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Come prevedere il comportamento del ciclo 24.

29 giugno 2010

Riuscire a comprendere a fondo quanto ha detto il prof. Leif Svalgaard, fisico solare della prestigiosa Università di Stanford, al seminario a Keystone in Colorado il 20 maggio 2010 sulla possibilità di predizione del ciclo 24 non è meno difficile che spiegarlo con parole semplici per tutti.

Tempo fa scrissi che il prof. Svalgaard ci stava preparando qualcosa di interessante e così è stato. Ma molti potrebbero rimanere delusi, come peraltro lo sono rimasto io, ma anche rinfrancato, come capirete solo alla fine di questo articolo. D’altra parte la scienza è fatta di successi e fallimenti.
Dai fallimenti bisogna trarre la parte migliore e ripartire da lì per una nuova comprensione dei fenomeni naturali.

Svalgaard e la sua equipe hanno esaminato criticamente ben 75 lavori scientifici di diversi autori che hanno pubblicato le loro teorie sulla predittività del ciclo solare 24.

Tra questi Svalgaard ne ha posto in evidenza in particolare due, basati sulla teoria del “Flux Trasport Dynamos”, ossia di Choudhuri [2] e di Dikpati [1].

Riassumendo le diverse posizioni si può dire che i risultati non coincidenti tra i due autori (Dikpati – Rmax ciclo24 = 160-185 e Choudhuri – Rmax ciclo24 = 75) corrispondono principalmente alle differenti ipotesi circa la propagazione del flusso magnetico all’interno del Sole, che si esprime con diversi modelli di funzionamento della dinamo solare.
In Choudhuri si parla di una dinamo con ad alta diffusività (propagazione veloce), il modello della dinamo solare di Dikpati è, invece, a bassa diffusività (per avvezione).

A sinistra:Choudhuri (diffusione veloce – P agisce per T)
A destra:Dikpati (bassa diffusività – Conveyor Belt)

Nel modello di Dikapati il flusso è così lento che la distanza tra un puntino e l’altro nel disegno del suo modello è di circa un anno.
Si parte dal postulato che se questa diffusività è alta si avrà un ciclo debole.

Dikpati presuppone inoltre una circolazione del flusso nell’emisfero meridionale costante, tranne che nel ciclo 24, nel quale sembra aumentata..
Ma entrambi i modelli di trasporto del flusso proposto dai dei due autori, Dikpati e Choudhuri, coincidono nel supporre che quando il flusso meridionale è veloce, questo dovrebbe produrre potenti campi magnetici polarizzati e cicli solari brevi.

Svalgaard ha citato a questo proposito uno degli ultimi lavori di David Hathaway e Lisa Rightmire che hanno affermato nella loro pubblicazione del 2009: “in base alle misurazioni effettuate sulla velocità del Flusso Meridionale, mediante SOHO nel ciclo solare 23, si dimostra che nel minimo solare del ciclo 24, ossia dal 2008, la velocità del flusso è diventata significativamente più alta di quella vista nel precedente minimo (il 23)”.

David Hathaway viene di nuovo richiamato in causa per quanto affermato nello stesso lavoro, ossia che in questi modelli la maggiore velocità del flusso meridionale dovrebbe produrre potenti campi magnetici e cicli solari brevi, contrariamente a quanto osservato finora direttamente sul Sole. Pertanto, le attuali osservazioni, insieme ad altri fattori, suggeriscono che i modelli di trasporto del flusso nella dinamo solare prodotti fino ad oggi non descrivono adeguatamente il comportamento dei cicli solari e non sono ancora sufficienti a fornire previsioni convincenti del comportamento del ciclo solare 24. (Hathaway, 2009).

Detto da Hathaway è un affermazione piuttosto pesante e non nasconde un certo disappunto

Forse si tratta di schemi troppo rigidi? Di sicuro i modelli dei campi magnetici sono stati costruiti molti anni fa, essenzialmente a metà del 2003, e sicuramente prima dell’aumento della velocità della Circolazione Meridionale. Questi campi magnetici non sono aumentati da allora ed anzi hanno iniziato a dimostrare l’attesa diminuzione dovuta all’inizio dell’attività solare del nuovo ciclo 24, senza più riprendersi.

Svalgaard su questo punto è stato parecchio critico ed ha detto che il problema della Circolazione Meridionale non è se questa esista o no, che abbia più o meno celle, ma piuttosto quale sia il ruolo che essa svolge nel ciclo solare, che probabilmente dipende dall’importanza della sua propagazione turbolenta.

Inoltre, non è conosciuto il grado con cui la Circolazione Meridionale sia a sua volta influenzata da retro reazioni da parte di forze di Lorentz associate ai campi magnetici generati dalla dinamo solare; ossia, in poche parole non sappiamo se è nato prima l’uovo o la gallina.

