrà alla nostra stella, che i centri preposti all’analisi e alla succesiva proposizione dei “dati solari” facciano un onesto lavoro, se tale non sarà il danno sarà loro, nel corso dei prossimi anni, al di la di tutte le forzature reali o ipotetiche, vedremo quali saranno le reali condizioni del sole e che ripercussioni si avranno sul nostro clima.
 
Un cordiale saluto a tutti, con la speranza di avervi aiutato a fare il punto sulla situazione avendo maggior chiarezza della stessa.
Antonio Marino




Entro il 2041 l’attività solare avrà raggiunto il suo minimo…probabile piccola era glaciale entro il 2060!

27 05 2009

La continua inattività solare è coerente con le previsioni che sono  uscite dall’Osservatorio russo Pulkovo di San Pietroburgo,  più di un anno fa.

Infatti il 22 gennaio 2008, lo scienziato Khabibullo Abdusamatov,a capo del Laboratorio di ricerca spaziale all’ Osservatorio di  Pulkovo , disse in un’intervista che “le temperature sulla Terra si sono stabilizzate negli ultimi dieci anni, e il pianeta dovrebbe entrare in una nuova Era Glaciale, piuttosto che continuare in un riscaldamento globale, a causa di un grande Minimo solare ”.

Abdusamatov aveva avvertito correttamente all’inizio del 2008, che le temperature globali avrebbero potuto registrare un lieve calo nel corso dello stesso anno, invece di aumentare, a causa della bassa radiazione solare senza precedenti negli ultimi 30 anni, e continuerà in calo, anche se le emissioni industriali di anidride carbonica raggiungeranno livelli record.

Secondo le previsioni Abdusamatov del 2008: “Entro il 2041, l’attività solare raggiungerà il suo minimo in base a un ciclo di 200 anni, ed un profondo periodo di raffreddamento colpirà la Terra intorno il 2055-2060. Questo avrà una durata di circa 45-65 anni e dalla metà del 21 ° secolo il pianeta si troverà ad affrontare un’ altra Little Ice Age “.

Per sminuire la paura del riscaldamento globale, Abdusamatov ha sottolineato: “Secondo gli scienziati, la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera della Terra è aumentata di oltre il 4% negli ultimi dieci anni – ma il riscaldamento globale è praticamente fermo. Se le temperature globali avessero risposto direttamente alle crescenti concentrzioni di gas a effetto serra in atmosfera, esse sarebbero aumentate di almeno 0,1 gradi centigradi negli ultimi dieci anni – tuttavia, non è mai accaduto “.

Oltre un secolo di studi climatologici hanno dimostrato che a lungo termine il clima è guidato dai cambiamenti dell’orbita Terrestre con il Sole. Nel corso degli ultimi 2 milioni di anni, i cicli orbitali della durata di 20,ooo, 40.000 e 100,00 anni hanno coinciso con l’avvento di glaciazioni nell’emisfero settentrionale he  durarono da 100.000 a 200.000 anni . L’ultimo avanzamento glaciale, conclusosi circa 12.000 anni fa, ha ricoperto di una coltre di ghiaccio spesso da 1 a 2 miglia il Nord America fino alla latitudine di New York e Chicago. Una discesa in una nuova Little Ice Age, innescati da tali variazioni a breve termine nell’attività delle macchie solari come sta accadendo oggi, è dunque un rischio dal punto di vista scientifico.

 Per una serie di motivi, l’aumento di biossido di carbonio da parte delle attività umane non è stato in grado di cambiare la direzione del clima guidato dall’attività del Sole. L’anidride carbonica è stata molto sopravvalutata come gas ad effetto serra. Non è fuori questione che la prossima fase di raffreddamento segnerà l’inizio di un prolungato periodo di glaciazione continentale. La possibilità immediata di raffreddamento per i prossimi due decenni, sta per aggiungere ulteriori sfide di fronte alla crisi economica mondiale che stiamo vivendo. Ma è proprio in tempi di crisi, che l’umanità ha il dono della creatività. Quando l’uomo usa la sua creatività non vi è alcun problema o sfida troppo grande che non possono essere risolti.

Fonte originale: http://www.larouchepac.com/node/9916

Tradotto da Simon





Attività Solare – Conoscenze di Base (parte 2)

25 05 2009

Nella prima parte abbiamo parlato dell’attività solare studiata mediante le variazioni della presenza di macchie sulla superficie del sole: http://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/15/attivita-solare-%e2%80%93-conoscenze-di-base-parte-1/

Abbiamo detto che venne scoperto poi che tali variazioni seguivano cicli di circa 11 anni e che le osservazioni iniziarono con l’invenzione del telescopio da parte di Galileo.

Ecco quindi un grafico che riassume questi concetti.

(NB: sull’asse delle Y c’è scritto numero delle macchie solari, ovviamente è un errore, in realtà l’asse rappresenta il Numero di Wolf )

(NB: sull’asse delle Y c’è scritto numero delle macchie solari, ovviamente è un errore, in realtà l’asse rappresenta il Numero di Wolf )

Fonte grafico: http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/e/ed/Sunspot_Number-it.png

L’attività solare però è riscontrabile anche in altri fattori, quali per esempio il campo magnetico e l’annesso vento solare.

Il campo magnetico solare è generato dal movimento del plasma nella zone più esterna della stella, e cambia segno in corrispondenza di ogni massimo solare, quindi ogni 11 anni.

Il campo magnetico si può dire che sia il motore del sole, esso è responsabile di tutti i fenomeni che avvengono sulla nostra stella, compreso il vento solare che è per lo più una corrente di particelle altamente ionizzate e quindi cariche di energia di Idrogeno ed Elio, che sono i maggiori componenti delle stelle.

Le variazioni del vento solare seguono in parte il ciclo un decennale delle sunspot, dico in parte perché la relazione non è strettissima, il vento infatti dipende anche da altri fattori che lo influenzano maggiormente rispetto alle macchie.

Dalla sua composizione si può dedurre che il vento solare abbia una energia notevole, esso infatti si “porta dietro” parte del campo magnetico solare e tutto questo incide fortemente sulla ionosfera terrestre dove i gas vengono appunto ionizzati dall’elevata energia in gioco.

Bisogna ricordare poi che il vento solare provoca sulla terra uno dei fenomeni più affascinanti, quelle delle aurore polari, proprio perché gli atomi ionizzati una volta rilasciata l’energia accumulata emettono radiazioni che a volte sono nel campo del visibile e quindi percettibili dall’occhio umano.

Un altro indicatore è il Flusso Solare, esso rappresenta il riscaldamento ed il successivo rilassamento non radiativo del plasma intrappolato sopra le regioni attive della superficie solare.

( il rilassamento non radiativo è un determinato processo che invece di liberare energia elettromagnetica libera energia vibro-rotazionale, infatti non avvengono salti tra stati elettronici, ma all’interno dello stesso livello elettronico )

Per concludere parliamo del flusso di Raggi Cosmici che nonostante non ha interazioni dirette con il sole fa parte di quelle variabili che possono indicarci l’attività della nostra stella.

Essi sono un insieme di radiazioni energetiche prodotte da qualsiasi tipo di particella presente nello spazio, e maggiore sarà il campo magnetico del sole minore sarà la quantità di raggi cosmici che colpirà la ionosfera.

FABIO





Al di là di tutto, questo finora è il momento di maggiore attività del 2009

16 05 2009

Immagine auto-aggiornante, fonte http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_mag/1024/latest.jpg

Stiamo vivendo sicuramente il periodo più attivo della nostra stella da quando è iniziato il 2009, non solo per la presenza di 2 grandi regioni del ciclo 24 contemporaneamente presenti nel disco solare, ma anche per l’impennata sicuramente dipendente da esse, del solar flux ormai stabile da giorni su valori di 75-76 (aggiustato).

Nonostante tutto però, la prima regione non è andata oltre una plage, mentre la seconda per quanto più organizzata è riuscita a produrre solo spekcs che solo grazie ai telescopi Soho sono state viste e conteggiate come macchie.

A mio umile giudizio, una volta constatato che per via dell’inesorabile procedere delle tecnologie a nostra disposizione, risulta impossibile ormai ogni paragone con i superminimi passati, sarebbe auspicabile come si va chiedendo un pò da più parti in tuto il mondo, un doppio metodo di conteggio, in modo da garantire uniformità di giudizio tra presente e passato appunto.

Non possiamo di certo fermare l’avanzata delle tecnologie, in tale processo tra 10-20 anni di certo avremo risolzioni tali da riuscire a conteggiare cose ancora più risibili rispetto quelle attuali, ma non ci si deve dimenticare del passato, unica fonte di paragone che abbiamo per capire i misteri della nostra stella.

Spero che questa richiesta sia presto presa in considerazione dagli organi competenti!

Simon

UPDATE: Notate dal magnetogramma come si sta formando un’altra regione in mezzo alle 2 più grandi sempre del ciclo 24





Attività Solare – Conoscenze di base (parte 1)

15 05 2009

Iniziamo oggi la rassegna di articoli base sul sole. Ognuno di questi articoli verrà messo sotto la categoria “conoscenze base sole”, in modo che l’utente cliccandoci sopra, avrà direttamente accesso a tutti i lavori fatti nel frattempo. Simon

Questo articolo vuole essere prima di tutto semplice, in modo che sia fruibile a tutti, cercherò quindi di spiegare il tutto senza paroloni o discorsoni, anche perché io stesso poi farei fatica farmi capire.

