Home > Meteorologia > È NATALE: Come nasce el Niño.

È NATALE: Come nasce el Niño.

23 dicembre 2009

Una componente del sistema climatico terrestre é rappresentata dalla interazione tra la superficie degli oceani e la bassa atmosfera adiacente ad essi. I processi di scambio di energia e umiditá tra loro determinano il comportamento del clima, le alterazioni di questo processo possono colpire il clima regionale e globale.
Il Niño rappresenta il riscaldamento delle acque superficiali e sottosuperficiali dell´oceano Pacifico Equatoriale. La parola, ormai lo sappiamo tutti deriva dallo spagnolo bambinello Gesú perché il fenomeno appare nel periodo natalizio, e si riferisce alla presenza di acque calde che tutti gli anni appaiono nella costa del nord Perú.
Attualmete, le anomalie del sistema climatico conosciute come El Niño e La Niña rappresentano una alterazione del sistema oceano-atmosfera nel Pacifico tropicale, e che ha conseguenze in tutto il pianeta. In questa definizione oltre alla presenza di acque calde, si considera anche l´indebolimento dei venti Alisei (che soffiano da est verso ovest) nella regione equatoriale. Questo riscaldamento delle acque e i venti deboli cambiano la circolazione atmosferica sia a livelli bassi che alti, cambiando il trasporto della umiditá e variando quindi la distribuzione di piogge a varie latitudini. In alcune parti della Terra si osservano anche aumenti della temperatura.La figura mostra la situazione osservata a dicembre del 1997 all´apice del Nino 97/98 piú forte degli ultimi decenni.

Forse peró la miglior maniera di riferirsi al Niño é la sigla ENOS o El Niño Oscillazione Sud che comprende anche le alterazioni della Temperatura della Superficie del Mare (TSM) e degli Alisei o anche con IOS cioé Indice Oscillazione Sud che é l´indice che rappresenta la differenza di pressione a livello del mare tra il Pacifico Centrale (Tahiti) e il Pacifico Ovest (Darwin/Australia).
Questo indice é in relazione con i cambiamneti della circolazione nella bassa atmosfera. Valori negativi e positivi di IOS indicano la presenza del Niño o della Niña rispettivamente.
Il Niño e la Niña hanno una tendenza ad alternarsi ogni 3 – 7 anni. Peró da un evento al seccessivo questo intervallo puó cambiare da 1 a 10 anni.
Le intensitá degli eventi variano abbastanza da caso a caso. El Niño piú intensi si sono avuti nel 1982/1983 e nel 1997/1998
Alcune volte gli eventi Niño e Niña tendono ad essere intercalati da condizioni normali.
Cerchiamo ora di spiegare in maniera semplice come funziona il fenomeno quando é in condizioni normale, senza Niño e senza Niña.

1) Immmaginiamo una piscina in un giorno assolato.
2) Collochiamo nel bordo della piscina un ventilatore della stessa larghezza della piscina
3) Accendiamo il ventilatore.;
4) Il vento genererá delle turbolenze nell´acqua.
5) Passando il tempo si potrá osservare che dalla parte opposta al ventilatore l´acqua sará piú calda e anche piú alta rispetto alle acque vicino al ventilatore che spinge l´acqua superficiale calda e fa sorgere acque piú fredde vicino al bordo col ventilatore.
Questo é esattamente quello che succede nell´Oceano Pacifico senza Niño o Niña, questo é il sistema padrone di circolazione osservato. Acque piú calde ad Ovest e piú fredde sotto le coste americane. Con questo nell´Ovest del Pacifico le acque calde avranno piú evaporazione con formazioni di nuvole in una grande area. Se questa aria calda si alza in una regione per compensazione dovrá scendere in un altra regione. Se vicino la superficie i venti sono da est verso ovest, negli alti livelli sará al contrario da ovest verso est. Con questo l´aria si alza nell´Oceano pacifico centrale e occidentale e scende nel Pacifico orientale (vicino la costa dell´america del Sud), questa circolazione i meteorologi la chiamano Cellula di Circolazione di Walker (Sie Gilbert Walker).
Sotto vediamo la cellula Walker in anni normali senza Niño o Niña. Altra cosa da dire é che i venti alisei (da est a ovest) favoriscono il fenomeno chiamato di risorgenza , cioé l´affioramento di acque piú profonde dell´oceano. Queste acque piú fredde hanno piú ossigeno e caricate di nutrienti e microrganismi che alimentano i pesci di quella regione, che é una delle piú pescose al mondo dando inizio ad una importantissima catena alimentare.

