Home > glogal warming > Il grande inganno dei serristi

Il grande inganno dei serristi

30 maggio 2009

Di Marco Fiorentino Lubelli, meteoscienze.it

In questo articolo mostrerò le risultanze di un esperimento molto semplice che chiunque può fare in un laboratorio di chimica senza grosse pretese.

Salterò nella mia descrizione molte parti dell’esperimento per non rendere l’articolo troppo pesante, mostrerò alla fine il link di riferimento per chi volesse approfondire l’argomento o ripetere l’esperimento. Gli strumenti principali adoperati saranno: una lampada ad infrarossi, un contenitore di vetro da laboratorio di campienza pari a un litro, anidride carbonica, aria saturata di vapor d’acqua, metano, un tappo forato e un termometro. Andando a riempire il recipiente prima di anidride carbonica, poi di aria saturata di vapor d’acqua e in fine di metano , andiamo a valutare l’incremento della temperatura del recipiente sottoposto all’illuminazione con la lampada a raggi infrarossi, confrontandola con un recipiente pieno invece di aria. Andremo a ricavare i seguenti risultati che ora riporto in una tabella

Tempo (sec.) Anidride carbonica Aria asciutta Aria saturata Metano
0 24°C 24°C 24°C 24°C
30 26.8°C 25.9°C 26.6°C 27°C
60 29°C 27.5°C 28.9°C 29.3°C
120 32.4°C 30.1°C 32.2°C 32.9°C
240 37°C 33.5°C 36.4°C 37.2°C

Come potrete facilmente notare l’ anidride carbonica determina un aumento della temperatura maggiore rispetto a quello del vapor d’acqua, questo perchè, come sappiamo l’anidride carbonica assorbe in maniera più efficiente del vapor d’acqua le radiazioni infrarosse, per cui la sua capacità di riscaldarsi è maggiore di quella del vapor d’acqua, ancora maggiore è inoltre la capacità di assorbire le radiazioni da parte del metano. Dunque gli scienziati hanno coniato il termine di gas serra prorpio per indicare questo effetto caratteristico di alcuni gas, e oggi si pensa che la continua produzione e emissione di gas serra in atmosfera possa essere responsabile dell’aumento delle temperature globali del quale siamo oggi alle prese. Bene, però questo esperimento seppure completo nel procedimento e nei risultati, non è completo nelle conclusioni. Infatti, molti dimenticano che il vapor d’acqua è presente in natura in una concentrazione pari a un dato variabile fra lo 0.1% e lo 0.4%, mentre l’anidride carbonica ha oggi una concentrazione pari a 379 parti per milione, dunque il rapporto fra questi due gas è di circa 1/26 nel caso in cui il vapor d’acqua è in concentrazione di 0.1%, il rapporto poi diventa ancora più piccolo per il metano raggiungeno un valore pari a 1/5637. Per capire bene cosa significhinono questi numeri, basterà fare questa considerazione: l’incremento dell’ anidride carbonica di questi ulti due secoli (dall’inizio dell’era industriale 1750) ad oggi (2005) è stato di: 99 parti per milione. Bene l’incremento di solo un 1% della concentrazione del vapor d’acqua rispetto al valore normale, corrisponde a un incremento di 100 parti per milione, superiore a quello complessivo di 200 anni di attività industriale. Già questi numeri potrebbero farci comprendere la grande contraddizione nella quale a volte si cade quando si parla dell’ effetto serra, imputandolo esclusivamente ai gas di natura industriale. Ma quello che diventa veramente, a mio parere, assurdo quando si parla di effetto serra e di riscaldamento globale, sono i due pesi e le due misure che alcuni scienziati utilizzano per valutare quantitativamente l’effetto dei gas serra sul riscaldamento globale. Bene i ricercatori per valutare l’impatto dei gas serra sul Global Warming utilizzano un indice riferito all’anidride carbonica (già a mio parere questa è una contraddizione, la scala andrebbe riferita al vapor d’acqua ritenuto da utti gli scienziati il maggior gas serra) chiamato GWP (Global Warming Potential-potenziale di riscaldamento globale) indicante l’efficenza di un gas serra di intrappolare le radiazioni infrarosse, rispetto a un altro gas, prendendo come gas di riferimento l’anidride carbonica, gli scienziati hanno dato valore di GWP al vapor d’acqua pari a 0, affermando che il potenziale di riscaldamento dei gas serra non dipende dalla concentrazione, ma dall’efficienza di trattenere le radiazioni infrarosse. Bene lasciando perdere il discorso scientifico riguardante le bande di assorbimento di ogni singolo gas, possiamo ragionevolmente valutare l’efficienza di un gas serra proprio sfruttando l’esperimento di apertura, considerando dunque come elemento discriminante l’aumento di temperatura a livello sperimentale che ogni sigolo gas produce rispetto all’assorbimento dell’infrarosso. Bene se così fosse, il vapor d’acqua non potrebbe mai avere valore di GWP pari a 0, ma quanto meno, vicino agli 0.94, che costituisce il valor medio dei rapporti delle differenze di incremento della temperatura subite dai gas nei successivi rilevamenti. E’ evidente che il valore grezzo trovato in questo articolo andrebbe trasformato in una funzione dipendente dal tempo, e che probabilmente il rapporto non sarebbe esattamente uguale a quello riportato, ma ragionevolmente esso non potrebbe essere uguale comunque a 0. Insomma i sostenitori del GW hanno volutamente eliminato dalle loro valutazioni il vapor d’acqua, che ricordiamolo è il massimo regolatore termico del globo, in questa maniera le risultanze di questi ricercatori sono irrimediabilemte viziate da un errore iniziale, per questo io dico che c’è un inganno di fondo…

