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Perchè la NASA segue da vicino l’irradianza solare

14 giugno 2010

Per più di 2 secoli, gli studiosi si sono chiesti quanto calore e luce il Sole emetta, e se questa energia vari abbastanza da modificare il clima della Terra. In assenza di un buon metodo per misurare l’ouput solare, il dibattito scientifico è stato spesso appesantito da speculazioni.

Dal 1976, tutto ciò iniziò a cambiare in quanto Jack Eddy, un astronomo solare di Boulder, Colorado, esaminò registrazioni storiche di macchie solari e pubblicò un articolo originale che mostrava come alcune variazioni su scala secolare dell’attività solare siano collegate a grandi cambiamenti climatici. Eddy contribuì a mostrare che un lungo periodo di calma dell’attività solare nel corso del 17° secolo –chiamato il Minimo di Maunder – fosse verosimilmente collegato ad un periodo freddo di durata pluridecennale sulla Terra, chiamato “Little Ice Age.” (la Piccola Era Glaciale)

(Le macchie (Sunspots) sono aree più scure della superficie solare le quali presentano una irradianza minore rispetto ad altre aree. Un groso gruppo di macchie nel 2003, osservato tramite il radiometro Total Irradiance Monitor (TIM), comportò una diminuzione di irradianza pari allo 0.34 percento.)

Due anni dopo Eddy pubblicò il suo articolo, la NASA lanciò il primo di una serie di strumenti satellitari chiamati radiometri, i quali misurano l’ammontare di luce solare incidente la sommità dell’atmosfera terrestre, o “total solar irradiance” (TSI). I radiometri hanno fornito dettagli fino ad allora mai raggiunti su come l’irradianza è variata nei decenni da allora. Tali misure hanno consentito di validare ed estendere le scoperte di Eddy. Ed hanno anche condotto ad una serie di altre scoperte, e quesiti, sul Sole.

Senza radiometri, gli scienziati probabilmente si domanderebbero ancora quanta energia il Sole emetta e se varia con il suo ciclo undecennale. Essi non saprebbero granchè della “gara” tra macchie scure (sunspot) e “bright spots”, chiamati “faculae” che producono le variazioni di irradianza.

Ed avrebbero poche possibilità di rispondere ad una domanda che continua a sconcertare gli studiosi solari oggi: l’irradianza solare complessiva è cambiata progressivamente nel corso dei 3 cicli passati, o le variazioni sono limitate ad un singolo ciclo ?

La risposta ha importanti implicazioni per la comprensione del cambiamento climatico, poichè alcuni studiosi hanno suggerito che la tendenza dell’irradianza spiega una significativa porzione del riscaldamento globale (Global Warming).

Il prossimo radiometro spaziale, il cui lancio è previsto per novembre a bordo del satellite NASA Glory, dovrebbe aiutare a fare chiarezza sul ruolo del Sole nel cambiamento climatico.

Un Sole variabile

E’ ben noto oggi che l’irradianza solare fluttua costantemente in relazione alle macchie, che divengono più e meno abbondanti ogni 11 anni, in seguito ai turbolenti campi magnetici che attraversano l’interno del Sole ed eruttano dalla sua superficie.

 (Sebbene le macchie causino un decremento dell’irradianza, esse sono accompagnate da aree bianche brillanti chiamate “faculae” che provocano un incremento complessivo dell’irradianza solare. )

Ma recentemente, negli anni 70, gli scienziati assunsero che l’irradianza solare fosse invariante; l’ammontare di energia che il Sole emette fu persino chiamata la “costante solare”.

Furono i dati provenienti dai radiometri a bordo del Nimbus 7, lanciato nel 1978, e la Solar Maximum Mission, lanciata due anni più tardi, che suonarono le campane a morto per la costante solare. Poco dopo i lanci, gli strumenti a bordo di entrambi i satelliti mostrarono che l’irradianza solare cambiava in modo significativo mentre i gruppi di macchie solari ruotavano attorno alla superficie solare. L’irradianza calava, ad esempio, quando gruppi di macchie sono rivolti verso la Terra. E cresceva nuovamente quando le macchie ruotano verso la faccia non visibile del Sole.

Allo stesso modo, nel 2003, un radiometro a bordo del satellite SORCE (NASA’s Solar Radiation and Climate Experiment) osservò vasti gruppi di macchie che causavano un calo dell’irradianza pari allo 0,34%, il più rilevante calo di breve periodo mai osservato fino ad allora.

“Quando si guarda a scale temporali più lunghe, è il contrario”, disse Lean, uno scienziato solare del U.S. Naval Research Laboratory in Washington, D.C., e membro del Glory’s science team. “Complessivamente, l’irradianza effettivamente cresce quando il sole è più attivo, sebbene le macchie siano più presenti.”

Come può l’aumento del numero di macchie, scure e fredde, produrre un incremento dell’irradianza ? “Non aveva molto senso, finche non fummo in grado di mostrare che le macchie sono solo la metà della faccenda”, disse Lean.

Le misure effettuate durante gli anni 80 e 90 diedero agli scienziati l’evidenza di cui avevano bisogno per provare che l’irradianza è effettivamente un bilancio tra le macchie, più scure, e le faculae, più brillanti, (faculae in latino significa “fiaccole brillanti”.

Quando l’attività solare si incrementa, così come accade ogni 11 anni circa, sia macchie che faculae divengono più numerose. Ma durante il picco (massimo) di un ciclo, le faculae rendono il Sole più brillante di quanto le macchie tendano a renderlo più scuro.

Complessivamente, i radiometri mostano come l’irradianza solare cambi di circa lo 0,1% quando il numero di macchie varia da circa 20 o meno per anno durante periodi di bassa attività (minimo solare) a 100-150 durante i periodi di elevata attività (massimo solare).

“Può sembrare una variazioni modesta, ma è essenziale che comprendiamo anche queste piccole variazioni se vogliamo capire se l’emissione solare stia crescendo o decrescendo ed influenzando il clima” dice Greg Kopp, capo ricercatore del Glory e scianziato del Laboratory for Atmospheric and Space Physics della University of Colorado in Boulder.

Sebbene molti studiosi ritengano che una variazioni pari allo 0,1% sia troppo modesta per spiegare tutto il recente riscaldamento, non è imposibile che andamenti di lungo periodo, che si sviluppano su centinaia o migliaia di anni, potrebbero causare più intensi cambiamenti che potrebbero avere profondi impatti sul clima.

Ricerca di una linea di tendenza

Un totale di 10 radiometri ha montorato il Sole dall’epoca del Nimbus 7, e mettendo insieme tutte le misure in un unico flusso dati, gli studiosi hanno cercato di identificare se l’irradianza solare sia aumentata o diminuita negli ultimi tre cicli solari.

Comunque, mettere insieme i risultati provenienti da diversi strumenti si è rivelato complicato poichè molti dei radiometri registrano misure assolute lievemente differenti. E le aree di sovrapposizione tra strumenti nelle registrazioni di lungo termine non sono così robuste come gli scienziati vorrebbero. 

Come risultato, le domande su come l’irradianza solare sia cambiata rimangono. Richard Willson, ricercatore capo del NASA’s Active Cavity Radiometer Irradiance Monitor (ACRIM), descrisse in un articolo del 2003 che la brillantezza del sole stesse crescendo dello 0.05% per decennio.

Successive valutazioni degli stessi dati sono pervenute ad una diversa conclusione. Altri gruppi di studiosi hanno mostrato che l’apparente tendenza alla crescita è effettivamente un artefatto dei radiometri e come essi degradino nella loro orbita.. Complicando ulteriormente la faccenda, uno strumento a bordo del NASA’s Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) misurò i livelli di irradianza solare durante un minimo solare nel 2008, che erano effettivamente inferiori rispetto a quelli del precedente minimo.

Quali misure sono corrette? Il Sole è divenuto leggermente più brillante o più scuro durante gli ultimi cicli solari ? Le risposte a tali domande restano controverse, ma il radiometro a bordo del Glory, chiamato Total Irradiance Monitor (TIM), è pronto a fornire risposte. Il Glory TIM sarà più accurato e stabile dei precedenti strumenti grazie ad innovazioni ottiche ed elettriche. E ciascun componente è stato sottoposto ad un rigoroso regime di calibrazioni presso una nuova struttura della University of Colorado.

“E’ un periodo molto eccitante per studiare il Sole” dice Lean. “Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo e siamo sul punto di rispondere ad alcune domande molto importanti.”

http://www.nasa.gov/topics/solarsystem/features/sun-brightness.html

FABIO 2

  1. 14 giugno 2010 alle 08:48

    Ottimo articolo. Questo dimostra come ancora sappiamo poco, sull’ energia che ogni giorno raggiunge il nostro pianeta. La prima cosa che si riesce a capire é che la costante solare é variabile.
    Inoltre credo che sia molto difficile avere una precisione assoluta in quanto é determinata da quello che avviene sulla superficie della nostra stella, che ruota sul proprio asse, il moto della terra attorno al sole complica ulteriormente le cose, i satelliti ci possono aiutare ma anche loro hanno una loro orbita e la cosa si complica ancora. Sapere con precisione quanta energia riceve il nostro pianeta é una cosa di fondamentale importanza … e ancora questo valore non é ancora conosciuto con precisione.

    P.S. ho cancellato un blocco di testo ripetuto dall’ articolo.

  2. Ruggero
    14 giugno 2010 alle 09:32

    E meno male che quando quasi due anni fa avevo scritto di aver avuto l’impressione che la luminosità solare fosse diminuita del 30% circa, rispetto al 2000, sono stato caricato di miserie…
    Se ben ricordo mi era anche stato suggerito di andare da un oculista e perfino da uno psichiatra.
    E pensare che sono finito su questo sito proprio per aver notato la diminuita luminosità solare…
    Forse in questo senso sono l’unico e ciò ovviamente mi lascia comunque un po’ perplesso.

    ciao, ruggero.

  3. 14 giugno 2010 alle 09:40

    Ruggero :

    E meno male che quando quasi due anni fa avevo scritto di aver avuto l’impressione che la luminosità solare fosse diminuita del 30% circa, rispetto al 2000, sono stato caricato di miserie…
    Se ben ricordo mi era anche stato suggerito di andare da un oculista e perfino da uno psichiatra.
    E pensare che sono finito su questo sito proprio per aver notato la diminuita luminosità solare…
    Forse in questo senso sono l’unico e ciò ovviamente mi lascia comunque un po’ perplesso.

    ciao, ruggero.

    30% é un bel pò in pratica da glaciazione globale istantanea🙂.

    Lo 0,3% invece anche se sembra pochissimo dopo alcuni anni potrebbe dare variazioni climatiche significative.

  4. Ruggero
    14 giugno 2010 alle 10:00

    Pardon…
    Ho letto male.
    Comunque resto dell’idea che la variazione di luminosità sia percettibile e sicuramente superiore allo 0,34% dato che mi sembra un po’ troppo ottimisticamente rassicurante e politicamente corretto.
    Chiedo venia…

    ciao, ruggero

  5. Giovanni
    14 giugno 2010 alle 10:08

    Ottimo articolo.
    Ricordo ancora una volta che una delle basi di calcolo dell’AGW sostenuto dall’IPCC è proprio che l’irradiazione solare sia una costante e quindi come tale entra in tutti calcoli dei modelli matematici di riscaldamento. Chiaramente il computer si limita ad eseguire questi calcoli ma non ha una coscienza critica o etica che dica “ma che dati mi hai inserito?? Io con questi dati farlocchi non faccio nessun calcolo!” E invece ecco spendidi modelli versimili, catastrofici ma falsi.
    Comuqnue reperibile su internet la famosa tabella con le forzanti di calore positive e negative, dove si puo osservare come il sole sia considerato una costatnte ed anche secondaria , mentre la CO2 per importanza ha preso il posto del sole.

    ah nella tabella non fatevi ingannare dai valori max e min, sono serviti solo a calcolare il valore medio ( costante) da inserire nei calcoli x i modelli…..

    Ciao e buona giornata a tutti

  6. Fabio2
    14 giugno 2010 alle 10:17

    Ho deciso di tradurlo in quanto proviene da fonte assolutamente “ufficiale” e solleva dubbi circa l’origine essenzialmente antropica del riscaldamento e indica una strada di ulteriore indagine.

    Naturalmente, qualora si scoprisse che la variazione della TSI rende conto solo di una parte del riscaldamento avvenuto negli ultimi decenni, ciò non significherebbe automaticamente che la parte restante è dovuta all’azione dell’uomo.
    Semmai suggerirebbe un approfondimento di indagine, specie verso quegli “effetti secondari” potenzialmente indotti dalle variazioni di attività del Sole: mi riferisco in particolare, ma non solo, agli studi di Svensmark sulla copertura nuvolosa.

  7. Omonimo
    14 giugno 2010 alle 10:23

    Quasi OT
    consiglio questo articolo ed il relativo dibattito nei commenti

    http://www.queryonline.it/2010/05/30/puo-uno-scettico-ragionevole-sostenere-la-legge-sul-cambiamento-climatico/

    Alberto

  8. Fabio2
    14 giugno 2010 alle 10:24

    Scusatemi, solo ora mi sono reso conto che, nella fretta, ho tradotto solo in parte una frase, subito prima del paragrafo “Ricerca di una linea di tendenza”.

    La frase in inglese è questa: “Though most scientists believe the 0.1 percent variation is too subtle to explain all of the recent warming, it’s not impossible that long-term patterns — proceeding over hundreds or thousands of years — could cause more severe swings that could have profound impacts on climate.”

    In italiano si pu tradurre così, più o meno:
    “Sebbene molti studiosi ritengano che una variazioni pari allo 0,1% sia troppo modesta per spiegare tutto il recente riscaldamento, non è imposibile che andamenti di lungo periodo, che si sviluppano su centinaia o migliaia di anni, potrebbero causare più intensi cambiamenti che potrebbero avere profondi impatti sul clima”.

    Mi sembra una frase chiave e per questo vi ringrazio per essere stati abbastanza indulgenti da non avermelo fatto notare.

    Simon, scusami, potresti aggiornare l’articolo? Grazie mille!

  9. 14 giugno 2010 alle 10:38

    Fabio2 :

    …. scusami, potresti aggiornare l’articolo? Grazie mille!

    OK aggiornato .. spero che sia tutto ok adesso !

  10. Ruggero
    14 giugno 2010 alle 11:09

    Scusate se mi intrometto nuovamente, sperando di non fare brutta figura come prima…
    Ma, la frase tradotta dall’inglese sembra scritta da uno schizofrenico.
    Manca infatti di consequenzialità logica.
    Infatti se si affrema che una variazione della TSI dell’1% ragionevolmente non possa spiegare quanto accaduto recentemente, cosa c’entra il fatto che nell’arco di centinaia di anni questa variazione potrebbe essere significativa?
    Sono due argomenti del tutto diversi e la seconda frase non c’entra un tubo con la prima.
    Il legame è solo apparente.
    Sarebbe come scrivere: “visto che sono le 10 del mattino, vado a far aggiustare l’orologio”.
    Onestamente non capisco come questa frase tradotta possa essere tanto illuminante…
    In realtà non credo proprio che sia stato uno stupido a scriverla, ma lo scopo è probabilmente quello di far passare l’idea che la variazione di attività solare è del tutto ininfluente.
    Infatti quando si comincia a parlare di centinaia o migliaia di anni è ovvio (l’esperienza insegna) che ti stanno prendendo in giro.
    Come dicevano i latini però: “excusatio non petita accusatio manifesta”.
    Nessuno infatti aveva richiesto di sapere se nell’arco di millenni la variazione di TSI fosse significativa, per cui il fatto stesso di scriverlo risulta sospetto.

    scusate la disamina fuori tema…

    ciao, ruggero.

  11. 14 giugno 2010 alle 12:31

    Io resto sempre con una mia idea: la varianza solare tra max e min di un ciclo é nell´ordine dello 0,1% con effetti limitati sul clima… ma quale é l´effetto se il minimo solare anziché 6 mesi 1 anno (tempo normale di un minimo solare in un ciclo normale) si protrae per piú anni? Io sono convinto e nessun idiota pro AGW me lo toglie dalla testa che gli effetti sono notevoli. Che gli ipocriti serristi dicano che il “piccolo” calo delle temperature dovute ai minimi solari profondi non esiste e il calo delle temperature fu causato da nuvole di cenere, mi sembra una balla buona solo per i fedeli senza cervello della chiesa AGW. Per questo voglio che questo minimo continui, per questo non credo ai conteggi falsati del NOAA/GISS/NASA sulle macchie solari e sulle temperature.
    Intanto complimenti a Fabio per l´ottimo articolo.

  12. Artek
    14 giugno 2010 alle 12:59

    Non si può prendere come unica fonte “riscaldante” l’irraggiamento solare.
    Mi sembra illogico.

  13. Fabio2
    14 giugno 2010 alle 13:05

    Ruggero :Scusate se mi intrometto nuovamente, sperando di non fare brutta figura come prima…Ma, la frase tradotta dall’inglese sembra scritta da uno schizofrenico.Manca infatti di consequenzialità logica.Infatti se si affrema che una variazione della TSI dell’1% ragionevolmente non possa spiegare quanto accaduto recentemente, cosa c’entra il fatto che nell’arco di centinaia di anni questa variazione potrebbe essere significativa?Sono due argomenti del tutto diversi e la seconda frase non c’entra un tubo con la prima.Il legame è solo apparente.Sarebbe come scrivere: “visto che sono le 10 del mattino, vado a far aggiustare l’orologio”.Onestamente non capisco come questa frase tradotta possa essere tanto illuminante…In realtà non credo proprio che sia stato uno stupido a scriverla, ma lo scopo è probabilmente quello di far passare l’idea che la variazione di attività solare è del tutto ininfluente.Infatti quando si comincia a parlare di centinaia o migliaia di anni è ovvio (l’esperienza insegna) che ti stanno prendendo in giro.Come dicevano i latini però: “excusatio non petita accusatio manifesta”.Nessuno infatti aveva richiesto di sapere se nell’arco di millenni la variazione di TSI fosse significativa, per cui il fatto stesso di scriverlo risulta sospetto.
    scusate la disamina fuori tema…
    ciao, ruggero.

    In realtà si dice che una variazione dello 0,1% è ritenuta da molti (ma NON da tutti, beninteso, es. Nicola Scafetta pensa che possa essere rilevante, ndr) troppo modesta.

    Tuttavia, non si può escludere che, su scale temporali più ampie (sottinteso: di quelle di un singolo ciclo di Schwabe, 11 anni) possano verificarsi variazioni più consistenti dello 0,1% le quali possano avere impatti significativi sul clima (leggi: Minimo di Maunder, Ottimo Medievale. La NASA non può ignorarli e dunque l’autore dell’articolo ammette che qualcosa ancora sfugge)

  14. Fabio2
    14 giugno 2010 alle 13:07

    sand-rio :Io resto sempre con una mia idea: la varianza solare tra max e min di un ciclo é nell´ordine dello 0,1% con effetti limitati sul clima… ma quale é l´effetto se il minimo solare anziché 6 mesi 1 anno (tempo normale di un minimo solare in un ciclo normale) si protrae per piú anni? Io sono convinto e nessun idiota pro AGW me lo toglie dalla testa che gli effetti sono notevoli. Che gli ipocriti serristi dicano che il “piccolo” calo delle temperature dovute ai minimi solari profondi non esiste e il calo delle temperature fu causato da nuvole di cenere, mi sembra una balla buona solo per i fedeli senza cervello della chiesa AGW. Per questo voglio che questo minimo continui, per questo non credo ai conteggi falsati del NOAA/GISS/NASA sulle macchie solari e sulle temperature.Intanto complimenti a Fabio per l´ottimo articolo.

    Già.
    E questo è un elemento.
    Ma poi, lo dicevo prima, ci sono potenziali “effetti secondari”, non legati alla TSI, che potrebbero avere un impatto importante sul clima (ad esempio, ma non solo, vedi variazione copertura nuvolosa, oggetto degli studi di Svensmark).

  15. 14 giugno 2010 alle 13:09

    Artek :

    Non si può prendere come unica fonte “riscaldante” l’irraggiamento solare.
    Mi sembra illogico.

    Illogico?
    E’ l’ unica fonte di energia significativa …
    la potenza solare che viene indirizzata sulla Terra ha un valore di circa 174 × 10^15 W 174 PetaWatt.
    Lo 0,1% in meno sono solo 174 TeraWatt che corrispondono a 48,3 GWh al secondo ( perdonatemi questa assurdità fisica ) ! Questo per esplicitare in termini “pratici” la cosa .

  16. ice2020
    14 giugno 2010 alle 13:19

    Ruggero :

    E meno male che quando quasi due anni fa avevo scritto di aver avuto l’impressione che la luminosità solare fosse diminuita del 30% circa, rispetto al 2000, sono stato caricato di miserie…
    Se ben ricordo mi era anche stato suggerito di andare da un oculista e perfino da uno psichiatra.
    E pensare che sono finito su questo sito proprio per aver notato la diminuita luminosità solare…
    Forse in questo senso sono l’unico e ciò ovviamente mi lascia comunque un po’ perplesso.

    ciao, ruggero.

    Se ben ricordi io nn ti spacciavo per matto però… 😉

    Simon

  17. ruggero
    14 giugno 2010 alle 13:24

    Questo è vero e te ne sono grato tutt’ora.
    Mi avevi addirittura citato una fonte secondo cui anche un’altra persona avrebbe notato il fatto.

    Ciao, ruggero.

  18. ice2020
    14 giugno 2010 alle 13:29

    Sn d’accordo cn Sand-rio!

    Ritenere che l’irradianza solare (meccanismo diretto) in un minimo prolungato nn influisca sul clma è deleterio!

    Inoltre il nostro sole ha sicuramente anche altri meccanismi con i quali riesce ad interferire col clima! (meccanismi indiretti-teoria di Svensmark)

  19. Fabio2
    14 giugno 2010 alle 13:54

    ice2020 :Sn d’accordo cn Sand-rio!
    Ritenere che l’irradianza solare (meccanismo diretto) in un minimo prolungato nn influisca sul clma è deleterio!
    Inoltre il nostro sole ha sicuramente anche altri meccanismi con i quali riesce ad interferire col clima! (meccanismi indiretti-teoria di Svensmark)

    Condivido su entrambi gli elementi, ovvero ritengo sia necessario uno studio approfondito su questi elementi (sul primo in particolare, sul secondo qualcuno sta già provvedendo), specie ora che c’è l’occasione di questo prolungato periodo di scarsa attività solare, per fare queste verifiche altrimenti impossibili.

  20. Artek
    14 giugno 2010 alle 13:56

    Luci0 :

    Artek :
    Non si può prendere come unica fonte “riscaldante” l’irraggiamento solare.
    Mi sembra illogico.

    Illogico?
    E’ l’ unica fonte di energia significativa …
    la potenza solare che viene indirizzata sulla Terra ha un valore di circa 174 × 10^15 W 174 PetaWatt.
    Lo 0,1% in meno sono solo 174 TeraWatt che corrispondono a 48,3 GWh al secondo ( perdonatemi questa assurdità fisica ) ! Questo per esplicitare in termini “pratici” la cosa .

    Si ma rimane cmq lo 0.1% di irradiazione su un corpo in equilibrio termico.
    se irraggio una pallina con 1 kw/h e per assurdo la lascio in questo stato un tempo sufficente, essa raggiungerà un punto di equilibrio termico con lo spazio circostante.
    Se diminuisco di 0.001 kw/h otterrò un riequilibrio di tale quantità di energia, che sarà veramente piccolo.

    A mio avviso oltre alla irradiazione, il sole deve agire in qualche altro modo, non spiegabile con un misero 0.1%.

  21. ice2020
    14 giugno 2010 alle 13:59

    Carissimo Artek, se tu lasci “lavorare” questo minimo per anni, poi anche uno 0.1% avrà il suo giusto peso!

    Poi d’accordo cn te che vi sranno di certo altri meccanismi dietro…

  22. Sneijder
    14 giugno 2010 alle 14:01

    Rivolgo un saluto a tutti gli utenti di questo sito, che conosco solo da quando è scoppiato lo scandalo di Climategate, e che mi rincresce non aver conosciuto prima
    Da profano in materia segnalo alcuni studi che dimostrano come in realtà la TSI sia variata in modo significativo dalla PEG ai giorni nostri

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=4&ved=0CDUQFjAD&url=http%3A%2F%2Fsolar-center.stanford.edu%2Fsun-on-earth%2FGL264W01.pdf&rct=j&q=total+solar+irradiance+pdf&ei=fhUWTIeeFs6gsQa_-4HyDQ&usg=AFQjCNH_DlAoW9uLb4euLZgGE9Qw74XR8w&sig2=kP6C5UyFo4xfqp5PD3a_0A

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBgQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.cfa.harvard.edu%2F~wsoon%2FSunClimate09-d%2FSoon09-June4-PGEO_30n02_144-184-Soon.pdf&rct=j&q=cfa+harvard+edu+sunclimate09&ei=7BYWTJL4B4-gsgaM0YDyDQ&usg=AFQjCNFtSeMXfI_buNNLf4VW9f5Ep6nSdg&sig2=m8TyFSgWjrVk8LHmqSMiJw

    Probabilmente è vero…..la radiazione solare diretta non è in grado da sola di spiegare il riscaldamento degli ultimi decenni, ma ci sono numerosi fattori naturali che possono aver prodotto una modifica in positivo del bilancio radiativo del pianeta, non ultimo i raggi cosmici, che sono oggetto di studio al CERN

    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fcloud.web.cern.ch%2Fcloud%2Fdocuments_cloud%2Fcloud_proposal.pdf&h=fa4ce

    Infine, tanto per porre il problema, negli anni 90 si è avuta una coincidenza in territorio positivo di AMO e PDO, il che potrebbe spiegare il ritardo dell’abbassamento della t globale, nonostante il calo dell’attività dell’appena terminato ciclo 23, rispetto ai fortissimi cicli del periodo 1930-1990
    Personalmente ritengo che ci vogliano ancora almeno 5-10 anni affinchè le forti anomalie positive degli oceani si assorbiscano completamente, in seguito potremo apprezzare un calo significativo della temperatura, che sarà tanto più forte, quanto minore sarà l’attività solare dei prossimi anni
    Saluti

  23. Giovanni
    14 giugno 2010 alle 14:02

    Luci0 :

    Artek :
    Non si può prendere come unica fonte “riscaldante” l’irraggiamento solare.Mi sembra illogico.

    Illogico?E’ l’ unica fonte di energia significativa …la potenza solare che viene indirizzata sulla Terra ha un valore di circa 174 × 10^15 W 174 PetaWatt.Lo 0,1% in meno sono solo 174 TeraWatt che corrispondono a 48,3 GWh al secondo ( perdonatemi questa assurdità fisica ) ! Questo per esplicitare in termini “pratici” la cosa .

    Trovo interessante il dibattito sulla variazione di irradiazione solare. In particolare si dimostra ancora una volta come i numeri possano non essere obbiettivi e come sia facile manipolare le persone. 0,1% di per se sembra insignificante, perché nella nostra mente ci é stato impresso (o insegnato) questo. ma la percentuale é una quantificazione relativa usata a livello economico-finanziario, di per sé non é un mezzo scientifico, nessuna legge fisica é descritta da una percentuale (o mi sbaglio?) se andamo a vedere di cosa si tratta in realtà come dice gistamente Lucio le cose cambiano lo 0,1% dell’energia irradiata dal Sole non é minimamente parabgonabile con il 30% di aumento di CO2, Stiamo confrontando 174 terawatt con 90 ppm, capisco che sono due grandezze diverse, ma sarebbe un po come confrontare i micron con le tonnellate, un visrus con una balena, due grandezze comunque estremamente diverse che in qualche modo descrivono due fenomeni inconfrontabili tra le altre cose per le dimensioni. E scusate questi paragoni per nulla scientifici.
    PEr quel che riguarda l’affermazione di Artek ritengo invece che l’irraggiamento solare se non l’unica é sicuramente la principale fonte di calore. La prova penso la si possa vedere osservando le temperature degli altri pianeti del sistema solare in base alla loro distanza dal sole.L’altra fonte intrinseca é l’energia termica della terra legata a nucleo e mantelli caldi e alla radioattività ( che si concentra pero nella crosta dove abbiamo rocce solide.
    Penso senza timori di smetite che se non ci fosse il sole la terra sarebbe una sfera di ghiaccio con un cuore caldo.

  24. 14 giugno 2010 alle 14:18

    Sneijder :

    Rivolgo un saluto a tutti gli utenti di questo sito, che conosco solo da quando è scoppiato lo scandalo di Climategate, e che mi rincresce non aver conosciuto prima
    Da profano in materia segnalo alcuni studi che dimostrano come in realtà la TSI sia variata in modo significativo dalla PEG ai giorni nostri

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=4&ved=0CDUQFjAD&url=http%3A%2F%2Fsolar-center.stanford.edu%2Fsun-on-earth%2FGL264W01.pdf&rct=j&q=total+solar+irradiance+pdf&ei=fhUWTIeeFs6gsQa_-4HyDQ&usg=AFQjCNH_DlAoW9uLb4euLZgGE9Qw74XR8w&sig2=kP6C5UyFo4xfqp5PD3a_0A

    http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBgQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.cfa.harvard.edu%2F~wsoon%2FSunClimate09-d%2FSoon09-June4-PGEO_30n02_144-184-Soon.pdf&rct=j&q=cfa+harvard+edu+sunclimate09&ei=7BYWTJL4B4-gsgaM0YDyDQ&usg=AFQjCNFtSeMXfI_buNNLf4VW9f5Ep6nSdg&sig2=m8TyFSgWjrVk8LHmqSMiJw

    Probabilmente è vero…..la radiazione solare diretta non è in grado da sola di spiegare il riscaldamento degli ultimi decenni, ma ci sono numerosi fattori naturali che possono aver prodotto una modifica in positivo del bilancio radiativo del pianeta, non ultimo i raggi cosmici, che sono oggetto di studio al CERN

    http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fcloud.web.cern.ch%2Fcloud%2Fdocuments_cloud%2Fcloud_proposal.pdf&h=fa4ce

    Infine, tanto per porre il problema, negli anni 90 si è avuta una coincidenza in territorio positivo di AMO e PDO, il che potrebbe spiegare il ritardo dell’abbassamento della t globale, nonostante il calo dell’attività dell’appena terminato ciclo 23, rispetto ai fortissimi cicli del periodo 1930-1990
    Personalmente ritengo che ci vogliano ancora almeno 5-10 anni affinchè le forti anomalie positive degli oceani si assorbiscano completamente, in seguito potremo apprezzare un calo significativo della temperatura, che sarà tanto più forte, quanto minore sarà l’attività solare dei prossimi anni
    Saluti

    La temperatura globale sta calando dal 2002, sia secondo il NOAA (moooolto lentamente, quasi stabile) sia secondo i dati satellitari.
    Ripropngo i grafici globali dal 2002:
    NOAA (cliccare visualizzare l’immagine intera)

    Satellitari

  25. Artek
    14 giugno 2010 alle 14:21

    Facendo alcuni calcoli abb approssimativi:

    Con +- 0.1% avremo un +- 0.175 k a livello de mare.
    Con +- 0.3% un +- 0.5k di discostamento medio.

    Il riassetto dell’equilibrio non è imputabile al tempo. Nel senso che se con -0.1% la tendenza è di diminuire di 0.17 k la temperatura media, non importa che ci metta 3 anni o 40. Il risultato sarà lostesso.

    Se invece mettiamo in gioco altri elementi importanti come le radiazioni con nm < 240, o la velocità media del vento solare sulla capacità di regolare tropsfera e stratosfera, le cose cambiano.

    Gli interscambi a questo punto tra gli strati atmosferici esterni ed interni, permetterebbero un aumento più consistente della temperatura media, che poi si accumulerà negli oceani fino al riequilbrio termico del pianeta.

    La compressione/espansione della magnetosfera, esercita inoltre, un altro importante fattore di riscaldamento/raffreddamento, che non sò ancora come quantificare matematicamente.

    Come la termodinamica suggerisce:
    "Il raggiungimento dell'equilibrio termico si ha dopo che sia trascorso un certo tempo, per cui si raggiunge uno stato termodinamico (di equilibrio) in cui non avvengono più cambiamenti."

    E' ovvio che il tempo incida sul raggiungimento del nuovo equilibrio, ma l'entità del riequilibrio è dato da un semplice + e da un semplice –

  26. Davide M.
    14 giugno 2010 alle 15:11

    Ottimo articolo, complimenti Fabio.
    Non voglio perdermi in calcoli matematici che non sono alla mia portata. Voglio comunque dire che in un articolo di molti mesi fà ricordo che già analizzammo il fattore TSI e già allora qualcuno scrisse che il valore della TSI và epurato. Mi spiego, TSI significa appunto Total Solar Irradiance, ma non tutti i tipi di raggi che compongono la TSI arrivano al suolo. Allora si potrebbero ipotizzare variazioni percentuali notevoli nella composizione della TSI nell’arco di un ciclo di Schwabe. Un esempio molto terra terra su quanto ipotizzato: durante il massimo del ciclo viene prodotta una quantità maggiore di un tipo di raggi cosmici che magari hanno un’impatto maggiore sulle T globali terrestri mentre invece durante il minimo questi stessi raggi diminuiscono molto a favore di un’altro tipo di raggi cosmici che invece vengono filtrati molto di più dal magnetismo terretre e dall’atmosfera. Ecco, a questo punto chiedo aiuto a qualcuno di voi che ne capisce di raggi cosmici per smentire od avvalorare questa tesi. Grazie.

  27. 14 giugno 2010 alle 16:09

    Esatto Davide, le maggiori variazioni della TSI si hanno nella parte che riguarda i raggi ultravioletti che interagiscono profondamente con lo strato di ozono che circonda la Terra.

  28. Fabio2
    14 giugno 2010 alle 16:27

    sand-rio :Esatto Davide, le maggiori variazioni della TSI si hanno nella parte che riguarda i raggi ultravioletti che interagiscono profondamente con lo strato di ozono che circonda la Terra.

    Già, se ricordo bene, negli ultimi anni si è assistito ad un calo pari a ben il 6% della quota di raggi ultravioletti assorbiti dalla fascia di ozono (quelli a frequenza più elevata, i più dannosi). Questo, pare, faccia ridurre la concentrazione di ozono nell’alta atmosfera e l’ozono è uno dei gas che contribuiscono all’effetto serra.
    Dico bene?

  29. 14 giugno 2010 alle 16:37

    La luce ultravioletta è fortemente legata all’attività solare: i brillamenti solari sono nell’ultravioletto, e aiutano a portare l’energia esplosiva dei flare lontano nello spazio. Questo potrebbe essere particolarmente significativo per il clima della Terra dato che la luce ultravioletta viene assorbita dallo strato di ozono nella stratosfera.

    Più luce ultravioletta raggiunge la stratosfera e più di ozono si forma. E più di ozono nella stratosfera fa assorbire più luce ultravioletta. Così in tempi di accresciuta attività solare, la stratosfera si riscalda e questo influenza i venti in quello strato.

  30. Ruggero
    14 giugno 2010 alle 16:42

    Quando frequentavo il primo anno di medicina, in occasione della primissima lezione che era di statistica, il figlio (ormai vecchio) di un noto partigiano esordì raccontando la storiella del nonnino che nonostante forte fumatore è morto a 100 anni.
    Ciò per dire che se uno verifica qualcosa deve subito inquadrarlo a livello statistico.
    Ovviamente un tale atteggiamento può avere delle conseguenze molto gravi fino a privare quasi una persona di una propria opinione, vedendosi costretta per sentirsi normale a pensare come la media.
    Purtroppo ai tempi non ero riuscito a comprendere appieno la perfidia di questo postulato.
    Oltre tutto un simile atteggiamento super scientistico finisce per avvalorare solo le sparate di sedicenti scienziati.
    Onestamente qui a Torino non passa quasi giorno che non piova e il caldo di solo pochi anni fa è andato a farsi fottere.
    Magari ciò non conterà rispetto al ciclo millenario che ogni volta si esuma come un feticcio rassicurante, ma se tanto mi da tanto, credo proprio che la insolitissima nuvolosità di questi mesi c’entri alla grande con la ridotta attività solare.
    Statisticamente parlando non vorrei che “per caso” stesse iniziando il diluvio universale.
    Se uno gira nudo in una spiaggia di nudisti omosessuali e si china per raccogliere un pacchetto di sigarette direi che non è così casuale se poi se lo prende nel c.
    L’esistenza della statistica non è un alibi per non ragionare! Se no a cosa servirebbe il principio di causa ed effetto?

    ciao, ruggero.

  31. ALE
    14 giugno 2010 alle 16:49

    Ben Fatto Fabio!!!
    Ci voleva un poco di chiarezza riguardo al delicato argomento “Brillanza Solare”!!!
    Da mie ricerche sull’argomento ho potuto apprendere che i principali responsabili del riscaldamento stratosferico principalmente, sono gli X-Ray!!!! Rilasciati durante i poderosi FLare solari di classe M in su fino ad arrivare ai temibili X-20 Monster (e meno male che non ne vediamo uno dal 2006!!!)!!
    Per quanto riguarda le altre frequenze starei molto attento anche agli EUV (EVE di sdo) xkè sono alri responsabili nel riscaldamento dell’alta atmosfera!!!
    Particolare interesse a mio avviso occorrerebbe rivolgere alle microonde che alla liunghezza d’onda 2800 cm ^-1 sono al frequenza di vibrazione della molecola di H2O e quindi probabili responsabili del riscaldamento delle vaste distese di H2O come gli Oceani!!!
    ALE

  32. Fabio2
    14 giugno 2010 alle 17:06

    A scanso di equivoci, l’articolo non è opera mia, ma una traduzione, spero comprensibile, di un articolo recentemente pubblicato sul sito della NASA.
    L’originale, come indicato in fondo al testo, è qui:
    http://www.nasa.gov/topics/solarsystem/features/sun-brightness.html

    Ho chiesto a Simon di pubblicarlo in quanto non mi è parso smaccatamente a favore o contro l’AGW, ma mi sembra affronti la questione della TSI come va affrontata, cioè col beneficio del dubbio e ammettendo che quella della “costante solare” è una tesi superata dai dati oggi a disposizione.

    In ogni caso, leggendo l’articolo, chi lo scrive non mi pare si sia posto la questione di analizzare le componenti della TSI, alle diverse frequenze, per vedere che cosa arriva sulla superficie terrestre e quali effetti produce.
    Se però Ale dice che si è documentato sull’argomento, immagino che qualcuno stia studiando la questione.
    Ai risultati ci si arriverà col tempo, mi auguro.

  33. Davide M.
    14 giugno 2010 alle 17:40

    Fabio2 :A scanso di equivoci, l’articolo non è opera mia, ma una traduzione, spero comprensibile, di un articolo recentemente pubblicato sul sito della NASA.L’originale, come indicato in fondo al testo, è qui:http://www.nasa.gov/topics/solarsystem/features/sun-brightness.html
    Ho chiesto a Simon di pubblicarlo in quanto non mi è parso smaccatamente a favore o contro l’AGW, ma mi sembra affronti la questione della TSI come va affrontata, cioè col beneficio del dubbio e ammettendo che quella della “costante solare” è una tesi superata dai dati oggi a disposizione.
    In ogni caso, leggendo l’articolo, chi lo scrive non mi pare si sia posto la questione di analizzare le componenti della TSI, alle diverse frequenze, per vedere che cosa arriva sulla superficie terrestre e quali effetti produce.Se però Ale dice che si è documentato sull’argomento, immagino che qualcuno stia studiando la questione.Ai risultati ci si arriverà col tempo, mi auguro.

    E allora sì, approfondiamolo questo argomento. Quali sono le componenti della TSI? Quali variano sensibilmente durante un ciclo di Scwabe? Ma soprattutto, quali sono quelle componenti che interferiscono di più sul clima terrestre?
    Ringrazio sandrio e fabio che già mi hanno dato molte risposte. Ma mi piacerebbe saperne molto di più. Al momento l’unico link che ho per monitorare questo valore è:
    http://www.persicetometeo.com/public/popup/tsi.htm

    Ma non sò nulla sulle sue dinamiche. Non vi nascondo che sono scettico sull’importanza di quel 0,1% che si parla nell’articolo. La mia impressione è che invece ci sia qualcosa da capire ancora su questa TSI, e che appunto questa interagisca col nostro clima in modo diverso da quello che pensiamo.
    Se qualcuno è ben documentato, perchè non fare un’articolo? Simon, tu che ne dici?
    Scusate la mia sete di sapere😀

  34. 14 giugno 2010 alle 18:01

    Davide il fatto é che ancora se ne sa pochissimo. Il satellite SDO é stato lanciato proprio per studiare la TSI ma ancora non ci sono studi pubblicati sulle rilevazioni (il satellite é stato lanciato solo a febbraio di quest´anno)
    https://daltonsminima.wordpress.com/2009/12/16/la-nasa-lancia-un-satellite-per-studiare-la-diminuita-luminosita-del-sole/
    NIA anzi é uno dei pochissimi siti che ne parla continuamente.
    https://daltonsminima.wordpress.com/2010/01/03/si-raffredda-lalta-atmosfera-imputate-le-variazioni-dellattivita-solare-da-mtg/
    https://daltonsminima.wordpress.com/2009/03/14/un-italo-americano-nicola-scafetta-ha-dimostrato-che-la-tsi-elevata-nel-ventennio-80-00-puo-essere-stata-la-causa-del-gw/

  35. Artek
    14 giugno 2010 alle 19:20

    Ma il picco di irraggiamento solare non stà a circa 580 nm?
    E’ nello spettro visibile no?
    Ricordo anche che Sand-rio o qualcun’altro (non ricordo scusatemi) parlarono di un aumento delle onde al di sotto dei 380 nm del 6% circa.
    Solo così a titolo informativo, è vero che ad un aumentando di temperatura si ha un leggero accorciamento delle lunghezze d’onda, ma non tanto da spostarla del 6%, o mi sbaglio?.

  36. 14 giugno 2010 alle 19:26

    Ultimamente, la risposta sembra parlare di una diminuzione della luminosità: misure da parte di uno stuolo di sonde spaziali indicano un calo dodecennale nella “radianza” del Sole di circa lo 0.02% nelle lunghezze d’onda visibili (all’occhio umano), ma ben del 6% nelle lunghezze d’onda EUV. Questi risultati, che pongono a confronto i dati del minimo solare del 2008-2009 con il minimo precedente del 1996, sono però ancora preliminari.

  37. Artek
    14 giugno 2010 alle 19:27

    Grazie.

  38. ice2020
    14 giugno 2010 alle 19:59

    Intanto netto calo del solar flux che da 79 di ieri palle 17 passa a 75!

    Ed il sole è pulito!

    Infatti è spotless col nostro sistema e col L.

  39. carmelo
    14 giugno 2010 alle 23:47

    ice2020 :
    Intanto netto calo del solar flux che da 79 di ieri palle 17 passa a 75!
    Ed il sole è pulito!
    Infatti è spotless col nostro sistema e col L.

    in ogni caso ci sarebbe da incazzarsi come iene: su solarcycle 24 il continuum delle 20.48 è completamente pulito e alle 21.06 viene assegnato un vergognoso 46 di SN (con 73 di SF).

  40. ice2020
    14 giugno 2010 alle 23:53

    carmelo :

    ice2020 :
    Intanto netto calo del solar flux che da 79 di ieri palle 17 passa a 75!
    Ed il sole è pulito!
    Infatti è spotless col nostro sistema e col L.

    in ogni caso ci sarebbe da incazzarsi come iene: su solarcycle 24 il continuum delle 20.48 è completamente pulito e alle 21.06 viene assegnato un vergognoso 46 di SN (con 73 di SF).

    Quello è il SN di ieri…quello di oggi è 12:

    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html

  41. 14 giugno 2010 alle 23:54

    carmelo :

    ice2020 :
    Intanto netto calo del solar flux che da 79 di ieri palle 17 passa a 75!
    Ed il sole è pulito!
    Infatti è spotless col nostro sistema e col L.

    in ogni caso ci sarebbe da incazzarsi come iene: su solarcycle 24 il continuum delle 20.48 è completamente pulito e alle 21.06 viene assegnato un vergognoso 46 di SN (con 73 di SF).

    Carmelo non t´incazzare perché quello é il dato di ieri (loro aggiornano a mezzanotte ora america ovest). Attualmente NOAA assegna un SN di 12.
    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html

  42. carmelo
    15 giugno 2010 alle 00:08

    grazie simon. ma allora perchè lo hanno messo sotto la data 14 giugno ore 21.06? ho sempre seguito il sole su solarcycle 24 perchè di facile lettura, ma se i dati non sono aggiornati dovrò cambiare sito. me ne puoi indicare uno valido per “non addetti ai lavori”? grazie

  43. bari87
    15 giugno 2010 alle 00:15

    carmelo :
    grazie simon. ma allora perchè lo hanno messo sotto la data 14 giugno ore 21.06? ho sempre seguito il sole su solarcycle 24 perchè di facile lettura, ma se i dati non sono aggiornati dovrò cambiare sito. me ne puoi indicare uno valido per “non addetti ai lavori”? grazie

    no, su solarcycle24 il sn di un giorno viene scritto il giorno dopo..tutto qui :9..per il resto come contenuti è un sito ottimo

  44. Davide M.
    15 giugno 2010 alle 01:35

    sand-rio :Davide il fatto é che ancora se ne sa pochissimo. Il satellite SDO é stato lanciato proprio per studiare la TSI ma ancora non ci sono studi pubblicati sulle rilevazioni (il satellite é stato lanciato solo a febbraio di quest´anno)https://daltonsminima.wordpress.com/2009/12/16/la-nasa-lancia-un-satellite-per-studiare-la-diminuita-luminosita-del-sole/NIA anzi é uno dei pochissimi siti che ne parla continuamente.https://daltonsminima.wordpress.com/2010/01/03/si-raffredda-lalta-atmosfera-imputate-le-variazioni-dellattivita-solare-da-mtg/https://daltonsminima.wordpress.com/2009/03/14/un-italo-americano-nicola-scafetta-ha-dimostrato-che-la-tsi-elevata-nel-ventennio-80-00-puo-essere-stata-la-causa-del-gw/

    Grazie mille sandrio😉

  45. Simius
    15 giugno 2010 alle 04:43

    Ragazzi nel caso non l’aveste letto vi segnalo questo articolo:
    http://www.newscientist.com/article/mg20627640.800-whats-wrong-with-the-sun.html

    Saluti
    S.

  46. Fabio2
    15 giugno 2010 alle 10:25

    Simius :Ragazzi nel caso non l’aveste letto vi segnalo questo articolo:http://www.newscientist.com/article/mg20627640.800-whats-wrong-with-the-sun.html
    SalutiS.

    Carino.
    Come novità (per me) riporta nome e cognome dello studioso che sta ipotizzando il collegamento tra lo scorso inverno e la bassa attività solare. Per il resto, non mi pare aggiunga molto a quello che sappiamo già.
    E’ però un buon riassunto generale.

  47. 15 giugno 2010 alle 13:36

    vi posto un video da youtube in cui sono messe in successione le previsioni di hathaway dal 2005 a oggi!

  48. 15 giugno 2010 alle 17:16

    ragazzi perdonatemi,
    ditemi se ci ho capito qualcosa per favore.
    vi prego spiegate come se dovesse capire “il popolo”: a proposito, vi chiedo, volete o no che si diffondano le notizie di cui parlate anche a larga scala?

    allora: voi siete contro il global warming perchè dal 2002 le temperature si stanno abbassando e, causa probabile il minimo solare prolungato, alcune zone (la nostra) della terra andranno in contro (salvo contro tendenza alla quale sperate o no?) ad un lento e drastico abbassamento delle temperature fino a giungere ad una nuova (piccola) era glaciale?

    mi sa che ho fatto una mega cavolata ad investire nel fotovoltaico….ma mi sembra il minimo….
    anch’io come Ruggero vedo una luce flebile ogni giorno che passa: voglio dire, mi pare che neanche l’ombra di una pianta sia più la stessa ombra di prima!!! è dunque visibile ad occhio nudo quello di cui voi parlate?
    ciao, grazie infinite.

  49. Davide M.
    16 giugno 2010 alle 03:51

    monkey :ragazzi perdonatemi,ditemi se ci ho capito qualcosa per favore.vi prego spiegate come se dovesse capire “il popolo”: a proposito, vi chiedo, volete o no che si diffondano le notizie di cui parlate anche a larga scala?
    allora: voi siete contro il global warming perchè dal 2002 le temperature si stanno abbassando e, causa probabile il minimo solare prolungato, alcune zone (la nostra) della terra andranno in contro (salvo contro tendenza alla quale sperate o no?) ad un lento e drastico abbassamento delle temperature fino a giungere ad una nuova (piccola) era glaciale?
    mi sa che ho fatto una mega cavolata ad investire nel fotovoltaico….ma mi sembra il minimo….anch’io come Ruggero vedo una luce flebile ogni giorno che passa: voglio dire, mi pare che neanche l’ombra di una pianta sia più la stessa ombra di prima!!! è dunque visibile ad occhio nudo quello di cui voi parlate?ciao, grazie infinite.

    Non sanno rispondere a questa domanda neanche la NASA e il NOAA, quindi figuriamoci noi. Per quanto riguarda il fotovoltaico, quello che dici non credo sia giusto. I pannelli continueranno a produrre la stessa quantità di energia con o senza minimo solare.
    Cmq tornando alle prime cose che hai scritto, noi non siamo contro il GW anche perchè esiste ed è facilmente dimostrabile. Semmai ci poniamo seri dubbi sull’AGW, cioè sul global warming di natura antropica. Infine ti ripeto, nessuno può dirti con certezza che stiamo andando incontro a un “drastico abbassamento delle temperature fino a giungere ad una nuova piccola era glaciale”.
    Infine, riguardo la diffusione o meno di notizie su ciò che parliamo in questo blog contatta ice2020.
    Non capisco cosa ci sia da diffondere a larga scala, quello solitamente lo fanno gli eco-terroristi adepti dell’AGW. Spero di esserti stato utile. Ciao

  50. 16 giugno 2010 alle 15:19

    grazie Davide M.,
    utilissimo. però non mi quadra una cosa: il GW esiste ma secondo alcuni da qualche anno le temperature scendono…c’è un sacco di confusione…e poi sono io che non ho le basi…

    visto che sei stato così gentile da rispondermi, mi potresti dire anche come funziona il “minimo solare”? voglio dire: è fermo, cioè non si formano macchie dal 2008 oppure si manifesta in qualche altra maniera, per così dire, decrescente?

    sul “diffondere a larga scala” intendo dire: secondo voi può avere qualche importanza per la gente sapere che il sole si trova in un minimo solare prolungato? che conseguenze ci potrebbero essere se questa tendenza non cambia?
    pochissimo tempo fa in un articolo uno di voi aveva parlato di prova del nove: per confermare cosa?
    ciao e grazie ancora.

  51. Davide M.
    17 giugno 2010 alle 04:21

    monkey :grazie Davide M.,utilissimo. però non mi quadra una cosa: il GW esiste ma secondo alcuni da qualche anno le temperature scendono…c’è un sacco di confusione…e poi sono io che non ho le basi…
    visto che sei stato così gentile da rispondermi, mi potresti dire anche come funziona il “minimo solare”? voglio dire: è fermo, cioè non si formano macchie dal 2008 oppure si manifesta in qualche altra maniera, per così dire, decrescente?
    sul “diffondere a larga scala” intendo dire: secondo voi può avere qualche importanza per la gente sapere che il sole si trova in un minimo solare prolungato? che conseguenze ci potrebbero essere se questa tendenza non cambia?pochissimo tempo fa in un articolo uno di voi aveva parlato di prova del nove: per confermare cosa?ciao e grazie ancora.

    Ciao monkey,
    cercherò di rispondere in maniera molto semplice a tutte le tue domande anche se non sono la persona più adatta, ma vedo che finora nessuno l’ha fatto e allora ci provo io.
    Dunque, dici bene quando dici che il GW è in diminuzione, ma in maniera così impercettibile che la consideriamo grosso modo stabile. Resta comunque una notizia perchè dopo decenni di innalzamento delle T globali, da qualche hanno questo non accade più, ma ovviamente non ne viene data assolutamente notizia altrimenti il carrozzone dell’IPCC che è già vacillante (a causa del “climate gate”)rischierebbe addirittura di crollare. Ciò è quanto l’IPCC cerca assolutamente di evitare altrimenti miliardi di dollari di eco-truffe potrebbero andare perse per tutti coloro che hanno le mani in pasta nella mega truffa della CO2.
    Riguardo al minimo solare, intanto và chiarito che è una cosa normale. Il sole nell’arco di un ciclo di circa 11 anni chiamato ciclo di Shwabe ha un picco di massima attività e uno invece di bassa attività. Ciò che è strano di questo ciclo 24 è che il minimo ha avuto una durata straordinaria e un’intensità tanto bassa da meritarsi il paragone con grandi minimi del passato, come il Damon, il Dalton o addirittura il Maunder. Clicca su questa pagina per fartene un’idea: http://users.telenet.be/j.janssens/Spotless/Spotless.html

    Sul come si manifesta và bene a grandi linee la seconda ipotesi, cioè quando scrivi “decrescente” anche se è una maniera molto semplicistica, il discorso è ben più ampio. Per questo ti rimando alla sezione “conoscenze di base del sole” di questo blog: http://it.wordpress.com/tag/conoscenze-base-sole/

    Passiamo al discorso della gente. Alla gente credo interessi nulla di questo minimo solare anche perchè la gente è troppo presa a comprare automobili che consumino meno CO2, e a strillare di quà e di là che gli orsi artici stanno per annagare per mancanza di ghiaccio. Ecco, questo piace sentire alla gente. Che grazie ai loro comportamenti ambientalistici hanno salvato il pianeta. Poi poco importa se in città come la mia le percentuali di diossina nel terreno ha superato di 26 volte il massimo consentito dalla comunità europea. Che migliaia di capi di bestiame sono stati abbattuti perchè zeppi di diossina ingerita dai pascoli. E ancora, poco importa sulle percentuali allucinanti di mercurio trovate nei pesci. Ma sì, che vuoi che sia, tanto l’importante è sconfiggere la co2. Un gas serra sì, ma che più volte su questo blog e non solo è stato scientificamente provato che non è la causa del GW. A tal proposito, leggi questo recento articolo di questo blog: https://daltonsminima.wordpress.com/2010/06/11/ex-scienziato-della-nasa-dimostra-che-non-esiste-l%c2%b4effetto%c2%a0serra/
    Poi, le conseguenze di un minimo solare prolungato sono quelle di incorrere in un raffreddamento globale crescente e via via più marcato, proprio come successo nel minimo di Maunder tra il 1600 e il 1800. Ma a tutt’oggi nessuno può dire quanto intenso e quanto durerà questo global cooling. Di certo le conseguenze non sarebbero per niente positive in quanto i raccolti agricoli del pianeta crollerebbero. Ti lascio pensare ad esempio cosa ne sarebbe dei raccolti di grano in canada, oppure in ucraina. Per non parlare poi degli effetti climatici dovuti ai mutamenti delle figure bariche, questione tutta da valutare in quanto non abbiamo in tal senso una grande storia climatica documentata.
    Infine, la prova del nove che hai citato credo si riferisca al fatto che siccome pochi giorni fà c’è stata una macchia a polarità invertita nell’emisfero sud, se non ricordo male era la macchia 1079, ebbene questa potrebbe essere la prova del 9 che il ciclo 24 ha abortito e che quindi stiamo già approcciando il massimo solare che invece è previsto per il 2013. Se questo che vediamo è il pre-massimo allora puoi ben capire quanto debole sia questo ciclo 24. Se ciò avvenisse si ripercuoterebbe anche nei cicli a venire proprio come accadde durante il Maunder con conseguenze sul clima terrestre tutte da valutare, ovviamente in senso freddo, e quindi opposto al volere dell’IPCC che ci vorrebbe tutti cotti e stracotti per giustificare le vagonate di soldi necessarie a combattere la co2, l'”utile idiota”, il capro espiatorio insomma.
    Spero di esserti stato nuvamente utile. Ciao

  52. carmelo
    17 giugno 2010 alle 11:44

    bravo davide! per farsi un’idea della situazione, un discorso in generale come il tuo è ottimo.

  53. 17 giugno 2010 alle 11:51

    Davide, g r a z i e. Così adesso vi seguirò capendoci qualcosa in più e senza rompere!
    Ti ringrazio anche per il link sulle conoscenze di base perchè mi era sfuggito nella pagina del blog: avevo visto che non c’erano commenti e basta…ciao!

  54. ice2020
    17 giugno 2010 alle 11:51

    Complimenti Davide, ottimo riassunto!!!

    Simon

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