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Il solar flux è in un trend di crescita…

26 aprile 2009

La cosa l’avevo già notata qualche settimana fa, e avevo fatto anche un post, ma la maggiorparte di voi era convinta che tutto dipendesse dalla enorme plage del ciclo 24 comparsa proprio in quei giorni lì…

Ma se si guarda la tendenza degli ultimi mesi, si nota però che effettivamente il trend del flusso solare è in crescita lenta, ma costante.

Non vi sono a ragion del vero accelerazioni particolari di tale indice solare, non c’è quindi al momento ancora nulla di preoccupante, ma francamente non si può nemmeno negare che esso stia pian piano aumentando come si evince bene anche dal seguente grafico di L. Svalgaard:

tsi-sorce-2008-nowFonte: http://www.leif.org/research/TSI-SORCE-2008-now.png

Le macchie solari non sembrano al momentoseguire questo trend di crescita, continuando a latitare come ben sappiamo… credo che i prossimi mesi, forse anche le prossime settimane potrebbero essere molto importanti per il futuro del minimo solare, nonchè anche della sua futura attività massima…

Così a caldo, dovendo dire la mia, credo che una salita così lenta del flusso, accompagnata da una quasi totale assenza di macchie, non possa che confermare che il ciclo 24 è abbastanza in difficoltà, ed anche qualora dovesse ripartire lo farebbe senza scossoni particolari e molto probabilmente con un’intensità bassa. Ma queste sono solo le illazioni di uno che di professione fa il medico e non il fisico solare, benchè ci metta comunque tutto il mio impegno per cercare di capire sempre di più le incognite della nostra stella… spero mi scuserete se ho sparato troppe cavolate, io ci provo, non ho alcuna pretesa di convincere nessuno nè di dichairare cose di valenza scientifica, perchè non ne ho le capacità oggettive…spero in sostanza apprezzerete lo stesso il lavoro di pura passione che io ed i miei collaboratori stiamo facendo per portare avanti il progetto NIA!

Simon

Categorie:Uncategorized
  1. gianni
    26 aprile 2009 alle 13:13

    ma non era a 69?!

  2. marcus
    26 aprile 2009 alle 13:14

    Direi che è assolutamente normale che il flusso cresca, esattamente com’è normale che che cresca la TSI da giugno, ed esattamente com’è normale che il ciclo gradualmente prenda vita. Tutto questo fa parte della normale oscillazione: ciò che però non può essere normale è la velocità con cui ciò avviene (estremamente troppo lenta rispetto alla normalità imposta dagli ultimi cicli) e presumibilmente anche il vertice della parabola crescente: ad oggi è inimmaginabile infatti che il ciclo possa superare i 100 sunspot.

  3. ice2020
    26 aprile 2009 alle 13:30

    parliamo di trend Gianni…e poi devi sempre considerare il valore aggiustato, quello semmai è a 70…

    infatti anche il grafico riportato considera il valore aggiustato
    simon

  4. adriano
    26 aprile 2009 alle 15:12

    desidero essere contattato ad un mio recapito telefonico,questa è la seconda volta che lo dico grazie.

  5. ice2020
    26 aprile 2009 alle 15:24

    scusami Adriano, e che lo devo immaginare il tuo contatto telefonico?

    questa è la mia e-mail, ed è la seconda volta che te la dò

    simosina@hotmail.it

    nn lascio infatti recapiti telefonici qui

    Simon

  6. ice2020
    26 aprile 2009 alle 15:38

    Cmq adriano ti ho anche mandato un e-mail…

    ciao

  7. gianni
    26 aprile 2009 alle 17:21

    Ragazzi, dato che fortunatamente ci sono persone che ne capiscono molto piu di me , vorrei sapere cosa ne pensate di quello che dice il climatologo Roberto Madrigali! Grazie

  8. Nintendo
    26 aprile 2009 alle 17:21

    sarebbe meglio usare il valore aggiustato

  9. fabiov
    26 aprile 2009 alle 17:54

    sarà una casualità, ma l’andamento dei ghiacci artici mi lascia molto pensare…voi che ne dite?

