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La cenerentola del clima: LA NIÑA

24 gennaio 2010

Dico cenerentola perché da anni sentiamo parlare del Niño, delle ripercussioni che il Niño ha nel clima e nel riscaldamento dell´atmosfera, delle sue ripercussioni in vari paesi del mondo con cambiamenti di piovositá, e quindi sulle coltivazioni.
Invece della Niña ne parlano ben pochi, sembra la grande dimenticata, come se lei non avesse nessuna o poca influenza sul clima mondiale! Invece non é cosí. Allora cerchiamo intanto di vedere come nasce la Niña.
Tutti pensano che la Niña sia l´opposto del Niño e che quindi presenta come sua principale caratteristica il raffreddamento dell´oceano Pacifico, il rafforzamento dei venti alisei e che per ultimo serva a raffreddare il clima. Ma non é proprio cosí.
Intanto il nome: se il bambinello Gesú é il Niño, il contrario dovrebbe essere il Diavolo, cioé l´anti Gesú, ed in effetti tempo fa questo era il nome che gli indios peruani davano a tale fenomeno, poi lo hanno chiamato anche El Viejo (in italiano “il vecchio”), oggi tutti in disuso per il piú etico La Niña, la bambina.

Questa nell´immagine é l´anomalia della TSM nel dicembre del 1988

Per capire il fenomeno della Niña, torniamo all´esempio fatto quando abbiamo parlato del Niño. Quindi immaginiamo la situazione “normale” con la nostra piscina con il ventilatore acceso e le acque che vanno verso ovest spinte dal vento del ventilatore e con un accumulo di acqua verso il lato opposto del ventilatore. Tornando all´Oceano Pacifico, sappiamo che il ventilatore fa il ruolo dei venti alisei e che l´accumulo di acque si ha nel Pacifico Equatoriale occidentaledove le acque sono anche piú calde. C´è anche quel meccanismo che abbiamo detto, della risorgente che fa sí che le acque degli strati inferiori dell´Oceano affiorino vicino la costa ovest dell´america del sud, portando nutrienti in quella zona che sappiamo essere una delle piú pescose del pianeta. Fin qui tutto bene, questo é il meccanismo di circolazione che osserviamo nel Pacifico Equatoriale negli anni normali, ossia senza la presenza del Niño o della Niña.
Bene, adesso invece di spegnere il ventilatore come abbiamo fatto per il niño, lo mettiamo a tutta potenza facendo in modo che produca venti piú intensi.
Con il vento del ventilatore piú intenso, una maggiore quantitá di acqua si accumulerá dal lato opposto della piscina, aumentando cosí il dislivello tra i due lati della piscina.
Nell´Oceano Pacifico con i venti alisei piú forti che spingono da est verso ovest, le acque saranno spinte verso la zona australiana e il dislivello tra Pacifico occidentale e orientale aumenterá. Il fenomeno della riaffioramento delle acque fredde sulla costa del pacifico sud americano aumenterá e anche le acque piú calde si porteranno verso ovest in maniera anormale, e avremo di nuovo quella vecchia storia che acque piú calde generano piú vapore e quindi movimenti ascendenti che a loro volta generano nuvole piovose e che generano la cellula di Walker, che in anni di La Niña é piú allungata del normale.
La regione con grande quantitá di piogge é dal nord est dell´Oceano Pacifico fino all´ovest dell´Oceano, passando per l´Indonesia, e la regione con i movimenti discendenti della cellula di Walker si troverá nel Pacifico Equatoriale Centrale e Orientale.
È importante risaltare che tali movimenti discendenti della cellula di Walker nel pacifico orientale diventano piú intensi del normale, il che inibisce molto, la formazione di nuvole piovose.


