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La Green…list! Ma verde è l’ecologia o i dollari? Tutti gli uomini dell’IPCC…

20 agosto 2009

Lo scorso 1 marzo comparse su The Times di Londra un articolo estremamente interessante ai più sfuggito.
Il titolo non può deludere le attese: “The Green Rich List”

Si discute molto infatti sull’importanza mediatica che ha assunto negli ultimi anni il Global Warming: lo troviamo dovunque!!! Su internet, alla TV, sui giornali, sulle pubblicità e persino come vessillo della verginità e della purezza sulle auto e sugli elettrodomestici che lo combattono.
In poche parole: oggi tutti siamo tempestati da ogni parte dalle vicende che affliggono questo povero pianeta in preda alla fornace globale.

Ed allora sarà curiosità di tutti sapere che il Times ha redatto una lista dei più ricchi uomini al mondo e dei loro investimenti proprio nel settore delle energie rinnovabili.
Vediamo chi sono, cercando di capire cosa rappresentano e soprattutto evitando di cadere nel Legittimo Sospetto.

Primo nella classifica: Mr Warren Buffet.
Ai più risulterà sconosciuto ma questo simpatico vecchietto è il titolare della Berkshire Hathaway che con i 100 miliardi di fatturato annui è una delle holding più grandi al mondo: le società all’interno di questa holding spaziano in qualsiasi settore. Non c’è area che sia scoperta: assicurativi, bancari, mediatici,alimentare, industriale, petrolifero, energetico ecc.. Un autentico colosso da 40 miliardi di dollari di valore: qualcosa come tre finanziarie dello stato italiano!!
Non v’è ovviamente da dubitare che i miliardi di dollari di Buffet nell’eolico siano remunerativi e non v’è ovviamente da dubitare che il peso mediatico del sig. Buffet e della sua company sia irrilevante.

Secondo posto: udite udite, è con noi Mister Bill Gates!!!!
Il poveretto di windows si è fatto fregare da Buffet per un solo miliarduccio di dollari: Bill Gates con i suoi 29 miliardi di dollari, investe nelle energie rinnovabili e soprattutto nei carburanti alternativi.
Non mi pare il caso di dilungarsi sul peso mediatico di questa raffinata figura di imprenditore.

Terzo posto: Mr Ingvar Kamprad!!
Qualcuno lo ricorda? Ma dai!!! il proprietario dell’IKEA!!! Uomo da 25 miliardi dollari!!

Ma proseguiamo pure…

Udite udite!! MR Bloomberg…Michael Bloomberg ! Ex Sindaco di New York ma soprattutto , molto più interessante, fondatore e proprietario di una delle più importanti riviste finanziarie al mondo, “ Bloomberg” appunto, e uno dei più importanti gruppi d’informazione:la Bloomberg L.P. Mr Bloomberg è uno tra gli uomini più ricchi al mondo con televisioni, radio, quotidiani, riviste, network e chi più ne ha, più ne metta!
Forse da un punto di vista mediatico qualche parolina sul Gw gli sarà sfuggita…giusto per far andar un po’ meglio gli ingenti investimenti sulle energie rinnovabili che ha fatto.

Questa poi è bellina!! Sentite chi troviamo al 7° posto: Micheal Otto!!! per chi non lo conosce sarà sufficiente sapere che la Otto GmbH & Co KG è la più grande multinazionale nel settore della pubblicità sia mediatica (spam) che postale di prodotti e servizi!!
Anche qui quindi un pizzico di sospetto che il peso mediatico di Otto finisca per agevolare gli investimenti della vecchiaia nel settore delle rinnovabili, pare ci sia…

Abbiamo poi Paul Allen, co-fondatore con Gates della Microsoft… Nulla da aggiungere…

Troviamo poi una paio di personaggiucci del cui peso mediatico forse si può dubitare….
Mr. Larry Page e Mr. Sergey Brin : Page non è ovviamente il chitarrista dei led Zeppelin! Insieme a Brin sono i modestissimi proprietari della macchina pubblicitaria più grande ed efficace al mondo: conoscete Google? Ne sono fondatori! Il più potente strumento di informazione e pubblicità al mondo è di proprietà di due persone che fanno importanti investimenti nel settore delle rinnovabili. Possiamo davvero qui dubitare che qualche riferimentuccio al Gw e ai cambiamenti climatici non vi sia? Possiamo dubitare che la macchina d’informazione per eccellenza, il motore di ricerca per antonomasia, sia fuori dal conflitto d’interessi? Vogliamo davvero proseguire questa classifica? Qualcuno si sta annoiando? Qualcuno farà brutti sogni stasera? Ma soprattutto: è davvero la Co2 il nostro problema?
E va beh! Proseguiamo pure:

Mr. T. Boone Pickens uno dei più grandi petrolieri americani:
Mr.Philip Anschutz proprietario di uno dei più importanti giacimenti petroliferi americani.
Mr. David Rockefeller nipote del celebre nonnetto e proprietario di una delle più importanti holding nel settore petrolifero del mondo.
Insomma…mi pare inutile proseguire. Qui trovate la lista completa. Sta a voi spulciarvi ogni singolo nome.
http://business.timesonline.co.uk/to…cle5816774.ece

Una delle più delicate faccende del 21° secolo rischia di ridicolizzarsi. Altro che economia verde!! qui di verde c’è solo l’odore di dollari.
La grande truffa mediatica è servita: petrolieri, media-bussines, pubblicitari, holding tra le più grandi al mondo…ecc.. tutti gli uomini più ricchi e mediaticamente influenti hanno investimenti da centinaia di milioni di dollari…miliardi di dollari…tutti nei nuovi settori dell’economia verde!!!L’unico settore che non è in recessione è proprio quello dell’ecocompatibile, delle rinnovabili…del verde!
E noi che stiamo qui a discutere sulla Co2! Dalla mattina alla sera veniamo rimbambiti da messaggi a dir poco subliminali. Messaggi che nel migliore dei casi parlano del clima con l’unica vera ragione di fomentare la domanda globale nei settori delle energie rinnovabili.
Qualcuno potrebbe obbiettare: ma i centri di ricerca cosa c’entrano con la televisione, i giornali ecc…
Sapete dove finiscono un buon 20% dei guadagni delle grandi Holding mondiali: ricerca e sviluppo. E’ un pratico modo per abbattere l’imponibile fiscale ed ottenere ottimi sgravi. Ogni grande holding finanzia decine di centri di ricerca in tutti i settori.
Ai centri di ricerca pubblici ci pensano ovviamente gli Stati…e già questo la dice lunga se si pensa che i maggiori investitori nelle energie rinnovabili sono proprio gli stati: Germania e Spagna sono ai vertici mondiali. E se non sono gli Stati direttamente ad investire, sono le società da esse partecipate: Eni ne è un valido esempio. Uno dei colossi mondiali nel settore petrolifero e idrocarburi che sta tra l’altro portando avanti enormi progetti anche in Italia: nell’eolico soprattutto. E’ giusto di oggi la notizia che la Toscana svilupperà eolico portando la capacità produttiva dai 45 megawatt ai 300 megawatt: grazie Eni!

Una delle più colossali truffe mediatiche è servita! Sta ad ognuno di noi credere a chi vuole.
Comportarsi secondo un etica ambientale è obbligatorio; ma cosa c’è di etico in tutto ciò?

Scritto da MARCUS

Marcus ha finalmente risposto al mio invito di scrivere un pezzo per NIA e finalmente ha accettato…il risultato è, credo, evidente! Non faccio altro che leggerlo questo articolo da quando me l’ha spedito qualche giorno fa… questa per me è l’essenza della verità, noi tutti dovremmo fare il possibile per evitare di essere continuamnte presi per i fondelli da questa gente qui!

Ho riproposto anche questo articolo, chissà così se al nostro Marcus non gli riviene voglia di ricrivere un altro pezzo per NIA…

Grazie Marcus—–Simon

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  1. giorgio
    20 agosto 2009 alle 10:08

    vero confermo e” un gra businness pero e” anche vero che il petrolio inquina il carbone inquina.Le citta sono sature di gas e polveri e la gente muore di cancro quindi dobbiamo sopratutto per rispetto dell”umanita consumare energia verde e rinnovabile

  2. 20 agosto 2009 alle 10:09

    Mi ero perso questo articolo, menomale che l’hai riproposto, è quello che vado dicendo da anni, ma purtroppo il potere mediatico è piu forte e si sà la massa segue come pecore!!

  3. Luigi Lucato
  4. 20 agosto 2009 alle 10:15

    Giorgio la verità è che l’unico inquinamento vero è quello dei rifiuti e dello smog nelle grandi città. Ma perchè questi signorotti non investono per il reciclaggio dei rifiuti e lo smaltimento degli stessi! Perchè c’è poco da rciavare! Smaltire tonnellate di amianto significa perdere soldi non guadagnarli, smaltire rifiuti tossici significa spreco di soldi, ecco perchè ogni tanto ci ritroviamo con qualche cumulo di rifiuti tossici sottoterra! E guarda caso molte volte sono gli stessi che professono l’amore per l’ecologia. Viviamo in un mondo di approfittatori, nessuno fà nulla se dietro non c’è un cospicuo guadagno.

  5. Sand-rio
    20 agosto 2009 alle 10:37

    Grazie Simon per aver riproposto questo articolo che mi ero perso.
    Veramente illuminante.
    I sospetti che avevo che dietro l´affare delle energie alternative ci fossero grandissimi interessi e potentati economici trova una conferma. È il NWO che avanza.

  6. Fabio2
    20 agosto 2009 alle 10:39

    Credo sia una questione che ci porta lontano e che investe, prima di tutto, la coscienza ed il senso civico di ciascuno, spesso in contrasto con la propensione a cogliere le opportunità di guadagno, anche illecito.

