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Importante articolo sulla correlazione tra la CO2 e l’umidità realtiva nella troposfera: una spina nel fianco dell’IPCC…

11 marzo 2009

Quello che stiamo per presentarvi è un interessante documento che pare essere una “voce fuori dal coro” rispetto ai maggiori networkclimatologici mondiali e che viene quindi sistematicamente ignorato essendo probabilmente scomodo.Il documento in questione non è null’altro che una rianalisi dei dati ottenuti mediante radiosondaggi NCEP.Se siete interessati potete leggere l’intero documento del dibattito “Apeek behind the curtain” (Una sbirciata dietro al sipario, link:http://www.climateaudit.org/?p=5416 ), che è il primo tentativo dipresentare al pubblico i dati da parte di uno degli autori, GarthPaltridge. Questo è in breve ciò che ha caratterizzato il dibattito alla conferenza: e’ difficile rendere bene ciò che l’oratore vuole far passare ma,brevemente si può dire che i dati dei radiosondaggi vengonosistematicamente ignorati in quanto “too iffy” e considerati “nonpoliticamente corretti”. Il grafico di seguito riportato ottenuto mediante radiosondaggio è statopresentato e commentato da Ken Gregory:

aleFonte grafico: http://www.friendsofscience.org/assets/documents/FOS%20Essay/GlobalRelativeHumidity300_700mb.jpg

Ken scrive:
“La discussione riguardo l’effetto del vapore acqueo dal quarto rapporto
di valutazione IPCC (Capitolo 8, Pagina 632):

L’effetto di assorbimento radiativo del vapore acqueoche governa i
meccanismi di feedback è circa proporzionale al logaritmo della sua
concentrazione, quindi al cambiamento frazionario della sua
concentrazione, non alla variazione assoluta.
I calcoli con i metodi GCMs suggeriscono che la concentrazione del vapore
acqueo rimanga approssimativamente costante rispetto al valore di
saturazione (vicino al valore inalterato dell’umidità relativa (RH)) sotto
l’influsso del Global Warming.
Nell’ambito di una tale risposta, per un riscaldamento uniforme, il
cambiamento frazionario più grande nella concentrazione del vapore acqueo
e così il più grande contributo alla risposta di feedback, si presenta
nella troposphere superiore.

Ciò significa che le modifiche specifiche di umidità nella parte superiore
della troposfera (300 – 700 MB) possono essere molto significative, anche
se la quantità di vapore acqueo risulta scarsa a causa del freddo.
Se l’umidità relativa rimane costante, la CO2 indotta dal riscaldamento
potrebbe causare l’aumento di umidità specifica e un forte feedback
positivo. Ma se l’umidità relativa sta realmente scendendo (dovuto al
vapore acqueo che è spostato dalla CO2 secondo Miskolczi), il vapore
acqueo può causare un feedback negativo. I dati che emergono dalla NCEP
Reanalysis è che l’umidità specifica è diminuita drasticamente nel 2008 a
tutti i livelli della troposfera.

Non so l’esattezza dei dati di rianalisi dell’umidità NCEP sulla
troposfera superiore, ma la misura diretta dell’umidità con palloni sonda
sembra preferibile alla determinazione indiretta di dati da satellite “.
E’ chiaro come la misura diretta di una grandezza chimico-fisica come la
concentrazione del vapore acqueo sia da preferirsi rispetto a misure
indirette ottenute dall’elaborazione di dati ottenuti dai satelliti.

Abstract Originale:
http://www.springerlink.com/content/m2054qq6126802g8/?p=e209f4ac50044f93a421b19e0a636d4b&pi=0

Sembrerebbe dunque sistematico nella comunità dei “Serristi” l’ignorare
completamente questo tipo di riscontri che sono come “voci fuori dal
coro”.

ALESSANDRO

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  1. Furio
    11 marzo 2009 alle 08:47

    …in che modo la diminuzione di umidità relativa instaurerebbe un feedback negativo? minore formazione di nuvole?….in tal caso è interessante notare come alle quote maggiori 300-400 hp, la diminuzione è molto più marcata…e solitamente si sostiene che nuvole alte come cirri contribuiscono al riscaldamento, mentre quelle pù vicine al suolo, ad un raffreddamento….

    se ho interpretato bene la questione, allora ciò che conta è il rapporto fra umidità relativa “ai piani alti” e quella “ai piani bassi”, che nella fattispecie sarebbe appunto favorevole ad un feedback negativo….

    ma ho ragionato a casaccio ed è possibile, se non probabile, che abbia detto una fesseria 🙂

    questo argomento è complesso, ci servirebbe un meteorologo che ci illumini 🙂

  1. 11 marzo 2009 alle 14:02
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