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Storia del Clima Europeo con riferimento a quello Valdostano (Ultima Parte)

3 giugno 2010

La cronologia del clima europeo e le testimonianze sul territorio valdostano

Fra il 5000 e il 1400 a.C. il nostro clima era caratterizzato da una temperatura di almeno 4 °C superiore all’attuale.

Questo periodo, il più caldo degli ultimi 8.000 anni, viene designato con il termine scientifico di optimum climatico assoluto del Post-glaciale.

In montagna, i limiti climatici del bosco, del pascolo, delle nevi persistenti, con temperature annue di almeno 4°C superiori alle attuali si innalzano di quasi 700 metri. Nella nostra regione in quel lontano periodo il bosco saliva almeno fino ai 2600 metri di altitudine, il pascolo si portava attorno ai 3200 metri sul livello del mare e il limite delle nevi persistenti addirittura a 3600-3700. Il grande ghiacciaio del Ruitor che domina la conca di La Thuile, allora non esisteva perché la quota massima delle creste rocciose che delimitano il suo circo è inferiore a quella che in quel lontano periodo aveva il limite delle nevi perenni e pertanto l’innevamento del territorio doveva essere solo stagionale. Il bacino però era occupato da un lago in cui vegetavano piante palustri che con il tempo si trasformarono in torba. Alcuni millenni più tardi, nel 1500 a.C. si instaurò un clima freddo; l’innevamento del circo divenne perenne e si formò il grande ghiacciaio che ricoprì la torbiera. Dal 1975 parte di questa torba viene spinta a valle dal movimento del ghiacciaio dando così modo ai ricercatori di raccoglierne campioni e di studiarli. La datazione al radiocarbonio, fatta per conto del Politecnico di Torino, ha rilevato un’età assoluta di 6.500 anni per gli strati più antichi; di 3500 per quelli più recenti, confermando in pieno il quadro climatico che emerge da indagini fatte in altri luoghi e con altre metodologie. Questo periodo corrisponde alle età umane del Neolitico e dell’eneolitico.

Nella torba del Ruitor, che sappiamo essersi originata ad una quota largamente superiore ai 2500 metri, vi è una alta percentuale di pollini fossili di varie conifere ma anche di latifoglie fra cui il tiglio. La loro presenza indica che presso quel lago, attualmente coperto dal ghiacciaio, fino a 3500 anni fa giungeva il bosco. È evidente che la montagna offriva allora un ambiente assai più accogliente di quello che conosciamo oggi. Si spiega così come l’uomo neolitico abbia potuto risalire la valli alpine con grande facilità, insediarsi in alta quota, frequentare gli alti valichi dello spartiacque e formare quelle comunità culturali fra i due opposti versanti delle Alpi sempre meglio documentate dai reperti che vengono alla luce.

In territorio valdostano sono da ascrivere a questo periodo numerosi ritrovamenti. Molti siti archeologici sono collocati ad altitudini superiori ai 1000 metri, disseminati nei territori comunali di Saint-Pierre, Saint-Nicolas, Arvier, Villeneuve, Quart, Nus, Monjovet, Challant-Saint-Victor, la Magdaleine, Champorcher e altri ancora. Il più importante di questi siti è la necropoli di Saint-Martin-de-Corléans, alla periferia occidentale di Aosta, un insieme di monumenti megalitici fra i più insigni d’Italia. La datazione assoluta al radiocarbonio rivela per i livelli più antichi un’età che risale al 3070 a.C. La sua grande somiglianza con la necropoli coeva di Saint-Leonard, presso Sion è ritenuta una importante testimonianza della comunanza culturale, in età neolitica, fra le genti degli opposti versanti delle Alpi Pennine e quindi della fruizione per lunghi periodi annuali del valico del Gran San Bernardo.

Fra il 1400 e il 300 a.C. il clima diventa molto freddo.

La torbiera del Ruitor viene ricoperta dal ghiacciaio già nel 1500 a.C. e nei secoli seguenti il peggioramento climatico si fa sempre più grave culminando fra il 900 e il 300 a.C. Ne sono particolarmente colpite le popolazioni dell’Europa Orientale che vivono in un ambiente a clima continentale non mitigato dagli influssi dell’Oceano Atlantico o del Mare Mediterraneo. Proprio in quel periodo (Età del Ferro) hanno luogo le migrazioni dei popoli indoeuropei provenienti dalla pianura Sarmatica. Fra gli altri migranti vi sono i Celti che fra il 900 e il 300 a.C. si diffondono in tutta l’Europa Occidentale. La celtizzazione della Valle d’Aosta avviene probabilmente dopo il V sec. a.C.

Dal 300 a.C. il clima prende a migliorare: è l’Optimum dell’età Romana che si protrarrà per ben sette secoli.

Il primo ad approfittare della nuova situazione fu Annibale che nel 218 a.C., quando ancora i romani ritenevano inaccessibili la Alpi, le valicò con un esercito di più di 25.000 uomini.

Dopo l’impresa del Cartaginese Roma comprese che la Catena Alpina non poteva più essere considerate una barriera difensiva; la sicurezza del suo territorio doveva essere tutelata dal controllo dei paesi transalpini che avrebbero dovuto fungere da antemurali. Nella concezione dei Romani, grazie al nuovo Optimum climatico che assicurava la transitabilità dei passi alpini quasi per tutto l’anno, le Alpi si trasformarono da barriera in cerniera, furono dotate di grandi vie di comunicazione e per quasi cinquecento anni, sotto il controllo della Città Eterna esplicarono la funzione di trait d’union fra il Mediterraneo e l’ Europa Centro-settentrionale.

A servizio e a guardia dei traffici transalpini, nel 25 a.C. venne fondata la città di Augusta Praetoria sul crocevia fra la Strada consolare delle Gallie già da tempo costruita per raggiungere la città di Ludgudum (Lione) attraverso l’Alpis Graia (valico del Piccolo, San Bernardo) e la via che si dirigeva verso l’Europa centro-settentrionale attraverso il Summus Poenninum (valico del Gran San Bernardo). Grazie alla propizia situazione climatica che favoriva il flusso dei traffici, l’importanza che Aosta assunse nei secoli dell’Impero Romano divenne assai maggiore di quella che essa ha attualmente. I viaggiatori che risalivano la Strada consolare delle Galli venivano accolti nella vivace e ricca città dai signorili archi della triplice Porta Pretoria, suo centro degli affari e cuore economico e politico era il mercato, il grandioso Foro giunto quasi intatto fino a noi; nel tessuto urbano il ricco Complesso termale, il monumentale Teatro che pare potesse accogliere più di 5000 spettatori, l’ampio Anfiteatro offrivano il modo di coltivare gli interessi culturali e il tempo libero.

Fra il 400 e il 750 d.C. si registra un notevole raffreddamento del clima.

La transitabilità dei passi alpini divenne assai precaria, legata alla sola stagione estiva.

I popoli dell’Europa orientale e settentrionale a causa della variazione climatica fredda, videro diminuire drasticamente la produzione agraria delle loro terre e molte tribù furono costrette a migrare verso le regioni Mediterranee meno colpite dai rigori del clima grazie alla loro posizione geografica.

Sono le invasioni barbariche, quelle tumultuose migrazioni dei popoli germanici che nell’alto medioevo travolsero la potenza dell’Impero Romano.

La valle d’Aosta conobbe nel 489 l’incursione dei Burgundi, qualche anno dopo fu la volta degli Ostrogoti, poi dei Longobardi. Nel 575 la regione valdostana entrò a far parte del regno dei Franchi e da allora restò nella loro area politico-culturale.

Dopo il 750 il clima migliora rapidamente e si instaura l’Optimum dell’età feudale.

L’innevamento dei valichi alpini ritorna assai breve e si apre il periodo d’oro dei traffici fra le Repubbliche Marinare delle coste mediterranee e i grandi centri delle Fiere transalpine (Ginevra, Lione, Borgogna, Fiandre, Champagne).

È il periodo del Sacro Romano Impero e della organizzazione feudale dell’Europa. Sulle Alpi, prendono vita numerosi stati di valico istituiti a controllo e a servizio delle vie transalpine, arterie vitali della grande unità politica. Fra di essi vi è quello dei Conti di Savoia il cui fulcro fu per secoli la Valle d’Aosta con i passi del Piccolo e del Grande San Bernardo.

Il limite climatico delle colture cerealicole si spinge fino all’altitudine di 2300 m. Lo conferma la presenza di settori attrezzati per la trebbiatura del grano in fienili di dimore dell’alta valle di Ayas e di Valgrisenche poste a quell’altitudine, ora diventate stagionali ma costruite nei tempi in cui lassù si poteva abitare tutto l’anno.

Riguardo allo stato dei ghiacciai l’Abbé Henry, noto ricercatore tanto in campo storico quanto in campo naturalistico, scrive in una sua relazione (NOTA 10); “Entre le 1300 e le 1600 les glaciers devaient être très petits et réduits à leur minimum… Sa découle d’un grand nombre de documents tels que les Reconnaissances de l’époque ou le mot glacies est introuvable. Une autre preuve que les glaciers étaient alors très petits et très recules c’est que les passages par les cols élevés de montagne étaient alors très faciles et très fréquentés: on allai communément, on faisait passer vaches et mulets de Prarayé à Evolène par le Col Collon (3130 m), de Zermatt à Evoléne par le Col d’Hérens (3480 m); de Valtournenche à Zermatt par le Col de Saint-Théodule (3380 m).

