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Le principali previsioni di ripartenza ed intensità del ciclo 24

4 novembre 2008

Il sole sta uscendo, seppur con estrema lentezza, dalla profonda crisi iniziata esattamente 10 mesi fa. Il 2008, fin’ora, ha registrato una media mensile di macchie solari tra le più basse degli ultimi 250 anni (2.92), mentre l’attuale fase interciclica è una delle più lunghe dal 1830. Numeri ai quali dobbiamo aggiungere i 464 spottless days contanti dall’inizio dell’attuale minimo, vicini ai picchi assoluti del ventesimo secolo. Uno stallo che sta cominciando a sbloccarsi, almeno stando i dati provenienti dall’SIDC belga; negli ultimi due mesi sono stati osservati altrettanti aumenti nel numero medio di macchie solari, dopo un agosto a 0.5 settembre ha chiuso a 1.1 e ottobre a 2.9. Al di là della quantità, ancora del tutto risibile, gli elementi importanti sono la linearità dell’incremento e, soprattutto, l’ubicazione dei sunspots, tutti osservati nelle aree appartenenti al nuovo ciclo.

Ma se l’uscita dalla fase acuta della crisi sembra ormai scontata, restano ancora moltissimi dubbi riguardo la durata della fase di ripresa e l’effettiva intensità del ventiquattresimo ciclo. I due elementi sono strettamente collegati, poiché la ripresa iniziale introduce l’ascesa verso il picco massimo. E’ ovvio, quindi, che ad un ciclo debole corrisponde un aumento molto graduale, ad un ciclo forte, invece, un’ascesa repentina e marcata. A tal proposito tra i maggiori centri di osservazione astronomica mondiale persiste una forte spaccatura: NOAA, SIDC e Pentiction (Canada) prevedono un ciclo modesto, NASA e IPS un ciclo piuttosto intenso (sebbene gli australiani l’abbiamo posticipato di un anno). Nel dettaglio:

NASA: picco medio di 134 macchie solari al mese tra ottobre 2011 e giugno 2012, con punte di 180; IPS picco medio di 132 sunspots tra giugno 2012 e luglio 2013 con punte di 170. In altre parole un ciclo medio-forte rientrante, comunque, nell’andamento medio del 20° secolo.

NOAA-SIDC e Pentiction: picco medio di 112 macchie solari tra agosto 2011 e giugno 2012, con massimi di 140. Si tratterebbe del 4° ciclo più debole dell’ultimo secolo.

Fin’ora lo scenario che maggiormente si è avvicinato alla realtà è stato quello SIDC-NOAA-Pentiction, mentre NASA e IPS sono state costrette a cambiare più volte in corso d’opera. Vi è anche un’altra previsione, elaborata dal solo SIDC, che di ferma al settembre 2009 e che fin’ora si è rilevata estremamente precisa. Si tratta del metodo SM, tra i più cauti in circolazione, tanto da prospettare, per agosto 2009, una media mensile di macchie solari ancora inferiore a 10. Se così fosse il ciclo 24° potrebbe rivelarsi estremamente debole, con un picco massimo di sunspots difficilmente superiore alle 60-70 unità. Questo caos previsionale potrebbe risolversi entro i prossimi 6 mesi, periodo durante il quale il numero effettivo di macchie solari risulterà decisivo: una media di 4 premierebbe il CM dell’SIDC, una di 6.2 NASA e IPS e una di 9.7 NOAA-SIDC e Pentiction. Il dato maggiore del NOAA rispetto alla NASA non deve trarre in inganno, infatti l’ente spaziale americano prevede un’attività debole fino a Maggio 2009, seguita da un aumento esponenziale. La NASA un’attività da subito più intensa ma mediocre in prospettiva.

Al di là di come evolverà la situazione, fino a metà del 2009 il sole sembra destinato a rimanere in una fase di dormiveglia, caratterizzata da brevi lampi e da lunghe pause foriere di spottless days. In altre parole, se davvero vi è un’influenza sul bilancio energetico della Terra quest’ultimo continuerà a rimetterci, sia per gli 0.2/0.3 Watt in meno a metro quadro, sia per l’aumento della copertura bassa legata ai raggi cosmici. Il 2009, quindi, anche se l’attività dovesse ripartire in grande stile intorno ad agosto, continuerà a risentire della prolungata quiete solare. Va sottolineato, infine, che per compensare le eventuali conseguenze climatiche dell’attuale minimo occorrerebbe un massimo di eguale intensità e durata.

FONTE: www.3bmeteo.com

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  1. Domenico
    15 novembre 2008 alle 09:31

    L’essere umano potrebbe immittere quantità 10 volte maggiori di gas serra ma se magicamente si potesse spegnere il sole per 6 mesi gran parte della terra congelerebbe.
    Il sole è la prima e fondamentale fonte di calore della terra.
    tutte le antiche popolazioni della terra lo veneravano e rispettavano, sicuramente c’era molta più saggezza allora…

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