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…non si finisce mai di stupirsi…‏

21 marzo 2009

Alcune volte ci sfuggono i risultati di alcune ricerche, in questi giorni facendo “zapping” on line mi sono imbattuto in qualcosa che ha destato il mio interesse e il successivo stupore.

 Avevamo sempre creduto che la PEG fosse direttamente correlata al minimo solare di Mounder, ma secondo alcuni ricercatori della Stanford University non è così. Questi ritengono che la PEG fu diretta conseguenza della riforestazione avutasi in quanto molte delle popolazioni dell’ America centro-meridionale, che vivevano all’ epoca quelle terre, furono decimate da epidemie varie, il loro numero si ridusse così drasticamente che abbandonarono le attività agricole. In tal modo i terreni abbandonati a se stessi furono rapidamente ricoperti da nuove foreste, la nuova vegetazione fu in grado di assorbire, grazie alla fotosintesi clorofilliana, ingenti quantità di CO2, il tutto ebbe il suo picco massimo proprio negli anni della PEG,1500 – 1750.

Personalmente avrei qualche domandina da porre a questi ricercatori. La prima è :

La scarsa, in numero, popolazione presente sul pianeta nel 1500, soprattutto in riferimento alle popolazioni indigene dell’ America centro-meridionale,quanto terreno potè mai sfruttare per l’agricoltura, considerato che la riforestazione dello stesso portò ad un cospicuo assorbimento di CO2 tale da provocare un notevole raffreddamento del clima?

 Poi: Se realmente erano presenti, in percentuale, notevoli quantità di CO2 nell’ atmosfera tali da garantire un clima “caldo”, chi mai avrebbe potuto produrle tali notevoli quantità di CO2 ? Le cause antropiche le escludo senza esitazione.

I risultati di questa ricerca furono pubblicati il 17 Dicembre del 2008, questo è il link di riferimento:  http://news-service.stanford.edu/pr/2008/pr-manvleaf-010709.html

Con tutto il rispetto possibile mi sembra una…”Proposta Indecente”.

Di Antonio Marino

Mi unisco al riso ed al sarcasmo dell’autore del seguente articolo… alle volte certi studi ci sfuggono, magari anche perchè siamo presi a portare avanti le nostre idee e cercare quindi del materiale più consono alla nostra “battaglia” anti AGW…ma questo meritava davvero! Ritengo che ridere infatti faccia sempre bene, soprattutto in tempi come questi…

Per il resto, reputo comunque molto più grave il fatto che alcuni ricercatori all’interno dell’IPCC non riuscendo a giustificare lo stand-by del GW dell’ultimo decennio, affermano spavaldamente che si tartta solo di una pausa momentanea e abreve le temperature riprenderanno a crescere, i mari a salire e che bruceremo tutti vivi entro il 2100.(permettete anche a me un pò di sarcasmo).

Intanto anche oggi probabile 14° giorno spotless di fila, solar flux sempre costantemente sotto i 70, minimo che perdura alla grande…

Simon

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  1. Nintendo
    21 marzo 2009 alle 14:54

    che roba, ma come si fa, e pensare che questa gente è pagata e anche un sacco per tirare fuori sta roba.

  2. Nintendo
    21 marzo 2009 alle 14:55

    a parte poi che la PEG ebbe i massimi effetti sul continente euro-asiatico e meno su quello americano.

  3. Davide M.
    21 marzo 2009 alle 17:10

    Avete proprio ragione!!! Ce ne vuole di coraggio a pubblicare una ricerca del genere!!! Sarebbe stato meglio pubblicarla il 1° aprile anzichè il 17 dicembre.

  4. Bruno
    21 marzo 2009 alle 21:57

    E’ possibile che sia un atto di disinformazione volto a distrrarre la crescente attenzione verso gli effetti climatici del Sole.
    Certo che ce ne vuole di coraggio

  5. Anonimo
    22 marzo 2009 alle 05:01

    Nevle and Bird don’t attribute all of the cooling during the Little Ice Age to reforestation in the Americas.
    “There are other causes at play,” Nevle said. “But reforestation is certainly a first-order contributor.”

    questa frase è forse sfuggita all’autore dell’articolo che così si esprime: “Questi ritengono che la PEG fu diretta conseguenza della riforestazione”.

    Rispondo all’ utente moloch del forum del MTG, che mi ha evidenziato quanto appena riportatovi.

    Il periodo che hai riportato non mi è sfuggito affatto, traducendolo in italiano leggeremo:”Nevle and Bird non attribuiscono tutto il raffreddamento climatico avutosi durante la PEG alla riforestazione dei territori Americani; ci sono altre cause in gioco, dice Nevle. Ma il contributo dato dalla riforestazione è stato sicuramente di primo ordine.”

    Pur ammettendo che vi possano essere altri fattori che hanno portato alla PEG, fermamente asseriscono che senza ombra di dubbio le riforestazione dei territori americani resta al primo posto delle possibili cause che portarono alla LIA (PEG)

    Ciao
    Antonio Marino

  6. 22 marzo 2009 alle 05:58

    Al di la della fantasiosa ricerca e’ certo che la PEG NON dipenda dal minimo di Mounder in quanto comincio’ almeno 2-300 anni prima. Gia dal 1300 sono documentati notevoli cali nelle temperature. Da ricerche sugli isotopi del Be l’attivita’ solare era molto bassa gia dal 1400: http://physics.oulu.fi/ftp/personal/usoskin/pots_sol_oral.ppt

  7. Nintendo
    22 marzo 2009 alle 13:27

    nel 1300-1400 ci fu il minimo di spoerer

  8. Picapere
    23 marzo 2009 alle 09:12

    Tra i nativi americani, solo gli “Anasazi” (termine storicamente errato, ma di uso comune, con cui si identificano gli abitanti del SW, ossia Arizona, New Mexico ecc) praticavano l’agricoltura in forma estesa (soprattutto mais), in quanto nelle altre zone semplicemente mancavano specie vegetali da coltivare: lo spiega molto chiaramente Diamond (ke nn è sicuramente uno “scettico”, anzi) nel suo “Guns, germs and steel” (Premio Pulitzer 1998).
    E, se proprio vogliamo tirare in ballo il clima, avvene esattamente l’opposto, in quanto la civiltà Anasazi (ke aveva appena raggiunto un livello paragonabile alle città stato dell’antica Grecia) venne spazzata via alla fine del 1200 da 30 anni di siccità consecutiva (certificata dagli studi dendrocronologici), ossia in contemporanea all’inizio della PEG, che proprio nello stesso periodo mise in crisi le colonie vikinghe in Groenlandia (tema che, a sua volta, è il 1° capitolo de “Collasso”, sempre di Diamond).

  1. 21 marzo 2009 alle 22:50
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