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La Rubrica di NIA: Addio adorata Nebbia

24 ottobre 2009

Apriamo questo esperimento, una rubrica su argomenti meteo-climatici dove ci si può sbizzarrire nei commenti e inserire le vostre opinioni e le vostre conoscenze sull’argomento.

Come si può ben capire dal titolo, oggi parleremo del fenomeno sempre più raro della Nebbia, molto si è detto e poco si sa, essa si forma quando la quantità di acqua presente nell’aria supera quella che porta alla saturazione, cioè all’equilibrio tra quantità di acqua e aria, se la quantità aumenta si dice che l’aria va in soprasaturazione e si forma la Nebbia.

La Nebbia è formata semplicemente dalle goccioline di acqua che restano in sospensione nell’aria, bisogna dire anche che la quantità di acqua necessaria a portare l’aria alla saturazione cambia a seconda dei fattori atmosferici in gioco, soprattutto temperatura e pressione, ma non sto a spiegare come cambia in relazione a queste variabili, anche se molti avranno già capito che più l’aria è calda più aumenta la sua capacità di mantenere l’acqua in soluzione ( e quindi anche la sua capacità termica ).

Quindi ecco spiegato perché se aumenta l’umidità la temperatura tende a scendere, perché ci vuole più calore per raggiungere valori più alti di temperatura, questo fino ad un limite, oltre il quale l’atmosfera non è in grado di trattenere calore.

Ma l’argomento di cui volevo parlare è quello del perché la Nebbia è sempre meno presente, questo nonostante le condizioni necessarie siano ancora presenti, infatti se in presenza di pressioni elevate con calma di vento e temperature relativamente basse la Nebbia potrebbe formarsi, ma non lo fa, perché?

Una spiegazione potrebbe essere trovata nel modo in cui si formano le goccioline di acqua che restano in sospensione nell’aria, esse infatti non si formano dal nulla, hanno bisogno di qualche “impurità” dell’aria, anch’esse in sospensione, su cui iniziare il processo di condensazione, questo è fondamentale per qualsiasi soluzione eterogenea.

Quindi la mancanza di queste impurità potrebbe essere la spiegazione, ma direte voi, l’inquinamento c’è sempre, però adesso nell’aria ci sono “impurità” più piccole e l’acqua non riesce a condensarsi, mentre negli anni 60-70-80 le particelle erano più “grosse” ed era più facile che la Nebbia si fermasse.

Un’altra spiegazione è data dall’aumento delle temperature che aumenterebbe la capacità dell’aria di trattenere l’acqua e quindi risulterebbe più difficile la formazione delle Nebbie.

Ed ora a Voi……..

FABIO

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  1. Nintendo
    24 ottobre 2009 alle 11:11

    questo è un esperimento, vediamo come va.

  2. adri 63
    24 ottobre 2009 alle 11:30

    io ricordo che negli anni 70 c’erano nebbie molto più fitte non è che centrano i raggi cosmici se non sbaglio aumentano le nubi quindi potrebbero influenzare anche la nebbia ma!!!!

  3. Sand-rio
    24 ottobre 2009 alle 11:31

    E se dipendesse, cosí come per le nuvole, dai raggi cosmici?

  4. ice2020
    24 ottobre 2009 alle 11:45

    bwh in qugli anni lì il sole era nell afase di forte attività, quindi c’erano meno raggi cosmici di qelli che ci sn ora ad esempio…

  5. adri 63
    24 ottobre 2009 alle 12:27

    meno raggi meno nuvole più scambio termico suolo atmosfera ,potrebbe essere.
    se dal 2000 il sole è in discesa bisognerebbe controllare le copertire nuvolose di allora e adesso

  6. Nintendo
    24 ottobre 2009 alle 12:38

    non penso che i raggi cosmici possano influire sulla formazione della nebbia.

