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Le mie teorie sul minimo solare: effetti sul clima e correlazioni con vulcanesimo e attività geofisica terrestre (Aspetti Generali)

17 maggio 2010

Come tutti ben sappiamo la nostra stella è entrata in un profondo minimo solare che ormai da anni continua costante nonostante timidi segnali di ripresa che peraltro non sono mai stati veramente consistenti, abbiamo le teorie di Livingston-Penn con la teoria di scomparsa delle macchie solari nel 2015, dell’ormai scomparso Timo Niroma con la teoria dei pianeti gioviani e quelle di David Archibald fisico solare noto per i suoi studi sull’Ap index bene io mi son messo li ci ho lavorato un po’ su e sono arrivato alla conclusione che questo ciclo solare molto probabilmente non lo vedremo mai decollare perché i flussi interni del sole sono molto molto veloci quindi di fatto impediscono il formarsi di macchie serie e durature e oggi ho scovato un’interessante articolo dove Archibald sta studiando il fatto che potrebbe non esserci inversione magnetica e questo potrebbe portare il Sole in una fase di quiete come nel minimo di Maunder ma per approfondire questo discorso lascio la palla a quelli più esperti di me la mia attenzione si è posizionata soprattutto sul quanto questo minimo solare possa influire sul clima e più in generale anche sugli effetti che potrebbe avere sull’attività sismica e vulcanica della Terra.

Bene per quanto riguarda gli effetti sul clima possiamo notare dal grafico qui di seguito che dal 1998 è iniziato un periodo di stabilizzazione delle temperature oceaniche

http://www.ncdc.noaa.gov/oa/climate/research/sst/ersstv3.php

http://www1.ncdc.noaa.gov/pub/data/oisst/ann.ocean.60s.60n.gif

E questo è dovuto principalmente al calo sempre più pronunciato dell’attività solare in quanto sappiamo che le emissioni di co2 sono in costante aumento e poi risaltano dal grafico molto bene i 2 picchi quello negativo dovuto alla nina del 2007-2008 e il picco positivo appena avutosi con il nino che però non è riuscito a sfondare il picco del 98 e del 2005 e questo la dice lunga su quanto questo minimo solare incida sul clima anche perché sappiamo che le grandi hp tropicali vivono dell’irradianza solare e un calo seppur impercettibile, si parla di qualche decimo di watt per metro quadro, influisce in maniera marginale all’equatore ma molto di più ai poli in quanto li la radiazione totale è di molto inferiore quindi questo comporta una diminuzione di temperature più consistente ai poli e un po’ meno a livello equatoriale relegando così le grandi celle alto pressorie a quelle latitudini e lasciando libere le medie latitudini a continui passaggi perturbati e freddi durante l’inverno e freschi e instabili durante l’estate.

Quindi cosa aspettarsi per i prossimi anni ?

La risposta è semplice se questo trend di minimo solare dovesse continuare avremo influenze tropicali sempre meno frequenti e sempre più l’atlantico influenzerà le nostre stagioni portando a consistenti nevicate su mezza Europa ( come successo già quest’anno e quello precedente ) e inizierebbe così un trend al ribasso delle temperature in tutte le stagioni ma non avremmo una vera e propria era glaciale, come molti temono, bensì un alternarsi di anni con inverni più freddi alternati ad anni con inverni più tiepidi ma di sicuro non caldi come quello del 2004-2005.

Sempre a questo proposito lo stesso Archibald sostiene azzeccandoci che questo minimo solare avrebbe portato a un calo delle precipitazioni in Canada e ad una diminuzione del 20% della produzione del grano come puntualmente si è verificato.

Arriviamo così ad un discorso più spinoso e cioè quello tra le possibili correlazioni tra attività sismica, vulcanesimo e attività solare in quanto gli studi sono ancora agli inizi però si è notato un certo aumento delle attività sismiche in tutto il mondo e dopo il susseguirsi di eventi sismici di una certa consistenza nella cintura di fuoco nel pacifico ma in un po’ tutto il globo si sono avute anche eruzioni vulcaniche di una certa consistenza come nel Cile, nella kamchatka, in Guatemala,in Nicaragua si è iniziato a monitorare la situazione più attentamente.

In conclusione amici vi dico che i prossimi mesi e anni saranno molto interessanti sotto ogni punto di vista: il minimo solare che continuerà, gli indici oceanici che cambieranno segno volgendo tutti al segno – uniti a fasi di nina sempre più frequenti ed intense più un’attività vulcanica in aumento potremmo avere grandi sorprese climatiche volte ad un ribasso delle temperature  e addio global warming ma non è tutto gli effetti di un’eruzione del vulcano Katla in Islanda sarebbe un’ottima miccia per il global cooling.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/04/islanda-vulcano-nube-nord-Mississippi.shtml?uuid=ca7f1300-4928-11df-bd6e-7ceda8f3e82a

ANDREW

  1. Davide M.
    17 maggio 2010 alle 00:37

    Bell’articolo, complimenti. Non vedo l’ora di leggere le parti successive.
    Per quanto riguarda i dati del sole, noaa anche oggi mette 0.
    Il solar flux, dopo il breve e leggero rialzo di ieri, mette a segno oggi un nuovo consistente ribasso. Alle 20 utc tocca i 70 spaccati!!! Salvo poi raddrizzare il tiro alle 23 utc a 70.6
    Davvero incredibile la caduta del sf in queste settimane! Da 96 a 70!

  2. autobas
    17 maggio 2010 alle 05:02

    Complimenti per l’articolo , stamane Sf a 69, ieri sera la solita sviolinata in televisione dell’aumento temperatura causato da Co2, cominceranno a cambiare linea ai programmi solo quando fuori ci sarà mezzo metro di neve? Mah!!

  3. paolo 72
    17 maggio 2010 alle 05:54

    Ciao ottimo articolo!

  4. lUIGI
    17 maggio 2010 alle 06:29

    Complimenti , buona settimana a tutti
    Luigi

  5. Artek
    17 maggio 2010 alle 06:47

    Una correlazione tra magnetosfera e solar flux, e tra magnetosfera e movimenti convettivi del mantello, mi sembrerebbe logico.

  6. sleepyhollow
    17 maggio 2010 alle 07:37

    a me sembra plausibile un certo tipo di correlazione tra questi fenomeni… mi vien da pensare alla roccia fusa sulle dorsali oceaniche, che è orientata secondo il campo magnetico terrestre.
    il vento solare incide sulla magnetosfera terrestre, la magnetosfera determina l’orientamento delle particelle minerali a livello delle dorsali oceaniche…. potrebbe voler dire che il vento solare influenza in parte i movimenti tettonici?

  7. Artek
    17 maggio 2010 alle 07:43

    I movimenti tettonici no. Sono da riferirsi in ordine del milione di anni. Altro che ciclo solare.

  8. giorgio
    17 maggio 2010 alle 07:55

    bell”articolo Andrew.Comunque al di la di eruzioni si o eruzioni no, il GC e” nei fatti gia in atto.In particolare faccio notare come il VP e” di fatto un ricordo.Siamo nella stessa situazione di quest”inverno.Ancora una volta quello che resta del VP e” scisso in due lobi,uno dei quali(il siberiano) probabilmente ci piombera addosso nei prossimi giorni, cosi che l”estate se andiamo avanti cosi sara un ricordo,(quella del 2009).Questa situazione va avanti cosi da ottobre, e cioe da quando ha preso forza il ciclo ENSO.Ora non ci resta che aspettare la NINA al piu presto se no addio estate e arrivedderci ghiacci artici.Una situazione cosi non l”ho mai vista in tanti anni.

  9. Fabio2
    17 maggio 2010 alle 07:55

    x Andrew

    Solo un’osservazione: mi risulta che ogni singola eruzione, per quanto potente, finora registrata, abbia provocato al massimo un breve periodo di raffreddamento, giusto quello necessario alle polveri per disperdersi o precipitare al suolo. Cioè che nessuna abbia finora prodotto effetti a catena, del tipo un aumento della superficie innevata, la quale a sua volta induce un ulteriore raffreddamento, e così via. Per quelli occorrerebbe una serie di eruzioni molto potenti, contemporanee o ravvicinate nel tempo, cosa che mi risulta sia estremamente rara, in tutta la lunga storia geologica della Terra.
    Corretto?

  10. sleepyhollow
    17 maggio 2010 alle 08:04

    @Artek
    beh hai ragione, mi sono espresso male io… mi riferivo ai movimenti di masse di roccia nella crosta terrestre, che possano causare terremoti e attività vulcanica

  11. luca 64
    17 maggio 2010 alle 08:06

    bell’articolo concreto e realistico…….p.s. sabato sera ad ulisse si e parlato di sole mi sarei aspettato da un programma cosi un accenno a questo profondo minimo invece niente anzi e stata un unica contradizzione prima hanno dimostrato come attraverso carotaggi il clima in italia e in europa sia cambiato moltissime volte passando da ere calde a ere fredde arrivando con queste analisi fino a 1 milione di anni fa…..poi hanno attribuito il riscaldamento attuale alle attivita umane co2 inquinamanto ecc. ecc. ridicoli ridicoli ridicoli….

  12. Fabio2
    17 maggio 2010 alle 08:32

    Nel programma è stato citato anche il Minimo di Maunder, come periodo in cui gli inverni erano in media più freddi di oggi, salvo dire che il Tamigi non gela più anche perchè oggi entra più acqua di mare di allora, a causa del Tower Bridge, mi pare…..insomma, qualcosa è stato detto, ma contemporaneamente sminuito.

    Poco male, attendiamo i fatti, a cominciare dalla prossima estate e dal prossimo inverno.
    Qualora il Sole davvero si avviasse verso un minimo come quello di Maunder, non potrebbe più essere ignorato e a quel punto vedremmo più di un documentario sull’argomento. Pazienza, pazienza…….

  13. 17 maggio 2010 alle 08:36

    Ciao Simon articolo sintetico ma che esprime il pensiero di tutti noi. Complimenti per il coraggio di connettere assieme minimo solare, vulcano e terremoti. Potresti essere bersaglio dei negazionisti accademici, che hanno ancora il coraggio di negare, di fronte all’evidenza!🙂

  14. Fabio2
    17 maggio 2010 alle 08:58

    Per non essere bersaglio di critiche occorre argomentare, mostrare indizi che legano fenomeni tra loro apparentemente non collegati.

    E’ un po come per chi nega il legame tra minimi solari e variazioni climatiche, almeno su scala secolare: gli si ricorda l’Ottimo Medievale e il Minimo di Maunder, supportati dalla cronaca dell’epoca, e stai sicuro che metti a tacere chiunque. Se non sono prove certe, sono perlomeno indizi piuttosto consistenti.

  15. giorgio
    17 maggio 2010 alle 09:11

    C”e piu di una ragione per pensare che un minimo like Maunder sia la migliore delle ipotesi,io personalmente penso che andremo oltre,poiche il max del sf del Maunder calcolato e corretto andava oltre 100.questa volta a mio avviso il minimo e” ancora piu pesante del 1653.

  16. Fabio2
    17 maggio 2010 alle 09:30

    E’ ancora presto per dirlo, Giorgio, ma tra un paio di mesi potrebbe essere un tema attuale, se il Solar Flux (e l’SSN, purchè non “gonfiato”) dovesse calare ancora a maggio e giugno, rispetto a febbraio, marzo ed aprile.
    In tal caso, probabilmente si troverebbe, a luglio ed agosto, sui livelli della scorsa estate.
    Sarebbe una clamorosa conferma dello stop al ciclo 24.
    Ma, ripeto, è presto per trarre conclusioni.
    Il Sole potrebbe ancora mostrare un “colpo di reni” e ripartire, sia pure a fatica, verso un prossimo massimo. A mio modesto avviso, il tempo a sua disposizione è sempre meno, credo ormai un mese e mezzo. Questo perchè, dati storici alla mano, dopo 4 cali consecutivi del SSN, almeno negli ultimi 200 anni, si è sempre e solo verificato un minimo e il massimo era già avvenuto (nel nostro caso sarebbe a febbraio scorso).

    Per quanto riguarda maggio, siamo poco oltre metà mese e quindi è presto per trarre conclusioni, però se il Sole continuasse così, i suoi parametri di attività segnerebbero di certo un arretramento rispetto ad aprile.

  17. Simone
    17 maggio 2010 alle 09:30

    Buongiorno ragazzi!! Bell’articolo e soprattutto coraggioso a correlare minimo solare vulcani e terremoti.
    A tal proposito vi segnalo il sito di Jhon Seach ricercatore australiano che giornalmente se non è in missione, come ha fatto qualche setimana fa in Islanda, pubblica notizie riguardanti tutti i vulcani attivi o in procinto di eruttare del mondo:

    http://www.volcanolive.com/news.html

    Notate la notizia riportata il 08/05/2010 che parla di due forti scosse di terremoto in prossimità della sommità del vulcano Tambora.

  18. EnzoDD
    17 maggio 2010 alle 09:35

    Articolo interessante, ma…non so se Andrew e’ italiano, in tal caso pero’ avrei preferito una maggiore cura della punteggiatura, inesistente nel primo pezzo!!…scusate per la piccola critica, ma puo’ generare anche dei piccoli dubbi sul contenuto se un articolo non e’ scritto bene:-))

  19. 17 maggio 2010 alle 09:42

    La correlazione attività solare e vulcani stona un pò, però come al solito “mai dire mai”.😄

    Per il resto, per quanto il minimo non sia confermato al 100% diciamo che con una ricaduta del genere, direi inaspettata, possiamo escludere la parola “normalità” da questo ciclo solare.

  20. marcello
    17 maggio 2010 alle 09:45

    Nella primavera del 2009 qui su NIA avete pubblicato degli interessanti articoli che dimostravano come si possa valutare l’avanzamento di un ciclo solare sulla base dell’analisi della trasmigrazione dei poli, attraverso l’osservazione dei coronal holes.
    Sarebbe bello ripubblicarli e aprire una discussione sul punto, considerata l’estrema attualità dell’argomento vale a dire potremmo essere in un pre-max, post-max etc….
    Complimenti a tutti
    ciao
    Marcello

  21. GIANFRANCO
    17 maggio 2010 alle 10:05

    “Thor Thordarson dell’Università di Edimburgo ha esaminato 205 eruzioni avvenute in Islanda negli ultimi 1.100 anni trovando che esse avvengono secondo cicli regolari della durata di 140 anni.”

    “Osservazioni recenti mostrano che almeno altri quattro vulcani dell’area sarebbero prossimi ad entrare in azione e che l’esplosione di Eyjafjallajokull altro non sia che un preannuncio di quanto sta per accadere con gli altri sotto sorveglianza. Il primo è Katla, si trova a circa 24 chilometri dal vulcano in attività e già rivela segni premonitori di una sua accensione. Seguirebbero Grimsvotn, Hekla e Askja”

    fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_maggio_17/Volare-ai-tempi-della-nube_834113be-6190-11df-a380-00144f02aabe.shtml

  22. Fabio2
    17 maggio 2010 alle 10:31

    Addirittura una previsione con la “sequenza di accensione” dei vulcani islandesi?
    Cavoli, se ci azzecca, è roba da premio Nobel🙂

  23. GIANFRANCO
    17 maggio 2010 alle 10:37

    Chi ha copiato? Stesso articolo sul Times: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/article7127706.ece

  24. 17 maggio 2010 alle 10:57

    Gran bell´articolo! Mi piace molto quando dice “Cosa aspettarsi per i prossimi anni? etc…”
    Che NIA si rivolga sempre piú ad esaminare i possibili scenari futuri causati da questo profondo minimo solare.

  25. giorgio
    17 maggio 2010 alle 11:08

    Ci aspettiamo il record negativo di solar flux che sara battuto 63,8 (anche forse gia quest”anno).record di flusso di raggi cosmici gia raggiunto nei scorsi mesi.record di copertura nevosa nell”emisfero nord e un”inverno tra i piu freddi della storia recente gia quest”anno.Prepararsi.

  26. ice2020
    17 maggio 2010 alle 11:27

    Andrew nn è straniero, è italiano ed è lo stesso che legge NIA e comenta gli articoli…si è proposto di collaborare ed ecco qui il suo primo articolo…sulla punteggiatura già glelo fatto notare io…

    cmq complimenti Andrew, bel pezzo!

    Per Marchetto: il tuo IP inizia in un modo sospetto (quindi tutti i tuoi messagi sn bloccati automaticamente!), ed anche come è scritto il messaggio…io voglio sperare che nn centri ancora bora, perchè mi sentirei davvero preso per il c.ulo!

    Scusate l’OT e continuat pure la discussione!

    Simon

  27. fra
    17 maggio 2010 alle 11:32

    avrei una domanda, quanti sono stati storicamente i SC abortiti?

  28. ice2020
    17 maggio 2010 alle 11:34

    Per certo il Maunder!

    Il Dalton no, non so il Wolf o il Spoorer.

  29. Andrea b
    17 maggio 2010 alle 11:35

    ottimo non vedo l’ora di leggere il proseguo

  30. bari87
    17 maggio 2010 alle 11:53

    ragazzi il flusso aggiustato di ieri è 69 non 70!

    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html

    andate a vedere….non credo di aver preso un granchio!

  31. 17 maggio 2010 alle 12:00

    Quindi già 69 ieri?Oh mamma….

  32. ice2020
    17 maggio 2010 alle 12:14

    No bari87, quello è il registrato, quello aggiustato è a 70:

    ftp://lynx.drao.nrc.ca/pub/solar/FLUX_DATA/fluxtablerolling.text

    devi sempre guardare questo link per il soalr flux!

    ciao

  33. Nintendo(FABIO)
    17 maggio 2010 alle 12:14

    X Simon

    Marchetto è Bora, controlla l’IP, è lui, e meno male che l’avevamo perdonato.
    sono su msn se ti servo

  34. Artek
    17 maggio 2010 alle 12:16

    Magari sono segnali che indicano un botto imminente non ancora ipotizzato (la nostra conoscenza si basa su un osservazione di 400 anni su 4 miliardi e rotti ipotetici di vita del sole)
    Mo attenti che il moto della zona convettiva normale del sole, si è affievolito a tal punto, che si sta addensando verso la zona radiativa.
    E poi… mega botto coronale🙂

    Scusatemi per la fantasia…

  35. andrew
    17 maggio 2010 alle 12:23

    Grazie a tutti dei complimenti amici, sto già lavorando ai prossimi pezzi ma voglio curarli di più🙂

  36. nitopi
    17 maggio 2010 alle 12:30

    @artek

    Per curiosità… vai un po’ a vedere su Wiki quando accadde il cosiddetto “evento di Carrington”…. 8)

    Ciao
    Luca

  37. Artek
    17 maggio 2010 alle 12:35

    @nitopi

    Si ma è la mia spiegazione “fantasiosa”, che lascia a desiderare, e molto anche.

    E’ che mi ero immaginato il sole come, scusate l’eresia, una “debole pulsar”, con tempi di pulsazione molto più lunghi del normale😀.

    Dove il movimento della zona convettiva, è rialimentato ad intervalli più o meno regolari, da una nuova esplosione, in quella radiativa😀

  38. bari87
    17 maggio 2010 alle 12:36

    ok simon!..chiedo scusa per l’errore!🙂

  39. Paolo
    17 maggio 2010 alle 12:47

    prima scossetta nel comprensorio del Katla da quando osservo (saltuariamente) siti con eventi sismici in Islanda.
    Magari è normale visto che il vulcano dal nome impronunciabile ne sta facendo di tutti i colori…

    http://en.vedur.is/earthquakes-and-volcanism/earthquakes/myrdalsjokull/

  40. 17 maggio 2010 alle 12:54

    Salve popolo di NIA e complimenti a te Andrew,il tuo articolo è molto interessante…tra tutte le cose che potrebbero tenerci compagnia nei prossimi anni però mi sembra vi siate scordati i cambiamenti della CDG…non so se ci sia una stretta correlazione tra minimo solare ed anomalie delle correnti oceaniche,ma di una cosa sono certo..durante i minimi che si susseguirono dal 1300-1800 ci furono delle variazioni più o meno marcate del nastro trasportatore della CDG(intensità e/o direzione)…a comprovare ciò è il fatto che i più grandi cambiamenti climatici si sono registrati nelle isole britanniche…con una CDG come quella attuale(o meglio come quella che siamo abituati a conoscere)non si sarebbero potute avere stagioni glaciali in quelle zone….

  41. 17 maggio 2010 alle 12:54

    Aggiungo a riguardo che nonostante non se ne parli molto di questi tempi,nell’oceano atlantico si stanno palesando delle grosse anomalie…in particolare il ramo della corrente che passa ad ovest dell’irlanda si è enormemente ristretto,e continua a restringersi in modo inesorabile!!!Ho trovato delle carte di repertorio,e vi assicuro che nel giro di un anno il braccio si è dimezzato..e la causa di ciò è un forte aumento di acqua dolce che sta mangiando il ramo salato della corrente in quel punto!!Il rapido scioglimento della calotta artica(che da un’estenzione record si è ridotta molto rapidamente nei giorni scorsi) penso stia aggravando le cose,e non oso immagginare cosa accadrebbe con un AO a questi livelli per buona parte della stagione estiva……

  42. ice2020
    17 maggio 2010 alle 13:06

    Ciao Riccardo!

    inizio seriamente a pensare che il nostro Giorgio che da tempo sta dicendo che quest’anno saranno tempi bui pe il ghiaccio artico, nn si stia sbagliando di molto!

    Gli effetti di questo minimo solare che ancora nn conosciamo, potrebbero paradossalmente tradursi in uno scoglimento dei ghiacci marini tra i cui effetti vi sarebbe anche un ulterioe riduzione della cdg, idebolita anche dal minor irradiamento solare negli oceani!

    L’AO costantemente negativa che nn ne vuol sapre di risalire, continuerebbe poi a portare continui scambi meridiani del VP (ormai inesistente da mesi) su mezza Europa, in particolare sulla GB.

    Situazione da tener sotto controllo, i cambiamenti climatici ho sempre detto che partiranno da nord!

    Purtoppo i serristi prenderanno la palla al balzo per dire che il polo nord va male, facendo finta di niente sulle reli cause che potrbbero portare a ciò!

    Credo che ci aspetterà una prima fase in cui i ghiacci artici potrebbero soffrire, ma alla fine seppur lentamente, a causa di feed-back positivi tra cui la maggiore copertura nevosa nell’emisfero nord, i ghiacci recuperebbero!

    Ci vuole tempo!

    Ma forse ci siamo, chi nn vuole vedere i cambiamenti è cieco, e nn c’è peggior cieco di chi nn vuol vedere!

  43. 17 maggio 2010 alle 13:19

    Ciao Simon,la penso esttamente come te…è un’idea che mi frulla per la testa da un pò..non possiamo sapere come sia avvenuto il trapasso tra l’optimum medievale e la PEG…forse proprio in questo modo,con un drastico cambiamento delle configurazioni bariche ed un vortice polare spappolato in grado di elargire freddo e neve come un benefattore….per arrivare ad una nuova configurazione di equilibrio è necessario uno squilibrio iniziale!!!!!ed è proprio durante questo squilibrio che il danno può essere fatto…!!!

  44. gerrard8
    17 maggio 2010 alle 13:19

    Posso suggerire di mettere ogni tanto qualche grafico di aggiornamento sulla PDO e AMO, magari in correlazione con le temperature medie…Questo si che darebbe una stangata definitiva a chi proclama l’estinzione delle lucertole entro 100 anni

  45. nitopi
    17 maggio 2010 alle 13:30

    @artek…
    Guarda che era un “suggerimento positivo”… quell’evento “catastrofico” e’ capitato poco dopo il minimo di un ciclo debolissimo 8)

    Ciao
    Luca

  46. 17 maggio 2010 alle 14:56

    Pur non condividendo molte affermazioni, vi segnalo questo articolo in accordo con quello di Andrew di oggi:
    http://www.segnidalcielomag.altervista.org/universo_incostante.html

  47. Marchetto
    17 maggio 2010 alle 15:24

    X Nintendo
    non sono bora,ma un amico…
    lui e’ tanto che non vi segue piu’
    se non credete non so che fare..

  48. Marchetto
    17 maggio 2010 alle 15:35

    Secondo i dati prelimiari del NOAA Aprile 2010, in accordo con NASA e UAH, è stato il più caldo dal 1880. Con un’anomalia complessiva di +0.76°C lo scorso mese di piazza in prima posizione nella speciale classifica del caldo. Ancora una volta a trainare la temperatura globale verso il record sono stati gli oceani con scarti di 0.56°C per quelli boreali e di 0.60°C per quelli australi. Per quanto riguarda le terre emerse, invece, si è registrata la quarta anomalia di sempre per la parte meridionale del pianeta (+0.94°C) e la terza per quella settentrionale (+1.29°C). Complessivamente il Nord Emisfero ha contribuito con +0.89°C, mentre quello Sud con +0.64°C. Le aree dove si sono registrate le anomalie più marcate sono state: Canada, fascia equatoriale e subtropicale, Russia nord occidentale e Australia. Gli unici scarti negativi sono sono osservati sull’Asia orientale e in Argentina.
    3bmeteo

  49. Bora71
    17 maggio 2010 alle 15:48

    un saluto a tutti..
    vi posso giurare che e’ da un pezzo che non scrivo piu’ qua..
    e prendo le distanze dai miei amici se vi hanno offeso…

    per scusarmi vi posto subito un bell’articolo

    “ZICHICHI: “le tre pompe dell’anidride: quella dell’uomo è la meno importante e c’è una NOVITA’!”
    Il Prof. Antonino Zichichi dalle pagine de “Il Giornale”: “si bara sull’effetto serra antropico”.

    Il prof. Zichichi ribadisce ancora una volta quanto sia scarsa l’influenza dell’uomo sui cambiamenti climatici.

    Lo fa con un editoriale scientifico su “Il Giornale” che naturalmente ha fatto subito discutere.
    Zichichi esordisce subito con estrema chiarezza: “finora nessuno è riuscito a stabilire con rigore scientifico il legame tra attività umane e aumento della temperatura media dell’atmosfera (Global Warming)”. Le uniche certezze sono le misure sulla concentrazione crescente della percentuale di anidride carbonica (CO2) e di altri gas a effetto serra (quale il metano) nell’atmosfera”.

    Chi ha fatto salire le concentrazioni di gas serra?
    L’atmosfera assorbe ed espelle anidride carbonica.
    Ed ecco l’esempio delle 3 pompe: “Il meccanismo è azionato da tre pompe: l’oceano globale (superficie liquida della Terra che è due volte più vasta di quella solida), la Terra solida (piante e suolo) e l’uomo. Le tre pompe hanno potenze diverse. Le prime due sono molto più potenti di tutte le attività umane. Si calcola che l’oceano globale immette nell’atmosfera circa il 48% di CO2; il respiro del suolo ne immette il 24%; quello delle piante ancora il 24%. Le attività umane, inclusa la deforestazione, contribuisce al livello del 4%”.

    Passiamo all’assorbimento.
    “L’oceano globale assorbe poco più del 50%. La fotosintesi ne assorbe poco meno del 50%. Nel bilancio tra immissione e assorbimento di CO2 rimane un «surplus» che corrisponde a circa tre miliardi di tonnellate di CO2”.

    La novità arriva dalle calotte polari. Nessuno finora aveva pensato che potessero partecipare al bilancio dei gas-serra anche le calotte polari.

    “Trovare che sotto le calotte polari i batteri possano essere attivi a 40 gradi sotto zero è una assoluta novità”.
    Due scienziati americani, Vladimir Romanosky dell’Università di Alaska e Nicolai Panikov dell’Istituto Tecnologico del New Jersey hanno scoperto che sotto le calotte è come se i batteri si mettessero a dormire, continuando però a produrre anidride carbonica e metano. Questa scoperta apre un fronte nuovo nella ricerca delle sorgenti naturali di gas-serra”.

    Le zone permanentemente ghiacciate della superficie terrestre (un quinto del totale) erano considerate come efficientissimi pozzi per i gas a effetto serra. Se le scoperte di Panikov e Romanosky venissero confermate, questi pozzi diventerebbero potenti sorgenti, riducendo a livelli minimi l’effetto delle attività umane.

    Naturalmente sulla scoperta i media hanno in gran parte taciuto”

  50. Bora71
    17 maggio 2010 alle 15:49

    e questo e’ quello che hanno risposto i serristi

    “Zichicche (n+1): i batteri dormiglioni
    Riassunto

    In questo post si narra di un’altra teoria del Prof. Zichichi priva di alcun fondamento scientifico, apparsa recentemente in prima pagina su un quotidiano nazionale pur essendo stata riciclata da un articolo di 4 anni prima. Chi non fosse al corrente dell’abitudine del prof. Zichichi ad affermazioni infondate sul problema dei cambiamenti climatici, potrebbe essere portato a credere che questo articolo, presentato da un giornale nazionale in prima pagina, possa avere un qualche fondamento, qualche collegamento con il dibattito scientifico sul clima.
    L’articolo citato è invece un altro caso di disinformazione sul tema climatico, un’altra occasione perduta per informare correttamente su una materia che, per le sue implicazioni socio-economiche ed energetiche, è e sarà importante e cruciale per il futuro del nostro Paese.

    .

    L’aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera sarebbe dovuto alla respirazione dei batteri nei ghiacciai delle calotte polari. Questa è l’ultima teoria, senza alcun fondamento scientifico, pubblicata sulla prima pagina de Il Giornale dello scorso 23 aprile (pag. 38 “Il G8 sul clima. Vi spiego chi sta barando sui gas serra”.
    L’accusa è pesante: ci sarebbe chi sta barando, chi (cioè gli scienziati di tutto il pianeta), pur sapendo come stanno davvero le cose, dice dell’altro, ingannando l’opinione pubblica e i governi di tutto il mondo. Questa teoria, è sostenuta dal Prof. Antonino Zichichi che molto si è speso negli ultimi anni per confutare con ogni mezzo le evidenze dei cambiamenti climatici.

    Una novità su cui imperversa il silenzio dei media
    Dopo una rapida spiegazione del principio delle “sorgenti” e dei “pozzi” di CO2 e di gas serra, Zichichi arriva alla spiegazione di quello che per lui sarebbe un inganno mondiale: “Ed ecco una novità su cui imperversa il silenzio dei media. Nessuno finora aveva pensato che potessero partecipare al bilancio dei gas-serra anche le calotte polari”.
    Secondo Zichichi due scienziati hanno proposto una teoria in grado di cambiare le conoscenze relativamente al contributo delle attività umane all’aumento di CO2 in atmosfera.
    “Due scienziati americani, Vladimir Romanosky dell’Università di Alaska e Nicolai Panikov dell’Istituto Tecnologico del New Jersey hanno scoperto che sotto le calotte è come se i batteri si mettessero a dormire, continuando però a produrre anidride carbonica e metano. Questa scoperta apre un fronte nuovo nella ricerca delle sorgenti naturali di gas-serra. Le zone permanentemente ghiacciate della superficie terrestre (un quinto del totale) erano considerate come efficientissimi pozzi per i gas a effetto serra. Se le scoperte di Panikov e Romanosky venissero confermate, questi pozzi diventerebbero potenti sorgenti, riducendo a livelli minimi l’effetto delle attività umane”.
    Chi non è al corrente dell’abitudine del prof. Zichichi ad affermazioni infondate sul problema dei cambiamenti climatici, potrebbe essere portato a credere che questo articolo, presentato da un giornale nazionale in prima pagina, possa avere un qualche fondamento, qualche collegamento con il dibattito scientifico sul clima. Nonostante la teoria di Zichichi sia stata rilanciata da diversi siti (ad esempio qui), in realtà non è così.

    Una teoria riciclata
    La prima cosa da far notare è che questa teoria sulle emissioni dei batteri sotto i ghiacci è già stata annunciata da Zichichi 4 anni fa sulla rivista su cui pubblica più frequentemente… Famiglia Cristiana. Molte frasi sono le stesse, come “Trovare che sotto di esse i batteri possano essere attivi a 40 gradi sotto zero è un’assoluta novità”, “È come se i batteri si mettessero a dormire, continuando però a produrre anidride carbonica e metano” e “Se le scoperte di Panikov e Romanosky fossero confermate…”.
    Nonostante siano passati quattro anni, Zichichi continua a definirla una “novità”. Se la teoria fosse esistita davvero e avesse avuto un minimo di fondamento, avrebbe dovuto ad esempio essere discussa nel quarto rapporto dell’IPCC. Nell’intero rapporto infatti ci sono alcuni riferimenti ad alcuni lavori dei due studiosi, ma niente che possa far pensare alla teoria dei batteri dormiglioni (per chi volesse controllare: attenzione che il Prof. Vladimir Romanosky in realtà si chiama Romanovsky, lo stesso errore, la mancanza della lettera “v” era curiosamente presente anche nell’articolo pubblicato su Famiglia Cristiana).

    I batteri non aumentano la CO2
    Certamente i batteri emettono anidride carbonica durante la loro respirazione (come frutto del loro assorbimento di materiale organico), ma questa emissione non aggiunge nuova CO2 a quella presente nell’atmosfera in quanto rientra nel cosiddetto ciclo del carbonio. Dato che tale Carbonio non è di origine fossile, non comporta problemi di accumulo di gas serra; al contrario, il problema dei combustibili fossili è che la loro combustione reimmette in atmosfera il carbonio in essi contenuto e sottratto dall’atmosfera milioni di anni fa (durante l’era geologica cosiddetta carbonifera), creando in questo modo uno “sbilanciamento” nell’attuale ciclo del carbonio.

    Sorgente o feedback?
    Gli studi che più si avvicinano al tema trattato (ad esempio questo) valutano come il riscaldamento globale potrebbe favorire l’emissione di CO2 dai suoli ghiacciati, dalla tundra e dal permafrost. Il rilascio di CO2 dal permafrost sarebbe un feedback positivo del riscaldamento globale causato dalla CO2 di origine fossile.
    Una dettagliata analisi delle ricerche svolte da Panikov e Romanovsky, effettuata dal Dr. Marcello Vichi del Centro EuroMediterraneo per i Cambiamenti Climatici, disponibile in una nuovissima sezione del sito del Focal Point IPCC per l’Italia intitolata “L’angolo degli scettici” ha concluso che le ricerche hanno mostrato “non è necessario che il permafrost raggiunga la temperatura di scongelamento per attivare la degradazione microbica, ma che le aree di permafrost (attualmente il 5% della superficie terrestre emersa) potrebbero rilasciare ulteriori gas serra anche con gli aumenti di temperatura registrati sino ad ora”.
    Ma questo problema è un’altra cosa, non c’entra nulla con i batteri dormiglioni che “continuano a produrre anidride carbonica e metano”. Facendo una ricerca nella letteratura scientifica utilizzando le banche dati elettroniche internazionali, non è possibile trovare un solo studio che sostenga che le emissioni dei batteri sotto i ghiacci polari cambierebbero le conoscenze relativamente al peso delle attività umane sull’aumento di CO2 in atmosfera.

    Batteri dormiglioni o morti e sepolti?

    Va aggiunto inoltre che l’individuazione dei batteri nel ghiaccio delle calotte polari e’ una delle grandi sfide della glaciologia moderna, in quanto si tratta di ambienti sostanzialmente sterili.

    I pochi batteri presenti nel ghiaccio delle calotte polari, piu’ che “dormienti”, sono letteralmente “morti e sepolti” anche a causa dell’azione degradante del DNA da parte dell’acqua e dell’ossigeno a cui sono stati sottoposti per migliaia di anni.

    Anche sotto il ghiaccio dell’Antartide, come per esempio nel lago sub-glaciale di Vostok, si pensa che la concentrazione di batteri sia prossima al limite di rilevabilita’. E’ emerso infatti che i pochi studi che ne annunciavano la sporadica presenza sono stati probabilmente il risultato di contaminazione da parte dei ricercatori.

    Conclusione
    Nessuno sta barando sui gas serra. Anche se nel ghiaccio polare ci fossero dei batteri, questi non influenzerebbero il bilancio dei gas serra, ma di batteri sostanzialmente non ce ne sono.
    L’articolo citato è quindi un altro caso di disinformazione sul tema climatico, un’altra occasione perduta per informare correttamente su una materia che, per le sue implicazioni socio-economiche ed energetiche, è e sarà importante e cruciale per il futuro del nostro Paese.”
    http://www.climalteranti.it/2009/05/22/zichicche-n1-i-batteri-dormiglioni/

    a voi le riflessioni!

  51. bari87
    17 maggio 2010 alle 15:50

    l’ultimo sussulto dell’odiato nino….vedremo maggio come l’anomalia si sgonfierà…(noaa permettendo)

  52. 17 maggio 2010 alle 15:55

    Bene è arrivato il momento che anch’io sveli la mia identità…..sono il fratello di ken,ken il guerriero,e come tale ultimo discendente della sacra scuola di hokuto….tremate gente!!!!!

  53. 17 maggio 2010 alle 16:00

    Si ricomincia con la giostra…ah va bè!!!!

  54. bari87
    17 maggio 2010 alle 16:02

    mmm bora…hai fatto bene a postare la risposta dei serristi, in pratica è scritto un papiro che però è solo un giro di parole, nemmeno una parola dei serristi mi hanno fatto pensare “cavolo hanno ragione!”, penso piuttosto ad una ciecità nel voler andare incontro a qualsiasi tentativo di ricerca

    poi zichichi non dice quanto questi batteri incidano (altro errore del serrista nella risposta…i batteri non producono solo anidride carbonica ma anche metano che è molto peggio)

    ancora zichici dice che l’uomo contribuisce al riscaldamento antropico per il 4%…invece quanto sarebbe la percentuale secondo i serristi?

  55. ice2020
    17 maggio 2010 alle 16:05

    Ciao Bora, ben tornato e comportati bene!

    Marchetto: vedi di comportarti bene anche te.

    Se scopro che siete la stessa persona, è la fine!

    simon

  56. Ivan
    17 maggio 2010 alle 16:12

    Bell’articolo..come sempre, complimenti! Però nemmeno una virgola..azz 🙂
    scherzo

  57. 17 maggio 2010 alle 16:25

    Quante erano le possibilità che due utenti partecipanti allo stesso blog avessero lo stesso indirizzo IP??? e se il fenomeno si ripete più volte quante diventano le possibilità che si tratti realmente di due persone differenti???? e se invece di due fossero tre??? e che i tre fossero amici su 60 milioni di italiani????chiudo quì la cosa,d’ora in avanti non parlerò più di bora e compagni,ma Simon non ci sperare tanto…….

  58. 17 maggio 2010 alle 16:28

    Visto che la teoria +Co2 =+T. non funziona da anni é inutile discutere di una cosa che non esiste.
    Mentre si parla sempre piá di un Global cooling in tutto il mondo.
    L´ultimo in ordine di tempo un geologo e la sua equipe della Western Washington University che avverte sul raffreddamento globale dei prossimi 20-30 anni.
    Dato che questo studio é giá peer review sará oggetto di un prossimo articolo su NIA.
    Posto solo l´ultima frase dello studio:
    Ci attende un raffreddamento globale per i prossimi 2-3 decenni che sarà molto più dannoso di quanto sarebbe stato il riscaldamento globale.

  59. bari87
    17 maggio 2010 alle 16:38

    simon vorrei parlarti un attimo in privato….se vuoi e puoi….come possiamo fare?

  60. Bora71
    17 maggio 2010 alle 16:42

    ciao Simon..tranquillo..mi comportero’ bene..anche se vedo che c’e’ gente che continua a provocarmi..ihihih

  61. Bora71
    17 maggio 2010 alle 16:46

    e’ arrivata anche la controrisposta

    “La discussione sull’entità del feedback da Vapore Acqueo

    Scritto da Claudio Costa il 8 – maggio – 2010

    All’umentare delle concentrazioni atmosferiche dei gas climalteranti (CO2 CH4 N2O ecc) dovrebbe aumentare in atmosfera un altro potente gas serra: il vapore acqueo. Questo in atmosfera si misura attraverso:

    •l’umidità assoluta che è la quantità di vapore acqueo espressa in grammi contenuta in un metro cubo d’aria;
    •l’umidità relativa che è il rapporto percentuale tra l’umidità assoluta e la quantità massima (cioè a saturazione) che il volume d’aria può contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione;
    •l’umidità specifica che indica il rapporto della massa del vapore acqueo e la massa d’aria umida, valore che varia in funzione della pressione e della temperatura.
    L’aumento del vapore acqueo in atmosfera dovrebbe determinare una retroazione positiva (feedback) cioè un ulteriore riscaldamento. Nel caso in cui l’umidità relativa fosse costante nel tempo, a un aumento delle temperature dovrebbe seguire un aumento dell’umidità specifica. Sull’entità di questo feedback è in atto una discussione tra vari scienziati.

    A beneficio di chi non segue assiduamente Climatemonitor, ricordiamo che alcuni mesi fa un gruppo di studiosi del clima ha inviato una lettera di solidarietà e consenso al prof. Bellone, reo di aver fatto un intervento da altri giudicato troppo scettico sull’AGW, e per questo aspramente redarguito dal mainstream. Nella lettera si legge:

    […] Siamo infatti come lei convinti che parecchi conti ancora non tornino e che la teoria dell’Anthropogenic Global Warming (AGW), oggi da più parti indicata come verità scientifica inoppugnabile e non assoggettabile a critica, presenti in realtà parecchi elementi di debolezza fra cui a titolo di esempio citiamo i seguenti:

    •umidità specifica nella libera atmosfera che su vaste aree del pianeta manifesta una diminuzione che non si concilia con l’idea del feed-back positivo da vapore acqueo che è il vero cuore della teoria AGW, in quanto il ruolo secondario della CO2 come gas serra non la rende in grado di per sè di produrre incrementi rilevanti della temperatura in superficie (Paltridge G., Arking A., Pook M., 2009. Trends in middle- and upper-level tropospheric humidity, Theoretical and applied cliamatology, DOI 10.1007/s00704-009-0117-x) […]

    C’ è anche un dato molto interessante ricavato dalla peer review di Miskolczi 2009 che riguarda i dati di umidità relativa a diverse quote1.

    Antony Watts commenta questi dati qui:

    “Ciò significa che la variazione di umidità specifica nella troposfera superiore (300 – 700 MB) può essere molto significativa, anche se la quantità di vapore acqueo è bassa a causa delle basse temperature. Se l’umidità relativa rimane costante, il riscaldamento indotto dalla CO2 causerà l’aumento di umidità specifica e quindi di un forte feedback positivo. Ma se l’umidità relativa è effettivamente in calo (Miskolczi 2009), il vapore acqueo può causare un feedback negativo. L’umidità specifica è diminuita drasticamente nel 2008 a tutti i livelli nella troposfera.”

    Il dibattito sul feedback del vapore acqueo parte tutto da queste dichiarazioni di Dessler sul sito della NASA, dove si afferma che l’aumento dei gas serra climalteranti porterà ad un riscaldamento del pianeta che sarà raddoppiato (mica poco) dal feedback positivo del vapore acqueo indotto sempre dai gas antropici.

    R. Pileke sr. quindi critica Dessler sul suo sito qui, dove vengono citati due lavori Wu C. 20092 e Sun, 20093 dicendo che i nuovi documenti in esame dimostrano l’incapacità dei modelli dell’IPCC di prevedere abilmente il feedback del vapore acqueo e pongono anche molti interrogativi sull’abilità stessa dei modelli, che sempre secondo gli autori delle peer review sovrastimano il feedback positivo del vapore acqueo e sottostimano il feedback negativo delle nuvole. Questo, di fatto è il nocciolo di tutta la discussione, un argomento ad esempio ampiamente trattato ed esaminato da R. Spencer e R. Lindzen.

    R. Pielke sr. aggiunge che secondo la teoria di Dessler tutte le forzanti riscaldanti dovrebbero dare un feedback positivo del vapore acqueo anche il nero fumo ABC, ma questo non è dimostrato e conclude dicendo che il feedback reale del vapore acqueo non è quello inteso da Dessler.

    Il quale replica qui citando pubblicazioni che dimostrano un aumento dell’umidità specifica, durante episodi di El Nino, o, viceversa, durante le eruzioni vulcaniche. Dessler critica Wu 2009 e Sun 2009 perchè prendono in considerazione solo una piccola porzione dell’atmosfera quindi i dati non sarebbero significativi e critica anche Paltridge 20094 perché secondo lo scienzato della NASA una rianalisi dei dati NCEP più aggiornata sui valori dell’umidià specifica, porta a conclusioni opposte rispetto alle sue.

    A questo proposito c’è da citare ancora Antony Watts che dice:

    Non conosco l’accuratezza dei dati della rianalisi NCEP sull’umidità della troposfera, ma la misura diretta dell’umidità dai palloni meteorologici sembra preferibile alla determinazione molto indiretta dei dati del satellite”

    Ma Dessler cita anche un classico argomento degli scettici e cioè che l’unico punto in cui si può annidare un feedback negativo di grande entità , che cioè potrebbe mascherare quello positivo del vapore acqueo, è il feedback negativo della nuvolosità. A Dessler rispondono R. Pielke sr. ma anche R. Spencer qui affermando che il feedback del vapore è sicuramente positivo ( e chi lo ha mai negato) ma è ancora da comprendere, e poi che il lavoro di Wu 2009 è significativo proprio perché prende in analisi il settore tropicale dove lievi aumenti della Temperatura danno una reazione sproporzionata di riscaldamento globale. Nello stessa replica si sottolinea anche che ci sono analisi che non mostrano nessuna simultaneità tra riscaldamento e aumento dell’umidità Wang 20085 ) e che ci sono varie analisi che stimano la mancanza di feedback positivo del vapore acqueo a livello regionale (F. M. Mims III6 ). Da ultimo si fa notare anche che le ricerche di Stephens Graeme7 dimostrano che ci sono gravi pregiudizi sulle proprietà radiative delle nubi basse che mettono in dubbio la fedeltà del feedback nei modelli.

    R. Pielke sr. infine conclude così:

    “L’entità del feedback del vapore acqueo, quando le nubi e le precipitazioni sono incluse, insieme ad altri feedback del sistema climatico, come i flussi di interfaccia atmosfera-oceano rimane completamente sconosciuta!.”

  62. paolo 72
    17 maggio 2010 alle 16:47

    MA VAAAAAA!!!!!!

  63. 17 maggio 2010 alle 16:59

    Che stiano scoprendo l´acqua calda lo avevamo giá detto:
    https://daltonsminima.wordpress.com/2010/02/15/evviva-lipcc-ha-scoperto-lacqua-calda/

  64. ice2020
    17 maggio 2010 alle 17:01
  65. bari87
    17 maggio 2010 alle 17:14

    ti ho aggiunto simon..nn so se usi msn…appena sarò in linea ti contatto!

    scusate per l’ot

  66. fra
    17 maggio 2010 alle 17:21

    Ot : Guardate il vulcano come sta oggi!!!!
    http://eldgos.mila.is/eyjafjallajokull-fra-hvolsvelli/ ( aspettate un po’ che carichi l’immagine )

  67. Marco85
    17 maggio 2010 alle 17:48

    Ciao, forse non ho mai scritto su questo blog ma è da qualche mese che vi leggo. Siete in molti qui che parlano di anno freddo e raffreddamento globale ma oggi ho trovato questo, su questa materia io non ne capisco quasi niente ma mi sembra che questo personaggio sia dell’opinione opposta alla vostra (o sbaglio). Voi cosa ne pensate?

    http://www.ecoblog.it/post/10486/secondo-laspo-il-2010-potrebbe-essere-lanno-piu-caldo-della-storia

  68. Bora71
    17 maggio 2010 alle 17:51

    Dati del NOAA per le temperature dei primi 3 mesi del 2010 da “Climate Progress”

    Continuano i record di temperatura, uno dopo l’altro. A questo punto, i primi quattro mesi del 2010 si prefigurano come parte di quello che potrebbe essere l’anno più caldo della storia, da quando si fanno misure di temperatura. La cosa si sta facendo preoccupante, soprattutto in considerazione del fatto che siamo a un minimo storico dell’attività solare – se il riprende a salire, cosa succede?

    Tutto questo avviene in corrispondenza di una fluttuazione artica che sta portando aria fredda dall’Artico sulle regioni Europee e degli Stati Uniti che, di conseguenza, stanno subendo un raffreddamento. Come vedete nel diagramma in alto a sinistra, c’è una striscia blu di raffreddamento che parte dalla Cina e arriva fino agli Stati Uniti. Chi vive in questa zona, incluso noi, ha difficoltà a rendersi conto della situazione. Nel resto del mondo, invece, ci sono delle zone, come il Canada, dove abbiamo sei gradi in più rispetto alla media stagionale. Non oso pensare cosa potrebbe succedere se avessimo temperature del genere qui da noi.

    Insomma, il riscaldamento continua; così come continua la testardaggine di chi rifiuta di rendersene conto.
    meteotriveneto Neo

  69. ice2020
    17 maggio 2010 alle 17:55

    Ambè Marco 85 e bora, se andiamo dietro ad ugo Bardi e ai dati Noaa, siamo a posto!

    hihihihihi

  70. ice2020
    17 maggio 2010 alle 17:56

    Moriremo tutti bruciati ed affogati, lasciate ogni speranza o voi che vivete in questo mondo incandescente!
    😆

  71. 17 maggio 2010 alle 18:07

    In effetti la contemporaneità dei fatti dovrebbe essere studiata …
    C’ é un minimo solare che sembra essere profondo , in Islanda c’ é un vulcano in eruzione, la corrente del golfo é in crisi e ha deviato il suo corso verso la Groenlandia.
    Il percorso della corrente del golfo segue il corso della dorsale medioceanica che é sotto … a solo 2000 mt di profondità.
    Io ci metterei l’ aumento della CO2 che ma non voglio esagerare …

  72. 17 maggio 2010 alle 18:47

    Sui pianeti del sistema solare ci sono aumenti termici anche eclatanti..Ci saranno anche li i marziani con il GW antromarzianopico hahahahhahahaha

  73. PlayingHaarp
    17 maggio 2010 alle 19:03

    E’ strano che parlando di influenze antropiche sul clima non si faccia mai riferimento alle tecnologie di geoingegneria in campo militare, mentre siamo portati spesso a pensare ai diabolici suv. Proprio a causa degli interventi umani di geoingegneria è difficile trarre i legami stretti che ci sono fra attività solare e clima. Sarebbe più facile analizzando il clima degli altri pianeti. Oltretutto spesso ignoriamo totalmente il contesto più ampio in cui si trova il sistema solare, non sappiamo quasi niente delle proprietà dello spazio eterogeneo che il sistema solare attraversa; indubbiamente il sistema solare attraverserà zone più o meno dense nella galassia, che possono essere il primo fattore influenzante dell’attività solare. Purtroppo raramente cercando di comprendere il Sole cerchiami indizi al di fuori dello stesso sistema solare.

  74. 17 maggio 2010 alle 19:28

    Il satellite Apollo 15 comprova senza piú dubbi il Riscaldamento Globale.
    Ecco il diagramma delle temperature in salita che ha misurato il satellite:

    Semza piú dubbi é in corso un riscaldamento globale!! Peccato che Apollo 15 stia misurando le temperature sulla LUNA e non della Terra!!!
    Qualche serrista di passaggio mi spiega il mistero????

  75. ice2020
    17 maggio 2010 alle 19:38

    ahahhahahaha sandro…😆

    Bisognerebbe farci un articolo su ste cose qui!

    Simon

  76. 17 maggio 2010 alle 19:42

    Simon mi sono stancato di parlare dell´AGW, é come parlare del passato, della storia, e poi é parlare con un muro che non riesce ad immaginare un pianeta in movimento. È il futuro che ci interessa non il vecchio passato. Certo quando ci saranno nuove notizie eclatanti ritorneremo col passato ma penso di dedicarmi piú a quello che ci attende e che potrá esserci tra pochi anni.

  77. 17 maggio 2010 alle 19:52

    Simon considera che tantissimi (anche fisici solari) parlano se questo minimo é un Dalton, un Maunder o come giá qualche altro fisico assieme ad altri scienziati giustamente (secondo me) dice che il minimo di Eddy é unico e che é piú profondo di tutti quelli che conosciamo. Assieme a Pablito stiamo preparando degli articoli e come mi hai detto, mercoledí postiamo il primo…un altro mio oggi é in bozza nelle bozze🙂 Attendete popolo di NIA, Simon e il suo sito saranno sempre piú all´avanguardia!

  78. ice2020
    17 maggio 2010 alle 20:33

    Grazie sandro soprattutto per tutti gli articoli che fai, e grazie a tutti quelli che ci seguono!

    Eh si, nelle bozze ci sn fior fiori di articoli, un pò di pazienza e saranno pubblicati tutti!

    Intanto oggi 9° giorno spotless consecutivo, sto aspettando il valore del solar flux delle 22!

    Simon

  79. 17 maggio 2010 alle 20:46

    Intanto hanno scoperto chi ha causato il riscaldamento dell´artico negli passati.

  80. 17 maggio 2010 alle 20:48

    Ho trovato questo articolo sull’ attività vulcanica della dorsale medioceanica dell’ artico (2002)
    http://archiviostorico.corriere.it/2002/gennaio/20/Vulcani_sorgenti_calde_sotto_ghiacci_co_0_020120590.shtml
    Io credo che se esiste un riscaldamento globale a livello di sistema solare, questo potrebbe modulare con una certa isteresi l’ attivita vulcanica.
    Ovvero il riscaldamento a livello dovrebbe far aumentare l’ attività vulcanica. Una volta attivata la fase vulcanica potrebbe innescarsi un successivo raffreddamento in controtendenza rispetto al riscaldamento. In questo modo si potrebbero spiegare le oscillazioni repentine delle fasi fredde e calde.
    Una specie di pendolo climatico .

  81. Tuvok
    17 maggio 2010 alle 20:49

    Giusto Sand ! Parliamo del futuro …
    Per questo, tornando ad un tema che mi sta a cuore (ovviamente OT), non credo che andremo arrosto, e neppure ibernati.
    Il problema è che sia un po più caldo o un po più freddo, di sicuro avremmo bisogno di energia in quantità per sopravvivere in maniera decente (e non solo noi occidentali).
    Purtroppo le scelte che stiamo facendo in tal senso sono dettate più da esasperati allarmismi che dal buon senso, e quindi il rischio di sbagliare è alto.

    A parte gli interessi economici, le lobbyes e lotte politiche varie, esistono tante persone, siano esse al potere o no, che in buona fede, si fanno condizionare da chi grida più forte…

    Per quello che ho tentato di capire io, lo studio, sia del clima che delle “forzanti antropiche” è talmente complesso, che chiunque ostenti certezze è in errore.

    Cerchiamo con umiltà di portare il nostro “granello” di conoscenza, e diffonderlo il più possibile…

    Scusate il pistolotto, ma me lo sentivo

    Ciao

  82. 17 maggio 2010 alle 21:06

    Hai perfettamente ragione Tuvok perché stiamo parlando di una possibile PEG e non certo di un periodo di glaciazione. E la ricerca di energia é strettamente connesso all´argomento. Una PEG potrebbe accentuare la crisi energetica. La ricerca e le soluzioni in questo campo richiedono decine di anni e SE il futuro prossimo, non tanto lontano, puntano ad un raffreddamento acnhe moderato i problemi energetici ci saranno; considerando anche nel 2020 saremo oltre 8 miliardi affamati di energia, cibo e acqua.

  83. Sylar
    17 maggio 2010 alle 21:13

    Sono molto curioso di vedere la previsione di Luglio del Dr. Hathaway su questo ciclo. Andrà ancora al ribasso?

  84. 17 maggio 2010 alle 21:25

    Qualche anno fa anch’ io ero lì lì per credere che che l’ umanità fosse davvero impazzita e che avesse causato un grosso disastro facendo arrostire il nostro mondo.
    Poi mi sono messo a cercare di capire un pò meglio cosa stava succedendo e ho incrociato NIA.
    La prima cosa che ho capito é che la cosa era dannatamente complicata e sono stato sommerso da una valanga di informazioni … attività solare, cicli solari,minimi solari, oscillazioni planetarie, nubi galattiche, glaciazioni, eruzioni vulcaniche, raggi cosmici, attività biologica, attività antropica, effetto albedo, correnti oceaniche, temperature oceaniche, salinità la NINA eil NINO … le mucche scoreggione !
    Forse l’ unica certezza é quella socratica … sapere di non sapere.

  85. Tuvok
    17 maggio 2010 alle 22:09

    E’ vero Socrate …
    Il più grande logico dell’umanità sapeva benissimo anche come “decostriure” le sciocchezze logiche che venivano proposte… E ne stiamo sentendo tante, anche da non esperto, basta un briciolo di quella logica per spazzare via, tra la “miriade” di ragionamenti, quelli sbagliati in partenza … qui non è il caso di citarli, dobbiamo guardare al futuro, e scegliere con “logica” le strade da percorrere…

    Una piccola briciola di conoscenza di base base base, come promemoria

    copio e incollo da astrofilitrentini

    La produzione di energia del Sole (3.86e33 ergs/secondo o 386 miliardi di miliardi di megawatt) è determinata dalle reazioni di fusione nucleare. Ogni secondo, circa 700.000.000 di tonnellate di idrogeno vengono convertite in circa 695.000.000 di tonnellate di elio e 5.000.000 di tonnellate (=3.86e33 ergs) di energia sotto forma raggi gamma. Viaggiando verso l’esterno, l’energia è continuamente assorbita e riemessa a temperature sempre più basse, cosicché quando raggiunge la superficie appare soprattutto come luce visibile. Per l’ultimo 20% del percorso verso la superficie l’energia viene portata più dalla convezione che dalla radiazione.

    Aggiungo: 1KW / mt2 arriva fino a noi … perchè non approfittarne ?

    Se ho detto sciocchezze “decostruitemi”🙂

  86. Tuvok
    17 maggio 2010 alle 22:15

    Scusate ancora un link poi non rompo più

    http://www.desertec.org/downloads/summary_it.pdf

    Se volete leggerlo anche se usa la “leva” AGW …

    Ciao

  87. 17 maggio 2010 alle 22:29

    Il flusso solare corretto si mantiene sopra i 70.
    http://www.spaceweather.gc.ca/sx-4-fra.php

    Le CH´s stanno facendo sentire il loro effetto impedendo una maggiore caduta, ma d´atra parte le CH´s presnti sembrano migrare come cercando l´inversione magnetica.
    A coronal hole (and extensions of apparently connected coronal holes in the northern and southern hemisphere) – CH404 – rotated across the central meridian on May 16-17.

  88. giorgio
    17 maggio 2010 alle 22:31

    http://www.osdpd.noaa.gov/data/sst/anomaly/anomwne.gif si puo notare chiaramente che le anomalie negative seguono l”intero percorso della CDG.Segnale inequivocabile che qualcosa di grosso e” successo.Mentre a nord il VP o quello che resta detta legge da sud ovest non arriva calore.adesso ditemi voi con una NINA in arrivo e con questa CDG che inverno vi potete mai aspettare.prepariamoci.

  89. ice2020
    17 maggio 2010 alle 22:40

    Media solar flux aggiustato al 17/5 che scende a 76.88!

    Manca poco per andare sotto ad aprile:

    https://daltonsminima.wordpress.com/dati-sole-in-diretta/

  90. Davide M.
    17 maggio 2010 alle 22:43

    Guardate questo video su youtube.
    E’ un filmato girato nelle filippine di ieri notte quando si è verificato l’allineamento di venere con la luna crescente. Un effetto visivo veramente d’impatto. Me lo ha segnalato la mia ragazza che ha assistito all’evento ieri notte proprio nelle filippine. Mi stà diventando un’astrofila anche lei :D:D:D

  91. 17 maggio 2010 alle 22:54

    @ Simon: su solen giá danno il SF di maggio a 75,7….
    OPS… scusa mi sono accorto adesso che loro considerano l´osservato e non quello aggiustato!

  92. bari87
    17 maggio 2010 alle 23:32

    marco85

    mi sa che non hai seguito bene nia….qui non stiamo dicendo che siamo sottomedia o siamo in pieno raffreddamento, stiamo dicendo che il riscaldamento globale si è bloccato (cioè non cresce più ma ancora c’è) dal 1998 e che il GW non è causato in gran parta dall’uomo ma da fenomeni naturali che hanno una loro ciclicità..questi sono i 2 punti fondamentali

    e qui ci allacciamo al discorso dell’attività solare

  93. bari87
    17 maggio 2010 alle 23:59

    caro bora….se da una parta fa caldo c’è un altra zona dove invece fa freddo….lo dici anche tu no?

  94. 18 maggio 2010 alle 06:45

    @ Davide M.
    Probabilmente un fenomeno simile ha ispirato la bandiera della Turchia ed é diventato un simbolo.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_della_Turchia.

  95. Bora71
    18 maggio 2010 alle 09:41

    eh bari87..qui non stiamo parlando di una configurazione barica..
    di uno scambio meridiano..
    ma delle temperature di tutto il mondo..la media e’ altissima e io sono deluso..

    x Giorgio
    una forte Nina e’ negativa per l’inverno europeo(basta vedere l’inverno 2006-2007) e invece serve molto per far diminuire la media delle temperature globali..

  96. Bora71
    18 maggio 2010 alle 09:46

    ecco l’andamento delle temperature satellitari
    si nota purtroppo che il riscaldamento non si e’ bloccato..

  97. Bora71
    18 maggio 2010 alle 09:50

    temperature al suolo

  98. Davide M.
    18 maggio 2010 alle 12:37

    Ascolta bene bora,
    i tuoi link non li clikka più nessuno. Abbiamo già avuto più di una volta dimostrazione che i dati non li sai leggere e che per dimostrare l’impossibile sei andato a pescare in passato studi e ricerche fatti da studiosi eschimesi e ricercatori aborigeni australiani, sì….quelli con l’osso infilato nelle narici.
    Quindi puoi postare tutti i link che vuoi, tanto nessuno li clikkerà.

  99. Davide M.
    18 maggio 2010 alle 12:39

    x LuciO

    caro lucio mi sà che hai avuto un’intuizione geniale perchè neanche sul link di wiki che mi hai dato si parla di venere.
    Chissà che non sei proprio tu lo scopritore del mistero della bandiera della turchia. Fossi in te mi documenterei ancora di più. Chissà, magari nessuno ci aveva ancora pensato.
    ciao

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