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Proiezioni teleconnettive per l’inverno 2009-2010

29 ottobre 2009

Si è parlato della possibilità di un CW (Canadian Warming), giustissimo, ma vorrei esprimere in questo post, con obbiettivo finale di inidividuare la possibile tendenza invernale nel comparto europeo, le mie perplessità sulla possibilità di compromettere l’inverno.
Sappiamo che la legge dei fisici B&D (la “famosa” legge che se il Nam raggiunge un tot valore,vi sarà un potente stratcooling del VP ed addio inverno) come tutte le leggi meteoclimatiche, non è una legge perfetta, un ottimo studio che però non ha una correlazione del 100%.
possiamo stimare con un 10-15 % le situazioni fuori dalla regola, ebbene quel 15% è necessario tenerlo conto se le cause possono essere troposferiche.
Rubando un grafico di Sandro dell’ MTG notiamo come ad un AO di ottobre e novembre negativa spesso corrisponde ad una AO invernale negativa la discreta sincronia si vede bene se analizzata nel suo trend.

http://img261.imageshack.us/img261/7…invono1009.jpg

Fonte originale: http://globalwarming.blog.meteogiornale.it/2009/10/21/ao-invernale-lenso-la-qbo-e-linverno-200910/

Facendo una breve analisi nello specifico del quadro teleconnettivo, si nota che gli anni con il quadro simile al 2009 (QBO in diminuzione, MEI in crescita e PDO da agosto a settembre) sono il 1979, 1986, 1991.

I risultati che escono sono:

AO media negativa -0.68 (anche se il valore del 92 è positivo ma molto probabilmente le cause sono da attribuirsi al pinatubo dunque un pò falsato l’andamento dell’AO da un fattore esterno)
La media dei tre inverni, 79/80, 86/7 e 91/2, che sono simili anche per QBO, risultano avere una media delle anomalie di: -0,45°

Analizziamo ora l’andamento stratosferico degli anni 80-87-92

Appare evidente che non c’è sicnronia a parità di teleconnessioni tra andamento troposferico e stratosferico.

Seppur il 1979 mostra come si sia sviluppato uno strat cooling degno di nota,e raggiungendo in febbraio il suo apice superando con molta probabilità la famosa soglia ai 10 hpa del B&D., l’AO è stata ugualmente negativa nei valori medi di gennaio e febbraio.

http://www.cpc.ncep.noaa.gov/product…LL_NH_1980.gif

In controtendenza gli altri due anni i quali mostrano nel 1987 un probabile MMW (maior midwinter warming) con annesso superamento soglia del NAM
http://www.cpc.ncep.noaa.gov/product…LL_NH_1987.gif

Il quale ha generato diverse onde fredde tra qui questa la più rilevante

http://www.meteociel.fr/modeles/arch…-1-12-12-1.png

Infine nel 92 dove ha generato un altro stratwarming ma con scarso coupling in troposfera

http://www.cpc.ncep.noaa.gov/product…LL_NH_1992.gif

Si mostra infatti uno scarso coupling dovuto molto probabilmente all’andameto troposferico e teleconnettivo .

Comunque vada la situazione è da monitorare..

Vediamo anche in troposfera i pattern che hanno prevalso

http://img26.imageshack.us/img26/325…4829792132.png

Appaiono molto evidenti i tre pattern principali
PNA + EA- EA/WR+

Da notare in oltre la NAO su valori negativi moderati.

Ebbene per il momento tralasciando l’analisi delle SSTA appare che il SC (strat cooling del VP) ha una possibilità di realizzarsi del 50% con possibilità di mancato coupling molto elevato. con relativa AO- media.

Almeno con le analogie per il momento trovate possiamo azzardare col dire che l’inverno 2009/2010 sarà freddo nel comparto europeo, sottomedia anche nel comparto italico, con le correnti da NE e i tuneling atlantici con situazioni di EA – che dovrebbero prevalere…

Ci dobbiamo rigorosamente aggiornare….

Antonio (alias Pubblico)

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  1. Paolo
    29 ottobre 2009 alle 13:32

    allo stato attuale, leggendo anche un articolo su Meteogiornale, pare che quello che ci separa da un inverno “mite” sia la QBO per ora negativa….
    Alisei quasi fermi e la previsione di novembre non sembra lasciare spazio a ipotesi diverse di un Nino in grande stile.

  2. Toscanaccio
    29 ottobre 2009 alle 14:23

    Tò chi si vede!

  3. marcello
    29 ottobre 2009 alle 15:06

    Bravo Antonio, gran bel pezzo

  4. ice2020
    29 ottobre 2009 alle 15:14

    Grazie Antonio del pezzo…

    io per quanto concerne gli indici telec. mi trovo in una posizione molto guardinga, figuriamoci con teorie ad essi legati come quella del Nam, che per carità avrà anche qualche substrato di validità, ma per me resta sempre una legge teorica e basta…

    sarò banale ma credo,e questo antonio lo sa meglio di me, che la natura alla fine fa quello che le pare..

    è il caos a governarla, nn saranno di certo degli scemi umani a metergli il recinto…

    gardate cosa è successo lo scorso gennaio pochi giorni dopo che si superò e di parecchio la famosa soglia Nam…uno SW della miseria, che poi a noi nn diede i frutti sperati, ma dove colpì (i soliti fortunelli americani) fece scalpore…

    Insomma, usiamo tali indici con il giusto peso, per me i più importanti per le nostre zone sono l’AO e l’EA (la qbo nn mi convince pienamente), dò un occhio all’Enso ovviamente, in più nn mi spingo…

  5. Nintendo
    29 ottobre 2009 alle 15:42

    non voglio fare polemica, ma io degli indici mi fido veramente poco, io guardo NINO, PDO e AMO, gli altri ci do un’occhiata, ma non gli do mai corda.

  6. ice2020
    29 ottobre 2009 alle 16:23

    beh, nn puoi nn prescindere dall’Ao e dall’Ea cmq per le sorti deinostri inverni e nn solo…

    sn quelli più “vicini” e fondamentali per noi.

  7. Antonio Federici
    29 ottobre 2009 alle 16:24

    Perchè polemica? la mai è una correlazione tra il passato con AO – in autunno ed oggi, le possibili analogie teleconnettive e via dicendo… sto cercando di fare qualche analogia con gli episodi di Nino occidentale del passato…

    Se dovessi puntare mille euro li punterei su un inverno sotto media…

  8. ice2020
    29 ottobre 2009 alle 16:30

    E VAI!!!!!!!!!! 😉

    Nella tua analisi nn ho visto però nominare il minimo solare…

    potrebbe anche questo avere un ruolo?

  9. Andrea
    29 ottobre 2009 alle 16:45

    Io penso che alla fine il minimo solare non centri propirio niente e mi dispiace ammetterlo perchè qualche effetto lo avremmo già dovuto vedere almeno in minima parte diciamo un fattore 5 su 100 invece è sempre la solita solfa correnti occidentali Vp a stecca e come al solito nessuna traccia dell’orso Russo poi nino strong come sta per essere visto che le temperature superficiali in alcune zone hanno raggiunto e superato i 2 le invernate storiche per noi sono diventate solo un lontano e irripitebile ricordo 😦 no ragazzi lasciate perdere la storia io voterò solo e sempre su un inverno mite anzi mitissimo peggio degli ultimi anni 😦

  10. ice2020
    29 ottobre 2009 alle 16:57

    A parte il fatto he aspetterei prima di dire che il minimo solare nn potrebbe influenzare il prossimo inverno, dato il semplice fatto che ancora deve iniziare…

    e poi come già detto molte volte, nn è che un minimo solare anche se importante di soli 2-3 anni possa da solo vincere l’inerzia del sistema climatico che si è venuto a creare acausa della fortissima attività solare degli utlimi 50 anni!

    tra l’altro dei probabili effetto del minimo sul clima già si stanno vedendo, recupero in estate del pack artico, linea itcz sotto la media, amo che potreebbe rivirare in engativo nei prossimi mesi, una pdo- da paura!
    Saluti

  11. Antonio Federici
    29 ottobre 2009 alle 17:38

    Grazie del suggerimento potrò aggiungere qualcosa i di importante alle analisi…

  12. apuano70
    29 ottobre 2009 alle 17:59

    Complimenti ad Antonio per l’ottimo articolo; personalmente anch’io ritengo possibile un inverno leggermente al di sotto della media: credo che le troppe “coincidenze” relative alla probabile influenza del minimo solare fungeranno da catalizzatore.
    Vado un secondo OT per segnalare (se nessuno l’avesse notato) che NIA ha superato le 500.000 visite!!!!
    Niente male per essere nato quasi per gioco, vero Simon?
    Bruno

  13. ice2020
    29 ottobre 2009 alle 18:02

    ehhehh direi che è soprattutto merito vostro…

    io sto cercando di dare il massimo finchè il tempo me lo concede, quando nn sarà più possibile, il sito dovrà necessariamente essere amministrato da altri…

    Intanto speriamo di arrivare ad un milione…

    ciao e grazie 😉

  14. giorgio
    29 ottobre 2009 alle 18:44

    intanto voglio anche se in ritardo complimentarmi con Sandrio per l”articolo sull”antartico e le sue correnti e anche con Antonio per quello di oggi.Sto notando come questo sito sta migliorando sempre di piu col tempo in termini di utenza e di professionalita e per questo un grazie grande a Simon il suo ideatore.Grazie ragazzi grazio di cuore

  15. giorgio
    29 ottobre 2009 alle 18:48

    Tornando al sole mi sembra che la 1029 sia la unica zona attiva con flusso in calo.Andiamo verso lo spotless?Che flusso abbiamo ora?

  16. conan
    29 ottobre 2009 alle 19:44

    guardate il nino e meditate:

    ecco cosa intendo:


    se guardate bene l’immagine delle sst notate come il nino sia piu’ intenso verso ovest e meno intenso o addirittura negativo verso est , verso le coste del venezuela per intenderci.
    Quetsto tipo di nino puo’ evolvere verso un nino west , il nino viene diviso in questi casi in west e east , perche’ influenza diversamente il clima europeo.
    Ecco una spiegazione di Marco Magnani di un altro forum che spiega esattamente cio che potrebbe essere questo inverno :
    Nino West vs Nino East: cosa cambia per l’Europa?
    Per verificare ciò, mi sono autocostruito due timeseries che ho chiamato rispettivamente Nino West e Nino East.