  7. 24 ottobre 2009 alle 12:47

    Padova, vivo da oltre 13 anni. Posso garantirvi che all’epoca arrivava persino in centro fin da tardo pomeriggio. Adesso è presente solo
    in czmpagna in pochi mesi dell’anno ( x fortuna perchè è una piaga).

    Dopo che il maltempo è andato via, da circa due ore sto notando che il Sole, è davvero cocente!!!

    Credo che se il cielo qui in pianura padana si mantenga limpido per qualche giorno, le temperature torneranno a salire vertiginosamente.

    L’ultima volta che ricordo un Sole cosi caldo ad Ottobre si perde nell’infanzia.

    Comincio a credere che ci sta sfuggendo il bandolo della matassa…
    Qualcpsa non mi quadra…

  8. Sbard
    24 ottobre 2009 alle 12:48

    Beh, negli ultimi anni si è intensificata l’azione delle scie chimiche…potrebbero essere le responsabili di questo ed altri fenomeni

  9. Nintendo
    24 ottobre 2009 alle 13:27

    mah, già è difficile provarne l’esistenza, dargli la colpa poi di un fenomeno come la nebbia che si tratta solo di acqua condensata a livello del terreno mi sembra dura:

    X Arthur: lo so che una volta era sempre presente, io vivo in una delle zone più nebbiose della PP e la media 61-90 delle massime di Gennaio è per esempio +4°C ( ma credo che negli anni 70 fosse anche più bassa, tipo +3°C ) questo perchè la nebbia era sempre presente lungo tutto l’arco della giornata, adesso invece per esermpio la media massime della mia città per il periodo 2000-08 è di +8°C, praticamente raddoppiata.

  10. Fabio2
    24 ottobre 2009 alle 13:42

    Confermo, vivo a Milano e, rispetto a 20 anni fa, le giornate di nebbia in città sono drasticamente diminuite.
    Inoltre, specie a fine novembre-inizio dicembre, dopo le piogge autunnali, la nebbia talvolta si accompagnava al gelo notturno e solidificava, imbiancando gli alberi, i prati, persino i rami spogli.
    Da molti anni, quasi 20 ormai, non vedo più quel fenomeno in città.

  11. Fabio2
    24 ottobre 2009 alle 14:06

    Non sono sicuro che le condizioni ideali per la formazione della nebbia oggi siano spesso presenti.

    Di certo le piogge a novembre sono divenute più irregolari, talvolta eccessive, talvolta assenti del tutto. Inoltre, un ingrediente importante per la formazione della nebbia milanese era una certa quantità di aria fredda che interveniva al termine della stagione piovosa, e poi ristagnava in pianura. Aggiungiamo la presenza di un anticiclone a matrice non subtropicale, dunque non “caldo”.

    Poi, può darsi che la diminuzione di polveri nella bassa atmosfera (negli anni 70 Milano era nera come il carbone, negli anni 90 è arrivato il metano, che presenta sicuramente meno residui di dimensioni rilevanti) abbiano contribuito a rarefare il fenomeno.

    Credo, insomma, che più di un fattore abbia contribuito, non penso che un’unica causa basti a spiegarlo.

  12. ida
    24 ottobre 2009 alle 14:14

    ciao, oggi 24 ottobre ci siamo svegliati con un bel “nebiun”, come si dice a Milano.
    Un ritorno, dopo anni che non se ne vedeva, ma niente in confronto a certi nebbioni che ricordo anch’io decenni fa. Niente nebbia in centro, e alle nove anche in periferia tutto sparito…

  13. Nintendo
    24 ottobre 2009 alle 14:25

    per il milanese non so, ma in romagna e specialmente nel ravennate la nebbia può formarsi anche con cielo nuvoloso, o addirittura pioggia e con vento anche moderato ( ma solo se da W, NW e N )

  14. apuano70
    24 ottobre 2009 alle 16:45

    Ciao Ida, può darsi che l’isola di calore urbana in forte espansione inibisca la formazione di nebbia….
    Bruno

  15. GeloPerenne
    24 ottobre 2009 alle 17:15

    Come dice l’autore dell’ articolo la diminuzione della nebbia in Val Padana è dovuta alla diminuzione di un certo tipo di inquinanti. Infatti la Pianura Padana resta una delle aree più inquinate d’Europa ma sono diminuiti gli inquinanti formati da particelle grosse che sono quelle che negli anni 60-80 favorivano la formazione frequente nebbie. Infatti oggi siamo, come giorni di nebbia, in una situazione più normale mentre erano gli anni 60-80, a causa dell’inquinamento, ad avere troppi giorni di nebbia. E’ ovvio che la Pianura Padana, catino poco ventilato, senza la nebbia vede schizzare verso l’alto, come è successo oggi, le temperature. Infatti vi consiglio di confrontare le massime di oggi della Val Padana con quelle degli altri paesi europei posti a nord delle Alpi. La Pianura Padana che sente il respiro caldo del bacino del Mediterraneo e che è chiusa su 3 lati ha fatto registrare, in una giornata in cui le nebbie si sono diradate nelle ore più calde, temperature anche sui 20°
    http://www.woitalia.it/cgi-bin/cgiakttab?DISPLAY=1&INT=06&LANG=it&ART=kartealle&JJ=2009&MM=10&TT=24&TIME=1830&TYP=tmax&KEY=IY
    mentre paesi come la Germania hanno registrato massime abbondantemente sotto i 20° e a volte anche sotto i 10°.
    GERMANIA MASSIME
    http://www.woitalia.it/cgi-bin/cgiakttab?DISPLAY=1&INT=06&LANG=it&ART=kartealle&JJ=2009&MM=10&TT=24&TIME=1900&TYP=tmax&KEY=DL
    AUSTRIA MASSIME
    http://www.woitalia.it/cgi-bin/cgiakttab?DISPLAY=1&INT=06&LANG=it&ART=kartealle&JJ=2009&MM=10&TT=24&TIME=1800&TYP=tmax&KEY=OS
    BENELUX MASSIME
    http://www.woitalia.it/cgi-bin/cgiakttab?DISPLAY=1&INT=06&LANG=it&ART=kartealle&JJ=2009&MM=10&TT=24&TIME=1830&TYP=tmax&KEY=BX
    REPUB CECA, UNGHERIA, POLONIA MASSIME
    http://www.woitalia.it/cgi-bin/cgiakttab?DISPLAY=1&INT=06&LANG=it&ART=kartealle&JJ=2009&MM=10&TT=24&TIME=1800&TYP=tmin&KEY=CZ
    E guardate la Francia spaccata in due: massime sotto i 20° nel centro nord e massime sopra i 20° nelle zone meridionali dell’ area mediterranea
    http://www.woitalia.it/cgi-bin/cgiakttab?DISPLAY=1&INT=06&LANG=it&ART=kartealle&JJ=2009&MM=10&TT=24&TIME=1830&TYP=tmax&KEY=FR

    Concludendo la Val Padana senza le nebbie che 20-30 anni fa spesso si formavano per particelle inquinanti molto grandi (oggi ce ne sono ancora ma hanno dimensioni più ridotte) registra normalmente temperature molto elevate. Nulla di strano e anzi oggi le cose si sono messe al loro posto. 😉

  16. giorgio
    24 ottobre 2009 alle 17:43

    Mi piace seguire l”andameto delle temperature.Facendo un calcolo medio tra le varie citta della pianura (grandi e medie)vi posso dire con margine di + – o,1c che la temperatura media annua nella valle padana e” aumentata di 1,8 gradi negli ultimi trentanni a fronte di un GW di +0,55-0,60 quindi con passo triplo rispetto alla media mondiale.Notevole veramente

  17. Fabio2
    24 ottobre 2009 alle 17:59

    Con il vento? non è che per caso si tratta di nebbia da avvezione, cioè portata dal vento e proveniente dalla pianura interna ? Se il vento è da W e NW, in particolare, ma anche da N se si forma in Veneto, la nebbia nel ravennate proviene proprio dalla pianura interna…..