Si noti anche nella figura della cellula di Walker la regione chiamata Termoclima, dove si ha un brusco cambiamento di temperatura dell´Oceano.
Torniamo al nostro esempio di prima e mettiamo il ventilatore a potenza minima.
La spinta che il vento provocava sparirá o diminuirá, le acque calde e piú alte del lato opposto alla piscina refluiranno per ristabilire lo stesso livello in tutta la piscina. Il Sole continua riscaldando le acque su tutta la superficie che dovrebbe avere adesso la stessa temperatura in tutte le parti.
Quindi tornando all´oceano, avremo indebolimento dei venti Alisei e in alcune regioni dell´oceano puó succedere una inversione dei venti che soffieranno da ovest verso Est e adesso tutto l´oceano pacifico equatoriale comincia a riscaldarsi. Come prima il riscaldamento genera evaporazione con movimento ascendente e formazioni di nuvole peró non piú nel pacifico occidentale ma anche nel pacifico centrale e orientale.

Questo é lo schema di Niño e vedasi come i venti in superficie in alcuni casi vanno uno contro l´altro, la cellula di Walker si divide in deu parti.
Nell´Oceano pacifico equatoriale si possono osservare acque calde in tutta la sua estensione, e la Termoclima é piú profonda, rispetto alla precedente figura, vicino la costa americana dovuto principalmente all´indebolimento dei venti alisei.

La prossima volta parleremo delle influenze riconosciute e ipotizzate che il fenomeno Niño provoca in molte parti del mondo.
E poi parleremo anche della Niña…. di cui nessuno parla quasi mai, e della sua influenza.
E…. Buon Natale a tutti, el Niño sta arrivando… ma quest´anno sembra abbastanza debole.

SAND-RIO

Categorie:Meteorologia
  1. EnzoDD
    23 dicembre 2009 alle 13:27

    Il sole come ci entra in questo discorso?…in che termini potrebbe influenzare la formazione del Nino?…O c’entra ben poco?

  2. 23 dicembre 2009 alle 14:49

    In caso di super minimo solare il fenomeno Ninò puo’ essere inibito parzialmente e predisporre situazioni che facciano prevalere il fenomeno opposto della Nina?

  3. 23 dicembre 2009 alle 14:56

    Potrebbe anche essere quello che é successo quest´anno, in cui si aspettava un Niño strong e invece contro tutte le previsioni é un Niño debole/moderato.
    Ma é sempre una ipotesi che dovrá trovare conferme nei prossimi anni.
    Per il prossimo anno ancora non é uscita una previsione, ma io tifo per una bella Niña…. preferisco le Niñas ai Niños 🙂

  4. Nintendo
    23 dicembre 2009 alle 15:03

    io tifo per un nulla più totale, il massimo sarebbe fare un anno in completa neutralità.

  5. 23 dicembre 2009 alle 15:09

    Per quello che riguarda la relazione tra macchie solari e fenomeno Niño / Niña c´é un bellissimo studio del Prof Molion (grande scettico del GW) che meriterebbe un articolo su NIA (probabile che lo faccia!)
    http://geocities.ws/zuritageo/aquecimentoglobal.html

  6. 23 dicembre 2009 alle 15:27

    Il fenomeno Nina favorisce un aumento dell’intensità delgi uragani e tornado nel Mondo con innalzamento del jet/stream verso Nord e la loro propagazione verso latitudini insolite come avvenne nel famoso “martedi” del 2008 negli USA!