Iniziamo quindi.

Per prima cosa bisogna dire che l’attività solare è misurata con diversi fattori, ma il più studiato e il più approfondito e nonché il più seguito nel corso dei tempi è quello relativo alle variazioni di macchie solari sulla superficie della nostra stella.

Prima di fare un breve accenno alla storia delle rilevazioni solari è bene specificare cosa sia una macchia solare.

Le macchie solari sono specifiche zone della superficie del sole che si distinguono per una temperatura minore e da una forte attività magnetica, esse ci appaiono nere perché più fredde rispetto alle zone circostanti, ma questo non significa che non emettono luce.

La formazione delle macchie solari è tutt’oggi oggetto di studio e non esiste quindi una teoria plausibile che ne spieghi il fenomeno, questo anche perché è quasi impossibile dimostrarne una eventuale veridicità.

L’attività solare riferita alla variazione delle macchie solari visibili sulla superficie del sole è detta Ciclo di Schwabe in onore dell’astronomo Tedesco che per primo ne notò la periodicità, tale ciclo è anche chiamato Ciclo Undecennale proprio perché la sua durata è di circa 11anni.

Le prime osservazioni del sole vennero fatte dopo l’invenzione da parte di Galileo del telescopio nel 1609 e inizialmente furono seguite dallo stesso Galileo.

Purtroppo lo studio di questo fenomeno si perse con il passare degli anni per causa del famoso minimo di Maunder che fu causa di una assenza totale di macchie per un periodo di 50anni, alcuni centri continuarono le misurazioni e solo intorno al 1850 ci si rese conto che l’attività seguiva una certa periodicità.

Le prime ricerche vennero fatte da Schwabe nel 1844 come detto in precedenza, ma i cicli furono catalogati nel 1848 da Rudolf Wolf che istituì il celebre Numero di Wolf che venne poi corretto nel tempo.

Il ciclo di Schwabe è quindi il metro di paragone più lungo che abbiamo sull’attività solare e ufficialmente il primo ciclo viene fatto iniziare nel Marzo del 1755, anche se le rilevazioni ci danno dati simili per il cinquantennio precedente.

Ma una domanda sorge spontanea, o almeno così dovrebbe essere: come si fa a determinare l’inizio e la fine di un ciclo?

Intanto bisogna dire che i cicli vengono classificati da minimo a minimo ( sembrerebbe ma la cosa non poi così tanto spontanea ) diviene quindi fondamentale trovare un metodo uniforme per calcolare effettivamente il minimo, purtroppo non è così, esistono diversi metodi e nessuno finora è stato trattato come ufficiale.

Il SIDC che è l’ente principale per lo studio dell’attività solare utilizza come metodo quella di calcolare la media Smoothed ( una particolare media statistica dove il dato è frutto della media aritmetica tra il mese da analizzare e i 6 mesi successivi e precedenti, quindi 13 mesi ) e di vedere per quale mese esso ha raggiunto il valore più basso, è quindi possibile sapere la data effettività del minimo solo dopo parecchio tempo che esso è avvenuto, con questo metodo sono stati catalogati tutti i cicli dal 1755 in poi.

Altri metodi sono quelli di guardare il mese con il valore più basso del minimo ( anche se questa tecnica è poco precisa ) oppure un metodo che sta soppiantando quello del SIDC  è quello di guardare la polarità delle macchie, ovviamente questo è possibile solo con le nuove tecnologie a nostra disposizione, il metodo si basa sul calcolo delle macchie del nuovo e del vecchio ciclo ( riconoscibile da un tipo di polarità opposto tra di loro ) e quando le macchie del nuovo ciclo sovrastano quelle del vecchio il mese viene preso come minimo, ovviamente questo è il metodo più preciso anche se sarebbe difficile fare dei rapporti con i vecchi cicli.

Abbiamo fatto tutto questo discorso, ma non abbiamo ancora spiegato cosa sia il Numero di Wolf e come viene calcolato, visto che è proprio su questo che si basa tutta la statistica sui cicli undecennali.

La formula del calcolo del Numero di Wolf è la seguente:

R = Kc * (10*G + M )

Dove rispettivamente:

Kc: è un fattore di correzione, non vado nelle specifico, ma dico solo che dipende dalla risoluzione dello strumento usato, dalla visibilità che l’atmosfera offre e dalla stabilità dell’immagine.

G: indica il numero di gruppi di macchie.

M: indica la somma di tutte le macchie visibili sulla superficie.

To be continued (FABIO)