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Analisi agosto 2009 e prospettive future…

9 settembre 2009

In questo articolo cercherò di spiegare il meglio possibile l’evoluzione dello scorso mese e i motivi principali di tale evoluzione. L’analisi verrà divisa in decadi (1-10/11-20/21-31 agosto).

Partiamo subito con l’analisi della situazione barica:
Questa carta mi sembra la migliore per rappresentare la prima decade di agosto. In questo periodo si sono avute forti depressioni in atalantico, all’altezza della gran bretagna che hanno spinto aria calda da Sud-Ovest sull’Italia, ma anche alcune piccole incursioni umide dall’atlantico. La situazione sembra esser stata causa delle anomalie negative delle SST (Sea Surface Temperature) in Atlantico. Questo tipo di configurazione ha assunto carattere di persistenza proprio come accadde nel 2003, anche se perfortuna il caldo è stato un po’ più contenuto… Inoltre va detto che la depressione in atlantico è stata aiutata molto da una AO- durata per tutto il mese di giugno e luglio finita solo nella 2° decade di agosto.
Passiamo all’analisi della seconda decade:
A segnare la seconda decade è stata sicuramente la ripresa della zonalità con AO index passato dopo 2 mesi e mezzo in territorio positivo (valore massimo +1). Una disternsione dell’alta delle azzorre (con contributo di correnti africane) sulla nostra penisola ha portato caldo umido e indici di calore elevati. A fine decade nuovo calo dell’indice AO e quindi più facilità delle depressioni a scivolare in atlantico, infatti è proprio con questa configurazione che la 3° decade renderà questo un agosto molto caldo.
Analisi terza decade:
Ecco la situazione iniziale: Grande caldo a causa di forte risalita anticiclonica dovuta alla discesa delle LP in atlantico. L’indice AO però è stato molto importante nel rompere pian piano la persistenza di questo tipo di configurazioni che ha dominato durante l’estate. Infatti dopo questa prima parte bollente la 3° decade ha segnato una bella rinfrescata:
Ecco qua che una forte zonalità (indice AO +2) ha permesso alle depressioni di raggiungere l’europa e  di influire anche sul nostro clima con correnti fresche che nonostante ci abbiano appena sfiorati grazie ai mari caldi hanno fatto dei bei botti al Nord-Est.

Insomma un agosto tutto sommato molto caldo, ma che non è fortunatamente riuscito a raggiungere i livelli dell’agosto 2003. Tramite le mappe del NOAA passiamo adesso ad una analisi più “generale”.

Da questa mappa si può ben notare la presenza di una profonda anomalia dei geopotenziali in atlantico che ha pompato aria calda verso l’europa che presenta un’anomalia positiva sparsa su tutto il territorio.
Per fare un confronto ecco qua la carta dell e anomalie di geopotenziali nell’intera estate del 2003 che risulta avere posizioni bariche molto simili con la differenza che la situazione del 2003 fece registrare anomalie più elevate in europa.
Al termine di questo articolo voglio aprire una parentesi su settembre che sembra possa essere un mese piuttosto interessante dal punto di vista termico perchè è il mese che più viene condizionato dall’indice QBO che quest’anno risulta molto negativo…. E tra l’altro stanno arrivando buone notizie dalla siberia, ma delle proiezioni settmbrine ne parlerò in un’altro articolo che uscirà fra non molto…..
MICHELE (RN)
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  1. 9 settembre 2009 alle 10:19

    ottimo articolo..complimenti…

    intanto vediamo cosa successe nel mondo con il ciclo14.. ultimo minimo solare partcolarmente lungo, paragonabile a quello attuale..nel 1913..

    1914: grande siccità in Indonesia, sud est asiatico, Sri Lanka, e area caraibica. In questo stesso periodo vengono battuti i records di caldo a Giacarta (Indonesia) 36.7°C eguagliato successivamente, Port au Prince (Haiti) 37.8°C battuto di recente, il record di caldo nazionale in Giamaica (Castelton Gardens) di 37.8°C appartiene a quell’ anno. Appartiene a quell’ anno anche il record di freddo dello Sri lanka a Newara Eliya (-2.7°C).

    1915: fortissime ondate di calore nell’ africa sub sahariana orientale e fortissima ondata di calore in Indocina, record nazionale di caldo Laosiano (Luang Prabang 44.8°C), battuto nel 1960 e record per Djibouti City (47.3°C imbattuto).

