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La Rubrica di NIA: Analisi Delle 4 Irruzioni Più Fredde Occorse in Italia Negli Ultimi 50 Anni

24 dicembre 2009

Ricomincia dall’ultima Rubrica di NIA…..

Analizziamo quindi i 4 episodi di gelo che hanno caratterizzato il clima Europeo e Mediterraneo dagli anni 50 in poi, periodo nel quale abbiamo a disposizione la mappe di reanalisi con Pressione e Geopotenziali a 500hPa, io ho scelto di analizzare il Febbraio 56, il Gennaio 63, il Gennaio 79 e il Gennaio 85.

Per ogni evento mi limiterò ad analizzare poche carte e a spiegare i movimenti barici e come essi sono avvenuti, in fondo all’articolo lascerò il link dove poter consultare tutto l’archivio ad oggi disponibile:

Feb56:

1° Carta:

Come si può ben vedere l’Azzorre si erge verso la Scandinavia ed una piccola depressione comincia a richiamare aria fredda.

2° Carta:

Si isola una bella fetta di vp sulla Russia, l’Azzorre si porta sopra la Scandinavia, mentre l’atlantico spinge

3° Carta:

Si forma una classica configurazione da Scand+ dove però il vp ha avuto tutti il tempo di scendere in Europa, intanto l’atlantico crea alcune depressioni che richiamano l’aria gelida sul mediterraneo.

4° Carta:

L’Azzorre si riunisce all’anticiclone scandinavo che a sua volta crea un ponte con l’anticiclone formatosi dal richiamo mite in Russia ( dovuto alla discesa fredda sull’Italia )

Il resto del mese è un’apoteosi di ponti di Weikoff ( figura barica che avviene quando l’Azzorre di unisce anticiclone scandinavo )

Gen63:

1° Carta:

Si isola l’anticiclone delle Azzorre sull’alto atlantico e richiama una discesa fredda sull’Europa

2° Carta:

Una piccola depressione richiama aria gelida sull’Italia.

Facciamo un salto temporale, e passiamo alla 2° irruzione più forte di quel mese, visto che ebbe una dinamica interessante.

3° Carta:

L’atlantico basso isola una cella alto pressoria che porta giù aria gelida in Russia.

4° Carta:

L’atlantico si sfalda e l’anticiclone richiama un vero burian sull’Italia.

Gen79:

1° Carta:

Atlantico alto e una discesa pazzesca di geopotenziali ( richiamati da un anticiclone piazzato sul comparto groenlandese ) fa pensare ad un nulla di fatto, visto che l’aria gelida verrebbe richiamata sulla scozia

2° Carta:

Discesa fredda che colpisce le isole britanniche perché richiamata dall’atlantico, pazzesco invece l’anticiclone che prende quasi tutto il Canada.

3° Carta:

Improvvisamente l’atlantico si sfalda, ma il freddo è ancora sul nord Europa, ma la depressione che si è formata sopra le alpi richiama l’aria fredda più in basso

4° Carta:

Ecco che la discesa gelida piomba sull’Italia con una dinamica incredibile.

Gen85:

1° Carta:

Per via dell’ormai famoso strat-warming si isola un lobo del vp in Siberia, la risalita anticiclonica intanto inizia e un sistema depressionario nel mediterraneo aiuta a tirare giù aria fredda dalla Russia.

2° Carta:

L’anticiclone delle Azzorre trova la strada spinata dall’assenza del vp e porta giù aria gelida dal lobo siberiano, inoltre la formazione di varia depressioni aiuta il tutto.

3° Carta:

Ormai gran parte del vp si trova sull’Europa, l’hp spinge ( aiutato anche dal fatto che nella stratosfera il vp era spinto verso di noi ) e l’atlantico forma delle depressioni interessanti.

4° Carta:

L’atlantico molto basso porta delle depressioni sull’Italia che richiama ulteriormente il freddo che ormai ha trovato casa in Italia.

Concludo qui questa spiegazione e questa analisi relativamente semplicistica, non so se si capisce abbastanza bene, avrei potuto ampliare di più il discorso, ma per problemi di eccessiva lunghezza ho preferito restare più sul breve, e ho dovuto comunque dividerlo in 2 parti.

Ecco il link dove poter consultare le carte di reanalisi dal 1948, con anche le termiche in quota a 850hPa: http://www.wetterzentrale.de/topkarten/fsreaeur.html

FABIO

se dovesse interessare questo tipo di analisi potrei farne di separate, così da potermi concentrare su un singolo episodio (magari anche quello appena vissuto)

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  1. ice2020
    24 dicembre 2009 alle 12:31

    Mamma mia che momenti storici…

    di questi ne ho vissuti solo uno, il gennaio 1985 anche se ero solo un bambino, iniziò proprio allora la mia passione per la meteo e la neve…

    non potrò mai dimenticare la mattina del 6 gennaio quando mio padre di primo mattino aprì la finestra, ed affacciandomi vidi quello spettacolo…

    mitico quell’episodio lì…anche se pure la burianata del 63 fu davvero qualcosa di unico…

    Tra gli episodi rilevanti almeno per la mia città, manca il febbraio 1991…

    cmq ottimo lavoro Fabio

    Simon

  2. luca
    24 dicembre 2009 alle 12:50

    io ho vissuto anche il gennaio 79 avevo 9 anni. quello che mi ricordo benissimo e’ la sera del 31 dicembre ero con i miei a casa dei miei zii a festeggiare il capodanno (l’unica volta che eravamo li’) e tirava un garbino furioso con 20° a mezzanotte, il giorno dopo 30 cm di neve…..

