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I ghiacciai si sciolgono, ma non é colpa dell’ AGW.

2 marzo 2010

Un articolo su Science Daily [http://www.sciencedaily.com/releases/2009/04/090430144535.htm]) afferma: “Nel complesso, i ghiacciai di tutto il mondo sono in calo dal 1860.

Lo scioglimento dei ghiacciai

In effetti il ritiro dei ghiacciai é una costante dal 1830 circa ed anzi appare con una tendenza piú lenta adesso rispetto al periodo dal 1830 al 2000.

Il ghiacciaio del Rodano nel 1850

Il ghiacciaio del Rodano nel 1900

Lo scopo di concentrare sui ghiacciai il dibattito sul clima è discutibile. Le temperature globali sono ovviamente i migliori indicatori della salute dei ghiacciai. I ghiacciai hanno una vita complicata. Ma se i ghiacciai sono in realtà utilizzati per determinare il riscaldamento globale, non c’è nulla nella velocità di calo dei ghiacciai che indica che oggi dovrebbe essere più caldo rispetto al 1940.

Una serie temporale annuale durante 94 anni di 4 ghiacciai alpini è utilizzato per studiare l’effetto del global dimming e della radiazione solare sul bilancio di massa del ghiacciaio. Neve e ghiaccio si scioglievano di piú 1940 rispetto agli ultimi anni, a dispetto delle temperature dell’aria significativamente più elevata nel decennio in corso. Le radiazioni ad onde corte durante il periodo estivo a livello mondiale erano nel 1940 un 8% al di sopra della media a lungo termine e significativamente più elevati rispetto a oggi, favorendo una rapida perdita di massa del ghiacciaio. Il dimming (oscuramento) della radiazione solare dal 1950 fino al 1980 è in linea con i tassi di riduzione con cui si fondono e ghiacciai in questo periodo.

A riprova che i ghiacciai durante i millenni hanno subito alti e bassi, indipendentemente dalla asserita influenza della CO2 umana vediamo il diagramma delle temperature rilevate nei ghiacciai della Groenlandia, gli unici che conservano al loro interno i ricordi dei millenni passati.

L´ultima parte del diagramma con la parte rossa é il riscaldamento attuale!! Ma nei millenni passati e nei secoli scorsi il caldo fu ancora maggiore… furono i dinosauri che emettevano molta CO2?

A riprova delle temperature amene nei secoli passati lo scioglimento del ghiacciaio Schnidejoch ha riservato delle sorprese per i climatologi e archeologi svizzeri.

Lo scioglimento dei ghiacci ha portato alla luce, pezzi di tronco di alberi, pezzi di frecce, faretre di cuoio, archi, monete del periodo romano, pezzi di stoffa, pezzi di legno, calzature del periodo medievale, ecc.

Il tutto é stato sottoposto alle analisi al carbonio e i manufatti e tronchi di albero sono di varie epoche.

Il ghiaccio ha conservato il cuoio per migliaia di anni

I tronchi di albero datati a circa 8.000 a.C. dimostra che dopo il dryas recente, (11.000 a.C. circa) le Alpi avevano foreste dove adesso ci sono i ghiacciai. Tale conformazione si mantenne con alti e bassi per migliaia di anni. Il cuoio di una faretra mostra che essa fu sepolta nel ghiaccio tutto questo tempo e le analisi al carbonio hanno mostrato una etá di circa 3000 a.c la stessa quasi dell´uomo di Oetzi. Ció dimostra che in quel periodo pastori, cacciatori andavano normalmente sulle cime alpine.

Le monete romane trovate nel ruscello delle acque sciolte del ghiacciao dimostra che i romani utilizzavano regolarmente questa via per attraverasare le Alpi per andare nei territori del Nord Europa. È interessante notare come il declino dell´Impero romano sia associato ad un periodo freddo del clima.

Le parti di calzature medievali trovate dimostrano infine che il periodo caldo medievale fu piú caldo dell´attuale e che contadini e allevatori frequentavano le alte Alpi per le loro attivitá lavorative.

Ecco come si immagina fosse il paesaggio alpino nel periodo dell´impero romano

Con questo speriamo che quelli che ancora parlano della riduzione dei ghiacciai alpini come prova inconfutabile del riscaldamento attuale causato dalle attivitá umane, rispondano alla domanda: CHI HA RISCALDATO LE ALPI (E TUTTI GLI ALTRI GHIACCIAI DEL MONDO) NEI PASSATI MILLENNI?

Sand-Rio

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Categorie:Uncategorized
  1. nitopi
    2 marzo 2010 alle 13:25

    Bravo Sand… come al solito incisivo!!!

    Volevo segnalare Su Le scienze di questo mese la risposta di Bellone ad una lettera corale di una serie di talebani AGW che facevano rimostranze a quanto scritto nella sua rubrica “scienza e società” titolo “Il clima e la CO2″del mese scorso …..

    Be… stasera magari posto l’editoriale del mese scorso… intanto voi compratevi “Le Scienze” di questo mese 8)

    Ciao
    Luca

  2. autobas
    2 marzo 2010 alle 13:27

    E’ sicuramente colpa delle auto diesel Euro 1 e Euro 2

  3. nitopi
    2 marzo 2010 alle 13:34

    Va be… ho trovato tutto in rete…
    Potete anche non comprare “le Scienze” (anche se male non fa….)

    qui fa un po’ il riassunto della faccenda…

    http://www.climatemonitor.it/?p=8047

    questo e’ il “brano” scatenante

    http://www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2010/02/2010020202398200022_lescienze.pdf

    qui c’e’ la tettera dei “talebani” e la repica di Enrico Bellone


    E, non citata su “le scienze” , una lettera di apprezzamento, con atrettante firme di “scettici”

    http://www.climatemonitor.it/wp-content/uploads/2010/03/Lettera-Professor-Bellone.pdf

    Ciao e buona lettura

    Luca

    P.S.
    Il Prof Bellone era docente di storia della scienza quando studiavo io a Genova…
    Ciao
    Luca

  4. ice2020
    2 marzo 2010 alle 13:47

    Complimenti al solito Sand-rio per l’ottimo articlo, esaustivo e pungente come sempre….

    Eh si, saranno state le grandi c.agate dei dinosauri ad aver emesso il surplus di cO2 ai tempi preistorici…e così via fino ai nostri tempi,dove però le uniche c.agate sono quelle che sparano quelli dell’IPCC…

    😆

  5. Fabio2
    2 marzo 2010 alle 14:33

    Inutile girarci intorno, è ancora un tema molto controverso e la verità in tasca non ce l’ha nessuno.

    Occorre ancora tempo e servono ulteriori misure e studi sui reali effetti del vapore acqueo e della CO2.
    Ed io ci metterei anche l’ozono: se ricordo bene anche lui contribuisce (non so di quanto però) all’effetto serra e la sua concentrazione dipende in modo diretto dall’attività solare: più ultravioletti —> più ozono e dunque contributo all’effetto serra e viceversa, ricordando che i raggi ultravioletti variano in percentuale ben più che la complessiva TSI, anche tra un minimo ed un massimo “normali”, figuriamoci in questi anni…..

  6. Fabio2
    2 marzo 2010 alle 14:35

    intendo, mi riferisco a studi effettuati negli anni scorsi sul contributo al riscaldamento o al raffreddamento delle variazioni di concentrazione dell’ozono. Se riesco a ritrovare gli studi che avevo letto, li posto.

  7. nitopi
    2 marzo 2010 alle 15:01

    MHHH Più che CO2 sara stato CH4

    Ciao
    Luca

  8. nitopi
    2 marzo 2010 alle 15:02

    E durante il minimo solare il calo degli UV e’ superiore a quello del visibile….
    Ciao
    Luca

  9. Andreabont
    2 marzo 2010 alle 15:08

    Ottimo, ormai è inutile continuare a portare evidenze, chi non vuole prenderne atto è solo perchè è mosso da una fede assoluta verso l’AGW… e nessuna prova scientifica gli farà cambiare idea, proprio perchè la sua è religione, non scienza!

    In sostanza, il GW è un evento che avviene ciclicamente, l’AGW è una piccolissima porzione del GW stesso che NON è assolutamente causa di esso, ma aspetto secondario.

    Insomma, l’uomo può aver pure dato un contributo, ma il fenomeno è del tutto naturale e l’uomo non può far nulla per impedirlo.

  10. Alberto Omonimo
    2 marzo 2010 alle 15:14

    Dove posso trovare una versione a piu’ alta risoluzione
    del diagramma delle temperature rilevate nei ghiacciai della Groenlandia ?

    grazie

    Alberto

  11. 2 marzo 2010 alle 15:21

    Sono convinto che entro pochissimo tempo qualcuno. lassú nelle alte sfere climatologiche mondiali, dirá che i terremoti distruttivi saranno sempre piú numerosi e la colpa é del riscaldamento globale di origine umana. Proveranno con argomenti pseudoscientifici quanto asserito faranno un grafico con una mazza di hockey e chiederanno un´altra fortuna di milioni e milioni di euro, da reperire con qualche piccola tassa su benzina o carbone, per studiare l´assunto.

  12. 2 marzo 2010 alle 15:29

    Questo é piú grande.

  13. Alberto Omonimo
    2 marzo 2010 alle 15:42

    Grazie mille !!!!!!!!!

    Alberto

  14. 2 marzo 2010 alle 15:46

    Finalmente incontrati i dati originali del grafico Hockey Stick che provano il riscaldamento globale. Da leggere ingrandito. (é in Inglese).

  15. 2 marzo 2010 alle 15:49

    Intanto nello scorso febbraio non si è riscontrato alcun tornado sul territorio statunitense….è un fatto eclatante che non si verificava dal lontano 1947..i fautori del GW si staranno strappando i capelli visto che questo era un loro cavallo di battaglia…

  16. nitopi
    2 marzo 2010 alle 15:54

    grandioso!
    Ciao
    Luca

  17. DOM
    2 marzo 2010 alle 16:42

    Davvero grande! Ottimo articolo adesso voglio vedere cosa si inventeranno i talebani dell’AGW.
    HO solo un dubbio : ma la vegetazione non Ha un limite di altitudine oltre al quale non riesce a crescere o questo è solo correlato alla emperatira? grazie.

  18. DOM
    2 marzo 2010 alle 16:44

    😮 …..
    volevo dire temperatura…..

  19. andrea b
  20. andrea b
    2 marzo 2010 alle 17:27

    la traduzione lascia un po a desiderare confonde i piedi con i metri

  21. 2 marzo 2010 alle 17:33

    Ti rispondo con alcuni nomi di cittá:
    La Paz 3600/3700
    Potosí 4060
    Thimphu (Bhutan) 2736
    Lhasa 3650
    Sanaa (Yemen) 2253
    Bogotá 2619
    Quito 2763
    Cittá del Messico 2216
    Asmara 2363
    La Rinconada (Perú) 5100
    Infine la piú alta al mondo é Ven Chuan (Wenzhuan) a 5200 mt .s.l.
    In tutte queste cittá esistono parchi, alberi, piante oltre naturalmente ad animali e persone.

  22. Fabio2
    2 marzo 2010 alle 17:35

    Non direi, mi risulta che in Africa ci siano foreste fino a quote ragguardevoli (3000 metri ed oltre, se ricordo bene).

    Ad esempio, il limite delle foreste, (salendo in montagna o andando verso uno dei poli), direi che è essenzialmente dovuto alla rigidezza del clima: qualsiasi pianta, al di sotto di una certa temperatura, non sopravvive.

    Naturalmente, ogni pianta ha la sua temperatura limite: ricordo che, in occasione dell’ondata di freddo del 1985, molti ulivi nelle zone interne dell’Italia Centrale morirono a causa delle temperature rigidissime (15-20 gradi sotto zero) cui furono esposti per molte ore al giorno per più giorni consecutivi.

  23. Fabio2
    2 marzo 2010 alle 17:37

    Beninteso, a quote in cui l’aria è molto rarefatta non saprei, anche perchè fa un freddo boia (e quindi lì è la temperatura che fa la differenza), forse non sopravvivono nemmeno le piante, però fino al limite delle nevi (es. in Africa fino a 4500 metri) si trovano vari tipi di piante.

  24. DOM
    2 marzo 2010 alle 17:55

    Grazie!… effettivamente fino ai 3500 4000 mt suppongo che l’aria non sia molto rarefatta e le precipitazioni si possano chiamare tali.
    Mi veniva in mente anche il paese oramai abbandonato di Roccacalascio ( spero si chiami cosi) sotto il gransasso, sorge a circa 1500 mt. Io non credo che abbiano costruito li solo per il panorama, ma perchè era possibile viverci e come quello tanti piccoli centri su Alpi e Appennini oramai abbandonati per l’irrigidimento del clima dopo l’optimum med.

  25. 2 marzo 2010 alle 17:58

    Questa é Potosí 4060 mt qualche albero in cittá si vede.

    Questa é La Paz 3700

    Questa é La Rinconada (perú) a 5100 mt.

  26. nitopi
    3 marzo 2010 alle 15:43

    Col fischio!!!!
    Prova a salire in funivia sul monte bianco e poi farti svelto le scale che portano alla terrazza panoramica 8)
    Io comincio a patire sopra i 3000….

    Ciao
    Luca

  27. nitopi
    3 marzo 2010 alle 15:46

    scusa SAnd… ma cosa ci stanno a fare gli alla Rinconada??? Sembra il posto piu’ sfigato del mondo…

    non dirmelo…

    Minatori …

    O no?

    Ciao
    Luca

  28. 3 marzo 2010 alle 16:15

    Turismo estremo! C`è gente che gode con queste sfide impossibili.

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