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Gli inverni nella PEG (prima parte)

3 marzo 2009

Quando si analizza un periodo come la PEG un appassionato di meteo, che spesso sappiamo essere sinonimo di freddofilo e nevofilo come per’altro è il sottoscritto è difficile essere oggettivi, si può cadere in stadi di depressione al solo pensare allo schifo di inverni che siamo abituati ma può anche capitare di cadere in fasi di sovra-eccitazione che solo quella cosa bianca può dare………..cosa pensate???? Intendevo la Neve. Cmq prima cosa cerchiamo di parlare della PEG, diciamo subito che fu una parentesi climatica, che recentemente è stata individuata come fenomeno puramente dell’emisfero nord ( e specialmente del continente euro-asiatico ), dove le temperature si abbassarono notevolmente rispetto al periodo precedente, quello a cavallo dell’anno 1000, conosciuto come Medieval Warm.

La PEG iniziò circa nel 1300, anche se l’inizio è difficile da datare per mancanza di dati, e finì nel 1850 quando i ghiacciai europei incominciarono a ritirarsi. Naturalmente durante la PEG tutte le stagioni risultavano più fredde, anche se le eccezioni sono da sempre la prerogativa del clima, ma noi analizzeremo solo gli inverni, che per la maggioranza degli appassionati sono la parte più interessante ( citò solo il 1816 dove oltre alla fase di generale raffreddamento si associò pure l’eruzione del tambora, conosciuto appunto come l’anno senza estate che fa da contrappasso al 2007, conosciuto come l’anno senza inverno ).

Iniziamo parlando delle figure bariche presenti in Europa in quel periodo, i dati sono pochi e le mappe si trovano solo dal 1880 in poi e fino al 1948 mostrano solo la pressione al suolo, però sappiamo che l’anticilone delle Azzorre c’era come la depressione di Islanda, ma il vero padrone della stagione invernale di quel tempo in Europa era quello sconosciuto dell’anticlone termico russo-siberiano ( conosciuto ai più come Orso Russo ). Quest’ultimo che da sempre è l’univo vero portatore del gelo in Europa era presente in quasi tutti gli inverni e a lui è attribuito il motivo degli inverni così rigidi a quel tempo, ormai ai giorni nostri è diventata una figura molto rara e si forma difficilmente si spinge in europa restando più sulla Siberia, detto questo dobbiamo immaginarci una circolazione in inverno diversa dalla nostra il freddo veniva soventemente dal quadrante est e l’aria era spesso di tipo continentale o artico-continentale, le isoterme in quota molto più fredde di quelle consone a noi, peccato però che le carte non ci possano mostrare queste cose ( giusto una curiosità: si pensa che nel Gennaio 1709 arrivò in italia una -25/-26 in quota ).

Ora passiamo ad analizzare quei pochi dati che caratterizzano quel periodo, partiamo dal 1300 che prendiamo come inizio puramente semplificativo. Il primo di cui parliamo è quello del 1304/05 dove gelarono la quasi totalità dei fiumi dell’Italia settentrionale ( non si sa per quanto tempo ), un altro gelido fu il 1309/10 dove gelò il Tamigi ( venne organizzata una battuta di caccia sopra il fiume ) anche se ci sono notizie antecedenti a questo periodo dove il Tamigi gelò. Un altro inverno dove il Tamigi gelò fu il 1363/64 a tal punto da poterci organizzare una festività cittadina…

To be continued…

di FABIO (NINTENDO)

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Categorie:Sole e Clima Tag:,
  1. Furio
    3 marzo 2009 alle 13:18

    Nella stragrande maggioranza dei casi l’autore del freddo europeo, come sostiene giustamente Fabio, è ‘anticiclone russo siberiano, noto agli appassionati anche come orso russo. Ma non è detto che le cose debbano essere sempre state così durante la PEG e soprattutto nel leggendario inverno del 1709. Vi posto questo interessantissimo link:http://www.newscientist.com/article/mg20126942.100-1709-the-year-that-europe-froze.html?page=1
    Grazie per l’ottimo articolo!

  2. Nintendo
    3 marzo 2009 alle 14:14

    ti ho inviato la 2° parte, postala pure domani.

    per Furio: nel 1709 fu tutta opera dell’Orso, c’è poco da dire, i valori che si raggiunsero furono oltre ogni possibilità per altre figure bariche.
    Berlino: -30°C
    Parigi: -23°C
    Venezia: -18°C
    addirittura nel Faentino si misurarono temperature inferiori ai -30°C

  3. Nintendo
    3 marzo 2009 alle 14:27

    Aggiungo anche che l’unico inverni che io sappia che sia paragonabile a quelli della PEG che non è stata opera dell’Orso è stato il 1962/63 dove colpì solo per il Natale, il resto fu opera dell’azzorre che si trovava in uno stato di grazia.

  4. Nintendo
    3 marzo 2009 alle 17:58

    Simon, via Email ti ho rimandato la 2° parte che ho dovuto correggere una frase.

  5. ice2020
    3 marzo 2009 alle 18:42

    ho visto Fabio, nn ti preoccupare…domani verrà pubblicato l’articolo corretto.
    Simon

  6. stefano s.
    4 marzo 2009 alle 11:16

    Io sono di Faenza e mi ha colpito la notizia dei – 30 raggiunti nel 1709; dato che mi occupo di storia locale, mi piacerebbe sapere da Nintendo qual’è la fonte storica di quel dato. Ogni tanto in archivio trovo anch’io notizie sulla PEG nella mia città; ad esempio, la Cronaca Zanelli dice che il 17 febbraio 1748 “cadde una neve alta un uomo, e la gente non poteva uscire di casa”.
    Grazie e complimenti per il blog!

  7. ice2020
    4 marzo 2009 alle 12:21

    Presto nintendo ti risponderà…infatti ora che ci penso mancano le fonti da cui attinge le sue notizie…

    Fabio postale tutte qui nei messaggi all’articolo quelle che hai usato che poi io le reinserisco negli articoli in prima pagina, grazie, Simon

  8. Nintendo
    4 marzo 2009 alle 13:25

    per le fonti pensavo di mettere tutto alla fine.

  1. 3 marzo 2009 alle 12:42
  2. 4 marzo 2009 alle 12:23
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