    1916: anno ricordato per le fortissime ondate di calore estivo: in medio oriente,Turchia,Grecia e Europa sud-orientale, record assoluto di Tel Aviv mai più battuto (46.5°C contestato per sovrastima), stesso discorso vale per Iraklion a Creta (45.7°C) e per il record di caldo della Bulgaria che resiste ancora oggi (Sadovo 45.2°C).

    1917: Anno caratterizzato da una fortissima ondata di calore in Sud America con valori assoluti che in alcuni casi resistono ancora oggi. Questa estate rovente sarà seguita 6-7 mesi dopo da uno degli inverni più freddi del millennio; con i records di freddo di Montevideo e delle principali città del Brasile imbattuti ancora oggi.

    1918: Fortissima ondata di freddo in Islanda e zone limitrofe; Reykjavik raggiunse i -24.5°C mentre Torshavn nelle Far Oer raggiunse i -13.5°C, valori termici mai più avvicinati. Tremende ondate di calore invece in USA e Africa orientale.1919: forte ondata di calore nella penisola indiana e record di caldo assoluto in Asia con 52.8°C raggiunti a Jacobabad ancora oggi imbattuto.

    Ricorderemo che il minimo assoluto delle temperature globali del secolo, mai più naenche sfiorato, negli anni successivi, fu attorno al 1914, proprio l’anno successivo al minimo solare più lungo degli ultimi cento anni, da quel momento in poi la temperatura globale iniziò a salire per dare vita al Global Warming degli anni ’20 e ’30, dunque gli anni mostrati nella carrellata iniziale si trovano nel periodo in assoluto più freddo degli ultimi 100 anni, e si possono senza alcun dubbio ritenere influenzati dal minimo solare del 1913. Eppure se andiamo a spulciare i dati succitati, ci rendiamo subito conto di come siano senza ombra di dubbio più i dati e records caratterizzanti ondate di calore che non quelli invece caratterizzanti ondate fredde. Se poi andiamo a controllare le latitudini delle zone colpite da questi eventi climatici, ci rendiamo conto di come esse siano per la maggior parte ricadenti nelle zone subtropicali. Come è possibile allora che un minimo solare eccezionale come quello del 1913, che secondo le teorie degli scienziati dovrebbe influire sulla radiazione del sole, si esplica, a quanto pare, con la comparsa di fenomeni violenti di caldo proprio in zone, come quelle subtropicali, che dovrebbero invece subire una minor quantità di radiazione ? La risposta a questa domanda non è semplice, ma può essere affrontata considerando il secondo effetto, oltre alla minore radiazione durante i minimi solari, evidenziato dagli scienziati. Si sa infatti che una minore attività del sole influisce sul suo campo magnetico diminuendone gli effetti sulla terra. I minori effetti del campo magnetico solare sulla terra, si esplicherebbero secondo alcuni ricercatori, su una minore deviazione dei raggi cosmici (radiazione proveniente dalla esplosione di stelle lontane) che a loro volta ionizzando le particelle presenti nella nostra atmosfera fornirebbero al vapor d’ acqua nuclei di condensazione per formare nuvole e quindi per diminuire l’ effetto dei raggi solari, diminuendo così il surriscaldamento del pianeta. Però, e qui risiede il problema di cui ci occuperemo in questo articolo, esiste un’ altra conseguenza di questa maggiore condensazione del vapor d’ acqua, questa conseguenza, è data dalla minore presenza in atmosfera di vapor d’ acqua condensatosi nelle nubi, questa minor presenza di vapor d’acqua genererebbe due effetti:

    1. Minore effetto serra, in quanto come sappiamo in vapor d’ acqua è uno dei gas serra più attivi.

    2. Minore vapore significherebbe anche minore apporto di piogge nelle stagioni umide delle zone subtropicali, con fenomeni monsonici dunque meno attivi e ITCZ più basso, con alte pressioni subtropicali più forti ,dunque, e più basse di latitudine.

