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Si raffredda l’alta atmosfera: imputate le variazioni dell’attività solare (da MTG)

3 gennaio 2010

il confronto dell'emissione in infrarosso da parte del gas NO, tra il 2002 ed il 2008, mostra il forte raffreddamento intervenuto nella Termosfera, in seguito al calo dell'attività solare.

Per la prima volta è stato possibile dimostrare un collegamento diretto tra le variazioni dell’attività solare e l’atmosfera terrestre.
La Termosfera è uno strato altissimo situato tra gli 80 ed i 200 km di quota nella nostra atmosfera.

Sappiamo che l’atmosfera terrestre è suddivisa in vari strati, ciascuno dei quali presenta un proprio andamento termico.

Mentre la sottostante Mesosfera è caratterizzata da un calo termico notevole, con temperature anche di 80°C sotto lo zero, la sovrastante Termosfera presenta un aumento termico costante, con temperature di alcune centinaia di gradi sopra lo zero.

E’ in questo strato che l’impatto con le particelle cariche di energia da parte del Sole provoca la formazione delle Aurore Polari.
Proprio nella Termosfera, un satellite lanciato dalla NASA appositamente per lo studio delle condizioni atmosferiche in alta quota, ha mostrato il collegamento tra attività solare e temperature atmosferiche.

Il sensore satellitare è in grado di misurare il bilancio energetico agli infrarossi di questo strato atmosferico, in particolare sfruttando le proprietà di emissione degli infrarossi da parte dell’ossido di azoto (NO).

Il database è arrivato a circa 8 anni di dati, ed i dati satellitari mostrano due effetti principali: il primo è la diminuzione dell’emissione ultravioletta da parte del Sole, tra il 2002 ed il 2009, mentre contemporaneamente la quantità di radiazione infrarossa emessa dalle molecole di NO nella Termosfera è calata di almeno 10 volte.

Gli Scienziati della NASA stanno anche aspettando il prossimo aumento della radiazione solare dovuto all’avvicinarsi al massimo di attività, previsto entro due anni, per valutare gli eventuali cambiamenti che si innescheranno in questo andamento termico.

Questi dati saranno poi di fondamentale importanza per comprendere le dinamiche del Global Warming

Fonte Originale: http://www.meteogiornale.it/notizia/16949-1-attivita-solare-raffredda-l-alta-atmosfera-terrestre

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  1. Andreab
  2. Nintendo
    3 gennaio 2010 alle 12:19

    io ho però pubblicato quello di MTG in italiano, mi sembra ovvio che come fonte posto quello.

  3. Nitopi
    3 gennaio 2010 alle 12:39

    Quella parte di atmosfera e’ talmente rarefatta che subisce quasi istantaneamente le variazioni nell’irraggiamento solare.
    Il fatto e’ che comincia ad essere una nozione limite parlare di temperatura (come la intende un profano) in gas cosi’ rarefatti….
    Un corpo a quelle altezze si scalderebbe molto piu’ per l’irraggiamento diretto del sole ( o si raffredderebbe per l’irraggiamento verso il vuoto cosmico) che per il contatto con il “gas”.
    E’ comunque un buon indicatore del fatto che l’irraggiamento globale da parte del sole sta diminuendo…
    Ciao
    Luca

  4. Michele
    3 gennaio 2010 alle 12:52

    Certo ragazzi ….
    suona un pò strano in questi mesi sentir parlare di stratwarming…

    “Lo stratwarming come anche il suo nome lascia intendere è un repentino ed improvviso riscaldamento degli strati medio-alti della stratosfera. Il perchè ciò avviene non è ancora del tutto chiaro, ma sembra ormai assodata la sua influenza sul clima soprattutto su quello invernale.”

    Ora da non esperto di Clima….
    Non è che queste gigantesche masse d’aria calde presenti in alta Termosfera (100°C) vengon spinti giù
    (Da questo repentino raffred. che si sta venendo a creare nella parte alta della Termosfera)
    fino alla stratosfera creando quindi questi Stratwarning ?

    Che ne pensate ?

  5. ALE
    3 gennaio 2010 alle 13:33

    Quello che non mi torna è la fase finale:”Il massimo solare entro 2 anni!!??!!??”
    Ma 2010+2 = 2012 non 9-2013!!! (Visto che però i dati sono del 2009 allora 2009+2=2011).
    Poi se usano altri anni non l’anno terrestre alla NASA liberi di farlo!!!!
    ALE

  6. ALE
    3 gennaio 2010 alle 13:34

    Comunque complimenti per l’articolo!!!!
    ALE

  7. Nintendo
    3 gennaio 2010 alle 15:07

    non è stato scritto da noi 😀

  8. ALE
    3 gennaio 2010 alle 15:28

    Lo so Nintendo lo so!!!!
    Infatti dicevo alla NASA!!!!
    E’ solo per sottolineare che ancora la confusione regna sovrana per farti un esempio all’inizio del 2008 ho letto un interessante articolo su una sonda che si chiama provvisoriamente Solar Probe che alla fine del 2013, inizio della fase di minimo tra ciclo24 e ciclo25 si tufferà nella corona solare per svelarne i segreti!
    La missione, dal costo di diversi MegaDollari, si pone di svelare uno dei grandi misteri del Sole:”Perchè la corona è a più di 2 Milioni di K?”.
    Ora si troveranno a lanciare in un massimo solare?Del Solar Probe non ho più avuto notizie!!!D’altra parte non è un mistero che la corona solare si sia molto assottigliata negli ultimi 6-8 mesi, se la confrontate con quella del 2000:

    Ora (in un momento di massima espansione):

    E anche paragonandola al 1998 (4 anni prima del max):

    Non so se rendo!!!!
    Guardate come nel’immagine odierna gli streamaers sono spariti, compaiono getti ad alta latitidine (in particolare nelle immagini di fine 2009)!!!
    Assetto da PRE-MAX più che da Min!!!
    ALE

  9. ALE
    3 gennaio 2010 alle 15:47

    Per stuzzicare ancora le Vostre/Nostre Meningi:
    Anno 2002: Enormi coronal Loop dai poli all’Equatore segnano il POST-MAX dell’attività:
    http://www.spaceweather.com/archive.php?month=06&day=10&year=2002&view=view

    E questi?:
    http://www.spaceweather.com/archive.php?view=1&day=08&month=12&year=2009

    Ora questo articolo (ULTIMO) è rimasto solo un giorno visibile su Spaceweather!!!Come mai? Per poi pubblicare il giorno dopo La Luna a Mezzanotte???
    Secondo me tanti piccoli possono fare una prova e sottolineo il POSSONO, e’ d’obbligo!!!!

    ALE

  10. giorgio
    3 gennaio 2010 alle 16:12

    la nostra termosfera e” come Marte, reagisce a presa diretta con l”attivita solare.Marte si e” surriscaldato nel ciclo 23 esattamente come la termosfera e ora sicuramente anche Marte si sta raffreddando.Ma per avere effetti evidenti sulla bassa troposfera occorrono molti anni e le variazioni sono di solo qualche decimo di grado.

  11. Fabio2
    3 gennaio 2010 alle 16:27

    e meno male che le variazioni nella bassa troposfera sono così contenute, altrimenti nel 2001 saremmo andati arrosto ed ora staremmo surgelando!

  12. giorgio
    3 gennaio 2010 alle 16:43

    Questo diciamo che e” la regola generale.L”impatto sulle temperature terrestri si e misurato solo nel caso warming.Non abbiamo raffronti attendibili nel caso cooling,quindi quello che succedera da ora e nei prossimi anni sara tutto da scoprire.potrebbe essere che il raffreddamento sia molto piu rapido e intenso rispetto al riscaldamento.

  13. ALE
    3 gennaio 2010 alle 16:47

    Ma non vedete quanto sta succedendo anche al VP troposferico? Può essere solo un caso ma forse no! I paragoni si fanno con gli anni ’50quando il minimo tra SC18 e SC19 fu profondo ma molto più breve dell’attuale!!!
    Sarà un caso ma è per questo che un Minimo profondo e lungo può darci delle indicazioni!!!!
    ALE

  14. giorgio
    3 gennaio 2010 alle 17:05

    Ciao Ale , quello che dici e” sotto gli occhi di tutti.La possibilita di una ondata gelida che si ricordera per anni in questo mese si sta facendo sempre piu forte.in dicembre ci ha messo lo zampino il forte flusso atlantico.Ora abbiamo una possibilita in piu perche la zona di convergenza atlantica sembra essersi presa una pausa.Se nel frattempo il VP e lo stratwarming che sono nelle medesime condizioni dei primi dicembre avessero lo stesso sviluppo di meta dicembre il risultato sara praticamente certo.

  15. Emanuele
    3 gennaio 2010 alle 17:43

    Alcune considerazioni che ho letto si riallacciano a quanto ho proposto alcuni gg fa… esistono studi che siano in grado di correlare direttamente il minimo solare a variazioni in sede strato-troposferica? mi spiego meglio: è possibile ipotizzare che ciò che sta succedendo al sole influisca direttamente sul VP attraverso gli strat-warming in primis e direttamente sulla distribuzione dei campi barici alle latitudini più temperate?
    Dico questo perchè pare che il NOAA abbia affermato che ci si attende un trend nei prox anni di indici AO al ribasso. A parte che più bassi di ora.. già hanno rivisto la scala in negativo! cmq la sensazione è che nell’affermare ciò si attendano anni stile 50-60 caratterizzati da AO negativa e inverni rigidi in Europa. Ma se esiste una correlazione tra sole e questo tipo di variazioni… vorrebbe dire che questo potrebbe essere un ulteriore importante e diretto risvolto climatico, anche molto più repentino di quello ipotizzato dei raggi cosmici-nubi-riduzione T globale. in soldoni, se davvero il sole può splittare il VP d’inverno, per avere il gelo non è necessario un abbassamento di T ma basta ricevere le colate gelide che ci vengono rovesciate addosso da nord!
    In effetti tra fine anni 80 e fine 90 a fronte di attività solare intensa avevamo inverni caratterizzati da indici AO mediamente positivi con inverni sotto squallide alte pressioni inattaccabili per settimane o mesi con forti correnti atlantiche in centro nord europa e clima non freddo.
    Se notate, l’inversione di rotta dell’ AO nei primi anni 2000 e fino ad ora è tanto marcato e repentino quanto il crollo concomitante dell’attività solare…

  16. 3 gennaio 2010 alle 18:20

    Emanuele concordo, si vedrà e credo che qualche fondamento ci sia da quello che hai detto perchè stavo per dirlo pure io…

  17. 3 gennaio 2010 alle 18:23

    X ALE: sulla corona solare e le ultime ricerche dei satelliti, c´é giá un articolo pronto nelle bozze che penso sará pubblicato nei prossimi giorni.

  18. ice2020
    3 gennaio 2010 alle 19:44

    Intanto il Sidc nn rilascia la consueta pagina dei giorni con o senza macchie solari aggiornati…siamo ancora fermi al 2009:

    http://sidc.oma.be/html/SWAPP/dailyreport/dailyreport2009.html

    Qualcuno di voi ha la pagina giusta???

  19. ice2020
    3 gennaio 2010 alle 19:51

    Inoltre se qualcuno degli amministratori può aggiornare lo smooted sunspot number nella pagina dati sole in diretta…manca il calcolo di giugno 2009.

    Questa cavolo di regione 1039 pur nn essendo stata un gran che com regione attiva, se fatta tutto il primo giro della parte visibile del sole…dopo di questa siamo di nuovo spotless (penso da dopo domani), anche perchè al momento nn mi sembra vi siano altre regioni…

    Simon

  20. Fabio2
    3 gennaio 2010 alle 22:10

    E per la seconda metà di gennaio le cose si potrebbero anche replicare, visto che è possibile un altro importante stratwarming con successivo split del vortice polare.
    Parola (e mappe commentate) di Lubelli….

  21. Fabio2
    3 gennaio 2010 alle 22:14

    Se vuoi, il riversamento delle colate gelide da nord, con relative nevicate prolungate su vaste aree dell’emisfero nord è la prima fase di un raffreddamento. Poi l’albedo fa il resto…..

    Naturalmente, per verificare un effettivo raffreddamento (o riscaldamento) occorre pazientare un decennio e poi esaminare i dati del decennio appena trascorso, rispetto a quelli dei decenni precedenti.
    Meglio ancora è attendere un trentennio e confrontare le temperature medie con quelle del trentennio precedente.

    Non scherzo, mi risulta si faccia proprio così…..naturalmente il cambio di segno di certi indici (es. AO) è un indizio importante, ma i conti veri si fanno solo dopo…..

  22. Pablito
    4 gennaio 2010 alle 08:58

    Scusate la domanda, forse non c’entra nulla con la realtà dei fatti, ma quanto potrebbe essere responsabile dell’attuale quanto imprevisto minimo solare l’effetto del magnetismo che preme sull’eliosfera da parte della nube interstellare scoperta da Merav Opher?
    Pubblicato qui http://science.nasa.gov/headlines/y2009/23dec_voyager.htm
    tradotto qui http://www.salviamoci2012.eu/LesondeVoyagerscopronounanubeinterstellare.htm
    e l’originale del lavoro qui http://www.nature.com/nature/journal/v462/n7276/full/nature08567.html#top

    Perché una massa grande 30 anni luce, seppure rarefatta, ma tenuta assieme da un forte magnetismo qualche implicazione potrebbe averla.

  23. Dario
    5 gennaio 2010 alle 12:02

    Interessante la faccenda della nube interstellare, il “batuffolo” (“fluff”), come l’hanno chiamato quelli della NASA.
    La cosa mi fa tornare in mente un semisconosciuto libro del compianto Asimov, si intitolava “Le correnti dello spazio”, in cui un astrofisico scopriva che, nel loro lento ruotare attorno alla Galassia, le stelle attraversavano queste nubi interstellari che erano in grado di alterare il tipo di energia emessa, addirittura modificando lo spettro elettromagnetico della luce emessa dal Sole e dalle altre stelle.
    Il tutto andava ad influire sulla possibilità di far crescere, sui pianeti simili alla Terra posti attorno a queste stelle, una pianta da cui si otteneva una “spezia” oggetto di attivo commercio nella comunità galattica.
    Se ricordo bene, nel romanzo l’astrofisico veniva ucciso da dei loschi trafficanti, che volevano utilizzare la sua scoperta per speculare sul commercio della spezia, utilizzando le “correnti dello spazio” per scoprire in anticipo i pianeti su cui impiantare le piantagioni.
    Il libro era sicuramente un’opera minore a fronte del Ciclo della Fondazione e di quello dei Robot, ma testimonia di quanto Asimov (che aveva cmq 2 lauree) si documentasse con scrupolo sulle materie su cui scriveva, riuscendo ad essere incredibilmente “precursore” della scienza futura.
    Sarebbe il caso forse di proporre ufficialmente di dare il suo nome alla “nuvoletta” cui la ns cara stellina sta andando incontro.

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