  7. Alberto
    23 dicembre 2009 alle 22:08

    Scusate se mi intrometto ma il termine “termoclima” non mi pare che esista almeno in questo contesto.
    In spagnolo è “termocliNa” e in italiano “termocliNo”.
    Per combinazione “clina” e “clima” suonano in modo simile ma nel significato della parola in oggetto non hanno nessuna relazione creando un neologismo piuttosto fuorviante.
    Se l’errore fosse apparso una sola volta non avrei precisato (il mistyping capita a tutti) ma poichè l’autore (o traduttore) l’ha ripetuto due volte non ho potuto fare a meno di intervenire in quanto la probabilità che due errori identici si ripeta è alquanto remota.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Termoclino
    Cordiali saluti e buone feste a tutti.
    Alberto

  8. 23 dicembre 2009 alle 22:52

    Grazie Alberto hai proprio ragione ho tradotto male e nelle figure si legge bene (in portoghese) che il termine é termoclina.
    Intervieni sempre sei il benvenuto!

  9. giorgio
    23 dicembre 2009 alle 23:02

    Sand-rio l”indice SOI e” stato fortemente negativo e quindi capace di generare teoricamente un NINO very strong.Se questo non e” successo il motivo e” chiaro solo che non possiamo per ora dimostrarlo. Il pacifico probabilmente non ha in magazzino abbastanza calore.Questo a me pare quasi ovvio.Inoltre voglio anche precisare a tutti gli amanti del freddo,che questo fenomeno disperde una grande quantita di calore nell”atmosfera e quindi nello spazio,con il risultato che al termine del ciclo il pianeta si raffredera ancora piu rapidamente.Immaginiamo per ora che la terra e una pentola di acqua sul fuoco e il fuoco e” il sole.Immaginiamo che gli ultimi 30 anni di forte attivita solare siano 10 minuti di fuoco al massimo.Ora immaginiamo che da 1 minuto e mezzo”cinque anni circa”il fuoco e” al minimo per effetto della bassa attivita solare.quale e” il risultato?l”acqua e” ancora molto calda “periodo attuale”ma lentamente sta perdendo calore.Se togliamo il tappo dalla pentola “NINO” la perdita di calore sara ancora piu rapida,e con un fuoco al minimo non e” possibile ripristinare il calore antecedente.Infatti il 1998″anno di NINO strong “e stato il piu caldo ,nonostante la forte attivita solare si sia protratta fino al 2003 mai piu sono state raggiunte le temperature del 98.Quindi presumo che alla fine di questo ciclo il raffreddamento sara molto piu forte delle previsioni.

  10. 23 dicembre 2009 alle 23:43

    Grazie Sandro…
    per ragioni di tempo vi seguo in modo non proprio assiduo ma comunque molto interessato.
    Da poco ho provato anch’io ad effettuare qualche ripresa del sole (protuberanze) in animazione. Forse riesci a vedere qualcosa al link
    http://www.makina.it/SAA/
    nella sezione MISC
    In questi giorni potrei solo riprendere neve e pioggia…
    A presto!
    Alberto

  11. 24 dicembre 2009 alle 10:48

    Ho visto le immagini, veramente interessanti e belle! Complimenti Alberto!
    Sarebbe una cosa opportuna se si potessero pubblicare su NIA alcune delle tue foto… quando finirá la perturbazione ed il cielo sará di nuovo pulito per osservare la nostra stella.
    Auguri di Buon Natale intanto.

  12. Alberto
    25 dicembre 2009 alle 02:20

    Grazie Sandro,
    dimmi tu se c’e’ qualche cosa che ti interessa, non ci sono problemi.
    Per un contatto + rapido puoi contattarmi alla email che ho inserito in questa replica. Credo che tu la possa vedere, giusto?
    Ciao e..siamo già a Natale!

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: