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Conferenza Allumiere 2010 con i Prof. Scafetta e Mazzarella tra i Relatori: Giove e Saturno, i burattinai del Sole…

4 marzo 2010

Premessa la personale  e sincera ammirazione che nutro per i tre scienziati intervenuti alla conferenza, vorrei riferirvi le impressioni ricevute durante la conferenza esaminando i tre interventi con lo stesso spirito con cui si parla al bar di un film o di una partita. E’ ovvio che il mio punto di vista è di  molto ristretto rispetto a quello di un ricercatore climatologo, tuttavia penso di poter ugualmente  commentare gli interventi dei relatori, così come, pur non avendo mai recitato in un set, e pur giocando a calcetto malissimo, non rinuncio a dare giudizi su film o partite di calcio.

Anche altri interventi sono stati interessanti, a cominciare da quelli del moderatore Ten.Col. Guidi, ma, per brevità, preferisco focalizzarmi sui tre relatori.

Prof. Adriano Mazzarella, direttore dell’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Napoli

Il primo intervento è stato quello di Mazzarella, che ha esposto le correlazioni che ha trovato tra attività solare, lunghezza del giorno (LOD, length of day) e temperatura, ove come temperatura ha privilegiato quella degli oceani, secondo me correttamente, in quanto, come ha ricordato, l’oceano funziona bene da filtro passa-basso, cioè attenua la variabilità inter-annuale (rumore ad alta frequenza) delle temperature, fornendo così un trend già definito. Mazzarella ha definito il suo approccio olistico per differenziarlo da quello dei modelli, che tendono a indagare a partire dal singolo fenomeno e dal singolo elemento di globo terracqueo.

Le correlazioni illustrate da Mazzarella sono state molto convincenti, talora impressionanti, tuttavia va ricordato che, come si suol dire, “correlation is not causation”. A tal proposito, ricordo una nota regola di tipo metodologico. Se si trova una correlazione tra due grandezze A e B, può essere che:

1- A è causa di B

2- B è causa di C

3- esiste una terza grandezza C che è causa di A, B

4- è una combinazione delle tre precedenti possibilità (meccanismi di feedback)

5- è un caso

Ciò premesso, mi pare che quando Mazzarella ipotizza che variazioni di pochi millisecondi della LOD possano provocare cambiamenti climatici, faccia fatica a convincere l’uditorio.  Direi che la correlazione da lui trovata circa la LOD (grandezza A) con le temperature (grandezza B) possa essere giustificata da altri tipi di causa effetto. Ad esempio, secondo un’ipotesi credo propria dello stesso Mazzarella, se l’attività solare (grandezza C), tramite la variazione solar wind (o l’attività geomagnetica), fosse la causa della variazione dei millisecondi sulla LOD , potremmo supporre che:

– l’attività solare modula la LOD

– l’attività solare modula la temperatura

– LOD e temperatura sono in correlazione

Credo che questa, a mio modestissimo parere, sia l’ipotesi più probabile, cioè siamo nel caso (3) dei punti summenzionati, ma ognuno potrà formarsi la propria idea.

Quella che ho trovato più interessante, fra le varie correlazioni esposte da Mazzarella, è stata quella che includeva le orbite di Giove e Saturno. La sottolineo, perché qualche ora più tardi è stata ripresa dallo stesso Scafetta.

Dr. Carlo Cacciamanidirettore del Servizio Idro Meteorologico dell’ARPA Emilia Romagna

Il secondo intervento è stato quello di Cacciamani che si è soffermato lo stato dell’arte dei modelli GCM (global circulation models).

Così come il relatore che lo ha preceduto, anche Cacciamani ha dimostrato, oltre all’indiscussa competenza, quel misto di passione e simpatia che è indispensabile per coinvolgere il pubblico.  Tuttavia, la parte di relazione  volta a suffragare la bontà dei modelli si è basata su delle argomentazioni  che non condivido.  In particolare, cito due punti sostenuti da Cacciamani:

1.  I modelli funzionano in maniera non perfetta, ma già abbastanza accettabile, perché si sono sempre più evoluti fino a raggiungere un elevato grado di complessità, ed, in particolare, includono le principali equazioni della fisica dell’atmosfera.

Cacciamani ha anche illustrato le equazioni differenziali implementate sui modelli, forse nel tentativo di far comprendere quanto essi siano complicati. Premesso che basta essersi occupato un poco di fisica, ad esempio aver trattato le equazioni di Maxwell, per non impressionarsi più di tanto nel vedere operatori matematici quali rotore e divergenza, va detto che nessuno ha messo in dubbio la complessità dei modelli, nonché lo sforzo implementativo per farli funzionare sui calcolatori. Ma la complessità, da sola, non è una prova della correttezza. Al contrario, più un modello è complesso, più va verificato attentamente.

2. I modelli sono già attendibili per alcune zone di mondo, ad esempio il Mediterraneo, giacchè in tali zone i risultati di tutti i modelli convergono.

A me pare normale che i modelli tendano a convergere, dato che si basano all’incirca sulle stesse equazioni differenziali, le quali prevedono l’attività solare come costante, o quasi. In questo caso la convergenza dei modelli implica solo la sostanziale corrispondenza degli algoritmi adottati, non la loro correttezza.

Il problema che invece speravo  Cacciamani affrontasse, è la questione cui ho provato ad accennare negli articoli su NIA

https://daltonsminima.wordpress.com/2010/02/19/lo-scetticismo-sui-gcm-parte-ii/

https://daltonsminima.wordpress.com/2010/02/18/lo-scetticismo-sui-gcm-parte-i/

e che sintetizzo in un’unica domanda:

“Chi ci assicura che i GCM non siano affetti da problemi di over-fitting, cioè, che non abbiano così tanti parametri che con un tuning opportuno non si riesca ad ottenere il fit delle curve (dei trend) indipendentemente dalla bontà del modello?”

Dr. Nicola Scafetta, ricercatore della Duke University.

Nel pomeriggio, Scafetta ha presentato la sua chiara e brillante relazione che dividerei in tre  parti.

All’inizio ha messo in evidenza alcuni punti che vengono dati per scontati nella teoria AGW e che invece dovrebbero essere tema di approfondimento. Ad esempio, la climate sensitivity , cioè l’aumento della temperatura relativo ad un raddoppio di concentrazione di CO2, in laboratorio, è solo di un grado C. Vari studi, hanno fornito per il clima, includendo i feedback, valori da 0 a 9 gradi C, e l’IPCC ha assunto come statisticamente valido il range da 2,5 a 4 gradi C.

Poi, Scafetta ha ricordato la teoria dei Galactic Cosmic Rays (GCR) quali elementi che facilitano la formazioni di nubi basse, corredandola di  grafici e correlazioni. Di seguito, per chi non la conosce, provo a descrivere la teoria che, come ho avuto già modo di scrivere, reputo molto promettente, sotto forma di catena causa/effetto:

più attività solare -> più campo magnetico del sistema solare in grado di deviare i raggi cosmici -> meno GCR sulla Terra -> meno nubi basse  -> più temperature

Ovviamente, vale la stessa catena logica con segni invertiti.

Infine, Scafetta ha illustrato la sua teoria così come descritto anche nel relativo articolo di NIA (https://daltonsminima.wordpress.com/2009/10/26/).

In pratica, Scafetta ha messo in rilievo come esistono dei cicli nelle temperature che combaciano, quasi perfettamente, con i cicli orbitali dei maggiori pianeti del sistema solare. La metodologia di analisi statistica di Scafetta non cerca soltanto correlazioni su trend ricavati da grafici già smoothed, ma si basa sull’analisi spettrale. In pratica, un conto è correlare due grandezze rispetto a un trend, cioè una retta, un conto è far vedere in un arco di tempo che quando aumenta una, aumenta anche l’altra, e viceversa, verificando che i due andamenti abbiano la stessa frequenza. E’ stato davvero istruttivo vedere come Scafetta sia riuscito a scomporre un segnale (l’andamento della temperatura) nelle varie componenti, anche se aver enucleato anche l’aumento delle temperature a fronte di fenomeni intensi di El Nino può dar luogo a delle perplessità.

La conclusione dell’intervento è stata focalizzata sulla combinazione dell’orbita Giove-Saturno, della loro influenza sull’attività solare  e sul ciclo di sessanta anni che ne deriva. Scafetta, se ho ben compreso, giustifica tale influenza con forze gravitazionali. Secondo me, sarebbe stato ancora più convincente se avesse accennato all’interazione magnetica tra i tre maggiori corpi del sistema solare.

Il ciclo di sessanta anni è importante perchè una scala di tempo umana. Inoltre, mentre i GCM riescono a cogliere i trend di lungo periodo parametrizzando opportunamento il modello, un ciclo di qualche decina di anni viene difficilmente simulato se non è compreso nel modello stesso. In particolare, Scafetta ha mostrato come col suo metodo, che include tale ciclo, si riesca a ricostruire il clima molto più a lungo nel passato, e molto meglio, di quanto riescano a fare i GCM. L’importanza di questo lavoro risiede nel fatto che ha messo in risalto come sia impossibile riuscire a costruire un modello  predittivo sul clima trascurando la variabilità dell’attività solare. La successiva domanda di Cacciamani è stata in merito alla sostanziale incompletezza nella definizione fisica del fenomeno attraverso il quale i pianeti, soprattutto Giove/Saturno, possano influenzare il comportamento del Sole. Di conseguenza Cacciamani ha sottolineato l’impossibilità di considerarla in un modello GCM. Scafetta ha replicato che non è per questa carenza che si può pensare a definire un modello predittivo ignorando la questione. In sostanza, secondo Scafetta, postulare l’attività solare come una costante conduce inevitabilmente ad errori di previsione in merito al clima.

Alla fine, la mia impressione più forte è stata che, affrontando il problema da due prospettive diverse, quelle di Mazzarella e di Scafetta, si giunge ad ipotizzare  Giove e Saturno come i maggiori burattinai che sollecitano il Sole a darsi da fare o a riposare, con conseguenze evidenti per quanto riguarda il clima terrestre.

E i GCM, prima o poi, dovranno affrontare il tema…

Agrimensore

  1. ice2020
    4 marzo 2010 alle 11:40

    Ringrazio pubblicamente Agrimensore per aver “rappresentanto” NIA all’importantissima conferenza organizzata dall’amico antonio Marino con cui mi scuso per non essere potuto venire, e soprattutto per aver scritto questo articolo che in modo chiaro ed esaustivo tocca i temi principali trattati al convegno!

    Simon

  2. nitopi
    4 marzo 2010 alle 11:58

    Un applauso!
    Luca

  3. nitopi
    4 marzo 2010 alle 12:02

    E ora un commento…

    Variazioni della durata del giorno (cioe’ della rotazione della terra ) possono essere attribuibili quasi esclusivamente ad effetti mareali => leggi interazioni gravitazionali in situazioni di particolare sovrapposizione …..

    Quindi Si, vale il caso c) …. allineamento che influenza l’attivita’ solare e rotazione della terra; l’attivita’ solare influenza il clima…. E il buon Mazzarella misura un parametro che puo’ controllare al nanosecondo, di cui nessuno puo’ mettere in dubbio il valore e lo correla con la temperatura di qualcosa con una grande capacita’ termica (che funziona da “integratore climatico”) ….

    Direi un grande!

    Ciao
    Luca

  4. Fabio2
    4 marzo 2010 alle 12:11

    Complimenti per l’articolo, bello davvero. Una ventata di aria fresca che ad un blog come questo, sempre esposto al “vento” di internet, fa sempre bene.

    Certo che parlare dell’influenza gravitazionale di Giove e Saturno sul Sole mi lascia alquanto perplesso, considerando l’enorme differenza di massa……interessante (sono però un po scettico) sarebbe esaminare, come suggeriva Agrimensore, l’influenza magnetica.

  5. andrea b
    4 marzo 2010 alle 12:27

    bellissimo post 🙂 Complimenti Agrimensore per la sintesi

  6. 4 marzo 2010 alle 12:40

    Jupiter and Saturn are always around, the orbit periods are small. They are the main drivers in the solar system that influence the Sun. But is not tidal, it is angular momentum that changes the path of the Sun (Saturn has little to no tidal effect on the Sun).

    Jupiter and Saturn are the main engine, but they have extra help when Neptune and Uranus are together every 172 years. If Neptune and Uranus were not part of the solar system there would be almost NO modulation in solar activity.

    Without Neptune & Uranus there would also be NO solar grand minima.

  7. Michele
    4 marzo 2010 alle 13:02

    Hi Geoff,
    what do you think about relationship between Solar System Barycentre and Ecliptic Galactic Center ??

  8. ice2020
    4 marzo 2010 alle 13:05

    And this year there are Neptune & Uranus too!

    Very interesting!

    Simon

  9. agrimensoreg
    4 marzo 2010 alle 13:11

    Spero di essere riuscito a riassumere senza troppe inesattezze… Tra l’altro, parlando di clima, quello del convegno è stato molto cordiale. Lo dico perchè qualcuno, senza esserci, ha ipotizzato che il tutto fosse una specie di trappola per il prof. Cacciamani che si sarebe trovato a “combattere” uno contro due. Niente di tutto ciò. Tutti i relatori hanno esposto le loro idee tranquillamente e soprattutto il pubblico ha ascoltato ogni intervento con attenzione e senza pregiudizi. Per questo ho voluto sottolineare, nell’articolo, la simpatia di Cacciamani, che non compare nel titolo per decisione del titolista. Comunque, Simon, puoi essere fiero perché NIA è stato rappresentato anche da altri e perchè il blog è stato argomento di conversazione durante il pranzo. Grazie a te per l’opportunità di partecipare a questo blog sempre più famoso e a tutti per gli incoraggiamenti.

  10. ALE
    4 marzo 2010 alle 13:41

    La risonanza orbitale Giove-Saturno come prima armonica nei cicli lunghi (polisecolari del Sole) è di 300 anni, ecco perchè l’allineamento con Urano è importante, avviene in condizioni di perfetto allineamento con gli altri Supergiganti…
    Ricordo che gli effetti mareali sul SOLE da parte del pianeti è TRASCURABILE, perchè il Sole ha il 99% della massa del Sistema SOlare, ma in termini di GMF NON CI SONO PARAGONI, il GMF di Giove più quello di Saturno è più di 22 volte quello SOlare, se ci mettiamo anche Urano arriviamo a 25 VOLTE, UNA ENORMITà…
    La distorsione del GMF Solare potrebbe in linea di principio portare a una interferenza elettromagnetica in discordanza di fase tale da ANNICHILIRE il Ciclo solare in corso…
    Sono solo ipotesi, occerre avere ancora altri dati a disposizione, ecco perchè il Minimo di Eddy-Niroma è così importante….
    ALE

  11. giorgio
    4 marzo 2010 alle 14:26

    Bravissimo Ale!!!!perfettamente daccordo con te.Intanto voglio ringraziare pubblicamente Agrimensore per aver rappresentato NIA alla conferenza.Grazie di cuore.Torno al commento di Ale.Se non erro qui non parliamo solo del GMF di Giove Saturno e Urano che ci porterebbero indietro di 357 anni in piu con l”aggravante di Urano,Quindi situazione ancora piu complicata del Maunder.C”e una situazione antecedente che risale agli anni 90.Ebbene gia alla fine degli anni 90 se non sbaglio la NASA lancia un satellite per monitorare il rallentamento del Solar Wind,L&P notano gia a partire dal 1990 che le macchie solari diventano sempre piu calde e quindi piu deboli in modo costante e progressivo col passare degli anni.La prova e” il ciclo 23 che si e stato molto intenso pero piu debole rispetto al ciclo 22(prova inconfutabile a favore di L&P).Ebbene facciamo un po di ragionamenti: forse qui non e in ballo solo l”allineamento planetario.Forse c”e qualcosa di piu….cosa?Ecco che io (mio ragionamento personale)penso che abbiamo a che fare anche con lo spostamento del del sistema solare verso il cosidetto “allineamento galattico” gia prospettato da Ale.Quindi giungo subito alla conclusione:SIAMO IN UNA SITUAZIONE VERAMENTE UNICA!!Non vado oltre.Mi piacerebbe che qualcuno che ha conoscenze scientifiche migliori delle mie prendesse in esame questa mia ipotesi e ci lavorasse sopra.

  12. marcello
    4 marzo 2010 alle 14:26

    Bell’articolo Agrimensore; ho apprezzato molto anche lo stile, una prosa fluente ma intrisa di passione e di capacità di sintesi.
    Complimenti

  13. 4 marzo 2010 alle 14:56

    Grande agrimensore! Bell´articolo non solo un riassunto di quanto detto ma pieno anche di impressioni.

  14. ALE
    4 marzo 2010 alle 15:32

    Vedi Giorgio ti rispondo con una domanda (anche se nn si dovrebbe fare!!!) Perchè non siamo ancora in grado di fare centrali nucelari a FUSIONE per mimare il nostro Sole????
    O meglio perchè l’energia necessaria per imbrigliare il plasma è troppo alta rispetto a quella che si ottiene?????
    La risposta è che i campi magnetici che servono per isolare il plasma risentono anche di piccolissime interferenze elettrostatiche, queste si propagano amplificandosi e creando distorsioni che portano al collasso del campo di contenimento, sempre che esso non sia MOLTO ma MOLTO forte….
    Da qui il bilancio sfavorevole di energia!
    E allora come andare a valutare tutte queste variabili che agiscono sul SOle????
    Raccogliendo più dati possibile, studiandone le cause e facendo un nuovo modello previsonale deterministico dell’attività solare!!!
    Ecco perchè questo Minimo è così importante!!!!
    ALE

  15. agrimensoreg
    4 marzo 2010 alle 15:34

    Ragazzi, che dire… grazie dei complimenti… ora mi monto la testa 🙂 … io li rigiro a tutti quelli che hanno contribuito a sviluppare NIA, ovviamente a cominciare da Simon.

  16. andrew
    4 marzo 2010 alle 15:51

    mi unisco anch’io ai complimenti e vi faccio notare come l’attività solare sia in lento ma costante declino

  17. slug
    4 marzo 2010 alle 15:55

    In che situazione si trova oggi il sole?

  18. ice2020
    4 marzo 2010 alle 16:02

    A parte il solito conteggio pompato del NOAA (41 di ssn), il sole è tranquillo, nessuna nuova AR in formazione ed indici ancora bassi nonostante la presenza di 4 regioni di cui ancora 3 con macchiette ma in netta fase di decadenza…con oggi infatti dovremmo tornare spotless almeno per il L&N’s count

    Simon

  19. nitopi
    4 marzo 2010 alle 16:45

    Qualche macchietta girgia nel farside di GONG ma nulla di eclatante
    Luca

  20. nitopi
    4 marzo 2010 alle 16:46

    Rifaccio i complimenti ma…
    Ho trovato una grossa lacuna….
    Non ci hai detto di come era il rinfresco 8) 🙂
    Ciaooo
    Luca

  21. ice2020
    4 marzo 2010 alle 16:55

    Si è vero Agrimensore, raccontaci un anche un pò di retroscena visto che hai detto che si è parlato pure di NIA…

  22. dario
    4 marzo 2010 alle 17:01

    Per il rinfresco ti rispondo io che ero presente: il pranzo è stato semplicemente favoloso, ed è stato contornato da una atmosfera simpatica e cordiale tra tutti i presenti, relatori compresi.

  23. agrimensoreg
    4 marzo 2010 alle 17:11

    Beh, sì, a pranzo c’erano anche altri lettori di NIA che se vogliono possono confermare e che ho avuto il piacere di conoscere. Così abbiamo un po’ parlato del blog, coinvolgendo altri avventori. Naturalmente la trattoria era di quelle tipiche. Senza farvi il resoconto delle portate, i miei preferiti sono stati il formaggio col miele, e il ragù al sugo di cinghiale. Vi posso assicurare che davanti ad una tavola tutte le polemiche AGW sì o AGW no si smorzano parecchio… E poi è la fettuccina è l’unico sistema che è rimasto all’Italia per richiamare i cervelli dall’estero, vedi Scafetta 🙂 Scherzi a parte, a vedersi in faccia magari si capisce meglio come in generale in tutti (ehm… magari con qualche dubbio circa i vertici di certi organismi internazionali…) ci sia di fondo la buona fede. Mazzarella e Cacciamani sono, nell’ordine, il classico campano e emiliano simpaticissimi, o almeno, o avuto questa impressione. Scafetta si vede da tutto quello che dice, direi anche da come si muove, che è un’intelligenza brillantissima. Comunque, è stato davvero un piacere partecipare, clima molto cordiale e molto costruttivo, polemiche giusto quel tanto da mettere un po’ di pepe.
    poi se un giorno volessimo organizzare qualche tavolata anche noi di NIA, non è che mi tirerei indietro… 🙂

  24. apuano70
    4 marzo 2010 alle 17:32

    Mi aggiungo ai complimenti ad Agrimensore: avrei partecipato volentieri alla Conferenza ma non mi è stato possibile causa impegni di lavoro…..
    Comunque, se volete organizzare un ritrovo di NIA, provo a “candidare ” ufficialmente la Versilia come location! 😀
    Bruno

  25. Fabio2
    4 marzo 2010 alle 17:50

    Ok, ma c’è sempre la questione della distanza: l’influenza di un campo magnetico, se ricordo bene, decresce rapidamente (quadrato?) al crescere della distanza.
    A 500 milioni di km Giove che influenza può avere? E Saturno, che dista quasi 1 miliardo di km dal Sole? E Urano, che ne dista 2 (o più, non ricordo bene…..) ?

  26. apuano70
    4 marzo 2010 alle 17:54

    Vado OT; sembra che le due AR presenti nell’emisfero sud abbiano ripreso vigore
    Questa l’immagine di ieri:

    Questa invece quella odierna:
    http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.html
    E’ la prima volta da diverso tempo a questa parte che noto un incremento di attività al di fuori del “recinto”!
    Bruno

  27. ice2020
    4 marzo 2010 alle 18:36

    Ci può stare…quelle AR è giorni che incrementano per poi ridiminuire…

    la 1052 per 2 volte ha preso il numero con il nostro conteggio, ma nn per sufficienti ore da essere contata…

  28. indopama
    4 marzo 2010 alle 19:07

    un diverso punto di vista.
    tutto cio’ che osserviamo e’ continuamente creato dall’osservatore secondo il progetto di una intelligenza che e’ la stessa per ogni osservatore ma con un “carattere” diverso, tale da far “vivere” un’esperienza unica, di conseguenza essendo la stessa ha progettato le varie correlazioni (che noi chiamiamo leggi) tra i vari osservatori.
    per un certo periodo queste leggi si ripetono in maniera abbastanza ciclica ed ecco che i vari osservatori riescono a trovare la correlazione, poi ogni tot di tempo la legge viene cambiata per avere una diversa esperienza di vita, una diversa creazione.
    noi ci troviamo alla fine di una di queste fasi durante la quale abbiamo trovato varie correlazioni ma siamo anche nel periodo di cambiamento di queste leggi per cui non riusciamo a capire ancora le nuove, ecco perche’ da un po’ di tempo gli accadimenti ci sembrano strani.
    io credo che la cosa piu’ importante sia accettare che l’unica cosa di cui siamo certi e’ che noi creiamo pensieri che credono di osservare tutti i fenomeni, che siano creati da noi ogni istante o che noi siamo un filtro di un qualche cosa di esterno e’ il punto cruciale da indagare.

    io per mia esperienza propongo per la prima.

    cosa centra con l’articolo? non lo so ma mi chiedevo cosa centrava l’articolo con la nostra vita… forse perche’ ci piace scoprire come funziona la vita, per questo amiamo indagare. bene, se cosi’ e’ allora anche la mia risposta ha una sua pertinenza.

  29. Nitopi
    4 marzo 2010 alle 20:08

    OT.
    stavo guardando il meteo (nevovo) previsto per domenica e ni e’ capitata sotto occhio la seguente notizia flash

    “Secondo gli ultimi dati dell’ISAC CNR, infatti, il mese di Febbraio ha palesato un’anomalia positiva pari a 0.32°C rispetto alla media 1961-1990. Si tratta, per il mese in questione, del 56° scarto più alto dal 1880.”

    Come dire… il 74° più freddo dal 1880 …. 8)

    E siamo solo all’inizio….

    Ciao
    Luca

  30. 4 marzo 2010 alle 20:17

    Mar Baltico, cinquanta navi
    bloccate dal ghiaccio

    STOCCOLMA – Migliaia di passeggeri a bordo di decine di navi sono intrappolati nel ghiaccio nel Mar Baltico. Le navi bloccate sono in tutto 50. Lo ha riferito l’autorità marittima svedese. “Circa cinquanta navi da carico attendono di essere soccorse dai rompighiaccio; inoltre erano rimasti bloccati sei traghetti a grande capacità, di cui al momento siamo riusciti a liberarne due”, hanno precisato le autorità marittime svedesi. Tra i quattro “ferry” ancora intrappolati ve ne sono due della Viking Line, che assicurano i collegamenti regolari tra Svezia e Finlandia: secondo l’agenzia di stampa svedese tt si tratterebbe della “Isabella” e la “Amorella”, con a bordo un totale di 2.630 passeggeri.
    Speriamo che questo caldo globale finisca presto!

  31. giorgio
    4 marzo 2010 alle 20:19

    infatti Ale ti do pienamente ragione.Non c”e niente di meglio che il metodo deterministico.E questa occasione sara unica per tutti gli appassionati di fisica solare,Anche per il Prof Hathaway,che come fisico solare ritengo rimanga sempre il migliore,peccato che si e concentrato solo sulla stella $senza valutare minimamente l”influenza di fattori esterni.Penso (e anche questa e una mia idea),che Hathaway, Niroma, L&P e via via tutti gli altri hanno fatto scoperte eccezzionali e tutte hanno riscontri.Si tratta solo di trovare un punto di connessione tra tutte queste teorie (compresa anche la tua) per avvicinarsi sempre di piu alla domanda che tutti ci poniamo e cioe come si comportera il sole nei prossimi anni.Perche se pur vero che alla fine il nostro astro fara cio che vuole e” anche vero che si comportera sempre seguendo regole ben precise che noi esseri umani prima o poi dovremmo riuscire a capirle con precisione.

  32. giorgio
    4 marzo 2010 alle 21:37

    !046 1051 1052 1053.Tutto nel recinto.Crescita e calo secondo copione.Ogni giorno Ale guadagna punti prezosi.SEI GRANDE!!!!!!!!!!!!!!!!!Non ho parole!!!!!!

  33. Michele
    4 marzo 2010 alle 22:02

    Ecco il trenino…a carbone un pò lento e un pò macchinoso nel suo andare !!!

  34. Pablito
    5 marzo 2010 alle 01:05

    Per Giorgio
    La tua teoria sull’allineamento con il Piano Galattico non è campata in aria se tieni conto non delle forze di marea, ma delle onde gravitazionali.
    Tanto più che stiamo anche uscendo dal Local Fluff (http://www.salviamoci2012.eu/LaNubeInterstellareLocaleoLocalFluff.htm) e l’uscita dal nostro “batuffolo” forse comprimerebbe o espanderebbe l’eliosfera

  35. 5 marzo 2010 alle 02:42

    Hi…I think the galactic centre might be too far away to have any effect on our solar system, if the sun is moved by the GC it would most likely be very minute. We probably have an effect on the GC more than it does us. I have not seen any correlation or evidence supporting GC theory but open learning.

    I am not a supporter of magnetic influence….gravity is the key I think.

  36. 5 marzo 2010 alle 03:27

    yes…1052 did not maintain 23 pixels for 24 hours so it looks like our first spotless day in 43 days.

  37. Fabio2
    5 marzo 2010 alle 07:42

    Aspetta che arrivi domenica e poi vedi che neve….a Torino, forse anche a Milano e Bologna…..per non parlare del freddo previsto per gran parte della prossima settimana. E stanotte tocca al versante adriatico.

    Ho letto di “colpo di coda” dell’inverno, ma quello che si prepara è un “uno-due” da ko!

  38. Andreabont
    5 marzo 2010 alle 08:55
  39. 5 marzo 2010 alle 12:09

    Una clip dove il Prof. Svensmark spiega la sua teoria sulla formazione nuvolosa collegata alle variazioni solari.
    http://climateclips.com/archives/271
    http://thecloudmystery.com/The_Cloud_Mystery/Home.html

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