    Ecco spiegati in questo contesto i dati strabilianti mostrati all’inizio di questo articolo. Insomma un minimo solare prolungato potrebbe in teoria fermare alcuni motori climatici essenziali per lo scambio di calore fra le zone del pianeta. In questo contesto è facile anche capire come mai poi si riscontrano proprio in questi anni inverni al contrario freddissimi nelle zone temperate e subartiche, infatti, ricordiamo che se la cella di Hadley migra verso sud (nell’ emisfero Boreale, più a nord in quello australe) è evidente che l’interscambio con le alte latitudini viene compromesso e le alte latitudini divengono più fredde, con vortici polari più attivi e dunque inverni più freddi e piovosi-nevosi alle medie latitudini. A parer mio se Global Cooling sarà, dovremo attenderci valori estremi sia di caldo che di freddo, dovuto a questi cambiamenti di configurazioni climatiche, con un risultato finale che dovrebbe al fin essere una temperatura globale più bassa, e soprattutto con i fenomeni regolatori del clima (Monsoni, Corrente del Golfo, El nino, Uragani) diminuiti di potenza e durata. Ecco quindi spiegate le grandi anomalie termiche asiatiche e indiane, correlabili con minore effetto mitigatore del Monsone Indiano, o le grandi ondate di calore dell’ Africa orientale derivanti probabilmente dal blocco o minore intensità del monsone africano, o in fine la grande ondata gelida Islandese citata in apertura, figlia forse di un minore funzionamento dell’interscambio termico posto in essere dalla Corrente del Golfo. Oggi quindi, fenomeni come le migrazioni verso sud dell’ ITCZ, le minori piogge riscontrate nell’ultima decade sull’ Africa subsahariana, le temperature sempre più alte di alcune regioni del Pakistan, la scorsa stagione estiva dell’ Australia orientale calda e secca, una transizione fra Nina e El nino, incerta e ancora da decifrare ci pongono degli interrogativi, ai quali solo un’ assidua ricerca e analisi del clima dei prossimi mesi potranno dare una risposta.

    Ringraziando Maximiliano Herrera per il suo contributo di dati consiglio i lettori di visitare il suo sito per avere maggiori informazioni sui records termici di tutto il mondo..
    http://www.mherrera.org/temp.htm
    Scritto da Lubelli Fiorentino Marco

  2. ice2020
    9 settembre 2009 alle 10:59

    metti il link preciso Bora…

  3. ice2020
    9 settembre 2009 alle 11:58

    Ottimo cmq l’articolo di Lubelli…al quale aggiungerei altre riflessioni…

    la zona del pianeta che più determina influenza nelle temp globali è lazona euqatoriale del pacifico…

    se questa se scalda, il gw aumenta, nn c’è verso…

    se questa se scalda con un feedback posiivo aumenta il vapor acqueo e la CO2 in atmosfera, il che vuol dire appunto più effetto serra e più GW!

    Ma se questa smette de scaldarsi, allora accade il contrario…

    un minimo solare importante come già è questo, oltre a provocare le probabili interazioni col clima ricordate nell’articolo (monsoni, itcz) deve lavorare ancora a lungo affinche la sua minor radiazione riesca a raffreddare il warming pool pacifico-indiano…

    per quello il minimo del 1911-1914 le cose le ha fatte a metà…er andare oltre ci vuole almeno un Dalton, ossia più cicli con SSN inferiore a 50, o meglio ancora un simil Maunder…

    per quello vi ho sempre detto, che in queste condizioni, possiamo vederedei segni di rafrreddamento solo alle “alte” latitudini (per alte intendo subartiche e subantartiche, in tal caso sarebbero basse, ma ci siamo capiti)

    Insomma i segnali ci sono, ma questo minimo deve continuare…

    facciamolo continuare ancora, poi tra qualche anno, decennio meglio ancora ne iparliamo…

    giù gli Usa sn più fortunati di noi, purtroppo l’europa e soprattutto l’italia, se ne infischia della linea itcz più bassa se sotto c’è il bacino africano che ancora bolle…

    ci vuole tempo…nessuno qui su Nia e scusatemi se lo ripeto, ha promesso niente, figuriamoci SUBITO!

    Se qualcosa avverrà, ce ne vuole…ma the Minimu show must go on

    Simon

  4. Antonio Federici
    9 settembre 2009 alle 12:07

    Quello che ha detto simon non fà una piega… non c’è dubbio che le WPWP e in particolar modo la IPWP siano il motore del clima, è li dove c’è il massimo coupling tropo-oceanico con i relativi scambi di calore e di umidità…

    Possiamo dire che il 98 è un climate step

    guardate come hanno preso il via le temperature da quella data

    (ora sono in calo)

    e di conseguenzà l’umidità specifica

    Questo non è mai stato in discussione nella comunità scientifica… tutta via lo è a causa 😀

  5. Sand-rio
    9 settembre 2009 alle 12:09

    Il clima é bello perché é vario.

    Le varie previsioni dell´IPCC sull´innalzamento del livello dei mari nel 2100:

    1995: innalzamento nel 2100 di 94 cm.
    2001: innalzamento nel 2100 di 88 cm.
    2007: innalzamento nel 2100 di 56 cm.

    Da relazione a relazione l´IPCC, se ancora esisterá, concluderá che il livello dei mari si abbasserá. 🙂

    L´IPCC si difende dicendo che tra i vari scenari possibili la stampa sceglie sempre quello piú catastofista.

  6. fabiov
    9 settembre 2009 alle 12:27

    Michele ottima analisi, aspetto con ansia il prox articolo; ottimo articolo come al solito quello di Lubelli. Noi saremo sempre qui per valutare l’evoluzione futura!

  7. ice2020
    9 settembre 2009 alle 12:27

    E quindi possiao anche dire che la CO2 antropica è una delle più grosse bufale mai inventate nel 20° secolo, che però stanno ancora facendo breccia nelle menti anche di quelli del 21°?

    direi di si, ma in giro c’è ancora molta gente creduolna…

    avanti così oh sole mio, avanti così!

    Se quello continua a dormire, nn ce ne sta per nessuno…

  8. Nintendo
    9 settembre 2009 alle 12:38

    X Bora: come puoi notare in questi 2 grafici ( dati GISS globali e USA ) da circa il 1907-08 la T si stava alzando, probabilmente per iniziare un nuovo ciclo, invece dal 1914 fino al 1918-19 ci fu un ulteriore calo ( infatti il 1917 è l’anno più freddo di tutta la serie GISS globalmente parlando, mentre il 1918 è il più freddo degli USA ).
    dopo l’ultimo grande minimo guarda caso il mondo ha iniziato a riscaldarsi ( ci fu la pausa degli anni 60-70, ma sappiamo che il sole non è l’unico che influenza il clima terrestre, in quel periodo intervenirono gli indici particolarmente favorevoli ) e proprio qualche anno dopo il super-minimo, che finì definitivamente all’inizio del 1915, si toccarono i picchi di freddo della serie GISS.
    potrebbe anche essere una normalissima coincidenza, potrebbe……..

  9. 9 settembre 2009 alle 13:08

    questo e’ il link
    http://www.meteoscienze.it/index.php?option=com_content&view=article&id=112:correlazioni-climatiche-del-minimo-solare-14&catid=28:analisi&Itemid=44
    cmq voi avete detto cose giuste..pero’ sono rimasto sorpreso da tutte quelle temperature record che si sono avute dopo il ciclo 14..non sapevo che in quel periodo,dopo il 1913, a cui noi facciamo riferimento per via della somiglianza con questo minimo, le ondate calde superavano le ondate fredde…
    poi il bravo Lubelli ha cercato di spiegare il motivo..ma comunque e’ una cosa che fa riflettere..

    giustamente come dice Simon ci vogliono piu’ cicli deboli..ma ho l’impressione che per avere una nuova PEG non basterebbe ancora..
    nei famosi minimi ci potrebbero essere state anche altre cause oltre al sole…tipo l’eruzione dei vulcani…spostamenti dell’asse terrestre…la grande circolazione dell’atmosfera…ecc…messi tutti assieme potrebbero aver provocato quei periodi gelidi…
    che ne pensate??

  10. Nitopi
    9 settembre 2009 alle 13:37

    Intanto qualcuno si sveglia…

    Da 3BMeteo
    “Global warming in sordina a causa del sole? (NASA)

    Tra il 2002 e il 2008 la curva relativa al riscaldamento globale si è sostanzialmente appiattita, mostrando addirittura una tendenza al ribasso negli ultimi 2 anni e mezzo. Tutto questo nonostante la concentrazione di CO2 in atmosfera abbia continuato ad aumentare costantemente (dal 2002 al 2008 siamo passati da 372 a 385 ppm, +3.4%). Come si spiega, quindi, una così prolungata pausa? A detta di due ricercatori della NASA, Judith Lean e David Rind, la causa va ricercata in primis nella modesta attività solare. Quest’ultima, senza eruzioni vulcaniche degne di nota e con due blandi episodi ENSO positivi (2002 e 2006), pare sia riuscita a contenere gran parte del riscaldamento antropogenico. Ciò confermerebbe che, a breve-medio termine, gli elementi guida del clima sono principalmente quattro: la concentrazione dei gas serra, le fasi ENSO, l’attività vulcanica e l’alternanza dei cicli solari. Le varie concatenazioni tra essi daranno luogo a dimaniche climatiche differenti, o sbilanciate verso il ‘freddo’ o proiettare verso il ‘caldo’. La notizia verrà approfondita domani. “

  11. 9 settembre 2009 alle 13:52

    grazie Nitopi…
    e’ un po’ quello che ho detto io…eheheh
    nel 2002 cmq non c’era ancora il minimo solare e le temperature globali hanno cominciato a scendere da quell’anno…quindi quelli della<NASA non possono dire che la causa va ricercata in primis nella modesta attività solare…o sbaglio??