In generale gli episodi di Niña hanno anche loro come el Niño, una frequenza da 2 a 7 anni, tuttavia la Niña é stata meno frequente del Niño durante gli ultimi decenni.
Inoltre gli episodi di Niña durano approssimativamente da 9 a 12 mesi, e solo qualche volta é accaduto che una Niña durasse fino a 2 anni. Altro punto interessante é che i valori delle anomalie della temperatura della superficie del mare (TSM) negli anni di Niña, hanno un desvio minore che negli anni di Niño; cioé mentre si osservano anomalie fino a 4/5º c. sopra la media in alcuni anni di Niño, negli anni di Niña le maggiori anomalie osservate non arrivano ai 4º C sotto la media.
Gli ultimi episodi di Niña ci sono stati negli anni 1988/89 (che fu uno dei piú intensi), nel 1995/96 e nel 1998/99. “

Questi sono gli effetti globali della Niña nei mesi da Dicembre a febbraio

Mentre questi sono gli effetti globali nei mesi di Giugno fino ad agosto della Niña.

Per finire diciamo che ancora non sono state fatte delle previsioni se ci sará una Niña nel 2010 o se sará un anno normale, cioé senza grandi anomalie, certo é che il Niño moderato della fine del 2009, al 99% finirá entro il primo semestre del 2010. Poi vedremo cosa ci diranno i modelli e cosa ci dirá da parte sua madre natura.

SAND-RIO

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Categorie:meteo, NINA Tag:,
  1. Andreabont
    24 gennaio 2010 alle 08:45

    http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE60M09D20100123

    “Le persone razionali… vedono il quadro più ampio. Non si fanno distrarre da un singolo errore, che naturalmente è increscioso”

    Si, ma le persone razionali sono anche quelle che, vedendo che non è affatto l’unico, ma parte di una lunga serie “incresciosa”, chiedono che sia fatta luce sulla questione, lasciando da parte inutili convinzioni ideologiche falsamente scientifiche.

  2. Fabio
    24 gennaio 2010 alle 09:54

    Non credo che ammetteranno mai di avere sbagliato ci sono in palio troppi interessi, io mi consolo guardando il termometro che scende, sta notte nell’entroterra ligure si è raggiunto -7°C

  3. 24 gennaio 2010 alle 11:07

    Sarebbe stato meglio pubblicare oggi l´articolo che ho scritto stanotte, per é terrorizzante, sul Ku Klux Klimate perché il libro di cui si parla é attualissimo e nessuno ancora ne ha parlato almeno in Italia. Un peccato! Se possibile chiedo a Simon di fare una eccezione e pubblicare oggi due articoli!

  4. ice2020
    24 gennaio 2010 alle 12:27

    Non so chi ha postato l’altro articolo, ma c’era già questo…

    L’altro verrà postato in seguito…

    Buon proseguimento

    Simon

  5. ice2020
    24 gennaio 2010 alle 12:29

    Ambè Sand, allora sarai stato te!

    Dobbiamo cercare di dosare gli articoli, nn pubblichiamoli tutti e subito…oggi poi è anche domenica, magari gira anche meno gente sul web ed il tuo articolo merita più pubblico…

    Lo pubblichiamo domani, ok?

    Simon

  6. ice2020
    24 gennaio 2010 alle 12:32

    Fabio ti chiedo di cancellare dai messaggi su mtg e su il meteo il link dell’articolo di Sand.

    Simon

  7. Nintendo
    24 gennaio 2010 alle 12:44

    già provveduto 😉

  8. giorgio
    24 gennaio 2010 alle 14:51

    Mi sa che il grosso del bubbone e vicino all”esplosione.Se ne vedranno davvero delle belle.L”inganno globale piu grande della storia.

  9. giorgio
    24 gennaio 2010 alle 15:08

    fabio:in un tuo intervento nel famoso giorno di luca bo, mi pare di aver capito che il biossido di carbonio CO2, non e” gas serra,Ho capito bene?Inoltre ti chiedo se puoi rispondermi:ci sono altre sostanze derivate dalla combustione degli idrocarburi che hanno effetto o riscaldande o raffreddante?Scusami ma in questo campo sono davvero AUT, per non dire ignorante.