    Comunque resto sempre del parere che i comportamenti collettivi e provenienti “dal basso”, sia pure opportunamente stimolati da chi ricopre cariche di responsabilità, sono quelli decisivi.
    Insomma, se il popolo è “porcello”, non c’è speranza, prima o poi ci ritroviamo un cumulo di rifiuti tossici sepolto dietro casa.
    E per renderlo meno “porcello”, non vedo che un rimedio, cioè insegnare comportamenti virtuosi fin dalla più tenera età , a partire dalla scuola.

  7. Fabio2
    20 agosto 2009 alle 10:44

    Quanto al più specifico tema dell’articolo, i personaggi citati dal Times operano in pura logica di investimento del loro patrimonio personale, senza preoccuparsi più di tanto di questioni etiche (se non per evitare problemi di immagine), nè del settore in cui investono: se l’energia “verde” è remunerativa, vi investono; se lo è anche il settore degli armamenti, idem.

    Insomma, logica finanziaria, di diversificazione degli investimenti, puntando a ciò che è più promettente al momento, con un occhio alla cura della propria immagine.

  8. ice2020
    20 agosto 2009 alle 10:51

    Così vanno le cose purtroppo…

    Quello dell’IPCC è una potente e perfetta “arma da guerra”…

    Alla fine è come un circolo vizioso, o come il serpente che si morde la coda…

    Tutto è colegato: personaggi più potenti ricchi del pianeta, politici, scienziati a servizio degli uni e degli altri, che poi si prendono i soldi da gli uni e dagli altri, mass-media, pubblicità…tutto collegato da una perfetta sinergia, dove noi povera gente comune nn abbiamo altra scelta tranne che credere, credere e credere…

    Per questo dobbiamo ringraziare internet…senza di esso, a quest’ora, saremmo stati tutti completamente pecoroni…

    Simon

  9. Sand-rio
    20 agosto 2009 alle 12:08

    L’intero business del riscaldamento globale è diventato come una religione e le persone che non sono in accordo sono chiamati eretici e messi al bando.
    Bene io penso di essere, nel mio piccolo, un eretico.

  10. Ivan
    20 agosto 2009 alle 12:33

    Quoto Giorgio…anche se di balle ce ne raccontano perchè
    non sanno nemmeno loro, anzi magari sanno ma ormai vanno avanti per la loro strada ovviamente. Per me la verità sta nel mezzo…e per quel che riguarda l’inquinamento sta tutta dalla loro(anche se non ne fanno la priorità, che poer loro resta il riscaldameto). Il business c’è in ogni cosa e chi investe sono sempre i magnati milionari e le multinazionali..e chi se no??!!

  11. Gianfranco
    20 agosto 2009 alle 12:43

    Credo sia CO2 e non Co2

  12. ice2020
    20 agosto 2009 alle 12:45

    Energia verde rinnovabile si, ma aiutiamo le nostre città, o chi sta male veramente…

    nn diciamo che la CO2 provoca il GW…

    Ma aiutare lo smog delle grandi città, nn gliene frega a nessuno, neppure aglle stesse amministrazioni locali…

    che fine hanno fatto le domeniche a piedi?

    Almeno qui a Pesaro dove vivo, tutti si lamentavano, la gente che voleva le macchine sempre sotto il cuolo, e i negozianti che nn guadagnavano come le altre domeniche che nn cerano i blocchi!
    Insomma, per sconfiggere lo smog ed il problema ambiente, deve cambuiare solo la nsotra testa…

    e nessuno poi ci guadagna…per quello il discorso deve essere globale…e allora inventiamoci la CO2 e da qui le energie rinnovabili…

    lasciamo perdere vah…

  13. maurizio
    20 agosto 2009 alle 13:26

    Rinnovabili? Global Warming? Investimenti? Fregature?… perchè non si dice solo la cosa giusta = NO All’inquinamento!! NO a Carbone NO a Petrolio NO a Monnezza NO a TERMOVALORIZZATORI ecc.. anche se bisognerà cambiare stile di vita!!
    Per voi che pensate che la CO2 non è responsabile del surriscaldamento mi spiegate perchè se la terra ha impiegato milioni di anni per imprigionare la CO2 nel petrolio…ora che la stiamo liberando (c’è chi dice che siamo a livelli di 650.000 anni fa!) non cambia nulla sul pianeta? Da cosa dipende tutto sto caldo, non dal sole che è ai minimi?
    Per le rinnvabili o il clima si sta “tropicalizzando” per colpa della CO2 o di altro o il petrolio sta finendo .. sti furbacchioni hanno visto solo nel futuro!! Perchè pensare a cosa ci raccontano se vero o falso? Tanto andiamo a lavoro con l’auto la mattina facciamo spesa al super attacchiamo l’aria condizionata … Sveglia viviamo nel mondo che ci vendono e ci piace così!! Per me dobbiamo cambiare stile di vita ..non tutto il “progresso” puo essere definito tale!. Un esempio di cambiamento eccolo… http://www.ecologiae.com/la-spesa-ecologica-al-supermercato-si-puo-fare/523/

  14. Alessio
    20 agosto 2009 alle 13:38

    ottimo articolo!!

    usarono lo stesso metodo quando fu l’ora delle case farmaceutiche e del loro bum come industria senza riali, nel soppiantere vecchi usi e rimedi e sopratutto rendendo illegali vegetali oppiacei coca ecc.. che come può confermare chi del settore sono alla base di molti farmici in qualsiasi campo dall’ anestesia alla cura psichiatrica.. e in questo campo hanno fatto un gran casino, vedasi gli anni 80/90 e l’eroina noto oppiaceo..ecc.. solo che in quel caso fu più facile sia perchè era il primo dopoguerra e la manipolazione politica era forte ,sia perchè ,come in questo caso, giocando sulla paura di soffrire/morire dell’uomo e dando l’antidoto si fa in fretta a farsi dei sudditi..

  15. Fox
    20 agosto 2009 alle 16:03

    @ maurizio:
    Non é polemica, ció che dici é in parte vero, ma una domanda mi sorge spontanea: quanto petrolio c’é la sotto? Sta finendo? Perché continuano a scoprire giacimenti di petrolio? Ne sappiamo ancora troppo poco per affermare e avere la presunzione di essere in grado di cambiare il clima, la razza umana vuole essere superiore a tutto e forse la natura ha creato qualcosa in grado di sopravvivere a se stessa, ma non credo che gli sia anche superiore!
    Andrea

  16. gianni
    20 agosto 2009 alle 16:40

    cmq parlando e riparlando siamo al 41esimo gg spotless di fila giusto simon?

  17. marcus
    20 agosto 2009 alle 17:15

    Grazie a simon della riproposizione: mi ha fatto piacere rileggermi 😉

    Vedete, il problema non è chi investe e perchè investe. Il problema è: Cosa fanno queste persone per rendere i propri investimenti redditizzi.

    In effetti a me della diversificazione dei patrimoni non me ne può fregare più di tanto. Sì, ho piacere per loro ma a me quello che interessa realmente è: tutti questi signori non rappresentano per l’umanità un MOSTRUOSO CONFLITTO D’INTERESSI?
    Queste persone rappresentano gran parte del mercato dell’informazione mondiale: è possibile che riescano a fare pressione sui propri strumenti mediatici e sui manager dei propri colossi dell’informazione, affinchè spingano l’accelleratore su certi temi a loro favorevoli?
    Facendo un esempio: è possibile che dietro il pressing climatico antropocentrista di La Repubblica e del gruppo Espresso vi sia qualche ordine dall’alto? e nella fattispecie qualche ordine da parte dell’azionista di maggioranza ossia Cir-De Benedetti con il suo 51% , e ciò magari per spingere la redditività di altri investimenti come ad esempio quello in Soprgenia di cui De benedetti è proprietario direttamente del 68% di Sorgenia Holding (società altamente specializzata nelle energie rinnovabili) ed indirettamente attraverso il 33% di Verbund (società austriaca di cui Sorgenia SPa detiene il 16%).
    Tutto questo per dire: i nostri paladini dell’investimento, potrebbero essere i responsabili di questa campagna mediatica anti Co2 e pro-rinnovabili? Se sì, fino a quale punto si spingerebbero nel demolire la scienza a favore dello pseudo-ambientalismo?

    Leggete inoltre cosa ne penso dei pannelli solari, riporto da altro forum, mi perdonerete la prolissità ma la questione che pongo è abbastanza interessante:

    “sarebbe semmai da capire, buongiorno a tutti i presenti e ai futuri che si iscriveranno, dicevo…sarebbe semmai da capire un paio di cosette. La prima abbastanza evidente a chi come me s’intende soprattutto di clima: la temperatura globale negli ultimi 10 anni si è assestata attorno ai 15 gradi centigradi al suolo. Ossia pur in presenza di costanti aumenti nei livelli di CO2 prodotta la temperatura ha smesso di crescere ed anzi, a tratti, manifesta la voglia di decrescere.
    Le fonti di questi dati sono le stesse di quelli utilizzati dall’ IPCC ma evidentemente in quel forum di studiosi prevale la voglia di parlare e meno quella di argomentare.

    La seconda questione che io chiedo a voi da perfetto profano ma anche da acerrimo sostenitore delle economie extra-fossili è la seguente: qual’è l’impatto di queste fonti di energia extra-fossili sull’ambiente?

    Noterete dalla mia domanda almeno due spunti per la discussione:

    1) io non parlerò mai di energie rinnovabili, perchè tali sono solo quelle che si autorigenerano senza alcun intervento umano degno di rilievo. Tali non possono per ragioni evidenti essere nè i pannelli solari o fotovoltaici, e nè tantomeno le centrali eoliche o idroelettriche.

    2) direttamente ricollegato al primo spunto è il secondo che evidenzio: i pannelli solari in particolare nascono in risposta all’esigenza ( per carità, nobile!) di ridurre la produzione di CO2 e diminuire l’impatto ambientale ( ed anche qui non parlerò mai di impatto climatico fino a ché non sarà provato, cosa tutt’altro che prossima!). Ma per fare ciò, correggetemi, si sta remando in tutt’altra direzione!
    Per prima cosa per mettere in moto la macchina industriale che sta dietro al pannello solare l’inquinamento prodotto è stato a dir poco mastodontico. Nessuno ha cancellato giacimenti di petrolio, raffinerie, petroliere…che anzi sono aumentate per rispondere alle esigenze di paesi come Cina e India, ma addirittura a fianco di questo processo industriale adesso si è innalzato anche quello per produrre pannelli solari, fotovoltaici e assemblati vari. Per produrre queste benedette creature anti-CO2 se ne sta producendo il doppio!! Immaginate un pò voi il processo industriale che sta dietro alla produzione e montaggio di pannelli solari: centinaia di migliaia di persone impiegate in questo nuovo settore e centinaia di industrie nate dal nulla per costruire una nuova economia la quale ancor prima di sconfiggere la Co2 ne ha creata in maniera pazzesca.
    Potrei finir qui ma in realtà il divertimento è appena iniziato. Anche qui chiedo lumi a chi ne sa più di me: mi risulta che per produrre questi benedetti pannelli solari( ancor prima di eliminare la CO2) si produce un gas nocivo quanto svariate migliaia di volte la nocività della CO2: NF3 ossia fluoruro d’azoto, per la precisione 17000 volte più velenoso della Co2.
    Il chè mi porta a fare un ulteriore considerazione, abbastanza ovvia:
    cosa accadrà tra 15, 20 o 30 anni quando quasi tutti i pannelli solari impiantati in questo momento dovranno essere sostituiti ed gettati nel cestino?
    Come si farà a smaltire un prodotto così complesso? quale sarà il costo in termini ambientali ed in definitiva il costo per la società civile?

    Insomma, nonostante io faccia parte della schiera dei suoi sotenitori, non v’è dubbio che l’appellativo di “energie ecologiche” o peggio ancora “verdi”, non rende molto omaggio all’intelligenza umana.
    Un prodotto nato per ridurre la CO2, che produce Co2 nel creare il processo industriale, produce Co2 ed NF3 per creare il prodotto, e produce altrettanti veleni per il suo smaltimento…beh…insomma! non mi sembra proprio tanto eco-sostenibile ed ancor meno eco-compatibile.

    Per farci due risate è come l’aneddotto che mi racconta sempre mio padre riguardo ad un suo amico: questo aveva una marea di debiti ed un giorno la banca lo chiamò a casa per chiedergli la restituzione di 3 milioni di lire. Lui con il suo grande stile rispose: ” giusto di questo vi volevo parlare! Vi voglio chiedere un mutuo di 5 milioni, così 3 milioni lì dò a voi perchè dovevo restituirveli e due li tengo per me perchè mi servivano…!” 😀

    Tradotto: intanto produco Co2 ed Nf3 e poi ridurrò la Co2, prima di riprodurla per smaltire il pannello solare stesso.”

  18. Vito
    20 agosto 2009 alle 17:36

    Il Nia e’ arrabbiato nero e mi fa piacere!
    Ricordiamo tutti che la nostra Terra sa difendersi da sola, lo ha sempre fatto e lo continuera a farlo fibo a che sara’ attiva elettricamente.
    Il Sistema Solare si scalda dunque, la Terra si continua a scaldare. Ragioniamo sulle reali cause e voi da appassionati di clima piu di me, che sono orientato maggiormente alla planetologia, forse potete togliermi dalla testa l’unica idea che mi assilla da oltre 15 anni, Nemesis.

  19. ice2020
    20 agosto 2009 alle 17:37

    hiihiihihii…

    grande Marcus…

    questo la dice lunga su quello che potremmo andare incontro se nn si fanno le cose con la testa sulle spalle…