Per ripetere l’esperimento collegarsi al seguente link dal quale ho preso i dati di questo articolo:

http://www.atmosphere.mpg.de/files/040e99a6ee1e21ca3e96fe14ffeb6112/12968/LowTrop_BasU2WS2SolIt.pdf

Advertisements
Categorie:glogal warming Tag:
  1. andrea
    30 maggio 2009 alle 11:18

    l’idea da querriglieri che vi siete fatti non calza assolutamente..
    il vapore è già facente parte del sitema terra…si calcolano le capacità termiche all’immisione dei nuovi gas..
    Adesso se ho capito bene, tralasciando la nostra amata stella (che fa il buono il cattivo e il bellisimo tempo) mi vorreste dire che in questo blog si considera l’effetto serra economico-industriale una barzellettada propinare al’amico?
    vedo molti siti del vostri blogrool fatti propio su questa scia.

  2. ice2020
    30 maggio 2009 alle 12:17

    Io personalmente considero l’effetto serra prodotto dall’uomo un catalizzatore, un meccanismo in più che ci ha portato a questa fase di riscaldamento globale, ma nn di certo la causa principe, che va di certo individuata nei meccanismi intrinseci della natura, in cui ovviamente il sole ne fa la parte da leone.

    Basta guardare la storia climatica cel nostro pianeta, periodi di caldo o freddo si sn sempre succeduti, fin dai tempi dei dinosauri, ed anche prima…

    Conosciamo ancora poco di quello che c’è alle basi di questo complicatissimo equilibrio NATURALE, la barzelletta nasce appunto quando qualòcuno tramite un sistema computerizzato, elabora dei modelli che pretendono di dire la verità al 100% su come sarà il nostro clima tra 100 anni…

    poi per carità ognuno è libero di credere a tutte le barzellette che vuole…

    come sempe il tempo e la natura ci diranno chi si sbagliava e chi no…

    Simon

  3. apuano70
    30 maggio 2009 alle 13:07

    Andrea, scusami se mi permetto, ma nel tuo intervento citi il vapore acqueo come facente parte del “sistema terra” in un modo che ritengo concettualmente sbagliato in quanto inteso come entità costante all’interno di un sistema chiuso ed equilibrato.
    Dato atto che il clima terrestre possa definirsi come equilibrato, non altrettanto mi sento di affermare che sia un sistema chiuso e che, tantomeno, il vapore acqueo si possa valutare come una costante.
    Le variazioni dimostrate con l’esperimento sono state considerate con il vapore acqueo all’ 0,1% ma tale valore potrebbe arrivare anche allo 0,4%: sicuramente nonè una costante.
    I risultati dell’esperimento sono consultabili e, soprattutto, ripetibili: non abbiamo la pretesa di dire che l’uomo non c’entra niente nel GW, ma sicuramente ci sentiamo di affermare che il suo contributo e molto inferiore a quanto stimato fino ad ora.
    Saluti, Bruno.

  4. andrea
    30 maggio 2009 alle 13:46

    Le precisazioni di ice2020 mi bastano per continuare a seguire il blog..Per rispondere ad Apuano preciso che il vapore lo si può intendere anche costante in un tempo breve, l’immisione di co2 di conseguenza ne cambia la capacità serra.
    Vi garantisco che è più facile rimanere schierati che obiettivi.
    Confido che siate obiettivi, il blog meteoscienze è alquanto scientificamente annebbiante e confuso, dati a parte non lo seguirei mai.

