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Aspettando la 1029, l’attività solare resta a valori “very low”…

11 novembre 2009

La 103o domani nn ci sarà più, anche se ci scommetto qaunto volete che qualcuno avrà ancora il coraggio di conteggiarla…

Come già esposto in un messaggio nel precedente articolo, col metodo Layman la suddetta regione è stata conteggiata solo il giorno 9 novembre:

https://daltonsminima.wordpress.com/the-laymannias-count/

Veniamo al resto del sole: nel sud emisfero si sta formando ormai da ieri sera una regione del ciclo 24, nella stessa posizione in cui si formarono la maggiorparte delle regioni solari “importanti” del nuovo ciclo, anche se questa sembra non andare incontro a nulla di interessante.

Curioso invece notare come un pò sparse nella nostra stella vi siano ancora delle regioni con polarità invertita (dispari, trans, chiamatele come vi pare), anche queste comunque non paiono essere nulla di che.

Stiamo invece tutti quanti aspettando il ritorno della mitica 1029 che come potete vedere ha perso molta della sua forza magnetica pur restando una regione di tutto rispetto:

E’ molto probabile che al suo interno possa contenere ancora delle spots, come può anche essere che sia diventata ormai una grande plage, lo scopriremo tra un paio di giorni circa.

La media del flusso solare si attesta nella giornata di ieri a 70.10, gli altri indici solari sono tutti a livelli molto bassi.

Simon

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  1. ALE
    11 novembre 2009 alle 18:47

    Come dissi già in altri interventi il fatto che le AR resistano per più di 3 quarti di giro intorno all’astro è un fatto che depone a favore della teoria del “Pre Solar MAX”!
    Nel ciclo 23 solo ben poche SPOT hanno completato il “Giro di Stella”, fu una singolare eccezione la AR 9393 che di giri ne fece addirittura 3!!!
    Ma fu solo un caso “da libro di Astrofisica”!
    Se la 1029, come sembra, avrà ancora spots al suo interno allora potremo davvero affermare che NON E’ UNA AR da USCITA DAL MINIMO!!!
    ALE

  2. ice2020
    11 novembre 2009 alle 18:59

    Quindi tu ci stai dicendo che solo le regioni attive che fanno almeno un giro del sole con macchie al loro interno sn definibili da massimo…

    quando si esce da un minimo allora le regioni nn sopravvivono abbastanza…

    beh, finora c’è stata (forse) solo la 1029 cn queste caratteristiche…

    la domanda è: ne basta una per poter affermare che è una regione più da pre-max max che da minimo?

    simon

  3. Ruggero
    11 novembre 2009 alle 19:09

    Come al solito sottopongo all’attenzione di chi la gradisce una domanda leggermente fuori tema.
    Recentemente ho notato che, anche nei paesini più sperduti, è molto più difficile osservare le stelle che pertanto sembrano meno luminose e meno numerose.
    Cercando su internet ho trovato conferma a questa mia impressione in vari siti e tutti concordano nel riferirne la causa all’ aumento dell’inquinamento luminoso.
    In particolare un sito mostrava le principali cause di questo presunto aumento di luminosità della volta celeste di notte.
    Aumento della popolazione in continua crescita e aumento del consumo di elettricità.
    La cosa mi ha lasciato un po’ perplesso poichè dal 1981 ad oggi la popolazione italiana è passata da circa 56 milioni a circa 58.
    In secondo luogo la quantità di corrente elettrica consumata è leggermente diminuita negli ultimi 2-3 anni.
    Ho visionato un grafico relativo all’inquinamento luminoso italiano che sarebbe praticamente triplicato (almeno) dai primi anni ottanta ad oggi.
    Ciò è assolutamente anomalo perchè la popolazione è praticamente stabile da 30 anni e i consumi elettrici in lieve diminuzione.
    Qualcuno sa dirmi perchè si vedono così poche stelle rispetto solo a dieci anni fa?

    Ciao, Ruggero.

  4. Andrea b
    11 novembre 2009 alle 19:44

    ciao ruggero mi ricordo da ragazzo vedevo molte stelle poi hanno iniziato a mettere tutta una serie di pali di illuminazione nella strada davanti a casa adesso la sera si può camminare tranquilli ma non vedo più lestelle….8(

  5. Ruggero
    11 novembre 2009 alle 20:19

    Recentemente ho percorso ciraca 50 Km da Torino su di una statale assolutamente meno illuminata di anni fa, ma di stelle neanche l’ombra…
    Può anche darsi che i nuovi gas impiegati per l’illuminazione siano più performanti, ma ciò non mi sembra giustificare la notevole luminosità del cielo notturno in questi ultimi pochi anni.
    In montagna quest’estate ho tentato di usare un modesto telescopio per fare vedere qualche stella a mio figlio.
    La nottata era assolutamente priva di nubi e la città più vicina a 40 km (Aosta) eppure si vedevano chiaramente non più di 15-20 stelle.
    Nello stesso paesino, negli anni ottanta, la notte di san Lorenzo vedevamo bene la Via Lattea, migliaia di stelle e molte comete….
    Eppure lì l’illuminazione non è assolutamente cambiata da almeno vent’anni.
    Secondo internet la diminuita visibilità delle stelle è assolutamente un dato oggettivo in tutta Italia.

    Ciao e grazie per la risposta.

  6. Andreabont
    11 novembre 2009 alle 20:23

    Forse (ipotizzo) perchè in vendita ci sono sempre di più lampadine a basso consumo (spesso usate per illuminazione esterna)

    Più luce a minor consumo.

  7. Ruggero
    11 novembre 2009 alle 20:36

    Vedo che Andreabont ha pensato alla stessa cosa…
    Ma ripeto, non mi convince molto.
    Intanto ho letto la trama del film sul 2012 in programmazione mondiale contemporanea fra 2 gg.
    Per la gioia di Simon tutto ha inizio con una mega tempesta solare entro il 2009.
    Pensa, povero Simon, se mai accadesse: ti toccherà andare in TV…

  8. Ivan
    11 novembre 2009 alle 21:30

    bah…non mi pare molto attendibile sta cosa del minor inquinamento luminoso rispetto glianni 80. Sicuro gli elettrodomestici e le lampade a basso consumo, con pressochè invariata popolazione, anche se con un leggero aumento, hanno influito sul minor consumo, ma a me pare che ora sia molto più illuminato rispetto a prima

  9. Andrea
    11 novembre 2009 alle 21:50

    Ma guarda secondo me questo dipende molto dalle luci cittadine perchè quest’anno sono andato in vacanza in un paesino sperduto della maremma e di stelle ne ho viste veramente un’infinità comprese stelle cadenti nelle notti a cavallo del 13 14 agosto poi il fatto di vedere o meno stelle cadenti dipende dalle condizioni atmosferiche un cielo sereno ma molto fosco non ti permette di vederle così come pure in condizioni di luna piena, un cielo leggermente velato oppure in estate quando l’umidità è altissima.

    Le condizioni ideali per vedere delle grandi stellate sono la luna nuova cioè quando ricomincia il ciclo crescente e sopratutto in condizioni di correnti fredde e secche da est che asciugano bene tutti gli strati atmosferici.

    Saluti 🙂

  10. Mars4ever
    11 novembre 2009 alle 21:54

    Vorrei tanto sapere perché nelle sonde stereo non hanno messo una banale camera in luce bianca. Cosa costava?
    Qualcuno lo sa?

  11. Ruggero
    11 novembre 2009 alle 22:24

    Ripeto che il dato di minor visibilità delle stelle non è solo una mia idea.
    Ci sono un bel po’ di siti internet che confermano ciò.
    In uno in particolare si confronta il livello nettamente crescente di inquinamento luminoso (inversamente proporzionale alla visibilità delle stelle) dai primi anni ’80 ad oggi.
    La differenza è notevolissima e non mi sembra che negli anni ’80 vivessimo proprio al buio…
    Mi risulta un po’ difficile pensare che con i tempi che corrono l’illuminazione pubblica sia aumentata così tanto da rendere quasi impossibile vedere più di dieci stelle (nella migliore delle ipotesi) in una città come Torino dove oltretutto ultimamente l’inquinamento atmosferico è diminuito.
    Nel medesimo articolo si diceva addirittura che in tutta Italia in alcune notti la luminosità del cielo è nettamente superiore alle condizioni di luna piena e ciò (per quel che vale) a Torino accade molto spesso.
    Azzardo l’ipotesi che ciò possa avere a che fare con sostanze riflettenti rilasciate in atmosfera (scie chimiche?) per evitare un raffreddamento eccessivo del nostro pianeta vista l’attuale “stanchezza” del sole.
    Se qualcosa è stato lasciato in atmosfera o ha a che fare con scopi puramente militari o è finalizzato al controllo del clima che “meglio caldo che freddo”.
    Secondo me potrebbe essere che l’effetto serra ultimamente sia favorito…
    Altrochè CO2.

    ciao, ruggero

  12. 11 novembre 2009 alle 22:26

    Queste sono le apparecchiature sulle sonde stereo, sono d´accordo con te che sarebbe stato importante avere una camera che potesse darci il continuum.
    http://stereo.gsfc.nasa.gov/instruments/instruments.shtml

  13. Andrea
    11 novembre 2009 alle 22:37

    Non credo proprio che sia meglio caldo che freddo perchè ricordo a tutti che nell’estate del 2003 ci sono state migliaia di morti in tutta Europa proprio per colpa di una super hp tropicale che arrivava fino al nord Europa e non è stato un bel vedere le ondate di freddo storiche hanno fatto un decimo delle motri di quella super estate e spero proprio, in vita mia, di non dover mai rivedere una cosa simile

  14. Andrea
    11 novembre 2009 alle 22:39

    e aggiungo che una cosa se hai freddo puoi sempre aggiungerti un maglione addosso mentre quando ci sono 40 45 gradi dove vai a nasconderti per scampare dal caldo

  15. 11 novembre 2009 alle 22:55

    Altro duro colpo al GW e al IPCC.
    Il Ministero dell´ambiente indiano dopo anni di ricerche “AUTONOME” hanno dichiarato che i ghiacciai dell´Himalaya non si stanno piú ritirando dal 1997 e che l´arretramento avuto negli anni precedenti é perfettamente nella norma delle variazioni dei ghiacciai che si sono avute nei secoli.
    Poi il Ministero critica il modello usato dall´IPCC che dichiarava che entro il 2035 non ci sarebbero stati piú i ghiacciai sull´Himalaya.
    Il modello usato dall´IPCC ha preso come base i dati dei ghiacciai dell´Alaska e li hanno applicati all´Himalaya senza considerare la differenza di altitudine dei 9500 ghiacciai himalayani e senza considerare i monsoni che fanno nevicare sulle montagne piú alte della Terra.
    L´IPCC ha replicato che il ministro é stato arrogante, la controreplica del ministro indiano é stata che da oggi e per il futuro solo scienziati indiani potranno fare ricerche sui ghiacciai e che i membri dell´IPCC se ne potevano stare a casa.

    http://www.hindustantimes.com/Government-quells-panic-over-Himalayan-glacial-melt/H1-Article3-474713.aspx

    http://www.guardian.co.uk/environment/2009/nov/09/india-pachauri-climate-glaciers

  16. ice2020
    11 novembre 2009 alle 23:57

    hihihihiihihihihiihiihihiihiihiihihiihihi

  17. Nitopi
    12 novembre 2009 alle 06:41

    mica tutta l’energia elettrica va nell’illuminazione delle strade!
    Una volta in Italia si produceva… Oggi sempre meno….
    Poi l’inquinamento luminoso non viene solo dal lampione che hai sulla testa… la luce diffonde sulle polveri e “offusca” le stelle.
    Infatti, se vai in montagna…. e’ ancora tutto come prima…
    Ciao
    Luca

  18. Nitopi
    12 novembre 2009 alle 06:42

    Mi permetta di dissantire…. 8)
    Ciao
    Luca

  19. Nitopi
    12 novembre 2009 alle 06:43

    Esatto!
    Se cercate di vedere le stelle con la luna piena… e’ quasi come cercare di vederle di giorno!
    Ciao
    Luca

  20. Nitopi
    12 novembre 2009 alle 06:50

    … Se e’ scritto su Internet, non e’ che sia vero!…
    …dalle mie parti sulle stradine meno frequentate negli anni ’80 c’erano i lampioni con le lampade da 150Watt… ora ci hanno ficcato le lampade al mercurio cinque volte piu’ luce e meta’ del consumo….
    … la luminosita’ del cielo dovrebbe essere misurata (MISURATA) fuori dagli abitati (se misuri sotto ad un lampione e’ come misurare la temperatura di fianco ad una stufa… e’ sempre caldo…) …
    … Non si tratta di rilfessione, casomai di diffusione… Lascia perdere le scie…

    Ciaooo
    Luca

  21. Nitopi
    12 novembre 2009 alle 06:52

    Come dire…Ogniuno tira l’acqua al proprio mulino… o meglio… ogniuno tira la neve ai propri ghiacciai … uh uh uh …
    Ciao
    Luca

  22. Ruggero
    12 novembre 2009 alle 07:02

    Il clima molto freddo, come avvenne nell’ultima PEG, a ridosso della Rivoluzione Francese, creò migliaia di vittime per carestia in Europa.
    I quadri del pittore fiammingo Brugel (padre) del 1600 circa descrivono infatti spesso paesaggi rurali molto innevati.
    Pare che un notevole contributo alla suddetta rivoluzione sia stato dato proprio dalla grave carestia che durò per diversi anni.
    Con il caldo c’è sempre speranza di coltivare (a patto che ci sia ancora acqua).
    Con il freddo ti attacchi anche con le metodiche più tecnologicamente avanzate (Islanda a parte).
    Ho visto in Israele sofisticatie e complicatissimi sistemi di irrigazione per cui spuntavano piccole oasi anche nei luoghi più desertici, ma di orticelli al posto del ghiaccio non ne ho mai visti…
    Speriamo comunque di non aver a che fare nè con l’una nè con l’altra delle situazioni.
    Intanto ieri è arrivata la bolletta del riscaldamento che (se non sbaglio) è aumentata di un terzo nell’arco di 2-3 anni per avere appena 20- 21 C° rispetto agli abbondanti 23 di pochi anni fa.

    Ciao, ruggero.

  23. Ruggero
    12 novembre 2009 alle 07:16

    Caro Nitopi se avessero trovato il sistema di produrre la stessa luminosità a un decimo del consumo ne sarei veramente molto felice per tutti.
    Forse hai ragione tu…
    Anche a me sembra che il la città sia più luminosa di un tempo.
    Quello che di fondo non mi va tanto giù è che ci deve essere sempre e per forza qualcuno che deve dire che adesso si sta meglio che 20 o 30 anni fa.
    Negli anni ’80 girava un bel po’ di soldi e anche se non c’erano ancora i cellulari ci siamo divertiti alla grande. Io da bambino potevo permettermi tutti gli anni tre mesi di vacanza in montagna e al mare.
    Faccio lo stesso lavoro che faceva mio padre (oltre ad un altro) e non riesco a portare mio figlio in vacanza per più di 20-25 giorni se va bene…
    Altra piccola differenza: ai tempi mia madre non faceva un tubo e oggi mia moglie lavora un bel po’.
    Meno male che la tecnologia ci sta aiutando…

  24. Ruggero
    12 novembre 2009 alle 07:40

    Volevo sottoporre all’attenzione di Simon il risultato di un breve e recente colloquio con un mio paziente che, essendo un fisico molto importante, si occupa niente meno che della progettazione di satelliti e vive più a New York che a Torino.
    Avendogli sottoposto il problema della sovrastima delle macchie solari notato in questo blog, mi ha risposto molto direttamente che si tratta solo di questioni assicurative.
    Mi ha detto infatti che i danni di possibili tempeste solari sui satelliti sono enormi.

    Ciao, Ruggero.

  25. Nitopi
    12 novembre 2009 alle 07:54

    Eh gia’….
    In effetti anche io rimpiango i lampioni un po’ giallini… Cone le ombre che si allungavano e si accorciavano quando camminavi lungo la strada…Tanto ci vedevi lo stesso… 8)
    Ciao
    Luca

  26. Nitopi
    12 novembre 2009 alle 07:55

    Quanto alle palanche… lasciamo stare… piu’ o meno guadagno quanto nel 1999….

    Ciao
    Luca

  27. Ruggero
    12 novembre 2009 alle 08:18

    Vedo che sei di Genova, caro Luca.
    Io ci andavo spesso a “giocare fuori casa” visto che ho tutt’ora un amico a Pegli che mi faceva conoscre un bel po’ di ragazze.
    Bei tempi…

    Ciao, Ruggero.

  28. Andreabont
    12 novembre 2009 alle 08:19

    Prova a vedere una foto da satellite dell’Italia… e poi dimmi.

    Comq nn ho mai detto che TUTTA l’energia va nei lampioni, ho detto che adesso va di moda (ben venga) il risparmio energetico: quindi è plausibile che l’illuminazione aumenti ma i consumi calino.

    Poi è solo un’ipotesi, come lo è la tua d’altronde: anzi è probabile che entrambe descrivano una parte del fenomeno, e siano vere entrambe.

  29. Silvano
    12 novembre 2009 alle 09:18

    Spendere milioni di dollari per fare le “foto” al sole era un spreco (a cosa serve? a contare le macchie? abbiamo visto che il “conteggio” delle macchie è un concetto alquanto vago), si è scelto di inserire strumenti scientificamente più rilevanti. Quando devi lanciare un satellite devi inserire il numero maggiore di strumenti scientifici nel minimo peso, anche 100 grammi in più possono richiedere un costo molto maggiore per il lancio in orbita.

  30. furio
    12 novembre 2009 alle 09:35

    …gli indiani mi sono sempre piaciuti 🙂 popolo intelligente, lavoratore e che sa il fatto suo 😉

  31. Ruggero
    12 novembre 2009 alle 09:45

    Scusate la raffica di interventi, ma da oggi a domenica mi aspettano 38 ore di lavoro.
    Ne approfitto ancora per far considerare la possibilità che il prossimo film sul 2012 possa incrementare notevolmente i visitatori di questo blog.
    Uscirà domani, venerdì 13/11/09.
    Proprio una bella data di merda…
    Direi che in base alla numerologia possa essere considerata tra le peggiori.
    In pratica è un mix tra l’11/09 e il venerdì 13…

    Ciao, e buon venerdì 13!

  32. Andreabont
    12 novembre 2009 alle 10:40

    Le pensano tutte per far soldi sulla paura ingiustificata della gente.

  33. ice2020
    12 novembre 2009 alle 11:23

    Che dire, piovono conferme su cose che mi furuno dette, anzi furono dette pubblicamente, dal Dr. Svalgaard in persona, solo che venni tacciato per visionario da parte di molti nella rete…

    Purtroppo è la cruda realtà, anche oggi infatti rifileranno un’ altro 11 di wolf che 100 anni fa nn avrebbero mai dato (compresa la giornata di ieri), eh ha già iniiato la solita Catania a dare il”buon esempio”, nel pomeriggio toccherà al Noaa…

    Avanti così!

  34. Michele
    12 novembre 2009 alle 11:37

    Il 13……esoterismo a a tutta forza….è Ruggero!!
    E poi non parliamo tanto male del 13..visto che gli apostoli eran..
    12+1……
    A buon inteditore poche parole….
    Comunque io son sempre in attesa di far 13 al Totocalcio….
    a si mi sbaglio…adesso…
    c’è il gioco “Win for life”….
    Tempi freddi..e cupi…e le false illusi…nascon come funghi….
    Per il resto ….che dire io…son anni che vedo le Nuvole molto basse,
    rispetto a quando ero piccolo….
    E poi quegli strani tramonti….colori molto vividi e accesi…
    ma….sarà un caso….questo cose lasciamole ai Bambini!!!

  35. Andrea
    12 novembre 2009 alle 11:57

    certo che se anche la scienza viene intaccata da interessi economici allora meglio lasciar perdere tutto e non progredire più

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