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Se nel 1913 fossero esistiti certi osservatori moderni, è probabile che non ci sarebbe stato nessun record di 92 giorni spotless di fila…

30 aprile 2009

191306011 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guardate l’immagine ingrandita al seguente link: ftp://fenyi.solarobs.unideb.hu/pub/HSID/Haynald/1913/19130601.jpg (l’immagine proviene dagli archivi storici dell’osservatorio ungherese di Haynald)

Ora guardate nei punti segnalati dall’immagine postata.

Si notano 2 regioni attive presenti nel sole il 1 giugno del 1913, nel bel mezzo della serie spotless che sarebbe diventata la più lunga fino ad oggi.

Questo è solo un esempio. e di certo non basta a poter affermare con assoluta certezza che oggi, nel 2009, quella regione sarebbe stata conteggiata e di fatto avrebbe quindi interrotto la serie!

Oggi abbiamo i satelliti, quindi tutto è molto più semplice, innanzitutto perchè tramite ad essi riusciamo prima ad individuare anche le regioni più piccole e deboli su cui poi puntare i nostri telescopi…100 anni fa i satelliti non esistevano, e tutto veniva fatto tramite i telescopi dell’epoca, quindi certe macchie per forza di cose potevano sfuggire all’occhio dell’osservatore.

Questa è la macchia conteggiata lo scorso 21 aprile dal noaa e dal sidc:

latest4

 

Mentre questa è quella vista solo da Catania lo scorso 6 aprile:

solef

Ripeto che è impossibile poter fare dei paragoni in base all’immagine storica postata prima, di certo possiamo solo fare dei ragionamenti, che sono poi gli stessi fatti tante altre volte… la sensazione è che comunque come quella del 1 giugno 1913, anche quelle del 21 aprile e del 6 aprile 2009 non sarebbero mai state contate 100 anni fa!

Simon

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  1. Fabio 2
    30 aprile 2009 alle 12:35

    Insomma, ormai siamo praticamente certi che l’attuale minimo è profondo perlomeno tanto quanto quello del 1913.
    Si ha notizia di particolarità osservate nel 1913, analoghe a quelle riscontrate in questi ultimi mesi? Penso ad esempio ai buchi coronali equatoriali, alla persistenza di macchie appartenenti al vecchio ciclo nel bel mezzo della fase più profonda di quiescenza……insomma, qualcosa che possa rafforzare la similitudine tra i due minimi o, la contrario, già marcare qualche importante differenza? Non mi immagino ci sia altro perchè forse allora non si poteva misurare granchè altro (come la velocità del vento solare o della radiazione emessa e quella incidente).

  2. ice2020
    30 aprile 2009 alle 13:24

    Si, il vento solare e ad altri parametri nn c’erano ancora, ma per quanto riguarda il resto è chiaro che le osservavano…però io al momento nn so rispondere, ma mi hai dato un idea per un futuro articolo, sempre ovviamente che si riesca a trovare del materiale…

    Ciao

  3. adriano cutrufo
    30 aprile 2009 alle 13:58

    Perchè nell’anno mille rilevavano i Raggi X, provenienti dal sole come vengono registarti ed immessi,via internet ?????

    http://www.swpc.noaa.gov/today.html

    io non lo so,ma prima di paralare………….. poi sono io che ………..

  4. Fabio 2
    30 aprile 2009 alle 14:13

    Veramente io parlavo del 1913, non dell’anno Mille……ma se prima di replicare si leggesse con attenzione quello che scrivo, non occorrerebbe fare polemiche inutili…..mah…

  5. Fabio 2
    30 aprile 2009 alle 15:02

    Guardando l’immagine del 1913, vedo che le regioni attive evidenziate sono nell’emisfero sud del Sole. Questo significa che anche in quel caso si trattava di macchie (o pseudo tali) attribuibili al ciclo precedente, quello che stava terminando?

  6. ice2020
    30 aprile 2009 alle 15:45

    Ottima osservazione fabio, ma nn possiamo sapere la polarità di quella macchia, quindi tutto può essere.

  7. Rick
    30 aprile 2009 alle 18:52

    Simon, polarità a parte, il fatto che siano sull’emisfero meridionale è di per sé già un buon indizio.
    Facendo due conti, poiché il ciclo 13 aveva polarità nord, quella potrebbe essere tranquillamente del vecchio ciclo.

    Comunque complimenti per la ricerca, è buon articolo.
    Non ho comunque capito dove volevi andare a parare: 🙂
    Intendi dire che i nostri osservatori sono troppo sofisticati e “pignoli” e contano quello che non dovrebbero contare, oppure che all’epoca erano più “lassi” e non conteggiavano anche quando in effetti si sarebbe potuto farlo?
    Ad esempio, qui avremmo potuto avere un bel “12”… 😉

    Tornando a bomba.
    Non mi pare corretto, mancando i dati di tutti gli osservatori, a fronte di una macchia conteggiata dal SIDC – che usa mediare i risultati da più fonti – scrivere “macchia vista SOLO da Catania”. 🙂

    Ma su questo punto “litighiamo” da un po’… Abbiamo punti di vista diversi, pur concordando sulla linea generale.
    Abbracci senza spot…

  8. ice2020
    30 aprile 2009 alle 18:57

    ahhahhah…

    Rick sei un mito!

    A parte gli abbracci senza spot, mi riferisco al fatto, e pensavo di averlo spiegato bene nell’articolo, che un tempo le strumentazioni erano dierse da quelle di alcuni centri moderni quali catania ad esempio, quindi avevano meno possibilità certe macchie di essere conteggiate a differenza di oggi che abbiamo anche i satelliti…

    cmq fino a prova contraria, guarda che la macchia del 6 aprile è stata vista solo da catania, così per lomeno recitava il bollettino Sidc del giorno dopo…

    se poi per lettera sn arrivate altre segnalazioni, forse lo scopriremo domani se il sidc conterà o meno quel giorno…o forse nn lo sapremo mai, a meno che qualcuno mandi un e-mil al centro belga…

    ciao

  9. Rick
    30 aprile 2009 alle 21:37

    Simo,
    ma è ovvio che con strumenti più precisi ed adeguati si vedono cose che prima non si vedevano. La scienza va’ avanti, e probabilmente i satelliti e i telescopi del 2020 vedranno come ipertrofiche persino le microsunspeck che oggi riesce a vedere solo quell’occhio di falco che sta Catania.

    E’ solo che non mai ancora capito se per questo tu “preferiresti” che non venissero contate o – per mantenere gli standard del passato – si usassero ancora i telescopi di Newton… 😉

    E per pulire le ottiche niente Vetril, mi raccomando!

  10. ice2020
    30 aprile 2009 alle 21:48

    preferirei che il centro che deve garantire tale uniformità col passato, faccia bene il suo mestiere, atrimenti è inutile avere record passati se poi tanto è impossibile riuscirli a battere oggi cm oggi…

    almeno che si riconoscesse che 50 giorni spotless di fila oggi, corrispondano ai 92 del passato, tutto qui…

    ma c’è di più; l’opinione pubblica, coadiuvata dalla stampa, nn si sveglia se nn si battono record…

    nn ti nascondo che il motivo per cui ho deciso di fondare questo blog, per quel poco che potrà valere, èproprio per fare sapere a più gente possibile che esistono anche altre verità da quelle propugnate dall’IPCC, speriamo che questa anomala situazione solare prima o poi dia i suoi frutti…

    Ciao

  1. 30 aprile 2009 alle 11:31
  2. 14 maggio 2009 alle 13:03
  3. 14 maggio 2009 alle 14:37
  4. 31 marzo 2010 alle 00:12
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