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Anomalie Temperature e precipitazione Italia – Dati CNR Giugno 2009

10 luglio 2009

Prima di postare le immagini dico subito che queste mappe non godono di una buona precisione, quindi non lamentatevi se nelle vostre zone le anomalie sono diverse da quelle reali.

Il CNR fa uso delle stesse stazioni di rilevamento dal 1800, questo per creare una serie temporale abbastanza lunga da poter aver dei confronti con il passato.

Le stazioni ovviamente non coprono tutto il territorio italiano, ma anche nel 1800 era così, quindi aumentare il numero di stazioni sarebbe sbagliato ( giusto per dire, la NASA e il NOAA le hanno invece diminuite ).

Anomalia Temperature:

Fonte: http://img183.imageshack.us/img183/3388/latestmonthtmm.jpg

Il mese chiude con una anomalia di +1.37°C ed è il 28° mese di Giugno più caldo dal 1800.

Il record spetta al Giugno 2003 con una anomalia di +5.12°C

Anomalia precipitazioni:

Fonte: http://img229.imageshack.us/img229/4149/latestmonthpcp.jpg

Il mese chiude con un surplus del 73% ed è il 27° mese di Giugno più piovoso dal 1800.

Il Record spetta al Giugno 1992 con un surplus del 181%

Fabio

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  1. 10 luglio 2009 alle 15:59

    ecco un altro bell’articolo del Di Battista..da leggere attentamente!!

    Il minimo solare è a una svolta.

    Lo smoothed number ha toccato il punto più basso dal settembre 1913. Se nei prossimi mesi non crescerà si potrà cominciare a parlare di fase eccezionale…

    Fra maggio e giugno l’attività magnetica ha visto una piccola ripresa, insufficiente però per far pensare che
    il minimo sia già superato..(fonte Solar and Heliospheric Observatory Homepage )

    Stefano Di Battista: 10-07-2009 ore 07:25

    Il trapasso fra i cicli solari 23/24 potrebbe essere a una svolta. Con un RI 2,6 a giugno infatti, il calcolo dello Smoothed monthly mean sunspot number riferito al dicembre 2008 ha toccato 1,7. Questo indice, che misura l’attività magnetica del Sole, è al livello più basso dal settembre 1913 (a). Nei prossimi mesi lo Smoothed number (in sostanza, una doppia media mobile, calcolata sui semestri precedente e successivo) verrà influenzato dagli RI di luglio e agosto 2008, che furono molto bassi (rispettivamente 0,8 e 0,5): è quindi possibile che si assista a una risalita dello Smoothed number di gennaio e febbraio 2009, a meno che l’agosto prossimo non sia altrettanto flebile come lo scorso anno (data l’attività di questi giorni invece, luglio è già andato oltre). In parole povere, il trapasso fra i cicli 23/24 è finora rimasto nella norma; diverrebbe però anomalo se il minimo, anziché nel dicembre 2008, dovesse scivolare ancora più avanti.

    Si è molto discusso, in questi mesi, anche del numero di Spotless days (giorni senza macchie) che, secondo il conteggio del SIDC (Solar Influences Data Analysis Center), al 30 giugno avevano raggiunto la somma di 651 da quando il minimo ha cominciato a palesarsi (27 gennaio 2004). In molti siti dedicati all’argomento, specie americani, si è dato ampio spazio ai temi riguardanti le metodologie di calcolo che, a parere di alcuni, non sarebbero più raffrontabili con quelle passate, per via del miglioramento tecnologico che permette l’osservazione del Sole a risoluzioni inimmaginabili un secolo fa. Queste polemiche, seppur legittime, sono però viziate da un errore di fondo, poiché mescolano i conteggi del SIDC con quelli della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), a cui fanno capo gli American sunspot numbers (Ra).

    Il SIDC infatti, applica un fattore di correzione che tende a rispecchiare l’andamento degli odierni cicli di Schwabe col passato, quando cioè alcune più raffinate metodiche non erano ancora conosciute. Ciò è rilevabile lo dall’andamento degli RI, ma pure dal numero di Spotless days. Nella tabella successiva sono messi a confronto, anno per anno, i giorni senza macchie del SIDC con quelli ufficiali della NOAA per il ciclo 23/24, da cui si può desumere una forte disparità (per il 2009 dati fino al 31 maggio):
    anno SIDC NOAA
    2004 3 1
    2005 13 6
    2006 65 40
    2007 163 137
    2008 265 245
    2009 121 114
    Totale 630 543

    Il conteggio del SIDC riproduce, con ottima approssimazione, gli Spotless days che gli astronomi dell’Ottocento o di inizio Novecento avrebbero contato; quello della NOAA invece, non adottando lo stesso fattore di correzione, non è comparabile. La media mensile degli RI e degli Ra inoltre, mostra come questi ultimi regolarmente eccedano i primi nell’anno successivo al massimo undecennale, mentre abbiano una buona congruenza nelle fasi di minimo [Taylor, p. 30]. Dalla tabella si desume come certe macchie conteggiate dalla NOAA non siano invece considerate dal SIDC, proprio in ossequio al criterio di comparazione della serie storica, che è eccellente a iniziare dal 1849.