Per chi è digiuno di fisica, le forze di Lorenz sono forze deflettenti, ossia hanno effetto solo sulla traiettoria di un oggetto elettricamente carico (il plasma) che si muove in un campo magnetico (solare). La caratteristica principale della forza di Lorentz è che è sempre diretta perpendicolarmente rispetto alla direzione del moto.

Ancora, ha sottolineato Svalgaard, la forma e la velocità del flusso di ritorno dall’equatore nella zona convettiva inferiore è attualmente sconosciuta. Probabilmente solo SDO ci dirà qualcosa di più su questo.

Il quesito che Svalgaard ha posto e che forse si tratta solo di una dinamo di superficie, ed ha citato Kenneth Schatten [3] il quale ha esplorato la possibilità che le macchie solari siano solo un fenomeno di superficie, essendo la fusione di più piccole configurazioni magnetiche, da come sembrano indicare le sue osservazioni. Il dubbio posto è che la dinamo solare sia in realtà poco profonda e non operi a livello della tachocline, che sembrerebbe basata su sui modelli cellulari automatici di attività.

La posizione della tachocline all’interno del Sole

Con il termine tachocline si designa la zona di transizione, all’interno del Sole, tra la zona radiativa e la zona convettiva. Si ritiene attualmente che la sua dimensione sia una delle cause dei campi magnetici che caratterizzano la nostra stella. Le simmetrie e l’estensione della tachocline sembrano rivestire un ruolo di primo piano nella formazione della cosiddetta dinamo solare, poiché rinforzano i deboli campi poloidali creando un più intenso campo di forma toroidale.

Nel modello di Schatten il flusso magnetico polare sembrerebbe essere predittivo del flusso di macchie solari che vengono a svilupparsi.

Il modello di Kenneth Schatten

Per ultimo Svalgaard ha citato il modello di Kitiashvili (2009), che se i precedenti modelli potevano sembrare complessi, questo mi ha fatto decisamente stramazzare.
Nell’Ensemble Kalman Filter (EnKF) di Kitiashvili il metodo usato è stato quello di assimilare i dati del numero di macchie solari in un modello non lineare α-Ω di dinamo solare a campo medio che tiene conto della dinamica della turbolenta elicità magnetica.

Il modello di Kitiashvili

Non chiedetemi di spiegarvelo perché penso che sia veramente di difficile comprensione.
La mia impressione personale è che Svalgaard abbia fatto tutta questa elencazione al puro scopo di dimostrare che ognuno di questi modelli studiati al computer fornisce una quasi-spiegazione del fenomeno macchie solari ed attività solare.
Dei modelli che alla prova dei fatti non funzionano, anche se matematicamente si presentano ineccepibili.

Quale è la soluzione che propone?
Vi parrà incredibile, ma suggerisce di ritornare alle previsioni empiriche.
Lui dice che dopo le previsioni basate sui “Flux Trasport Dynamos” abbracciate più o meno entusiasticamente dai fisici solari di tutto il mondo, molto meno quelle della dinamo superficiale di Ken Schatten e ancora meno l’approccio EnKF di Kitiashvili, si potrebbe essere costretti a ritornare alle tecniche empiriche precedenti per uscirne fuori, con le quali alcune caratteristiche osservate potevano far presagire l’attività futura.

Esattamente quello che più o meno stiamo facendo a NIA! E che sto facendo anch’io, dopo le osservazioni di Svalgaard che mi hanno convinto, fotografando ogni giorno il Sole con il mio telescopio e confrontando i risultati con le osservazioni passate, in stile J. M.Vaquero dell’ Universidad de Extremadura in Spagna, che su questo ha scritto tantissimo.

Ma quello che Svalgaard suggerisce per interpretare correttamente i dati raccolti in questo modo lo vedremo in un prossimo articolo.

Bibliografia:
[1] Dikpati, M., de Toma, G., Gilman, P.A.: Predicting the strength of solar cycle 24 using a flux-transport dynamo-based tool, Geophys. Res. Lett., 33, L05102, 2006.

[2] Choudhuri, A.R., Chatterjee, P., Jiang, J.: Predicting Solar Cycle 24 with a solar dynamo model, Phys. Rev. Lett., 98, 131103, 2007.

[3] Kenneth Schatten: Modeling A Shallow Solar Dynamo, Solar Physics, 255, 3-38, 2009

Pablito

  1. Luigi
    29 giugno 2010 alle 08:20

    Dalle mia parti si dice che quando metti troppi ingredienti in un piatto poi lo stesso non ha nessun gusto.
    In pratica,tante chiacchiere per poi non arrivare ad una conclusione certa, tanta confusione e ipotesi intanto siamo quasi a Luglio e io alle 01/00 ora locale registro una media di 23 gradi,alle 13/00 sempre ora locale una media di 29 gradi dal 2005 ad oggi siamo scesi di 2 gradi è questo che vorrei mi fosse spiegato.
    Sand come al solito complimenti aspetto il seguito un abbraccio a tutti.

    Luigi (Modugno BA)

  2. 29 giugno 2010 alle 08:55

    I conveyor belt – non li ho capiti.

    Faccio l’ipotesi che nascano dall’effetto di forze mareali che hanno origine nei pianeti. Un po come i monsuni sulla terra.

    Per me poi c’è una contraddizione: Il sole ruota, almeno in superficie più lentamente nelle zone polari rispetto all’equatore. Se i conveyor belt in superficie vanno verso i poli, la rotazione dei poli dovrebbe essere più veloce di quella equatoriale. Portano impulso rotativo dall’equatore verso i poli.

    I conveyor belt si presume, secondo i disegni che vadano in direzione nord – sud o inverso. In realtà verrebbero deviati da forze di Coriolis.

    Come si determina che ci siano i conveyor belt? Come si determina la loro direzione?

    Che siano delle dinamo mi sembra abbastanza chiaro. Il movimento termico degli elettroni è molto più veloce (fattore 30 .. 40) del nuclei. In un gradiente termico quindi vanno a mancare nelle sone più calde. Nascono zone elettricamente cariche. Si muovono. Questo è una corrente elettrica, che crea campi magnetici.

  3. ice2020
    29 giugno 2010 alle 09:44

    I miei complimenti a Pablito…certo che ce n’è di confusione tra i vari fisici solari!

    Tanto che alla fine ci toccherà tornare ai vecchi sistemi di previsione per davvero, basati sul numero delle macchie (ed io direi soprattutto la loro dimensione, come fa il nia’s cont) e solar flux!

    Aspetto cn ansia la seconda parte!

    Simon

  4. Fabio2
    29 giugno 2010 alle 11:41

    Bell’articolo Pablito: è da un po, forse da un anno che Svalgaard batte su questo tasto della necessità di tornare a modelli empirici, ricordo di aver già letto presentazioni in cui lo diceva già apertamente.

    D’altra parte, come avevo segnalato in un articolo pubblicato a fine marzo su NIA, le previsioni circa il prossimo massimo, emesse negli ultimi 5-10 anni, vanno da un minimo di 40 (e anche meno) ad un massimo di 180, con un gran numero di valori intermedi.
    E’ un segnale chiaro che il mondo scientifico non si è ancora messo d’accordo su quale sia il modello migliore per interpretare i cicli solari.

    Inoltre avrei un dubbio:
    il termine inglese “meridional” è da tradurre come “meridionale”, cioè riferito probabilmente all’emisfero meridionale del Sole, oppure come “Meridiano”, cioè indicante una circolazione che procede dalle regioni polari verso quelle equatoriali e viceversa ?

  5. 29 giugno 2010 alle 12:10
  6. Pablito
    29 giugno 2010 alle 12:53

    Sì Fabio2 la circolazione procede dalle regioni polari verso quelle equatoriali, ma nella dizione comunemente usata in Italiano si è sempre parlato di “meridionale”, anche se senza intenderlo riferito solo alle regioni dell’emisfero meridionale. Sono quei gap che portati avanti nel tempo diventano una consuetudine, ma alla fine possono ingenerare confusione. Io ho preferito continuare a tradurlo così, per non sembrare che si parli di qualcosa di completamente diverso.

  7. ice2020
    29 giugno 2010 alle 13:01

    Pablito, San-rio mi ha parlato per e-mail di una tua proposta per confrontare i dati delle sunspot da te rilevate col tuo telescopio cn il nia’s count.

    sn molto interssato a questo, fatti sentire!

    simon

  8. 29 giugno 2010 alle 13:03

    Condivido il tuo interesse Simon,sarebbe una bella cosa….

    ice2020 :Pablito, San-rio mi ha parlato per e-mail di una tua proposta per confrontare i dati delle sunspot da te rilevate col tuo telescopio cn il nia’s count.
    sn molto interssato a questo, fatti sentire!
    simon

  9. Fabio2
    29 giugno 2010 alle 13:08

    Pablito :Sì Fabio2 la circolazione procede dalle regioni polari verso quelle equatoriali, ma nella dizione comunemente usata in Italiano si è sempre parlato di “meridionale”, anche se senza intenderlo riferito solo alle regioni dell’emisfero meridionale. Sono quei gap che portati avanti nel tempo diventano una consuetudine, ma alla fine possono ingenerare confusione. Io ho preferito continuare a tradurlo così, per non sembrare che si parli di qualcosa di completamente diverso.

    Ok, grazie, dunque per “meridionale” si intende meridiana, come peraltro immaginavo.

  10. Pablito
    29 giugno 2010 alle 13:35

    Sì Simon, dopo essermi letto i lavori di Vaquero sulla raccolta storica dei dati delle sunspots e dopo aver colto l’opinione di Svalgaard sull’attuale raccolta dei dati, mi è venuta questa idea. Ossia di raccogliere le immagini con un telescopio simile in potenza a quello dei secoli passati.

    Un tempo i vecchi astronomi usavano riprodurre su carta quello che avevano visto allo strumento ottico. Ora è più semplice perchè basta fare una fotografia che poi metto in rete e che si può sempre andare a reperire se si è in dubbio sul giusto conteggio.

    Ma sto ancora mettendo a punto la tecnica con vari filtri solari per riprodurre la situazione più vicina al passato e quindi confrontabile con le rilevazioni storiche.

    Ti contatto sulla tua email Simon, ora sono fuori sede.

  11. 29 giugno 2010 alle 14:18

    Dall´articolo di pablito si desume che c´è una veritá indiscutibile: I fisici solari si stanno accorgendo che non hanno capito nulla del Sole, o é il Sole che non ha capito nulla di come le cose vanno qui sul pianetino Terra? Se la NASA/NOAA dice che che il massimo dovrá essere nel 2013 il Sole deve ubbidire come un bravo soldatino. O il Sole é anarchico?

  12. andrew
    29 giugno 2010 alle 14:48

    Grande Pablito🙂 e avanti così anche se in effetti a tre anni dal presunto massimo del ciclo 24 non sappiamo ancora di che morte dobbiamo morire cioè sarà un ciclo forte sarà un ciclo debole io non ci capisco più nulla

  13. Fabio2
    29 giugno 2010 alle 15:07

    sand-rio :Dall´articolo di pablito si desume che c´è una veritá indiscutibile: I fisici solari si stanno accorgendo che non hanno capito nulla del Sole, o é il Sole che non ha capito nulla di come le cose vanno qui sul pianetino Terra? …..

    Secondo me sono vere entrambe🙂

  14. Davide M.
    29 giugno 2010 alle 15:08

    Sono molto soddisfatto delle conclusioni di svalgaard di ritornare ai calcoli empirici. Tutti questi modelli matematici fantascientifici si sono dimostrati nel corso degli anni un fallimento. Fallimento che peraltro era facilmente attendibile dato che il sole non e’ una costante e non sa’ usare il pc.
    Ottimo articolo e ottimi anche i precedenti. Mi sono piaciuti molto quelli di elmar sull’energia nucleare e i reattori. Alle prossime, ciao

    Davide M. from Philippines

  15. Fabio2
    29 giugno 2010 alle 15:17

    andrew :Grande Pablito e avanti così anche se in effetti a tre anni dal presunto massimo del ciclo 24 non sappiamo ancora di che morte dobbiamo morire cioè sarà un ciclo forte sarà un ciclo debole io non ci capisco più nulla

    Beh, in realtà la situazione è un po meno confusa di così: diciamo che i fisici solari non hanno ancora capito se il ciclo 24 sarà debole (come Dalton o di poco più forte) oppure abortirà presto.
    Tertium non datur: mi risulta abbiano definitivamente scartato la possibilità di un ciclo paragonabile al 22 o 23.

    Peraltro, correggetemi se sbaglio, da quando si osserva il Sole (400 anni circa) non è stato riscontrato alcun ciclo forte che sia venuto dopo un minimo durato qualche anno e caratterizzato da svariate centinaia di giorni spotless. Ciò non lo esclude del tutto, però lo rende poco probabile, a maggior ragione se consideriamo che il Sole è reduce da 60-70 anni di attività molto intensa.

  16. Fabio2
    29 giugno 2010 alle 15:24

    Inoltre, con riferimento alle alle previsioni di Hathaway sul sito NASA, dal 2006 ad oggi non hanno fatto altro che correggerle al ribasso, grazie ai nuovi dati raccolti, ed ora siamo ad un massimo stimato di 62-63 (anche se smoothed).

    Inoltre molti degli studi recenti che leggiamo sulla rete parlano di un ciclo 24 debole, se non molto debole e persino della concreta possibilità (argomentata) che a breve inizi un Grande Minimo.

  17. andrew
    29 giugno 2010 alle 18:43

    no non sbagli da quanto si legge in giro sembra non ci sia mai stato un ciclo forte dopo un minimo così lungo però boh in questo momento il Sole mi sembra in stan by e a metà strada tra un minimo profondo e un nuovo ciclo insomma mi sembra indeciso sul da farsi

  18. ice2020
    29 giugno 2010 alle 18:44

    Si fabio, la possibilità che vi sia un ciclo forte è molto m amolto remota!

    Le possibilità che restano in piedi vanno da un minimo di damon-dalton ad un vero e proprio maunde.per quest’ultimo urgono molte conferme ovviamente.

  19. ice2020
    29 giugno 2010 alle 18:46

    andrew :

    no non sbagli da quanto si legge in giro sembra non ci sia mai stato un ciclo forte dopo un minimo così lungo però boh in questo momento il Sole mi sembra in stan by e a metà strada tra un minimo profondo e un nuovo ciclo insomma mi sembra indeciso sul da farsi

    ci sn 6-7 Ar nel sole..il ciclo 23 a quest’ora avrebbe dato tutte macchie…ora abbiamo solo la 1084 che sta dando una macchia tra l’altro già in leggera fase di decadenza.

  20. 29 giugno 2010 alle 18:58

    Simon, che tu sappia, qualcuno su solarcycle 24 ha commentato la polaritá della 1084?

  21. ice2020
    29 giugno 2010 alle 19:06

    sand-rio :

    Simon, che tu sappia, qualcuno su solarcycle 24 ha commentato la polaritá della 1084?

    no…quel forum ormai fa ridere…appena qualcuno prova ad uscire dal seminato e a dire qualcosa che cozza cn le loro idee, gli cancellano i messaggi…te lo dico perchè a me è successo!

    infatti evito di scriverci, tanto per loro è sempre tutto normale, dott Svalgaard compreso…

  22. 29 giugno 2010 alle 19:32

    La mia impressione é che come gli struzzi stanno nascondendo la testa sotto la sabbia. Tanto per intenderci questa é la 981 la prima sunspot “ufficile” del ciclo 24 sorta l´8 gennaio 2008 e che come tutti possono vedere era ben minore della attuale 1084. Se ammettessero adesso che la 1084 é una sunspot ciclo 25 dovrebbero dire e SPIEGARE al mondo che il ciclo 24 é in pratica abortito, quindi meglio non dire nulla per adesso sperando che la 1084 sia una “normalissima” macchia trans.

  23. ice2020
    29 giugno 2010 alle 20:09

    Il mese si sta concludendo e per il sidc finirà sotto a gennaio, febbraio e marzo, i 3 mesi della ripresa del ciclo 24 prima di ricadere un’altra volta in una fase di bassa attività!

    Ma ancora una volta il valore dell’RI mensile del sidc sarà nn veritiero, soprattutto se confrontato con il solar flux che chiuderà al 100% sotto a maggio!

    incredibile, nn aggiungo altro!

  24. ALE
    29 giugno 2010 alle 21:54

    Pablito che dire:
    COMPLIMENTI!!!!
    Il problema di fondo è a mio avviso un altro: considerare il Sole come un sistema isolato dal punto di vista dell’elettromagnetismo, trattare come una sfera di plasma isolata un’entità che, come il Sole, in verità è immersa in altri campi magnetici!!!
    A mio avviso, bisogna ricercare la causa del Minimo di Eddy studiando 5 fenomeni correlati:
    1) La diminuzione della “pressione del vento solare” misurata nel 2000 da Ulysses;
    2) La diminuzione del campo magnetico stellare misurata dalla medesima sonda negli anni a cavallo del 2000;
    3) La ridotta estensione delle CHs Polari osservate all’inizio del Minimo di Eddy;
    4) La crescente dissincronia nei picchi di attività dei due emisferi solari, da un lavoro di Makarova e cellabaut (J. Astrophys. Astr. (2008) 29, 69–73).
    5) La violazione della legge di Hale per gli streamers magnetici della corona solare in un lavoro dal titolo “Does a polar coronal hole’s flux emergence follow a Hale-like law?”;

    Tutti fattori che come denominatore comune hanno l’elettromagnetismo!!!!
    Ecco perchè è più che mai importante accumulare dati in maniera coerente, slegandosi da interessi puramente economici al fine di comprendere meglio la nostra stella: il SOLE!
    Merito a NIA dunque per quanto sta facendo da oramai più di due anni nel proporre teorie alternative per giustificare il Minimo in corso, per il Data-Base del SN corretto per poterlo confrontare con il passato.
    ALE

  25. paolo 72
    29 giugno 2010 alle 21:54

    Ciao Simon esattamente un anno fa l’articolo di Ale sull’allineamento…..domenica ormai ha le ore contate!!!secondo te si faranno altri articoli?

  26. lena86
    29 giugno 2010 alle 22:01

    paolo 72 :Ciao Simon esattamente un anno fa l’articolo di Ale sull’allineamento…..domenica ormai ha le ore contate!!!secondo te si faranno altri articoli?

    devi chiederlo ad ale…

  27. giorgio
    29 giugno 2010 alle 22:57

    ALE :Pablito che dire:COMPLIMENTI!!!!Il problema di fondo è a mio avviso un altro: considerare il Sole come un sistema isolato dal punto di vista dell’elettromagnetismo, trattare come una sfera di plasma isolata un’entità che, come il Sole, in verità è immersa in altri campi magnetici!!!A mio avviso, bisogna ricercare la causa del Minimo di Eddy studiando 5 fenomeni correlati:1) La diminuzione della “pressione del vento solare” misurata nel 2000 da Ulysses;2) La diminuzione del campo magnetico stellare misurata dalla medesima sonda negli anni a cavallo del 2000;3) La ridotta estensione delle CHs Polari osservate all’inizio del Minimo di Eddy;4) La crescente dissincronia nei picchi di attività dei due emisferi solari, da un lavoro di Makarova e cellabaut (J. Astrophys. Astr. (2008) 29, 69–73).5) La violazione della legge di Hale per gli streamers magnetici della corona solare in un lavoro dal titolo “Does a polar coronal hole’s flux emergence follow a Hale-like law?”;
    Tutti fattori che come denominatore comune hanno l’elettromagnetismo!!!!Ecco perchè è più che mai importante accumulare dati in maniera coerente, slegandosi da interessi puramente economici al fine di comprendere meglio la nostra stella: il SOLE!Merito a NIA dunque per quanto sta facendo da oramai più di due anni nel proporre teorie alternative per giustificare il Minimo in corso, per il Data-Base del SN corretto per poterlo confrontare con il passato.ALE

    Quoto 100%.Tutto il resto e” mera ipotesi.Quello he tu hai detto Ale invece sono fatti.

  28. ALE
    29 giugno 2010 alle 23:54

    X Paolo72:
    Ci sto già lavorando da tempo ad una specie di resoconto sullo stato attuale del SC24!!!!
    Quello che dice anche il Prof. Svalgaard e il Prof. Hathaway si riassume nella seguente frase: i metodi puramente probabilistici hanno completamente fallito!
    Il modello Dynamo Transport non è in grado di descrivere in pieno il comportamento solare, restano i deterministici ma purtroppo i dati di imput sono troppo pochi!!!! I metodi deterministici non potranno MAI prevedere un Maunder o un minimo analogo perchè semplicemente NON LO CONTEMPLANO!!! Al più un Dalton o un Damon che sono contemplati dai deterministici perchè già vissuti!!! Ecco perchè la manipolazione dei dati sul SN a cui stiamo assistendo è così dannosa, è un vero suicidio scientifico per quella scienza nota come Astrofisica Solare!!! Spero solo che NOAA e SIDC tengano degli archivi paralleli dove si effettuano conteggi non viziati da plateali alterazioni!!!!
    ALE

  29. 30 giugno 2010 alle 00:28

    Il NOAA cercando disperatamente di aumentare il SN si inventa una area che ancora nn sono riuscito ad individuare.
    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html
    Poveri noi come sono caduti in basso!!! Una volta erano la punta di diamante della fisica solare adesso sono solo dei burocrati che stanno agli ordini di qualcuno che vuole che il SN sia adeguato alle previsioni.
    Voi vedete qualche macchia a parte la 1084?
    http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.html
    Questi americani cominciano ad essere ubriachi giá il martedí… figuriamoci cosa si inventeranno o penseranno di vedere venerdí quando saranno completamente brilli di alcool di terza categoria…

  30. Karlo
    30 giugno 2010 alle 01:18

    Bell’articolo,mi piace molto
    Però non sono così depresso e ho dei buoni motivi per questo. Vediamo i fatti: i modelli attuali non funzionano. Quello che c’è di nuovo, in questo lavoro è che non c’è la presentazione di un nuovo modello o di un miglioramento di un modello preesistente ma la presa d’atto che i modelli attuali sono delle baracche. Anche se questo può sembrare deprimente, è proprio su queste basi che si è evoluta gran parte della fisica: ammettere che quanto fatto finora non funziona significa rriprovarci di nuovo, finché avremo un modello magari impreciso ma realistico. Dal canto mio spero che si sbrighino…

  31. Pablito
    30 giugno 2010 alle 07:17

    sand-rio :
    Il NOAA cercando disperatamente di aumentare il SN si inventa una area che ancora nn sono riuscito ad individuare.
    http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html
    Poveri noi come sono caduti in basso!!! Una volta erano la punta di diamante della fisica solare adesso sono solo dei burocrati che stanno agli ordini di qualcuno che vuole che il SN sia adeguato alle previsioni.
    Voi vedete qualche macchia a parte la 1084?
    http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.html
    Questi americani cominciano ad essere ubriachi giá il martedí… figuriamoci cosa si inventeranno o penseranno di vedere venerdí quando saranno completamente brilli di alcool di terza categoria…

    Credo di aver capito da dove si inventano la regione inesistente. Se si confronta l’immagine fotografica utilizzando un normale filtro solare per luce bianca, come quelli utilizzati nel continuum di SOHO o quelli usati dagli astronomi fino a 50-60 anni fa, si vede un’unica regione.
    Ma se si guarda il Sole con un filtro Coronado H-Alpha 0.75A (ho guardato ieri) se ne vedono due (la seconda quasi in mezzo all’equatore). Ma non è serio!
    Perchè la seconda regione è solo il buco rimasto da un flare visibile solo con un filtro speciale! Non si possono contare macchie fuori dalla luce visibile. Non è più una statistica basata sui dati usati da tempo, ma si cambiano le regole del gioco. Ecco come fanno a contare le macchie in più!

  32. erdeluca
    30 giugno 2010 alle 07:21

    elmar :I conveyor belt – non li ho capiti.
    Faccio l’ipotesi che nascano dall’effetto di forze mareali che hanno origine nei pianeti. Un po come i monsuni sulla terra.
    Per me poi c’è una contraddizione: Il sole ruota, almeno in superficie più lentamente nelle zone polari rispetto all’equatore. Se i conveyor belt in superficie vanno verso i poli, la rotazione dei poli dovrebbe essere più veloce di quella equatoriale. Portano impulso rotativo dall’equatore verso i poli.
    I conveyor belt si presume, secondo i disegni che vadano in direzione nord – sud o inverso. In realtà verrebbero deviati da forze di Coriolis.
    Come si determina che ci siano i conveyor belt? Come si determina la loro direzione?
    Che siano delle dinamo mi sembra abbastanza chiaro. Il movimento termico degli elettroni è molto più veloce (fattore 30 .. 40) del nuclei. In un gradiente termico quindi vanno a mancare nelle sone più calde. Nascono zone elettricamente cariche. Si muovono. Questo è una corrente elettrica, che crea campi magnetici.

    I gusci più esterni del sole sono quelli meno densi e più fluidi; grazie a questa fluidità i moti diventano turbolenti e tendono a distribuire uniformemente le quantità di moto (verso l’equatore la turbolenza tende a diminuirie il momento della quantità di moto, verso i poli la turbolenza tende ad aumentere il momento della quantità di moto dei gusci più esterni ripetto alla quantità di moto che avrebbe una sfera rigida).
    La parte più interna del sole è anche quella più massiccia e meno “fluida” (tende a comportarsi come un corpo rigido) ha un gran momento di quantità di moto ed è quella parte che verso l’equatore tende a fornire nuova quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno persa per effetto dei moti turbolenti, mentre, verso i poli, tende a sottrarre quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno acquistata per effetto dei moti turbolenti.
    E’ per questo comportamento che osserviamo nel guscio più esterno la regione equatoriale con una velocità angolare diversa rispetto alle regioni polari (in un corpo rigido la velocità angolare è sempre uguale a tutte le latitudini).
    La differente velocità angolare tra i gusci più interni e quelli più esterni genera dei moti di circolazione con asse parallelo ai meridiani e che tende a diventare parallelo ai paralleli per effetto della diversa veocità angolare alle diverse latitudini e per Coriolis.
    Io i moti interni del sole li immagino così. Forse sbaglio.
    Ciao

  33. 30 giugno 2010 alle 07:56

    erdeluca :

    elmar :I conveyor belt – non li ho capiti.
    Faccio l’ipotesi che nascano dall’effetto di forze mareali che hanno origine nei pianeti. Un po come i monsuni sulla terra.
    Per me poi c’è una contraddizione: Il sole ruota, almeno in superficie più lentamente nelle zone polari rispetto all’equatore. Se i conveyor belt in superficie vanno verso i poli, la rotazione dei poli dovrebbe essere più veloce di quella equatoriale. Portano impulso rotativo dall’equatore verso i poli.
    I conveyor belt si presume, secondo i disegni che vadano in direzione nord – sud o inverso. In realtà verrebbero deviati da forze di Coriolis.
    Come si determina che ci siano i conveyor belt? Come si determina la loro direzione?
    Che siano delle dinamo mi sembra abbastanza chiaro. Il movimento termico degli elettroni è molto più veloce (fattore 30 .. 40) del nuclei. In un gradiente termico quindi vanno a mancare nelle sone più calde. Nascono zone elettricamente cariche. Si muovono. Questo è una corrente elettrica, che crea campi magnetici.

    I gusci più esterni del sole sono quelli meno densi e più fluidi; grazie a questa fluidità i moti diventano turbolenti e tendono a distribuire uniformemente le quantità di moto (verso l’equatore la turbolenza tende a diminuirie il momento della quantità di moto, verso i poli la turbolenza tende ad aumentere il momento della quantità di moto dei gusci più esterni ripetto alla quantità di moto che avrebbe una sfera rigida).
    La parte più interna del sole è anche quella più massiccia e meno “fluida” (tende a comportarsi come un corpo rigido) ha un gran momento di quantità di moto ed è quella parte che verso l’equatore tende a fornire nuova quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno persa per effetto dei moti turbolenti, mentre, verso i poli, tende a sottrarre quantità di moto ai gusci esterni che l’hanno acquistata per effetto dei moti turbolenti.
    E’ per questo comportamento che osserviamo nel guscio più esterno la regione equatoriale con una velocità angolare diversa rispetto alle regioni polari (in un corpo rigido la velocità angolare è sempre uguale a tutte le latitudini).
    La differente velocità angolare tra i gusci più interni e quelli più esterni genera dei moti di circolazione con asse parallelo ai meridiani e che tende a diventare parallelo ai paralleli per effetto della diversa veocità angolare alle diverse latitudini e per Coriolis.
    Io i moti interni del sole li immagino così. Forse sbaglio.
    Ciao

    grazie della risposta. Ho il sospetto che per un modello del sole, che con una simulazione numerica possa dare risposte, per esempio presentare come risultato il ciclo di 22 anni del campo magnetico, siamo molto all’inizio.

    Penso che la sismografia solare dovrebbe dare un po’ di informazioni sui movimenti.

  34. ice2020
    30 giugno 2010 alle 09:25

    Pablito :

    sand-rio :Il NOAA cercando disperatamente di aumentare il SN si inventa una area che ancora nn sono riuscito ad individuare.http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.htmlPoveri noi come sono caduti in basso!!! Una volta erano la punta di diamante della fisica solare adesso sono solo dei burocrati che stanno agli ordini di qualcuno che vuole che il SN sia adeguato alle previsioni.Voi vedete qualche macchia a parte la 1084?http://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/mdi_igr/1024/latest.htmlQuesti americani cominciano ad essere ubriachi giá il martedí… figuriamoci cosa si inventeranno o penseranno di vedere venerdí quando saranno completamente brilli di alcool di terza categoria…

    Credo di aver capito da dove si inventano la regione inesistente. Se si confronta l’immagine fotografica utilizzando un normale filtro solare per luce bianca, come quelli utilizzati nel continuum di SOHO o quelli usati dagli astronomi fino a 50-60 anni fa, si vede un’unica regione.Ma se si guarda il Sole con un filtro Coronado H-Alpha 0.75A (ho guardato ieri) se ne vedono due (la seconda quasi in mezzo all’equatore). Ma non è serio!Perchè la seconda regione è solo il buco rimasto da un flare visibile solo con un filtro speciale! Non si possono contare macchie fuori dalla luce visibile. Non è più una statistica basata sui dati usati da tempo, ma si cambiano le regole del gioco. Ecco come fanno a contare le macchie in più!

    No ragazzi…hanno contato una nuova regione (1085) alla destra della 1084 durata solo qualche ora che nn prendeva il numero col nostro conteggio e col Layman:

    https://daltonsminima.wordpress.com/the-laymannias-count/

    Simon

  35. Pablito
    30 giugno 2010 alle 11:52

    È vero. Quando ho fotografato io il Sole, alle 04:51 UTC, un ora e mezzo prima della la loro ripresa non c’era ( http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Sole/Sole201006290451.jpg ).
    E la loro immagine successiva è solo delle 16:00 ed è quasi scomparsa. Ma ti posso assicurare che alle 15:53, quando ho riguardato con il telescopio, non si vedeva proprio più da terra.
    Se queste sono le macchie da contare, al NOAA sono proprio disonesti.

  36. ice2020
    30 giugno 2010 alle 11:54

    Pablito :

    È vero. Quando ho fotografato io il Sole, alle 04:51 UTC, un ora e mezzo prima della la loro ripresa non c’era ( http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Sole/Sole201006290451.jpg ).
    E la loro immagine successiva è solo delle 16:00 ed è quasi scomparsa. Ma ti posso assicurare che alle 15:53, quando ho riguardato con il telescopio, non si vedeva proprio più da terra.
    Se queste sono le macchie da contare, al NOAA sono proprio disonesti.

    l’ha contata anche il sidc!

    Ora capsci perchè sn quasi 3 anni che mi incazzo?

    (scusate per la parolaccia)

  37. Darkman79
    30 giugno 2010 alle 14:30

    in prima pagina sul sito http://www.ansa.it

    Antartide: ghiacci più sottili, allarme da satelliti Dalle rilevazioni del radar europeo di Envisat

    http://ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/06/30/visualizza_new.html_1848315534.html

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