  20. ice2020
    20 agosto 2009 alle 17:39

    Intanto si Gianni, 41° giorno spotles consecutivo 😉

  21. Vito
    20 agosto 2009 alle 18:02

    x marcus:
    Digli all’amico di tuo papa, che puo dilazionare il debito da una finanziaria in rate da 5 euro al mese, anziche indebitarsi per otto milioni. Che tradotto significa che chi opera in investimenti industriali sa che ci intossica e che intossichera le generazioni future, ma tanto a lui che cosa importa… non ci sara’ piu!
    E’ invece si sbagliano. Se esaminiamo le riserve di combustibili organico, senza dati alla mano delle stime, ritengo che non ci sia il valore necessario per portare le emissioni di Co2 al collasso planetario. Questo vuol dire, se sapeste confermarlo, che stiamo vivendo in un grande bluff, i cui danni sono solo l’inquinamenro a corto termine su vasta scala, mentre i danni ambientali a lungo termine sono minimi e abbracciano tempi che astronomicamente tendono comunque a zero.
    Quindi, chi ci rimette sono i morti per cancro o malattie dirette dal contatto diretto, ma su quasi 7 miliardi di persone, il risultato e pressoche’ per le statistiche sempre e comunque minimo e irrisorio.
    Dove ci stanno portando dunque? Ognuno va per conto suo questa e’ la verita’.
    La Cina produce e inquina perche’ e’ in piena rivoluzione industriale, L’Europa e gli Usa annaspano a causa della Grande Crisi post millennio, i paesi del Terzo mondo seguono le orme della Cina e ognuno va per conto suo.
    Ogni evento, come anche i cambiamenti climatici, sono in questa guerra globale al profitto, un buon motivo per fare affare. Come smaltire pannelli solari o quant’altro sara un problema futuro che non interessa alla visione egoistica di questa classe imprenditoriale!

  22. Vito
    20 agosto 2009 alle 18:10

    Vorrei dire l’ultima opinione. Cosa ha fatto cbiare in parte gli USA nella loro politica? I tre aerei che sono caduti nel 2001 e la stessa cosa accadra per l’umanita intera!
    Questa politica egoistica cessera solo quando dallo spazio ci cominceranno a cadere i piselli, allora capiremo quanto potente e la forza distruttiva della natura e quanto forte dovra essere l’uomo per non estinguersi!
    In parole povere, solo a mali estremi, estremi rimedi.

  23. Sand-rio
    20 agosto 2009 alle 19:34

    Ottime le intenzioni e gli articoli di Marcus che mi trovano in piena sintonia con le sue idee… ma quali sono le alternative per produrre l´energia di cui abbiamo bisogno?
    Non vorrei che Marcus fosse un paladino dell´energia nucleare….? No vero?
    L´energia da fusione ancora é una utopia (chissá perché non si investe massicciamente su questa ricerca?) e l´energia eolica ancora balbetta l´energia solare e fotovoltaica se come lui dice fosse vero sarebbe peggiore del rimedio.
    Altre fonti di energie sono le biomasse (etanolo), l´alcool (principalmente da canna da zucchero e non da mais) gas naturale, carbone vegetale e legno a parte naturalmente petrolio e suoi derivati e infine quella che considero la migliore fonte di tutte quella idraulica.
    Marcus potrebbe scrivere un bell´articolo propositivo su quello che lui reputa sia possibile fare per avere tutta l´energia necessaria allo sviluppo, (sviluppo di tutti i paesi e non solo di quelli industrializzati) tranne che la sua alternativa non fosse quella di tornare a migliaia di anni indietro al tempo delle caverne.

  24. marcus
    20 agosto 2009 alle 20:25

    Come già scritto “io sono un acerrimo sostenitore delle energie extra-fossili. E questo non per mal celato e ipocrita ambientalismo, che già io sono in parte riuscito a smascherare ( credo che se uno cerca troverà decine di nei a questo nuovo mercato energetico), ma semplicemente perchè come tutti anche io credo che il petrolio o domani o tra 200 anni, sarà destinato a finire e come tale a lievitare sempre più di prezzo.

    Qualsiasi fonte produttrice di energia prima o poi si esaurisce e tende a lievitare di prezzo. Lo faranno anche i pannelli solari in quanto dipendenti da un materiale: i silicati e altre schifezze chimiche. Qualsiasi bene materiale fa parte del mercato ed in quanto tale oscillerà sempre come prezzo. Anche il nucleare dipende dall’uranio. Cosa accadrà quando l’uranio tenderà ad esaurirsi?

    Il problema quindi va giocato su due fronti:

    1) diversificazione energetica: certamente non come oggi che il 98% dell’energia e petrolio e nucleare ed il resto energie extra-fossili. Creare un equilibrio nel nostro portafoglio energetico significa potere tenere in equilibrio i mercati dei beni con cui tali energie si producono. Se aumenta il petrolio, gli stati sposteranno la propria domanda d’energia più sul nucleare o sull’eolico o sul solare e viceversa. E’ chiaro che per fare ciò ci vuole una certa flessibilità (al momento quasi utopica) ed uno spaventoso balzo in avanti con le energie extra-fossili. Le quote del mercato energetico devono tendere al pareggio o comunque devono essere simili: 40% fossile, 30, nucleare, 15% solare, 5% eolico, 10% altre fonti. Al momento una cosa del genere è tuttavia impensabile a meno che stati uniti ed europa non spingano sulla una nuova concezione di nuova edilizia.

    2) di quest’ultimo aspetto si dovrà necessariamente tener conto! Non è concepile che si costruiscano abitazioni e fabbriche anti-risparmio. Sarebbe sufficiente dipingere un tetto di bianco per diminuirne in modo impressionante l’accumulo di calore d’estate ed il conseguente impiego di condizionatori!
    Sarebbe sufficiente impiegare finestre intelligenti per impedire l’ingresso di aria fredda d’inverno ed il conseguente impiego di riscaldamento! Sarebbe sufficiente fare investimenti pubblici in mezzi di trasporto efficienti e viabilità pedonale e ciclabile come nel nordeuropa, per ridurre in maniera pazzesca l’impiego di auto private.
    Non occorre tornare all’età della pietra, è sufficiente invertire quella rotta che per la prima volta nella storia umana ci ha visto disegnare un’involuzione celebrale: oggi l’uomo non è più sapiens sapiens…mettiamocelo nella testa!

  25. ice2020
    20 agosto 2009 alle 20:29

    Tipo questo metodo Marcus, nn so se già lo conosci:

    Teleriscaldamento

    Il teleriscaldamento, (tecnologia molto utilizzata nelle capitali europee) prevede la produzione del calore da parte di una centrale esterna al fabbricato e tramite tubi coibentati trasporta il flusso di calore ai singoli appartamenti; in questi ci sarà la possibilità di regolare il calore assorbito in modo che ognuno possa riscaldare come meglio crede il proprio habitat. Con questa tecnologia si sommano i vantaggi del riscaldamento centralizzato (caldaie con migliore resa) e quelli del riscaldamento autonomo.

  26. ice2020
    20 agosto 2009 alle 20:32

    Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento (di abitazioni, scuole, ospedali ecc.) che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore), proveniente da una grossa centrale di produzione alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale. La distribuzione effettuata con acqua calda, circa 80 – 90 °C, riduce tutta una serie di problematiche relative alla posa delle tubazioni e alle dilatazioni termiche delle stesse, ma le tubazioni saranno di diametro maggiore rispetto a quelle necessarie in caso di utilizzo di acqua surriscaldata o del vapore. Le centrali di produzione possono sfruttare diversi combustibili per produrre il calore necessario: gas naturale, oli combustibili, carbone, biomassa o anche rifiuti. La produzione di calore può essere anche associata a quella di energia elettrica: si parla in questo caso di cogenerazione.

    A destinazione il fluido termovettore riscalda, attraverso uno scambiatore di calore acqua-acqua o vapore-acqua (generalmente a piastre), l’acqua dell’impianto di riscaldamento della abitazione. Lo scambiatore, che in pratica sostituisce la caldaia o le caldaie, può produrre anche acqua di uso sanitario.

    In Italia lo scambiatore è soggetto, come le caldaie, alle normative e controlli ISPESL ed alla direttiva europea PED sugli apparecchi a pressione. Ogni impianto deve inoltre anche essere certificato secondo la legge 46/90.

    La tecnologia del teleriscaldamento è molto diffusa nel Nord Europa, ma da alcuni anni si sta diffondendo anche in Italia. La prima città italiana a dotarsi di un sistema di teleriscaldamento, all’inizio degli anni ’70, è stata Brescia, seguita negli anni ’80 da Torino che oggi possiede la rete di teleriscaldamento più estesa d’Italia; buone reti di TLR esistono anche a Cremona, Reggio Emilia, Verona, Milano, Forlì, Mantova, Imola, Bologna, Ferrara, Lodi, Bardonecchia, Legnano, Cavalese, Brunico ecc. La tecnologia è adoperata spesso per riscaldare molti edifici pubblici, ad esempio certe case popolari dell’Aler a Milano e altrove.

  27. ice2020
    20 agosto 2009 alle 20:40

    Servono circa 14 miliardi di metri cubi di gas e 4,2 miliardi di chilogrammi di gasolio, oltre a 2,4 milioni di tonnellate di combustibili solidi (legna e carbone) per scaldare le abitazioni in Italia.

    Ciò vuol dire riversare nell’atmosfera circa 380.000 tonnellate di sostanze inquinanti come ossidi di zolfo, di azoto, monossido di carbonio e circa 40 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

    Le tecnologie attualmente disponibili consentono di ridurre drasticamente i consumi evitando così una delle maggiori cause di inquinamento, dopo il trasporto su gomma.

    Soprattutto il teleriscaldamento può aiutare a invertire la tendenza.

  28. marcus
    20 agosto 2009 alle 20:41

    sì Simon, basterebbe accendere l’ultimo piano della nostra testa 😉 Una delle stupidaggini per cui noi italiani siamo famosi, è l’impossibilità di accumulare energia solare. Si usa quella che si produce al momento: l’eccedenza deve essere venduta all’enel. Di notte occorre comprarla dall’enel con la quale si intrattiene una partita doppia di energia ceduta ed acquistata. In germania non mi risulta sia così, e il solare ha preso molto bene piede.

