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Energia domani 3; Un’idea controcorrente: Un tentativo di previsione delle fonti di energie del futuro

10 giugno 2010

La risposta alla domanda “quale sarà l’energia nel futura” richiede l’applicazione dei criteri di selezione a alle forme di produzione, trasporto e stoccaggio di energia.
I criteri:
· Disponibilità
C’è da distinguere:
Disponibilità di materie prime a costi ragionevoli.
Disponibilità dell’energia elettrica in corrispondenza al consumo. L’energia elettrica va divisa in energia di base, costante e energia variabile.
· Ecologia
Il concetto di ecologia oggi si concentra sulla riduzione o l’eliminazione dell’emissione di anidride carbonica. Le previsioni di evoluzione climatica basate su questo concetto sono sbagliate. Eppure questo concetto condiziona gli sviluppi per l’energia futura.

Il concetto dell’ecologia invece dovrebbe garantire a tutti gli uomini che vivono adesso o in futura la vivibilità del pianeta. Con questo concetto l’energia nel futuro segue vie diverse da quelle attuali.

L’ecologia include concetti di sicurezza contro incidenti e attacchi.

L’ecologia va imposta per legge, altrimenti…..
· Economicità
L’economicità va valutata senza le falsificazioni del mercato come il costo dei diritti di emissione dell’anidride carbonica e senza sovvenzioni.
Energia non concorrenziale non troverà acquirenti.

Petrolio
Disponibilità: La disponibilità della risorsa petrolio finirà. Tra circa 50 anni. Nei prossimi decenni occorre prepararsi a sostituirlo.
L’energia prodotta con derivati del petrolio:
Con motori diesel: Disponibilità istantanea, perfetta.
Con turbine a gas, la produzione si adegua al fabbisogno nel giro di minuti
In stazioni termoelettriche con turbine a vapore: Adeguamento nel giro di ore
Come carburante di automobili e aerei: L’unica che è disponibile e dà autonomia.
Ecologia Oggi gli idrocarburi derivati dal petrolio sono sotto accusa per un notevole contributo all’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera. I modelli che considerano l’attuale concentrazione troppo alta hanno portato a previsioni sbagliate. La riduzione delle emissioni di anidride carbonica imposta dal protocollo di Kyoto è inutile.
Il vero inquinamento da petrolio era causato dal contenuto di zolfo. Sorgente di anidride solforosa e di seguito di acido solforico nell’aria. Causa di piogge acide con conseguente morte di alberi. Problema risolto. Dal gasolio lo zolfo viene rimosso. E’ rimasto il problema della propulsione navale. Il carburante usato contiene il 3,5% di zolfo. Il futuro è anche per questi utilizzatori un idrocarburo senza zolfo. Questione di leggi.
L’attuale concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera va bene. La ricerca deve stabilire il limite. Un aumento porterebbe a vantaggi per le piante e per l’agricoltura.
Quando e se sarà troppa, occorre catturare l’anidride carbonica e riciclarla in impianti di fotosintesi che creano in maniera più o meno diretta nuovi idrocarburi, che restano il mezzo ideale per lo stoccaggio e il trasporto di energia.
Idrocarburi resteranno il carburante per le automobili. Quelle elettriche hanno un’autonomia insufficiente.
Nelle automobili sarà più difficile catturare l’anidride carbonica, ma forse non impossibile. Occorre mirare su automobili che ne producano di meno. 60 kW di potenza sono più che buoni. L’energia delle frenate va ricuperata. L’automobile è un mezzo di trasporto, non un giocattolo. Non dev’essere inutilmente grande o potente.
Per gli aerei il recupero dell’anidride carbonica risulta impossibile. Forse occorre limitare il traffico aereo. Durante l’eruzione del vulcano in Islanda si è visto che molti viaggi possono essere sostituiti da videoconferenze.
Economicità L’energia su base del petrolio è economica. Sopporta una tassazione elevatissima.
Carbone
Disponibilità: Si stima che le riserve di carbone durino, all’intensità di utilizzo attuale, più di mille anni. In altre parole: per il futuro prossimo c’è. Se finisce tra 1000 anni, questo non presenta un criterio per limitare l’utilizzo attuale.
Ecologia I depositi di carbone si sono formati tramite la fotosintesi nel giro di diecine o centinaia di milioni di anni dall’anidride carbonica nell’atmosfera. Se riportiamo questa quantità di anidride carbonica nell’atmosfera tramite la combustione delle riserve di carbonio, è meglio che conosciamo prima i meccanismi di eliminazione tramite fotosintesi e tramite solubilizzazione nel mare. E’ meglio che conosciamo in maniera attendibile l’effetto serra causato dall’anidride carbonica. Ed è meglio che conosciamo il valore ottimale della concentrazione nell’atmosfera.
Alla lunga forse il carbonio non va consumato in mille anni, ma sostituito da idrocarburi ottenuti con la fotosintesi dall’energia solare. Sarebbe una sostituzione di un’energia fossile con un’energia rinnovabile, senza però modificare i metodi di trasformazione in energia elettrica o altro.
Economicità Il carbone è economico. La concorrenzialità però è artificialmente modificata per il costo dei diritti di emissione di anidride carbonica.
Gas naturale
Disponibilità :Se si include il metano da idrato di metano dal fondo del mare, la disponibilità c’è per migliaia di anni.
Comodamente sfruttabile in tutti i metodi termici. Sfruttabile per la generazione di idrogeno che può produrre energia elettrica a rendimento altissimo.
Ecologia Produce anidride carbonica, ma meno del carbone e degli idrocarburi.
Quando l’anidride carbonica nell’atmosfera raggiungerà il limite ammissibile, si dovrà raccogliere l’anidride carbonica e usarla per la fotosintesi.
Economicità E’ un mezzo molto economica per il trasporto e la trasformazione dell’energia. Dato che è un gas, ci sono limiti di stoccaggio. Il costo attuale è dovuto più a speculazioni e tassazione che a costo di estrazione e trasporto.
Energia idroelettrica
Disponibilità Si adegua in maniera istantanea alle necessità di utilizzo. Quantitativamente lo sfruttamento è alla saturazione. Possibilità di aumento scarse.
Ecologia Non produce nessun tipo di inquinamento
Pericolosità: Qualcuno sostiene che sarebbe più pericolosa dell’energia nucleare. Ma questo fa parte della metodologia della lobby nucleare.
Le dighe si prestano a attacchi terroristici. Le conseguenze però non sarebbero mondiali e a lungo termine come sarebbero le conseguenza di attacchi terroristici a centrali nucleari.
Economicità Costa poco, ma non ce n’è abbastanza.
Biogas
Disponibilità Attualmente disponibile in quantità modeste. Idoneo per riscaldamento e per produzione di energia elettrica con turbine a gas con un adeguamento al consumo nel giro di ore
Può sfruttare risorse quantitativamente enormi come i rifiuti, la paglia, le foglie cadute degli alberi.
Ecologia Usa sostanze che altrimenti producono anidride carbonica per decomposizione. Non è inquinante e neutra per l’anidride carbonica.
Economicità Probabilmente concorrenziale anche senza sovvenzioni. Siamo in fase di avviamento con sovvenzioni.
Nucleare
Disponibilità Le centrali attuali sono basate sulla fissione dell’uranio 235. L’uranio con costi di estrazione ragionevoli finisce tra circa 60 anni.
Con reattori convertitori veloci si può arrivare a sfruttare la maggior parte dell’uranio 238, trasformandolo in plutonio. L’uranio 238 fa il 99,3% dell’uranio naturale. La disponibilità diventerebbe effettivamente illimitata. I reattori convertitori veloci in passato sono stati giudicati troppo pericolosi. Il Giappone ha fermato un prototipo di convertitore veloce 15 anni fa ma l’ha rimesso in funzione in maggio 2010.
Le centrali nucleari sulla base di fissione possono variare la potenza solo lentamente, dallo 1% al 3% al minuto e non devono scendere sotto il 30 % della potenza massima. Variazioni più veloci sono pericolose. Questi reattori sono idonei solo per l’energia di base, costante. Tradizionalmente la potenza di centrali nucleari non veniva variata affatto. Sviluppi recenti mirano a una variabilità più veloce.
La Francia ha troppa energia nucleare. La conseguenza è che svende l’energia elettrica quando la produzione supera il fabbisogno.
Reattori nucleari si possono costruire sulla base di torio 232, che viene trasformato in uranio 233. Il torio 232 sulla terra c’è circa quattro volte di più rispetto all’uranio. L’utilizzo sarebbe quasi totale. La disponibilità effettivamente infinita.
La fissione degl isotopi dell’idrogeno deuterio e trizio viene sviluppata da 50 anni. Finora nessun impianto ha prodotto più del 40% dell’energia necessaria per farlo funzionare. E’ meglio non contare sulla disponibilità.
Se funzionasse la disponibilità sarebbe infinita.
La fusione fredda non funziona.
Ecologia Le scorie altamente radioattive prodotte dai reattori nucleari attualmente, secondo la quantità di energia elettrica prodotta, sono 196 000 tonnellate. Calcolate con un “burn up” di 40 GWD/t (Giga Watt Day per tonnellata di Uranio metallico).
Le scorie possono essere usate da terroristi per la produzione di bombe sporche (esplosivo tradizionale che viene usato per disperdere le sostanze radioattive).
La quantità di scorie esistente può rendere la terra non più abitabile.
Dobbiamo essere sicuri che per circa 100 000 anni queste scorie non vadano in mano a malintenzionati.
Abbiamo il problema di stoccaggio delle scorie. (da una tesi di dottorato dell’università di Padova, di Marco Calviani, 2009). Fino a 1000 anni è prevedibile la tenuta di soluzioni ingegneristiche. Per dopo occorrono siti geologicamente sicuri. Il problema non è stato risolto.
Per almeno 100 000 anni dobbiamo essere sicuri che le scorie non vengano affondate nel mare. Il sospetto è che sia già successo.
I reattori di quarta generazione dovrebbero “trasmutare” le scorie a vita lunga cioè gli transuranici nettuno, plutonio, americio e curio in scorie con radioattività tipo beta, a vita molto più breve e ridurre il tempo di stoccaggio sicuro a solo qualche migliaio di anni. Ma è ancora incerto se i reattori di quarta generazione sono fattibili.
Reattori al torio producono scorie transuraniche in quantità estremamente minore. Il problema dello stoccaggio delle scorie sarebbe molto più modesto. Basta metterle via per qualche millennio. (e’ più facile scrivere una garanzia per mille anni che una garanzia per tre anni)
La sicurezza delle centrali nucleari è una questione di credibilità.
Negli anni sessanta i massimi esperti hanno sviluppato teorie della sicurezza dei reattori nucleari. Il risultato era che il primo incidente serio poteva succedere al più presto tra diecimila anni. I trent’anni successivi hanno dimostrato che queste teorie erano perfettamente sbagliate.
Gli “esperti” sono quelli che trovano quello che gli viene detto di trovare. Altrimenti vengono sostituiti.
I reattori di seconda generazione erano “assolutamente sicuri”. Eppure i livelli di sicurezza dei reattori di terza generazione è “ulteriormente aumentato”.
Reattori del tipo convertitori veloci, in passato fermati o proibiti per eccesso di pericolosità tornano in vita. Il mondo è diventato meno sensibile.
Economicità Reattori nucleari producono energia elettrica al prezzo più basso di tutti. Premesso che il problema di stoccaggio delle scorie non sia considerato e premesso che i danni causati da incidenti non siano coperti da assicurazioni.
Per il problema delle assicurazioni c’è un’uscita: Per i danni “stocastici”, cioè soprattutto i tumori, che nascono in tempi anche remoti dagli incidenti non è dimostrabile il nesso causale con incidenti nucleari nei singoli casi. Con questo criterio risulta che l’incidente di Cernobil ha causato 50 morti, nessun ferito, nessun ammalato (Franco Battaglia su “il giornale”, aprile 2010). Assicurare i danni diretti è possibile.
Eolico
Disponibilità Disponibile solo quando c’è vento. Occorrerebbe un sistema di stoccaggio dell’energia elettrica, ma non c’è. Anche per questo servirebbe un sistema di stoccaggio sulla base di idrogeno.
Il vento nel mare del nord è quasi affidabile, 8 metri al secondo. Nel mediterraneo è meglio non contarci. Con una velocità media di 4 metri al secondo non si produce un gran che di energia.
Ecologia Non produce nessun tipo di inquinamento. Quelli sulla terra ferma sembra che uccidono un numero elevato di uccelli, che non sanno scansare oggetti così veloci. Sotto contestazione da ambientalisti.
Economicità La concorrenzialità senza sovvenzioni e senza la penalizzazione delle emissioni di anidride carbonica per i concorrenti è da dimostrare. Gli impianti finora installati hanno problemi di resistenza alla fatica e di durata.
Il dimensionamento non è quello per le condizioni d’esercizio, ma quello di sopravivenza al vento più forte.
Solare con pannelli fotovoltaici
Disponibilità Anche questo avrebbe bisogno di un sistema di stoccaggio di energia elettrica su base di idrogeno.
Ecologia Senza problemi
Economicità Senza sovvenzioni e senza penalizzazione delle emissioni di anidride carbonica per i concorrenti da dimostrarsi.
Potrebbe essere usata per l’autonomia energetica di strutture piccole, tipo villette o quartieri. Occorre risolvere il problema dello stoccaggio di energia con idrogeno. Ci sarebbe un notevole risparmio di infrastrutture per la distribuzione dell’energia elettrica.
Solare termico:
Disponibilità In confronto con il fabbisogno umano di energia l’energia solare è disponibile in quantità infinita. Come aree i deserti del mondo potrebbero essere usate senza alcun problema. Lo stoccaggio dell’energia viene risolto con sali fusi. Funziona, ma è poco efficace. 1 Megajoule per chilogrammo.
Ecologia Senza problemi
Economicità Da dimostrare. L’organizzazione “Desertec” ci sta provando. Il problema è che è nato dalla convinzione che le emissioni di anidride carbonica siano comunque dannose. L’economicità basata sul costo dei diritti di emissione di anidride carbonica potrebbe essere incerta nel futuro.
Solare con fotosintesi:
Disponibilità Quella dell’energia solare. Sarà la sostituzione del petrolio. Ci sono 50 anni di tempo per creare le strutture necessarie.
Come superfici utilizzabili ci sono i deserti del mondo
Ecologia Permette di riciclare l’anidride carbonica, trasformandola da scarto indesiderato in materia prima importante.
Economicità Gli impianti saranno semplici.
In confronto con altri metodi di sfruttamento dell’energia solare risolve in maniera economica il problema di stoccaggio e trasporto dell’energia sulla base di idrocarburi o simili.
Con idrocarburi da fotosintesi automobili e aerei avranno un autonomia ragionevole anche dopo la fine del petrolio.
Idrogeno
L’idrogeno non è una fonte di energia primaria, ma è un mezzo efficace di trasporto e stoccaggio di energia. Può essere prodotto da energia solare tramite l’elettrolisi dell’acqua, o da reforming del metano, o con centrali nucleari, o da carbone. Può essere usato per la produzione di energia elettrica con “fuel cell”. Rendimento: intorno al 90%. Può essere usato in turbine a gas o motori a scoppio.
Una pipeline progettata per metano, se viene usata per idrogeno porta quattro volte più energia. L’idrogeno ha una contenuto energetico specifico superiore e una viscosità più bassa.

Elmar Pfletschinger

  1. Alex
    10 giugno 2010 alle 09:45

    “Petrolio
    Disponibilità: La disponibilità della risorsa petrolio finirà. Tra circa 50 anni. Nei prossimi decenni occorre prepararsi a sostituirlo.
    L’energia prodotta con derivati del petrolio:
    Con motori diesel: Disponibilità istantanea, perfetta.”
    Questa informazione non credo sia attendibile in quanto sono dell’idea che sia sotto l’Antartide,sia sotto differenti aree del pianeta,vi siano enormi giacimenti petroliferi
    La data quindi resta incerta.

  2. Artek
    10 giugno 2010 alle 10:04

    Si ma non estraibili. Anche la tundra russa ne è piena, ma la viscosità del petrolio durante l’estrazione è un grosso problema.
    Se per estrarre un barile ne servono 1 e mezzo di energia, la cosa si fà poco realizzabile.

  3. apuano70
    10 giugno 2010 alle 10:20

    OT: scusate ragazzi ma credo che Catania adesso esageri…. stanno davvero dando i numeri…. 74 con 5 AR….

    Poi magari hanno pienamente ragione ma se sono solo dei pore che nemmeno SOHO e SDO vedono che senso ha contarli e dargli valenza di spot…. a furia di pompare gli SN qualcosa prima o poi scoppia, proprio come un palloncino troppo gonfio…

    Bruno

  4. Omonimo
    10 giugno 2010 alle 10:31

    Si puo’ discutere se e’ il caso di contarle, ma anche SOHO le mostra, piccolissime ma le mostra, io pero’ comincio ad avere dubbi sulla risoluzione della immagine del SOHO messa on line, non e’ che e’ troppo piccola, spiegherebbe molte cose

    Alberto

  5. ice2020
    10 giugno 2010 alle 10:49

    Omonimo :

    Si puo’ discutere se e’ il caso di contarle, ma anche SOHO le mostra, piccolissime ma le mostra, io pero’ comincio ad avere dubbi sulla risoluzione della immagine del SOHO messa on line, non e’ che e’ troppo piccola, spiegherebbe molte cose

    Alberto

    questa è ‘immagine satelittare del gong alla setssa ora in cui catania ha fatto i conteggi:

    la cosa è semplicemente scandalosa, addirittura tra le 2 macchie del sud emisfero, nn solo ci sn specks-brufoletti che soo catania vede, ma le divide pure in 2 regioni diverse quando la regione semmai è una sola!

    Inizio a pensare seriamente che i tecnici d catania che fanno le rilevazioni nn siano tanto all’altezza di saper discernere nn solo cosa contare ma anche cn quale criterio!

    Dare un SN di 74 con un sole così e poi col sidc che gli andrà dietro, è davvero un dato falsificato!

    Andiamo avanti così!

  6. apuano70
    10 giugno 2010 alle 10:54

    Effettivamente 4 AR con pore o macchie si vedono, la quinta no, forse per la risoluzione troppo bassa…
    Comunque il mio discorso di prima era riferito al fatto che se il SIDC deve giustamente tenere in considerazione le osservazioni di Catania, la continuità col passato va a farsi benedire comunque, anche se vengono applicati coefficienti correttivi, perchè credo che sia quantomeno improbabile che 100/150 anni fa si potesse dare una simile lettura…
    Ripeto, il mio è solo un personale modo di vedere la cosa.

    Bruno

  7. apuano70
    10 giugno 2010 alle 10:54

    Dimenticavo il link!

    Bruno

  8. ice2020
    10 giugno 2010 alle 10:58

    apuano70 :

    Effettivamente 4 AR con pore o macchie si vedono, la quinta no, forse per la risoluzione troppo bassa…
    Comunque il mio discorso di prima era riferito al fatto che se il SIDC deve giustamente tenere in considerazione le osservazioni di Catania, la continuità col passato va a farsi benedire comunque, anche se vengono applicati coefficienti correttivi, perchè credo che sia quantomeno improbabile che 100/150 anni fa si potesse dare una simile lettura…
    Ripeto, il mio è solo un personale modo di vedere la cosa.

    Bruno

    Il tuo pensiero è sacrosanto, nn avremmo inventato il nia’s count altrimenti…

  9. EnzoDD
    10 giugno 2010 alle 12:02

    Chi se ne frega di un SN=74 quando il Solar Flux e’ di solo 72:-)… tanto lo abbiamo capito tutti che questo SSN e’ un parametro troppo arbitrario per essere serio. Io guarderei solo il Solar Flux o al limite mi fido di piu’ del vostro NIA’s count!

  10. 10 giugno 2010 alle 12:30

    Menomale che c’è il SF a dar giustizia a tutto..Fanno pena davvero questi conteggi falsati!

  11. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 12:59

    ottimo articolo, lo prresenterei anche come elemento di valutazione per un piano “politico”-energetico per il futuro. Come sempre un osservazione.
    Una cosa che forse manca in quest’analisi sono i costi e i tempi per realizzare un0impianto di produzione di energia in base alle diverse fonti. Ad esempio realizzare una centrale nucleare costa enormemente di pu in termini di denaro, tecnologie necessarie e tempi di realizzazione rispetto a una “centrale” eolica o solare.
    2 ulteriori concetti andrebbero sviluppati.
    1) La questione del picco energetico, nel senso che noi abbiamo bisogna di tanta energia per soddisfare dei picchi di domanda limitati nel tempo e legati soprattuto alla grande insustria. Una rete locale di solare ed eolico é in grado di soddisfare il consumo civile ( quello delle abitazioni o uffici) ma non riesce a fornire abbastanza energia ad un impianto siderurgico o chimico.
    Allora a livello politico bisognarebbe che fosse chiaro che non siamo noi ad avere bisogno di tutta questa energia ma é il sistema industriale. SOlo che lo paghiamo noi direttamente. Si potrebbe pensare a delle mini centrali dedicate alle zone idustirali che hanno un elevato fabbisogno di energia.
    Poi c’é la questione del trasporto noi abbiamo creato un sistema in cui ci sono grandi centrali che producono tanta energia e poi la distribuiscono su un territorio molto esteso. La conseguenza è che il trasporto dell’energia produce una perdita e una dispersione elevata. Insomma si produce 10 e se ne butta via 4. Sicuramente andrebbe ripensato questo meccanismo di produzione. Produrre meno ma in modo locale riducendo il trasporto diminuirebbe la necessità di avere grandi impianti. Per esperienza personale posso dire che con 20 mquadri di pannelli si produce quasi il doppio di quello che si consuma a livello domestico. Ciato che rimane il problema della notte delle nuvole e di conseguenza dellos toccaggio, ma per il giorno soleggiato il problema é risolto con costi molto bassi.
    2) Bisogna evidentemente ripensare tutto il sistema di produzione basta con gradi impiani a ciclo unico, e incominciare con una rete di piccoli impianti a ciclo combinato ( solare+eolico+gas+(bio)carburanti). In modo che uno possa sopperire alle carenze dell’altro. Riduzione del traspoto dell’energia, riduzione dei consumi, non é cosi difficile. Il problema sono sempre gli interessi economici che ci sono dietro….

  12. adri 63
    10 giugno 2010 alle 13:26

    Giovanni :
    ottimo articolo, lo prresenterei anche come elemento di valutazione per un piano “politico”-energetico per il futuro. Come sempre un osservazione.
    Una cosa che forse manca in quest’analisi sono i costi e i tempi per realizzare un0impianto di produzione di energia in base alle diverse fonti. Ad esempio realizzare una centrale nucleare costa enormemente di pu in termini di denaro, tecnologie necessarie e tempi di realizzazione rispetto a una “centrale” eolica o solare.
    2 ulteriori concetti andrebbero sviluppati.
    1) La questione del picco energetico, nel senso che noi abbiamo bisogna di tanta energia per soddisfare dei picchi di domanda limitati nel tempo e legati soprattuto alla grande insustria. Una rete locale di solare ed eolico é in grado di soddisfare il consumo civile ( quello delle abitazioni o uffici) ma non riesce a fornire abbastanza energia ad un impianto siderurgico o chimico.
    Allora a livello politico bisognarebbe che fosse chiaro che non siamo noi ad avere bisogno di tutta questa energia ma é il sistema industriale. SOlo che lo paghiamo noi direttamente. Si potrebbe pensare a delle mini centrali dedicate alle zone idustirali che hanno un elevato fabbisogno di energia.
    Poi c’é la questione del trasporto noi abbiamo creato un sistema in cui ci sono grandi centrali che producono tanta energia e poi la distribuiscono su un territorio molto esteso. La conseguenza è che il trasporto dell’energia produce una perdita e una dispersione elevata. Insomma si produce 10 e se ne butta via 4. Sicuramente andrebbe ripensato questo meccanismo di produzione. Produrre meno ma in modo locale riducendo il trasporto diminuirebbe la necessità di avere grandi impianti. Per esperienza personale posso dire che con 20 mquadri di pannelli si produce quasi il doppio di quello che si consuma a livello domestico. Ciato che rimane il problema della notte delle nuvole e di conseguenza dellos toccaggio, ma per il giorno soleggiato il problema é risolto con costi molto bassi.
    2) Bisogna evidentemente ripensare tutto il sistema di produzione basta con gradi impiani a ciclo unico, e incominciare con una rete di piccoli impianti a ciclo combinato ( solare+eolico+gas+(bio)carburanti). In modo che uno possa sopperire alle carenze dell’altro. Riduzione del traspoto dell’energia, riduzione dei consumi, non é cosi difficile. Il problema sono sempre gli interessi economici che ci sono dietro….

    mi spiace contraddirti ma nelle linee elettriche ad alta tensione si hanno rendimenti elevatissimi su 10 prodotto si perde 0,1. x il fotovoltaico ho già spigato una volta, che conta è l’energia consumata non la potenza che si produce con 20mq si hanno 2kw di potenza che moltiplicati per le ore danno l’energia consumata quindi bisogna guardare ciò che ciascuna in casa propria consuma in termini di energia ciao

  13. adri 63
    10 giugno 2010 alle 13:28

    adri 63 :

    Giovanni :
    ottimo articolo, lo prresenterei anche come elemento di valutazione per un piano “politico”-energetico per il futuro. Come sempre un osservazione.
    Una cosa che forse manca in quest’analisi sono i costi e i tempi per realizzare un0impianto di produzione di energia in base alle diverse fonti. Ad esempio realizzare una centrale nucleare costa enormemente di pu in termini di denaro, tecnologie necessarie e tempi di realizzazione rispetto a una “centrale” eolica o solare.
    2 ulteriori concetti andrebbero sviluppati.
    1) La questione del picco energetico, nel senso che noi abbiamo bisogna di tanta energia per soddisfare dei picchi di domanda limitati nel tempo e legati soprattuto alla grande insustria. Una rete locale di solare ed eolico é in grado di soddisfare il consumo civile ( quello delle abitazioni o uffici) ma non riesce a fornire abbastanza energia ad un impianto siderurgico o chimico.
    Allora a livello politico bisognarebbe che fosse chiaro che non siamo noi ad avere bisogno di tutta questa energia ma é il sistema industriale. SOlo che lo paghiamo noi direttamente. Si potrebbe pensare a delle mini centrali dedicate alle zone idustirali che hanno un elevato fabbisogno di energia.
    Poi c’é la questione del trasporto noi abbiamo creato un sistema in cui ci sono grandi centrali che producono tanta energia e poi la distribuiscono su un territorio molto esteso. La conseguenza è che il trasporto dell’energia produce una perdita e una dispersione elevata. Insomma si produce 10 e se ne butta via 4. Sicuramente andrebbe ripensato questo meccanismo di produzione. Produrre meno ma in modo locale riducendo il trasporto diminuirebbe la necessità di avere grandi impianti. Per esperienza personale posso dire che con 20 mquadri di pannelli si produce quasi il doppio di quello che si consuma a livello domestico. Ciato che rimane il problema della notte delle nuvole e di conseguenza dellos toccaggio, ma per il giorno soleggiato il problema é risolto con costi molto bassi.
    2) Bisogna evidentemente ripensare tutto il sistema di produzione basta con gradi impiani a ciclo unico, e incominciare con una rete di piccoli impianti a ciclo combinato ( solare+eolico+gas+(bio)carburanti). In modo che uno possa sopperire alle carenze dell’altro. Riduzione del traspoto dell’energia, riduzione dei consumi, non é cosi difficile. Il problema sono sempre gli interessi economici che ci sono dietro….

    mi spiace contraddirti ma nelle linee elettriche ad alta tensione si hanno rendimenti elevatissimi su 10 prodotto si perde 0,1. x il fotovoltaico ho già spigato una volta, che conta è l’energia consumata non la potenza che si produce con 20mq si hanno 2kw di potenza che moltiplicati per le ore danno l’energia consumata quindi bisogna guardare ciò che ciascuna in casa propria consuma in termini di energia ciao

    scusa 2kw x le ore danno l’energia prodotta

  14. 10 giugno 2010 alle 13:35

    Trovo questi articoli di Elmar veramente notevoli per darci una idea consistente del problematico futuro energetico.

  15. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 13:43

    A me invece non dispiace contraddire te….

    La rete italiana, ha disperso -secondo TERNA- circa il 6,2% dell’energia elettrica richiesta nel 2007 e il 6% nel 2008[2] Secondo la IEA (dati 2007), tale valore è invece del 6.35%, contro il 5.6-5.7 di Germania, Spagna, Austria, il 4.9 del Belgio, il 7.4 della Francia, il 12,6% della Polonia ed il 19% dell’Estonia. In media nell’Europa a 27 (compresi quindi i paesi ex-sovietici) la dispersione è di circa 6.7%.[3]

  16. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 13:44

    le tue fonti?

  17. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 13:45

    il fotovoltaico ho già spigato una volta, che conta è l’energia consumata non la potenza che si produce con 20mq si hanno 2kw di potenza che moltiplicati per le ore danno l’energia consumata quindi bisogna guardare ciò che ciascuna in casa propria consuma in termini di energia ciao

    certo che dipende da quanto uno consuma, se in casa vuoi l’impianto di illuminazione di uno stadio forse ti conviene comprare una centrale nucleare portatile….

  18. Michele
    10 giugno 2010 alle 14:13

    Chi mi sblocca un post nella sezione Vulcani&Terremoti ?
    grazie

  19. 10 giugno 2010 alle 14:29

    Michele :

    Chi mi sblocca un post nella sezione Vulcani&Terremoti ?
    grazie

    😉

  20. 10 giugno 2010 alle 14:30

    x Simon
    Ho messo in bozze un articolo un po’ fuori dai miei soliti argomenti…
    Vedi tu se va bene

  21. adri 63
    10 giugno 2010 alle 15:34

    Giovanni :
    le tue fonti?

    questi dati non li conosco. i miei sono molto semplici impedenza della linea x la corrente calcoli la caduta di tensione. v in entrata – caduta di tensione hai la v in uscita . p in entrata – p in uscita hai le perdite fai un calcolo ipotetico su una linea a 380kv e vedi la percentuale

  22. 10 giugno 2010 alle 15:42

    L’antartico continua a volare su un’estensione da record, facendo due calcoli la banchisa antartica è nettamente sopramedia soprattutto sul lato Atlantico, infatti ha già inglobato la Oracadi australi e il sud delle Sandwich e si trova solo a circa 800/900 Km da capo Horn.

  23. PlayingHaarp
    10 giugno 2010 alle 15:42

    Pessimo articolo, propaganda a favore delle elite monopoliste di energia, che tende a far credere all’uomo che ci sia bisogno di sfruttare risorse limitate per creare energia, quando tutto l’etere ne è pieno ed esistono già dispositivi free energy brevettati, tenuti ben nascosti per non rompere lo status quo. L’energia è ovunque, basta la giusta tecnologia per attingerla; ma evidentemente la free energy non sarebbe un grande affare per le corporations. Chi ha scritto l’articolo non sa neanche cos’è l’energia. Non parla di nessuna delle ultime tecnologie per le quali l’energia non sarebbe certo un problema. Purtroppo non è il buon senso a dominare la società, ma i profitti ed il controllo dei popoli, attraverso il monopolio di tutti i beni necessari.

  24. adri 63
    10 giugno 2010 alle 15:47

    Giovanni :
    il fotovoltaico ho già spigato una volta, che conta è l’energia consumata non la potenza che si produce con 20mq si hanno 2kw di potenza che moltiplicati per le ore danno l’energia consumata quindi bisogna guardare ciò che ciascuna in casa propria consuma in termini di energia ciao
    certo che dipende da quanto uno consuma, se in casa vuoi l’impianto di illuminazione di uno stadio forse ti conviene comprare una centrale nucleare portatile….

    una famiglia normale consuma circa 20kwh al giorno (senza luci da stadio) con i tuoi pannelli non mi sembra che stai producendo il doppio del cosumo di una famiglia tipo forse se tu che stai consumando meno delle famiglie normali ciao

  25. 10 giugno 2010 alle 15:57

    adri 63 :

    Giovanni :
    il fotovoltaico ho già spigato una volta, che conta è l’energia consumata non la potenza che si produce con 20mq si hanno 2kw di potenza che moltiplicati per le ore danno l’energia consumata quindi bisogna guardare ciò che ciascuna in casa propria consuma in termini di energia ciao
    certo che dipende da quanto uno consuma, se in casa vuoi l’impianto di illuminazione di uno stadio forse ti conviene comprare una centrale nucleare portatile….

    una famiglia normale consuma circa 20kwh al giorno (senza luci da stadio) con i tuoi pannelli non mi sembra che stai producendo il doppio del cosumo di una famiglia tipo forse se tu che stai consumando meno delle famiglie normali ciao

    mmmm 20kwh sono un po’ tantini. Qui nei picchi d’estate con l’Ac non si superano i 10kwh giorno.

  26. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 16:08

    nel commento di prima mi è scappato uno zero! 100 e non 10 capisco xché adri si fosse stupito, ho sballato di un fattore 10

    stasera calcolo bene i metri quadrati di pannelli e la potenza giornaliera e vi faccio sapere.

    Comunque il post ed il commento mi sembravano incentrati su un discorso piu generale sulle fonti di energia…..
    ciao

  27. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 16:09

    PlayingHaarp :Pessimo articolo, propaganda a favore delle elite monopoliste di energia, che tende a far credere all’uomo che ci sia bisogno di sfruttare risorse limitate per creare energia, quando tutto l’etere ne è pieno ed esistono già dispositivi free energy brevettati, tenuti ben nascosti per non rompere lo status quo. L’energia è ovunque, basta la giusta tecnologia per attingerla; ma evidentemente la free energy non sarebbe un grande affare per le corporations. Chi ha scritto l’articolo non sa neanche cos’è l’energia. Non parla di nessuna delle ultime tecnologie per le quali l’energia non sarebbe certo un problema. Purtroppo non è il buon senso a dominare la società, ma i profitti ed il controllo dei popoli, attraverso il monopolio di tutti i beni necessari.

    Potresti essere piu chiaro?

  28. 10 giugno 2010 alle 16:09

    PlayingHaarp :
    Pessimo articolo, propaganda a favore delle elite monopoliste di energia, che tende a far credere all’uomo che ci sia bisogno di sfruttare risorse limitate per creare energia, quando tutto l’etere ne è pieno ed esistono già dispositivi free energy brevettati, tenuti ben nascosti per non rompere lo status quo. L’energia è ovunque, basta la giusta tecnologia per attingerla; ma evidentemente la free energy non sarebbe un grande affare per le corporations. Chi ha scritto l’articolo non sa neanche cos’è l’energia. Non parla di nessuna delle ultime tecnologie per le quali l’energia non sarebbe certo un problema. Purtroppo non è il buon senso a dominare la società, ma i profitti ed il controllo dei popoli, attraverso il monopolio di tutti i beni necessari.

    confesso la mia ignoranza. Non so cosa sia l’etere. Non so cosa sia free energy. Non so cosa siano le ultime tecnologie.Non so nemmeno cosa siano le elite monopoliste dell’energia. Non conosco nemmeno i monopoli dell’energia. Che cosa sia l’energia credo di averlo imparato a scuola, all’università, nella vita professionale. So anche che non faccio propaganda per nessuno.

  29. Artek
    10 giugno 2010 alle 16:21

    Forse parla di motori magnetici, di Bedini, zero point energy, roba simile.

  30. 10 giugno 2010 alle 16:33

    Ho l´impressione che non sappia neanche lui di cosa parla… se Playnghaarp hai qualche link, possibilmente serio, a cui attingere sulle cose che hai detto, invece di sparare alla cieca, faresti una cosa gradita a molti.

  31. Nitopi
    10 giugno 2010 alle 16:38

    Ciao Elmar..
    Vedo che ti sei buttato sull’uso dell’idrogeno come “riserva tampone” per le fonti alternative discontinue.

    Mi pare pero’ che ultimamente le esperienze che vengono fatte in Germania vadano piu’ sull’uso elastico della rete di distribuzione dell’energia.
    Chiaramente se passo da una rete con pochi punti di generazione ed un utilizzo distribuito ad una che prevede anche la generazione distribuita dovro’ lavorare in modo molto diverso:
    Due concetti che ora non sono sfruttati :
    1) Flessibilità della distribuzione : Es. se a Genova non ho vento… magari a Catania ne hanno per tutte e due le citta’…

    2) Flessibilità dell’utilizzo : se oggi produco poca energia perche’ soffia un’arietta leggera, i contatori automaticamente limiteranno l’erogazione agli utenti, che si adegueranno (La lavatrice ti dirà ” amico, oggi lavo, ma solo con l’acqua fredda 8) ”

    Ciao
    Luca

  32. Nitopi
    10 giugno 2010 alle 16:40

    adri 63 :

    Giovanni :
    il fotovoltaico ho già spigato una volta, che conta è l’energia consumata non la potenza che si produce con 20mq si hanno 2kw di potenza che moltiplicati per le ore danno l’energia consumata quindi bisogna guardare ciò che ciascuna in casa propria consuma in termini di energia ciao
    certo che dipende da quanto uno consuma, se in casa vuoi l’impianto di illuminazione di uno stadio forse ti conviene comprare una centrale nucleare portatile….

    una famiglia normale consuma circa 20kwh al giorno (senza luci da stadio) con i tuoi pannelli non mi sembra che stai producendo il doppio del cosumo di una famiglia tipo forse se tu che stai consumando meno delle famiglie normali ciao

    Dalle ultime bollette enel io mi attesto tra i 4 ed i 5…

    Ciao
    Luca

  33. Nitopi
    10 giugno 2010 alle 16:46

    Nota per il fotovoltaico…
    Chi ha detto che non inquina??? Le celle non le trovo mica nelle cave di sabbia 8)
    (fin que scherzo… 8) )

    Pero’ occorre tener presente che, applicato seriamente, il fotovoltaico ombreggia aree che potrebbero essere usate per altre cose (leggi : coltivar grano e patate..) . Ne vedo solo un uso limitato sui tetti… e quindi nei condomini solo pochissimi potrebbero avere i 10-15 mq sufficienti alle proprie necessità….

    Ciao
    Luca

  34. Artek
    10 giugno 2010 alle 16:54

    Comunque sia, ci sono stati, come la Spagna, che han giustamente investito tantissimo su eolico e fotovoltaico.
    Lasciate stare la crisi.
    Ad esempio, nel paesino in cui vivevo ,”Olmedo”, eravamo elettricamente autosufficenti!
    Infatti la bolletta era bassissima, nonostante usassi addirittura i fornelli elettrici per far da mangiare!!!!!!!! roba da 1.5kw l’uno!
    Naturalmente durante la notte (con utilizzo elettrico civile ridottissimo), l’energia elettrica arrivava dalla fornitura nazionale ed in parte da quella eolica.

    Il mio paesuccio, aveva infatti adibito un area fuori dal centro a pannelli fotovoltaici, ed aveva allestito un paio di collinette ad eolico.

    Per uso civile, eolico + fotovoltaico sono ottimi.

  35. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 17:09

    Quoto e condivido tutti gli ultimi interventi di Nitopi e artek. Mi sembra che centrino il problema e le soluzioni, diciamo che mi sembrauna buona analisi critica. Mi aggiungo a loro

  36. Artek
    10 giugno 2010 alle 17:33

    Personalmente mi auguro, che i piani per il futuro consumo energetico, prevedano una diminuzione dalla dipendenza di combustibili fossili.
    Primo perchè avremo più tempo per cercare fonti alternative.
    Secondo per la qualità dell’aria che respiriamo.

    Come utopia, mi piacerebbe un mondo, dove l’uso energetico civile fosse sopperito al 100% da eolico+fotovoltaico durante il giorno, e da un 20-30% da eloico durante le fasi notturne.

    Per l’energia ad utilizzo industriale, io opterei, attualmente, a vavore di centrali nucleari. L’energia in surplus durante la notte, potrebbe essere immagazzinata in celle di idrogeno o in bacini montani come avviene adesso.

    Se solo le batterie al gel costassero meno…..

  37. Albert010
    10 giugno 2010 alle 17:34

    Petrolio?

    Ma quale crisi?

    Basta farsi un tuffo nel Golfo del Mexico, e ne trovate gratis quanto ne volete!

  38. indopama
    10 giugno 2010 alle 17:51

    bell’articolo Elmar, bravo e realistico.

    fotovoltaico ed eolico vanno bene finche’ rimangono su di un libro, le fonti di energia classiche rimangono quelle buone, nel frattempo si deve cercare qualcosa di nuovo fuori da tutti gli schemi esistenti, cosa che forse e’ gia’ stata fatta e che pero’ non viene ancora divulgata. vedremo, l’importante e’ vederla non in modo tragico, come mi sembra stai cercando di mostrarlo tu.

  39. Giovanni
    10 giugno 2010 alle 17:57

    Mi viene in mente ora che nell’elenco manca una fonte rinnovabile fondamentale il GEOTERMICO. Questa insieme al solare sarà un’altra fonte di energia del futoro. Chiaramente in Italia siamo fermi al Lardarello, pro all’estero si sta sviluppando notevolmente soprattutto in ambito di riscadamento e raffreddamento di ambienti di abitazione e lavoro. Poi ci sono progetti piu grandi per pescare in profondità e ottenere maggior calore per attivare impianti di produzione enrgetica. Esempio migliore europeo, la Svizzera seguita a ruota dalal Germania e dai paesi scandinavi ( se non erro…).

    GEOTERMICO da inseerire nella lista!

  40. indopama
    10 giugno 2010 alle 18:00

    ogni tanto vedo qualcuno che parla di denaro.
    e’ il classico sbaglio dei giorni nostri, l’energia non si produce col denaro, l’energia si produce solo con altra energia e se questo si traduce in surples allora andiamo avanti, altrimenti ci fermiamo tutti, indipendentemente da quanto denaro ci sia sul pianeta.

    fotovoltaico ed eolico non hanno un bilancio energetico positivo e badate bene che nel bilancio energetico va incluso non solo l’energia spesa per la costruzione e manutenzione ma anche quella per lo stoccaggio e la sua manutenzione, tallone di achille in questi due sistemi.
    sono inoltre scarsamente sicuri poiche’ molto esposti a tutti gli eventi. idem per il solare a concentrazione.

  41. indopama
    10 giugno 2010 alle 18:03

    il geotermico ciuccia tanta di quell’acqua da far paura. 🙂

  42. Fabio-Nintendo
    10 giugno 2010 alle 18:24

    eccomi di ritorno finalmente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    raga, torno solo adesso dopo una 2 giorni d’esami da paura, dovevo liberarmi ieri sera, invece sono dovuto tornare a dare l’orale stamattina.

    adesso mi rimetto in pari con il NIA’s Sunspot Number

  43. Mistral-101
    10 giugno 2010 alle 18:35

    sand-rio :
    Ho l´impressione che non sappia neanche lui di cosa parla… se Playnghaarp hai qualche link, possibilmente serio, a cui attingere sulle cose che hai detto, invece di sparare alla cieca, faresti una cosa gradita a molti.

    Penso che PlayingHaarp si riferisca a Tesla e alla sua ipotetica fonte di energia inesauribile che andava captata con un’apposita macchina/antenna.

  44. 10 giugno 2010 alle 18:46

    Mistral-101 :

    sand-rio :
    Ho l´impressione che non sappia neanche lui di cosa parla… se Playnghaarp hai qualche link, possibilmente serio, a cui attingere sulle cose che hai detto, invece di sparare alla cieca, faresti una cosa gradita a molti.

    Penso che PlayingHaarp si riferisca a Tesla e alla sua ipotetica fonte di energia inesauribile che andava captata con un’apposita macchina/antenna.

    Appunto ipotetica cosí come ipotetico é il moto perpetuo.
    Certo é stato brevettato il motore magnetico di Perendev, per esempio, ma di brevetti simili é piena la storia, poi occorre vedere la fattibilitá concreta.

  45. Fabio-Nintendo
    10 giugno 2010 alle 19:20

    ecco che la pagina del NIA’s SN è di nuovo funzionante e aggiornata

    https://daltonsminima.wordpress.com/nias-sunspot-number/

  46. Artek
    10 giugno 2010 alle 22:05

    indopama :
    bell’articolo Elmar, bravo e realistico.
    fotovoltaico ed eolico vanno bene finche’ rimangono su di un libro, le fonti di energia classiche rimangono quelle buone, nel frattempo si deve cercare qualcosa di nuovo fuori da tutti gli schemi esistenti, cosa che forse e’ gia’ stata fatta e che pero’ non viene ancora divulgata. vedremo, l’importante e’ vederla non in modo tragico, come mi sembra stai cercando di mostrarlo tu.

    l’Eolico è molto vantaggioso. Ha un ottimo rapporto prezzo/kwh
    Anche il fotovoltaico lo sarebbe, visto la povertà dei materiali di cui è composto, ma fino a che il 98% di questa tecnologia è in mano a multinazionali petrolifere……

    Comunque sia, gradirei non far morire i miei figli intossicati.
    Preferirei avere qualche comodità in meno ed una aria migliore.

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