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Da domani si torna Blank!

30 settembre 2009

Notate come il sole che si è lasciato dietro le 2 regioni attive che ci hanno caratterizzato durante gli ultimi 10 giorni del mese di settembre, sia completamente libero da qualsiasi attività magnetica, e non solo la parte visibile, ma anche quella nascosta:

A domani per il dato definitivo del Sidc che ad oggi si assesta a 4.5, mentre abbiamo già quello definitivo del Noaa: 6.7, trattasi del valore più alto da marzo dello scorso anno (anche se va detto di poco, visto che giugno 2009 è finito a 6.6, sebbene con notevoli polemiche per i conteggi adoperati dal centro Statutinense).

Domani farò il classico riepilogo mensile, appena avrò a disposizione il dato RI definitivo ed anche il valore del solar flux.

Ma una cosa fatemela dire:

NIA non intende rispondere con polemiche a distanza ad altri siti rivali che reiteratamente giudicano il comportamento del blog troppo esagitato ed “isterico” nei confronti del conteggio delle macchie. NIA lascia ad ognuno la libertà di scegliere, sperando di offrirvi sempre il miglior servizio possibile.

Simon e CO.

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  1. andrea
    30 settembre 2009 alle 16:07

    Simon è inutile che ti diano addosso tutto il mondo sa che certe micro macchie solo un anno fa non le avrebbero mai contate addirittura sono andati avanti a contare le macchie che erano già in ombra e poi fantasmi di macchie, le guardiamo tutti le immagini solari e sappiamo cosa contare e cosa no; io sono convinto che si cerchi di ingigantire sempre il numero sunspot e sai perchè? Perchè devono far vedere che il sole è vivo è attivo per confermare le loro previsioni e per prendere altri soldi per la ricerca e sono convinto anche di un altra cosa se il sole dovesse partire col P maiuscola le micromacchie e microspeks non le vedrebbero neanche, non verrebbero neanche prese in considerazione com succedeva un anno fa quindi Simon vai avanti così noi siamo con te.

    E poi a mio modestissmo parere e secondo le mie osservazioni non escludo un’altra lunga serie Spotless molto simile a quella di luglio agosto e le premesse ci sono tutte e poco potranno i vari centri di osservazione.

    Io vorrei tanto un Minimo di Maunder per tanti motivi ma uno su tutti è quello di porre finalmente fine alle teorie del riscaldamento globale dovuto alle attività umane su scala planetaria perchè non è così in quanto sappiamo tutti che il 70% della superficie terrestre è ricoperta dagli oceani poi se si vuole parlare di isole di calore cittadino è tutta un’altra cosa come già scrissi un pò di tempo fa

    Saluti

  2. Fabio2
    30 settembre 2009 alle 16:16

    Bene, ora che sappiamo dove sono le uniche regioni attive di questo periodo e sappiamo che ultimamente non se ne sono formate altre, possiamo verificare, da ora fino alla fine dell’anno ed oltre

    – se si formeranno o meno nuove regioni attive, magari a latitudini e longitudini diverse da quelle della 1026 e 1027,

    – se si formeranno o meno nuove macchie, in nuove regioni attive, oppure nelle stesse citate sopra.

    Noto però che il solar flux è tuttora sopra il valore di 70, nonostante ormai di macchie non ve ne siano più.
    Anche questo, se dovesse persistere oppure tornare sotto il valore di 70, sarebbe un elemento di valutazione e riflessione circa lo stato del minimo e le prospettive del futuro massimo.

  3. 30 settembre 2009 alle 16:19

    Approvo anche le virgole del tuo commento. :):

  4. Fabio2
    30 settembre 2009 alle 16:21

    Aggiungo che anche il cosidetto “Farside” cioè la faccia nascosta del Sole (anche la parte che non si vede nel Behind) appare ad oggi priva di regioni attive degne di nota.

    Ora vediamo davvero se ci saranno variazioni degne di nota, cioè se l’episodio di questi giorni si ripresenterà ancora a breve, rafforzato, oppure più o meno uguale o non si ripresenterà affatto.

    Ricordo che anche lo scorso autunno si parlò di graduale e lenta ripresa dell’attività solare. La nostra stella però smentì quelle previsioni. Dunque aspettiamo……

  5. ice2020
    30 settembre 2009 alle 16:22

    Per il flusso aspettiamo i valori delle 20 di oggi ed ancor meglio quelli di domani, poi trarremo le somme…

    per il resto, ti assegno un compitino: memorizzati la posizione di quelle regioni!

    Ciao 😉

  6. bora71
    30 settembre 2009 alle 16:33

    Note
    1. Il prolungarsi del minimo del ciclo 24 ha indotto a mettere in dubbio i metodi di conteggio delle macchie solari; secondo tale corrente di pensiero, non sarebbero più confrontabili col passato a causa della maggiore potenzialità degli strumenti osservativi odierni. Tale processo epagogico, il cui scopo è dimostrare che il minimo attuale sia molto più profondo di quanto i dati non dicano, e dunque suscettibile di innescare un processo climatico di raffreddamento, è identico (anche negli isterismi) a quello in uso fra gli estremisti del riscaldamento globale quando esasperano il ruolo dell’anidride carbonica.
    Stefano Di Battista
    © Meteogiornale

    non e’ male dai,questo paragone..
    io l’ho sempre detto se vi ricordate..
    abbiamo criticato tanto i sostenitori del GW e poi a volte..ripeto a volte..fate gli stessi errori..
    senza cattiveria eh…ve lo dico in amicizia..
    per quanto riguarda un’ eventuale nuova PEG,ripeto per me non basta solo il super minimo solare,ma serve anche altro,per esempio una forte eruzione vulcanica..
    ciaooooooo a tutti!!!

  7. Fabio2
    30 settembre 2009 alle 16:47

    Nessuno aveva polemizzato con Meteogiornale, fatico a capire il perchè della nota che hai riportato, anche se non ritengo indispensabile un nuovo metodo di conteggio delle macchie, in quanto il minimo è già importante per quello che oggettivamente ci ha fatto vedere e non saranno 20 o 30 giorni spotless in più o in meno a modificarne l’importanza.

  8. ice2020
    30 settembre 2009 alle 17:00

    Diciamo che il signor Bora si diverte un pò a sottolineare (diciamo così) le divergenze d’opinione tra Nia e qualche altro sito…

    Il fatto cari miei è che NIA è diventato troppo importante…ed è per questo che si sta tirando addosso….ci siam capiti…

    Simon

  9. 30 settembre 2009 alle 17:06

    Non mi sembra che sia da isterici chiedere di discutere su un metodo standardizzato di misurazione in modo tale che che poi i dati possano essere confrontabili con quello del passato.

    Non viene chiesto di rinunciare alle misurazioni attuali tramite strumenti attuali … ma di “compatibilizzarli” e renderli confrontabili con quelli del secolo scorso.

    Questo per ridurre gli errori e rendere più affidabili le misurazioni e credibili in modo da poter escludere un possibile errore strumentale che si ripercuoterebbe sulla formulazione delle varie teorie.

    Per il GW si sta parlando di aumenti di qualche grado non di decine o centinaia … se il sistema di misurazione non é compatibile o é stato effettuato con strumentazioni e stazioni di rilevamento via via differenti come possiamo confrontarle.

    Ma quello che proprio non sopporto é la semplificazione dogmatica che é rinchiusa nell’ equazione +CO2 = +GW che ci viene propinata ogni giorno dai media.

  10. andrea
    30 settembre 2009 alle 17:17

    Pienamente daccordo con te e forse la verità fa male

  11. ice2020
    30 settembre 2009 alle 17:19

    ma forse fa male essereci arrivati dopo al discorso Minimo solare…tanto da aver confuso il SN dell’SWPC con L’American sunspot number…

  12. vito
    30 settembre 2009 alle 17:37

    Buonasera, mi scuso per l’assenza che forse nessuno avra notato, ma vi ho sempre seguiti senza mai intervenire.
    Allora, le regioni attive stanno per dissolversi e si prospetteranno nuovi giorni spotless, a meno di clamorose nuove comparse.
    Vorrei aggiungere due parole sul metodo di conteggio delle macchie:

    – bisogna teorizzare se non esiste, un protocollo di conteggio standard, con tanto di vademecum scientifico. A farlo deve essere il NOAA o qualche volenteroso accademico in una relazione che venga pubblicata e diventi legge.
    Purtroppo se cio non accade è perchè non si dispone di uno strumento pienamente affidabile ed universale. SOHO è spesso fuori uso per esempio. E poi, se si suppone che a causa di un grande cataclisma restiamo senza telescopi spaziali o terrestri, come andrebbere conteggiate le macchie? Quale immagine standard utilizzare?
    Come contare le macchie? In digitale secondo i pixel o alla vecchia maniera contando la zona scura?
    Queste domande andrebbero standardizzate una volta per tutte.

    – Altra questione. Il Global Warming. Da quello che vedo e che sento, ma soprattutto che percepisco, nin mi sembra che stiamo andando verso una riduzione progressiva delle temperature, anche se il fenomeno collegato all’attività solare possa essere visibile e percepibile solo tra tantissimi mesi o anni. Alluvioni, terremoti, Tsunami, vulcani attivi in aumento. Sento dire sempre che e uma normale attività del pianeta, ma a me non risulta dalla mia memoria di appassionato e mi sta balenando l’idea di iniziare a verificare dati e statistiche di persona.

    – Ho letto da qualche parte, ma non ricordo la fonte, che il Sole stia emettendo raggi cosmici in maniera non direttamente proporzionale al minimo in corso, tanto da far pensare che l’attività sia elevata anche senza macchie. Qualcumo ha letto qualcosa in merito?

    -Una mia opinione: Il Nia diverra grande quando avra sede, strumenti e produrra i suoi dati. Facile a dire, difficile a farsi… ma nessuno ha gia pensato alla richiesta di fondi privati per dare vita ad un grande progetto?

  13. apuano70
    30 settembre 2009 alle 17:39

    Scusate un attimo, mi sono perso qualcosa? Dove lo trovo l’attacco a NIA nell’intervento di Di Battista su Meteogiornale? Dava l’impressione di parlare in generale non di riferirsi a NIA in particolare (sbagliando completamente l’indirizzo delle accuse, tra laltro)! A me è sembrato piuttosto che sia stato il modo di proporlo da parte di Bora71 ad innescare la discussione!
    In quell’articolo si parla di “estremismo” sia per chi sostiene il GW che per chi lo nega: personalmente ritengo che chi frequenta NIA, salvo eccezioni, vada semplicemente alla ricerca di notizie di SCIENZA, magari scevre da inquinamenti e manomissioni…..
    Con ciò non me ne voglia il caro Bora71, che stimo sempre e che reputo persona premarata ed equilibrata, ma credo che stavolta abbia semplicemente preso un granchio…! 😉
    Bruno

  14. ice2020
    30 settembre 2009 alle 17:55

    Ho già spiegato che Bora sia un ottimo zizzanione,ma ciò nn toglie che il signor in questione nn è la prima volta che ha riferimenti, diciamo, puramente casuali, a NIA…

    Con questo me ne sto fuori da ogni polemica e ripeto quello che ho già detto sopra: NIA è diventata importante, è normale che alcune testate della rete che inizialmente nn avevano valuato appieno l’eccezionalità del minimo solare in corso, ora siano un pò in affanno…

    Simon

  15. ice2020
    30 settembre 2009 alle 17:57

    e di solito quando si arranca, si lanciano sfide.. l’importante è che almeno abbiano capito quale sia la differenza tra SN (SWPC) ed American sunspot number…

    Finish

  16. bora71
    30 settembre 2009 alle 18:12

    beh..ognuno puo’ pensare quello che vuole..e io sono d’accordo su quello che ha scritto Di Battista..
    ormai si esaspera su tutto..

  17. apuano70
    30 settembre 2009 alle 18:13

    Comunque al tuo posto io toglierei la postilla a quest’ultimo articolo perchè non mi risulta che NIA abbia siti “rivali”: la cosa potrebbe essere anche interpretata in malo modo da qualcuno e allora….
    Ho riletto l’intervento di Bora71 dove riporta integralmente l’articolo di Di Battista: alla nota 1, nel testo fa espresso riferimento ad un presunto “sito americano”, ergo NON NIA!
    Non capisco quindi come Bora71 possa aver ricollegato quell’affermazione con il tuo Blog.
    Bruno

  18. bepps
    30 settembre 2009 alle 18:27

    Ciao a tutti è la prima volta che scrivo, sono circa tre o quattro mesi che seguo i vostri blog e li trovo molto interessanti. Sono un appasionato di astronomia da circa 25 anni, ho comperato il primo telescopio nel lontano 1985 fotografando tutto quello che c’era nel cielo, compreso il sole con i suoi periodi esplosivi e i minimi. Complimenti per tutti gli argomenti che illustrate con serietà e passione.
    Continuerò a seguirvi
    Ciao Beppe

  19. 30 settembre 2009 alle 18:29

    Ho letto l´articolo di MTG e ho notato che fa riferimento ad un sito americano indicando la nota 1. Non so quale sia questo sito americano e sarebbe stato giusto indicarlo con “nome e cognome” .
    Poi se Simon e noi tutti siamo isterici come vecchie zitelle…. pazienza, nella vita me ne hanno detto di tutti i colori e proprio questa, (di essere isterico) mi lascia nella piú squallida indifferenza. :):

  20. ice2020
    30 settembre 2009 alle 18:35

    Io ho letto quello che mi ha postato bora…

    e cmq quale sarebbe questo sito americano????

    ma di certo la pensano come NIA…

    la postilla rimane

    Simon

  21. nitopi
    30 settembre 2009 alle 18:35

    Ciao Vito… mi fai morire…
    Allora…
    “E poi, se si suppone che a causa di un grande cataclisma restiamo senza telescopi spaziali o terrestri, come andrebbere conteggiate le macchie?” ….

    Ho come l’idea che, a quel punto, il conteggio delle macchie sarebbe l’ultimo dei nostri problemi 8) …
    Luca

    P.S.
    Ho letto la tua e-mail ma devo trovare un po’ di tempo….
    Ciao

  22. ice2020
    30 settembre 2009 alle 18:36

    per favore datemi il link dell’MTG…

    dopo di che prenderò provvedimenti…

  23. ice2020
    30 settembre 2009 alle 18:45

    Lo ripeto, qualcuno mi posta il link dell’MTG in questione?

  24. Sand-rio
    30 settembre 2009 alle 18:49

    Considera cha a differenza di altri blog da noi conosciuti come per esempio questo, quell´articolo non ha ricevuto neanche un commento… il che si commenta da solo!
    http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=20971

  25. ice2020
    30 settembre 2009 alle 18:54

    Ok ho capito…lasciate perdere il sito americano…

    bora ha raggiunto il suo scopo, quello di farmi polemizzare a distanza con un altro sito che cmq nn giudico rivale (MTG è la mia unica e prima casa), ma di certo il signor Di Battista ci ha messo del suo.

    Avanti così.

    Simon

  26. Tommaso Muccio
    30 settembre 2009 alle 19:20

    Nia è nato e ha avuto il grande pregio di far risaltare che questo minimo in questione è differente dagli altri dell’ultimo secoli,mentre buona parte delle fonti ufficiali hanno sempre negato qualsiasi cambiamento ,dichiarando che questo minimo non aveva nessuna differenza dagli altri che si sono succeduti nell’ ultimo secolo e facendolo rientrare nella normalità storica.
    Ormai assodato che questo minimo non è come quelli che si sono succeduti nell’ultimo secolo ,non rimane che appurare se esso diventerà qualcosa di epocale o si risolverà in un’episodio come quello del 1913.
    Affermare come fa il meteo giornale che questo minimo si risolverà come quello del 1913 mi sembra pura presunzione ,tutti i piccoli e grandi minimi precedenti hanno avuto comportamenti differenti.
    Non ci resta che aspettare e goderci lo spettacolo più o meno lungo.
    Ps.
    SPERIAMO CHE SIA LUNGO ,QUANDO UN FILM PIACE SI SPERA NON FINISCA MAI.

  27. 30 settembre 2009 alle 19:47

    L’ articolo non ha commenti perché la possibilità di lasciarne é stata disattivata …
    ne volevo lasciare uno …

    😕 … non si può dialogare !

  28. Stefano Di Battista
    30 settembre 2009 alle 20:07

    Devo confessare di essere sorpreso (ma anche lusingato, non lo nascondo) che stasera si sia sviluppato un tale dibattito intorno alle presunte, ‘oscure’ intenzioni d’un mio articolo. Mi pare dunque il caso di dare qualche spiegazione. Com’è stato rilevato, mi sono riferito a siti americani: in particolare, in quel momento ne avevo in mente uno che si chiama Dalton Minimum Returns (www.ncwatch.typepad.com/), su cui sono anche intervenuto circa la questione dei conteggi degli spotless days. Non è raro trovare (lì, come in altri siti) commenti di questo tenore:

    These specs clearly should not have been called sunspots. First of all, a sunspot should have an umbra, these specs did not. Secondly, you are right, they would not have been spotted in 1840. Just as Pluto was demoted from “planet”, so should such blemishes be demoted from “sunspot”.
    Posted by: William Walker | September 02, 2009 at 12:13 AM

    Io non credo alle dietrologie, a quelli che pensano che una Spectre mondiale stia truccando gli SSN. A che pro? E, semmai: non sarebbe più comodo truccare indici molto meno controllabili? Se, puta caso, anziché 300 km/s pubblicassero che il vento solare sta a 350 km/s, chi lo contesterebbe? Quanto al fatto che oggi si vedano macchie che un tempo non si sarebbero rilevate, è da dimostrare. E invito chi ha dei dubbi a osservare gli schizzi di Thomas Harriot tracciati nel 1610, dove riconosce 19 macchie, alcune di dimensioni simili a quelle apparse nei giorni scorsi, usando uno dei primi cannocchiali in Europa.

    Detto ciò, aggiungo che della questione relativa ai conteggi degli spotless days avevo parlato, tempo fa, con Aldo Meschiari, il quale mi aveva anche invitato a intervenire su questo sito, cosa che allora non mi è stata possibile per questioni di lavoro. Ho avuto due contatti con la NOAA proprio per chiarire tale aspetto. Quello dell’SWPC è un conteggio grezzo e privo di ufficialità, sia per quanto riguarda gli spotless days che per l’SSN. L’indice ufficiale che la NOAA s’incarica di diramare è l’American sunspot number, a cui l’ente americano invita a fare riferimento insieme all’indice del SIDC (hanno due risoluzioni diverse). Non c’è nulla di male a seguire i dati SWPC, ma non è corretto costruire classifiche o tabelle storiche, come ho visto fare in alcuni siti (americani, ma anche italiani) che mischiano dati SWPC con quelli del SIDC. Non esiste, da questo punto di vista, una sequenza di 51 giorni (SWPC, 11 luglio – 30 agosto 2009) al quarto posto nella graduatoria dal 1849; c’è stata invece una sequenza di 32 giorni (SIDC, 31 luglio – 31 agosto 2009), che si pone al 16º posto. Non si può dire che mancano tot giorni, secondo la NOAA (intesa come SWPC), per eguagliare il ciclo tale o tal’altro, perché questo confronto non esiste che per il SIDC. Ho letto che questo sito intende realizzare un conteggio proprio: ben venga, e dal 2009 si potrà disporre d’un nuovo archivio.

    Poi, e qui mi rivolgo ad ice2020, lei ha ragione quando invita a guardare altri indici (Ap index, Solar flux, Solar wind, ecc.) e a non fossilizzarsi sugli spotless days. Ma il mio ruolo all’MTG non è di rivolgermi a un pubblico di esperti com’è il suo, bensì a gente che, magari cercando di capire che tempo farà domenica, dà uno sguardo pure a questioni di cui non sa quasi nulla: perciò ogni volta, com’è nell’abc del giornalismo (dato che questo faccio, di mestiere), occorre riepilogare gran parte della questione dai fondamentali e fermarsi lì.

    Ancora una nota alla piccola malizia di Sand-rio: i commenti dei lettori dell’MTG sono stati disattivati mesi fa, perciò non ne troverà nessuno né oggi, né mai.

    Con ciò mi scuso se l’ho fatta lunga: non ho mai inteso polemizzare con voi (l’avrei fatto iscrivendomi al sito), né di mettere in dubbio l’impegno di chi cura tutto ciò. Anzi, in proposito devo riconoscere a ice2020 una particolare abilità nello scovare possibili macchie dal continuum: io non ne sono capace e, se ho dei dubbi, mi fido di quel che dice lui più che di Spaceweather. Grazie per lo spazio.

  29. Andreabont
    30 settembre 2009 alle 20:23

    Io non voglio prendermi la presunzione di dare previsioni o di dare contro a illustri centri di ricerca. Ma un “ma” devo metterlo.

    Non sto qui a discotere sul numero di macchie solari contate, sono cavilli, quello che mi par giosto è evidenziare che anche se in questi ultimi 10 giorni ci sono state delle macchioline (sottolineo il diminutivo) il sole NON sta dando segni EVIDENTI di ripresa del prossimo ciclo, o se li sta dando sono davvero in sordina.

    Vogliamo far ripartire il ciclo sulla carta? Liberi di farlo, ma il sole non segue le nostre carte….

  30. vito
    30 settembre 2009 alle 20:36

    Ripeto, con un metodo di conteggio standard che si basasse su un teorema universale, tutte le polemiche cesserebbero di esistere!

    Io ritengo che per questa eventualità SOHO non e affidabile.

  31. Sand-rio
    30 settembre 2009 alle 20:57

    Non per contestare il suo pregevole intervento, leggo spesso MTG anche se non mi interesso piú da tempo del clima italiano, ma guardo a quanto viene scritto sul vostro sito quando parla del sole e del clima in sud america e nell´antartico.
    Proprio oggi avevo notato un articolo sul riscaldamneto dell´antartico, cosa che mi ha lasciato abbastanza perplesso.
    Inviterei a leggere qualcosa di meno di parte al riguardo ed in particolare:
    http://www.appinsys.com/GlobalWarming/RS_Antarctica.htm
    o anche il sito della stazione antartica brasilana:
    http://antartica.cptec.inpe.br/

    Detto ció ritengo che l´attuale minimo di Eddy, che nessun fisico solare mette piú in dubbio ha solo il dubbio se si tratti di un minimo corto e con pochi effetti climatici o lungo che puó avere piú implicazioni anche climatiche.
    Nessuno qui dice che non esiste il riscaldamento globale, quello che alcuni di noi contestano é il fatto di considerare l´irradiazione come una costante e non come una variabile climatica, e quello che si desidera é che questo minimo possa dimostrare che il sole non legge i rapporti dell´IPCC e che affermazioni perentorie e catastrofistiche di politici e climatologi sono solo un mezzo per reperire finanziamenti di miliardi di dollari.
    Tra poco qualcuno dirá che i terremoti a Samoa e in Indonesia sono legati alla CO2.

  32. ida
    30 settembre 2009 alle 21:36

    in passato non è tanto o soltanto la finezza delle osservazioni ad essere stata diversa, ma la continuità.
    A parte che non so se c’erano astronomi in ogni angolo del mondo a tener conto del sole, e se una macchia appariva e spariva nel giro di meno di una notte (la notte di Harriot) chi la segnava?

  33. gianni
    30 settembre 2009 alle 21:45

    Ma secondo voi il polo sud si sta riscaldando??? e le temperature s’impennano? 😀

  34. ida
    30 settembre 2009 alle 21:49

    il pollo sud 🙂 🙂

  35. Sand-rio
    30 settembre 2009 alle 21:50

    Certoooo sono le emissioni di CO2 e di metano dei pinguini che invidiosi della scomparsa degli orsi polari hanno deciso di suicidarsi in massa.

  36. Sand-rio
    30 settembre 2009 alle 21:55

    Il pollo sud non si impenna… si spenna.

  37. ida
    30 settembre 2009 alle 21:55

    sandr-io, forse tu non sai che qui da noi… i pinguini mangiano le cicche alla menta e salvano il pianeta dal disgelo… c’è una orribile pubblicità sulla menta, e sulle “emissioni” freddolose che provoca. Io non la sopporto.

  38. Sand-rio
    30 settembre 2009 alle 21:57

    La conosco perché é la stessa pubblicitá che fanno qui ma al posto dei pinguini hanno messo un orso che congela!!

  39. Sand-rio
    30 settembre 2009 alle 22:06

    L´anno prossimo (marzo-Aprile) ritorno a Calafate in Patagonia e vado anche ad Ushuaia, cercheró di farmi una foto con l´ultimo dei pinguini.

  40. ida
    30 settembre 2009 alle 22:09

    povero orso. già si stanno estinguendo (almeno finché non arriva il Minimone!!!)

  41. ida
    30 settembre 2009 alle 22:11

    ma Sand-carioca sei sempre tu?
    puoi dire all’ultimo dei pinguini di tenere duro, che il sole sta facendo il suo dovere! e siamo quasi blank…

  42. gianni
    30 settembre 2009 alle 22:29

    HAHAHAHAHAH forza pinguini e come dice gianni morandi: Dai Dai, ce la puoi fare DAI…:D

  43. ice2020
    30 settembre 2009 alle 22:32

    Che lusingato…mi torno a casa e mi ritrovo Di Battista?

    L’uomo che non crede al progetto SWPC SOHO, e mi di dice di guardare ai dati ASN?

    Cerchiamo di essere più obbiettivi, dica ai suoi lettori che il NOAA ormai usa un’altra tipologia di conteggio, basata sui satelliti Soho, e….finiamola qui sta diatriba.

    Simon

  44. Sand-rio
    30 settembre 2009 alle 22:35

    certo, per poter postare degli articoli su NIA non accettava sand-rio perché giá esisteva ma sono sempre lo stesso.

  45. ice2020
    30 settembre 2009 alle 22:36

    E poi chi le vieta di avere messaggi?

    passi a NIA dr.Di Battista 😉

  46. ice2020
    1 ottobre 2009 alle 11:36

    Intanto gli amici catanesi, riescono a scovare una macchietta anche stamane…

    il problema è sempe il solito: loro vedono, ma poi i dati passano al SIDC…

  47. apuano70
    1 ottobre 2009 alle 13:15

    E dove sarebbe?

    Dopo 55 minuti non si vede più?
    Bisognerebbe capire se le immagini che ci mettono a disposizione sono anche quelle che usano per le osservazioni e se anche con l’iugrandimento non si intuisce niente vuol dire che, se effettivamente di macchia si tratta, è qualcosa di veramente microscopico….
    Bruno

  48. ice2020
    1 ottobre 2009 alle 13:37

    Siamo sempre alle solite,,,

    W l’isterismo di NIA!

  49. ice2020
    1 ottobre 2009 alle 13:40

    il problema è che il noaa gli va dietro…

    nn aggiungo altro, oggi sn venuto a conoscenza della morte di un grande per me…

    Cercheremo di istituire un metodo di conteggio giusto su NIA.

    Simon

  50. apuano70
    1 ottobre 2009 alle 14:08

    Come si fa poi a non farsi prendere dai sospetti…..?
    Spero solo che anche stavolta il sole ci metta del suo facendo capire a chi ancora non volesse farlo che è lui che comanda….. magari con una nuova serie spotless da record e valori degli altri indici ai minimi!
    Riguardo a questo argomento volevo dare la mia interpretazione sul fatto che ha evidenziato Stefano di Battista nel suo intervento su NIA, cito testualmente:

    “Io non credo alle dietrologie, a quelli che pensano che una Spectre mondiale stia truccando gli SSN. A che pro? E, semmai: non sarebbe più comodo truccare indici molto meno controllabili? Se, puta caso, anziché 300 km/s pubblicassero che il vento solare sta a 350 km/s, chi lo contesterebbe? Quanto al fatto che oggi si vedano macchie che un tempo non si sarebbero rilevate, è da dimostrare. E invito chi ha dei dubbi a osservare gli schizzi di Thomas Harriot tracciati nel 1610, dove riconosce 19 macchie, alcune di dimensioni simili a quelle apparse nei giorni scorsi, usando uno dei primi cannocchiali in Europa.”

    Beh, conteggiare una macchia che risuta pressochè invisibile a strumentazioni ultramoderne quali i telescopi di Catania e SOHO a che pro? Tanto se il sole riparte non sarà un 11 posticcio in più a farlo ripartire, o sbaglio?
    Riguardo ad un eventuale taroccamento degli altri indici, chi mi dice che già non lo facciano regolarmente, mi devo fidare e basta; comunque non credo che abbiano interessi a farlo in quanto la serie temporale di tali dati, oltre ad essere recentissima e quindi non confrontabile con quella presente all’epoca dei superminimi del passato, non ha attinenza diretta con il numero delle macchie solari, che invece viene rilevato da circa quattro secoli e che fino ad ora è stato il principale riferimento per lo studio dell’attività solare, previsioni di nuovi cicli comprese.
    La statistica è molto importante, il compianto Timo Niroma ce lo confermerebbe sicuramente, falsarla anche di poco, per qualsiasi motivo, non può altro che nuocere alla Scienza.
    Spero di non aver offeso nessuno, non è la mia intenzione, volevo solo dare la mia interpretazione dei fatti. 🙂
    Bruno

  51. ice2020
    4 ottobre 2009 alle 16:59

    Va beh, passata e slollita la rabbia, il signor Di Battista è intervnuto ed ha lasciato le sue spiegazioni, più o meno condivisibili…

    Da quando SoHO nel 1994 è stato lanciato, la branca del Noaa che si chiama SWPC ha iniziato a fare dei conteggi moderni.

    Il Sidc mentre è una “vita” che li ha sempre fatti.-

    L’american sunspot number, io nn l’ho mai seguito mai intenderò a farlo, anche perchè basta andare a vedere il suo link per renderci conto che chi volesse seguire i suoi conteggi giorno per giorno come può fare comodomante con SWPC e SIDC nn può farlo:

    ftp://ftp.ngdc.noaa.gov/STP/SOLAR_DATA/SUNSPOT_NUMBERS/AMERICAN_NUMBERS/

    Ognugno è libero di fare le proprie scelte, fichè mi si dice che è il Sidc il centro internazionale per il conteggio delle macchie, lo accetto, L’ASN lo lascio qulcun altro.

    Detto questo se sn stato un pò brusco nell’aver risposto al Sihnor Dibattista, me ne dispiaccio.nessuna polemica col redattore dell’MTG nè figuriamoci con L’mtg stesso, che come ho già scritto tante volte rappresenta la mia prima ed unica casa meteo!

    Diciamo che il mio carattere impulsivo mi hafatto esplodere come sempre, però ora senza volermi dare troppa importanza (e quindi anche a NIA), ritengo che un pò di malizia e poleicha a distnza in qualche articolo di Dibattista, l’ho trovata, è nn credo di essere stato l’unico.

    Al di là di tutto ripeto, NIA continuerà per la sua strada.

    Simon

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