Home > Sole e Clima > La natura supera il CERN?

La natura supera il CERN?

25 maggio 2010

Questo é un articolo che il Prof. Vincenzo Zappalà ha scritto su Astronomia.com
Per chi non conoscesse il Prof. Zappalà ecco un suo breve profilo da Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Zappal%C3%A0

Su NIA abbiamo giá parlato della ricerca del CERN e dell´esperimento CLOUD

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/12/22/al-cern-sono-soliti-sprecare-tempo-e-denaro/

“Tutto denaro sprecato? Sicuramente no. Tuttavia, una ricerca svolta nell’Università di Bath, storica città inglese, ha scoperto che durante i temporali si formano giganteschi acceleratori di particelle a circa 40 km d’altezza sopra la superficie terrestre. Più potenti e meno costosi del LHC …”
Durante la scarica di fulmini particolarmente intensi si creano le condizioni affinché le particelle ad alta energia provenienti dallo spazio (raggi cosmici) interagiscano con i campi elettrici temporaleschi, producendo un gigantesco (e a buon mercato) acceleratore di particelle simile a quello che è stato con gran fatica costruito al CERN di Ginevra. La Natura si sta prendendo una bella rivincita: ciò che l’uomo stenta a ottenere con anni di lavoro e milioni e milioni di euro, viene ottenuto semplicemente e completamente gratis.

Gli elettroni presenti nelle molecole d’aria vengono “strappati” dai raggi cosmici e subiscono una fortissima accelerazione causata dal campo elettrico creato dai fulmini. In altre parole, i raggi cosmici liberano elettroni che poi i campi elettrici accelerano naturalmente. Meraviglioso! Questi elettroni si riuniscono in stretti fasci che si propagano dai livelli più bassi dell’atmosfera (troposfera), attraversano la media atmosfera e giungono nello spazio dove vengono intrappolati dal campo magnetico nelle sue fasce di radiazioni (Van Allen) e possono causare seri problemi ai satelliti artificiali. Teniamo conto che questi eventi collisionali, rapidissimi, possono avere la potenza di una piccola centrale nucleare.

Fenomeni simili erano già stati ipotizzati nello studio degli “sprite” (folletti), fulmini che avvengono a grandi altezze sopra le nuvole temporalesche dando luogo a una varietà di fenomeni luminosi dalle forme più strane (Fig. 1). Si è ora visto che gli acceleratori naturali di particelle coincidono in qualche caso proprio con questi “sprite”.

Fig. 1 – La prima immagine a colori di uno “sprite”, ottenuta nel 1994 da un aereo da alta quota sopra l’Alaska. Il color rosso è dovuto a emissioni di azoto fluorescente eccitato da un fulmine avvenuto nel temporale sottostante. Un bellissimo UFO, non vi pare?

Per dovere d’informazione, già nel 1925 il Premio Nobel C.T. Rees Wison aveva ipotizzato queste condizioni particolari sopra le grandi nuvole temporalesche.

E’ veramente sconvolgente l’idea che mentre noi cerchiamo di far collidere le particelle sotto terra per evitare qualsiasi contaminazione, madre Natura lo faccia parecchi chilometri sopra la nostra testa. A parte gli scherzi (al CERN si possono dominare gli scontri, scegliere i proiettili e mille altre cose), è fantastico pensare che questi acceleratori naturali ci mostrino uno stupendo esempio di interazione tra il nostro piccolo pianeta e il ben più vasto Universo, da cui provengono appunto i raggi cosmici.

Fig. 2 – Uno splendido spettro o folletto luminoso (“sprite”), osservato sopra un temporale nel settembre del 2009 in Francia. Non vi sembra di vedere una specie di volto diabolico. Che ci stia avvisando del 2012? Sto scherzando, ovviamente!!

Ringrazio il Prof. Zappalá e lo staff di Astronomia.com per aver gentilmente concesso di pubblicare questo articolo.

SAND-RIO

Categorie:Sole e Clima
  1. ice2020
    25 maggio 2010 alle 19:01

    Tra l’altro, se davvero è vera la teoria che aumentando i raggi cosmici aumenta la copertura nuvolosa, saremmo a cavallo!

  2. giorgio
    25 maggio 2010 alle 20:14

    Gia perche dall”inizio del monitoraggio dei raggi cosmici,attualmente siamo a livelli record.L”influenza di questo tipo di radiazione sulla copertura nuvolosa e” praticamente certo.Inoltre la condensazione abbassa i livelli di H2o nell”atmosfera,e cio favorisce la dispersione di calore nello spazio.Non conosciamo allo stato attuale il reale impatto di una irradiazione cosmica come quella attuale.quindi qualunque previsione climatica futura e” adir poco azzardata.

  3. giorgio
  4. giorgio
    25 maggio 2010 alle 20:21

    Quindi tornando al discorso di prima,dobbiamo attentamente osservare tutti i cambiamenti,monitorare continuamente tutto e non fare nessuna previsione futura.Solo monitorare e archiviare

  5. ice2020
    25 maggio 2010 alle 20:41

    giorgio :

    Quindi tornando al discorso di prima,dobbiamo attentamente osservare tutti i cambiamenti,monitorare continuamente tutto e non fare nessuna previsione futura.Solo monitorare e archiviare

    Si, sn perfettamente d’accordo!

  6. 25 maggio 2010 alle 20:52

    Volevo segnalare un articolo del coraggioso Prof. Zappalá apparso oggi su:
    http://www.astronomia.com/2010/05/25/la-foresta-amazzonica-non-teme-il-caldo/#comment-57180

    Sui nuovi studi sulla foresta amazzonica che smentiscono i precedenti studi dell´IPCC…

  7. giorgio
    25 maggio 2010 alle 21:30

    Sand lo sappiamp che l”IPCC e” una struttura creara ad hoc per fare informazione di tipo terroristico.Devono semplicemente sopravvivere a se stessi e se non le sparano grosse non hanno piu motivo di esistere.

  8. giorgio
    25 maggio 2010 alle 22:17

    Enso al capolinea.scorrere con la freccetta verso il basso per vedere la sequenza delle ultime settimane http://forum.meteotriveneto.it/viewtopic.php?f=1&t=15477

  9. 25 maggio 2010 alle 23:12

    Cert Giorgio: Giá in zona ENSO 3.4 e 1.2 e 3 il Niño é terminato, molto prima di quanto avevano previsto i soliti modellini playstation che prevedevano la sua fine nei mesi tra luglio e settembre. Attualmente siamo in fase neutra, ma le anomalie fredde sotto la superficie si mantengono attorno ai -2°.

    Questa la situazione a 100 mt di profonditá:

  10. 25 maggio 2010 alle 23:28

    Volevo far notare le incredibili anomalie di temperatura della C.d.G.

  11. 25 maggio 2010 alle 23:31

    E anche le anomalie stagionali di temperatura dei mari attorno l´Italia non scherzano:

  12. 25 maggio 2010 alle 23:45

    I mari italiani sono in media o leggermente sotto..Adesso la Nina farà il resto con la diminuzione globale termica che si dovrebbe riscontrare dopo qualche mese dalla sua partenza

  13. ice2020
    26 maggio 2010 alle 00:25

    Si è formata velocemente un’altra macchietta nel nord emisfero all’interno di una vecchia plage:

    mentre entro domani arriverà nella parte visibile un’altra regione cn molte possibilità di avere macchie al suo interno:

  14. Fabio2
    26 maggio 2010 alle 10:16

    Potrebbe essere un segnale del cambio di trend del ciclo, per ora impostato al ribasso, oppure un fuoco di paglia. Vediamo…….

  15. Fabio2
    26 maggio 2010 alle 11:34

    Simon, però mi pare che il farside GONG non evidenzi nessuna regione attiva che potenzialmente possa presentare macchie al suo interno.
    Perchè dici che ci sono molte probabilità che abbia delle macchie? :-O

  16. agrimensore g
    26 maggio 2010 alle 14:09

    Grazie Sand-Rio per averci riportato queste informazioni e anche queste immagini!.

  1. No trackbacks yet.
I commenti sono chiusi.
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: