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La situazione dell’Antartide non soddisfa i sostenitori del GW

3 maggio 2009

Dal 1980 i ghiacci marini antartici sono aumentati del 43%!! Basta guardare i dati per il mese di marzo:

anno Estensione Concentrazione
1980 3,5 milioni kmq 2 milioni kmq
2009 5 milioni kmq 2,9 milioni kmq

per farvi un’idea della situazione potete andare al seguente link:

http://nsidc.org/cgi-bin/bist/bist.pl?annot=1&legend=1&scale=100&tab_cols=2&tab_rows=2&config=seaice_index&submit=Refresh&mo0=03&hemis0=S&img0=extn&mo1=03&hemis1=S&img1=conc&year0=2009&year1=1980&.cgifields=no_panel&referal=globalwarminghoax.com

La notizia, lo sappiamo, non è degna di nota per i TG nazionali. Concentrati sulle più agghiaccianti notizie di cronaca nera, riportano al massimo una banchisa staccatasi dalla Penisola Antartica o la lieve diminuzione dei ghiacci artici o l’orso polare che affoga nell’acqua gelida. I ghiacci antartici scoppiamo di salute ma la cosa sembra non essere gradita ai sostenitori del GW.

Lo studio di Steig

Secondo il rapporto IPCC del 2007 l’innalzamento della temperatura di origine antropica riguarda tutti i continenti eccetto l’Antartide per il quale non si hanno sufficienti prove. Un recente articolo apparso su Nature, scritto da Eric Steig dell’ Università di Washington, ha dimostrato che l’intero continente antartico ha subito un riscaldamento medio di 0,5º in 50 anni e in linea con il riscaldamento del pianeta. La maggior parte delle stazioni meteorologiche situate in Antartide si trovano lungo la costa, con solo due situate nell’interno del continente. Steig e i suoi colleghi hanno superato questa mancanza utilizzando dati satellitari e applicando particolari tecniche statistiche per colmare le lacune (tali tecniche sono state, in seguito, fortemente attaccate da molti studiosi e in particolar modo dal famoso sito Climate Audit).

Questo dato nasconde, in realtà, forti differenze regionali: l’incremento di temperatura è stato molto più rilevante nell’Antartide occidentale, che comprende anche la Penisola Antartica, rispetto all’Antartide Orientale. I risultati ottenuti da Steig non sono necessariamente in contraddizione con il raffreddamento della parte orientale dell’Antartide osservato dal 1969 al 2000 proprio perché costui ha fatto un’analisi su un periodo più ampio (1957-2006).

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fonte: http://www.realclimate.org/index.php/archives/2009/01/state-of-antarctica-red-or-blue/

 

Piuttosto ci possiamo chiedere quale è l’origine di questa differenza termica tra l’est e l’ovest del continente antartico. Nel 2002 David Thompson e Susan Solomon (NOAA) hanno avanzato l’ipotesi che il raffreddamento dell’Antartide orientale fosse causato da un cambio di circolazione circumpolare provocato dalla perdita di ozono stratosferico. Questo spiegherebbe la diminuzione di temperatura avvenuta in particolar modo a partire dalla fine del 1970. L’ipotesi è stata suffragata da un recente studio.

 

Sentiti ringraziamenti ai CFC

 

Secondo John Turner del British Antartic Survey il ghiaccio marino antartico è in crescita a differenza dell’Artico grazie alla riduzione dello strato di ozono, il famoso “buco”. L’effetto non durerà molto – dice Turner – tra una decina di anni il ghiaccio antartico comincerà a sciogliersi rapidamente fino a ridursi di un terzo entro la fine di questo secolo. Tra 50 o 100 anni, infatti, il buco dell’ozono dovrebbe richiudersi, fatto che sommato, allo stesso tempo, al continuo aumento di gas serra immessi in atmosfera dovrebbe apportare conseguenze nefaste sui ghiacci marini antartici. Per il momento – aggiungo io – non possiamo fare altro che ringraziare i CFC e le altre sostanze chimiche che riducono l’ozono stratosferico.

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fonte: http://www.newscientist.com/data/images/ns/cms/dn16988/dn16988-1_731.jpg

Lo studio di Turner e dei suoi colleghi, basato su modelli meteorologici, mostra come il buco dell’ozono abbia causato un cambiamento della circolazione atmosferica in tutto il continente Antartico, portando aria calda dal Cile sulla Penisola Antartica e fredda intorno al Mare di Ross (vedi immagine). Questo spiega, come confermato anche dai dati satellitari, la diminuzione dei ghiacci nella Penisola Antartica e un incremento nel Mare di Ross, con un incremento netto dei ghiacci marini antartici negli ultimi 30 anni (il buco dell’ozono è apparso proprio 30 anni fa). In un altro articolo, al quale vi rimando per un approfondimento

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/04/10/relazione-tra-i-raggi-cosmici-l’ozono-e-la-temperatura-della-stratosfera/

avevamo portato alla luce una possibile relazione tra raggi cosmici e ozono stratosferico. Lu, l’autore dello studio, prevede non un aumento ma una severa diminuzione di ozono nel 2008-2009 e probabilmente un altro grande buco attorno al 2019-2020. Vedremo ma nel frattempo godiamoci l’ottima salute dei ghiacci marini antartici.

Fonti:

http://www.globalwarminghoax.com/comment.php?comment.news.109

http://www.newscientist.com/article/dn16988-why-antarctic-ice-is-growing-despite-global-warming.html

http://www.newscientist.com/article/dn16460-even-antarctica-is-now-feeling-the-heat-of-climate-change.html

http://www.realclimate.org/index.php/archives/2009/01/state-of-antarctica-red-or-blue/

ANGELO

  1. Nintendo
    3 maggio 2009 alle 13:12

    penso che non sia così semplice da dire che è grazie al buco dell’ozono.

  2. Sergio Musmeci
    3 maggio 2009 alle 16:20

    Se è vero che la scarsità di ozono stratosferico favorisce quel pattern di circolazione è vero anche che complessivamente favorisce la crescita del pack antartico e con se l’aumento di albedo e il raffreddamento complessivo in quelle zone. Dagli ultimi lavori scientifici sull’argomento si evince che i trend siano dovuti solo in parte all’ozone depletion antropica. Vulcani e raggi cosmici (galattici e solari) possono sinora aver contribuito al trend degli ultimi 30 anni. E’ incerta tuttavia l’entità delle 2 componenti (antropica e naturale).

  1. 3 maggio 2009 alle 11:41
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