Home > Cambiamenti Climatici, Global Warming e IPCC > Un ragionamento sugli errori veri o presunti dell´IPCC

Un ragionamento sugli errori veri o presunti dell´IPCC

1 ottobre 2009

(Un articolo scritto e pensato da SAND-RIO)

“Io non appartengo alla squadra degli scettici, ” non ci sarebbe motivo per cui Mojib Latif dovesse cominciare con queste parole il suo intervento durante la Conferenza Mondiale del Clima realizzata dall´ONU a Ginevra dal 31 agosto al 4 settembre 2009,  se non fosse che lui stesso é uno degli autori degli studi fatti per l´IPCC.

In effetti, essere considerato uno scettico significa non concordare con le conclusioni dell´IPCC sia essa una divergenza totale o parziale. Contrariare le conclusione dell`IPCC é diventato come assumere una precisa posizione politica in cui gli argomenti scientifici hanno finito di essere importanti.

Latif, apparentemente temendo di essere relegato all´”ostracismo scientifico” riservato a chi ha osato sfidare la posizione ufficiale dell´IPCC, ha pensato meglio anticipare qualsiasi accusa, con quella frase iniziale.

Secondo Latif, “nei prossimi 10 – 20 anni” una tendenza di raffreddamento naturale della Terra andrá a sovrapporsi al riscaldamento causato dall´uomo, solo dopo questo periodo di raffreddamento il riscaldamento globale si fará nuovamente osservare.

Il raffreddamento sarebbe causato per alterazioni cicliche nelle correnti oceaniche e nelle temperature dell´Atlantico Nord, fenomeno consciuto come NAO (North Atlantic Oscillation).

Opponendosi a quello che oggi é una ortodossia dei mutamenti climatici e del GW, il ricercatore dell´IPCC ha affermato che i cicli oceanici furono probabilmente i grandi responsabili per la maggior parte del riscaldamento globale registrato negli ultimi 3 decenni. E adesso il NAO si stá muovendo verso un periodo piú freddo.

Questi dati sui cicli naturali oceanici sono sufficienti per spiegare tutte le recenti variazioni sui monsoni in India, sugli uragani dell´Atlantico e il disgelo dell´Artico e vari altri eventi.

Latif non é solo nelle sue conclusioni contestatrici. Vicky Pope del servizio Meteorologico inglese, ha lanciato un secchio di acqua fredda nella stella piú recente dei difensori del GW: La riduzione dello strato di ghiaccio nell´Artico.

Secondo lui, la perdita drammatica di copertura di ghiaccio nell´Artico é in molta parte prodotto da cicli naturali e non dal solo riscaldamento globale. Relatori preliminari suggeriscono che il disgelo nel 2009 giá é minore di quanto fu nel 2007 e 2008.

“Le persone domanderanno se questo significa il fine del GW, ma dobbiamo fare questa domanda a noi stessi prima che lo facciano gli altri” ha detto nuovamente Latif.

Il riconoscimento dell´importanza dei fattori naturali sugli eventi prima attribuiti al riscaldamento globale antropico equivale ad assumere che i modelli climatici non sono tanto buoni quanto si desiderava per predire eventi a corto tempo.

“In molti sensi, noi sappiamo piú cosa succederá nel 2050 di cosa succederá il prossimo anno” ammette Pope.

I modelli climatici sono proiezioni statistiche che partono da eventi passati, questo li fa diventare adatti a prevedere tendenze, anche se cisono molte incertezze sopra i punti specifici della curva di proiezione, cioé sulla previsione per un anno specifico.

Ma questo non allevia le cose. I modelli dell´IPCC sono stati alvo di una sequenza di critiche che possono minare molto piú la credibilitá delle raccomandazioni sia dell´IPCC che delle sue conclusioni scientifiche.

A rigore, la scoperta di inconsistenze e mancanze nei modelli climatici é qualcosa piú che prevedibile e fa parte dello sviluppo del lavoro scientifico. Nessun scienziato difenderebbe che tali modelli siano completi e finiti, in veritá queste critiche e difetti sono addirittura desiderati, nella misura che mostrino che il “sapere” sta facendo progressi.

Il grande problema é che questi modelli e i suoi risultati sono stati sempre presentati come fatti definitivi al grande pubblico, principalmente attraverso quello che é convenzionalmente si chiama “Catastrofismo climatico”, cioé una serie di proiezioni allarmistiche, fatte da scienziati, che sono arrivati al notiziario ma che poco hanno a che fare con la scienza.

Proprio il fatto che l´IPCC presenta proiezioni per l´anno 2100 sempre é stato criticato dalla comunitá scientifica piú ampia, proprio perché nessuna altra scienza si arrischierebbe a tanto. E il campo specifico della meteorologia, oltretutto, ha sempre affermato che la precisione delle sue previsioni é data dal volume dei dati collettati e dal periodo di tempo coperto dalla previsione, tanto piú corto la scadenza tanto piú precisa sará la previsione.

Con questo diventa molto problematico convincere tutti, che le conclusioni dei modelli climatici centreranno le previsioni da qui a 50 o 100 anni se loro non riescono a farlo neanche nei tempi piú vicini. Sará piú difficile soprattutto convincere i politici, che hanno il potere per cominciare iniziative concrete per combattere gli effetti dell´attuale stile di sviluppo economico sociale sicuramente dannoso per l´ambiente, sviluppo economico sociale che causi il riscaldamento globale o no.

Annunci
  1. Luigi Lucato
    1 ottobre 2009 alle 09:19

    Il problema è che le ricerche … si sono adattate ai modelli
    sul sito http://wattsupwiththat.com/
    un mare di critiche alla elaborazione dei dati ecc …
    non è più la RICERCA … è diventata una religione
    si raffredda per 10 – 20 – 30 anni ma poi riparte il GW …
    ma tra 10 – 20 – 30 anni quanto sarà cambiata la società
    picco del petrolio , picco delle risorse ecc …
    ne parlo da tempo anche qui
    http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=8&t=42&start=790#p22048
    ma i modelli devgono essere lineari
    in un mondo non lineare … e in cui i cambiamenti sono la regola

    imparare dai cicli storici e dalla storia in generale
    forse è chiedere troppo
    la storia non si adatta ai modelli
    e allora togliamo i dati non coerenti …

  2. 1 ottobre 2009 alle 12:11

    La NAO non si può ne raffreddare ne riscaldare e non’è una corrente oceanica, ma bensì la differenza di pressione tra le Azzorre e l’Islanda. Penso che invece intendesse AMO, ovvero le temperature del nord Atlantico che tra il 2015 e il 2025 dovrebbero passare totalmente in negativo.

  3. 1 ottobre 2009 alle 22:21

    Ormai tutti credono oramai che la CO2 scalda il nostro pianeta e questo sembra che sia sottinteso nel tuo commento … consumo petrolio aumento C02 e GW.

    Però per vendere quote di CO2 bisogna essere convincenti …
    http://www.chicagoclimatex.com/content.jsf?id=821
    Ecco come qualcuno si é organizzato … peccato che probabilmente le basi della teoria del GW causato dalle emissioni antropiche sta scricchiolando e comunque sembra proprio che il mercato finanziario non sembra entusiasta del SuperMinimo
    http://wattsupwiththat.com/2009/10/01/carbon-credit-market-imploding-ccx-now-10-cents-a-tonne/#more-11384

    Tutto questo ci può far capire qualcosa … forse il motivo per cui veniamo bombardati di informazioni pseudo scientifiche sulla CO2… che risulterebbero essere banali pubblicità con sponsor più o meno misteriosi.

    Continuo a ripetere che la CO2 non scalda …. il Sole sì !

  4. 1 ottobre 2009 alle 22:39

    Credo che tutti questi scienziati faranno la figura di tanti Nostradamus … fare previsioni sul clima a lunga distanza 10 30 50 100 anni … mi sembra veramente utopico! quale sfera di cristallo stanno scrutando ?

    Non ci sono certezze sul tempo meteorologico dopo 10 giorni e questi fanno previsioni climatiche a distanza di vari decenni …

    Per certo non é la CO2 che sta provocando danni irreversibili al nostro pianeta, ma lo sfruttamento sconsiderato delle sue risorse e forse sarebbe meglio preoccuparsi della salute del nostro pianeta invece di speculare in borsa sulle quote della CO2…

  5. Luigi Lucato
    2 ottobre 2009 alle 13:21

    Luci0 – non ci siamo capiti
    per quanto mi riguarda il motore principale del clima è il SOLE
    e lo puoi vedere nei commenti al tread del forum che ho lincato
    http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=8&t=42&start=790#p22079
    se navighi tutto il tread trovi parecchio materiale enumerosi link a NIA

    il commento sul picco di petrolio ecc…
    era una ulteriore nota sulla inaffidabilità delle stime di emissioni di CO2 future e non solo … visto che mancano i combustibili CALANO per FORZA.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: