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Probabili effetti del minimo solare: monsone Africano in ritardo

20 maggio 2009

Da meteoscienze, scritto da Marco-Fiorentino Lubelli

Continua l'anomalia termica positiva nelle acque del Golfo di Guinea, anzi la magnitudine di queste anomalie contiuna ad aumentare sia in termini di valore assoluto che di vastità del fenomeno.

Continua l'anomalia termica positiva nelle acque del Golfo di Guinea, anzi la magnitudine di queste anomalie contiuna ad aumentare sia in termini di valore assoluto che di vastità del fenomeno.

Abbiamo visto negli scorsi articoli come una delle conseguenze del minimo solare sia una diminuzione del vapor d’acqua in atmosfera con diminuite possibilità di precipitazione soprattutto nelle zone equatoriali e subtropicali. In questo contesto stiamo da qualche tempo monitorando la situazione del monsone africano, che come detto potrebbe essere condizionato inoltre anche da una anomalia delle acque del Golfo di Guinea, che come notiamo nella figura di apertura continuano a essere più alte del normale, con una anomalia, anzi, che si sta espandendo di magnitudine.

Evidenti gli effetti dell'anomalia termica con un vistoso ritardo del monsone africano, con pesanti anomalie pluviometriche su tutta l' africa equatoriale, con maggiore intensità sulle zone prospicenti il Golfo di Guinea

Evidenti gli effetti dell'anomalia termica con un vistoso ritardo del monsone africano, con pesanti anomalie pluviometriche su tutta l' africa equatoriale, con maggiore intensità sulle zone prospicenti il Golfo di Guinea

Ecco, gli effetti di queste due variabili iniziano a vedersi, infatti nella seconda figura che alleghiamo al seguente articolo possiamo vedere il resoconto delle anomalie precipitative di questa ultima settimana. Dove possiamo ampiamente notare come la zona prospicente il Golfo di Guinea, zona dove solitamente parte il monsone , sia pesantemente sottomedia pluviometrica. Inutile ricordare le possibili conseguenze di un ritardo del monsone africano, infatti abbiamo più volte detto che un monsone debole ha come conseguenza un arretramento verso sud dell’ ITCZ, con due conseguenze: aumento termico nelle zone subtropicali, che potrebbero dunque subire una estate molto calda quest’anno, e un arretramento verso sud dell’ anticiclone delle azzorre che quindi potrebbe lasciare agio alle correnti occidentali, ecco che il risultato di questo duplice effetto del ritardo monsonico, potrebbe portarci verso una estate con due protagonisti: anticiclone africano, già prtagonista invero nella prossima settimana con due decise puntate verso il mediterraneo centrale, e il flusso occidentale che non avendo l’ anticiclone azzorriano a bloccarlo potrebbe determinare le sorti del tempo italiano, con i suoi movimenti alternativamente a produrre promontori e susseguenti saccature in una estate dai due volti, calda e umida al sud, con frequenti rotture temporalesche di forte intensità, e variabile e fresca al nord, con saltuarie risalite dell’anticiclone africano. Questa è la nostra previsione, vedremo nel proseguio come le cose evolveranno.
Anomalie evidenti su tutta l'area equatoriale del pianeta per quanto riguarda gli apporti precipitativi, sembra che il fenomeni stia prendendo le caratteristiche dell' anomalia globale, che centri il minimo solare?

Anomalie evidenti su tutta l'area equatoriale del pianeta per quanto riguarda gli apporti precipitativi, sembra che il fenomeni stia prendendo le caratteristiche dell' anomalia globale, che centri il minimo solare?

Chiudiamo infine l’ articolo mostrandovi la mappa globale delle anomalie pluviometriche dell’ ultima settimana. E’ evidentissimo come l’ intera cintura equatoriale risenta di una pesante anomalia negativa, è ormai evidente come l’ anomalia stia prendendo le caratteristiche di globalità per cui potremmo essere veramente di fronte al primo tangibile effetto del minimo solare in questa estate 2009.
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  1. ruggero
    20 maggio 2009 alle 07:29

    Vi risulta che già da qualche anno molte perturbazioni sul Mediterraneo provengano da occidente (dall’Atlantico) piuttosto che da oriente come mi sembra accadesse più spesso in passato?
    In caso positivo qualcuno gentilmente mi faccia sapere se ciò potrebbe avere a che fare con l’articolo di oggi.
    Un’altra cosa: il caldo in eventuale arrivo dall’Africa e che dovrebbe fermarsi al sud (speriamo), è quello che negli ultimi anni è stato denominato bolla africana?

    Mi dispiace che le mie domande mostrino molta ignoranza in materia, ma almeno questa volta sono abbastaza in tema.

    Ciao, Ruggero.

  2. ice2020
    20 maggio 2009 alle 09:23

    Da quest’anno c’è stato un aumento vertiginoso dell’Atlantico sul mediterraneo e nn solo…credo che possa essere, almeno si dice, uno dei primi effetti del minimo solare, con l’itcz più spostato verso sud, quindi azzorre meno invadente in atlantico…

    Per quanto riguarda il cammello che sta per arrivare, si è la stessa bolla africana di sempre, ma ricordiamoci che è strettamente dipeso dal cut-off della perturbazione atlantica al largo dell’iberia, che come risposta da noi porta appunto risalite sub-tropicali…

    speriamo nn ve ne siano tante di ste rimonte africane!

    Ciao

  3. Nintendo
    20 maggio 2009 alle 12:41

    secondo me è in ritardo non perchè l’ITCZ è troppo a sud, ma perchè è incredibilmente a Nord.
    ho delle medie che farebbero paura anche a luglio.

  4. 20 maggio 2009 alle 15:34

    tutte le bolle africane dipendono dai cut-off al lago dell’Iberia…o no?

  5. ice2020
    20 maggio 2009 alle 15:53

    Certo che no bora…ma le falle iberiche riescono a spingere il cammello pure d’inverno se ci si mettono!

  1. 20 maggio 2009 alle 05:28
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