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La Rubrica di NIA: L’inverno 2009/10 in Europa

18 marzo 2010

Dopo aver visto come è finito l’inverno in Italia facciamo una breve analisi sull’inverno Europeo.

I dati a disposizione sono sia pochi che tanti, cioè solo le temperature medie hanno archivi validi e sicuri su cui è possibile fare confronti però ci sono molte fonti da cui attingere a questi dati e bisogna fare una selezione.

Io esaminerò solo 3 stazioni di rilevanza storica, Monaco di Baviera, Praga e De Bilt, rispettivamente in Germania, Rep Ceca e Olanda.

Questa non è una scelta di comodo, in quanto sono alcune delle pochissime stazioni storiche che arrivano fino al 1700, anche se adesso non andremo ovviamente così indietro preferisco non prendere stazioni che esistono solo da 50-60anni perché sarebbe impossibile fare un confronto con il lontano passato.

Partiamo subito da quella a noi più vicina e spesso più significativa ( almeno per il Nord Italia ), ovvero Monaco di Baviera:

Prendiamo gli ultimi 30 inverni in quanto è sconsigliato usare una serie troppo corta:

80/81 -2,23
81/82 -2,53
82/83 +0,50
83/84 -1,10
84/85 -3,70
85/86 -1,77
86/87 -1,90
87/88 +1,33
88/89 +1,53
1989/90 +1,53
90/91 -1,57
91/92 -0,20
92/93 +0,37
93/94 +2,20
94/95 +2,07
95/96 -2,50
96/97 -1,37
97/98 +1,73
98/99 -0,17
1999/00 +1,10
2000/01 +1.00
2001/02 +1,17
2002/03 -1,40
2003/04 +0,33
2004/05 -1,30
2005/06 -2,37
2006/07 +3,57
2007/08 +2,03
2008/09 -1.00
2009/10 -1.00

Sono valori assoluti e non anomalie, in grassetto quelli più freddi e, inclinati quelli chiusi circa uguali.

Vediamo subito come ci sono stati negli ultimi 30anni ben 11 inverni più freddi e 2 che si sono conclusi con un valore simile, tra cui spicca anche il suo precedente.

Se qualcuno avesse in mente di paragonare questo inverno al 1962/63 deve sapere che a Monaco quell’inverno chiuse a -7.50°C

Passiamo ora a Praga:

80/81 -2.00
81/82 -3,77
82/83 +0,07
83/84 -1,40
84/85 -4,57
85/86 -2,17
86/87 -3,30
87/88 +1,20
88/89 +1,47
1989/90 +1,80
90/91 -1,60
91/92 +0,20
92/93 -1,33
93/94 +1,13
94/95 +1,33
95/96 -3,87
96/97 -2,50
97/98 +1,60
98/99 -0,53
1999/00 +0,83
2000/01 +0.00
2001/02 +0,67
2002/03 -2,40
2003/04 -0,50
2004/05 -0,77
2005/06 -2,53
2006/07 +3,70
2007/08 +1,93
2008/09 -0,93
2009/10 -2,27

Vediamo che nella parte più ad est dell’Europa l’inverno è stato decisamente più freddo di quello dello scorso anno e negli ultimi 30anni ci sono solo 6 inverni più freddo di questo e 2 con anomalie simili.

Vale la pena andare a vedere dal 1950 in poi quanti inverni oltre a questi 6 sono stati più freddi dell’ultimo:

1953/54 – 1955/56 – 1962/63 – 1963/64 – 1968/69 – 1969/70 – 1978/79

Sono tantini, ma per essere in periodo di GW è un buon risultato, non c’è che dire, 14° inverno più freddo dal 1950 per Praga.

Se a qualcuno venisse in mente di paragonare questo inverno al 1962/63 deve sapere che a Praga quell’inverno chiuse a -6.80°C

Ora guardiamo De Bilt:

80/81 +2,40
81/82 +1,03
82/83 +3,47
83/84 +3,07
84/85 +0,23
85/86 +1,50
86/87 +1,50
87/88 +4,97
88/89 +5,60
1989/90 +6.00
90/91 +2,20
91/92 +3,83
92/93 +3,73
93/94 +3,93
94/95 +5,27
95/96 -0,17
96/97 +1,87
97/98 +5,33
98/99 +4,23
1999/00 +4,97
2000/01 +4,07
2001/02 +4,80
2002/03 +2,37
2003/04 +4,17
2004/05 +3,63
2005/06 +2,80
2006/07 +6,57
2007/08 +5,20
2008/09 +2,20
2009/10 +1,10

Nella zona occidentale dell’Europa l’inverno tocca connotati di Eccezionalità e finalmente si può parlare di un signor inverno, anche se per solo una piccola parte dell’Europa.

Infatti negli ultimi 30anni solo 2 inverni sono stati più freddi e 1 si è chiuso con valori simili.

Qui è fondamentale andare a vedere gli inverni dal 1950 in poi, ecco quali sono stati i più freddi:

1955/56 – 1962/63 – 1969/70 – 1978/79

Quindi questo è il 7° inverno più freddo dal 1950, quindi in Europa occidentale ( ad ovest della Germania ) l’inverno ha avuto caratteri di eccezionalità.

Per curiosità l’inverno 1962/63 a De Bilt chiuse a -3.03°C, siamo molto lontani, ma quello resta un’eccezione.

Curiosità: dal 1900 in poi questo è il 15° inverno più freddo per De Bilt

FABIO

  1. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 12:11

    D’altra parte c’era il Nino, non si poteva pretendere un inverno eccezzionale……vediamo i prossimi inverni, senza Nino, come vanno…..

    Fabio, piuttosto, se hai i dati, io proverei a confrontare l’inverno appena trascorso con quelli degli anni (scelti fra gli ultimi 20-30) in cui era presente un Nino moderato, giusto per tentare (rozzamente) di scorporare l’effetto del minimo solare dal resto.

    E’ fattibile, secondo te? E soprattutto, pensi sia sensato?

  2. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 12:24

    Come dicevo prima, è un tentativo rozzo, in quanto lo stesso Nino in una certa misura dipende dal livello di attività solare (pare), però magari si scopre qualcosa di interessante.

    Per intenderci, mi aspetto che l’inverno appena trascorso sia nettamente più freddo degli altri caratterizzati da un Nino moderato. Sbaglio?

  3. ice2020
    18 marzo 2010 alle 12:32

    Interessante, vediamo cosa ci risponde il nostro Nintendo…

    e magari se ci legge anche Michele RN

  4. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 12:36

    Quando dico che lo stesso Nino in una certa misura dipende dal livelo di attività solare, intendo che forse, senza il minimo, il Nino sarebbe stato forte, anzichè moderato, e dunque il confronto più corretto potrebbe essere con annate come quella del 1998. Comunque anche il confronto con le altre annate in cui c’era il Nino, forte o moderato o debole, credo sia utile.
    Sbaglio, secondo voi?

  5. ice2020
    18 marzo 2010 alle 12:42

    A naso secondo me nn sbagli affatto!

    Lasciando anche perdere il concetto dell’influenza del minimo sull’intensità che ha avuto il nino quest’anno, il ragionamento va posto cn altri anni in cui il nino è stato moderato!

  6. Nitopi
    18 marzo 2010 alle 12:55

    carino l’articolo sul conveyor che hanno pubblicato sul sito di Soho…
    Che dici Simon, lo traduco? Violiamo qualche copyright???
    http://sohowww.nascom.nasa.gov/hotshots/2010_03_15/
    Ciao
    Luca

  7. ice2020
    18 marzo 2010 alle 12:59

    Era giàuscita la notizia sul sito di watts la settimana scorsa credo…

    anche se qui su NIA nn ne abbiamo parlato tanto…si può fare…

  8. Nintendo
    18 marzo 2010 alle 13:15

    non avrebbe senso confrontare tutti gli inverni con nino moderato, perchè come è già stato detto questo nino ha influenzato in maniera molto diversa l”inverno europeo, provocando una AO molto negativa, cosa mai successa prima d’ora.
    è stato un nino occidentale, probabilmente perchè la PDO negativa impedisce anomalie elevati in sede orientale e perchè il minimo solare lo sfavorisce.

  9. agrimensoreg
    18 marzo 2010 alle 13:24

    Io direi che l’idea di Fabio2 è sensata.
    D’altra parte lo stessa Scafetta tende a scorporare l’effetto Nino nelle sue ricerche, anche se, per riprendere il discorso di Fabio2, non si può pensare al Nino come ad un effetto casuale (tipo le eruzioni vulcaniche).
    Per il resto, sono sempre più propenso a credere che ci sia un certo effetto di causalità tra l’indice ap del sole e l’indice AO, da cui la tendenza ad inverni più rigidi in Europa in tempi di minimo solare.

  10. nitopi
    18 marzo 2010 alle 13:33

    Prrrronto

  11. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 13:58

    Dici che il Nino ha provocato una AO molto negativa? Nel senso che ha favorito la persistenza di anticicloni a livello polare? Oppure di depressioni alle medie latitudini? Tramite quale meccanismo, secondo te?

  12. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 14:00

    Dal tuo ragionamento mi parrebbe di capire che il Nino potrebbe aver mitigato la rigidità dell’inverno a latitudini mediterranee.
    Oppure le abbondanti piogge e la relativa mitezza del clima di questo inverno nel Mediterraneo sono un “effetto collaterale” della AO negativa ?

  13. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 14:05

    Ricordo, a chi leggesse ora e non lo sapesse che AO sta per Arctic Oscillation, ovvero (tradotto con il traduttore Google)
    ” L’oscillazione artica (AO) è un indice del pattern dominante delle variazioni di pressione sul livello del mare non stagionale a nord della latitudine 20N, ed è caratterizzata da anomalie della pressione di un segno nell’Artico con le anomalie opposte centrate su 37-45N. [1] l’indice è stato proposto nel 2001 da David Thompson e John Michael Wallace.”
    Cioè, AO positiva, vuol dire alta pressione alle latitudini 37-45 N e bassa nell’Artico, dunque inverno tendenzialmente mite e asciutto e estate calda e asciutta.
    AO negativo vuol dire il contrario, anche se gli effetti sulla temperatura alle nostre latitudini non sono scontati, come abbiamo visto quest’anno.

  14. ice2020
    18 marzo 2010 alle 14:08

    Non sn scontati perchè c’è AO- e AO—, e quest’anno abbiamo avuto i secondo caso, con AO a fondo scala record…quindi a godere è stato, parlando dell’Italia, soprattutto il Nord in termini di freddo…se l’AO fosse stata meno negativa, anche il sud avrebbe visto tanta neve!

    Simon

  15. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 14:12

    Certo, e poi c’era la questione dei blocchi da parte dell’anticiclone delle Azzorre, che sono stati solo temporanei, per cui le perturbazioni atlantiche hanno avuto spesso e volentieri la strada aperta verso il Mediterraneo.
    Anche qui però le cose non mi sono ancora del tutto chiare, ovvero se ci sia o meno una correlazione tra il valore di AO e la tendenza dell’alta pressione delle Azzorre ad erigersi verso nord, sbarrando la strada alle perturbazioni da ovest.

  16. Nintendo
    18 marzo 2010 alle 14:30

    cmq gli inverni si confrontano con l’AO, non con il Nino.
    il Nino influenza l’AO che è quella che determina le anomalie europee, quindi si guarda li al massimo.
    ma poi anche con L’AO non è detto che i dati siano lineari, perchè ci sono altri fattori.

  17. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 14:34

    Quello che ho proposto è un’alternativa al confronto con l’AO (per capire qualcosa di più), se vuoi anche perchè, come dici giustamente, non è detto che più l’AO è negativa e più l’inverno europeo è freddo (e viceversa), altrimenti l’inverno appena trascorso sarebbe stato terribile, o sbaglio?

  18. frozen
    18 marzo 2010 alle 14:46

    Mi sa che intedevi dire NAO-

    Infatti quest’anno l’ AO- associata ad una NAO- ha portato alla formazione di imponenti blocchi altopressori nord-atlantici ma con scarsa radice sub-tropicale, il che ha permesso a correnti di aria umida basso-atlantica di entrare nel mediterrano portando consistenti nevicate qui in valpadana, spesso terreno di scontro tra freddo da est e aria umida mediterranea.
    Diverso sarebbe stato con una NAO neutra in questo caso i blocchi sarebbero stati più coriacei senza infiltrazioni basso atlantiche e inverno storico anche al sud.

  19. frozen
    18 marzo 2010 alle 14:57

    in parte sbagli in parte dici il vero.
    Con AO positiva il VP prende forza e gira a trottola, dunuque scarsi scambi meridiani e inverno mite in sede europea.
    Con AO negativa, VP più debole e scambi prevalentemente meridiani, con risalite di aria calda verso il polo e discese di aria fredda verso le medie latitudini. Tuttavia non è affatto detto che i bersaglio del freddo sia l’europa o ancor più l’italia. Le colate artiche potrebbero benissimo finire in atlantico e noi sotto richiamo mite.

  20. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 15:09

    Certo, naturalmente la traiettoria può essere diversa.
    Però poi credo intervengano anche altri fattori, perchè quest’anno le colate artiche e siberiane anno seguito quasi tutte lo stesso percorso. In altri anni pure, ad esempio andavano quasi tutte verso i Balcani.
    Sarebbe interessante capire se ci sia una spiegazione. Magari occorre creare un nuovo indice…….

  21. 18 marzo 2010 alle 15:55

    Cerco di dare un piccolo input alla bella discussione:
    Perché quest´anno non ci sono stati quasi uragani sull´Atlantico?
    El Niño é dato al 90% finito entro giugno/luglio, e si stanno creando le condizioni per un episodio Niña in autunno/inverno 2010.

  22. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 16:05

    Cioè, intendi, la relativa debolezza e la marcata occidentalità del Nino ha favorito l’assenza di uragani?

  23. nitopi
    18 marzo 2010 alle 16:11

    notavo che i ghiacci artici accennano solo ora a diminuire… e hanno preso un bell’andi quet’inverno…

    Ciao
    Luca

  24. Frozen
    18 marzo 2010 alle 16:12

    Probabilmente le SSTA atlantiche sono una causa.
    Cmq per quanto riguarda un nuovo indice dire che La NAO è più che sufficiente, vedi ciò ke ho scritto sopra.

  25. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 16:15

    Sei sicuro? In realtà non ricordo questi blocchi così imponenti e soprattutto duraturi.
    Ho notato invece una marcata antizonalità della circolazione nell’Europa continentale, ma questo è un effetto ovvio della AO fortemente negativa.
    Per questo mi chiedevo se la AO, in base al segno, favorisse o inibisse in qualche modo i blocchi altopressori, ma probabilmente la risposta è nè l’uno nè l’altro.

  26. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 16:23

    mmm, che complicazioni.
    Dunque, ricapitolando, se vogliamo avere un’idea non troppo confusa del tempo previsto nel nostro continente nelle settimane successive, dobbiamo

    guardare al segno della AO, per capire il verso prevalente delle correnti lungo i paralleli (W-> E se AO>0, E->W se AO0, l’anticiclone delle Azzrre ed il Ciclone d’Islanda se ne stanno ognuno a casa propria; se NAO<0 in un certo senso si scambiano di posto, invece se NAO= 0 circa, l'alta pressione può ergersi lungo tutto l'Altantico oppure mancare completamente) e dunque capire se e che tipo di blocchi altopressori siano previsti;

    verificare la condizione dell'ENSO, cioè NINO (anomalie positive delle acque del Pacifico al largo del Perù) oppure NINA (anomalie negative).

    Manca qualche altro indice importante, secondo voi?

  27. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 16:28

    Vado un attimo OT, segnalando che

    http://www.cpc.noaa.gov/products/precip/CWlink/daily_ao_index/ao_index_ensm.shtml

    l’indice AO (ancora lui!) è previsto in netta diminuzione verso valori di -2 fino al 24-25 aprile. Poi subentra una notevole incertezza, anche se la maggior parte dei membri previsionali indica una moderata negatività.
    Insomma, occorre attendere perlomeno qualche giorno per avere conferme circa le possibilità di colpi di coda dell’inverno.

  28. DOM
    18 marzo 2010 alle 16:40
  29. ice2020
    18 marzo 2010 alle 16:49

    Il PNA!

    Se esso è positivo ci sn più possibilità che si erga un blocco in atlantico dove va bene a noi!

    Ciao

  30. ice2020
    18 marzo 2010 alle 16:50

    Stai certo che se l’AO rimane negativo addio pimavera per ora…

  31. 18 marzo 2010 alle 17:11

    Vi siete scordati della QBO che essendo in fase negativa favorisce la circolazione E-W e le retrogressioni fredde sull’europa.

  32. 18 marzo 2010 alle 17:18

    Ieri addirittura il trend degli ultimi giorni si è invertito e i ghiacci sono in aumento ripetto ai giorni scorsi.
    http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm
    Semmai il problema sono più i ghiacci antartici che negli ultimi giorni hanno rallentato parecchio la loro crescita.

  33. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 17:23

    ah, sicuro, almeno nell’Europa continentale. Da noi, dipende……

  34. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 17:29

    Certo, noi guardiamo all’Europa, ma molti dei giochi si verificano altrove, in particolare nell’Oceano Pacifico, come Meteoscienze non manca di far notare.
    Peraltro, le stesse perturbazioni atlantiche, o meglio le depressioni associate,si generano nel Pacifico, poi attraversano il Canada e si presentano sull’Europa occidentale.

  35. giorgio
    18 marzo 2010 alle 17:41

    Possiamo dire praticamente tutte,Non c”e ne stata una sola atlantica per mesi.il bello e” che la bolla di calore tropicale sull”atlantico trasforma queste perturbazioni normalissime in veri mostri(vedi inondazioni portogallo Spagna francia ecc).L”origine vera di queste perturbazioni e” il pacifico occidentale e la madre e” l”ENSO.

  36. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 17:49

    dunque il prossimo autunno dovremmo attenderci delle perturbazioni normali, se è vero che il NINO sarà scomparso, sempre che arrivino fino a noi…..

  37. giorgio
    18 marzo 2010 alle 17:56

    Dove sono finite le perturbazioni di origine atlantica? Sara che la GDG non le trasporta piu verso l”Europa? E quando il NINO si esaurira che cosa succedera?da dove dovrebbe arrivare la pioggia?

  38. ice2020
    18 marzo 2010 alle 18:00

    Dalla Siberia ma sotto forma di neve… 😆

  39. giorgio
    18 marzo 2010 alle 18:06

    sei troppo forte

  40. giorgio
    18 marzo 2010 alle 18:12

    Scherzi a parte stiamo vivendo una situazione molto strana, in particolare in atlantico, la CDG e” un nastro trasportatore di acque calde, ma anche di perturbazioni, l”anomalia della CDG potrebbe rallentare se non bloccare i flussi pertrbati DI ORIGINE ATLANTICA.E una situazione a noi nuova e gli sviluppi futuri sono molto incerti.

  41. Michele
    18 marzo 2010 alle 18:28

    Adesso la sparo..
    regettevi !!!!!!!!!!!!
    e se tutto fosse legato alla spostamento dei poli magnetici ?

    http://in.news.yahoo.com/139/20091225/981/tsc-earth-s-north-magnetic-pole-racing-t.html

  42. Nintendo
    18 marzo 2010 alle 22:00

    attenzione all’AO negativa in primavera, perchè rischiamo di essere costantemente sotto richiami sciroccali.

  43. ice2020
    18 marzo 2010 alle 22:06

    Ma anche sotto continue piogge…

  44. Fabio2
    18 marzo 2010 alle 22:37

    Dal Mediterraneo. Basta un contributo di aria fredda, alla fine dell’estate, e scoppia il pandemonio. Ma anche d’inverno da il suo bravo contributo alle precipitazioni, con i suoi 12 gradi di temperatura superficiale, rispetto al gelo dell’aria siberiana.

  45. Nintendo
    18 marzo 2010 alle 23:01

    noi si 😀

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