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MINIMO SOLARE ECCEZIONALE: INVERNO SOTTO L’ ACQUA ANCHE NELL’ EMISFERO AUSTRALE?

12 maggio 2009

Ancora un articolo gentilmente concessomi dall’amministratore del sito www.meteoscienze.it , Fiorentinomarco Lubelli.

Buona lettura

Ecco l'anomalia australiana di cui tanto si parla in questi giorni, vedete i valori di anomalia negativa che nello stato di Victoria raggiungono i -5°C. Fonte noaa www.noaa.gov

Ecco l'anomalia australiana di cui tanto si parla in questi giorni, vedete i valori di anomalia negativa che nello stato di Victoria raggiungono i -5°C. Fonte noaa http://www.noaa.gov

Iniziamo con questo articolo la disamina dell’ inverno australe che ormai fra circa un mese aprirà i battenti. Quest’anno le sorti dell’ inverno nell’ emisfero opposto al nostro rivestono particolare importanza. Infatti affinchè si possa iniziare a considerare veramente iniziato il cambio di rotta nel GW è necessario che ai segni raccolti in questo inverno nell’emisfero nord si aggiungano segni di magnitudine e segno simili anche nell’ opposto emisfero. Molto in questi giorni si sta parlando per esempio della ondata di freddo precoce che ha colpito l’ Australia meridionale, nella carta di apertura di questo articolo è bene evidente l’anomalia registrata nell’ ultima settimana una anomalia negativa termica che ha colpito gli stati  australiani di Vittoria e Tasmania. In queste zone ha nevicato infatti quasi fin sulla bassa collina e si sono sfiorati records storici, gli impianti sciistici hanno riaperto, e quindi si potrebbe dire che l’ inverno è partito con il piede giusto. Se poi andiamo a vedere l’ intero mese di aprile, denotiamo come il mese per eccellenza autunnale in Australia sia stato pressochè in media con anzi un leggero sopramedia nel nord del paese.

 

Inoltre se andiamo a vedere i dati di altre zone del pianeta, sempre nell’ emisfero sud, vedremo come anche il sud africa in questa ultima settimana abbia avuto una discreta anomalia negativa, mentre interessantissima risulta essere stata la forte anomalia di aprile nello Zambia  e nell’ intera africa australe tropicale, con valori di anomalia anche di 5 gradi sotto la media. Invece la parte più meridionale del paese ha fatto registrare una contenuta naomalia positiva.

Ecco l' aprile dell' africa australe, notate l' anomalia positiva del Sud Africa, ma notate la grande anomalia negativa dello Zambia con una eccezionale anomalia superiore ai - 5°C. Fonte noaa www.noaa.gov

Ecco l' aprile dell' africa australe, notate l' anomalia positiva del Sud Africa, ma notate la grande anomalia negativa dello Zambia con una eccezionale anomalia superiore ai - 5°C. Fonte noaa http://www.noaa.gov

In fine vediamo il comportamento dell’ america meridionale. Qui si può notare una notevole anomalia positiva sulla parte meridionale sud americana con valori superiori alle media anche di 5 gradi in Patagonia e Argentina, con una zona invece settentrionale in sostanziale media. Per queste regioni il mese di aprile invece è stato sopra media nel sud con picco di anomalia positiva ancora una volta in Argentina, mentre ancora una volta in sostanziale media al nord.
Ecco l'aprile sopra media dell'America meridionale. Fonte noaa www.noaa.gov

Ecco l'aprile sopra media dell'America meridionale. Fonte noaa http://www.noaa.gov

Dunque i dati termici sono contraddittori, non si evince un cambiamento evidente, tanti segnali, quello dello Zambia merita comunque un approfondimento, ma nessuna certezza da definire globale. Come al solito però tutto cambia quando analizziamo le precipitazioni. Quello che vi mostrerò di seguito ha le caratteristiche del cambiamento globale e potrebbe essere al sud come lo è stato a nord la caratteristica dell’inverno australe che viene.
Ecco le precipitazioni sopra media dell' aprile australiano, abbiamo aggiunto una linea che indica il trentesimo parallelo sud. fonte noaa www.noaa.gov

Ecco le precipitazioni sopra media dell' aprile australiano, abbiamo aggiunto una linea che indica il trentesimo parallelo sud. fonte noaa http://www.noaa.gov

Partiamo con l’ Australia: se analizziamo l’anomalia sulle percentuali normali delle precipitazioni del mese di Aprile in questo continente, notiamo come a sud del venticinquesimo paralleo le zone contraddistinte da pesanti piogge siano frequentissime, con valori eccezionalmente abbondanti anche in zone interne climatologicamente svavorite come la Western Australia, zona notoriamente desertica, valori poi costituenti circa il doppio delle precipitazioni normali sono stati rilevati in zone molto meridionali come lo stato di Vittoria il Sud australia e il Nuovo Galles del Sud. Insomma man mano che si va a sud le zone costiere australiane hanno raccolto nel mese di Aprile valori precipitativi di tutto rispetto.
Ecco le precipitazioni abbondantemente sopra media media nel territorio africano al di sotto del trentesimo grado sud indicato dalla linea. Fonte noaa www.noaa.gov

Ecco le precipitazioni abbondantemente sopra media media nel territorio africano al di sotto del trentesimo grado sud indicato dalla linea. Fonte noaa http://www.noaa.gov

Passiamo ora invece alla descrizione delle precipitazioni in Sud Africa. Qui Aprile in un contesto di scarsissime  precipitazioni dal nord del Sud Africa fino alle zone tropicali dello Zambia, ha fatto invece registrare valori eccezionalmente al di sopra della norma in tutto il sud africa centrale, anche qui in una zona a sud del trentesimo parallelo, con picchi due volte superiori del normale anche nello stato africano di Durban, sempre al di sotto del trentesimo parallelo.
Ecc in fine l'anomalia precipitativa positiva della Patagonia settentrionale, qui in Argentina le precipitazioni sopra media si sono limitate a restare sotto il 35° parallelo sud. Fonte noaa www.noaa.gov

Ecc in fine l'anomalia precipitativa positiva della Patagonia settentrionale, qui in Argentina le precipitazioni sopra media si sono limitate a restare sotto il 35° parallelo sud. Fonte noaa http://www.noaa.gov

In fine analizziamo l’ ultima zona: l’ america meridionale, qui dove l’anomalia positiva molto forte dava origine al dato contraddittorio più evidente rispetto a quelli delle altre zone australi, il dato precipitativo conferma la tendenza degli altri paesi, come mostra la figura qui di seguito, al di sotto del 35° parallelo sud dove inizia la Patagonia ritroviamo diffusi valori precipitativi doppi rispetto al normale.  Insomma se dovessimo fare una media delle latitudini dove inziano a essere frequenti anomalie precipitative positive potremmo dire che al di sotto del 30° paralleo sud, aprile si è dimostrato piovosissimo, e scommetto oggi , in tempi non sospetti, che l’ inverno australe più che dalle ondate di freddo storiche sarà contraddistinto dalle precipitazioni eccezionali. Ora è difficile dire se il surplus precipitativo supererà, verso nord il trentesimo parallelo anche in Sud Africa e America Latina , ma una cosa sembra evidente, l’ anomalia precipitativa, che ha contraddistinto alcune zone dell’ emisfero nord nello scorso inverno, pare oggi contraddistinguere ampie zone dell’ emisfero sud, facendo intravvedere se ancora ce ne fosse bisogno che il minimo solare eccezionale attualmente lavora impercettibilmente, erodendo il surplus energetico del GW di questi anni sotto forma di vapore acqueo e di precipitazioni, ben presto quando questo surplus energetico sarà esaurito, allora potremo valutare una diminuzione delle temperature anche in troposfera. Dunque avanti con l’ inverno australe alla caccia di nuovi elementi per smascherare il global cooling prossimo venturo.
Fiorentinomarco Lubelli, meteoscienze
  1. Fabio 2
    12 maggio 2009 alle 12:54

    Interessante, in particolare per le conclusioni.

    Dunque, se queste fossero confermate:

    durante le prime fasi di raffreddamento del clima, il primo effetto sarebbe quello di un aumento delle precipitazioni, ovvero di un ritorno del vapore acqueo in stato liquido, a causa della minore disponibilità di energia per mantenerlo in stato gassoso. Oppure a causa di un aumento dell’umidità relativa, causa il raffrddamento dell’atmosfera alle quote in cui si formano le nuvole?

    Mentre durante le fasi di riscaldamento, almeno come primo effetto, si dovrebbe avere una riduzione delle precipitazioni, per la ragione opposta. L’articolo, relativamente all’area di Lugano, parrebbe confermarlo.

    Però, aggiungerei io, durante un raffreddamento, si avrebbe, alla lunga, anche una minore evaporazione e dunque, se il raffreddamento persistesse, dopo un po le precipitazioni dovrebbero ridursi. Cioè, detto in parole povere, la fase avanzata di un periodo di raffreddamento (estremizzo, penso ad un’Era Glaciale) sarebbe tendenzialmente secca, come pare effettivamente fosse, ricordo di aver letto.

    Se però ricordo bene, anni fa si pensava che il Global Warming avrebbe prodotto prima un aumento delle piogge rispetto al passato, a causa di una maggiore evaporazione e solo dopo, con la prosecuzione del riscaldamento, una loro riduzione.

    Ricordo male?

  2. Nintendo
    12 maggio 2009 alle 12:57

    questi confronti non servono a niente, serve più tempo al sole, non certo una settimana.
    in Australia ha fatto abbastanza caldo in estate, anche se poi alla fine la stagione si è chiusa sotto-media.
    stessa cosa potrebbe capitare durante la stagione invernale.

  3. Fabio 2
    12 maggio 2009 alle 13:39

    Naturalmente serve più tempo, cioè perlomeno l’intera stagione invernale australe.

    Per ora si tratta di ipotesi, suffragate da una prima possibile conferma, ma che potrebbero anche essere smentite dal prosieguo della stagione fredda australe.

  4. Fabio 2
    12 maggio 2009 alle 14:12

    Per Nintendo, ma non solo
    La ricerca scientifica è tutta così, è fatta di dati (da misure) inevitabilmente parziali all’inizio e di ipotesi formulate (a volte anche a priori), che vengono modificate (o anche stravolte) col tempo e grazie ad ulteriori misure, dati, informazioni. Talvolta arrivano persino a diventare delle leggi (Keplero, Newton, Einstein, o la più recente teoria dei buchi neri).
    Altre volte restano ipotesi senza sufficiente conferma per un tempo lunghissimo.
    Molto spesso vengono accantonte del tutto e sostituite da nuove ipotesi.

    Se aspettassimo quache milione di anni di osservazioni solari per formulare teorie sul suo comportamento, solo perchè il Sole ha una durata di vita di miliardi di anni, staremmo freschi!

  5. marcello
    12 maggio 2009 alle 15:12

    Chi mi sa dire perchè la foto del soho continuum non vieneaggiornata da 2 giorni?

  6. ice2020
  7. mistral 101
    12 maggio 2009 alle 18:02

    Ciao,

    Articolo interessante. Pero’ mi piacerebbe vedere una media della piovosita’su tutto l’emisfero australe dal tropico in giu’e non solo sulle terre emerse che rappresentano solo il 5-10% del totale.

  8. Pietro
    12 maggio 2009 alle 21:23

    Mi piace il sito ma francamente quest’articolo no, apre con un grafico delle anomalie termiche di una sola settimana e poi, pur aggrappandosi a questa teoria del 30° parallelo sud, per parlare dell’ipotesi di un inverno australe molto piovoso mostra grafici dove a prevalere è un siccitoso marrone scuro…

  1. 12 maggio 2009 alle 11:21
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