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Come sta messo il nostro Pianeta? – Parte 4

1 febbraio 2010

In questa ultima parte parleremo, o meglio sarete voi a interpretare, se è vera o no la teoria secondo la quale l’attuale fase di riscaldamento iniziata nel “Climate Shift” del 1976 è veramente qualcosa di eccezionale o no ed è veramente la prima volta che accade una cosa del genere.

Questo del mai avvenuto è il cavallo di battaglia più importante per chi porta avanti la religione dell’AGW, eppure così facendo si ignora una delle cose che insegnano a scuola, cioè che la terra un giorno a causa del repentino cambiamento delle correnti marine ( dovute all’unione delle due americhe ) sprofondò in una glaciazione che una volta finita portava ciclicamente il pianeta a ricadere nuovamente in una fase fredda.

Queste glaciazioni molto lunghe sono intervallate da periodi brevi detti periodi interglaciali ( come il nostro per intenderci ), quindi guardando la storia recente del pianeta terra si può tranquillamente dire che noi siamo un pianeta freddo e non certo caldo.

Detto questo non possiamo che restare basiti nel cercare di far passare il recente aumento di temperatura come straordinario quando la storia geologica del nostro pianeta mostra variazioni climatiche incredibili.

Aggiungo poi che all’interno di ogni fase, glaciale o interglaciale, abbiamo repentini cambiamenti, che sono di ordine molto minore rispetto al cambiamento di fase ma che presentano sempre riscaldamenti o raffreddamenti molto superiori a quello attuale.

Ma arriviamo ai numeri, abbiamo detto che il riscaldamento attuale è iniziato nel 1976, analizziamo quindi l’aumento di temperatura nei 10, nei 20 e nei 30 anni successivi:

1976-1986: +0.21°C

1986-1996: +0.16°C

1996-2006: +0.25°C

Abbiamo quindi un aumento in 30 anni di +0.7°C gradi

Per confrontare questo riscaldamento basterebbe andare a guardare cose successe all’inizio del 900 quando dal 1917 ( subito dopo il grande minimo ) fino al 1944 si ebbe un vistoso riscaldamento di ben +0.6°C in 27 anni, quindi molto simile a quello che abbiamo vissuto negli ultimi 30 anni, eppure nessuno sembra accorgersene.

Per fortuna grazie ai libri di storia sappiamo che durante il medioevo il clima europeo era decisamente più caldo e durante il 1600-1700 invece molto più freddo, e i carotaggi groenlandesi ci vengono in aiuto per mostrare come in realtà il clima del nostro pianeta abbia subito stravolgimenti climatici molto più spesso di quanto la gente tendi a pensare, questo link ci viene in aiuto: http://wattsupwiththat.com/2009/12/12/historical-video-perspective-our-current-unprecedented-global-warming-in-the-context-of-scale/

Per concludere questa 4° parte che non ha certo bisogno di ulteriori spiegazioni volevo parlare di un fenomeno poco conosciuto e di cui ancora oggi non si conoscono le cause, ovvero dello Younger Dryas.

Durante la fine dell’ultima glaciazione infatti l’emisfero nord dopo essersi riscaldato molto bruscamente finì d nuovo in una situazione simil glaciale forse causata dal blocco della corrente del golfo causata dall’enorme quantità di acqua dolce che si riversò in oceano.

Nasce proprio dal cercare il motivo di questo fenomeno la teoria secondo la quale uno scioglimento eccessivo del polo nord possa portare ad una fase simil glaciale,  ma questa teoria non è mai stata dimostrata e tutt’ora il fenomeno dello Younger Dryas resta inspiegato.

In questo grafico si nota molto bene:

FABIO

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  1. Nitopi
    1 febbraio 2010 alle 07:34

    Ma tu guarda…
    Dopo il drias il trend e’ chiaramente in discesa !
    E si vede bene anche il “picco recente” che e’ ridicolmente piu’ piccolo del picco precedente, quello che ha segnato l’inizio della civiltà….. poco piu’ di 3000 anni fa…