Il Colle del Teodulo – oggi centro di uno dei più prestigiosi comprensori sciistici – nel Basso Medioevo fu a tutti gli effetti un itinerario “ Europeo” sulla via transalpina che univa il porto di Genova con quello di Amsterda. Tutte le carte geografiche del ‘500 e del ‘600, comprese quelle del grande cartografo olandese Mercatore, rappresentano il “Mons Silvius” – tale era il suo nome in latino – e il villaggio di Ayas, suo principale centro di servizi. In quelle redatte nei paesi d’oltralpe compare la dizione: “Krëmertal”, ovvero “Valle dei mercanti” posta fra i toponimi di Ayas e del valico del Teodulo.

Il controllo delle strade che dalla valle della Dora salivano al colle del Teodulo, era esercitato dagli Challant, la più prestigiosa famiglia nobiliare valdostana che proprio da quel traffico traeva la sua ricchezza e la sua rinomanza a livello europeo.

In questo periodo caldo dai traffici assai vivaci, prese origine la millenaria fiera di Sant’Orso che tutt’ora si celebra il 31 gennaio nel cuore dell’inverno, una stagione che pare ben poco propizia ad un gran concorso di gente, soprattutto in passato quando non esistevano i mezzi spazzaneve. Il più antico documento che riguarda questa rassegna risale al 1305 ma pare che allora essa già fosse secolare, era esclusivamente dedicata agli attrezzi agricoli e si svolgeva nei tre giorni che precedevano la festa di Sant’Orso e nei tre che la seguivano. Questa grande fiera invernaleè una testimonianza della mitezza che doveva caratterizzare la stagione fredda durante gli otto secoli dell’Optimum climatico del basso medioevo.

Fra il 1550 e il 1850 ha luogo la più grave crisi climatica del tempi storici denominata dagli specialisti il Pessimum climatico della Piccola Età Glaciale.

Essa provocò un abbassamento di almeno 500 metri dei limiti climatici delle colture, del bosco, del pascolo e delle nevi persistenti determinando un lungo innevamento annuo dei valichi e addirittura la glacializzazione dei più elevati e insieme la perdita di una grande quantità di terre coltivabili. Venendo a mancare contemporaneamente i proventi legati ai traffici transalpini e quelli delle più elevate terre agricole, il periodo della Piccola età glaciale fu per le valli alpine un‘epoca di estrema povertà.

In valle d’Aosta il contraccolpo fu durissimo: da ganglio dei traffici europei la Regione si trasformò in cellula chiusa in se stessa; le attività economiche si ridussero ad una agricoltura volta esclusivamente all’autosussi-stenza e tanto misera che viene definita dagli studiosi francesi “de acharnement”; la popolazione, poverissima e denutrita, venne falcidiata dalla peste e da malattie endemiche, molte delle quali riconducibili alla malnutrizione e alle grandi fatiche che in tali condizioni ambientali i lavori agricoli richiedevano.

Le condizioni del clima determinarono, nel corso della Piccola età Glaciale, la più imponente crescita volumetrica, areale e lineare dei ghiacciai verificatasi negli ultimi due millenni. Ne sono testimoni sul terreno, gli apparati morenici formati da questa gigantesca espansione; lo studio di questi ultimi ha permesso di ricostruire i profili delle aree che vennero glacializzate in quei freddissimi trecento anni. In base a queste indagini i tecnici dell’Assessorato al Territorio, Ambiente ed Opere pubbliche, stimano che nei primi decenni del XIX° secolo i ghiacciai valdostani si estendessero su circa 330 kmq, vale a dire su più del 10% del territorio regionale.

Dopo la metà del secolo XIX inizia il riscaldamento climatico tuttora in corso.

La fine della piccola età glaciale è segnata da una improvvisa forte diminuzione delle precipitazioni e da un sensibil innalzamento delle temperature: all’osservatorio meteorologico del Gran San Bernardo nei vent’anni successivi al 1856 le precipitazioni annue risultano meno di 1600 mm e l’altezza della neve caduta di 870 cm nei confronti di medie di lungo periodo assai più elevate; le temperature medie annue che fino al 1860 erano state attorno ai -1,9 °C si innalzano bruscamente a -1,5 °C.

Questo stato di cose causa una sensibile riduzione di volume dei ghiacciai ed un considerevole raccorciamento delle lingue vallive. Fra il 1862 e il 1882 il ghiacciaio del Lys al Monte Rosa perde ben 950 metri di lunghezza; la Brenva, fra il 1846 e il 1878, circa 1000 m­etri, il Pré de Bard fra il 1856 e il 1882, 750 metri e nello stesso periodo il Lex Blanche, circa 800.

Si tratta di una situazione, molto simile a quella che stiamo vivendo in questi anni, che perdurò quasi un ventennio. Da allora, come mostra la tabella conclusiva, si alternarono fasi di clima fresco favorevoli al glacialismo e fasi di clima più caldo avverse ad esso.

Esaminando il comportamento dei i ghiacciai valdostani dagli inizi del XIX° secolo quando culminava la massima espansione storica, al 2005, data dell’ultimo volo aerofotogrammetrico, si constata che questo lungo arco di tempo è stato ritmato da undici fasi, caratterizzate alternativamente da contrazioni ed espansioni degli apparati glaciali.

Nessuna delle espansioni però raggiunse la misura di quelle verificatesi durante la Piccola età Glaciale; quasi tutte quelle posteriori al 1860 hanno prodotto volumi di ghiaccio dalla massa inferiore a quella perduta nella precedente contrazione per cui gli apparati hanno subìto attraverso il tempo una notevole riduzione planimetrica, areale e volumetrica. Dall’indagine svolta dei tecnici della Cabina di regia dei ghiacciai sui fotogrammi del volo aerofotogrammetrico 2005 risulta che l’attuale estensione dei ghiacciai valdostani è pari a 135 kmq, il che corrisponde al 40% dell’estensione massima che l’area glacializzata aveva assunto nella Piccola età Glaciale. Bisogna tenere presente che circa il 20% di questa copertura venne asportata dalla fusione avvenuta fra il 1860 e il 1882, quando in Italia l’industrializzazione era appena agli inizi e pertanto la variazione calda di quei decenni non era certo imputabile all’opera dell’uomo.

La fase di clima “caldo” che stiamo vivendo non è una novità dell’ultimo ventennio; si tratta di processo modulare in atto dalla seconda metà del 1800 e simile a quelli che hanno avuto luogo nei secoli dell’optimum dell’età feudale o in quelli dell’età romana. Pare quindi logico pensare che, pur in presenza di alterazioni di origine antropica, l’attuale riscaldamento globale faccia parte dell’alternanza ciclica di fasi calde e fasi fredde che da sempre caratterizza la storia del clima.

Fine

André Roveyaz

  1. Artek
    3 giugno 2010 alle 09:24

    Bell’articolo.
    Sarebbe interessante, raccogliere tutti i dati sui ghiacciai italiani ed analizzarli, per tentare di costruire un modello previsionale o di andamento generale.
    Il problema è che quelli significativi, partono solamento dopo il 1800.
    I dati pre 1700, sono troppo frammentati ed approssimativi.

  2. carmelo
    3 giugno 2010 alle 10:03

    articolo semplicemente eccellente. complimenti ad André. vediamo se qualche serrista riesce a trovare delle obiezioni !

  3. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 10:18

    Bello, in particolare per i riscontri che presenta: le abitudini dell’uomo (es. la fiera in inverno), le sue costruzioni in alta montagna, fatte per scopi diversi da quelli attuali e quindi quando il clima era diverso.

    Queste ricostruzioni, insieme all’analisi dei ghiacchi, delle morene e dei terreni, valgono più di qualsiasi ricostruzione grafica di temperature.

  4. Pablito
    3 giugno 2010 alle 10:19

    Sì, decisamente bello e di facile lettura. Credo che gran parte degli storici non si rendano conto di quanto il clima ha condizionato la storia dei popoli, la loro ascesa e la loro decadenza. E non potrebbe essere che così, vista l’attinenza con l’agricoltura e gli scambi commerciali, ma rare volte ho visto sottolineare questo aspetto nei testi più celebri.
    Credo che una rilettura attenta delle vicende storiche anche in chiave climatologica andrebbe effettuata. Complimenti, bel lavoro!

  5. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 10:45

    Pablito :Sì, decisamente bello e di facile lettura. Credo che gran parte degli storici non si rendano conto di quanto il clima ha condizionato la storia dei popoli, la loro ascesa e la loro decadenza. E non potrebbe essere che così, vista l’attinenza con l’agricoltura e gli scambi commerciali, ma rare volte ho visto sottolineare questo aspetto nei testi più celebri.Credo che una rilettura attenta delle vicende storiche anche in chiave climatologica andrebbe effettuata. Complimenti, bel lavoro!

    Vero, su certi popoli al più si sono fatte solo ipotesi su possibili cambiamenti climatici, come per gli indiani Anasazi o i Maya in America Centrale.
    Probabilmente la portata dei cambiamenti climatici è stata finora sottovalutata, anche perchè mancano molti dati per una ricostruzione complessiva.

  6. Giovanni
    3 giugno 2010 alle 11:15

    BRAVO! SPLENDIDO ARTICOLO
    Ecco un esempio dei risultati catastrofici che si possono ottenere quando pseudoscienziati, direi palloni gonfiati incompetenti con le spalle coperte e le tasche piene di soldi ( finanziamenti x la ricerca) si occupano di cose di cui non sanno nulla. Siccome ci sono tanti soldi che girano nel dominio dei cambiamenti climatici, allora adesso chiunque cerca di apporre il suo contributo per dividersi la torta. Cosi chimici, fisici, geografi, ingenieri ambientali, economisti, esperti finanziari diventano grandi scienziati del clima. Studiate la geologia del nostro pianeta e scoprirete quanto la Terra sia viva e in continua evoluzione, sia in superficie che nel sottosuolo. Questa articolo, nel suo piccolo é sufficiente a smontare tutta la ricerca pro IPCC. E in VDA come in Piemonte ed altre regioni il pensiero unico e comune é quello dell’IPCC, questo articolo é contro corrente, va contro la comunità scientifica dominante, contro il pensiero economico e politico di chi fa le scelte per il nostro futuro (e non parlo di Berlusconi ma dei governatori locali di destra e di sinistra). Torno a ripetermi, noi viviamo in una società frenetica dove i cambiamenti sono quotidiani, mensili annuali. I tempi dei fenomeni naturali (frane inondazioni eruzioni terremoti graciazioni ecc.ecc.) sono altri. Noi uomini semplicemente abbiamo la memoria corta, piangiamo per i morti delle alluvioni e poi dopo un anno ce ne siamo già dimenticati e non abbiamo fatto nulla per la prevenzione. Poi alla seconda alluvione tutti a dire …che disastro, non avevo mai visto una cosa del genere, evento eccezionale, imprevedibile…tutte c.zz.te!
    Come quando sui giornali scrivono albero killer, non é l’albero che è killer, é l’incosciente che gli é andato addosso ai 180 km all’ora che era uno sconsiderato.
    Il terremoto dell’aquila é stato é stato l’ennesimo esempio di questa sconsideratezza umana.
    La storia si ripete ma l’uomo non impara nulla, e tutto quello che é stato detto sui cambiamenti climatici ne sono l’ultima prova.

  7. Alberto010
    3 giugno 2010 alle 11:49

    Ottimo articolo, complimenti!

    Da archiviare come documentazione importante per chi si trovi a dover discutere in modo approfondito di clima del passato, in Italia ma soprattutto in Val d’Aosta, la più piccola regione italiana, ma anche la più ricca (in rapporto alla superficie) di ghiacciai e cime sopra i 3000-4000 mt.

    Una sola domanda, dal momento che vedo conoscete bene gli studi sull’andamento delle masse glaciali del passato.

    Un paio d’anni fa erano apparsi articoli (su Meteogiornale) nei quali si parlava della scoperta di insedimenti UMANI neolitici anche in Valtellina ed in Svizzera, in zone lasciate libere da ghiacciai in fase di ritiro.

    E’ molto importante, perchè è un’ulteriore dimostrazione che le comunità primitive ( e dunque prive dei mezzi attuali per difendersi efficacemente da climi troppo freddi) riuscivano ad insediarsi e a vivere senza problema in zone che negli ultimi secoli sono state coperte dai ghicciai.

    Quindi è anche questa la prova sicura che smentisce le tesi dell’IPCC e dei serristi.

    Voi per caso avete più informazioni anche su quegli insediamenti umani neolitici in Svizzera e valtellina?

    Grazie

    Albert010

  8. bari87
    3 giugno 2010 alle 11:55

    Satellite: 2° Maggio più caldo dal ’79 (Globo )

    L’RSS ha reso note le anomalie globali relative al mese di Maggio. Secondo il Remote Sensing Systems la terra ha palesato uno scarto complessivo di +0.588°C, il secondo più alto dal 1979. Il record resta saldamente nelle ‘mani’ del maggio 1998, quando si registrò un’anomalia di +0.668°C. A livello macroregionale segnaliamo la marcata anomalia sub-artica (+2.113°C, la seconda di sempre), mentre il Polo Nord ha palesato deboli anomalie negative a 850hp (fonte COI). A livello tropicale scarto di +0.850°C (l’ottavo di sempre), mentre le fasce temperate sono risultate più calde di 0.728°C per l’emisfero Nord (10° anomalia di sempre) e di 0.139°C per quello Sud. Gli Stati Uniti, infine, hanno mostrato uno scarto di -0.216°C, mentre la fascia sub-antartica di -0.595°C. Da questi dati si evince una prima flessione dell’ “effetto NINO”, la cui inerzia termica dovrebbe continuare ad influenzare le temperature globali almeno fino a fine Luglio.

    A cura di Giulio Betti

    http://www.3bmeteo.com/news-meteo/satellite-+2-+maggio+pi-+caldo+dal+-79

    beh??..non doveva essere il maggio più caldo in assoluto?..il mese dei mesi???..meglio del previsto!..il quinto mese del 2010 già va in flessione, e ora sotto con i restanti 7 mesi con le temperature che caleranno..ah se caleranno, così la boiata dell’anno più caldo di sempre (ma de che?..che la media va dal 1979) la chiudiamo una volta per tutte

  9. Manuel
    3 giugno 2010 alle 11:58

    articolo davvero molto bello! i miei complimenti all’autore😉
    questo è fare informazione

    mi piacerebbe leggere articoli simili anche parte di chi l’informazione dovrebbe farla per mestiere, ma temo che la mia sia una speranza vana

    (anche se devo dire che su alcune date per quanto riguarda i cambiamenti climatici non sono proprio d’accordo, però quella è una questione controversa e comunque non cambia la sostanza)

    Giovanni :
    Noi uomini semplicemente abbiamo la memoria corta, piangiamo per i morti delle alluvioni e poi dopo un anno ce ne siamo già dimenticati e non abbiamo fatto nulla per la prevenzione. Poi alla seconda alluvione tutti a dire …che disastro, non avevo mai visto una cosa del genere, evento eccezionale, imprevedibile…tutte c.zz.te!

    mamma mia, quanto ti quoto!
    sai qual è la cosa che mi fa più incazzare però? è la totale mancanza di voglia di conoscere il passato e trarre insegnamento da esso…e questo non solo in ambito climatico! (come nell’esempio del terremoto dell’Aquila da te fatto)

  10. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 12:05

    OT

    Sull’allineamento planetario del prossimo 4 luglio: ma non doveva rendere il Sole completamente spotless, chiudendo progressivamente il cosiddetto “recinto di Carrington” ? O sbaglio?

  11. Giovanni
    3 giugno 2010 alle 12:14

    Sai Manuel questa dovrebbere essre un’educazione che viene fatta nelle scuole, andare un po oltre ai soliti dinosauri, evitando poi di metterli insieme all’uomo preistorico visto che tra i due ci sono SOLO 65 Milioni di anni di differenza.
    Per quel che ne so in alcuni paesi del nord europa, ma anche in francia che tanto piu a nord non é, la geologia o meglio un po di “storia” e spiegazione dei fenomeni naturali terrestri viene fatta alle superiori. Inoltre vi sono guide geologiche e carte geologiche volgarizzate per il grande pubblico, oltre ad aree “geologiche” attrezzate visitabili dalla gente (ex Digne, l’Arvernia con i suoi vulcani). Diciamo che in quei paesi c’é anche il culto della passaggiata nella natura, lungo i sentieri di montagna (qui da noi si scende dalla macchina nel prato accanto all’autostrada e si grigila) e si puo approfittare per osservare la flora, la fauna ma anche le rocce, i sedimenti, che sono dei libri aperti in cui ci sono scritte tante cose interessanti sulla stroia antica e recente del nostro pianeta, basta conoscerne la lingua….
    E in passato avevo pensato di fare con dei colleghi un po di geologia turistica, ma poi sono cose difficili da realizzare soprattutto se si é impegnati con il lavoro e quant’altro..ma puo darsi che ci ripensi.
    Ciao

  12. ice2020
    3 giugno 2010 alle 12:28

    Complimenti anche da parte mia ad Andrea R. per l’ottimo spunto, come già detto da altri, bastano articoli e temi trattati come questo a far crollare una ad una le certezza degli eco-terroristi, che invece continueranno più solide che mai, ora che il loro potere è sempre più alle strette perchè pian piano smentito dai fatti!

  13. ice2020
    3 giugno 2010 alle 12:30

    Fabio2 :

    OT

    Sull’allineamento planetario del prossimo 4 luglio: ma non doveva rendere il Sole completamente spotless, chiudendo progressivamente il cosiddetto “recinto di Carrington” ? O sbaglio?

    Non ho mai creduto che il sole divenisse completamente spotess, ma già il fatto di avere cosìpoche macchie mentre il sole è cosparso di 5-6 ar, la dice lunga…è più che normale che una regione riesca ancora a produrre macchie, questo accdeva anche negli allineamenti passati.

    E cmq qui ci vorrebbe Ale, gli ho anceh emandato un e-mail giorni fa, ma nn hio ricevuto alcuna risposta!

    Simon

  14. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 12:45

    ice2020 :

    Fabio2 :
    OT
    Sull’allineamento planetario del prossimo 4 luglio: ma non doveva rendere il Sole completamente spotless, chiudendo progressivamente il cosiddetto “recinto di Carrington” ? O sbaglio?

    Non ho mai creduto che il sole divenisse completamente spotess, ma già il fatto di avere cosìpoche macchie mentre il sole è cosparso di 5-6 ar, la dice lunga…è più che normale che una regione riesca ancora a produrre macchie, questo accdeva anche negli allineamenti passati.
    E cmq qui ci vorrebbe Ale, gli ho anceh emandato un e-mail giorni fa, ma nn hio ricevuto alcuna risposta!
    Simon

    Boh, vediamo che cosa ci riserva il Sole in questo mese e nel prossimo……..

  15. Michele
  16. 3 giugno 2010 alle 14:22

    Bellissimo articolo che si legge tutto in un fiato e che conferma alcune cose giá pubblicate su NIA riguardo il periodo caldo romano e il periodo caldo medievale.
    Ottime le ricostruzioni storiche-sociali-economiche delle civilizzazione pedemontana della zona aostana.
    Ne emrge che i periodi di espansioni si ebbero (come in tutti i luoghi del mondo) quando la temperatura era superiore a quella attuale e che i periodi di carestie, malattie e guerre coincidono con i periodi freddi.
    CALDO È BELLO!

  17. fabiov
    3 giugno 2010 alle 14:30

    Secondo gli esperti dell’University College di Londra un’eruzione a breve termine del Katla è “una forte possibilità”. I recenti tremori vicino al vulcano, uniti all’improvvisa cessazione dell’attività eurttiva dell’Eyjafjallajokull, hanno fatto alzare la guardia a tutti i centri di osservazione. L’ultima eruzione del Katla, ritenuto uno dei più potenti vulcani islandesi e d’Europa, risale al 1918 ed ebbe effetti devastanti.
    Fonte 3Bmeteo

    http://www.3bmeteo.com/news-meteo/–Il+Katla+potrebbe+esplodere–

  18. 3 giugno 2010 alle 15:28

    La SUPERSTIZIONE dell´AGW causata dalla CO2 alla fine sará sconfitta.

  19. Giovanni
    3 giugno 2010 alle 15:34

    Vorrei fare un’osservazione – domanda. Questo sito mi sembra che si al’unico in italiano ( e di uncerto livello) che parli dei cambiamenti climatici in un’ottica naturale e che vada contro i dogmi dell’IPCC. Vero o mi sbaglio?
    Ciao

  20. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 15:45

    Giovanni :Vorrei fare un’osservazione – domanda. Questo sito mi sembra che si al’unico in italiano ( e di uncerto livello) che parli dei cambiamenti climatici in un’ottica naturale e che vada contro i dogmi dell’IPCC. Vero o mi sbaglio?Ciao

    prova questo: http://www.climatemonitor.it/

  21. fra
    3 giugno 2010 alle 15:45

    non ti sbagli giovanni…🙂

  22. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 15:55

    Fabio2 :

    Giovanni :Vorrei fare un’osservazione – domanda. Questo sito mi sembra che si al’unico in italiano ( e di uncerto livello) che parli dei cambiamenti climatici in un’ottica naturale e che vada contro i dogmi dell’IPCC. Vero o mi sbaglio?Ciao

    prova questo: http://www.climatemonitor.it/

    NIA però fa meno accademia ed è a cavallo tra astronomia e climatologia. In questo senso è più completo.
    Comunque Guidi & C sono piuttosto critici verso l’IPCC.

  23. Giovanni
    3 giugno 2010 alle 16:29

    grazie…………

  24. 3 giugno 2010 alle 17:22

    Altri 3 vulcani entrano in eruzione in questi ultimi giorni. Dopo i vulcani Pacaya in Guatemala e il Tungurahua in Equador sono entrati in attivitá in questi giorni il Bezymianny nella penisola del Kamkatcha,
    http://scienceblogs.com/eruptions/2010/05/large_eruption_at_bezymianny.php

    il Cleveland nelle isole Aleutine dell´Alaska,
    http://scienceblogs.com/eruptions/2010/05/wednesday_whatzits_cleveland_h.php

    un vulcano sottomarino nelle isole di Guam,
    http://www.iceagenow.com/Underwater_volcano_erupts_90_miles_north_of_Saipan.htm

  25. Fabio-Nintendo
    3 giugno 2010 alle 17:25

    Climate Monitor di Guido Guidi è decisamente su un livello superiore rispetto a NIA, fa piacere essere paragonati a loro, ma noi restiamo più “amatoriali” di loro.

  26. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 17:28

    Fabio-Nintendo :Climate Monitor di Guido Guidi è decisamente su un livello superiore rispetto a NIA, fa piacere essere paragonati a loro, ma noi restiamo più “amatoriali” di loro.

    Beh, Guidi è un noto professionista del settore.
    Però gli articoli qualche volta mi pare difettino della concretezza e dell’immediatezza dei temi proposti su NIA in modo sicuramente più amatoriale.
    E’ solo un’impressione da amatore, ma tant’è….

  27. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 17:32

    sand-rio :Altri 3 vulcani entrano in eruzione in questi ultimi giorni. Dopo i vulcani Pacaya in Guatemala e il Tungurahua in Equador sono entrati in attivitá in questi giorni il Bezymianny nella penisola del Kamkatcha, http://scienceblogs.com/eruptions/2010/05/large_eruption_at_bezymianny.php
    il Cleveland nelle isole Aleutine dell´Alaska, http://scienceblogs.com/eruptions/2010/05/wednesday_whatzits_cleveland_h.php
    un vulcano sottomarino nelle isole di Guam, http://www.iceagenow.com/Underwater_volcano_erupts_90_miles_north_of_Saipan.htm

    visti i resoconti, sembrano eruzioni piuttosto normali, nulla di particolarmente violento e intenso, tale insomma da far pensare ad una possibile futura influenza sul clima.

  28. 3 giugno 2010 alle 17:34

    A proposito dello Yellowstone, che alcuni stanno seguendo attentamente, vorrei segnalare questo sito e come nel gennaio 2010 nella caldera si siano verificati 1620 tremori che rappresentano un record assoluto.
    http://www.volcano.si.edu/world/volcano.cfm?vnum=1205-01-&volpage=var#bgvn_3502

  29. André Roveyaz
    3 giugno 2010 alle 17:51

    Grazie a tutti ragazzi…è dal 2005 che mi occupo di ghiacciai e climatologia in Valle d’Aosta, sono operatore del Comitato Glaciologico Italiano per ciò che concerne il massiccio del Monte Bianco…ho iniziato solo nel 2005 (in tenera età, 13 anni) spinto proprio dalla passione per le variazioni glaciali…

  30. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 17:57

    André Roveyaz :Grazie a tutti ragazzi…è dal 2005 che mi occupo di ghiacciai e climatologia in Valle d’Aosta, sono operatore del Comitato Glaciologico Italiano per ciò che concerne il massiccio del Monte Bianco…ho iniziato solo nel 2005 (in tenera età, 13 anni) spinto proprio dalla passione per le variazioni glaciali…

    Bravo, continua così che vai forte🙂

    A proposito, ci terrai informati sulle variazioni (avanzamenti/ritiri) dei ghiacciai quest’anno? Magari un bell’articolo sul tema, quando avrai le informazioni (in autunno/inverno, immagino).
    Ho letto che a fine estate 2009 qualche ghiacciaio alpino accennava ad avanzare, dopo molti anni di ritiro di pressochè tutti i ghiacciai.

  31. Giovanni
    3 giugno 2010 alle 17:58

    Ciao andrè per caso hai fatto geologia a torino negli anni 90?

  32. Fabio-Nintendo
    3 giugno 2010 alle 18:09

    Aggiornata la pagina del NIA’s Sunspot Number, inserito il PDF di Maggio

    https://daltonsminima.wordpress.com/nias-sunspot-number/

  33. André Roveyaz
    3 giugno 2010 alle 18:13

    Giovanni :Ciao andrè per caso hai fatto geologia a torino negli anni 90?

    No🙂 ho 18 anni…ho solo avuto una brava insegnante diciamo😉

  34. Andrea B
    3 giugno 2010 alle 18:15

    scusate il ritardo ottimo post da leggere e rileggere

  35. Michele
    3 giugno 2010 alle 18:15

    @ sandro

    In merito a Yellowstone…
    Ottimo link Sandro …un ulteriore conferma alla mie ricerche!
    Osservate bene i dati !
    I maggiori sciami sismici sia presentano sempre nei mesi che vanno a cavallo da fine Dicembre a metà febbario. Sembra un conto alla rovescia.
    E speriamo che non lo sia!

  36. André Roveyaz
    3 giugno 2010 alle 18:23

    Fabio2 :

    André Roveyaz :Grazie a tutti ragazzi…è dal 2005 che mi occupo di ghiacciai e climatologia in Valle d’Aosta, sono operatore del Comitato Glaciologico Italiano per ciò che concerne il massiccio del Monte Bianco…ho iniziato solo nel 2005 (in tenera età, 13 anni) spinto proprio dalla passione per le variazioni glaciali…

    Bravo, continua così che vai forte
    A proposito, ci terrai informati sulle variazioni (avanzamenti/ritiri) dei ghiacciai quest’anno? Magari un bell’articolo sul tema, quando avrai le informazioni (in autunno/inverno, immagino).Ho letto che a fine estate 2009 qualche ghiacciaio alpino accennava ad avanzare, dopo molti anni di ritiro di pressochè tutti i ghiacciai.

    Diciamolo con i termini esatti…
    L’inverno 2008-2009 è stato tra i più nevosi dell’ultimo secolo per il versante meridionale della catena alpina…ma non in tutte le zone è stato cosi…per esempio per le alpi Graie è stato un inverno abbastanza avaro di neve ed infatti già a metà agosto emergeva nei bacini alimentatori il nevato del 2008(anno ben più favorevole al glacialismo)…comunque mettiamo i puntini sulle i

    avanzata= aumento esclusivamente lineare
    espansione= aumento dapprima volumetrico, ed in seguito lineare

    infatti se fa un anno nevoso i bacini alimentatori (la fabbrica del ghiaccio) diventanopiu estesi e quindi si parla di espansione (come successo nel 2009)
    per parlare di avanzata ci vogliono piu anni di espansione affinche la neve abbia il tempo di trasformarsi in ghiaccio e fluire a valle…

    per eventuali dubbi non farti o fatevi problemi a chiedere chiarimenti

  37. 3 giugno 2010 alle 18:32

    André Roveyaz: Grazie a tutti ragazzi…

    Grazie a te André e molti complimenti ancora anche per la tua etá, ma hai tutte le carte in regola per diventare “qualcuno”. Contunua cosí non ti fermare.

  38. Albert010
    3 giugno 2010 alle 19:16

    @ gestori del blog:

    vedo che ancora una volta quando vi vengono rivolte delle domande specifiche (v. mio post n° 7) non rispondete, idem quando vi vengono proposti nuovi argomenti (v. mio post all’articolo sull’asse terrestre e Milankovitch della scorsa settimana).

    La scorsa settimana avevate detto che era perchè il mio post era stato inserito in un articolo non recente ed era sfuggito (ma c’è comunque l’evidenza cronologica dei post + recenti appena inseriti, anche se vengono collocati in un 3D più vecchio!).

    Recente o no, non giriamoci tanto intorno, il fatto è che sembra che qui il feedback con gli autori o non esiste proprio, oppure esiste solo per il “mitico” Bora71, che non fa in tempo a pubblicare un post e 5″ dopo riceve già risposte a go go – più che altro desirorie – oppure si limita solo agli apprezzamenti di rito per l’articolo appena apparso, etc.

    Mi spiace, ma ripeto, non mi pare il modo migliore per relazionarsi coi lettori del blog.

    Paolo Sottocorona – per citarne uno – mi risponde direttamente alle mail, magari ci mette un po’ più del solito, ma non ha problemi a rispondere molto esaurientemente alle domande e alle osservazioni che gli vengono rivolte.

    Vorrà dire che non posterò più commenti, mi sembra una perdita di tempo, almeno per me, ma se non ci sono risposte che senso ha postare?

    Ah un’osservazione a Sand-rio, o forse ad Ice 2020, uno dei due insomma.

    Non è vero assolutamente che il tema degli effetti psicologici deprimenti ed ansiogeni per le persone meno dotate di informazioni e strumenti conoscitivi (anziani, persone con bassa scolarità, ecc.) sulle questioni climatiche era già stato trattato da voi nella categoria “cose divertenti” (e nemmeno in quella “cose ridicole”).

    A parte il fatto che non si capisce bene cosa ci sarebbe di divertente o di ridicolo in un pensionato che deve indebitarsi per comprare un condizionatore, vittima della disinformazione climatica, e dei media che gli fanno credere che l’estate sia una fornace.

    Anche qui, un po’ più d’attenzione ai messaggi dei lettori del blog non avrebbe fatto male.

    Saluti.

    Albert010

  39. 3 giugno 2010 alle 19:56

    Questo l’ultimo aggiornamento sull’ITCZ…come potete vedere,dopo una ripresa il fronte sembra essere di nuovo sotto media,soprattutto nella parte occidentale….

    http://www.cpc.noaa.gov/products/fews/ITCZ/itcz.shtml

  40. ice2020
    3 giugno 2010 alle 20:06

    Complimenti andrè e continua pure a mandarmi altri pezzi!

    simon

  41. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 20:08

    Michele :@ sandro
    In merito a Yellowstone…Ottimo link Sandro …un ulteriore conferma alla mie ricerche!Osservate bene i dati !I maggiori sciami sismici sia presentano sempre nei mesi che vanno a cavallo da fine Dicembre a metà febbario. Sembra un conto alla rovescia.E speriamo che non lo sia!

    Sì, in effetti i dati degli ultimi 4 anni mostrano una progressione inquietante degli eventi sismici a cavallo tra due anni e una comparsa di altri picchi secondari in altri periodi dell’anno. Suggeriscono che il magma sotto la caldera si stia muovendo sempre di più.

    Ma si tratta di un periodo ancora troppo breve per trarre conclusioni nette.
    Certo che se le scosse il prossimo autunno-inverno dovessero ancora aumentare, indagini più approfondite sarebbero opportune.

  42. ice2020
    3 giugno 2010 alle 20:11

    Albert010 :

    @ gestori del blog:

    vedo che ancora una volta quando vi vengono rivolte delle domande specifiche (v. mio post n° 7) non rispondete, idem quando vi vengono proposti nuovi argomenti (v. mio post all’articolo sull’asse terrestre e Milankovitch della scorsa settimana).

    La scorsa settimana avevate detto che era perchè il mio post era stato inserito in un articolo non recente ed era sfuggito (ma c’è comunque l’evidenza cronologica dei post + recenti appena inseriti, anche se vengono collocati in un 3D più vecchio!).

    Recente o no, non giriamoci tanto intorno, il fatto è che sembra che qui il feedback con gli autori o non esiste proprio, oppure esiste solo per il “mitico” Bora71, che non fa in tempo a pubblicare un post e 5″ dopo riceve già risposte a go go – più che altro desirorie – oppure si limita solo agli apprezzamenti di rito per l’articolo appena apparso, etc.

    Mi spiace, ma ripeto, non mi pare il modo migliore per relazionarsi coi lettori del blog.

    Paolo Sottocorona – per citarne uno – mi risponde direttamente alle mail, magari ci mette un po’ più del solito, ma non ha problemi a rispondere molto esaurientemente alle domande e alle osservazioni che gli vengono rivolte.

    Vorrà dire che non posterò più commenti, mi sembra una perdita di tempo, almeno per me, ma se non ci sono risposte che senso ha postare?

    Ah un’osservazione a Sand-rio, o forse ad Ice 2020, uno dei due insomma.

    Non è vero assolutamente che il tema degli effetti psicologici deprimenti ed ansiogeni per le persone meno dotate di informazioni e strumenti conoscitivi (anziani, persone con bassa scolarità, ecc.) sulle questioni climatiche era già stato trattato da voi nella categoria “cose divertenti” (e nemmeno in quella “cose ridicole”).

    A parte il fatto che non si capisce bene cosa ci sarebbe di divertente o di ridicolo in un pensionato che deve indebitarsi per comprare un condizionatore, vittima della disinformazione climatica, e dei media che gli fanno credere che l’estate sia una fornace.

    Anche qui, un po’ più d’attenzione ai messaggi dei lettori del blog non avrebbe fatto male.

    Saluti.

    Albert010

    Alberto, alla domanda di cui sopra nn so darti risposta, se anche gli altri nn ti hanno risposto, nn è perchè nn lo vogliono, ma perchè credo che anche loro nn lo sappiano, non è che possiamo spere tutto… spero capirai…

    Per il resto, forse nn saranno sotto quelle categoire allora, ma qualcosa mi ricordo che in passato è venuto fuori su quel tema, e cmq la penso esattamente come te, nient’altro da aggiungere sul tema.

    Simon

  43. Fabio2
    3 giugno 2010 alle 20:18

    Albert010 :@ gestori del blog:
    vedo che ancora una volta quando vi vengono rivolte delle domande specifiche (v. mio post n° 7) non rispondete, idem quando vi vengono proposti nuovi argomenti (v. mio post all’articolo sull’asse terrestre e Milankovitch della scorsa settimana).
    La scorsa settimana avevate detto che era perchè il mio post era stato inserito in un articolo non recente ed era sfuggito (ma c’è comunque l’evidenza cronologica dei post + recenti appena inseriti, anche se vengono collocati in un 3D più vecchio!).
    Recente o no, non giriamoci tanto intorno, il fatto è che sembra che qui il feedback con gli autori o non esiste proprio, oppure esiste solo per il “mitico” Bora71, che non fa in tempo a pubblicare un post e 5″ dopo riceve già risposte a go go – più che altro desirorie – oppure si limita solo agli apprezzamenti di rito per l’articolo appena apparso, etc.
    Mi spiace, ma ripeto, non mi pare il modo migliore per relazionarsi coi lettori del blog.
    Paolo Sottocorona – per citarne uno – mi risponde direttamente alle mail, magari ci mette un po’ più del solito, ma non ha problemi a rispondere molto esaurientemente alle domande e alle osservazioni che gli vengono rivolte.
    Vorrà dire che non posterò più commenti, mi sembra una perdita di tempo, almeno per me, ma se non ci sono risposte che senso ha postare?
    Ah un’osservazione a Sand-rio, o forse ad Ice 2020, uno dei due insomma.
    Non è vero assolutamente che il tema degli effetti psicologici deprimenti ed ansiogeni per le persone meno dotate di informazioni e strumenti conoscitivi (anziani, persone con bassa scolarità, ecc.) sulle questioni climatiche era già stato trattato da voi nella categoria “cose divertenti” (e nemmeno in quella “cose ridicole”).
    A parte il fatto che non si capisce bene cosa ci sarebbe di divertente o di ridicolo in un pensionato che deve indebitarsi per comprare un condizionatore, vittima della disinformazione climatica, e dei media che gli fanno credere che l’estate sia una fornace.
    Anche qui, un po’ più d’attenzione ai messaggi dei lettori del blog non avrebbe fatto male.
    Saluti.
    Albert010

    NIA è un blog amatoriale, lo sappiamo tutti noi partecipanti, una migliore organizzazione degli interventi degli autori verrà col tempo, ne sono certo.

    Peraltro ogni osservazione, specie se formulata senza astio personale per qualche mancata risposta ma in modo costruttivo e sereno, è sicuramente utile.

    Gli autori degli articoli sono avvisati😉

  44. Michele
    3 giugno 2010 alle 20:26

    Fabio2 :

    Michele :@ sandro
    In merito a Yellowstone…Ottimo link Sandro …un ulteriore conferma alla mie ricerche!Osservate bene i dati !I maggiori sciami sismici sia presentano sempre nei mesi che vanno a cavallo da fine Dicembre a metà febbario. Sembra un conto alla rovescia.E speriamo che non lo sia!

    Sì, in effetti i dati degli ultimi 4 anni mostrano una progressione inquietante degli eventi sismici a cavallo tra due anni e una comparsa di altri picchi secondari in altri periodi dell’anno. Suggeriscono che il magma sotto la caldera si stia muovendo sempre di più.
    Ma si tratta di un periodo ancora troppo breve per trarre conclusioni nette.
    Certo che se le scosse il prossimo autunno-inverno dovessero ancora aumentare, indagini più approfondite sarebbero opportune.

    Si Fabio per il periodo di tempo è il nulla ….considerando che…

    “The current caldera was created by a cataclysmic eruption that occurred 640,000 years ago”

    e

    “A subsequent minor climax eruption occurred 160,000 years ago. It formed the relatively small caldera that contains the West Thumb of Yellowstone Lake. Later, two smaller eruptive cycles, the last one ending about 70,000 years ago, buried much of the caldera under thick lava flows.”

    http://en.wikipedia.org/wiki/Yellowstone_National_Park

    Quel che invece voglio sottolineare è la ripetività degli sciami più intensi nel periodo ..fine anno …inizio nuovo anno…
    E questa “Non è una coincidenza”…quando si passa il Solstizio d’Inverno la Terra…
    c’è proprio da dire puntolini ..puntolini … !?!?!

  45. Fabio-Nintendo
    3 giugno 2010 alle 21:21

    Albert010 :

    @ gestori del blog:

    vedo che ancora una volta quando vi vengono rivolte delle domande specifiche (v. mio post n° 7) non rispondete, idem quando vi vengono proposti nuovi argomenti (v. mio post all’articolo sull’asse terrestre e Milankovitch della scorsa settimana).

    La scorsa settimana avevate detto che era perchè il mio post era stato inserito in un articolo non recente ed era sfuggito (ma c’è comunque l’evidenza cronologica dei post + recenti appena inseriti, anche se vengono collocati in un 3D più vecchio!).

    Recente o no, non giriamoci tanto intorno, il fatto è che sembra che qui il feedback con gli autori o non esiste proprio, oppure esiste solo per il “mitico” Bora71, che non fa in tempo a pubblicare un post e 5″ dopo riceve già risposte a go go – più che altro desirorie – oppure si limita solo agli apprezzamenti di rito per l’articolo appena apparso, etc.

    Mi spiace, ma ripeto, non mi pare il modo migliore per relazionarsi coi lettori del blog.

    Paolo Sottocorona – per citarne uno – mi risponde direttamente alle mail, magari ci mette un po’ più del solito, ma non ha problemi a rispondere molto esaurientemente alle domande e alle osservazioni che gli vengono rivolte.

    Vorrà dire che non posterò più commenti, mi sembra una perdita di tempo, almeno per me, ma se non ci sono risposte che senso ha postare?

    Ah un’osservazione a Sand-rio, o forse ad Ice 2020, uno dei due insomma.

    Non è vero assolutamente che il tema degli effetti psicologici deprimenti ed ansiogeni per le persone meno dotate di informazioni e strumenti conoscitivi (anziani, persone con bassa scolarità, ecc.) sulle questioni climatiche era già stato trattato da voi nella categoria “cose divertenti” (e nemmeno in quella “cose ridicole”).

    A parte il fatto che non si capisce bene cosa ci sarebbe di divertente o di ridicolo in un pensionato che deve indebitarsi per comprare un condizionatore, vittima della disinformazione climatica, e dei media che gli fanno credere che l’estate sia una fornace.

    Anche qui, un po’ più d’attenzione ai messaggi dei lettori del blog non avrebbe fatto male.

    Saluti.

    Albert010

    Questa potevi anche risparmiartela, ma scusa, mica siamo in un centro congressi.
    siamo persone normali anche noi, non possiamo sempre leggere tutti i commenti e non possiamo sapere tutte le risposte.

    se nessuno ti ha risposto molto probabilmente è perchè nessuno aveva la risposta.

    riguardo agli argomenti degli articoli, accettiamo sempre e comunque articoli scritti dagli utenti, anzi, sarebbe bello se accadesse di più, quindi se hai degli argomenti buoni potresti scrivere qualcosa te, anche perchè magari tra noi sei proprio tu quello che conosce meglio quell’argomento

  46. Alex
    3 giugno 2010 alle 21:50

    Michele :@ sandro
    In merito a Yellowstone…Ottimo link Sandro …un ulteriore conferma alla mie ricerche!Osservate bene i dati !I maggiori sciami sismici sia presentano sempre nei mesi che vanno a cavallo da fine Dicembre a metà febbario. Sembra un conto alla rovescia.E speriamo che non lo sia!

    Perche nessuno si preoccupa mai della Long Valley che da oltre un anno che la osservo non l’ho mai vista così irrequieta come nelle ultime settimane?
    http://www.data.scec.org/recenteqs/Maps/Long_Valley.html
    http://expianetadidio.blogspot.com/2010/05/il-possibile-risveglio-della-long.html
    Vi sembrerà assurdo ma sia esso che o Yellowstone sono sul medesimo piano di pericolosità.

  47. 3 giugno 2010 alle 21:55

    X Alberto 010 Per quanto riguarda gli insediamenti neoliti in Valtellina e Svizzera é un argomento talmente specifico che dubito qui ci possa essere qualcuno capace di risponderti. Facendo una ricerca su google puoi avere qualche risposta:
    http://www.google.it/#hl=it&safe=off&q=insediamenti+umani+neolitici+in+Svizzera+e+valtellina&aq=f&aqi=&aql=&oq=insediamenti+umani+neolitici+in+Svizzera+e+valtellina&gs_rfai=&fp=fa5612ed42b770c0
    Per l´ altra cosa
    “Non è vero assolutamente che il tema degli effetti psicologici deprimenti ed ansiogeni per le persone meno dotate di informazioni e strumenti conoscitivi (anziani, persone con bassa scolarità, ecc.) sulle questioni climatiche era già stato trattato da voi nella categoria “cose divertenti” (e nemmeno in quella “cose ridicole”).”
    Sinceramente non mi ricordo di qualcosa del genere…

  48. Manuel
    3 giugno 2010 alle 22:15

    @Giovanni: per me non è solo una questione di istruzione, è una questione di mentalità
    in Italia purtroppo vedo poco il desiderio di approfondire le notizie che ci interessano, cosa che permette di capire se ciò che apprendiamo dai mass-media rispecchia la realtà oppure (come purtroppo spesso accade) se l’informazione che abbiamo ricevuto è stata distorta

    e così la maggior parte delle persone si beve tutto ciò che sente in tv o che legge sui giornali, senza farsi venire il minimo dubbio, e questo è un peccato perchè ora che abbiamo a disposizione un mezzo di potente come internet, non lo sfruttiamo come si dovrebbe

  49. nitopi
    3 giugno 2010 alle 22:19

    Arrivo tardi, oggi!
    Complimenti ad Andre’ per l’articolo! Difficile ormai trovare tanta passione ecompetenza in un giovanotto!!!! (ach sto invecchiando 8) )

    Quindi non ero tanto in errore quando giudicavo l’attrezzatura di Otzi (la mummia del similau) poco idonea alle passeggiate tra nevai e linqgue glaciali…. Banalmente non c’erano!!!

    Ciao
    Luca

  50. andrew
    3 giugno 2010 alle 22:22

    Alex :

    Michele :@ sandroIn merito a Yellowstone…Ottimo link Sandro …un ulteriore conferma alla mie ricerche!Osservate bene i dati !I maggiori sciami sismici sia presentano sempre nei mesi che vanno a cavallo da fine Dicembre a metà febbario. Sembra un conto alla rovescia.E speriamo che non lo sia!

    Perche nessuno si preoccupa mai della Long Valley che da oltre un anno che la osservo non l’ho mai vista così irrequieta come nelle ultime settimane?http://www.data.scec.org/recenteqs/Maps/Long_Valley.htmlhttp://expianetadidio.blogspot.com/2010/05/il-possibile-risveglio-della-long.htmlVi sembrerà assurdo ma sia esso che o Yellowstone sono sul medesimo piano di pericolosità.

    A me ragazzi quello che fa più paura è il Katla che nel suo piccolo potrebbe essere molto più devastante per noi, quelli son vulcani storici che potrebbero non scoppiare mai in quanto per far scoppiare una crosta di 8000 metri servono enormi pressioni verso l’esterno, e potrebbero anche non arrivare mai

  51. giaguaro
    3 giugno 2010 alle 23:41

    Il mio lavoro inizia da appassionarmi.
    Che sismografi tarocchi che hanno povera università dello utah sarà colpa della crisi

    http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsus/Quakes/uu00006534.php

    Inizio a pensare che sia più che un problema tecnico

  52. Michele
    3 giugno 2010 alle 23:55

    Spero da sbagliarmi…ma questa volta qualcosa se veramente mosso!!

    La stazione più vicina:
    http://www.quake.utah.edu/helicorder/bmut_webi.htm

    Non possono avere problemi su “PIU’ STAZIONI”!!!!
    Allora il sisma era segnalato sia da USGS che da l’Università dello Utah !!
    Passano circa 5 minuti e come per magia sparisce tutto anche dall’università dello Utah !!

    Sto facendo ulteriori ricerche in diretta,salvando più materiale possibile.

  53. giaguaro
    3 giugno 2010 alle 23:58

    Io ho salvato solo queste 2 cose anche perchè scompaiono ad una velocità quasi imbarazzante.Il Wyoming è diventato più inaccessibile del vicino di casa Nevada con la sua area51😀

  54. giaguaro
    3 giugno 2010 alle 23:58

    Un mio amico ha iniziato a consigliarmi di lasciar perdere non vuole che mi svegli morto ahha.Certo che fare la fine del matto di 2012 non è la mia massima aspirazione :p

  55. Alex
    3 giugno 2010 alle 23:59

    Michele :Spero da sbagliarmi…ma questa volta qualcosa se veramente mosso!!
    La stazione più vicina:http://www.quake.utah.edu/helicorder/bmut_webi.htm
    Non possono avere problemi su “PIU’ STAZIONI”!!!!Allora il sisma era segnalato sia da USGS che da l’Università dello Utah !!Passano circa 5 minuti e come per magia sparisce tutto anche dall’università dello Utah !!
    Sto facendo ulteriori ricerche in diretta,salvando più materiale possibile.

    non comprendo..cos’è successo??

  56. 4 giugno 2010 alle 00:01

    Riccardo :

    Questo l’ultimo aggiornamento sull’ITCZ…come potete vedere,dopo una ripresa il fronte sembra essere di nuovo sotto media,soprattutto nella parte occidentale….

    http://www.cpc.noaa.gov/products/fews/ITCZ/itcz.shtml

    Come da previsione el nino e conseguenti SST sta forzando una anomalia negativa ad ovest e una positiva ad est. Quest’ultima porterà nella prima parte dell’estate forti e bollenti prefrontali caldi al sud, e al contrario grandi quantità di precipitazioni sui ghiacciai alpini con temperature nella norma.
    Tra poco la 3à parte dell’articolo sull’estate🙂

  57. giaguaro
    4 giugno 2010 alle 00:01

    In pratica Alex per la seconda volta in 24 ore viene segnalato un sisma nello yellowstone superiore al 3.0 richter e dopo 5/10 minuti la segnalazione scompare dal sito dell’usgs come se nulla fosse successo.

  58. Michele
    4 giugno 2010 alle 00:06

    Ecco il report salvato da RSOE emergency:
    http://hisz.rsoe.hu/alertmap/read/index.php?pageid=seism_read&rid=179305

    “Point of Rocks, Wyoming”

    Memorizzate visivamente la zona del sisma, adesso vi passo la carta con le stazioni.
    “Sismografo” più vicino come potete osservare dalla mappa è la “BMUT” !

  59. lorenzo
    4 giugno 2010 alle 00:06

    giaguaro :
    In pratica Alex per la seconda volta in 24 ore viene segnalato un sisma nello yellowstone superiore al 3.0 richter e dopo 5/10 minuti la segnalazione scompare dal sito dell’usgs come se nulla fosse successo.

    O_O siete sicuri di quello che dite? Al 100%?

  60. Alex
    4 giugno 2010 alle 00:10

    Ok grazie,di sicuro non possono nasconderlo per sempre,quasi quasi domani pubblico un articolo aproposito di questo..anche il supervulcano della Long Valley ultimamente è irrequieto.
    Ho controllato su google-earth le coordinate del terremoto messo da Michele,non corrispondono proprio alla caldera ma ad un punto abbastanza distante tra le montagne,vi posto un immagine se vi serve.
    E’ abbastanza lontano a mio parere dalla caldera per essere un suo segnale..

  61. Michele
    4 giugno 2010 alle 00:11

    A tempo di Record !
    Piccolo schema per comprensione zona sisma e stazione di rilevamento più vicina !

  62. Michele
    4 giugno 2010 alle 00:15

    Ecco la traccia salvata !

    Allora adesso ci vuole un esperto.

    1° La stazione è molto lontana dell’evento ma qualcosa ha rilevato.
    2° Questa cosa si sta ripetendo su molte stazioni !
    3° Non ci sono conclusioni definitive, ma tanti “?????”

    Controllo se trovo altre stazioni …

  63. giaguaro
    4 giugno 2010 alle 00:17

    Indubbiamente essendoci molti sismografi nello utah possono benissimo manifestarsi segnali a vuoto di vario genere.La cosa che per me non ha senso è che solo i 3+ appaiano e scompaiano così.Se fossero errori di taratura o cose simili dovrebbe esserci una pioggia di 1+ 2+ che sono come sappiamo innumerevoli rispetto agli altri.Non mi torna nulla boh

  64. Michele
    4 giugno 2010 alle 00:24

    !!!!!!!!!!!!!INCREDIBILE!!!!!!!!!!!!!!

    Adesso non è più accessibile il report alla stazione (sismografo)!!!!!!!!!
    Si sono accorti di tutto!!!!!!!!!!!!!
    La pagina si resetta
    http://www.quake.utah.edu/helicorder/bmut_webi.htm

    Io mi fermo qui, ho famiglia…

    Incredibile..incredibile……………………
    P.S. Per quelli che sono in ascolto da l’altra parte:

    ” SCUSATEMI ” ….Io mi fermo..fate il vostro lavoro !

    Simon domani ti mando una mail a mente lucida!

  65. giaguaro
    4 giugno 2010 alle 00:35

    Roba da MATTI.

  66. fra
    4 giugno 2010 alle 00:38

    Michele :
    !!!!!!!!!!!!!INCREDIBILE!!!!!!!!!!!!!!
    Adesso non è più accessibile il report alla stazione (sismografo)!!!!!!!!!
    Si sono accorti di tutto!!!!!!!!!!!!!
    La pagina si resetta
    http://www.quake.utah.edu/helicorder/bmut_webi.htm
    Io mi fermo qui, ho famiglia…
    Incredibile..incredibile……………………
    P.S. Per quelli che sono in ascolto da l’altra parte:
    ” SCUSATEMI ” ….Io mi fermo..fate il vostro lavoro !
    Simon domani ti mando una mail a mente lucida!

    Michele, il report c’è eccome, basta clikkare su 06/03 perchè scatta il giorno successivo…non facciamo sempre i complottisti…

  67. giaguaro
    4 giugno 2010 alle 00:43

    ahah vero…anche se mi sfugge a che serve passare già al 6 giugno quando secondo nessuno dei 2 sistemi di riferimento degli orari è al 4 giugno boh😀

  68. giaguaro
    4 giugno 2010 alle 00:43

    Eh vabbè volevo scrivere il 4 giugno la prima volta non 6.

  69. fra
    4 giugno 2010 alle 00:53

    giaguaro :
    ahah vero…anche se mi sfugge a che serve passare già al 6 giugno quando secondo nessuno dei 2 sistemi di riferimento degli orari è al 4 giugno boh

    credo si regoli in base all’orario del computer ( ma è solo un’ipotesi )

  70. giaguaro
    4 giugno 2010 alle 01:04

    Può benissimo essere in effetti noi siamo +2 rispetto all’UTC.Ogni ipotesi va valutata :p

  71. Darkman79
    4 giugno 2010 alle 01:10

    Michele :
    !!!!!!!!!!!!!INCREDIBILE!!!!!!!!!!!!!!
    Adesso non è più accessibile il report alla stazione (sismografo)!!!!!!!!!
    Si sono accorti di tutto!!!!!!!!!!!!!
    La pagina si resetta
    http://www.quake.utah.edu/helicorder/bmut_webi.htm
    Io mi fermo qui, ho famiglia…
    Incredibile..incredibile……………………
    P.S. Per quelli che sono in ascolto da l’altra parte:
    ” SCUSATEMI ” ….Io mi fermo..fate il vostro lavoro !
    Simon domani ti mando una mail a mente lucida!

    michele hai visto che non è come diceva l’amico yellowiano ? queste scosse sono vere se poi possono essere il sintomo di un eruzione tra 2 anni o tra 200 è un altro conto, ma chi viene a dirmi che sono errori dei sismografi io avendo un cervello che funziona non posso dargli ragione visto che questi sismografi sbagliano solo da magnitudo 3 a salire e non sbagliano con magnitudo di ” poco ” conto come i 0.5 o 1.3 che vengono regolarmente ufficializzati, ma sei stato tu stesso a farmi e far notare che a gennaio c’è stato lo sciame sismico piu’ forte mai registrato con oltre 1600 piccoli terremoti.

  72. 4 giugno 2010 alle 01:21

    Michele ti volevo far vedere la rete dei GPS nello Yellowstone, e che misurano le deformazioni della crosta. Se sta per succedere qualcosa, domani, tra 1 mese o tra 1 anno o mai i GPS sono i primi a segbalarlo.
    http://www.uusatrg.utah.edu/ts_ysrp.html

  73. bari87
    4 giugno 2010 alle 01:29

    mah…io penso che si sta esagerando con la storia dello yellowstone

  74. Alex
    4 giugno 2010 alle 01:30

    sand-rio :
    Michele ti volevo far vedere la rete dei GPS nello Yellowstone, e che misurano le deformazioni della crosta. Se sta per succedere qualcosa, domani, tra 1 mese o tra 1 anno o mai i GPS sono i primi a segbalarlo.
    http://www.uusatrg.utah.edu/ts_ysrp.html

  75. Alex
    4 giugno 2010 alle 01:31

    Uff..ho sbagliato il post. Comunque volevo chiedere come si deve interpretare quella cartina..io non ci capisco nulla!😀

  76. Darkman79
    4 giugno 2010 alle 01:32
  77. 4 giugno 2010 alle 01:35

    Alex :

    Uff..ho sbagliato il post. Comunque volevo chiedere come si deve interpretare quella cartina..io non ci capisco nulla! :D

    Basta cliccare su qualsiasi triangolo, che rappresenta l´apparecchio GPS per vedere le cartine con i movimenti est-ovest nord-sud o l´elevazione o l´abbassamento del terreno in quella zona…
    Bari 87 anche io penso che la cosa é un poco esagerata….. forse…

  78. ice2020
    4 giugno 2010 alle 01:54

    Finora nn sn mai intervenuto sulla questione Yellowstone e compagnia bella…

    Ma vi informo che i target principali del blog nn sn i vulcani, o meglio se ne esplode uno, l’importanza è la sua infleunza sul clima, dei vari complottismi vari, di scosse che spariscono, di 2012, ufo e quant’altro, nn me ne può fregare di meno!

    E vorrei che la pagina principale del blog venisse lasciata libera da questi discorsi, e cmq se ne può parlare senza esagerare.

    Ricordo inoltre che nella sezione forum nia potete invece scrivere di tutto e di più.

    Grazie per la collaborazione

    Simon

  79. ice2020
    4 giugno 2010 alle 01:57

    Sto quasi pensando di aprire un’altra pagina sopra intitolata appunto “misteri” in cui potreste parlare di vulcani, terremoti, 2012, ufo e quan’altro…ora ci penso…

  80. giaguaro
    4 giugno 2010 alle 02:03

    Eh scusate colpa mia che non sono pratico!Infatti mi pareva si stesse divagando un po’ scusa simon :p

  81. Albert010
    4 giugno 2010 alle 08:12

    @fabionintendo & altri:

    Permetti Fabio, ma cosa significa: “qui mica siamo ad un centro congressi, e questa potevi risparmiartela?”

    Se vedo che qualcuno pubblica un articolo molto ben documentato sugli insediamenti neolitici in Val d’Aosta, posso pensare che sia informato anche su quelli in Valtellina o Svizzera (che sono a poche centinaia di km), nel medesimo periodo.
    Che ci sarebbe di strano?

    Se avessi chiesto – che so – le condizioni climatiche della Grecia durante la battaglia delle Termopili, è un conto, ma io chiedevo un’informazione su cose
    che immaginavo l’autore sapesse.
    E se poi non le sapeva, credevo potesse rispondere in due righe: “no, non ho questo dato”, stop.

    Per quanto riguarda i toni, ovviamente nessun astio, da parte mia, anzi, ho più volte elogiato qui la competenza di vari articoli, che non si trovano altrove.
    Tuttavia, mi pare che forse si potrebbe anche dedicare un po’ più di tempo ed attenzione a quello che i lettori scrivono o commentano, tutto qui.

    Albert010

  82. fra
    4 giugno 2010 alle 08:34

    ice2020 :
    Sto quasi pensando di aprire un’altra pagina sopra intitolata appunto “misteri” in cui potreste parlare di vulcani, terremoti, 2012, ufo e quan’altro…ora ci penso…

    ahahah!!!! bella simon!

  83. fra
    4 giugno 2010 alle 08:47

    Chiudo l’OT…
    http://www.emsc-csem.org/index.php?page=current&sub=alert&id=GUD61;INGV
    2010-06-04 04:43:48.0 41.4 N 12.8 E 10 ML 3.0 A SOUTHERN ITALY INGV
    l’istituto europeo riporta questa scossa…( automatico ) ,
    la scossa reale è questa :
    2010-06-04 04:43:35.000 42.066 13.399 11.0 1.5 Survey
    approssimativamente a circa 200/250 km di distanza rispetto al lancio, può capitare, più la rete di stazioni è fitta più avvengono questi errori…

  84. Fabio2
    4 giugno 2010 alle 09:42

    Albert010 :@fabionintendo & altri:
    Permetti Fabio, ma cosa significa: “qui mica siamo ad un centro congressi, e questa potevi risparmiartela?”
    Se vedo che qualcuno pubblica un articolo molto ben documentato sugli insediamenti neolitici in Val d’Aosta, posso pensare che sia informato anche su quelli in Valtellina o Svizzera (che sono a poche centinaia di km), nel medesimo periodo.Che ci sarebbe di strano?
    Se avessi chiesto – che so – le condizioni climatiche della Grecia durante la battaglia delle Termopili, è un conto, ma io chiedevo un’informazione su coseche immaginavo l’autore sapesse.E se poi non le sapeva, credevo potesse rispondere in due righe: “no, non ho questo dato”, stop.
    Per quanto riguarda i toni, ovviamente nessun astio, da parte mia, anzi, ho più volte elogiato qui la competenza di vari articoli, che non si trovano altrove.Tuttavia, mi pare che forse si potrebbe anche dedicare un po’ più di tempo ed attenzione a quello che i lettori scrivono o commentano, tutto qui.
    Albert010

    Se vuoi, puoi scriverlo tu un articolo sugli insediamenti neolitici in relazione al clima. Sono certo che gli amministratori del blog lo prenderebbero seriamente in considerazione e molto probabilmente lo pubblicherebbero.

    Comunque l’importante è che, nella sostanza, la pensiamo allo stesso modo. Il tempo e la futura maggiore esperienza degli autori degli articoli ti daranno soddisfazione, anche qui su NIA.

  85. mistral-101
    4 giugno 2010 alle 10:30

    ice2020 ha scritto:
    Sto quasi pensando di aprire un’altra pagina sopra intitolata appunto “misteri” in cui potreste parlare di vulcani, terremoti, 2012, ufo e quan’altro…ora ci penso…

    Basta una pagina per terremoti ed eruzioni vulcaniche. ;o)

  86. ice2020
    4 giugno 2010 alle 12:12

    mistral-101 :

    ice2020 ha scritto:
    Sto quasi pensando di aprire un’altra pagina sopra intitolata appunto “misteri” in cui potreste parlare di vulcani, terremoti, 2012, ufo e quan’altro…ora ci penso…

    Basta una pagina per terremoti ed eruzioni vulcaniche. ;o)

    Si infatti!

    Si può anche fare…

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