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2052… mia fantasia o possibile realtá?

31 gennaio 2010 41 commenti

E’ domenica…”rilassiamoci” con questo racconto di fantasia del nostro Sand-rio… (mitico!!!)

Oggi é il mio 23º compleanno, sono nato nel 2029. E domenica devo uccidere 48 mila persone. Bella maniera di festeggiare il mo compleanno….
Il Maggiore mi aveva chiamato in mattinata mostrandomi nella mappa quale campo profughi dovevamo distruggere, il procedimento? quello di sempre… arrivo all´alba, circondare tutto per evitare vie di fuga per non avere testimoni e naturalmente nessuna pietá e neanche a pensare di risparmiare qualche bambino.
Faccio parte della UP, Unitá di Pulizia e mi hanno insegnato che devo sempre obbedire agli ordini. Uccidere e distruggere diventa una routine per alcuni, per i migliori, altri invece dopo entrano in depressione, hanno incubi, e molti si suicidano e vengono suicidati.
La colpa di tutto é della voracitá umana, il leone dopo che si é saziato lascia la carcassa agli sciacalli, l´uomo no, vuole di piú sempre di piú.
Trenta anni fa circa si parlava di riscaldamneto globale, conferenze, scienziati, giornali, televisioni si parlava solo di quello, della terra che sarebbe bruciata degli oceani che avrebbero invaso le pianure, delle emissioni di gas serra, dicevano che bastavano solo 2º C. in piú per avere un cambiamento climatico irreversibile, l´umanitá era minacciata e i politici, che sapevano del prossimo raffreddamento globale, facero fallire volontariamente l´ultima occasione di sopravvivenza dell´umanitá… o almeno cosí si disse.
E poi venne il 2012, l´anno maledetto, 3 vulcani esplosero contemporaneamente e quel maledetto sole che non ne voleva sapere di riscaldare. Tutti studiamo nei libri di storia il ciclo solare 24, fu il ciclo quando tutto ebbe inizio. Sono 40 anni che il sole é fermo, senza macchie, al minimo, e neanche i missili atomici che gli hanno lanciato dentro lo ha risvegliato, li ha inghiottiti tutti quei missili e non ha fatto neanche un ruttino, e le ceneri vulcaniche, inaspettate, hanno congelato un pianeta che poteva essere bello caldo.
Mi stringo nel mio giubbotto riscaldato e mi concentro su quello che dovremo fare, ogni minimo errore deve essere evitato e non posso mostrare esitazioni.
La veritá é che tutto fu previsto. Anche il massacro del 2038 é diventato un fatto storico, come Salamina, Hiroshima, Nova York del 2001. Disperati, centinaia di migliaia di africani che volevano andare nel sud Europa e tutte le imbarcazioni furono distrutte. Le marine di Francia, Spagna e Italia mitragliarono tutto e tutti, non era piú il Mediterraneo, divenne il Mar Rosso. Ma non si poteva fare altrimenti, i cambiamenti climatici, le incessanti gelate, lo sconvolgimento del clima avevano ridotto le terre coltivabili in ben poca cosa, e non si poteva dividere. La produzione agricola era al collasso e milioni di rifugiati climatici vagavano da una parte all´altra del pianeta in cerca di calore e sopravvivenza.
Fu allora che i maggiori paesi ricchi fecero quel patto segreto e furono create le UP le Unitá di Pulizia. Non c´era alternativa. La sterilizzazione di massa non risolveva il problema ed era troppo lento, il fatto é che c´era troppa gente sulla Terra e poco alimento. Si arrivó cosí alla decisione finale: affinché un nucleo umano, diciamo la veritá, l´elite dell´umanitá sopravvivesse, si doveva finire quanto prima con le eccedenze, con quei milioni di subnutriti accampati nelle periferie delle cittá, e che portavano malattie di tutte le specie ed erano una minaccia perché saccheggiavano e invadevano le cittá cercando nella spazzatura qualcosa da mangiare o per coprirsi o per riscaldarsi. Avevano distrutto tutti i boschi e le foreste dell´amazzonia, della Siberia, del Canadá per bruciare la legna per riscaldarsi e minacciavano adesso di invadere le nostre cittá. La scelta era solo una, logica e imperativa: lo sterminio dei deboli, degli ignoranti, degli sprovveduti, dei meno adatti.
Gurado l´orologio, é l´ora… chiamo il mio battaglione, non bisogna rammollirsi, non avere pena o pietá. Entro poche ore tutto dovrá essere finito, un altro campo di rifugiati spazzato via, e poi il Maggiore al solito ci ha offerto un premio nello stipendio e potremo comprarci un poco di benzina in piú.
La cosa peggiore sono le grida di quelli che muoiono e che attraversano il silicone che mettiamo nelle orecchie, per questo molti soldati preferiscono ascoltare nei caschi di combattimento, il rock duro ad alto volume mentre lavorano. Poi le scavatrici apriranno dei tumuli collettivi e tutto sará buttato dentro e ricoperto. Finito.
Dicono che una volta questo posto era caldo e che la gente faceva il bagno in mare, penso che siano solo leggende che raccontano i vecchi a bambini per farli stare zitti. Come si chiama questo posto maledetto dove mi trovo con il mare congelato? Ah sí, Rimini, mi sembra.
Non sono stato io che ho modellato questo mondo e non é quello che desidererei per i miei figli, ma che alternativa ho?
Maledetto Sole e maledetti vulcani…. e si aspettavano un mondo bollente, e ora? Ironia della sorte stiamo uccidendo per non morire di freddo quando tutti dicevano che ci sarebbe stato il riscaldamento globale. Gli scienziati che raccontavano le frottole del riscaldamento globale sono stati i primi a morire linciati dalla folla inferocita e agonizzante dal freddo. Andiamo avanti, forse un giorno tutto questo finirá e ci troveremo di nuovo a riscaldarci al sole.