  18. Fabio2
    24 ottobre 2009 alle 18:01

    Sinceramente non credo, l’isola di calore era tale anche 20 anni fa, eppure c’era ben più nebbia, specie tra fine novembre ed inizio dicembre (ma spesso anche a gennaio).
    Credo invece che le cause siano altre, non una sola comunque, come dicevo sopra.

  19. Fabio2
    24 ottobre 2009 alle 18:04

    In sostanza vorrebbe dire, con riferimento alla nebbia, che oggi non si arriva alla temperatura di rugiada più spesso di 30 anni fa e dunque la nebbia si forma meno spesso. Resta da vedere se ci sono altre cause concomitanti.

  20. luca
    24 ottobre 2009 alle 18:29

    qui in riva all’ adiratico teramano la nebbia non è che sia proprio di casa, pero’ negli anni scorsi in presenza di inverni dominati dall’anticiclone sub tropicale, dal mare arriva un nebbia fittissima che invadeva le zone costiere fino a una decina di km all’interno per poi sparire, capitava che a giulianova dove vivo si avevano 10° con nebbia, andavo a teramo e c’erano 20° con il sole….bho a me la nebba da veramente fastidio, la sopporterei solo in presenza di galaverna che rende spettacolare e fiabesco il paesaggio, cmq delle volte è vermante spettacolare andare in collina e vedere la costa che vien mangiata dalla nebbia, se poi è a banchi è ancora piu’ bello….
    pare che un gicantesco bianchetto cancelli il panorama per poi farlo riapparire alla sua scomparsa, se ricapitera’ quest’anno devo assolutamente fotografare il fenomeno….
    ciao continuate cosi’ veramente un bel lavoro stat faendo tutte le sere leggo i vostri articoli e pian pian sto andando a ritroso per leggere tutto quello che mi sono perso prima che vi scoprissi

  21. dario
    24 ottobre 2009 alle 19:36

    Mah, le maggiori sostanze inquinanti possono aver contribuito negli anni 60/70 ad un aumento della nebbia stante la maggior presenza di aggreganti nell’aria, ma io penso che questa drastica diminuzione sia in gran parte dovuta alla forte attività solare degli ultimi due cicli, temperature più alte, minori precipitazioni, minore umidità nel catino padano, inversioni termiche diminuite. nell’inverno 2006/07 a gennaio col cammello galoppante le inversioni non esistevano più, 20 anni fa una situazione barica uguale era sinonimo di nebbia e freddo al suolo.

  22. ida
    24 ottobre 2009 alle 20:45

    non mi intendo di questo, però quando dico periferia mi riferisco alla periferia vera: cioè mi sposto di diversi chilometri in là rispetto a vent’anni fa.
    in realtà non ha affatto torto Apuano da un altro punto di vista: la Pianura Padana è ormai una vasta ed estesa periferia di paesi o sobborghi uno attaccato all’altro. Cmq, ho testimonianze anche dall’hinterland: a parte le primissime ore del mattino, la nebbia sparisce quando c’è, e non c’è più così spesso.
    soprattutto, mi pare che sia scomparsa la nebbia compatta e uniforme che , noi diciamo qui, “si taglia con il coltello”, mentre sono ancora presenti i pericolosissimi banchi di nebbia, spessi, ciechi, ma circoscritti e sporadici.