    http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm

  10. ice2020
    26 aprile 2009 alle 17:56

    che lascia un pò perplesso anche ame,,,ogni tanto qui si è scritto su ciò…

    anche se è bene aspettare ancora l’estate, sarà quello il periodo decisivo

    Ciao

  11. 26 aprile 2009 alle 18:34

    Ciao Simon…
    resto interdetto dal grafico sopra postato.. mi riferisco alla TSI che seguo..
    effettivamente fra luglioe settembre 2008 abbiamo toccato un punto “basso”
    grazie a un periodo prolungato di assenza di macchie solari.. ma dai grafici
    che controllo quasi “quotidianamente” non vedo o meglio non scorgo quella
    risalita che prospettano..
    questo e’ un mio montaggio della TSI ultimi 6 anni con sopra il grfico degli ultimi 3 mesi..
    [url]http://www.persicetometeo.com/images/forum_meteo/TSI_aprile2009.jpg[/url]
    questo invece il link ufficiale che tutti possono consultare..
    [url]http://lasp.colorado.edu/sorce/total_solar_irradiance_plots/sorce_tsi_plot.html[/url]
    complimenti per l’impegno e continua cosi’ ..
    un salutone Ice85 ( Ivan.. admin di Persicetometeo)

  12. 26 aprile 2009 alle 19:17

    Roberto Madrigali non e’ un climatologo..Gianni….

  13. ice2020
    26 aprile 2009 alle 19:35

    ciao!

    Si in effetti anche ame halasciato molti dubbi…

    anche nel forum di solarcycle 24 gliel’hanno fatto noare a Svalgaard, ma lui niente…

    io cmq lo ho usato per il solar flux…

    buona osservazione la tua, che mi trova sostanzialmente d’accordo…

  14. 27 aprile 2009 alle 10:03

    Quando il Sole si raffredda..

    Teorie sul clima e verifiche documentarie: durante il Minimo di Maunder la temperatura diminuì, ma le connessioni sono ancora frammentarie per costituire una prova definitiva.

    La teoria che cicli solari di medio e lungo periodo possano avere significativi impatti sul clima terrestre ha sempre trovato un ostacolo nell’idea aristotelica d’un Sole perfetto, adottata dal pensiero cristiano e trasfusa nella dottrina scientifica, fino a sfociare, nel XIX secolo, nel concetto di costante solare. Le evidenze derivanti dalla misurazione della TSI (Total solar irradiance) tuttavia, hanno portato a dire che «non esiste giustificazione fisica per questa nomenclatura, solo un pregiudizio filosofico», anche se le ricerche in tal senso hanno dovuto fare i conti con le resistenze di chi ritiene «ridicolo cercare di misurare le variazioni d’una costante» [Hoyt, pp. 48-49].

    A cavallo del XXI secolo, il rapporto fra attività solare e clima è rimasto appannaggio d’una ristretta cerchia di specialisti poiché, quasi plebiscitariamente, si è spostata l’attenzione sul ruolo dei gas serra di origine antropica. Anche i divulgatori più imparziali hanno dedicato scarse energie alla comprensione dei meccanismi che potrebbero regolare il bilancio della TSI, al più limitandosi a constatare come «poiché la parte che diventa energia a onda lunga per l’effetto serra terrestre è circa un ottavo del flusso solare extraterrestre (180 W/mq rispetto a 1.367 W/mq), una variazione massima teorica anche di 2 W/mq del flusso solare a onda corta potrebbe influire per non più di 0,25 W/mq sull’energia a onda lunga. Un cambiamento di soli 0,25 W/mq, anche come valore tendenziale secolare o plurisecolare, non giustificherebbe però da solo nessuna delle variazioni climatiche osservate nei secoli passati e negli anni recenti. Di contro, non è da escludere che l’attività solare – pur non potendo spiegare, come unica causa, un cambiamento del clima – possa invece innescare meccanismi di retroazione e di destabilizzazione del sistema climatico tali da avviare un cambiamento climatico significativo o da portare il sistema al di là delle sue capacità di equilibrio omeostatico» [Ferrara, pp. 48-49].