  12. ice2020
    9 settembre 2009 alle 14:01

    bora, discorso da incorniciare!

    bravo!

  13. ice2020
    9 settembre 2009 alle 14:07

    e cmq nessuno qui sta parlando di peg…nè lo ha mai fatto, mi scuso se qualcuno si sia illuso di questo…qui si è detto durante il minimo diMunder una peg ci fu…

    basta il minimo di maunder a spiegare tutto ciò?

    nn lo sappiamo ancora, magari centra anche qualche altra cosa…

    ma il maunder, quello ci fu…

    viviamo in tempi interessanti…

    e badate bene che al sottoscritto se il prossimo inverno fa mezzo metro di neve ovunque, nn los entirete mai dire che è grazie a questo minimo…il mezzo metro di neve deve faro nn solo a pesaro o a roma, e nn solo per un invernata…

    il cambio, se ci sarà, sarà graduale, ma costante, e nn sempre il freddo prenderà allo stesso modo le diverse località del pianeta…

    solo su una cosa sn ormai certo da tempo (ed anche Lubelli lo è): partirà da nord verso sud, ma piano piano, molo piano…

    adios AGW cmq, in ogni caso, se questo minimo continuasse…

    ma sarebbe addio AGW a prescinder, perchè cari miei, l’AGW nn esiste…quindi addio GW…

    simon

  14. ice2020
    9 settembre 2009 alle 14:14

    le concentrazioni dei gas serra (vapor d’cque e CO2) ed i cicli enso sn correlati al sole tramite i suoi effetti dirett (TSI che agisce sugli oceani) ed indiretti (raggi cosmici che fanno aumentare la opertura nuvolosa nella bassa trofosfera).

    quindi a mio parere ciò che determina i cambiamenti climatici è sempre e solo il sole…

    incluse ovviamente le eruzioni vulcaniche, ma queste devono essere pesanti, tipo il pinatubo per intenderci…

    ma la favoetta della CO2 antropica lasciamola a chi vuol speculare coi nosti soldi per arricchirsi sempre più con l’ecocompatibile e le energie alternative, che di verde hanno solo il colore dei dollari che intascano…

  15. ice2020
    9 settembre 2009 alle 14:16

    il ciclo solare 23 caro bora è già stato inferiore ai precedenti che molto probabilmente hanno portato al GW…

    aspettiamo Bora, siamo qui per questo…

  16. Andrea B
    9 settembre 2009 alle 15:24

    Sulla stampa di oggi un articolo dal titolo

    AMBIENTE
    9/9/2009 – RETROSCENA

    Cento miliardi per salvare la Terra

    In un documento inedito la battaglia dell’Europa contro il riscaldamento globale

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&ID_articolo=1130&ID_sezione=76&sezione=Ambiente

  17. ice2020
    9 settembre 2009 alle 15:42

    Andrea spero hai letto l’email e provvedi,,,

    ciao, Simon 😉

  18. Picapere
    10 settembre 2009 alle 09:21

    Complimenti a tutti x l’articolo e le interessanti spiegazioni.
    Essendo un po’ fissato con l’aspetto “storico” del problema clima, l’interessante accostamento tra inverni gelidi ed estati torride mi ha fatto tornare in mente che proprio questa strana accoppiata (e soprattutto la sua ricorrenza negli anni e nei decenni) fu una delle caratteristiche specifiche della PEG qui in N Italia (c’è 1 vecchio studio della prof. Sereno dell’Univ. di Torino, basato sull’esame scrupoloso di centinaia di documenti storici) ma anche in Europa (il solito Ladurie).
    Io ne mastico poco, ma evidentemente ci sn 1 o + meccanismi climatici di causa-effetto x cui ad inverni freddi si associano “botte” di calore in estate, vedi 2003 e 2009.
    Faccio poi notare che il GW nell’arco del 20° sec sembra avere un forte carattere stagionale, l’iinalzamento delle temp invernali è stato molto + marcato di quelle estive, che in alcune zone (es NW Italia) sn rimaste stabili o addirittura con leggere diminuzioni; e la cosa è stata menzionata addirittura dai guru dell’IPCC (Jones, Briffa & Osborn) in alcune loro pubblicazioni.
    Just another 2 cents…

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