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Un’amara sorpresa dalle misure del satellite ERBS per i sostenitori dell’AGW: altro duro colpo all’IPCC!

3 aprile 2009

L’effetto serra

Un corpo nero, in fisica, è un sistema in grado di assorbire tutta la radiazione che lo colpisce. Essendo in perfetto equilibrio termico, per la conservazione dell’energia, esso emette tutta la quantità di radiazione che assorbe dall’esterno. La radiazione emessa a diverse lunghezze d’onda prende il nome di spettro di emissione del corpo nero e dipende soltanto della sua temperatura. Il Sole come anche la Terra sono sistemi in equilibrio termico e si comportano, almeno approssimativamente come due corpi neri. Il primo si trova ad una temperatura di 6000 K ed emette soprattutto nel visibile (vedi l’immagine sotto). La seconda riceve la radiazione solare e la riemette sotto forma di radiazione infrarossa trovandosi ad una temperatura di 255 K .

L’atmosfera terrestre è più o meno trasparente alla radiazione solare, ma non alla radiazione infrarossa emessa dalla Terra per la presenza del vapore acqueo, delle nuvole e in misura molto minore della CO2. L’incremento della quantità di gas serra presente in atmosfera determina un innalzamento della sua temperatura perché è maggiore la radiazione infrarossa assorbita. Se, ad esempio, si raddoppia la quantità di anidride carbonica in atmosfera si ha un innalzamento di temperatura di circa 1°C.

Un processo interno al clima che risponde ad un riscaldamento in modo da amplificare la risposta è noto come feedback positivo. Un processo che diminuisce la risposta prende il nome di feedback negativo.. La preoccupazione maggiore degli scienziati dell’IPCC risiede nel fatto che questo incremento di temperatura porterebbe ad un maggiore assorbimento di radiazione infrarossa da parte del vapore acqueo e delle nuvole e avverrebbe di conseguenza un ulteriore incremento di temperatura (feedback positivo). Il modello climatico GCM (General Circulation Models) a cui si riferisce l’IPCC  calcola che questo nuovo aumento vari da circa 1,5°C a 5°C.

In questa descrizione semplificata dell’effetto serra, che comunemente viene insegnata anche a scuola, si tiene conto solo dello scambio di calore mediante irraggiamento che porterebbe rapidamente ad una temperatura dell’atmosfera di 77 C. Come ben sapete non è così, la temperatura è di soli 15 C e questo è dovuto al fatto che lo scambio termico nell’atmosfera non è semplicemente radiativo, ma anche convettivo. Si muovono grande masse di aria che trasferiscono parte del loro calore alla terra e in particolar modo agli oceani. Tutte le oscillazioni di temperatura note come El nino, la PDO (Pacific decadal oscillation), etc, sono associate alla dinamica interna atmosfera-oceani e influenzate da questo scambio termico. Queste variazioni su scala annuale e decennale influenzano anche i meccanismi di feedback.

Una grossa sorpresa dalle misurazioni satellitari

Le misure di radiazione emessa dall’atmosfera nello spazio, fatte dal satellite ERBS, ci mostrano che esiste un totale disaccordo con le previsioni dei modelli climatici a partire dal 1989. La cosa si vede chiaramente nell’immagine sotto, dove vengono riportate sulle ordinate le variazioni di radiazione infrarossa misurate fuori dall’atmosfera terrestre (linea rossa), e quelle previste mediando su vari modelli climatici (linea tratteggiata). I valori misurati superano di 7 volte quelli previsti.

Come è possibile spiegare questo totale disaccordo a partire dal 1989? La risposta la fornisce il professore Alfred Sloan del MIT. L’ atmosfera terrestre può contenere energia termica solo entro un certo limite. Esiste una temperatura di equilibrio che superata determina una emissione di radiazione verso lo spazio e ciò costituisce un forte feedback negativo che mitiga il cambiamento climatico. I nuovi calcoli indicano che un raddoppio di concentrazione di C02 a livello mondiale determinerà un aumento di soli 0,3 gradi, un effetto talmente piccolo che si potrebbe confondere facilmente con le normali variazioni climatiche.

Ecco un semplice e simpatico esempio di feedback positivo e negativo. In auto, i pedali del freno e dell’accelerazione fungono da feedback negativi, infatti servono a ridurre la velocità se andiamo troppo veloce o ad aumentarla se andiamo troppo piano. Se qualcuno inverte la posizione dei due pedali senza informarci, avremmo un feedback positivo: aumentiamo la velocità quando andiamo troppo veloci e rallentiamo quando andiamo troppo piano.

La cosa assurda è che il capo degli allarmisti climatici, James Hansen, consigliere di Al Gore, ha affermato che il feedback positivo descritto nella prima parte avrebbe portato gli oceani a bollire. Se guardiamo alle concentrazioni di CO2 nelle epoche geologiche sappiamo che esse sono state molto superiori a quelle attuali, eppure, non è avvenuto nulla del genere. La teoria del feedback positivo sostenuta da Hansen, che è un dipendente della NASA, è stata smentita, ironia della sorte, proprio da un satellite della Nasa stessa.

Fonti:

http://wattsupwiththat.com/2009/03/30/lindzen-on-negative-climate-feedback/

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_nero

http://www.cato.org/pubs/regulation/regv15n2/reg15n2g.html

http://westinstenv.org/sosf/2009/04/01/co2-negative-feedback-and-the-earths-radiation-budget/

Scritto da Angelo

  1. Luigi Lucato
    3 aprile 2009 alle 06:14

    le misure non corrispondono ai modelli …
    si cambiano i modelli … o si aggiustano i dati ? 😳

  2. simo
    3 aprile 2009 alle 10:18

    i modelli andrebbero cambiati…senza ombra di dubbio…

    speriamo che qualcuno apra gli occhi prima o poi…

  3. angelo
    3 aprile 2009 alle 11:46

    questi personaggi sono capaci di cambiare i dati o di interpretarli a modo loro

  4. Marco Pagani
    3 aprile 2009 alle 19:33

    Due commenti al volo:
    (1) Perchè il prof. Lindzen tira fuori nel 2009 questo argomento come se fosse una novità?
    L’articolo in questione è del 2002 e spiega che i modelli (di sette anni fa) non tenevano ancora abbastanza in conto il ruolo delle nuvole.
    (2) E’ un po’ difficile che “il professore Alfred Sloan del MIT” abbia rilasciato i commenti citati nel post, visto che Sloan è morto nel 1966!
    Come è possibile verificare su Wikipedia, Alfred P. Sloan, amministratore delegato della General Motors, ha creato una fondazione filantropica a suo nome che finanzia le attività più varie. Come si dice in wattsupwiththat.com, Lindzen è “Alfred P. Sloan Professor” al MIT, nel senso che il suo stipendio è pagato dalla fondazione Sloan, non so se mi spiego.

  5. ice2020
    3 aprile 2009 alle 20:38

    Perchè uno che dice una cosa 40 anni fa dev’essre per forza nn citato?

    Se così fosse, io che ho fatto il classico, i vari Seneca, Cicerone, Socrate nn dovrei nemmeno sapere chi siano… cmq Angelo l’autore dell’articolo chiarirà l’eventuale equivoco…

    Ma cmq perchè nn commenti il concetto del post invece di tirar fuori cose fuorvianti che poco centrano appunto con l’articolo in questione?

  6. angelo
    3 aprile 2009 alle 21:13

    forse ho sbagliato a interpretare aull’autore delle dischiarazioni e di questo mi scuso, ma non cambia il succo dell’articolo

    L’ articolo che tu hai postato lo cita assieme ad altri anche Lindzen

    Chen, J., B.E. Carlson, and A.D. Del Genio, 2002: Evidence for strengthening of the tropical general circulation in the 1990s. Science, 295, 838-841.

    Cess, R.D. and P.M. Udelhofen, 2003: Climate change during 1985–1999: Cloud interactions determined from satellite measurements. Geophys. Res. Ltrs., 30, No. 1, 1019, doi:10.1029/2002GL016128.

    Hatzidimitriou, D., I. Vardavas, K. G. Pavlakis, N. Hatzianastassiou, C. Matsoukas, and E. Drakakis (2004) On the decadal increase in the tropical mean outgoing longwave radiation for the period 1984–2000. Atmos. Chem. Phys., 4, 1419–1425.

    Clement, A.C. and B. Soden (2005) The sensitivity of the tropical-mean radiation budget. J. Clim., 18, 3189-3203.

    La risposta alla tua contestazione la fornisce lo stesso Lindzen

    The preceding authors did not dwell on the profound implications of these results – they had not intended a test of model feedbacks! Rather, they mostly emphasized that the differences had to arise from cloud behavior (a well acknowledged weakness of current models). However, as noted by Chou and Lindzen (2005, Comments on “Examination of the Decadal Tropical Mean ERBS Nonscanner Radiation Data for the Iris Hypothesis”, J. Climate, 18, 2123-2127), the results imply a strong negative feedback regardless of what one attributes this to.

  7. Nintendo
    4 aprile 2009 alle 09:16

    stupendo articolo.

  8. Luigi Lucato
    4 aprile 2009 alle 09:23

    http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/04/segni-vitali-del-pianeta-terra.html

    1. Nessun climatologo afferma che il sole non conta nulla. La variazione di lungo periodo dell’irradianza è tenuta in considerazione, ma genera un forcing radiativo piccolo rispetto a quello antropogenico (+0,12 W/m² rispetto a +2,64 W/m² dei gas serra come illustro in questo post). La variabilità solare, i raggi cosmici, il nino, la nina ecc. hanno guidato il clima per millenni, ma ora si aggiungono anche le emissioni antropogeniche. Questa è la differenza.

    sulla valutazione della differenza ti rimando qui
    http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=8&t=42&start=460
    scusami ma altrimenti dovrei spezzare la discussione in troppe parti

    2. La temperatura delle mappe è misurata a terra (non sarebbe possibile misurarla dai satelliti, che “vedono” solo l’irraggiamento dell’atmosfera verso lo spazio di cui parlo più sotto). Esistono misure di temperatura a partire da fine ‘700, ma solo dalla fine dell’800 sono abbastanza numerose da poter permettere di fare mappe globali. La temperatura media globale è fornita in questo file della NASA, mese per mese, dal 1880 a uno-due mesi prima della data corrente(ora è aggiornato a febbraio 09).

    le misure a terrra hanno densità diverse in diversi periodi storici, la proiezione cartografica usata esalta troppo la dimensione dei poli (l’area non è reale) per quanto riguarda i dati di ottobre 2008 è stato fatto un bel pasticcio.

    5. Anzi, il grafico dell’articolo del 2002 riportato da Lindzen mostra che tra il 1990 e il 1999 l’atmosfera ha irraggiato verso lo spazio più del previsto, nonostante che nel frattempo la temperatura superficiale continuasse a salire (guarda il grafico che ho postato qualche giorno fa). Se l’atmosfera avesse irraggiato come il previsto, più calore sarebbe rimasto intrappolato in superficie e nella bassa troposfera e la temperaura sarebbe salita ancora di più.

    quindi il modello è sbagliato ed esiste un altro meccanismo di trasporto del calore dalla superficie alla alta troposfera che ha permesso la magggiore emissione

  9. Gianfranco
    4 aprile 2009 alle 09:53

    #### NON CAPISCO ####
    Da qualche giorno, su http://spaceweather.com, è presente una nuova sezione dedicata ai giorni spotless, con un pò di statistiche dedicate.
    Oggi, hanno ridimensionato la stringa di giorni spotless, contando 9 anzichè 27!!!!
    MOTIVAZIONE: il SIDC rivela di non aver contato una piccola macchia apparsa il 26 Marzo.

    Allora mi chiedo, perchè non contare subito la macchia? Caso strano l’aggiornamento è di oggi, con il solar flux in discesa a quota 70 ed il vento solare sotto i 300, cioè i piccoli segnali di ripresa sembrano svanire. Si vuole a tutti i costi ridimensionare l’attuale minimo? Cosa c’è dietro? 200 anni fa si sarebbero contate macchie di questo tipo?

  10. Luigi Lucato
    4 aprile 2009 alle 18:24

    taglia il secondo commento
    pensavo che il primo non entrasse per i troppi link

  1. 3 aprile 2009 alle 05:27
  2. 3 aprile 2009 alle 11:32
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