  23. alessandro
    24 ottobre 2009 alle 21:03

    Credo che una buona dose di “colpa” l’abbia l’abbattimento dello zolfo antropico che era presente fino a una dozzina d’anni fà.Negli anni 60 a fine inverno un balcone in una zona di periferia vicino ad un giardino pubblico di alcuni ha era coperto di una sostanza nerastra ,spesso semi oleosa.Era il frutto del >50% di riscaldamenti a carbone.Allora la salute pubblica interessava ancora e si pensò di proibire quel tipo di risc. domestico usando il “nuovo” gasolio.1970.Con la crisi del petrolio 1974 si cercarono alternative trovate nel metano e nel GPL nelle zone agricole.La stessa cosa che è capitata a Londra dove nel 1955 morirono migliaia di londinesi per malattie respiratorie per hp e nebbie frequenti.Il termine fumo di Londra nacque prima, ai tempi dello spazzacamino di Mary Poppins!Proibendo l’uso del carbone Londra è diventa bianca.Anche li’ la nebbia è rarissima e l’umidità certo non manca.Quindi abbattendo i nuclei di condensazione la nebbia da hp fà fatica.Se la T.m aumenta è un ulteriore problema per la condensazione perchè,già detto, nell’unità d’aria stà più vapore senza formare nubi e nebbie se non alla T. di sat.Questo però dovrebbe essere un fattore per ritardare le nebbie che negli anni 70 erano la norma per questi giorni dell’anno.Ma non per impedirne lo stabilirsi (>10giorni) in dicembre o gennaio.Qui’ credo che intervenga qualcos’altro al di là delle T. + alte,medie,perchè in occasioni favorevoli non si formano.Vero è che le nebbie costiere sono calate molto meno (Ravenna,Toscana,Liguria in primavera, etc) e si potrebbe pensare al sale come nucleo di condensazione ancora attivo.Altro non sò !!

  24. 24 ottobre 2009 alle 21:17

    I raggi cosmici sono relativamente costanti (non vengono dal sole, e quindi non risentono di massimi e minimi solari)

    Dubito che la loro frequenza sia cambiata rispetto aglia nni 70…

  25. 24 ottobre 2009 alle 21:25

    Sappiamo tutti che l’essere umano non ha la tecnologia per mutare il clima in questo modo, altrimenti non saremmo qui a dire che il GW è un fenomeno indipendente da noi (in tutto o in parte)…

    Le scie chimiche, ovvero il nome volgare che si usa dare agli esperimenti sulla manipolazione meteorologica attraverso reazioni chimiche nell’atmosfera, dubito che possano produrre evvetti a lungo termine.

    Per manipolazione meteorologica si intendono emisioni in grado di far mutare un evento, QUELL’EVENTO! Non può “eliminare” la nebbia per sempre. Massimo su può far piovere per evitare che l’umidità formi la nebbia: ma al posto della nebbia avremmo pioggia ecc…

    Inoltre la teoria del complotto riguardo le “scie chimiche” mi trova molto sciettico:

    1) Questi esperimenti sono VIETATI a livello EUROPEO.
    2) Non esistono prove concrete, solo foto spiegabili con le scie di condensa di normali aerei di linea. (semplice vapore aqueo con un pò di pulviscolo, che in particolari condizioni può perdurare per svariate ore)
    3) Cavolo, gli effetti si vedono! Ce ne accorgeremmo tutti! Non si può dire “forse… ma… potrebbe…” un’esperimento di quel tipo è molto vistoso: se ne accorgerebbero tutti!

  26. Andreabont
    25 ottobre 2009 alle 08:53

    Dopo averci pensato sù mi è venuta una spiegazione al fenomeno della diminuzione della nebbia, a mio dire abbastanza logica e dunque probabile.

    Cosa impedisce la formazione della nebbia? L’aumento della temperatura!

    Cosa è cambiato rispetto al passato?

