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E il NOAA continua ad amplificare l’SSN!

12 gennaio 2009

latest4 Premesso che l’immagine qui postata dal sito www.solarcycle24.com è aggiornata alle 3.30 circa del mattino, quindi potrebbe anche darsi che col passare delle ore la regione 1010 abbia ripreso vigore ( cosa che comunque mi sento di escludere perchè anzi è in chiara decadenza ormai da ieri ), si nota come da questa immagine Soho che di macchie vere ce n’è una sola ( la numero 1 ), le altre 2 le ho numerate così, più per trovare per forza delle macchiette che in qualche modo potessero giustificare l’ennesimo numero di Wolf bombato di oggi, cioè 17!

Praticamente negli ultimi 3 giorni, l’SSN del Noaa invece di un complessivo di 54, secondo il mio modestissimo parere non doveva superare i 40, o al massimo tra 40 e 43 ma ad essere molto larghi…

Leggo in giro del fattore k… questo fattore per il Noaa ha valore pari a 1, quindi non cambia il risultato finale della conta, semmai cambia per il Sidc, anche se non so dirvi precisamente come… Dicevo ha valore 1 per quanto concerne la strumentazione addottata, poi in effetti entrano altri fattori, tar cui le condizioni meteo del momento, dove si passa da uno 0 per cielo sereno ad un 0.45 mi sembra per cielo nuvolo… ma qualcuno si dimentica o non sa che le macchie possono essere conteggiate in tale caso anche con i sat, altrimenti che li abbiamo spediti a fare? Ed il sat parla chiaro…

A me questo fattore k sa tanto di presa in giro, un abile modo per continuare a fare quello che si vuole, nascondendosi alle variabili legate a tale fattore appunto, quando basta guardare il sat in casi dubbi, e tutto diverebbe più chiaro!

Stay tuned, Simon

  1. Nintendo
    12 gennaio 2009 alle 18:00

    è ovvio, il NOAA ormai è chiaro che ha veramente poco di scientifico nella conta delle macchie che fa.

  2. LucaOly85
    12 gennaio 2009 alle 18:09

    Ti riporto un invervento che ho fatto su MNW:

    R = Kc * (10*G + M)

    Dal sito dell’UAI leggo che K varia in questo modo:

    Il valore numerico del fattore di correzione kc dipende da tre variabili:

    1. strumento impiegato (K): nel caso dello strumento di riferimento, il rifrattore da 80mm, il suo valore è pari ad 1. Strumenti con apertura maggiore sono caratterizzati da migliore risoluzione, e quindi consentono di individuare un maggiore numero di macchie minute. Al di sopra di 80mm di apertura, non si hanno però ulteriori vantaggi connessi al miglioramento della risoluzione, vista la dimensione tipica della granulazione se osservata da Terra (circa 1″). Strumenti di minore apertura, al contrario, portano a una stima inferiore del numero di macchie. Di seguito la tabella usata nella sezione con i valori di K in funzione all’apertura del telescopio usato:

    Apertura (mm) | K
    40 | 1.5
    45 | 1.38
    50 | 1.28
    60 | 1.14
    70 | 1.10
    77 | 1.01
    80 | 1.00
    90 | 0.97
    100 e oltre | 0.95

    2. trasparenza dell’atmosfera (S1): la presenza di foschia rende meno evidenti i particolari minuti e le piccole macchie e porta a sottostimare il numero di macchie. Di seguito la tabella usata nella sezione sole con i valori si S1 in funzione dell’umidità:

    Trasparenza/Umidità | livello | S1
    Sereno | 1 | 0.00
    Sereno, poca foschia | 2 | 0.01
    Sereno, foschia | 3 | 0.02
    Sereno, molta foschia | 4 | 0.03
    Sereno con nebbia | 5 | 0.04
    Velato, spariscono le macchie minute nella penombra | 6 | 0.05
    Velato, spariscono le macchie minute fuori della penombra | 7 | 0.15
    Velato, si distinguono solo le macchie medie e grandi | 8 | 0.35
    Velato, si distinduono solo le macchie grandi | 9 | 0.45

    3. seeing (S2) : la turbolenza dell’atmosfera ha effetto sulla risoluzione. In condizioni di alta turbolenza la risoluzione è minore, quindi sono individuate meno macchie minute. Di seguito la tabella usata nella sezione sole con i valori si S2 in funzione dell’umidità:

    Seeing | livello | S2
    Immagine stabile, senza oscillazioni ne sul disco ne al lembo | 1 | 0.01
    Immagine con moti contenuti entro 2″, oscillazioni solo al lembo e non sul disco | 2 | 0.03
    Immagine con moti contenuti entro 4″, oscillazioni visibili sul disco ed al lembo, lembo pulsante o ondulante | 3 | 0.05
    Immagine con moti entro 8″, impossibile distinguere bene tra ombra e penombra, lembo che oscilla notevolmente | 4 | 0.07
    Immagine con moti superiori di 8″, comparabili alle macchie solari, lembo che oscilla pesantemente | 5 | 0.09
    Immagine instabile, impossibile definire la posizione delle caratteristiche osservate | 6 | 0.11

    Osservazioni condotte in condizioni tali per cui s1 sia maggiore o uguale a 6 e s2 sia maggiore di 5 non vengono considerate attendibili ai fini statistici nel calcolo del numero di Wolf, ma possono comunque costituire un riferimento per l’astrofilo che intenda accertarsi dell’evoluzione di un dato fenomeno.

    Il valore di kc è determinato con la seguente espressione:

    Kc = K + S1 + S2

    SE il numero di Wolf si ricava ancora in questo modo (si sa mai)… COME diavolo si fa a contestarlo senza conoscere il valore del fattore K (che è variabile da osservazione a osservazione)??????

    Tra l’altro R è molto utile, perché fornisce una STIMA dell’attività solare in dipendenza dei gruppi e delle singole macchie osservate, ma anche in funzione della strumentazione e delle condizioni del cielo… quindi permette il confronto tra diverse osservazioni, condotte con strumenti diversi e in condizioni atmosferiche differenti, volendo, a patto di conoscere le condizioni in cui si è svolta l’osservazione, potremmo fare un confronto anche con le osservazioni in epoca Galileiana: K infatti è più alto con strumenti meno potenti o con risoluzione minore, quindi aumenta il valore di R, che NON è una quantità direttamente osservabile (come il numero di macchie), ma è una STIMA dell’attività del Sole.

    Se poi per la NOAA K rimane sempre uguale a 1, in qualsiasi condizione… bé quello non è più il numero di Wolf, ma un altro indice.

  3. ice2020
    12 gennaio 2009 alle 19:31

    per quanto riguarda la loro strumentazione k è uguale a 1!

    Per il resto ho già risposto nel mio td…

    tieni presente inoltre che si moltiplicherebbe eventualmente per un coefficiente irrisorio, al massimo 0.45 e 0.11!

    Ma sappi che in condizioni di cielo velato o nuvoloso che vuoi, usano il satelliti solari, e nn lo dico a caso, lo dico perchè lo so!

    Deduci te quello che vuoi alla fine…se dall’immagine Soho vedi 7 macchiette, vuol dire che hai la vista bionica… se ieri ne vedevi 11 vuol ire che sei superman… che ti devo dire?

    Interessante cmq quello che hai postato, ne ero pressochè a conoscenza… di fatto nn camnbia la mia idea, i sat danno la prova del 9, quei SSN sono amplificati…se poi lo facciano apposta o no, questi sn problemi loro…

    qui si monitora con dati di fatto, formule e formulette per me lasciano il tempo che trovano, anzi sn proprio l’appiglio per mettere ognuno un SSN che vuole.
    ciao

  4. LucaOly85
    12 gennaio 2009 alle 19:59

    Formule e formulette sono gli strumenti di chi ha studiato e lavora nel campo.

    Il resto lo lasciano a te.

  5. ice2020
    12 gennaio 2009 alle 20:06

    infatti da 17 sn passati a 12…

  6. LucaOly85
    12 gennaio 2009 alle 20:22

    Guarda, io non ce l’ho con te e non mi interessa particolarmente quello che si dice nel tuo blog, per carità, è tuo e puoi fare quello che vuoi.

    Mi spiace solo che passino notizie sbagliate.

    Secondo me dovresti evitare le contestazioni sterili. Quelli che lavorano nel campo della Fisica Solare e affini, sanno benissimo quello che fanno e di certo non ci sono sotto “cospirazioni”. Gli scienziati non vogliono “nascondere” situazioni peculiari o errori nelle previsioni, anzi, sperano di trovare stranezze del genere! E’ il loro pane, fidati 😉

    Se hanno cambiato (o semplicemente aggiornato?) il numero di Wolf per oggi, sicuramente c’è un motivo e SE la pubblicazione del valore “17” era sbagliata questa volta, non significa che lo fosse le altre volte.

    Secondo me, evitando di contestare con arroganza il lavoro dei professionisti, renderesti più didattico e più interessante il blog 😉

  7. ice2020
    12 gennaio 2009 alle 20:54

    Non mi sembra di essere stato arrogante,l’arroganza semmai è di chi vuol far credere senza prove in mano e basandosi solo su ricostruzioni al pc che pian piano saranno smontate dall’evolversi dei tempi, che l’uomo sia la causa del riscaldamento globale e se proprio te lo devo dire nn credo neanche che ci siano cospirazioni…o almeno me lo auguro, sebbene alle volte sembra l’unica cosa logica a cui pensare (vedasi il caso della macchia di agosto 2008)…e sai che spesso a pensare male ci si prende…cmq io semplicemente monitoro la situation, posso anche essere nel torto, ma nel caso lo ammetterei senza problemi…
    ciao, e ben venuto in questo blog

  1. 12 gennaio 2009 alle 17:06
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