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Energia domani 2; Un’idea controcorrente: A) Lo stoccaggio dell’energia B) La sostituzione dei carburanti fossili

8 giugno 2010

A)

Richiesta e offerta di energia spesso non coincidono.

Turbine a vapore possono variare la potenza nel giro di ore. Turbine a gas nel giro di minuti. Motori diesel e turbine ad acqua si adeguano in maniera istantanea. L’offerta di energia è suddivisibile in energia di base, cioè costante nel tempo ed energia variabile.
Il vento e il sole non sono sotto il nostro controllo. Lo sfruttamento dell’energia solare, dell’energia eolica e dell’energia nucleare renderebbe necessario lo stoccaggio dell’energia.
Però: Energia elettrica praticamente non è stoccabile.
Automobili, navi e aerei hanno autonomie notevoli perché dispongono di energia stoccata a bordo sotto forma di idrocarburi. I loro carburanti sviluppano un’energia termica di 40 MegaJoule per kg, sono liquidi, facilmente trasportabili e immagazzinabili.
Si sviluppano accumulatori elettrici, serbatoi di energia termica a sali fusi, bacini d’acqua con pompe, cavità sotterranee con aria compressa allo scopo di immagazzinare energia. Tutto costoso, di efficienza modesta e quantitativamente insufficiente.
L’automobile di oggi può arrivare a oltre mille chilometri di autonomia, l’aereo arriva a oltre 12000 chilometri. Però ci sono due problemi: Il petrolio finirà presto e bruciando carburanti fossili si immette anidride carbonica nell’atmosfera. Dobbiamo o risolvere i problemi o dimostrare la loro inesistenza.
Sono poco in evidenza i problemi risolti: Un’automobile con un motore euro 5 non inquina – ovviamente non considerando l’emissione di anidride carbonica e di vapore d’acqua sono un inquinamento. I motori non emettono più anidride solforosa, non emettono fuliggine, non emettono ossidi di azoto, non puzzano, fanno poco rumore. L’efficienza di un motore diesel moderno supera il 40%. C’è un’eccezione: I diesel delle navi vengono alimentati con un carburante che contiene il 3,5% di zolfo e immettono nell’atmosfera enormi quantità di anidride solforosa. Questo è un inquinamento vero. Questo è un problema da risolvere.
Eppure si vuole sostituire l’automobile con un motore a idrocarburi con l’auto elettrica, per evitare l’emissione di anidride carbonica, speculando su una produzione di energia elettrica senza immissione di anidride carbonica nell’atmosfera . Contando su energia solare, eolica, mareale, nucleare ecc. Ci vorrebbe un aumento della produzione di energia elettrica del 20% rispetto all’attuale. Evviva l’energia nucleare!
Accumulatori elettrici, ultima generazione, ai ioni di litio, tengono 0,5 MegaJoule per chilogrammo. Dopo la sostituzione del serbatoio di idrocarburi con accumulatori al litio di uguale massa, l’auto fa quaranta volte meno strada e costa di più. Un fattore 1/80 deriva dalla capacità di immagazzinare energia, un fattore due viene dal migliore rendimento di una propulsione elettrica.
Non c’è nessuna speranza che l’auto elettrica possa arrivare a un’autonomia simile a quella delle auto di oggi. E il costo delle batterie è alto e durano molto meno del serbatoio, che sostituiscono. Probabilmente mettere via le batterie usate è inquinante.
In un’auto piccola elettrica, appena presentata, le batterie hanno un costo di 8000 euro. Sostituiscono il serbatoio del costo abbondantemente sotto i 100 euro. L’autonomia è fortemente diminuita.
Il sale fuso ha una capacità di stoccaggio di energia termica intorno a 1 MegaJoule per chilogrammo. (1 MegaJoule è equivalente a 0,27778 kWh).
Il progetto “Desertec”, che sfrutta l’energia solare per produrre vapore idoneo per l’azionamento di turbine, prevede lo stoccaggio di energia termica con sali fusi, può fornire corrente elettrica anche quando il sole non c’è. La capacità di stoccaggio di energia termica di un sistema a sale fuso è di 1 MJ/kg. Non sarebbe meglio tenere energia sotto forma di idrocarburi con una capacità di 40 MJ/kg e con un migliore rendimento nella trasformazione in energia elettrica?
Ci si chiede: a cosa servono allora gli specchi parabolici che concentrano energia solare sui tubi? Non sarebbe meglio usare l’energia solare per produrre biomasse e usare l’anidride carbonica che nasce nel processo di sfruttamento termico delle biomasse per migliorare la produzione basata sulla fotosintesi? Sono sotto sviluppo processi che trasformano le biomasse in idrogeno e anidride carbonica. Usando questi processi si può riciclare l’anidride carbonica con la fotosintesi sul posto e portare a distanza l’idrogeno con dei pipeline.
Si sviluppa l’automobile elettrica a idrogeno con la cella a combustione, cioè con la conversione diretta dell’idrogeno in energia elettrica. L’idrogeno contiene 119,9 MJ/kg di energia di combustione e il rendimento di conversione in energia elettrica è alto, nella vicinanza del 90%. Però: L’idrogeno è un gas. Contenerlo non è facile. Ci va molto più massa nel contenimento che nell’idrogeno. E addio miracolo autonomia. L’autonomia resta normale, accettabile, forse scarsa.
A guardarci bene il motore di oggi, euro 5, è ancora vincente.
Anche le turbine a gas vanno benissimo. Idrocarburi o altre sostanze organiche come carboidrati o alcool etilico o metilico o simili sono estremamente più efficaci nello stoccaggio di energia rispetto a tutto quello che si sta sviluppando. E se risultasse realmente necessario non immettere anidride carbonica nell’atmosfera, converrebbe riciclarla per la produzione efficace di biomasse con la fotosintesi.
Geotermia
Sonde geotermiche con profondità da 100 a 200 metri vengono usate in combinazione con pompe di calore per il riscaldamento di ambienti abitati e per acqua calda.
Nel caso di assenza o scarsità della falda acquifera la sonda si esaurisce, l’apporto di energia non bilancia il prelievo di energia. In questo caso l’energia prelevata d’inverno può essere reintegrata d’estate, usando energia solare termica. La sonda geotermica diventa un sistema di stoccaggio di energia. Un passo verso l’autonomia energetica.

B)

1) Il carbone c’è e basta per almeno mille anni. Non è una fonte rinnovabile, ma non c’è fretta. Nella seconda guerra mondiale la Germania ha prodotto benzina (Leuna) e gasolio (decalina) da carbone. I sommergibili tedeschi andavano a decalina (decaidronaftalina), da carbone.
2) I giacimenti di idrato di metano scoperti sul fondo dei mari sono più consistenti dei giacimenti di petrolio e carbone insieme. La ricerca su come sfruttare l’idrato di metano è iniziata. Il metano, essendo un gas è meno comodo da stoccare e da trasportare di idrocarburi liquidi. Il metano però può essere trasformato in idrocarburi liquidi con un processo di reforming catalitico (C’è anche il reforming con vapore d’acqua, che non fornisce idrocarburi, ma idrogeno e ossido di carbonio). Con il reforming catalitico si uniscono più molecole piccole per farne di più grandi. Avanza idrogeno, che può essere usato per produrre energia elettrica o per idrogenare carbone e creare idrocarburi liquidi. L’idrato di metano dal fondo del mare non è una fonte rinnovabile, ma ce n’è così tanto che non c’è fretta a sostituirlo. L’idrato di metano sul fondo del mare è in una situazione d’instabilità. Il metano può liberarsi e creare disastri. Un prelievo controllato alleggerisce questa situazione.
3) Energia solare (Nòva nr 221, Nòva nr 219) per fotosintesi. Circa 200 aziende lavorano per produrre idrocarburi da alghe e microrganismi con il meccanismo della fotosintesi. Questi organismi assorbano anidride carbonica dall’aria e sintetizzano sostanze organiche, soprattutto carboidrati. Sembra che possano essere modificate geneticamente in maniera da produrre direttamente idrocarburi.
La produzione di idrocarburi con microorganismi , energia solare e anidride carbonica non entra in concorrenza con la produzione di cibo come la produzione di biocarburanti oggi. Potrebbe essere fatta nel Sahara, in vasche basse, coperte, con l’aggiunta di anidride carbonica. L’aggiunta di anidride carbonica ne aumento l’efficienza.
Gli idrocarburi dai giacimenti naturali finiranno presto. Occorre sostituirli con idrocarburi prodotti con la fotosintesi, riciclando l’anidride carbonica.
4) Biogas. La produzione di gas, incirca al 50% metano, da scarti organici, è iniziata in quantità notevoli. In futuro potremo usare come fonte d’energia non solo i chicchi di frumento (questo fa concorrenza all’alimentazione umana), ma anche la paglia. Potremo sfruttare le foglie che in autunno cadono dagli alberi. Il biogas è utilizzabile in turbine a gas e per riscaldamento.
Per le automobili probabilmente possiamo permetterci ancora per tempo che immettano l’anidride carbonica nell’atmosfera. L’automobile con un motore a scoppio, alimentato da idrocarburi, è efficiente e insostituibile.
Il ricupero dell’anidride carbonica dagli aerei sembra impossibile. Se risultasse che dobbiamo ridurre il contenuto di anidride carbonica nell’aria, converrebbe ridurre il numero di voli.

Elmar Pfletschinger

Categorie:Global Warming
  1. Albert010
    8 giugno 2010 alle 08:41

    Mi scuso se posto qui anzichè nei commenti sulla morte dei termometri, ma lo faccio onde evitare che il post passi inosservato finendo tra i “vecchi”.

    C’erano alcuni commenti molto interessanti a proposito del lavoro dello scienziato ungherese Miskolczi alla NASA, e dello studio (poi censurato dall’ente americano) in cui lui dimostrava che l’effetto serra antropogenico, e più in generale l’effetto serra con aumento delle temperature, non sono sostenibili scientificamente in quanto l’equazione di Boltzmann sull’espansione dei gas non è applicabile ad un sistema tridimensionale in rotazione come la Terra.

    Senza nulla togliere al lavoro del dott. Miskolczi, però mi sembra che sull’argomento abbia scritto qualcosa di molto più semplice e insuperabile scientificamente il noto astrofisico russo Khabibullo Abdusamatov, che non a caso sostiene che ci avviamo ad un raffreddamento del clima nei prossimi anni e decenni.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Khabibullo_Abdusamatov

    Come fa giustamente notare Abdusamatov (e non solo lui), è scorretto parlare di “effetto serra” prodotto dai gas e dalle nubi (se non per una limitatissima entità) perchè per effetto dell’irraggiamento solare e delle leggi fisiche della conduzione del calore, i gas atmosferici (tra cui la CO2) si espandono e tendono ad ascendere verso gli strati alti dell’atmosfera, dove, per le ben note leggi fisiche della trasmissione del calore, cedono il calore assorbito che si disperde negli strati freddi più in alto.
    Un po’ come mettere una scodella di tè bollente su un tavolo in una stanza chiusa: dopo un po’ la scodella si raffredderà, il calore si disperderà e alla fine sia la scodella che il tavolo e la stanza avranno una temperatura molto simile.

    Quindi, è del tutto scorretto parlare di effetto serra, quasi che i gas e le nubi siano come i teloni di plastica delle serre, che effettivamente riescono a trattenere molto di più il calore dovuto all’irraggiamento solare.

    In realtà il calore passa senza problemi tra le molecole dei gas (CO2, azoto, ossigeno, metano, ecc.) e delle nubi e viene ceduto in alta quota agli strati freddi dell’atmosfera.

    Forse non abbiamo mai riflettuto abbastanza su quanto sia fuorviante, suggestiva e scientificamente scorretta la stessa definizione di “effetto serra”.

    Quale serra?

    O vogliamo mettere sullo stesso piano la plastica delle serre con le nubi e i gas atmosferici?

