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I cicli solari durante il minimo di Maunder

26 marzo 2010

Il minimo di Maunder si sviluppò tra gli anni 1645 e 1717. Vediamo allora cosa successe in quel periodo ai cicli e se ci furono dei massimi nei cicli. Prima di tutto osserviamo cosa scrissero gli astronomi dell´epoca prima del minimo nei loro archivi e disegni ricordando che ancora non si aveva conoscenza dei cicli solari e che quindi i disegni delle macchie mostrano solo quello che si vedeva con la strumentazione dell´epoca e che questa strumentazione durante quegli anni si andó sviluppando in modo che il fattore di correzione che dovremmo applicare per rendere quei disegni paragonabili a quelli moderni deve variare durante i vri decenni.

Osserviamo allora la ricerca fatta da Maunder.

Secondo i manoscritti dell´epoca tra il 1610 e il 1620 vi fu una grande attivitá solare con un numero di Wolf annuale di 60 nel 1610, anno in cui si osservarono macchie solari anche a occhio nudo, e di 55 nel 1612. Tra il 1620 e il 1630 il massimo fu nel 1625 con un numero di Wolf di 40; tra il 1630 e il 1640 non si hanno dati affidabili, tra il 1640 e il 1650 il massimo fu nel 1643 con un numero di Wolf di 20.

N° ciclo Decade Anno del Max N° Di Wolf    
           
-10 1640-1650 1643 18    
-9 1650-1660 1653 5 Inizio minimo
-8 1660-1670 1661 5    
-7 1670-1680 1673 10    
-6 1680-1690 1684 12    
-5 1690-1700 1695 7    
-4 1700-1710 1705 20 fine minimo
-3 1710-1720 1718 65    

Considerando il fattore di correzione nel ciclo 1700-1710 il massimo del 1705 con 20 Wolf puó essere rettificato con un K 2/3 e quindi ottenere un numero di Wolf di 50. Il fattore di correzione durante il minimo di Maunder, per aver mostrato poche macchie e probabilmente molte saranno state quelle piccole, che oggi vengono contate tranquillamente, ma che allora erano trascurate, possiamo assegnare un fattore di correzione K di 2 o 3 o anche superiore. Durante il minimo di Maunder ci furono i cicli e ognuno ebbe il suo massimo che é ben visibile se applichiamo il attore di correzione, e i cicli ebbero all´incirca il loro normale sviluppo di quasi 11 anni. (Ricordo che quando Maunder fece la tabella sopra, adesso ritoccata con numero di Wolf e max, giá si conoscevano i cicli di 11 anni!).

L´anno 1718 con un max di Wolf di 65 (corretto sarebbe un Wolf 130/190) fu il primo anno di massimo dei cicli post-Maunder, anche se la scienza inizia a contare i cicli dal 1755.

Una altra caratteristica fu che le macchie durante il Maunder si concentrarono nell´emisfero sud del Sole tranne nell´ultima parte del minimo quando cominciarono ad apparire macchie anche nella parte nord del Sole.
In base ai calcoli fatti con le macchie é stato possibile anche calcolare il relativo Solar Flux che dal 1610 al 2010 sarebbe questo:

(Clicca qui per vedere ingrandito: Flux.png)

Tre curiositá infine: la prima é che si pensa che Stradivari fece i suoi meravigliosi strumenti perchè utilizzó alberi che durante quel periodo crescerono lentamente; Stradivari nacque un anno prima dell´inizio del minimo di Maunder. Seconda curiositá: il periodo del minimo di Maunder corrisponde al periodo del regno di Re Luigi XIV di Francia IL RE SOLE! (1643-1715). Terza curiositá, che non so se è una curiositá o una cosa molto seria e che qualcuno in qualche commento ha evidenziato; in un disegno del Sole fatta da Flamsteed (astronomo inglese, quello che fece costruire l´osservatorio di Greenwich) uno studio recentissimo di J.M. Vaquero del Dipartimento di Fisica Applicata dell’Universidad de Extremadura a Cáceres (Spagna), facendo una analisi profonda suggerisce che il Sole abbia rallentato la sua rotazione durante il periodo piú profondo del minimo di Maunder nel 1684.

SANDRIO

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  1. 26 marzo 2010 alle 13:09

    Vado OT per segnalare che negli ultimi due giorni i ghiacci artici hanno invertito il trend e stanno aumntando:
    03,23,2010,14185469
    03,24,2010,14242813
    03,25,2010,14282344
    http://www.ijis.iarc.uaf.edu/en/home/seaice_extent.htm

  2. andrew
    26 marzo 2010 alle 13:13

    Ottimo articolo Sand finalmente ne sappiamo un pò di più di quel periodo e da li si evince che neanche in quel periodo le macchie scesero davvero a 0 😀

  3. 26 marzo 2010 alle 13:29

    Sul perché successe il minimo di Maunder ci sono varie teorie di cui l´ultima dice che il sole assunse una formazione unipolare per vari decenni, in pratica i poli avevano la stessa orientazione magnetica.
    Ma su questo ALE potrebbe essere molto piú preciso e potrebbe fare una analisi piú dettagliata facendo anche un paragone con la situazione attuale.
    Ricordo che ALE giá aveva fatto un articolo su questo:
    https://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/05/corona-holes-e-struttura-monopolare-del-sole-durante-il-minimo-di-maunder/

    http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6V3S-4PKXBVR-3&_user=10&_coverDate=12%2F31%2F2007&_rdoc=1&_fmt=high&_orig=search&_sort=d&_docanchor=&view=c&_searchStrId=1269209918&_rerunOrigin=google&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=c7e229eb4d0ceb7c31a4842c5a8c317e

    http://adsabs.harvard.edu/abs/2007AdSpR..40.1917C

    Il grafico del solar flux é derivato da questo:
    http://solar-flux.narod.ru/

  4. Fabio2
    26 marzo 2010 alle 13:54

    molto interessante…..dunque il minimo non fu poi così “minimo”, giusto?……ero finora convinto che i cicli di 11 anni fossero sostanzialmente “saltati” e che si sapesse comunque ben poco sulla distribuzione delle macchie.

    Stando all’articolo, la differenza del minimo di Maunder rispetto al minimo di Dalton consisterebbe più nella maggiore durata del primo rispetto al secondo che non nella minore intensità dei cicli (massimi e minimi), giusto ?

  5. Fabio2
    26 marzo 2010 alle 14:30

    Vero, ma con una precisazione che traggo dal sito wattsupwiththat.com/2010/03/25/arctic-sea-ice-continues-to-rise-past-the-normal-peak-date/

    Il grafico si riferisce alla superificie in cui la concentrazione di ghiaccio supera il 15%, che può trarre in inganno quando il ghiaccio si spacca e va alla deriva. Un forumista del sito di cui sopra suggerisce invece di fare riferimento a questo grafico: ocean.dmi.dk/arctic/icecover.uk.php
    dove si riporta l’estensione dei ghiacci per concentrazione superiore al 30%, ritenuta più simile all’effettiva banchisa, che non a semplice ghiaccio alla deriva (15-30%).

  6. ice2020
    26 marzo 2010 alle 14:34

    Beh, i cicli nel maunde si pensa siano saltati invece, proprio perchè nn ci fu l’inversione dei poli, ma cionostante alcune macche furono osservate ugualmente, a tal proposito è bene risottolineare che apparivano quasi esclusivamente nell’emisfero sud!

    Simon

  7. Nintendo
    26 marzo 2010 alle 14:48

    sbagliatissimo.
    esiste infatti la differenza tra Area ed Estensione appunto perchè ci sono questo tipi di errori.

    l’artico viene diviso in piccole aree.
    per calcolare l’Estensione si guardano tutte le aree che hanno almeno l’1% di ghiaccio e si sommano.
    per calcolare l’Area si guardano tutte le aree dove c’è almeno l’1% di ghiaccio e le se moltiplica per la concentrazione di ghiaccio presente, infine si sommano.

    quella di usare i trucchetti del 15% o del 30% serve solo per dire che c’è meno ghiaccio di quanto in realtà ce ne sia.

  8. bora71
    26 marzo 2010 alle 14:51

    ot
    questo libro e’ interessante..bisogna comprarlo..
    Riscaldamento Globale: La Fine..gli ultimi mesi..ritorno al passato o addio per sempre?

    scritto da Angelo Rubino ricercatore presso l’Università Cà Foscari di Venezia dove è titolare del corso di Climatologia e Meteorologia del corso di laurea in Scienze Ambientali. Ha pubblicato numerosissimi lavori nel campo dell’Oceanografi a, della Modellistica numerica, della Dinamica dei fl uidi rotanti e della Climatologia con numerose collaborazioni internazionali. Nel 1996 ha vinto il premio Humbolt-Ritter-Penk della Società Geografi ca di Berlino per i suoi studi sulle catastrofi naturali.

    e da Davide Zanchettin che ha conseguito nel 2005 il titolo di dottore di ricerca in Scienze Ambientali presso l’Università Cà Foscari di Venezia dove è attualmente titolare di un assegno di ricerca. I suoi lavori riguardano soprattutto la ricerca climatologica e si basano principalmente sull’analisi statistica dei dati osservati. Collabora con studiosi di diverse istituzioni internazionali, tra le quali il “Max Planck Institut für Meteorologie” di Amburgo.

    In libreria dal 7 aprile 20101.

    Riscaldamento globale: la fine è un libro coraggioso, di sfida, scritto da due esperti della fisica del clima. Esso racconta i fatti che stanno alla base della grande paura, la “paura perfetta” dei cambiamenti climatici. Con linguaggio comprensibile a tutti, ma senza banalizzazioni, parla delle ipotesi, delle incertezze, delle luci e delle ombre di una teoria che potrebbe cambiare il mondo. Presenta inoltre una rifl essione profonda sulle dinamiche sociali che potrebbero emergere da scelte affi date ad una scienza troppo spesso non matura per guidare una rivoluzione globale.

    Ha un senso identificare una temperatura planetaria? È possibile prevedere veramente il clima futuro della Terra? È realizzabile una stabilità climatica, oppure il clima è destinato comunque e per sempre a cambiare? Come si sconfi ggono le conseguenze dei fenomeni climatici estremi? Quanta parte della discussione degli ultimi anni è legata a paure irrazionali e quanta si riferisce invece a pericoli reali? Cosa dimostrano gli ultimi, clamorosi sviluppi dello scandalo climatico denominato “Climategate” e del fallimento del vertice mondiale sul clima di Copenhagen?

    La lettura del libro consente ai profani come ai più esperti di districarsi nella foresta ombrosa di un tema troppo grande per vedere vincenti le semplifi cazioni e gli estremismi. Il linguaggio è frizzante, spassoso e dissacratore. Fatto non solo per informare e far rifl ettere, ma anche per divertire il lettore.
    http://www.climatemonitor.it/?p=8529

  9. Fabio2
    26 marzo 2010 alle 15:06

    Nel caso dei due link che ho postato, se capisco bene, si parla di estensione e non di area, corretto?

    E poi in fondo quello che interessa, prima che conoscere l’effettiva estensione del ghiaccio, è fare confronti omogenei con gli anni precedenti. O sbaglio?

  10. ice2020
    26 marzo 2010 alle 15:10

    nn sbagli…

  11. Fabio2
    26 marzo 2010 alle 15:10

    E’ sicuramente un tema meritevole di ulteriori riflessioni.

    Un altro elemento che vorrei sottolineare è che, in assenza di un governo mondiale, perlomeno un governo dell’economia, difficilmente avremo un governo mondiale del clima, ovvero degli effetti che l’attività umana può produrre sul clima.

  12. Fabio2
    26 marzo 2010 alle 15:13

    invece adesso pare accada sostanzialmente il contrario, ovvero si osservano molte più macchie nell’emisfero nord, mi pare, vero?

  13. giorgio
    26 marzo 2010 alle 15:59

    Intanto complimenti Sand ancora una volta.Anno 1653 corrispondente al massimo del ciclo -9.Anno dell”allineamento planetario.la conicdenza con il 2010 anno del probabile massimo del ciclo 24.Anno dell”allineamento planetario.Ebbene osservati al tempo cicli -13,-12,-11,-10con attivita i calo costante corrispondenti esattamente ai cicli 20,21,22,23 attuali con attivita in costante calo.Le analogie sono molto evidenti.ottimo articolo.Ciao Giorgio

  14. giorgio
    26 marzo 2010 alle 16:06

    Inoltre 6 cicli di seguito di minimo senza inversione polare.Il doppio esatto dei 3 cicli del Dalton con inversioni polari.l”ultimo ciclo del minimo e” di transizione e poi…ciclo esplosivo e cioe -3.

  15. giorgio
    26 marzo 2010 alle 16:28

    per lo piu vi era un solar flux max stimato nel 1653 pari a 100. (96 attuale fino ad ora).Le analogie sono tantissime.

  16. ice2020
    26 marzo 2010 alle 16:46

    Il massimo del solra flux è stato finora 93 e per un solo giorno…e dato che lo ricaviamo dal SN, se quest’ultimo deve essere corretto pr k2/k3, anche il flusso deve essere più alto.

    simon

  17. nitopi
    26 marzo 2010 alle 16:53

    Bell’articolo!
    Ci sentiamo ragazzi, la prox settimana sono in ferie… (mi faccio un giretto in Sicilia … terra degli antenati… (1/4) )
    Ciao
    Luca

  18. giorgio
    26 marzo 2010 alle 16:55

    Scusa Simon nn ho capito bene

  19. giorgio
    26 marzo 2010 alle 16:57

    Il K non vale solo per i wolf?

  20. ice2020
    26 marzo 2010 alle 16:57

    Volevo dire che il solar flux è stato ricavato dal numero dei SN i quali come ci spiega Sand nell’articolo devono esser corretti per k2/k3, quindi vengono fuori sn più alti…

    se gli SN sono più alti, anche il solar flux allora dev’essere più elevato, a meno che nel grafico postato da sand si tiene già conto di questa cosa, in tal caso chiedo scusa…

  21. 26 marzo 2010 alle 17:08

    Il solar flux giá é corretto con un coefficente 2.
    Per fare un paragone della situazione attuale con quella del Maunder dovremmo prendere i dati del Layman&NIA count (perché i dati NOAA/NASA sono ultrainnafidabili e quelli del SIDC anche se piú corretti risentono troppo della inadeguatezza del coefficente di correzione) quindi prendendo solo i nostri dati possiamo fare un paragone col Maunder o col Dalton e sarebbe interessante avere i nostri dati divisi tra emisfero Nord e Sud…. hai capito dove andremmo a parare?

  22. 26 marzo 2010 alle 17:13

    Una volta calcolato il numero di Wolf antico come da tabella si aumentano i dati col coefficente K 2-3 da questo numero di Wolf che é quello paragonabile alla visione odierna si ottiene il solar flux.

  23. giorgio
    26 marzo 2010 alle 17:20

    quindi il max del solar flux del 1653 corretto corrisponde al max del 13 febbraio 2010 pari a 96.La conicidenza e2 esatta.

  24. 26 marzo 2010 alle 17:21

    In pratica con i disegni antichi i ricercatori hanno determinato sia le macchie singole sia i gruppi che apparvero durante il Maunder e hanno determinato il numero di Wolf, poi considerato gli strumenti dell´epoca e il fatto che i pore singoli e a coppie che appaiono oggi e vengono contati, anche allora apparivano ma non venivano contati (disegnati negli archivi degli astronomi) si aumenta il numero di wolf per il fattore di correzione.

  25. giorgio
    26 marzo 2010 alle 17:21

    quindi il max del solar flux del 1653 corretto corrisponde al max del 13 febbraio 2010 pari a 96.La conicidenza e” esatta. Correggo

  26. ice2020
    26 marzo 2010 alle 17:24

    E’ un lavoro biblico,anche perchè finora ho usato il L&N’s count solo per definire le regioni contabili, nn l’SN che cmq sarebbe si più basso!

    La regola, anhe in accordo con Geoff è quella che quando una regione viene contata, gli si attribuisce l’RI giornaliero che ha dato il sidc…

    cmq ad occhio, da dicembre 2008, una media di 20 ssn nn l’abbiamo di certo raggiunta, tanto più per l’emisfero sud!

    E penso ch anche tu abbia capito dove voglio parare 🙂

  27. 26 marzo 2010 alle 17:27

    Per vedere la comparazione moderna tra SN e solar Flux dal 1947 questo é il diagramma:
    http://solar-flux.narod.ru/Comparison.htm

  28. 26 marzo 2010 alle 17:32

    Intanto il pore segnato ieri é giustamente scomparso ma se sono coerenti con il loro passato al NOAA dovrebbero contare lo stesso 2 AR per oggi.
    http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.html

  29. ice2020
    26 marzo 2010 alle 17:35

    Ma infatti la stan contando:

    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html

    l’errore era proprio che nn la dovevano conteggiare una AR così…potevo capire prima che il ciclo 24 nn era ripartito, ed erano le uniche cose che il sole riusciva a fre, ma ora ci vuole coraggio a dare dei numeri a delle cose così!

  30. andrea b
    26 marzo 2010 alle 19:34

    bel lavoro
    ho avuto parecchio da fare oggi e sono riuscito a leggerlo solo adesso.

  31. luca
    26 marzo 2010 alle 19:34

    la 1057 è una signora regione, la piu’ grande finora?

  32. 26 marzo 2010 alle 19:35

    Buonasera ragazzi…a mio avviso le possibilità che per il ciclo 24 non si avrà inversione dei poli come avvenne nel 1653 sono molto elevate…inoltre sono convinto che dopo aver oltrepassato il max,una volta raggiunto il livello di “energia” pari a quello che abbiamo avuto fino a dicembre 2009 ripiomberemo in un minimo profondo(pensate al punto simmetrico nella “campana” che raffigura l’andamento del ciclo)…avevo immagginato che il 1653 anno dell’allineamento coincise con il max di quel ciclo,la stessa cosa che probabilmente accadrà in questo frangente,e che sarà un fattore decisivo…infine le macchie su un solo emisfero,quì le somiglianze cominciano ad essere troppe!!!

  33. giorgio
    26 marzo 2010 alle 19:47

    Ottima analisi Riccardo.penso che le macchie rimarranno a nord per una 60ina di anni (piu o meno)

  34. ice2020
    26 marzo 2010 alle 19:48

    No

  35. andrea b
    26 marzo 2010 alle 19:51

    secondo NOAA dal sito SWPC
    le macchie con sunspot area totale più grande dell’attuale ciclo l’abbiamo avuto a febbraio

    2010 02 08 94 71 460

    http://www.swpc.noaa.gov/ftpdir/indices/quar_DSD.txt

  36. giorgio
    26 marzo 2010 alle 19:54

    X Luca.Bella regione la 1057.Ma non supera i 400, quindi paragonate a certe AR del ciclo 23 siamo molto indietro. Da domani si dovrebbe scendere http://www.persicetometeo.com/public/popup/solar_activity.htm e dal behind la discesa dovrebbe durare almeno qualche giorno. http://www.persicetometeo.com/public/popup/stereo_behind.htm

  37. 26 marzo 2010 alle 20:08

    Calma ragazzi….
    https://daltonsminima.wordpress.com/2008/12/03/i-prossimi-cicli-24-e-25-ci-porteranno-verso-un-minimo-di-maunder-o-dalton/
    https://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/22/il-minimo-attuale-e-piu-maunder-che-dalton/

    Non vorrei dire sciocchezze perché cito amemoria:
    La differenza tra il Dalton e il Maunder a parte la lunghezza differente (30 anni il primo 70 il secondo) sta nel fatto che gli studi dicono che durante il Dalton il ciclo ebbe un aborto mentre nel Maunder pur mantenendo i cicli il Sole assunse una formazione monopolare (che é ben stabile) facendo sí che solo la parte meridionale del Sole continuasse una pur minima attivitá.

    Inoltre non conosciamo se questa conformazione monopolare del Maunder possa far parte di cicli solari millenari.
    Si conosce ancora poco della storia solare, su 4,5 miliardi di anni di storia solare ne conosciamo bene o male quasi lo 0,000000088% del suo tempo!

  38. 26 marzo 2010 alle 20:23

    Ottime rilessioni..c’è da dire che le somiglianze sono tantissime…staremo a vedere dove arriveremo, pero’ anch’io sento odore di massimo se la coerenza in queste discussioni fatte trovasse riscontro ci si potrebbe aspettare un calo dell’attività, per altro nn eccelsa nemmeno ora, nei prossimi 6-8 mesi…Magari proprio qualche mese dopo l’allineamento…che ne pensate?

  39. ice2020
    26 marzo 2010 alle 20:30

    Ho sempre pensato che il massimo del ciclo 24 sarà a fine di quest’anno-primi mesi 2011…se poi nn ci becco pazienza…può anche essere che questo ciclo sia olo l’inizio di qualcosa di più grande dopo a partire dal ciclo 25!

  40. ALE
    26 marzo 2010 alle 22:53

    Complimenti a Sand per il bellissimo articolo!!! Chiaro e comprensibile!!!!
    Le coincidenze ora sono davvero molte, se utilizziamo un approccio puramente deterministico mi sento di dire che siamo di fronte ad un evento molto particolare!!! Come ho cercato di fare trasparire in alcuni miei interventi esistono sostanziali differenze tra i minimi “Lievi” come il Damon e il Dalton e i minimi “Profondi” come il Maunder, la mancata riconfigurazione del GMF Stellare da poloidale a toroidale e la mancata reversione polare!!! La Prof.ssa Benevoleskaya al congresso sul SolarMinimum di Settembre ha sciolto la prognosi, secondo lei nessun passaggio da poloidale a toroidale dunque violazione della legge di Hale per i prossimi cicli solari!! Lo stesso Prof. Hathaway in un suo intervento ha ammesso che la mancata reversione polare di uno o di entrambe gli emisferi è più di un timore per lui!!! Dunque di carne al fuoco ne abbiamo veramente molta!
    X Simon: dunque tu “fai il tifo” per la previsione originale della Prof.ssa Dikpati!!! Lei piazzava nel luglio 2006 il solar-max nei primi mesi del 2011, il suo metodo di calcolo noto con il nome di metodo di Dikpati appunto, è un metodo probabilistico con base di imput deterministico, mappa le variabili fisiche misurabili e le interpola con il numero di Macchie per i cicli passati!!!
    Di certo AR come la 1058 rischiano di fare un bel danno ai futuri metodi di previsione, si rischia di rovinare irrimediabilmente il lavoro portato avanti da oltre 200 anni da molti Astronomi solo per far si che i conti e l’ultima delle molteplici previsioni di NOAA tornino!!!! E’ inutile girarci intorno, la AR1058 NON FA ONORE ALLA SCIENZA NOTA COME FISICA SOLARE!!!!
    ALE

  41. ice2020
    27 marzo 2010 alle 00:11

    Ciao Ale, ottimo intervento come sempre…

    io sn alla finestra, osservado il comportamento del sole ormai da 3 anni posso dire che secondo me dopo i primi mesi del 2011 si scende, dirti verso che cosa nn lo so, possibile tutto ormai!

    Il Maunder nn lo escludo di certo, ma quello che olevo dire è che tutto potrebbe partire anche dal prossimo ciclo, con questo che fa da spartiacque…eh si, di carne al fuoco ce n’è parecchia!

  42. Picapere
    30 marzo 2010 alle 10:10

    Altra noticina sul maunder che non mi stanco mai di ricordare: il buon Ladurie, che dedica al Maunder un intero capitolo del suo ponderoso “Canicules et glacieres”, dopo aver frugato in mille archivi dice che, in quel periodo, il cielo era “ostinatamente nuvoloso”, tanto che gli osservatori astronomici (gioiello e vanto della tecnologia dell’epoca) passavo 2 giorni su 3 senza poter osservare nulla.
    Il che, a mio modestissimo parere, conferma alla grande la teoria di Svensmark….

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