    Ciao
    Luca

  2. bora71
    1 febbraio 2010 alle 09:42

    Eruzioni contro il Global Warming (Mondo)
    01 Febbraio 2010 10:15:00

    Un gruppo di geofisici ha studiato un sistema per raffreddare il pianeta senza compiere sacrifici. Si tratterebbe, secondo quanto riportato su Nature, di provocare eruzioni vulcaniche controllate, sull’esempio di quella del vulcano Pinatubo avvenuta nel 1991. In questo modo si immetterebbe in stratosfera una grande quantità di particelle in sospensione che agirebbe da scudo alla radiazione solare determinando una diminuzione della quantità di energia in arrivo dalla nostra stella. I tre scienziati, David Keith, dell’universita’ di Calgary, Edward parson dell’universita’ del Michgan e Granger Morgan della Carnegie Mellon hanno chiesto ai governi di predisporre un fondo di ricerca multumiliardario per definire il progetto. 3bmeteo

  3. 1 febbraio 2010 alle 09:52

    Ne avevamo parlato:
    https://daltonsminima.wordpress.com/2010/01/17/le-migliori-10-idee-di-geoingegneria-per-salvarci-dal-riscaldamento-globale/

    2. L’Idea Vulcano
    L´idea é quella di creare vulcani artificiali e usarli per vomitare fuori abbastanza particelle di cenere per raffreddare la Terra: si tratta di un progetto in corso da parte della British Royal Society, la cosa é quindi molto seria, e che richiederebbe una eruzione ogni pochi mesi, per il resto del nostro tempo qui sulla Terra, o almeno fino a quando non si riesce a capire come ridurre le nostre emissioni e ripulire ciò che abbiamo già fatto.
    Qualora tali eruzioni si svolgano e quali effetti avrebbero sulla Terra nessuno lo sa veramente. Personalmente credo che qualsiasi vulcano artificiale dovrebbe essere fatto pure nei parchi di divertimento. I cervelloni che appoggiano questa idea dovrebbero essere gli unici ammessi nel parco, preferibilmente appena prima di una eruzione.

  4. Andreabont
    1 febbraio 2010 alle 09:54

    Nuova anomalia di cui non avevo tenuto conto.

    http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=2784

    Citaz: “Ma, alzando la scala del ragionamento, e ragionando non in termini di eventi locali ma su scala planetaria, si evidenzia un forte abbassamento della latitudine raggiunta dalla corrente a getto, cioè del “separatore” tra masse d’aria artiche e subtropicali: la latitudine raggiunta in questi giorni su scala globale è cioè effettivamente molto più meridionale di quanto avvenne negli anni passati, escluso – parzialmente – il 2008/09.”

  5. Andreabont
    1 febbraio 2010 alle 09:57

    Questo si che porterebbe ad una piccola era glaciale 😄

  6. Andreabont
    1 febbraio 2010 alle 10:36

    Cavolo però…

    20100131 220000 2455228.406 2093.044 0073.2 0071.1 0064.0

    Il ciclo è ormai partito, su questo non abbiamo dubbi, la il solar flux è tornato ancora estremamente basso, ciò vuol dire che l’attività solare è veramente bassa, nonostante la ripartenza del ciclo.

    Non dico nulla di certo, ma il minimo si sta concretizzando….

  7. 1 febbraio 2010 alle 10:47

    Ciclo debole ormai si aspettano questi 3-4 mesi e poi ne sapremo di più…

  8. Michele
    1 febbraio 2010 alle 11:32

    Il sistema solare si sta avviando verso la nuova configurazione magnetica…
    I giganti gassosi stan per entrare in gioco !

  9. Michele
    1 febbraio 2010 alle 11:43

    A mio parere per entrare nello Younger Dryas ..
    e con quella rapidità…
    ci vuole una ulteriore spinta….un supervulcano..
    Prendete ad esempio questo….

    http://en.wikipedia.org/wiki/Laacher_See

    “The caldera was formed after the Laacher See eruption dated to 12’900 years ago[1][2][3]. The remaining crust collapsed into the empty magma chamber below, probably two or three days after the eruption.[4] With an estimated 6 km³ of magma erupted, this eruption was slightly larger than the 1991 eruption of Pinatubo (Philippines). The Laacher eruption concides with the onset of the abrupt Younger Dryas reglaciation, which brought renewed very cold conditions to the northern hemisphere from 12.9 to 11.6 ka.”

    Adesso…osservate il grafico sopra..e cercate 12900…

  10. marcello
    1 febbraio 2010 alle 14:40

    Prendendo come parametro il dato del solar flux sotto l’indice 100 rilevo che nello scorso minimo il sf è stato sotto i 100 continuativamente per 4 anni, dal febbraio 1994 al gennaio 1998.
    Il solar max è stato raggiunto 3 anni dopo, nel 2001, ma il sf ha continuato a crescere nel 2002 per poi invertire la tendenza.
    In questo minimo finora il sf sotto i 100 si sta protraendo da 5 (febbraio 2005) anni cioè un 25% in più rispetto al precedente minimo.
    Però se l’andamento del sf sarà quello dello scorso ciclo ci aspettano almeno altri 3/4 anni per giungere al massimo.

  11. 1 febbraio 2010 alle 14:56

    Forse stai tralasciando il fatto che i cicli solari durano quasi 11 anni e non di 14/ 15 anni a cui ci porterebbe la tua analisi. O ho capito male io?

  12. Paolo
    1 febbraio 2010 alle 15:20

    credo mi sfugga qualcosa.
    Se non ricordo male l’impostazione che viene data allo studio del AGW non tiene conto della variabile solare in quanto ha poca importanza (o meglio non ne ha proprio) rispetto alle immissioni di CO2.
    Ora invece dicono di voler pilotare le eruzioni di alcuni vulcani…
    Non ho parole.

  13. agrimensore g
    1 febbraio 2010 alle 15:48

    Ancora complimenti a Fabio per l’articolo. Lo metterei nella categorie “cose assolutamente vere e chissà perchè poco note”

  14. marcello
    1 febbraio 2010 alle 16:27

    Per Sandcarioca.
    Boh, ho preso come riferimento il precedente periodo di sf sotto i 100 per avere un termine di raffronto con l’attuale minimo/post-minimo.
    Nello scorso ciclo da quando è stata superata la soglia dei 100 al solar max sono intercorsi circa 3 anni.
    Se, e solo se, accadrà anche nel presente ciclo la medesima progressione, avremo il max a tre anni dal doppiaggio della soglia100.
    Se il solar min è stato a dicembre 2008 e il solar max sarà a fine 2013, il sf sotto i 100 potrebbe perdurare per tutto il 2010 restando in linea con la progressione del sc23.
    Se invece il minimo del sc24 è stato nel 2005 come mi pare sostenga il grandissimo ALE, allora o la mia analisi, basata su un solo dato statistico, va a farsi benedire, oppure potremmo avere un ciclo abortito/più corto/più lungo….

  15. rik
  16. Bernardo Mattiucci
    2 febbraio 2010 alle 19:14

    Scusate ma non mi e’ chiaro un piccolo passaggio…

    1976-1986: +0.21°C
    1986-1996: +0.16°C
    1996-2006: +0.25°C

    Questi dati, presi cosi’, non significano assolutamente nulla… o possono significare “tutto e il contrario di tutto”.
    Mi spiego…

    ….Qual’e’ il RIFERIMENTO? Il trentennio 1946-1976? E a quanto ammontava la temperatura?

    Facciamo 2 conti cosi’ ci capiamo…
    poniamo, ad esempio, che nel trentennio di riferimento (46-76) la temperatura media fosse di 15°C.
    Nel 1° decennio successivo e’ stata di +0.21°C. Ok?
    Nel 2° decennio successivo e’ stata di +0.16°C. Ok? Si… ok un corno… questo non e’ riscaldamento “vero”… perche’ rispetto al decennio precedente e’ stata di -0.05°C.
    Nel 3° decennio successivo al periodo di riferimento e’ stata di +0.25°C.

    Il risultato qual’e’?
    che il riscaldamento “globale”, dopo 3 decenni, e’ di soli 0.25°C e non di 0.21+0.16+0.25…. perche’ il riferimento e’ sempre e solo quello del trentennio di riferimento.

    E purtroppo… questo genere di “errore” viene utilizzato per far credere a tutti che c’e’ un riscaldamento globale gigantesco che sta per farci arrostire tutti… quando invece il raffronto con il periodo di riferimento dice tutt’altro!

    A livello di GW… viene propagandato un aumento costante della temperatura da decenni… perche’ lo scorso anno e’ aumentata di +0.qualcosa… l’anno prima di +0.qualcos’altro e via dicendo. Ma in realta’… sono tutte ANOMALIE RISPETTO AD UN PERIODO DI RIFERIMENTO…. e MAI TEMPERATURE ASSOLUTE che si misurano in °C certi!

    Poi beh…. forse sono io che sono di coccio!

  17. Bernardo Mattiucci
    7 febbraio 2010 alle 07:08

    il silenzio mi fa capire che l’errore c’e’ stato… e che quanto da me sottolineato nel post precedente rappresenta piu’ o meno la verita’.

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