  2. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 08:51

    Ciao Elmar!
    Tanti spunti di discussione anche se l’articolo e’ un pò “un minestrone a tema”…. 8) (non volermene eh? )

    Volevo rimarcare solo alcune cosette…. (mie idee, sia chiaro) …
    Cominciando dal fondo : Metano … Mi pare che sia utilizzabile cosi’ come’e’ senza spendere soldi e ridurre l’energia ricavabile facendone reforming… Magari per gli aerei e’ conveniente avere un carburante liquido, ma per tutto il resto la tecnologia “a bombole” proposta oggi e’ gia’ vincente… Se poi pensi ad una cella a combustibile a idrogeno, allora e’ molto piu’ facile partire da CH4 che da qualcosa di piu’ grosso…
    Carbone : avevo letto stime per 100 anni, non per 1000 (…) Comunque anche li, i Tedeschi hanno perso la guerra grazie alla loro benzina sitetica (… cioe’, grazie alla mancanza di giacimenti di petrolio sfruttabili…) Ricavar benzian dal carbone e’ energeticamente un salasso : lo si fa solo se si e’ costretti…. Meglio usarlo in centrali elettriche di ultima generazione (MI PARE CHE SIA TECNOLOGIA SIEMENS, a vapore pressurizzato , superano il rendimento del 60%) e poi giocarsi l’energia elettrica…
    Batterie : le LIIon sono nate per piccoli dispositivi. La ricerca sulle batterie ha ancora moltissima strada da fare. Probagilmente la strategia per un lontano futuro per le auto elettriche sarà quella del’antica posta dei cavalli : la distributore ti cambiano le batterie scariche con un set carico e quelle scariche le ricaricano “fuori linea”, separatamente… nel costo di rifornimento includi anche l’usura batterie, oltre all’energia che contengono…

    Va ben…
    Di cose ne ho dette …

    Ciao
    Luca

  3. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 09:09

    O.T.
    La stanno contando la “quasi” macchia invertita nell’emisfero Sud???

    Ciao
    Luca

  4. 8 giugno 2010 alle 09:14

    Per alberto010

    Gerlich e Tscheuschner, Institut fuer mathematische Physik, Universistaet Braunschweig (http://www.realclimate.org/wiki/index.php?title=G._Gerlich_and_R._D._Tscheuschner)sostengono che l’effetto serra non esista. Il valore dei 33 gradi che la terra sarebbe più fredda se non ci fosse l’effetto serra, è fittizio, non sostenibile. Il calcoli sull’effetto serra si basano sulle formule di radiazione della cavità, cioè del corpo nero. Le strutture coinvolte non sono corpi neri e le leggi applicate non sono valide.

    Normalmente i gas caldi nell’atmosfera non salgono. C’è un gradiente di temperatura limite, che sulla terra è di 1 grado ogni 100 metri di altezza. Sopra questo limite l’atmosfera è instabile. Siamo in condizione di “termica”. Un volume di gas quando sale si espande e si raffredda per espansione adiabatica. Se il raffreddamento è inferiore alla temperatura esterna, il volume prende velocità in salita. Normalmente si ferma. Sul mare termica non c’è. Eccezione: quando la temperatura superficiale del mare supera i 27°C, il contenuto di umidità (il vapore acqueo è più leggero dell’aria) destabilizza l’atmosfera. Con questo meccanismo nascono gli uragani.

  5. 8 giugno 2010 alle 09:27

    Nitopi :
    Ciao Elmar!
    Tanti spunti di discussione anche se l’articolo e’ un pò “un minestrone a tema”…. (non volermene eh? )
    Volevo rimarcare solo alcune cosette…. (mie idee, sia chiaro) …
    Cominciando dal fondo : Metano … Mi pare che sia utilizzabile cosi’ come’e’ senza spendere soldi e ridurre l’energia ricavabile facendone reforming… Magari per gli aerei e’ conveniente avere un carburante liquido, ma per tutto il resto la tecnologia “a bombole” proposta oggi e’ gia’ vincente… Se poi pensi ad una cella a combustibile a idrogeno, allora e’ molto piu’ facile partire da CH4 che da qualcosa di piu’ grosso…
    Carbone : avevo letto stime per 100 anni, non per 1000 (…) Comunque anche li, i Tedeschi hanno perso la guerra grazie alla loro benzina sitetica (… cioe’, grazie alla mancanza di giacimenti di petrolio sfruttabili…) Ricavar benzian dal carbone e’ energeticamente un salasso : lo si fa solo se si e’ costretti…. Meglio usarlo in centrali elettriche di ultima generazione (MI PARE CHE SIA TECNOLOGIA SIEMENS, a vapore pressurizzato , superano il rendimento del 60%) e poi giocarsi l’energia elettrica…
    Batterie : le LIIon sono nate per piccoli dispositivi. La ricerca sulle batterie ha ancora moltissima strada da fare. Probagilmente la strategia per un lontano futuro per le auto elettriche sarà quella del’antica posta dei cavalli : la distributore ti cambiano le batterie scariche con un set carico e quelle scariche le ricaricano “fuori linea”, separatamente… nel costo di rifornimento includi anche l’usura batterie, oltre all’energia che contengono…
    Va ben…
    Di cose ne ho dette …
    Ciao
    Luca

    Secondo me vale la pena trasformare il metano con il riforming catalitico in idrocarburi liquidi, che in grosse quantità sono più facili da immagazinare.

    Credo che le “fuel cell” fin qui funzionano bene solo con idrogeno.

    Il riforming con vapore d’acqua produce anidride carbonica e idrogeno dal metano. L’anidride carbonica sarebbe da riciclare con la fotsintesi, l’idrogeno, idoneo per il trasporto, sarebbe da usare in “fuel cell”.

    Sono d’accordo con l’utilizzo del carbone in centrali elettriche. Il miglior rendimento che conosco io è del 59%.

    I tedeschi hanno perso la guerra ( e io ne sono contento, nonostante che sia tedesco) a causa della follia di fare la guerra contro tutti allo stesso tempo. Per me sarebbe un incubo se Hitler avesse vinto.

  6. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 09:42

    8) Per i tedeschi stavo esagerando, ovviamente, ma un bel po’ di problemi li ha prodotti … TI confermo che Fuel Cell, finora, funzionano industrialmente con H2, prodotto facendo reforming catalitico (senza vapore) di idrocarburi/alcool/metano (divpende dal catalizzatore)
    Per il metano… non so… Non vedo tanta necessità di immagazzinarlo in grossi quantitativi (a parte questioni strategiche dovute alla possibilità di “chiusura di rubinetti” ) . In effetti i degassificatori che immagazzinano metano liquido a bassa temperatura sono una enorme bomba innescata….

    Ciao
    Luca

  7. Albert010
    8 giugno 2010 alle 10:15

    @ Elmar.

    Nel link che hai messo tu sull’articolo di Gerlich risulta che la pagina non esiste più, non sono riuscito a trovarla…

    Per quanto riguarda il comportamento dei gas nell’atmosfera, credo proprio che Abdusamatov facesse riferimento alla reazione tipica dei gas riscaldati, come espressa dal primo principio di Gay-Lussac e Volta, e cioè se un gas viene riscaldato si espande, e ciò è indiscutibile, è una legge fisica fondamentale.

    Poi è evidente che tutto ciò va integrato con le considerazioni sulla complessità del comportamento reale dei gas nella circolazione atmosferica terrestre, la pressione atmosferica, i venti, l’umidità, ecc., se fosse così semplice sapremmo tutti fare previsioni meteo anche per anni, e non per soli pochi giorni, ci sono moltissimi fattori da prendere in considerazione, come tutti sappiamo.

    Quindi si può dire che i gas riscaldati salgono tendenzialmente nell’atmosfera, anche se poi in pratica possono salire poco o tanto, in funzione di molti altri fattori.

    E comunque su un punto mi pare non si possa discutere…

    Indipendetemente da quanto salgano più o meno i gas atmosferici per effetto dell’irraggiamento solare, e di quanto salgano – che so – sopra la città di Milano a 30° di temperatura estiva e senza vento, piuttosto che sopra il mare Adriatico nella zona di Rimini a 27°, c’è un punto fondamentale su cui credo possiamo tutti – mi pare anche tu – essere d’accordo, e che lo stesso prof. Abdusamatov ricordava.

    Non ha senso parlare di effetto serra, perchè comunque il calore, in base ai principi basilari della conduzione termica http://it.wikipedia.org/wiki/Conduzione_termica
    si disperde quando uno strato atmosferico più caldo viene a contatto con uno più freddo, il calore passa dal corpo caldo a quello freddo (in base a gradienti, equazioni di Fourier, ecc., ma lasciamo stare gli aspetti tecnici)

    Quindi, le leggi basilari dell’irraggiamento termico e della conduzione, stabiliscono che le nubi e i gas atmosferici non possono creare alcun “effetto serra”, se non modestissimo e temporaneo.

    E se consideriamo che la radiazione IR oltrepassa ugualmente gli strati nuvolosi e gassosi entrando nell’atmosfera (noi ci possiamo prendere un’insolazione e scottarci anche quando è nuvoloso), benchè fisicamente richieda molto più lavoro ed energia per la radiazione oltrepassare gli stradi freddi della troposfera e le nubi, possiamo dedurne che le nubi e i gas atmosferici ancor meno rappresentino un ostacolo alla dispersione del calore in uscita, perchè l’entropia, e quindi anche la dispersione del calore è la legge fondamentale dei sistemi termodinamici.

  8. 8 giugno 2010 alle 11:56
  9. 8 giugno 2010 alle 12:03

    Catania conta la macchia invertita a 20°Sud con 5 pore.

  10. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 12:33

    Chissa’ come la plotteranno nei diagrammi a farfalla 8)

    Ciao
    Luca

  11. 8 giugno 2010 alle 12:44

    Nitopi :

    Chissa’ come la plotteranno nei diagrammi a farfalla 8)

    Ciao
    Luca

    Catania la conta normalmente perché a loro non interessa la polaritá magnetica. Il diagramma a farfalla non indica le polarita ma solo gli emisferi.

  12. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 12:45

    OT…

    http://www.3bmeteo.com/news-meteo/record+della+neve+al+suolo

    In controtendenza con la decrescita dell’artico….

    Ciao
    Luca

  13. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 12:47

    sand-rio :

    Nitopi :
    Chissa’ come la plotteranno nei diagrammi a farfalla
    Ciao
    Luca

    Catania la conta normalmente perché a loro non interessa la polaritá magnetica. Il diagramma a farfalla non indica le polarita ma solo gli emisferi.

    Si, Si, pero’ si capisce di solito a quale ciclo appartiene la macchia…
    Anche se dubito che per il 24/25 sia mantenuta la forma “consueta” a farfalla 8)
    Ciao
    LUca

  14. ice2020
    8 giugno 2010 alle 13:00

    La macchia è visibile ance al soho ora,ed il noaa nn potrà far finta di niente!

    questa signori potrebbe essere la prova che noi tutti aspettavamo!

  15. 8 giugno 2010 alle 13:26

    Nitopi :

    sand-rio :

    Nitopi :
    Chissa’ come la plotteranno nei diagrammi a farfalla
    Ciao
    Luca

    Catania la conta normalmente perché a loro non interessa la polaritá magnetica. Il diagramma a farfalla non indica le polarita ma solo gli emisferi.

    Si, Si, pero’ si capisce di solito a quale ciclo appartiene la macchia…
    Anche se dubito che per il 24/25 sia mantenuta la forma “consueta” a farfalla 8)
    Ciao
    LUca

    Luca il diagramma a farfalla non viene creato in base ai cicli, ma i cicli vengono visti automaticamente dalla evoluzione della latitudine delle macchie mese per mese. Quindi per CT la macchia 81 sará plottada nel mese di giugno assieme a tutte le machie del mese. CT come dicevo non considera la polaritá ma solo le latitudini. Se apparisse oggi una macchia del ciclo 23 a 1° dall´equatore la segnerbbero nel loro diagramma a farfalla nel mese di avvistamento.

  16. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 13:34

    L’effetto serra esiste, il problema é quantificardlo e capirne le dinamiche proprio perché si tratta di gas e non di vetri o teli di plastica solidi. Il paragone con questi ultimi è fatto x semplificare le cose.
    L’effetto serra é legato principalmente al vapore acqueo, alle nubi. Anche qui non si sa se sia reposnsabile del 60-70-80-90% (è difficile quantificare). L’esempio che tutti possiamo verificare dell’esistenza dell’effetto serra è molto semplice. Basta osservare le differenze di temperatura e le escursioni termiche tra dei giorni con nuvole e senza nuvole. A ulterire dimostrazione nei deserti dove non ci sono nubi e non c’é praticamente umidità le escursioni termiche tra giorno e notte sono estreme. Questo dimostra anche che l’effetto serra é locale, visto che noi non risentiamo in misura apprezzabile quello che succede quotidianamente nel sahara e viceversa ( salvo eventi eccezionali).

  17. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 13:38

    Si. In effetti, essendo a 15°S, e’ perfettamente allineata nella farfalla…
    Detta belinata ..
    Luca

  18. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 13:47

    @giovanni

    Per il vapore OK effetto serra
    Per le nuvole (goccioline condensate o aghetti di chiaccio) ho i miei dubbi… Se la nube persiste, e’ maggiore l’effetto “riflessione” di quello “serra”. Chiaramente se abbiamo solo nubi notturne e giorni limpidi, ho piuttosto un “effetto coperta” (mantengo il calore assorbito durante il giorno) viceversa se ho gionate coperte e notti limpide ottengo un “effetto ombrellone” (schermo durante il giorno e dissipo il calore durante la notte….)

  19. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 13:53

    Un commento al post.
    1)i motori a scoppio odierni son il frutto di un secono di evoluzione e miglioramenti, per questo sono cosi performanti e “poco inquinanti”, e per questo che costano meno delle altre tecnologie. La legge del mercato é responsabile dei costi e dell’evoluzioni di un oggetto, di un prodotto. Eolico solare idrogeno sono tecnologie rimaste a livello sperimentale fino a poco fa, per questo sono costose e poco performanti. E non penso che questo sia un motivo per scartarle o escluderle
    2) I bio carburanti hanno un impatto sul territorio piuttosto devastante perché obbligano prtoduzioni intensive di monocolture. Queste vengono fatte nei paesi in via di sviluppo, con i problemi ch ene consegueono per le popolazioni locali. Queste monocolture anniêntano la biodiverstà di un territorio, rendono interi popoli dipendenti e schiavizzati da multinazionali ( la solita storia dello spfruttamento di materie prime). Inoltre queste colture vanno a sradicare le colture locali e l’autosufficienza delle popolazioni rurali
    3) Limitarli all’analisi del “motore non inquina” mi sembra molto riduttivo perché a livello di impatto ambientale ed inquinamento non si puo solo considerare il prodottofinito, ma bisogna considerare anceh tutto il proceeso che crea il prodotto. Quanto inquinamento si produce per produrre una macchina nuova?. SI parla di materie plastiche, metalli, elettronica ecc che vegono creati da altre fabbriche. La mia domanda é
    quanto inquina la mia euro 4 rispetto all’inquinamneto prodotto per fare una euro 5? Quanti anni posso continuare la mia euro 4 prima che abbia inquinato quanto le fabbriche che hanno prodotto la euro 5?. E poi se prendo la euro 5 che fine fa la mia euro 4? viene riciclata? e quanto inquinamento produce riciclarla?
    Oppure viene venduta ai peai africani dove il parco macchine equivale a quello europeo di 20 anni fa? Allora per l’inquinamento globale cosa cambia se la mia auto euro 4 adesso al unsa un africano e io uso una euro 5?

    Una visione globale deve essere veramente a 360° perché altriomenti sarà sempre una visione parziale dettata da chi puo farci su dei soldi ( a cominciare dai produttori di automobili)

    Io personalmente penso che si debbano produrre molte meno auto si debbano usare meno i trasporti privati e anche pubblici. Per fare una riunione operativa con una ditta statunitense, non prendo l’aereo, uso skype, questa per me sarenne una rivoluzione ambientalista ed ecologica.
    Idemo invece di mettermi tappato come uin pinguino d’estat e poi avere biosgno dell’aria condizionata, mi metto una maglia a maniche corte…..
    e poi evito di desiderare i pomodori pachino il 31 dicembre……

  20. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 13:54

    ho duplicato il commento….come si puo elimiare???

  21. ice2020
    8 giugno 2010 alle 13:55

    Giovanni :

    ho duplicato il commento….come si puo elimiare???

    fatto!

  22. 8 giugno 2010 alle 14:05

    X Giovanni per i bio carburanti il Brasile é il paese piú sviluppato. Il biocarburante qui viene ricavato dal residuo delle canne da zucchero, dalla mamona (olio di ricino) che é una pianta “infestante” in tutta la zona del nord-est brasilano e non adatta al consuma alimentare senon in piccolissime proporzioni. Tutte le auto prodotte in Brasile (5° produttore mondiale dietro la Germania… ma che nel 2010 la sorpasserá) a cominciare dalla FIAT, Peugeot, WV, per il commercio interno producono SOLO motori flex o multiflex. I motori flex utilizzano una miscela di benzina e alcool (20%) derivato proprio da canna da zucchero e mamona. I multiflex possono anche utilizzare il metano. E non ci sono incentivi fiscali ma la benzina miscelata con alcool costa meno della benzina pura.

  23. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 14:09

    Nitopi scrivi:
    Per il vapore OK effetto serra
    Per le nuvole (goccioline condensate o aghetti di chiaccio) ho i miei dubbi…

    Per quanto ne so vapore e nuvole sono considerate insieme nel computo dell’effetto serra (quando lo sono visto che l’IPCC non li considera proprio)

    Nitopi scrivi:
    Chiaramente se abbiamo solo nubi notturne e giorni limpidi, ho piuttosto un “effetto coperta” (mantengo il calore assorbito durante il giorno)

    questo é L’EFFETTO SERRA!

  24. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 14:25

    X Sand-Rio grazie della risposta
    Conosco il caso del brasile e di altri paesi del centro-sud america in generale e non lo critico affatto anzo trovo che la loro sia stata un’ottima soluzione per utilizzare gli scarti della produzione agricola “industriale”.
    Il mio discorso é un po diverso. Mi spiego meglio Se noi importiamo questi caburanti in europa, dove li produciamo i bio carburanti che ci servono? non certo nella pianura padana o nel bacino della rhur, mi viene piu da pensare in africa o in qualche paese sotto sviluppato, dove costa poco e non ci si fa troppi problemi su cosa si produce e sulle conseguenze per le popolazioni locali. Perché poi il risultato é il seguente: intere popolazioni, pur di guadagnare niente, distruggono il loro delicatissimo equilibrio di autosostentamento, abbandonando le loro colture tradizionali, l’allevamento, il poco di artigianato che serve per produrre vestiti e qualche utensile per produrre un bene che non rimarrà a loro ma che verrà esportato ( e raffinato all’estero). In cambio riceveranno pochi soldi con i quali non si potranno nemmeno comprare il cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere, cibo che hanno smesso di produrre per passare a coltivazioni per biocarburanti e magari non avranno nemmeno l’acuqa da bere visto che avranno utiliozzazo i pozzi per irrigare. Poi giusto con i cambiamenti climatici, se é vero che andremo verso un periodo piu freddo, avremo meno produzione “agricola ridotta” e dipenderemmo da un carburante che potrà risentire degli effetti del clima, senza contare l’acqua necessaria per produrre i bio carburanti (e sappiamo come siamo messi con l’acqua in italia, in europa e nel mondo) e senza contare che clima piu freddo vuol dire anche clima piu secco e memo precipitazioni…..

  25. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 14:41

    X sand Rio, comunque ottimo post con un’analisi critica che condivido quasi appieno, soprattutto sul fatto di cercare energie alternative che sono meno alternative di quelle tradizionali.
    E tra l’altro a proposito di motori diesel avevo visto su una puntata di exito report di qualche mese fa proprio come in germania stiano reciclando in parte le fabbriche di motori di automobili per produrre motori che generano energia elettrica e vengono affiancati a impianti eolici e solari per sopperire a dei cali momentanei di produzione. Si sfrutta proprio il vantaggio del fatto che il motore (diesel in questo caso) puo stoccare la sorgente di energia in un sebatoio e necessita di pochi secondo per attivarsi o per variare la sua produzione di energia.

  26. 8 giugno 2010 alle 15:04

    Giovanni, l´Italia importa quasi tutto il petrolio per produrre carburante, perché non importa anche l´alcool da miscelare alla benzina? La FIAT produce ottimi motori flex, forse i migliori del mercato, perché non li importa o non li produce in Italia? È solo questione di money money. La benzina miscelata con alcool costerebbe circa un 15% in meno rispetto al carburante normale e inquina meno. Il motore flex ha lo stesso identico prezzo del motore normale.

  27. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 15:10

    perché gli africani devono coltivare per produrre cibo per loro e non per far andare avanti le nostre auto….

  28. 8 giugno 2010 alle 15:19

    Giovanni :

    perché gli africani devono coltivare per produrre cibo per loro e non per far andare avanti le nostre auto….

    Il fatto é che il biocarburante si produce anche dall´olio fritto o olio esausto che si getta via, l´idea di produrre biocarburante dal mais é stata l´idea americana che ha “distrutto” l´idea. Il biocarburante si produce da piante selvatiche che crescono spontane nel semiarido come la mamona (Ricino) o da alghe marine, dai residui delle barbabietole (che l´Italia produce) dai residui delle piante di riso, dalla PAGLIA!! È la volontá politica che manca, non la materia prima.

  29. Nitopi
    8 giugno 2010 alle 15:28

    Giovanni :
    Nitopi scrivi:
    Per il vapore OK effetto serra
    Per le nuvole (goccioline condensate o aghetti di chiaccio) ho i miei dubbi…
    Per quanto ne so vapore e nuvole sono considerate insieme nel computo dell’effetto serra (quando lo sono visto che l’IPCC non li considera proprio)
    Nitopi scrivi:
    Chiaramente se abbiamo solo nubi notturne e giorni limpidi, ho piuttosto un “effetto coperta” (mantengo il calore assorbito durante il giorno)
    questo é L’EFFETTO SERRA!

    No….
    L’effetto serra fa entrare tutta la radiazione dello spettro e blocca (riflette indietro , fai tu…) l’infrarosso termico riemesso dal suolo/acqua.
    Le nuvole bloaccano nei due sensi gran parte dello spettro ma sono trasparenti (nei due sensi e non completamente) alla parte IR …
    (a qual che ne so…)
    Ciao
    Luca

  30. 8 giugno 2010 alle 15:30

    Sono allo studio alcune tecniche di produzione di biocarburanti volte ad evitare l’insorgenza dei problemi visti (cioè consumo di suolo, cambio di destinazione agricola, ecc.). I cosiddetti “biocarburanti di seconda generazione” sono infatti ottenuti con altre tecniche, come la lavorazione di materiale lignocellulosico (attraverso la tecnica della pirolisi), la coltivazione del miscanto o la coltivazione delle alghe.

    La pirolisi, in particolare, consente di trasformare la biomassa raccolta direttamente sul sito in uno speciale olio che viene successivamente inviati presso un impianto centralizzato per la sintesi dei carburanti veri e propri, abbattendo notevolmente le spese di trasporto.

  31. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 15:30

    Scusa guarda un po questi numeri da Wikipedia

    1 barile petrolio =159 litri
    consumo stimato 80 milioni di barili al giorno
    12’720’000’000 di litri al GIORNO ( 13 miliardi di litri)

    La produzione mondiale di bioetanolo ANNUA, nel 2005, 33 miliardi di litri

    Ecco una stima della produzione media di alcune piante (litri per chilometro quadrato):

    Soia: da 40 000 a 50 000
    Senape: 130 000
    Colza: da 100 000 a 140 000
    Olio di Palma: 610 000
    (Alghe: da 1,000 000 a 2,000 000)

    Con questo non voglio dire che non si debbano utilizzare gli scarti di produzione agricola, gli oli fritti ecc ecc il punto è ch econ quelle quantità ci fai andare una macchina su un milione……

  32. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 15:52

    No….
    L’effetto serra fa entrare tutta la radiazione dello spettro e blocca (riflette indietro , fai tu…) l’infrarosso termico riemesso dal suolo/acqua.Le nuvole bloaccano nei due sensi gran parte dello spettro ma sono trasparenti (nei due sensi e non completamente) alla parte IR …
    (a qual che ne so…)
    Ciao
    Luca

    l’effetto serra esiste anche al contrario…. il sole emette radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse, e queste vengono riflesse dalla terra e dall’atmosfera (albedo), in particolare gli infrarossi ( ora non so quantificare). La parte di radiazione assorbita dalla terra (ultravioletti +visibile) invece viene riemessa sotto forma di infrarossi che a loro volta vengono in parte riflessi dai gas serra e dalle nuvole.
    Cosi si dice….
    E secondo te cosa bloccano le nuvole???

  33. indopama
    8 giugno 2010 alle 15:56

    @elmar
    ottimo articolo che parla delle conosciute fonti di energia, io penso che in un futuro molto prossimo ne avremo di nuove molto migliori pero’ va bene parlarne oggi con quel che conosciamo oggi.

    @Albert010 e giovanni
    l’effetto serra non lo capisco e se chiedi spiegazioni ad uno scienziato ti risponde che le variabili sono tante e ancora non siamo in gradi di capirle tutte insieme. oggi la scienza e’ divisa in troppi scomparti ed ognuno lavoro nel proprio piccolo senza troppo penare di capire il resto, tanto lo stipendio a fine mese arriva lo stesso. oggi vera scienza non se ne fa, siamo rimasti fermi a 100 anni fa.
    intanto io dico che la “temperatura” non esiste come pure il “calore”. esiste invece l’energia che altera i vari sistemi.
    prendiamo per esempio giovanni che dice:
    “L’effetto serra é legato principalmente al vapore acqueo, alle nubi. Anche qui non si sa se sia reposnsabile del 60-70-80-90% (è difficile quantificare). L’esempio che tutti possiamo verificare dell’esistenza dell’effetto serra è molto semplice. Basta osservare le differenze di temperatura e le escursioni termiche tra dei giorni con nuvole e senza nuvole. A ulterire dimostrazione nei deserti dove non ci sono nubi e non c’é praticamente umidità le escursioni termiche tra giorno e notte sono estreme.”
    perche’ non diciamo piu’ banalmente che il vapore acqueo immagazzina moltissima piu’ energia (e’ acqua) rispetto agli altri gas dell’aria?
    e’ cosi’ difficile? non lo vediamo gia’ con gli oceani che quasi non variano di temperatura tra il giorno e la notte?
    no, non basta fare valutazioni semplici altrimenti chi li vende tutti quegli strumenti per misurare una “temperatura” che non eesiste? il bello e’ che nessuno di questi strumenti misura la temperatura ma misurano variazioni di volume, di corrente elettrica, di radiazione, ecc.
    ci vuole un matto per dire che misurano la temperatura e se la scienza in questi ultimi 100 anni non si e’ mossa lo deve anche a chi crede di misurare la temperatura con un termometro a mercurio.

  34. 8 giugno 2010 alle 16:13

    Sono meravigliato dalla forza dei sostenitori dell’AGW. Hanno condizionato il mondo. La pubblicità definisce qualsiasi cosa come ecologica perché produce poca anidride carbonica. Tutti gli altri inquinamenti non contano più.

    Hanno condizionato la rivista scientifica più importante del mondo “Nature”.
    Giornali importanti (“Süddeutsche Zeitung, VDI Zeitung, Frankfurter Allgemeine) sono totalmente condizionati.

    I governi sono incredibilmente tolleranti per le ammissioni della CRU della East Anglia University. Sono tolleranti verso le manipolazioni vedibilissimi del IPCC. Sono tutti venduti o sono io che non ho capito niente?

    Hanno condizionato lo sviluppo delle automobili, indirizzandolo verso l’auto elettrica. Senza un condizionamento pesante non sarà mai concorrenziale.

    Si creano associazioni di aziende come il Desertec, che mette capitali grandi nella produzione di energia “ecologica”, cioè senza emissione di anidride carbonica.

    Il protocollo di Kyoto impone costi e punizioni agli inadempienti e il mondo accetta senza ribellarsi.

    Nessun governo al mondo urla “Basta. L’emissione di anidride carbonica non è dannosa, smettiamola a condizionare gli sviluppi e i paesi con premesse false. “

  35. indopama
    8 giugno 2010 alle 16:14

    inoltre, guardando le cose da un punto di vista molto ampio, possiamo dire che la terra e’ in equilibrio energetico, tanta ne entra e tanta ne esce, se cosi’ non fosse in brevissimo tempo diventeremmo un forno o un ghiacciolo.
    e questo equilibrio lo mantiene ogni giorno, con o senza CO2, con o senza l’uomo. insomma la terra ha anche lei le sue qualita’, dobbiamo riconoscerglielo, non siamo noi uomini ad averglielo insegnato, caso mai sara’ lei un giorno ad insegnarci come funziona il gioco che per il momento ancora ignoriamo.
    questo per farci ritornare nella giusta dimensione che e’ quella di scienziati ancora ignoranti. non e’ dispregiativo, e’ solo un riconoscere i propri limiti. ricordiamoci che non siamo gia’ arrivati a capire tutto, anzi forse siamo appena partiti… 🙂

  36. indopama
    8 giugno 2010 alle 16:17

    @elmar,
    l’ho appena scritto di sopra.
    si sono tutti venduti al proprio stipendio, cosi’ va il mondo oggi, il centro del gioco e’ il denaro, e’ questo che decide la direzione della scienza.
    a mio parere e’ un po’ che la sta facendo girare intorno, uno scienziato vero non puo’ che sorridere quando sente parlare di CO2.

  37. indopama
    8 giugno 2010 alle 16:19

    uno scienziato vero sorride perche’ sa che la CO2 non puo’ cambiare radicalmente l’equilibrio di un pianeta che e’ composto da milioni di sostanze diverse.
    uno scienziato vero non pensa che gli altri milioni di sostanze diverse siano li’ per niente…

  38. Giovanni
    8 giugno 2010 alle 16:25

    “perche’ non diciamo piu’ banalmente che il vapore acqueo immagazzina moltissima piu’ energia (e’ acqua) rispetto agli altri gas dell’aria?
    e’ cosi’ difficile? non lo vediamo gia’ con gli oceani che quasi non variano di temperatura tra il giorno e la notte?”

    Beh paragonare propietà termodinaliche di gas ( vapore acqueo) e liquido (acqua) mi sembra un po azzardato.
    Semplicemente gli oceani occupano il 70% dell superficie terrestre e in quanto liquido hanno la capacità di trattenere l’energia termica ( quindi la temperatura) molto piu di un solido.
    Il vapor acqueo non é che assorba piu energia degli altri gas serra, semplicemente ce n’é molto di piu, 1-5%, rispetto a 390 ppm (0.04%) di co2.
    Poi é chiaro che la T non é che altro un paramentro per misurare l’energia contenuta in un elemento cioé lo stato di eccitazione degli elettroni. Nel vuoto non esiste la temperatura…

    comunque sull’effeto serra come tu dici si sa ancora poco, sopratutto a livello quantitativo. Peccato pero’ che questo sia la base della teoria AWG dell’IPCC e che su questa base stiano influenzando le scelte politiche economiche mondiali.

  39. indopama
    8 giugno 2010 alle 17:01

    il vapore acqueo e’ sempre H2O e poi, un attimo prima di trasformarsi in pioggia, e’ cosi’ diverso dall’acqua a livello energetico? l’atmosfera lo contiene a diversi livelli di energia.
    io vivo quasi sull’equatore che e’ il posto dove l’atmosfera contiene la maggior quantita’ di vapore acqueo e la temperatura tra il giorno e la notte cambia solo di pochi gradi. il vapore acqueo immagazzina di giorno una gran quantita’ di energia che rida’ gradualmente in atmosfera durante la notte e infatti la temperatura si abbassa gradualmente dal tramonto fino all’alba. piu’ e’ alta l’umidita’ nell’aria e piu’ fa caldo. e cosi’ e’ in tutto il resto del mondo, solo che fa piu’ figo spiegarlo (sbagliando) tirando fuori mille formule chimiche e mille proprieta’ di elementi che a livello energetico giocano in panchina. pero’ fa figo… e si vendono tanti inutili strumenti per misurarli. in un mondo dove il denaro e’ il centro della vita tutto questo e’ g”giusto”.
    ma non e’ scienza…

  40. Albert010
    8 giugno 2010 alle 17:59

    @Nitopi post 29.

    Sono d’accordo con te al 100%!

    In effetti il vero “effetto serra”, delle serre coi teloni in plastica trasparente, blocca la radiazione infrarossa (IR) che riceve, perchè ovviamente i polimeri dei teloni di plastica non permettono la fuoruscita del calore, dell’umidità e dell’evaporazione che avvengono all’interno della serra.

    Mentre le nubi e i gas non hanno alcun potere di bloccare, se non per brevi periodi, legati alle dinamiche pressorie e atmosferiche, la conduzione del calore tra i vari strati atmosferici, dal più caldo al più freddo, più si sale in alto.

    Quello a cui Giovanni fa riferimento è una cosa diversa dall’effetto serra.

    E’ chiaro infatti che quando è nuvoloso le temperature sono più basse rispetto a quando il cielo è totalmente sereno, perchè le nubi schermano in buona parte l’irraggiamento, arrivano meno radiazioni (ma arrivano lo stesso).

    Però quelle radiazioni infrarosse che arrivano e riscaldano, e fanno salire le temperature nel ciclo diurno, poi non vengono comunque bloccate e per conduzione ritornano negli strati alti dell’atmosfera, e si disperdono.

    E ciò succede sia quando è nuvoloso e afoso e ci sono, ad esempio, 32° di temperatura, che quando è nuvoloso ma fa meno caldo e ce ne sono solo 22°.

    In entrambi i casi il calore non viene bloccato dalle nubi, o dalla CO2, o da altro gas atmosferico, e si disperde nell’atmosfera per conduzione, come dice giustamente il prof. Abdusamatov.

    Peraltro, è anche vero quello che dice Giovanni, e cioè che l’IPCC nemmeno aveva considerato le nubi, e la loro influenza sul clima, nel suo primo rapporto.

    Era stato Svensmark a calcolare con precisione che la variazione della copertura nuvolosa ha un’influenza sul “forcing radiativo” 100 volte maggiore della CO2.

  41. indopama
    8 giugno 2010 alle 18:04

    “Era stato Svensmark a calcolare con precisione che la variazione della copertura nuvolosa ha un’influenza sul “forcing radiativo” 100 volte maggiore della CO2.”

    E SE LO CHIEDI AD UN BALINESE CHE NON E’ NEMMENO ANDATO A SCUOLA TE LO DICE PURE LUI.

  42. Albert010
    8 giugno 2010 alle 18:25

    @ Giovanni post 38.

    In effetti la conduzione del calore tra un solido e un liquido, o tra due liquidi, è più lenta rispetto a quella dal solido all’aria.

    L’esempio che fate voi, del deserto in cui le escursioni termiche sono estreme, e la notte fa freddo cane, mentre di giorno arrivi a 50° all’ombra, è appunto un esempio di conduzione termica ottimale, da solido (sabbia desertica) ad aria (atmosfera).

    Quando cessa l’irraggiamento e il sole tramonta, la mancanza totale di umidità e acqua nei terreni, e l’assenza di nubi ed evaporazione fa sì che il calore del deserto si disperda subito nell’atmosfera.

    Invece, nelle Filippine, o in Brasile, ecc. nei paesi tropicali, in pratica non hai grosse differenze tra temperature notturne e diurne, hai sempre più o meno 22°-23° di notte e 27-30° di giorno come a Manila ad esempio, proprio perchè l’umidità è elevatissima e il calore diurno si trasmette più lentamente agli strati alti dell’atmosfera.

    Ma non lo puoi chiamare effetto serra, perchè comunque c’è ugualmente un’escursione termica, la notte le temperature sono più basse perchè non c’è irraggiamento, a meno che non ci siano venti caldi, monsoni, ecc.

    E poi bisogna considerare le dinamiche pressorie: se oltre ad umidità hai alta pressione, anche qui il calore viene trattenuto di più (ma passa lo stesso!) e non fai in tempo a finire il ciclo notturno che il Sole riprende a scaldare dall’alba, questione di ore!

    Però non ha nulla a che vedere con la serra di plastica, è una normale dinamica stagionale: estate-ciclo diurno/notturno – alte pressioni – umidità elevata (= afa) o bassa (= caldo secco).

    Io contesto – come il prof. Abdusamatov – l’uso manipolatore e suggestivo del termine “effetto serra”, che fa pensare che i gas atmosferici (o al limite vapore e nubi) siano quasi dei teloni di plastica che avviluppano il globo.

  43. indopama
    8 giugno 2010 alle 18:42

    “In effetti la conduzione del calore tra un solido e un liquido, o tra due liquidi, è più lenta rispetto a quella dal solido all’aria.”

    ???

  44. Albert010
    9 giugno 2010 alle 11:01

    @indopama

    Dov’è il problema?

    la velocità con cui il calore si propaga tra due corpi è in funzione della diffusività termica http://it.wikipedia.org/wiki/Diffusivit%C3%A0_termica

    che è il rapporto tra la conducibilità termica fratto il prodotto tra la densità di un corpo e il suo calore specifico.

    Quindi se un corpo ha bassa densità molecolare (cioè peso molecolare) a parità di altre condizioni aumenta la sua diffusività termica, cioè il calore impiega meno ad attraversarlo.
    E l’aria ovviamente ha minore densità molecolare di un solido o un liquido…

  45. indopama
    9 giugno 2010 alle 13:47

    io avevo inteso la quantita’ di energia totale scambiata e non per unita’ di massa. altrimenti i motori andrebbero meglio raffreddati ad aria e non ad acqua.

  46. Albert010
    9 giugno 2010 alle 18:27

    @indopama

    Veramente i radiatori funzionano sia con acqua che con aria, perchè c’è un sistema di serpentine dove passa il liquido refrigerante e poi viene a contatto con le cavità del motore, e hai anche anche una VENTOLA per raffreddare con aria, e che si aziona automaticamente quando il calore supera i 90° nei motori a 4 tempi, e i 60°-70° in quelli a 2 tempi.

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