  5. apuano70
    30 maggio 2009 alle 14:32

    Andrea, concordo pienamente con te sul fatto che sia difficile rimanere neutrali anche perchè, bene o male, attualmente su questi argomenti o si è pro-IPCC o si è contro, magari per motivi diversissimi ma comunque contro.
    Credo di poter affermare che da parte mia come di altri su questo blog ci sia soltanto la voglia di capire perchè i canali di informazione di massa tradizionale non prendano assolutamente in considerazione altre voci se non quelle pro – GW.
    Concludo dicendo che è anche per questi motivi che abbiamo appena chiesto a Simon di non chiudere il suo blog: perché è difficile trovare fonti di informazione indipendenti e preparate.
    In relazione alla tua precisazione posso anche concordare ma mal si concilia, secondo me, in uno studio come quello del GW che deve tener conto di molte variabili e che, soprattutto, fa capo ad un meccanismo (feedback) che necessita di intervalli temporali “consistenti” (inteso nell’ambito umano!) per verificare il rapporto tra causa ed effetto.
    Cordialmente saluto, Bruno.

  6. Alenemesis
    30 maggio 2009 alle 14:55

    Ho letto il tuo post e lo reputo interessante, ma da profano dell’argomento, vorrei chiederti una precisazione. Ho riesumato una tabella vista ai tempi degli studi e, come dici tu, viene valutato il contributo di alcuni gas sull’effetto serra, senza tenere conto del vapore acqueo. Viene preso come riferimento la CO2 (relative warming effectiveness per mole) cui viene assegnato valore 1: dai dati del tuo esperimento ho visto come risulti per l’aria saturata risulti un valore, che paragonato alla CO2, è circa 0,94, ma non mi tornano i conti con il metano. Su queste tabelle trovo scritto che il suo contributo relativo è infatti 23 volte superiore a quello della CO2: mi sembra difficile vedere nel recipiente di metano temperature 23 volte maggiori di quelle dell’aria!Quindi, vorrei chiederti come risolvere questo problema, e se sai come è stato valutato questo dato riferito al metano..Grazie!

  7. gianni
    30 maggio 2009 alle 16:01

    macchia macchie o spotless?

  8. ice2020
    30 maggio 2009 alle 16:34

    Ciao Alemensesis.Innanzitutto ben venuto.

    Allora l’artcolo nn l’ho scritto io, ma FiorentinoMarco Lubelli che mi ha chiesto gentilmente di pubblicarlo anche su NIA…

    se lo becco nel forum di mtg, gli faccio presente le tue domande e vedrai che di persona ti risponderà qui sul blog…

    Simon

  9. ice2020
    30 maggio 2009 alle 16:36

    Per Gianni: spotless anche oggi

  10. Nintendo
    30 maggio 2009 alle 16:54

    l’esperimento è sbagliato in partenza, è impossibile che i 4 campioni abbiano la stessa temperatura di +24°C.
    poi il metano non è altamente infiammabile, sfido io a riempire una matraccio di metano, finchè la sua concentrazione non diventa elevata neanche la scintilla più grossa lo fa partire.

  11. Alenemesis
    30 maggio 2009 alle 17:38

    @ ice2020
    Grazie del benvenuto e per i futuri chiarimenti!
    Ciao!

  12. Luigi lucato
    30 maggio 2009 alle 18:08

    Mi sembra che l’esperimento sia un po artigianale
    almeno dalla descrizione che ho visto …
    lampada infrarosso con che spettro di emissione
    ambiente esterno a che temperatura (costante ?)
    e con che emissione infrarossa …
    il vetro della lampada scherma l’infrarosso e si scalda .

    un po troppe variabili … che non posso valutare.

    mi sembra che l’indeterminazione sovrasti i risultati.

    Per quanto riguarda il vapore è il trasporto di energia
    associato ai moti convettivi in atmosfera …
    lo considero uno dei motori principali.

  13. gianni
    30 maggio 2009 alle 19:41

    Grazie ice2020. perfetto… alla grande così!!!!

  14. andrea
    30 maggio 2009 alle 23:35

    Concordo con la tua voglia apuano!!