  10. Nintendo
    24 gennaio 2010 alle 15:43

    la CO2 è un gas serra, ma lo è in percentuale del circa 2% sul totale dei gas serra.
    riguardo alla combustione degli idrocarburi, essa genera sempre e solo CO2 e vapore acqueo, entrambi gas serra.

  11. 24 gennaio 2010 alle 16:17

    Le mie conoscenze di chimica risalgono alla notte dei tempi.
    Per quello che ho letto altri gas riscaldanti oltre alla CO2 sono l´ozono, il metano (certamente molto piú importante della CO2) gli ossidi di azoto e i CFC.
    Molto piú importante dei gas singoli peró é la fuliggine cioé le particelle emesse nella bruciatura imperfetta del carbone.
    Gas raffreddante é l´ossido di zolfo SO2 emesso nella combustine del carbone sporco e che raffedda la superficie terrestre, giá che con acqua, nell´atmosfera produce solfati e nuvole solforose che riflettono la radiazione solare. Sicuramente peró non desidero le piogge acide di qualche decennio fa.
    Certo é che Cina e India emettono tonnellate di SO2
    Risulta che le emissioni di SO2 di Cina e India sono superiori alle emissioni di CO2

    http://antonuriarte.blogspot.com/2009/12/sulfatos.html

  12. 24 gennaio 2010 alle 16:29

    Um abraço ou meu amigo de Porto Alegre se consegue me ler.

  13. giorgio
    24 gennaio 2010 alle 17:07

    Sandro io ho un”idea, e” solo una mia idea e cioe”: negli ultimi decenni noi esseri umani non abbiamo riscaldato l”atmosfera con le nostre emissioni inquinanti,bensi potrebbe essere il contrario e cioe” abbiamo ridotto e non so in quale misura l”impatto del sole sulle temperature del globo e penso anche al cosidetto “global dimming “ossia all”oscuramento della luminosita solare.E ora che il sole e andato in letargo potremmo avere un effetto accelerante del global cooling.E soltanto un mio pensiero ripeto.

  14. 24 gennaio 2010 alle 17:20

    Credo che in effetti questa sia una delle tantissime variabili introdotte nel sistema climatico globale.
    Se ricordi anni fa si parlava di smog, piogge acide, inquinanti in sospensione. Dopo giustissimi sforzi abbiamo ridotto tali emissioni… (mi chiedo se effettivamente le abbiamo ridotte oppure é solo il fatto che i mezzi di comunicazione non ne parlano piú) e il sole che era nei suoi cicli massimi secolari ha inondato la terra co suo calore non piú ostacolato.

  15. giorgio
    24 gennaio 2010 alle 17:28

    Cina,India e altri paesi in via di sviluppo stanno attualmente emettendo un”immensa quantita di polveri oscuranti

  16. 24 gennaio 2010 alle 17:55

    Verissimo.
    Ti porto l´esempio del Brasile che conosco bene. Fino a pochi anni fa la bruciatura dei campi di canna da zucchero dopo aver fatto la raccolta oscurava per settimane il cielo in enormi zone (circa l´estensione di Francia, Germania e Polonia erano oscurate dai fumi). Adesso grazie alla utilizzazione degli scarti della canna di zucchero per fare olio combustibile (etanolo) gli incendi sono enormemente diminuiti.
    Considera poi che in Brasile oltre il 90% della energia viene da fonti idroelettriche e quindi non inquinanti. Ma gli incendi dei campi di canna da zucchero era una vera disgrazia ecologica… ci sono immagini satellitari da PAURA! Adesso é tutto, o quasi, finito per fortuna.