SAND-RIO

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Come sta messo il nostro pianeta? – Parte 3

30 gennaio 2010 40 commenti

Le Nuvole.

Fenomeno atmosferico che ancora oggi l’uomo non sa spiegare, per questo al CERN di Ginevra hanno deciso di porre una volta per tutte alla domanda che da secoli l’uomo si pone, ovvero Come e Perché si formano le Nuvole?

Torniamo a noi e cerchiamo nel nostro piccolo di capire quale sia il compito delle nuvole, sappiamo che esse portano le precipitazioni, quindi sono il fine ultimo del famoso ciclo dell’acqua, ma un altro fattore che spesso è dimenticato è il fatto che le nuvole riflettono la luce solare e fungono da schermo protettivo per il sottosuolo, le nuvole infatti respingono gran parte dell’energia in arrivo dal sole ma allo stesso tempo assorbono in notevole quantità l’energia terrestre, portando quindi a far precipitare l’acqua presente al loro interno,

quindi una minore copertura della terra da parte delle nuvole in teoria aumenterebbe la temperatura e diminuirebbe le precipitazioni, diviene quindi importantissimo capire come si formano le nuvole, noi infatti possiamo solo constatare cosa ci dicono i dati a nostra disposizione:

come si può ben vedere minore è la superficie occupata dalle nuvole maggiore è la temperatura.

A noi interessa però come nel tempo si è evoluta la copertura nuvolosa, ed ecco che questo grafico ci viene in aiuto:

si nota subito che dopo il 2000/2001 la copertura nuvolosa sia in crescita il che combacerebbe proprio con la recente diminuzione delle temperature.

Analizziamo adesso un altro cavallo di battaglia di chi ritiene di origine antropica il recente riscaldamento del pianeta, ovvero, l’aumento costante del numero dei fenomeni meteorologici più violenti.

Già partiamo con un bel problema, ancora oggi non risolto, che è quello di valutare oggettivamente cosa può essere definito violento e cosa no e soprattutto creare una scala di valori per cui io riesca subito a riconoscere la natura del fenomeno che sto analizzando, l’altro grande problema è quello della mancanza totale di dati certi su questi fenomeni, infatti, l’unico stato che presenta statistiche dettagliate di almeno gli ultimi 50/60 anni sono gli USA ed è per questo che sono costretto ad analizzare solo questi dati.