  3. claudio65pd
    24 dicembre 2009 alle 13:14

    Settembre 2008, un articolo su internet di Giugliacci prevedeva un autunno molto piovoso probabilmente a causa della pausa del ciclo undecennale del sole(!?). L’autunno molto piovoso c’è stato, eccome, ma da allora mi sono informato ed ho scoperto il vs blog e vi seguo da allora.

    Volevo ringraziare indistintamente tutti gli autori degli articoli e naturalmente Simon per il tempo messo a disposizione. Lo stesso ringraziamento va a tutti coloro che intervengono, e non sono pochi.

    Mi intrometto per segnalare Sky can.402 NatGeoCh domani Ven 25/12/09 ore 08:40 speciale scienza: probabile NIA.

    Claudio

  4. Nintendo
    24 dicembre 2009 alle 13:22

    il febbraio è storico però non potevo farlo troppo lungo l’articolo.
    per quello ho scritto che se qualcuno fa richiesta se ne possono fare altri, molto più particolareggiati e con episodi come anche il Marzo 87.

  5. Nintendo
    24 dicembre 2009 alle 13:25

    poi con questo voglio dimostrare che l’orso è si importante, ma non fondamentale per avere gelo sull’europa, conta molto anche il culo, come nel caso dell’85, del 56 o del 79.
    il 63 è roba a parte, inverno neanche paragonabile agli altri.

  6. GIANFRANCO
    24 dicembre 2009 alle 13:50

    AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI
    CIAOOOOOOOOO

  7. 24 dicembre 2009 alle 13:52

    In casi eccezionali si sono verificate nevicate a Lampedusa (febbraio 1942 e lievemente nel febbraio 1956) e Pantelleria (gennaio 1905,febbraio 1956 e gennaio 1981 e lievemente nel marzo 1949,gennaio 1979 e gennaio 1999).
    La nevicata dei primi giorni di gennaio del1979 alle basse pendici dell´Etna (200 m.s.l.) la ricordo bene.

  8. giorgio
    24 dicembre 2009 alle 14:36

    Complimenti fabio.Tanto per tornare al presente la situazione attuale e” sicuramente simile se non uguale al 1985.L”unica cosa che cambia e” purtoppo la rottura precoce del blocco atlantico,dovuta anche in buona parte al fenomeno del NINO che ha aumentato notevolmente l”evaporazione nella zona di convergenza atlantica,provocando continui flussi miti perturbati sull”europa.Direi che se non fosse stata interrotta bruscamente l”irruzione siberiana ne avremmo visto davvero delle belle quest”anno.Peccato c”erano tutti gli ingredienti per un freddo storico se non mitico:anticiclone siberiano potentissimo,VP strat warming ecc ecc.Peccato davvero,anche se un piccolo assaggio c”e stato.Come hai detto tu prima ci vuole culo.

  9. Nintendo
    24 dicembre 2009 alle 15:33

    tanto simile all’85 no, l’unica nostra sfiga è stata che la stratosfera non spingeva come fece nell’85, noi ci siamo beccati le briciole e abbiamo battuto record, se arrivava il grosso l’85 era una briciola in confronto.

  10. giorgio
    24 dicembre 2009 alle 16:31

    devi dire che sarebbe stato il gelo del secolo.E mancato un soffio.Chissa se a gennaio potra ripersi.cosa ne pensi?

  11. Diego
    24 dicembre 2009 alle 17:55

    Che lavorone! Bravissimo! Non so se sia possibile, ma a me piacerebbe vedere le carte dell’irruzione fredda che cominciò il 7 gennaio 2003 che portò la neve, almeno a Trieste.

  12. Nintendo
    24 dicembre 2009 alle 18:20

    blocco relativamente debole in atlantico:

    il grosso sembra riuscire a scendere ma l’atlantico minaccia la base dell’hp:

    sembra tutto perso, l’atlantico è molto basso e il fredo resta sulla scandinavia, ma da un lato abbiamo un azzorre spaventoso, in stile anni 60, quasi termico:

    infatti l’hp riesce a portare giù l’aria fredda che viene inglobata dalla depressione atlantica:

    arriva un’altro treno atlantico, un hp incredibile sull’europa che tiene il gelo sul continente:

    l’atlantico si sfalda è l’azzorre si può riunire con l’hp ormai isolato che c’era in europa e prepara un nuovo blocco:

    l’hp spancia e regala un quasi burian sull’italia:

  13. Karlo
    24 dicembre 2009 alle 21:42

    Scusate, sono malato di bastiancontrarite… Me lo ricordo, quell’anno. Un freddo boia, terrazzo con ghiaccio, impossibile scaldare casa nonostante il ventilatore “a palla” sparato contro il termosifone; io e mia moglie rintanati in camera da letto e no, non stavamo facendo quello, se avessi tirato fuori qualcosa sicuramente si sarebbe congelato, meglio conservarlo per tempi migliori.
    Abito ancora nella stessa casa: 10° piano, esposta a Nord, se guardo fuori vedo il monte Soratte. Be’, sono molto contento della sfiga che abbiamo avuto, cioè che è arrivata l’aria dell’Atlantico. L’aria è tiepida, l’Atlantico è fico.
    Tra un’ora e mezza è Natale: vi auguro un Natale proprio come lo avreste voluto voi.

  14. Diego
    25 dicembre 2009 alle 00:24

    Grazie mille! Rapido e preciso! 🙂
    Questo tipo di configurazione aveva portato molta neve a Trieste e forse anche in altre parti dell’Italia centro-nord.

  15. k8
    25 dicembre 2009 alle 14:54

    interessante 😉

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