  17. mistral 101
    24 gennaio 2010 alle 18:15

    Un argomento che e’ sparito dal dibattito relativo al GW e’ l’influenza che le esplosioni atomiche in atmosfera hanno avuto nel modificare il clima dal 1950 al 1980. Anni fa’ si diceva che l’enorme quantitativo di polveri immesse in alta atmosfera dai test nucleari schermava la radiazione proveniente dal sole contribuendo a generare un clima più’ freddo

    Mi chiedo perche’questo fatto non venga mai citato nelle analisi delle temperature degli ultimi 60 anni. Mentre le eruzioni dei vulcani sono tenute in debita. considerazione.

    Qualcuno ne sa qualcosa?

    Grassie

  18. Nintendo
    24 gennaio 2010 alle 19:03

    non penso che sia ipotizzabile un cambiamento drastico nel clima, in fondo il periodo freddo è iniziato durante la 2° guerra mondiale.

  19. mistral 101
    24 gennaio 2010 alle 19:20

    be, se cerchi un cambiamento drastico, considera che da quando i test in atmosfera sono finiti (anni 80) le temperature sono salite.

    Questo perche’ terminata l’immissione di polveri nell’alta atmosfera l’effetto schermo e’ venuto meno.

    Se le polveri del Pinatubo hanno influito sul clima, perche’ le polveri delle esplosioni nucleari non dovrebbero averlo fatto?

  20. Dario
    25 gennaio 2010 alle 16:07

    Esplosioni nucleari?
    Al tempo….
    Un’esplosione nucleare al suolo o in sua vicinanza alza delle polveri, questo è vero, ma grazie al cielo ne sono state fatte poche.
    La maggior parte dei test nucleari degli anni ’50 veniva fatta ad alta quota (alcune addirittura stratosferiche), x cui non potevano sollevare polvere per il semplice fatto che a quelle altezze non c’era nessunissima polvere da poter sollevare.
    I test nell’atmosfera cmq sono stati banditi a fine anni ’50 o inizio anni ’60, (ci sono dei siti internet “ufficiali” che li elencano tutti, compresi quelli “sospetti” o semiclandestini tipo il “Vela incident”), dopo di allora si sono fatti esclusivamente test sotterranei, x cui il quantitativo di polveri immesse è stato poco.
    Ben diverso il discorso degli isotopi radiottivi dell’idrogeno (deuterio e trizio) formatisi per irraggiamento dell’acqua atmosferica da parte del “flash” nucleare; li si trova ancora adesso nelle falde acquifere, ed in campo geologico sono stati anzi utilizzati per vedere se una falda profonda è stata alimentata negli ultimi 40-50 anni: se non ne contiene, è acqua “fossile” che è lì sottoterra da almeno prima degli anni ’50.
    Sul fatto di un’influenza sul clima, si potrebbe forse pensare, piuttosto, ai grandi quantitativi di polvere legati ai bombardamenti CONVENZIONALI della 2aGM, vedi Tokio (oltre 250mila morti, la città bruciò x giorni e giorni) o Dresda (febbraio 1945, idem con 200mila morti, conoscevo un signore che ne fu testimone).
    Il fatto è che, stringi stringi, le zone in cui ci furono questi bombardamenti furono limitate, a scala globale (e x fortuna…) alla sola Europa centro-occidentale (Germania e UK, qualcosa in Russia) ed al Giappone, ed in un arco di soli 2-3 anni (fino al 1943 di bombardamenti a grande scala non se ne parla), x cui il quantitativo di polveri non credo sia superiore a quello di un paio di eruzioni vulcaniche, anche se è comunque “sospetta” la coincidenza con l’inizio della fase fredda 1945-75.
    Se però effettivamente ci fu un contributo di polveri antropogeniche (anzi, “conflittogeniche”), bisognerebbe poterle trovare nelle stratificazioni dei ghiacciai artici o nordeuropei o groenlandesi (ci hanno trovato la polvere del deserto del Gobi e di incendi in Asia); oltretutto trattandosi di polveri che derivano da incendi causati da attività belliche, dovrebbero avere una “impronta” chimica ben riconoscibile, rispetto alla polvere vulcanica o a quella di incendi “naturali”.
    Just my 2 cents

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