  29. ice2020
    20 agosto 2009 alle 20:47

    Non me ne intendo molto, ma questo mi sembra un buon sistema…a Pesaro alcune delle ultime case costruite, stanno adottando questo sistema…

    Che cos’è il teleriscaldamento

    É una soluzione alternativa, rispettosa dell’ambiente, sicura ed economica per la produzione di acqua igienico sanitaria e il riscaldamento degli edifici residenziali, terziari e commerciali. Inoltre, l’utilizzo del sistema di “Cogenerazione” consente anche la contemporanea produzione di energia elettrica.

    Il termine “teleriscaldamento” sottolinea la peculiarità del servizio, ossia la distanza esistente tra il punto di produzione del calore e i punti di utilizzo: il cuore del sistema risiede in una Centrale di “Cogenerazione” che può servire edifici situati anche ad alcuni chilometri di distanza da essa.

    Rispetto ai tradizionali sistemi di produzione di calore ed energia elettrica, la Cogenerazione consente il raggiungimento di una maggiore efficienza energetica globale; infatti, la Centrale è in grado di recuperare il calore disperso nel corso dei vari processi e di riutilizzarlo per produrre energia. Pertanto, a parità di energie utili prodotte, la produzione combinata di energia elettrica e termica consente un minor consumo di combustibile, massimizzando lo sfruttamento delle risorse immesse.

  30. Sand-rio
    20 agosto 2009 alle 20:51

    X Marcus. Parli benissimo della diversificazione delle fonti energetiche che ben conosco vivendo in Brasile.
    A tal proposito ti indico come il Brasile, grande come tutta l´Europa (fino agli Urali) e con 190 milioni di abitanti e con un PIL che cresce al ritmo del 5% annuo (Vi ricordo che il Brasile é ormai l´ottavo paese piú industrializzato al mondo avendo da tempo superato l´Italia) ha risolto (?) i suoi problemi di necessitá energetica.
    Idraulica 37%
    Petrolio e suoi derivati 32%
    Carbone vegetale e legna 9%
    Distillato di canna (etanolo) 7%
    Alcool (da canna e residui cellulosa) principalmente) 4%
    Carbone minerale 3%
    Gas naturale 2%
    Altre fonti (eolico, solare e simili) 5,7%
    Nucleare 0,3%

    Il paese sta investendo pesantemente su etanolo e alcool essendo diventato autonomo per il petrolio con le ricerche ed estrazioni sul pre-sale (Giacimenti tra i 2000 e i 5000 mt di profonditá in fondo all´oceano atlantico… guarda caso il Brasile si sta dotando di sommergebili nucleari per la difesa dei giacimenti)

    In Europa e in Italia la campagna mediatica GW Vi conduce inesorabilmente al NUCLEARE…. e questo a breve tempo. Buona fortuna.

    Marcus dove scrivi normalmente? Mi piacerebbe leggere altri tuoi articoli.

  31. Sand-rio
    20 agosto 2009 alle 20:57

    Naturalmente se decidessi di scrivere altri articoli su NIA molti di noi ne sarebbero ben felici.

  32. marcus
    20 agosto 2009 alle 21:05

    Grazie sand! ultimamente scrivo poco e leggo molto. Attendo i risultati di un certo esperimento…
    Ma quando scriverò qualcosa lo darò senz’altro in pasto a Nia 😀

  33. ice2020
    20 agosto 2009 alle 21:07

    E bravo Marcus… 🙂

    nn me lo far ripetere…ma qui ci sarà sempre un posto per te…

    Simon

  34. Enzo
    20 agosto 2009 alle 21:40

    La soluzione ce l’abbiamo in casa…il sole…il sole e’ l’unica fonte di energia inesauribile…nonostante questo minimo spettacolare jejejeje:-))))

  35. Fabio2
    21 agosto 2009 alle 07:56

    x Simon (Ice)

    leggevo, non ricordo dove, che l’ozono è un gas serra piuttosto importante e che basterebbe una sua variazione di concentrazione dell’atmosfera di alcuni % (ad esempio, a fronte di una variazione della radiazione ultravioletta con cui interagisce) per provocare variazioni di temperatura di un certo rilievo sulla superficie della Terra.
    Ti risulta ?

    Per caso qualche tuo articolista ha già pubblicato qualcosa sul tema ? Perchè, se è così, me lo sono sicuramente perso. 😦

  36. Fabio2
    21 agosto 2009 alle 08:07

    x Enzo

    Anzi, il Sole è, per noi, una fonte di energia inesauribile (e di vita!) anche perchè la eroga in modo relativamente costante e ogni tanto si prende delle pause. Stelle di altro genere (ad es. quelle azzurre) o quelle irregolari o sistemi binari non so se sarebbero altrettanto “tranquilli” e durevoli. 🙂

  37. ice2020
    21 agosto 2009 alle 08:45

    Per Fabio 2:

    prova a dare un occhiata qui, ci sn alcuni articoli sull’ozono:

    https://daltonsminima.wordpress.com/?s=ozono

  1. 20 agosto 2009 alle 09:56
  2. 26 agosto 2009 alle 11:01
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