Partiamo subito con gli uragani, da sempre si dice che un aumento delle temperature porterebbe ad una aumento della frequenza e soprattutto dell’intensità di questo fenomeno.

I dati americani partono dal lontano 1851 e sono quindi molto significativi da questo punto di vista non rappresentano il mondo intero va se una teoria è vera, è vera sempre indipendentemente dal luogo e dal tempo in cui è applicabile.

Questo grafico ci mostra gli uragani che hanno colpito il suolo americano dal 1851 al 2005 divisi per categoria:

http://www.junkscience.com/Hurricanes/hurricanes.png

a colpo d’occhio abbiamo una sostanziale invariabilità sia per quanto riguarda il numero che per quanto riguarda l’intensità, questi non sono dati assoluti, riguardano solo gli USA, ma sono molto significativi perché riguardano una serie molto lunga nel tempo.

Qualcuno potrebbe dire che in realtà ci sono molti più uragani che colpiscono le terre ferme, soprattutto nell’area caraibica e nel pacifico occidentale, ma purtroppo non esistono statistiche per questi stati percui non ci si può far niente.

Passiamo ora ai Tornado, vero flagello che colpisce ogni anni gli stati centrali degli USA e che a causa dell’urbanizzazione selvaggia creano danni spaventosi alla cittadinanza, ma vediamo subito le statistiche ufficiali:

la serie storica stavolta è più corto ma ben significativa, si nota subito che l’incremento dei tornado è stato molto rapido e veloce.

Io però ho qualche osservazione da fare, per quanto riguarda gli uragani non abbiamo dubbi che anche 50, 100, 150 anni fa chiunque si sarebeb accorto se un uragano avesse colpito la costa degli stati uniti, ma per i tornado secondo me è diverso, sono fenomeni meteorologici molto piccoli e limitati ad una zona non molto vasta, soprattutto per quanto riguarda quelli di piccola dimensione, quindi secondo me questi dati soffrono della mancanza di una copertura totale negli anni più antichi, e questa mia ipotesi è supportata anche dal grafico indicante il numero dei tornado più violenti:

Ecco che la mia ipotesi è suffragata da dati tangibili, il numero dei tornado più violenti è diminuito mentre il numero totale è aumentato, segno inequivocabile di un aumento di fenomeni ci minore intensità che una volta difficilmente venivano registrati nelle lande desolate dove spesso si giravano i film western.

Nell’ultima parte parleremo del più grande cavallo di battaglia dell’AGW.

FABIO

La 1041 non prende il numero col L&N’s count

29 gennaio 2010 20 commenti

Il sole è ancora in panne, il Minimo di Eddy continua come da previsione!

E giusto per finire, la 1035 sta compiendo il suo terzo giro di stella:

La teoria di Ale si sta manifestando ogni giorno che passa sempre più esatta!

Simon

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Come sta messo il nostro Pianeta? – Parte 2

29 gennaio 2010 23 commenti

Le teorie che supportano l’origine antropica del riscaldamento globale non sono molto, anzi è possibile sintetizzarla in una sola, ovvero la CO2 è l’unico ed il solo fattore che influenza le temperature terrestri.

È una teoria molto semplice che si basa su qualcosa di determinato, cioè la CO2, un gas di cui si conosce quasi tutto, questa teoria è alla base di tutto il dibattito scientifico degli ultimi 30 anni, eppure è una teoria le cui credenziali si appoggiano su qualcosa che non c’è.

Infatti tutt’ora non esiste una prova tangibile che un aumento di CO2 possa portare ad una aumento di temperatura e ammesso che si riesca a dimostrare una dipendenza tra queste due variabili non sapremmo ancora in che modo variano al variare dell’altra.

Paradossalmente dalle ricostruzioni storiche dei carotaggi groenlandesi, cavallo di battaglia di chi crede nell’origine antropica del riscaldamento attuale si evince come sia in realtà la temperature che con il suo variare modifica la quantità di CO2 presente nella terra.

Ma passiamo ad analizzare i tempi recenti, vediamo quindi quali sono le tendenze lineari delle temperature nelle 5 diverse ricostruzioni storiche a cui si può far leva:

tutte e 5 le ricostruzioni vedono gli ultimi 5 anni con una tendenza al calo delle temperature, tutte tranne le GISS, eppure la CO2 non è certo diminuita.

Serve quindi un confronto più diretto, prendiamo quindi l’intera serie delle misurazioni della CO2 e la paragoniamo alle temperature:

notiamo subito 3 fasi distinte dove solo in 1 la correlazione tra temperatura e CO2 segue quello ipotizzato dagli scienziati dell’IPCC, in teoria dovrebbe dimostrare come queste ipotesi siano infondate e che vadano riviste, ma spesso si ignora queste discrepanze indicando che all’interno del sistema terra sono poccibili variazioni naturali, e allora mi chiedo, se ammettete che esistono variazioni naturali che confutano le vostra teoria perché continuate a dire che solo la CO2 influenza il clima?

O mi spiegate che la CO2 influenza il clima a cacchio e allora potrei capire le fasi positive e negative o mi dite che in realtà c’è ben altro che influisce sul clima e che spesso ha un peso maggiore della CO2 ( visto che dicono che a volte ne mascherano l’effetto ).

La CO2 però va ricordato che non si accumula al suolo, ma essendo un gas tende ad accumularsi nell’alta troposfera ed è li che trattiene il calore assorbito, quindi gli scienziati dell’IPCC potrebbero avere ragione, se non fosse che anche in questo caso i dati danno risultati ben diversi:

come si può ben vedere la tendenza delle temperature a circa 12km dal suolo è verso una diminuzione.

Infatti anche in questo caso sono sfatate tutte le previsioni che derivano da modelli matematici potentissimi, che però per inettitudine di chi inserisce i dati portano risultati diversi dalla realtà:

nella prossima parte parleremo dell’influenza delle nuvole basse e dei fenomeni meteorologici violenti.

FABIO

Nessun UFO sul sole…

28 gennaio 2010 63 commenti

Dopo il gran polverone degli oggetti non identificati apparsi nei pressi del Sole, ecco l’analisi fotovisuale delle immagini per ribadire che in realtà, non è c’è nessuna anomalia

Padova, 27 gennaio 2010 (Italy)

In questi giorni stanno facendo il giro del web, in tutto il mondo, delle immagini che rappresenterebbero dei dischi in transito o nelle zone limitrofe al Sole.

I dati scientifici su cui si basano queste segnalazioni provengono dai dati della sonda STEREO, che è un laboratorio spaziale di analisi sull’attività solare.

Le immagini ritenute anomale, riportate su centinaia di siti in tutto il mondo, sono state raccolte in un video pubblicato su YouTube, rivediamolo:

http://www.youtube.com/v/0cs8EZvF9xU”><param

http://www.youtube.com/v/0cs8EZvF9xU

Da questo video sono state principalmente estrapolate le immagini per l’analisi fotovisuale dal quale si è giunti frettolosamente a concludere che si tratti di UFO.


Il sito di ricercatori indipendenti, lo Starviewer Team, ha analizzato nello specifico queste immagini e  il risultato è stato che si tratterebbe di sfere che avrebbero il diametro di ben 12000 km, come quanto riportato in questo passo dell’articolo:

“Un “pixel” señalado en la foto, equivale a 1.200 km. El contorno del esferoide está en blanco y la parte central, representa una línea ecuatorial que sobresale 1/2 pixel del esferoide (una cordillera de 600 km de altura), en cada lado del ecuador. Y éste a su vez, presenta un diámetro ecuatorial de 10 pixels (12.000 km), y un diámetro entre sus polos de 8 pixels (9.200 km). Un objeto, de tamaño similar a la Tierra”

basandosi principalmete su questo ingrandimento:

Andiamo adesso ad analizzare i vari aspetti del fenomeno.

Le sonde STEREO A e B

Parliamo brevemente dallo strumento che ha effettuato la ripresa delle foto: le sonde STEREO.

STEREO (Solar TErrestrial RElations Observatory) è una missione scientifica della NASA (USA) che ha il compito di ottenere delle immagini stereoscopiche della nostra stella e dei suoi fenomeni, come le espulsioni di massa dalla corona.