    La prima prende in esame le SSTA nel rettangolo 170W-160E 5N-5S mentre la seconda le SSTA nel rettangolo 110E-80E 5N-5S.

    Andando a verificare la correlazione in questo modo, abbiamo a mio avviso un vantaggio rispetto ad es. all’andare a catalogare tutti gli episodi di Nino in East o West e poi plottando il confronto: costruendoci la timeseries infatti poniamo l’accento sull’ENSO in qualità forzante primaria, depurando così in maniera piuttosto netta tutte quelle altre forzanti che altrimenti intervengono normalmente soprattutto in caso di Nino debole.

    La correlazione con le SSTA di ottobre dei due “indici” Nino West e Nino East è riportata nella figura sotto:

    Come vedete, oltre alla ovvia diversa disposizione delle anomalie in zona ENSO, ci sono altre differenze interessanti.

    Un Nino West di fatto tende a favorire anomalie meno positive nell’oceano Indiano e nell’Atlantico tropicale, o addirittura negative, a ridosso delle coste europee e nel N-Pacifico (PDO+).

    Questa “impronta globale” così differente non è da sottovalutare, e potrebbe essere la chiave di volta per capire la ragione di tanta diversità anche nel forzare i pattern invernali che vi sto per mostrare.
    Passiamo quindi a verificare le differenze del pattern europeo in caso di Nino West e Nino East.

    Premetto che le migliori correlazioni in ciascun mese del trimestre invernale si hanno generalmente con l’ENSO tardo-autunnale. In particolare ad una rapida analisi sembrerebbe che il mese dicembre abbia le più alte correlazioni a lag 0, mentre sia gennaio che febbraio hanno le migliori correlazioni col Nino novembrino.
    DICEMBRE

    Nino East: favorito un pattern di tipo ATL coadiuvato da un anticiclone nordeuropeo a salda matrice continentale:


    Nino West: il pattern è simile ma l’anticiclone nordeuropeo non presenta alcuna radice continentale assomigliando di fatto ad un vero e proprio pattern SCAND+:

    GENNAIO

    Nino East: favorito ancora una volta un pattern di tipo ATL, questa volta esasperato dalla tendenza verso un solido EA+:

    Nino West: il pattern in questo mese è quasi speculare rispetto al Nino East, abbiamo infatti un EA- favorito con Nino W e coadiuvato da AO e NAO negative:

    FEBBRAIO

    Nino East: favorito un pattern SCAND— rafforzato da un Atlantic ridge sbilanciato a coprire buona parte dell’Europa occidentale:

    Nino West: anche in questo caso le differenze sono notevoli, prevale la tendenza ad un pattern ATL ed EA+ ma in questo caso le correlazioni nell’intero comparto europeo sono prossime alla neutralità:

    La differenza tra Nino West e Nino East si nota ancor meglio considerando la correlazione con le temperature a 850hpa dell’intero trimestre a lag 2 mesi (Nino OND vs T Europa DJF):

    Nino East:

    Nino West:

    Un Nino West-based tende quindi addirittura a favorire scarti di temperatura negativi nell’arco del trimestre.

    Infine una speculazione “a cuor leggero” sull’intensità del Nino ormai in corso.

    Tralasciando per un attimo tutti i predictor (SOI, MJO, Kelvin wave, ecc…) e concentrandoci unicamente sulla verifica delle classiche proiezioni stagionali, vale la pena di notare come negli ultimi due anni (e molto probabilmente anche prima) vi sia la tendenza, soprattutto da parte del CFS NCEP a prevedere picchi d’intensità (negativa o positiva) quasi sempre maggiori rispetto a quanto poi accade realmente:

    Sembra quasi che i modelli procedano per inerzia, finchè la curva non raggiunge il punto di flesso. E solitamente dopo il punto di flesso difficilmente si assiste ad un repentino ritorno alle condizioni precedenti.

    Ciò può significare che, se il Nino toccherà il suo massimo relativo nelle prossime settimane, allora un’intensità Strong dovrebbe essere a tutti gli effetti scongiurata e le previsioni si adatteranno

  17. pubblico84
    30 ottobre 2009 alle 19:26

    Si fa piacere che hai postato l’analisi di Marco di meteonetwork , analisi abbastanza condivisibile…

    il prossimo pezzo che sto per scrivere rigurarda proprio el nino modoki

    http://forum.meteonetwork.it/meteorologia/110609-modoki-west-based-leffetto-domino-qualche-speculazione-teleconnettiva-in-ottica-futura.html

  18. fuente 23
    15 novembre 2009 alle 14:50

    il nino ha la sua inportanza, non c’è che dire ma la qbo- non è da meno,anzi è la concomitanza dei due eventi che può scaturire situazioni anomale,anche se è facile da noi scommettere sempre su un inverno sopra media

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