    Resta comunque vero che il minimo attuale (secondo il SIDC) è il più importante dal trapasso fra i cicli 14/15 (1908-’16), quando si contarono 1.019 giorni senza macchie. Dal giugno 1913 però, non si sono più registrati mesi interamente spotless; anche per questo motivo, il trapasso fra i cicli 23/24 non può ancora definirsi eccezionale.

    Esiste infine un punto interrogativo circa l’influenza che una debole attività solare può avere sul clima terrestre. Molte teorie suppongono che, se tale debolezza persiste per decenni, come avvenne durante il Minimo di Maunder (1645-1715), il riflesso sulle temperature oceaniche prima, su quelle terrestri successivamente, possa essere piuttosto marcato. Le proiezioni riguardo l’ampiezza del ciclo 24 tendono sempre più a ridurne la portata, prefigurando entro il 2030 lo sviluppo d’un nuovo ciclo di Gleissberg (che si è già proposto di battezzare Minimo di Eddy). Non resta che attendere, ma senza assolutizzare la portata del ciclo solare, come invece taluni vorrebbero: in fondo, anche se nel 1913 si stava vivendo un minimo molto accentuato, nulla impedì che il 10 luglio di quell’anno, nella californiana Valle della Morte si misurasse un record, tutt’ora imbattuto, di 56,7 °C.

    Bibliografia
    P.O. TAYLOR, Computation of American relative sunspot numbers, in «The Journal of the American Association of Variable Star Observers», vol. 14, n. 1 (1985), pp. 28-32.
    Stefano Di Battista – Novara Oggi
    © Meteo giornale

  2. ice2020
    10 luglio 2009 alle 16:22

    é inutile che il sidc faccia sti sfrozi quando poi ha tra i suoi osservatori Catania e Locarno…

    saluti

  3. apuano70
    10 luglio 2009 alle 17:31

    Ciao Bora 71, apprezzo il lavoro di Di Battista ma credo che stavolta abbia toppato, mi spiego:
    dal ragionamento che ha espresso nell’articolo, a grandi linee risulta che il NOAA conterebbe molto di più del SIDC, così come si evince dai dati riportati, però mi pare di ricordare che nel mese di agosto 2008 il NOAA chiuse il suo conteggio con 0 (vedi l’ottimo articolo di Antonio Marino di qualche giorno fà).
    Quindi se il NOAA conta più del SIDC, Agosto 2008 non avrebbe dovuto finire a 0,5 !!!!
    Non credi anche tu?
    A marzo 2009 la storia è stata molto simile, quindi non ritengo giusto affermare che il SIDC effettua i conteggi in maniera omogenea rispetto al passato; a volte è così, a volte no!
    In sostanza, se i conteggi fossero stati davvero effettuati come nel 1913 ad esempio, è molto probabile che adesso avremmo più di un mese finito a 0.
    Saluti Bruno

  4. ice2020
    10 luglio 2009 alle 17:47

    Non è la prima volta che lo dico su Di Battista, ma nn so proprio dve prende i dati, visto che il sidc ha contato meno giorni spotless del noaa, anche se con giugno il divario è calato…

    lo ridico qui, ma dev’essere ormai chiaro: il problema del sicd sn centri centri satellite che forniscono i dati, uno su tutti Catania!

    E lo ridico a scando di equivoci, nn è actaia a sbagliare, ma il sidc a contare quello che vede Catania, visto e considerato che dovrebbero manetenere la costanza col passato!

    saluti

  5. Nintendo
    10 luglio 2009 alle 20:36

    X Apuano:
    il NOAA chiuse il mese a zero, ma dopo il dato ufficiale del SIDC fece uscire un comunicato dove si diceva che anche loro chiudevano il mese a 0.5
    il che poi per il NOAA è ovviamente impossibile visto che il loro conteggio parte da un minimo di 11 e quindi meno di 0.7 ( i giorni contati sono 2 ) non poteva avere.

  6. 10 luglio 2009 alle 21:14

    Il salento chiude il mese di giugno, come mese piu piovoso di sempre, accumuli da capogiro per zone della puglia che l’estate rimangono per lo piu all’asciutto!!

  1. 10 luglio 2009 alle 10:53
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