    1) Le campagne sono diminuite, la campagna (irrigazione ecc..) porta sempre molta umidità.
    2) Le città si sono allargate, provocando l’effetto “cappa di calore”, un fenomeno già visto e verificato: le case riscaldate, l’asfalto e il cemento, provocano un aumento della temperatura nella zona ristretta del centro abitato. (pochi gradi, ma sufficienti)

    A prova di questo mi è giusto capitato di dover andare in una città limitrofa alla mia, passando per una zona di campagna, alla mattina presto: la temperatura in inverno risultava essere sensibilmente più bassa rispetto alla temperatura che alla stessa ora avevo trovato in città. Ma cosa più interessante, mentre in città la visibilità era ottima, in campagna trovavo spesso leggera nebbiolina e il fenomeno della brina!!!

    A conferma della mia ipotesi le osservazioni coincidono: in passato a causa delle vaste zone di campagna la temperatura si abbassava facilmente anche in città, e l’umidità provocava il fenomeno della nebbia. Oggi le città prevalgono sulla campagna, alzando la temperatura per effetto “cappa termica” e l’umidità (per mancanza delle campagne, spesso causa dell’aumento dell’umidità) diminuisce, rendendo più raro il fenomeno della nebbia IN CITTA’.

    Da specificare che la nebbia c’è ancora, nelle campagne…. non la vediamo semplicemente perchè si forma LONTANO dalle città…

  27. Nintendo
    25 ottobre 2009 alle 09:34

    beh, vedo che è andata bene, alla prossima settimana allora.

  28. tres
    25 ottobre 2009 alle 16:50

    Secondo me l’aumento delle temperature è più una conseguenza che una causa del calo (presunto) delle nebbie.

    L’isola di calore cittadina scioglie letteralmente la massa d’aria nebbiosa, avendo l’effetto di allontanare l’aria dalla saturazione LOCALMENTE poichè è una vera e propria fonte di calore…invece il global warming non credo sia il responsabile del calo delle nebbie, perchè se siamo in una condizione meteorologica favorevole (calma di vento, cielo sereno, umidità), l’aria stagnante in pianura padana si raffredderà intensamente a prescindere dalla sua temperatura.

    Il vero nemico della nebbia quindi sono sicuramente l’urbanizzazione e il sole: infatti una nebbia persistente anche di giorno si avrà con ESTREMA difficoltà (anche nel 1800) al di fuori di un periodo di circa 1 mese prima e dopo il solstizio d’inverno (quindi da fine novembre a fine gennaio) proprio perchè il sole ha un’altezza tale da formare moti convettivi sufficienti a dissolverla o comunque alzarla in nubi basse.

    Forse altri fattore dominanti, come ha indicato qualcuno, è la minore presenza di polveri grossolane nell’aria e la minore presenza di neve al suolo, grande fabbricatrice di nebbia!

    Ecco 2 esempi lampanti: gennaio 1989 a Milano. 30 giorni con nebbia, TOTALMENTE ANTICICLONICO (notare la pressione media e le piogge). Temperature in quota elevate tutto il mese (quindi masse d’aria calde):
    http://www.tutiempo.net/clima/Milano_Linate/01-1989/160800.htm
    http://old.meteonetwork.it/images/sezioni/radiosondaggi/grafici/grafico_rs.php?var=ZT&stationid=16080&dtfrom=19890101&dtto=19890131&ymfrom=1988&ymto=2008
    http://old.meteonetwork.it/images/sezioni/radiosondaggi/grafici/grafico_rs.php?var=T850&stationid=16080&dtfrom=19890101&dtto=19890131&ymfrom=1988&ymto=2008

  29. sbergonz
    26 ottobre 2009 alle 13:27

    Io abito in una zona della pianura padana (ovest emilia) in passato molto più nebbiosa.
    Secondo me nella stagione della nebbia è cambiata la direzione del vento, attualmente insiste da N-NW e perciò da noi risulta più tiepido e secco (phoen) anche se comunque debole. Inoltre si arriva in autunno-inverno con i terreni meno fradici di una volta. Può anche darsi che le alte pressioni non siano così intense come una volta. escluderei la nuvolosità perchè da noi se c’è nuvolo non c’è nebbia e viceversa ed ultimamente gli autunni sono decisamente più sereni…

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