    I due principali filoni di ricerca sulle implicazioni climatiche del Sole vertono sulla TSI e sulla modulazione dei raggi cosmici indotta dall’eliosfera; esistono ampie raccolte di dati proxy (contenuto di radiocarbonio negli organismi vegetali, variazioni degli isotopi di berillio e presenza di nitrati nelle carote glaciali) che trovano coincidenza quasi perfetta con la curva storica dell’attività solare e che, a loro volta, hanno permesso di ricostruire i principali cicli di lungo termine del passato. Per quanto riguarda il Minimo di Maunder propriamente detto (1645-1715), si può anche tentare una comparazione con quelle che potrebbero definirsi paleomisure termometriche. La tabella seguente propone, in quarta colonna, le temperature medie decennali dell’Inghilterra Centrale ricavate dalle ricostruzioni mensili [Manley, pp. 393-394]; in seconda colonna è datato il massimo del ciclo di Schwabe e, in terza, la sua intensità, secondo la metodologia dei Group sunspot numbers; in quinta colonna infine, sono affiancate le temperature medie decennali di De Bilt, la località olandese che possiede la più antica e ininterrotta serie termometrica del mondo, ricavate dai dati omogeneizzati dal Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut:
    1659-’68 M 1660 RG 2,0 9,1 °C
    1669-’78 M 1676 RG 1,8 8,7 °C
    1679-’88 M 1684 RG 1,4 8,8 °C
    1689-’98 M 1695 RG 0,1 8,1 °C
    1699-1708 M 1705 RG 5,5 9,2 °C
    1709-’18 9,1 °C 9,1 °C
    1719-’28 M 1719 RG 33,9 9,3 °C 9,3 °C
    1729-’38 M 1730 RG 69,7 9,9 °C 9,7 °C

    Si nota una progressiva diminuzione durante la fase più profonda del Minimo di Maunder, quindi una ripresa a partire dal XVIII secolo: il che sarebbe in analogia col brusco cambiamento delle condizioni solari registrato nel 1698-1711 [McCracken, p. 21603]. La congruenza fra le medie dell’Inghilterra Centrale e di De Bilt è degna di nota ma, in mancanza di ulteriori elementi, non può essere assunta come elemento di conferma; né si può generalizzare la coincidenza fra il trend termico e l’attività solare, trattandosi d’un caso di carattere regionale, che potrebbe anche corrispondere a contingenze locali. A questo proposito infatti, si è soffermata l’attenzione pure sul ruolo delle polveri vulcaniche, argomentando che «se le basse temperature prevalenti in Inghilterra, come pure in Islanda e in una vasta regione circostante, nel corso degli anni 1694-’98 sono rappresentative di un’anomalia a livello mondiale all’incirca equivalente […], il DVI totale (a) dovrebbe essere 3.000-3.500» [Lamb, p. 434].

    La convinzione che un’escursione di lungo periodo dell’attività solare, come fu quella del Minimo di Maunder, possa dar conto, se non del coevo raffreddamento climatico terrestre, perlomeno dei presupposti che ne furono all’origine, è affascinante ma non ancora del tutto dimostrata. È vero però che le prove si vanno accumulando e, con esse, la possibilità di riconoscere altri momenti di discontinuità climatica legati a fasi solari di segno positivo e negativo.

    Note
    (a) DVI sta per Dust veil index: è l’unità di misura delle emissioni durante un’eruzione vulcanica, da cui si ricava il successivo grado di opacità dell’atmosfera terrestre.
    Stefano Di Battista – Novara Oggi
    © Meteo giornale

  15. Furio
    27 aprile 2009 alle 10:22

    @ ice85 e Simon

    secondo me anche dal grafico di Svalgard il trend medio della TSI non è in aumento: la linea blu tratteggiata più in alto mi sembra pressochè orizzontale nell’ultimo periodo. Invece il trend dei minimi della TSI è in aumento: linea blu piena. Almeno così l’ho interpretato io.

    Tra l’altro si nota che nell’ultimo periodo le oscillazioni della TSI tendono a diminuire e a quanto ne so, più la TSI è stabile, “più siamo in condizioni di minimo”, se mi passate l’espressione.

    Cosa poi possa significare questo unito al dato della macchie che sembra coerente e a quello del solar flux che al contrario sembra non coerente, non ne ho la più pallida idea 🙂

  16. luca64
    27 aprile 2009 alle 14:14

    vai tranquillo simon sei tutti noi

  1. 26 aprile 2009 alle 11:40
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