La caratteristica di questa missione è che consta di due sonde gemelle (sonda STEREO A e sonda STEREO B) che hanno assunto un’orbita geocentrica altamente ellittica per stabilizzarsi attorno alla Terra.

In seguito alle manovre di stabilizzazione orbitale, la sonda A viaggia ad una velocità superiore a quella di B, esse si stanno allontanando l’una dall’altra.

Di conseguenza risulterà entro breve tempo impossibile per l’occhio umano riuscire a fondere le immagini stereoscopiche. Al termine del mese di marzo 2007 la parallasse stereoscopica era di 1/50, ma già a giugno dello stesso anno era scesa a 1/25. La parallasse stereoscopica “ideale” equivale a 1/30, mentre già al di sotto di 1/10 la fusione delle immagini risulta difficoltosa anche per gli esperti.

Poiché le immagini provenienti dalla sonda A sono più grandi rispetto a quelle ottenute dalla sonda B (che si trova più lontana dal Sole rispetto alla gemella), è necessario correggere tale ingrandimento prima di poter fondere stereoscopicamente le immagini ottenute dalle due sonde. Anche se la visione tridimensionale della stella è divenuta sempre più difficile, la missione continua a rivelarsi estremamente utile per via della mole di dati fisici che giunge sulla stella.

Gli strumenti coinvolti nella ripresa delle immagini discusse, sono state riprese dallo strumento SECCHI (Sun Earth Connection Coronal and Heliospheric Investigation), che comprende i seguenti sensori:

una nell’ultravioletto lontano e due coronografi in luce bianca (noti collettivamente come Sun Centered Instrument Package o SCIP), creati per rappresentare il disco solare e la corona, più due camere ideate per lo studio dell’eliosfera (dette HI), che riprendono lo spazio che intercorre tra la Terra e il Sole. L’obiettivo del SECCHI è quello di studiare l’evoluzione tridimensionale delle espulsioni di massa dalla corona durante il loro moto dalla superficie del sole attraverso la corona ed il mezzo interplanetario sino al loro impatto con la magnetosfera terrestre.

In particolare le immagini sono state riprese dal sensore Extreme UV Imaging Telescope (EIT) studia la bassa corona, la sua struttura e la sua attività Esso è in grado di riprendere immagini dettagliate dell’intera superficie solare in luce ultravioletta; in questo modo, è facile individuare protuberanze e brillamenti, fenomeni altamente energetici che influenzano l’intera atmosfera solare.

Entrando nella pagina della missione STERO, si legge in alto questo spoiler:

“Shown here are the latest SECCHI beacon images. The STEREO space weather beacon telemetry mode is a very low rate, highly compressed data stream broadcast by the spacecraft 24 hours per day. These data are used for space weather forecasting. Because of the large compression factors used, these beacon images are of much lower quality than the actual science data.”

http://stereo-ssc.nascom.nasa.gov/beacon/beacon_secchi.shtml

…a causa della grande compressione dei larghi fattori di compressione utilizzati, queste immagini faro sono di bassa qualità rispetto agli attuali dati scientifici.

Le immagini pubblicate, a causa dei problemi di bassa qualità vengono rielaborate successivamente in post-processing con una risoluzione più alta, come si è verificato nel caso delle nostre anomalie.

Ecco la prima delle immagini “incriminate” in cui è stata evidenziata l’anomalia:

ed ecco la stessa immagine dopo il post-processing effettuato a terra:

Le vistose anomalie sono del tutto sparite. Si trattava di una cattiva visualizzazione di una stella di fondo o di rumore di fondo, altrimenti l’oggetto sarebbe stato evidenziato anche dopo il post-processing. Ma continuiamo con l’analisi delle foto:

Anche questa immagine mostra numerose anomalie visuali, come segnalate sempre dallo Starviewer Team. Le frecce stanno ad indicare le testimonianze visuali, secondo il loro rapporto, di oggetti di natura non naturale, che orbitano nelle strette vicinanze del Sole ed una apparirebbe addirittura in transito su di esso. Ecco l’immagine correttamente processata:

Anche in questo caso le anomalie sono state rimosse, in particolare è completamente sparita la “bad pixel area” in basso a sinistra che lasciava erroneamente intendere la presenza di un “disco” sferoidale.

In questo terzo fotogramma, sono riportate delle aree zoomate delle anomalie, che sempre  secondo la medesima interpretazione rappresenterebbero dei dischi orbitanti attorno al Sole.

ma come si vede nell’elaborazione finale, non appaiono assolutamente dischi o sfere tridimensionali che possano indurre a credere che si tratti di astronavi:

Analizziamo infine l’ultima immagine STEREO, quella in cui appare la zoomata del presunto disco “extraterrestre”. Anche in questo caso si tratta di una cattiva interpretazione, in reltè l’oggetto non è nient’latro che un’area in bassa risoluzione. 

Nel documento originale segnalato dal sito spagnolo, non appare la nomenclatura dell’immagine, ma dal video sono risalito al fotogramma, che risale al 18 gennaio 2010.

Ecco in basso il fotogramma rielaborato in alta risoluzione e presente sul sito ufficiale della STEREO:

Anche in questo caso l’anomalia è completamente sparita e al suo posto appare una piccola stellina di fondo, che con un po’ di pazienza e un simulatore celeste sarebbe facilmente identificabile.

Sarebbe in teoria  inutile andare oltre con l’analisi.

Da molte parti è stato posto un dubbio riguardo ai grossi blocchi di pixel neri, che secondo i complottisti, sarebbero stati posti per censurare dei particolari che rivelerebbero la presenza della vita extraterrestre.

Le immagini sono state rilasciate dalla sonda SOHO, che anch’essa studia ed analizza il Sole.

La camera chiamata in causa è la EIT 304, l’Extreme ultraviolet Imaging Telescope, che riprendere immagini dettagliate dell’intera superficie solare in luce ultravioletta; per individuare protuberanze e brillamenti, fenomeni altamente energetici che influenzano l’intera atmosfera solare.

Lo strumento, però, è stato danneggiato nel febbraio del 1998, probabilmente da una micrometeorite, che ha creato un forellino da cui entra luce indesiderata. Proprio per questo, da allora EIT indossa permanentemente “occhiali da sole”, per evitare danni al sensore.

Rivediamo dunque le immagini che sarebbero frutto di una cospirazione di censura da parte della NASA: 

In realtà, il sensore, a causa del guasto subito, necessita spesso di manutenzione e spesso invia a terra immagini “rovinate” ricche cioè di “bad pixel” o aree in cui mancano totalmente paccheti dati.Ricordiamo che inoltre, nel 2003, un danneggiamento al motore che comanda l’antenna di guadagno ha costretto all’utilizzo di una antenna secondaria, E’ facile, a causa dei danni subiti dalla sonda, in tanti anni di permanenza, che i dati subiscano spesso anomalie. Tali anomalie non pregiudicano il ruolo che la sonda ha, cioè osservare i fenomeni solari, come i brillamenti, le protuberanze e tutti glia altri fenomeni energetici annessi.

Per esempio. qualche giorno fa, altre immagini sono giunte a terra gravemente danneggiate:

Allora, stando alle accuse dei complottisti, in questa immagine saremmo stati di fronte ad una vera invasione aliena??? No, si tratta semplicemente di errori di invio dati.

In questa immagine, sventurata, è giunto per esempio ben poco:

E vista la sua inutilità scientifica. è possibile che venga presto rimossa dal sito dedicato alla raccolta di tutte le immagini (http://sohodata.nascom.nasa.gov/cgi-bin/soho_movie_theater).

Alcuni complottisti, hanno alluso alla possibilità che si tratti di astronavi madri, che annuncerebbero l’avvento di Nibiru. Estrapolando per comodità, le informazioni da Wikipedia, che raccoglie più semplicemente fior di trattati scientifici al riguardo, vorrei ricordare che la temperatura della corona solare, la zona dove sarebbero stati avvistati questi oggetti, oscilla tra valori di temperatura compresi tra gli 1,3 milioni e i 10 milioni di gradi Kelvin. Ad una temperatura simile, la materia semplicemente si ionizza, si dissolve, vengono emessi atomi di elio nel vento solare e fotoni. Abbiamo in quelle aree interessanti, il nulla, la disintegrazione stessa di ogni elemento o quasi. Nessun oggetto, potrebbere resistere a tali temperature infernali. Nemmeno nella più ardita fantascienza.

Per spiegare la questione più approfonditamente, bisognerebbe analizzare la questione in termini fotometrici, visto che i sensori delle sonde STERO e SOHO, sono sensori CCD:

Per semplificare osserviamo un esempio di come il rumore di fondo disturbi le immagini e quale sia poi l’effetto finale, dopo che viene tolto via software:

Questo è quello che spesso accade alle sonde spaziali. Siccome le immagini vengono spesso pubblicate in modo praticamente diretto, può risultare che in molte di esse compaiano anomalie.

Con questo spero di aver definitivamente chiarito la questione nei termini più semplici possibili.

Conclusioni:

Spesso, il desiderio insito nell’uomo, misto alla non conoscenza degli ingegni tecnici e della fisica di base, portano a interpretare male alcuni fenomeni naturali.

Da questa analisi, tra l’altro molto semplice e comparativa, si evince che lo studio dell’uomo di fronte ai misteri della scienza, sta operando sfruttando tutte le possibilità tecniche.

Non voglio ostinatamente difendere la NASA, perché nessuno è santo, ma in questo caso, un pochino di conoscenza in più avrebbe evitato il diffondersi della ennesima “bufala” (come diciamo in Italia) o falsa notizia, che poi porta a fenomeni raccapriccianti, come l’isteria di massa o la mistificazione di cose che non esistono.

Stiamo tranquilli, lassù, tra le fiamme ardenti del Sole, per il momento nessun UFO!

articolo a cura di Arthur McPaul

Fonte:

NEMESIS PROJECT RESEARCH

Altre fonti:

http://starviewer.wordpress.com/

Fonti scientifiche:

NASA STEREO WEBSITE

NASA SOHO WEBSITE

WIKIPEDIA

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Chiaro decadimento della 1041!

27 gennaio 2010 13 commenti

Non aggiornano da stamattina i Soho, ma dal’ultima immagine disponibile si può vedere come la regione 1041 sia in forte fase di decadenza (domani potremmo riessere spotless almeno con il L&N’s count), mentre alla sua sinistra appaiono dei pore che però al momento il Noaa non segnala:

http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html

Per il resto l’attività solare si mantiene a valori bassi per quanto concerne tutti i suoi principali indici:

Stay tuned, Simon

Il “teatrino” della misurazione delle temperature globali: effetto Siberia

27 gennaio 2010 52 commenti

Il termine “riscaldamento globale” si basa su una tendenza all’aumento della temperatura media globale nel corso del tempo. L’IPCC ha riferito nel 2007 che “Le temperature globali della superficie è aumentata di 0,74 ° C ± 0,18 ° C nel corso degli ultimi 100 anni (1906-2005).” [4AR, capitolo 3, 2007]. Tuttavia, la misura di una temperatura “globale” non è così semplice come può sembrare. Lo storico delle temperature registrate strumentalmente esistono solo da 100 – 150 anni in piccole aree del mondo. Nel corso degli anni dal 1950 al 1980 le temperature sono state misurate in molte altre località, ma molte stazioni adesso non sono più attive nel database. Le misure della temperatura con i satelliti sono state avviate nel 1979.

I dati principali della temperatura superficiale globale è gestita dalla US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) presso il National Climatic Data Center (NCDC). Questo è il Global Historical Climate Network (GHCN) [http://www.ncdc.noaa.gov/oa/climate/ghcn-monthly/index.php]: “Il periodo di registrazione varia da stazione a stazione, con diverse migliaia di stazioni dal 1950 e diverse centinaia in fase di aggiornamento mensile “. Questa è la principale fonte di dati per gli studi a livello mondiale, compresi i dati riportati dall’IPCC.

La temperatura media dell’aria di superficie sono calcolati in una data posizione centrale sulla base del seguente procedura: registrare la temperatura minima e massima per ogni giorno; calcolare la media delle minime e massime. Calcolo delle medie per il mese dai dati giornalieri. Calcolo delle medie annuali facendo la media dei dati mensili.
L’IPCC usa i dati trattati e regolati dal Climatic Research Unit della University of East Anglia (HadCRU), anche se molti dei dati grezzi HadCRU provengono dal GHCN.
È importante notare che i dati delle stazioni HadCRU utilizzati dal IPCC non sono disponibili al pubblico – né i dati grezzi, né i dati impostati – ma solo i dati impostati sulla griglia (cioè dopo che sono state effettuate le rettifiche)

La NASA Goddard Institute for Space Studies (GISS) è uno dei principali fornitori di dati climatici negli Stati Uniti (con il GHCN NOAA come fonte per la NASA GISS). La figura seguente mostra la distribuzione delle stazioni di temperatura utilizzato dal GISS. Come si può vedere nella figura, il gruppo 30-60 gradi di latitudine Nord contiene il 69 per cento delle stazioni utilizzate e quasi la metà di questi sono situati negli Stati Uniti. Ciò implica che, se queste stazioni sono validi, i calcoli per gli Stati Uniti dovrebbe essere più affidabili rispetto a qualsiasi altra zona o per il mondo nel suo complesso.

Oltre al problema della ampia scarsità, la rete è anche storicamente in costante evoluzione – il numero delle segnalazioni delle temperature delle varie stazioni cambia con il tempo. Le cosidette misurazioni globali non sono veramente globali! La copertura della superficie terrestre lentamente é aumentata dal 1880 al 1960 ma è diminuita rapidamente negli ultimi anni

Le figure seguenti confrontano il numero di stazioni a livello mondiale nel 1900, 1970 e 1997 che evidenziano l’aumento e poi il loro diminuire.



La figura seguente mostra un calcolo delle medie della temperaturaper di tutte le stazioni di segnalazione per 1950-2000 [http://www.uoguelph.ca/ ~ rmckitri / ricerca / nvst.html]. Si dimostra che la scomparsa di tante stazioni possono avere introdotto una tendenza al rialzo della temperatura. Come si può vedere nella figura, la media aritmetica semplice di tutte le centrali a livello mondiale non abbia molte fluttuazioni molto al 1990, momento in cui la temperatura media salta. Il 1990 é l´anno in cui si chiudono tantissime stazioni meteo.

HadCRU / IPCC utilizza un metodo di interpolazione detto 5×5 per quelle zone che non hanno centrali di misurazione. La Siberia fornisce un esempio di difetti coinvolti nel metodo usato dal CRU e dei trucchi adottati.
Per alcune zone siberiane senza stazioni, il CRU ha preso i dati registrati dal GHCN e hanno riempito le caselle 5×5 vuote con l´interpolazione di dati, dimostrando cosí un riscaldamento inesistente.
Per il CRU é stato sufficente prendere come punto di partenza della interpolazione l´anno 1976 che è stato un anno relativamente freddo, nonché un punto basso del multi-tendenze decennali e sarebbe stato quindi facile dimostrare un maggiore riscaldamento confrontandolo col 1999. Se avessero selezionato il 1936 come anno di partenza i risultati sarebbero stati molto differenti


E cosí per quella zona della Siberia si é avuto un bell´aumento della temperatura.
Capito il trucco e del perché L´IEA russa ha denunciato il tutto?
Cosí é stato fatto per una zona siberiana ma lo stesso é stato fatto per tantissime altre zone della Siberia, e nelle altre zone del mondo?
Io ho saputo che per le temperature della griglia della zona boliviana sulla Ande dove non ci sono stazioni meteo (guardate la mappa sopra dove sono le stazioni del 1997) hanno usato l´interpolazione tra due stazioni meteo, di cui 1 sul litorale cileno (Antofagasta) e l´altra stazione nel mezzo dell´Amazzonia (Cuiabá). Pensate che le due stazioni abbiano la stessa temperatura dei 4000 mt delle ande boliviane? Ma cosí hanno dimostrato che in Bolivia e nelle altre zone non coperte del sud america la temperatura sta aumentando tantissimo modificando in tal modo i dati globali. Poi in Bolivia non sono come i russi, e nessuno ha protestato.

SAND-RIO