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Una televisione Inglese smaschera l’AGV e l’IPCC: “una grande truffa”

5 novembre 2008

Secondo Ofcom, l’autorità garante per le telecomunicazioni in Inghilterra, il documentario The great global warming swindle scritto e diretto dal regista indipendente, Martin Durkin e prodotto da Channel 4 non ha

“materialmente indotto in errore gli spettatori tanto da causare danni o reato.”

E rigetta la denuncia di 188 pagine, presentata dalla comunità scientifica internazionale che elencava 137 presunte violazioni del Codice della cominicazione. E così infuria la polemica a proposito del filmato in cui in 72 minuti viene sovvertita l’idea sin qui acclamata che non sia di natura antropica la responsabilità del cambiamento climatico.

Ma dove sta il problema? Nel documentario è detto chiaramente che se ancora oggi viene fatta passare la tesi che il cambiamento climatico in atto è causato dall’attività dell’uomo lo si deve solo alla feroce ricerca di fondi. Che non sempre vanno nelle mani giuste.

 

 Ovviamente mezza comunità scientifica è insorta e anche gli stessi scienziati intervistati hanno rinnegato le loro dichiarazioni, sostenendo che il documentario fosse stato montato talmente ad arte, da far uscire completamente stravolte le opinioni espresse. Ma non abbastanza, secondo l’Autorità garante, da giustificare un azione legale contro il regista Durkin e Channel 4.

Insomma, è fatta salva la libertà di opinione e di polemica. Ma di fatto, cosa denuncia il filmato? Denuncia le posizioni degli scettici, quelle che se anche riconoscono che stia accadendo qualcosa al clima, non credono che dipenda dalle emissioni di CO2 e dalla responsabilità umana.

Ecco la top ten degli scettici:

  1. Non è chiaro se la temperatura del pianeta stia aumentando
    Gli strumenti mostrano, dal 1979, che vi è stato un riscaldamento della superficie terrestre, ma il valore reale è soggetto a grandi errori. La maggior parte dei dati a lungo termine viene da stazioni meteorologiche di superficie. Molti di queste sono in centri urbani che hanno ampliato sia le dimensioni sia l’uso di energia divenendo un “isola urbana di calore”. Inoltre alcune regioni del pianeta sono prive di strumenti per la misurazione della temperatura e alcuni dati risalgono al secolo scorso e si affidano a indicatori quali la struttura delle stalattiti che possono generare errori.
  2. Se la temperatura media è stata in aumento ora si è interrotta
    Dal 1998 – quasi un decennio – come stabilito dalle osservazioni dei satelliti non vi sono segnali che riguardino il riscaldamento del Pianeta.
  3. La terra è stata più calda nel recente passato
    L’inizio dello scorso millennio ha visto un “periodo caldo Medioevale” quando le temperature, certamente in Europa, sono state superiori alle attuali. La vite cresceva nel nord dell’Inghilterra e le Alpi non avevavo il ghiaccio che hanno oggi. L’Artico era più caldo nel 1930 di quanto non lo sia oggi.
  4. I modelli climatici elaborati al computer non sono affidabili
    I modelli al computer sono la principale fonte di previsione del futuro del cambiamento climatico, ma nonostante siano sviluppati da decenni non sono in grado di tenere conto di tutti i processi coinvolti, come: l’influenza delle nubi, la distribuzione di vapore acqueo, l’impatto dell’acqua del mare sui ghiacciai o la risposta delle piante ai cambiamenti di approvvigionamento di acqua.
  5. L’atmosfera non si comporta come modelli prevedono
    Secondo i modelli elaborati al computer la troposfera si dovrebbe riscaldare più velocemente rispetto alla superficie terrestre. Ma le misurazioni mostrano il contrario: quindi, o questo è un altro difetto dei modelli, o una serie di misurazioni è viziata, o vi sono buchi nella comprensione della scienza.
  6. Il clima è influenzato principalmente dal sole
    La storia del clima lo dimostra, la Terra ha regolarmente risposto ai cambiamenti ciclici del sole. Il riscaldamento del pianeta potrebbe essere attribuito alle variazioni dei campi magnetici solari.
  7. L’aumento di CO2 si è verificata sempre dopo un aumento di temperatura e non prima
    Centomila anni fa ci fu un analogo innalzamento della temperatura. Ma la CO2 è arrivata dopo l’aumento della temperatura e non prima, presumibilmente liberata dagli oceani.
  8. Abbiamo pochi dati sul ghiaccio artico e sugli uragani per valutare le tendenze
    Le prime osservazioni via satellite sono iniziate negli anni ‘70. Le misurazioni del ghiaccio prima di questa data erano casuali e gli uragani erano analizzati solo in determinati casi.I dati dei satelliti sono ancora troppo esigui per giustificare chi sostiene che gli uragani sono sempre più forti o frequenti e che non vi è nulla di eccezionale nell’ apparente restringimento della calotta artica.
  9. Il vapore acqueo è il principale gas a effetto serra; l’effetto della CO2 è meno importante
    Il naturale effetto serra mantiene la superficie terrestre di circa 33° C più calda di quella che sarebbe altrimenti. Il vapore acqueo è il più importante gas a effetto serra, responsabile di circa il 98% di tutto il riscaldamento del pianeta. Le concentrazioni di CO2 e metano hanno un impatto minore. Le concentrazioni di vapore acqueo sono in aumento, ma questo non necessariamente porta ad un aumento del riscaldamento, dipenderà da come si distribuirà il vapore acqueo.
  10. Problemi come l’ AIDS e la povertà sono più urgenti rispetto al cambiamento climatico
    Il protocollo di Kyoto non ridurrà le emissioni di gas ad effetto serra. Gli obiettivi sono troppo bassi, applicati solo a determinati paesi e sono stati vanificati da scappatoie. E il cambiamento climatico è uno dei tanti problemi che l’uomo, ricco o povero ha. I Governi e le società dovrebbero rispondere in proporzione alle loro risorse e non fingere che il cambiamento climatico sia un caso a parte. Alcuni economisti ritengono che un clima più caldo non possa che migliorare la vita, nel complesso.

 

Fonte: www.ecoblog.it

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  1. 5 novembre 2008 alle 19:46
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