  15. 31 maggio 2009 alle 14:28

    Partiamo dall’esperimento. Visto che l’esperimento non è stato condotto da me, non imputatemi imprecisioni che non mi riguardano. In secondo luogo l’esperimento era strumentale alla dimostrazione che l’ effetto del vapor d’acqua sia quasi assimilabile a quello della CO2, l’esperimento serve per mostrarvi dunque come i serristi, che ritengo schierati anche più di me sulle loro convinzioni, e questo francamente mi dispiace, visto che a differenza mia sono ricercatori e scienziati pagati dallo stato, dimentichino volontariamente che prima di tutto l’effetto serra sia un fenomeno naturale. Fino a prova contraria, inoltre, gli effetti della co2 sull’ aumento delle temperature globali non sono ancora stati definiti quantitativamente ( e chi fa ricerca sa che fin quando non si quantifica matematicamente quello che si studia è difficile fare delle affermazioni quasi assiomatiche come quelle che fanno i serristi). Concludo solo dicendo che è di cattivo gusto bollare un articolo come ” alquanto scientificamente annebbiante e confuso” e invitare i lettori a non visitare un sito. Chi scrive queste cose dovrebbe argomentare i motivi delle sue risposte, e il fatto stesso che il mio articolo abbia suscitato questo vespaio di risposte, pro e contro, indica che la scienza su questo argomento lascia molti spazi a dubbi e domande ancora inevase. Esprimo un solo dato 0.6°C massimo picco di anomalia termica registrata nel 2007, ora siamo in un platau della curva del riscaldamento globale, contro i 5.8°C previsti dall’ IPCC entro il 2100. Non trovate che ci sia qualcosa che non va? E’ così scandaloso proporre delle alternative e evidenziare dei dubbi rispetto a una teoria a mio parere del tutto da verificare?
    Saluti

  16. Luigi Lucato
    1 giugno 2009 alle 08:14

    # Lubelli Fiorentino Marco

    ho criticato il modo di condotta dell’esperimento
    perchè penso che un esperimento malfatto da solo nuovo fiato alle polemiche

    su questo forum
    http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=8&t=42&start=630#p19719
    cerco di portare aventi un discorso sul Raffreddamento in corso
    e le polemiche non mancano

    La divergenza tra i dati presunti del modello IPCC e quelli misurati
    mi sembra che stiano dimostrando quanto il modello IPCC è un mondo virtuale … o politico.

    In tutto questo diventa sempre più difficile avere dati reali
    e non interpretati in base al modello in corso
    quindi ben vengano esperimenti ecc…

    La mia opinione sul clima è che i modelli sono tutti basati su
    pochi dati , rispetto alla complessità del sistema
    per un periodo troppo corto rispetto ai tempi di risposta del sistema terra -sole-pianeti

    quanto poi alla CO2 sono comunque parti per milione
    di acqua mi sembra che sulla terra ne esista un po di più
    e intendo tutto il ciclo dell’acqua non solo il vapore atmosferico.

    Visto che anche la corrente del golfo ultimamente non segue i modelli
    è ora di cambiare i modelli …

    nel mio piccolo
    cerco dai dati storici di capire cosa si può ripetere

    penso che andiamo verso una cambiamento simile a quello verificatosi
    alla fine del periodo caldo medioevale … e quindi sono grane
    visto che il nostro periodo Ottimo attuale è stato drogato anche dalla disponibilità di energia … e anche qui il picco è passato.

    Mi interessa in particolar modo l’impatto sulla produzione agricola.

    Saluti
    Luigi Lucato

  17. Nintendo
    1 giugno 2009 alle 14:26

    X Lubelli

    nessuno critica lei che ha scritto l’articolo, ci mancherebbe, ha solo riportato un esperimento, io dico solo che quell’esperimento è sbagliato in partenza, è quasi impossibile che i vari sistemi abbiamo la stessa quantità di energia all’inizio, quindi la temperatura dovrebbe essere diversa e non +24°C per tutti.

  18. 4 giugno 2009 alle 22:07

    La prossima volta controllerò meglio le fonti scientifiche di partenza, avete fatto bene a specificare le incongruenze dell’esperimento, e comunque spero che il messaggio di fondo sia comunque arrivato…per Luigi Lucato, visto che trattiamo argomenti affini, sono pronto a fare anche uno scambio di link, visto che facciamo in definitiva tutti e due una battaglia per il ristabilimento della verità scientifica troppo offuscata in questi anni da troppi interessi. Disponibile a un contatto.
    Saluti

  19. Carlo Pilo
    7 giugno 2009 alle 23:40

    Sono perplesso… Esistono dati sperimentali sull’emissione infrarossa dell’atmosfera a varie quote?

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: