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OCEANI E CO2: siamo sicuri che sia la temperatura che aumenta a causa della CO2 e non il contrario?

22 giugno 2010 27 commenti

Come ben sapete la CO2 in atmosfera sta rapidamente aumentando, ma per quanto aumenti velocemente si tratta di infinitesimali quantità rispetto agli altri gas che compongono l’atmosfera terrestre.

Ma qual è la causa dell’aumento dell’anidride carbonica nell’aria? Se lo chiedessimo ad un qualsiasi ente ufficiale la risposta sarebbe “l’uomo”. Noi con le auto, le centrali, le industrie, ecc… abbiamo inquinato l’atmosfera di “gas serra” che sarebbe in grado di provocare sconvolgimenti climatici catastrofici passando da uno 0,029% ad uno 0,039% nel giro di oltre 100 anni. Ovviamente loro non risponderebbero così altrimenti nemmeno la persona più ignorante in materia che esista sulla Terra riuscirebbe a credergli.

Nei grafici dell’IPCC si vede sempre una linea in salita della CO2 e una in salita delle temperature che tanto spaventano quelle povere persone che alla TV sentono dire che moriranno di caldo e che non avranno più acqua o che il mare all’allagherà la loro città costiera. Ma siamo sicuri che sia la temperatura che aumenta a causa della CO2?

E se fosse l’esatto contrario?

Prendiamo un esempio molto vicino nel tempo: el nino 2009/10. Durante questo evento le temperature degli oceani come consono ad ogni evento di ENSO+ si sono alzate notevolmente e rapidamente tanto che abbiamo raggiunto il record di AMO+ per il mese di maggio. Coincidenza, proprio quest’anno l’aumento di CO2 in atmosfera è stato molto più rapido degli altri anni.

L’esatto contrario è avvenuto con l’aumento precedente a questo, quando si veniva da oltre 1 anno di nina che avevano fatto calare le SST globali.

Quando l’acqua viene scaldata la sua capacità di trattenere gas diminuisce. L’esempio più evidente lo abbiamo quando scaldiamo l’acqua in un pentolino. Vedremo che a mano a mano che l’acqua si scalda tante piccole bollicine inizieranno a staccarsi dal fondo, fino ad arrivare ad un certo punto in cui l’acqua inizierà a bollire. Se pensiamo che lo stesso fenomeno avviene negli oceani continuamente allora si potrebbe spiegare il minuscolo aumento di CO2 nell’aria. Consideriamo inoltre che gli oceani occupano una superficie pari al 71% di quella terrestre e stanno emettendo nell’aria piccole quantità di anidride carbonica per tutta la loro superficie (maggiormente nelle zone tropicali che oggi sono più calde a causa anche di el nino).

Altro fatto su cui soffermarsi è la ciclicità annuale dell’anidride carbonica. Si dice che a causa della maggior quantità di terre emerse nel nord emisfero durante la nostra estate la CO2 cali grazie alla maggior quantità di verde. Ma perché non vederla anche in un altro modo? Durante l’inverno australe gli oceani si raffreddano ed essendo nell’emisfero sud molto più estesi assorbono una gran quantità di anidride carbonica, mentre durante la loro estate gli oceani rilasciano la CO2 assorbita con gli interessi.

Andiamo quindi a vedere come varia la CO2 in correlazione ai cambiamenti delle temperature oceaniche.

(Grafico realizzato da Alessandro Partignani)

Linea blu: SSTA (Sea Surface Temperature Anomaly)

Linea fucsia: tasso di crescita della CO2.

La correlazione è a dir poco impressionante, unici momenti in cui i due valori si distaccano è nei periodi seguenti a forti eruzioni vulcaniche.

La prova del 9 di questa correlazione la avremo nei prossimi anni che saranno caratterizzati da:

-PDO negativa

-ENSO che inizierà un lungo periodo di prevalente negatività

-AMO che invertirà la tendenza ed inizierà a calare (probabile crollo nei prossimi mesi a causa della nina) fino a tornare in fase negativa attorno al 2025.

-Bassa attività solare.

Sicuramente questi fattori insieme porteranno ad un calo della temperatura globale che, se fosse vera la correlazione tra oceani e CO2, sarebbe accompagnato da un’inversione di rotta o almeno una stabilizzazione della CO2. Potrebbe anche essere che vi sia tra l’altro un trend di fondo “a lungo termine” che impedisca una seria interruzione della risalita. Infatti l’anidride carbonica è iniziata ad aumentare sin da quando le temperature globali sono iniziate a risalire dopo la fine dell’ultima glaciazione. Nulla esclude che buona parte dell’impennata finale di questo gas sia imputabile all’uomo, ma non di certo come ci vogliono far credere, tutto l’aumento registrato è causa nostra.

PDO:

AMO:

MIKI03

E… se l’estate non volesse partire? ENSO e ITCZ (parte 1)

20 maggio 2010 89 commenti

A differenza di tutti gli altri anni con eventi di EL NINO rilevanti durante l’inverno, questo rischia di vedere un’estate in pesante ritardo.

Intanto guardiamo a quello che è accaduto al ciclo ENSO negli ultimi mesi:

El nino ha fatto registrare un picco a circa +1.9°C in zona 3.4, mentre è rimasto sul neutro/debole in zona 1. Nelle ultime settimane è avvenuta la transizione da el nino west based a el nino est based, e ,subito dopo, il veloce crollo delle anomalie di temperature. Proprio in questi giorni infatti la nina sta mandando i primi segnali con zone che cominciano a mostrare anomalie di segno -.

Le previsioni mostrano chiaramente una nina moderata in zona 1+2 già fra un mese e mezzo, mentre saremo su un livello da nina debole in zona 3.4.

Abbiamo quindi un tassello che sembra voler favorire un getto non troppo teso, come tipico nelle estati in cui ancora e lnino imperversa.

Oltre alla ventura nina a favorire una estate in ritardo c’è l’ITCZ basso. Andiamo  quindi a vedere le cause di questo ITCZ basso e perché potrebbe perdurare per buona parte della stagione estiva:

L’ITCZ non è altro che una linea immaginaria che delimita la stagione piovosa da quella secca in africa centrale. Questa linea piovosa è influenzata e a sua volta influenza le configurazioni bariche. Quando si alza spinge a nord anche l’alta pressione africana, quando è bassa permette l’instaurarsi di una bassa pressione nord africana che al primo spiffero atlantico si aggancia e risale a nord portando abbondanti precipitazioni, come accaduto venerdì e sabato scorsi (14-15 maggio).

La causa della anomalia dell’ITCZ è da ricercare soprattutto nella disposizione delle SSTA atlantiche, infatti il famoso “tripolo atlantico”  positivo-negativo-positivo, favorisce la formazione di un HP sull’atlantico subequatoriale che impedisce alla linea perturbata dell’ITCZ di salire a nord e, grazie alle anomalie negative nel golfo di Guinea, questa linea è favorita  in uno sviluppo più meridionale.

Ecco che quindi l’ITCZ rimane basso e l’HP africano non riesce a salire.

La situazione è destinata a durare ancora qualche mese, visto che le SSTA non sono i grado di variare velocemente.

Ma attenzione: anche senza HP africano può fare caldo, con un semplice richiamo prefrontale. L’unica differenza è che non si riescono ad avere anticicloni fissi per settimane sul mediterraneo!

Indice a sfavore di un’estate fresca è lo IOD che risulta ora in fase positiva. Questo indice, insieme alla QBO-, promette  forti risalite calde stile estate 2007, che quest’anno potrebbero però interessare solo l’estremo sud.

Insomma, quest’estate sembra voler partire in ritardo su buona parte dell’Italia e fino a fine luglio pare che non voglia fare voce grossa..

Nel prossimo articolo:

Aggiornamenti

+

SST atlantiche e piovosità primaverile sul mediterraneo. Come influiranno sulla prossima estate?

MIKI 03 (RN)

Il freddo di questo inverno nell´emisfero nord potrá avere delle ripercussioni sulla stagione degli uragani

22 marzo 2010 44 commenti

Il blocco della alta  pressione nelle regioni polari che ha dominato l’inverno e prodotto un record di  basse oscillazione artiche e un inverno freddo alle medie latitudini dell’emisfero settentrionale ha avuto ed avrá degli  effetti anche più a sud e che potrebbe avere delle  implicazioni sulla prossima  stagione degli uragani (di seguito).

Questo blocco polare ha spinto l´alta pressione subtropicale  piú  a sud del normale  e lo ha reso più debole. I venti sono stati meno forti del normale e la nuvolosità e le precipitazioni sono  quasi scomparse  nelle zone  subtropicali.

La pressione media invernale (di cui sopra) è stata inferiore al normale, con il centro piú sud del normale.

La media dei venti di superficie in questo inverno (sopra) sono stati più deboli del normale e con quelli subtropicali più deboli che hanno rimescolato meno le acque e  sviluppato  una pozza d’acqua  superficiale piú calda del normale e ad una minore risalita di acqua fredda al largo dell’Africa del Nord causato dai venti piú forti del normale in questa zona.

Inoltre con l’alta pressione piú a sud della norma, la nuvolosità (di cui sopra) è stata molto minore del normale a causa dei cedimenti,  il che ha ulteriormente permesso al sole di  riscaldare di piú l’acqua (di seguito, allargato qui).

Le tempeste tropicali sono un meccanismo di compensazione del calore, eliminando l´eccesso di calore dell´oceano tropicale che si ha durante  l’estate con un picco a fine estate  inizio autunno e il trasporto  verso  nord di questo eccesso di calore latente sotto forma di un  sensibile aumento delle tempeste tropicali. La scorsa stagione peró é stato eliminato meno calore  che in una normale stagione attiva.

Il grande interrogativo è che, se El Nino si blocca, ci sarà il tempo sufficiente ad incidere in questa stagione. Le stagioni dopo anni di El Nino tendono a vedere un rimbalzo grande attività (di seguito, allargato qui).

La maggior parte dei modelli  ENSO suggeriscono che El Niño muore questa estate.  Tuttavia il vento da ponente  continua a mantenere un termoclino represso nel Pacifico centrale, con onde di Kelvin che portano acqua calda verso est. Assomiglia almeno a un altro rimbalzo del fenomeno del Nino anche se con l’acqua più calda  più verso il Pacifico centrale.

A più lungo termine, una situazione negativa DOP (temporaneamente indebolito da El Nino), dovrebbe garantire che il prossimo evento principale ENSO  è una  Nina, forse entro la fine dell’anno. Vedi post qui.

Articolo di Giuseppe D´Aleo, fonte: http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=en&langpair=auto%7Cit&u=http://icecap.us/images/uploads/Cold_winter_warm_tropics.pdf&rurl=translate.google.com&twu=1&usg=ALkJrhhsV2wwU1QG2LtR558v59A_XKsLgA

http://www.icecap.us/index.php/go/joes-blog

SAND-RIO

El nino west, QBO in bilico tra + e -. Proviamo ad inquadrare la primavera-estate.

12 marzo 2010 55 commenti

Ormai da ottobre si è parlato spesso di come questo Nino west based andasse a complicare la previsione per questo inverno che, nonostante ciò, si è rivelata abbastanza buona. Intanto questo trimestre invernale punta a battere il record di AO- grazie al Nino sommato alla QBO- (quasi neutra) e al minimo solare che hanno letteralmente distrutto il VP impedendone per tutto l’inverno una seria ripresa.

Allora, come dicevo ormai da ottobre questo Nino si è sviluppato molto ad ovest e, dopo un tentativo di esplodere ad est a novembre, li è rimasto. Tutt’ora si prevede per la zona 3.4 una persistenza anche per la stagione estiva di un’anomalia piuttosto marcata con ritorno nella neutralità/nina debole solo da luglio-agosto.

Nel frattempo in zona 1+2 l’anomalia sarebbe neutra/deb. positiva con possibili tendenze al deb. negativo andando avanti con la stagione.

Già detto questo si potrebbe dire che sarà una primavera-estate tutta da scoprire, ma a complicare ancora di più le cose è la QBO. Come sappiamo la QBO ha cicli di circa due anni o poco meno, appunto Quasi Biennial Oscillation. Ma quest’anno il ciclo negativo è…. Positivo!
Infatti l’inversione dei venti è avvenuta si a 30hPa, ma a 50hPa la QBO non accenna a scendere! Il dato di gennaio risulta in aumento da +1.44 di dicembre a +1.74, mentre in questa fase solitamente ci si trova attorno ai -10. La QBO- in estate è molto “pericolosa” in quanto porta spesso ad estati veramente bollenti. Questa positività imprevista potrebbe forse darci una mano a smorzare gli effetti caldi del Nino?
Proviamo ad analizzare gli anni con Nino west-based e QBO a 50hPa NEGATIVA:

possiamo notare una fortissima componente subtropicale nel periodo marzo-agosto, mentre analizzando le primavere-estati con nino west e QBO a 50hPa POSITIVA….

ecco che le correnti artiche potrebbero portare ad una fresca primavera-estate.
Per ora siamo stranamente in fase POSITIVA della QBO… a questo punto la cosa si fa molto interessante per la possibile evoluzione dei prossimi mesi!
(Prossimo aggiornamento a metà aprile circa)

Fonti:

Dati reanalisi:

http://www.esrl.noaa.gov/psd/cgi-bin/data/composites/printpage.pl

Valore QBO 30hPa e 50hPa

http://www.cpc.noaa.gov/data/indices/qbo.u30.index

http://www.cpc.noaa.gov/data/indices/qbo.u50.index

Previsioni Stagionali el Nino:

http://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/people/wwang/cfs_fcst/

MICHELE (RN)

La Corrente Circumpolare Antartica e la sua influenza sul clima della Terra

28 ottobre 2009 13 commenti

Ecco la seconda parte sulla CCA, per chi si fosse perso o rivolesse leggere la prima parte introduttiva:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/10/22/la-corrente-circumpolare-antartica/

La CCA (Corrente Circumpolare Antartica) é una potente e fredda corrente che circonda tutto il continente antartico mettendo in comunicazione tutti gli oceani.

A dispetto del suo flusso relativamente lento la CCA è la corrente che muove la maggior massa d’acqua del pianeta raggiungendo profondità compresefra i 2000 e i 4000 metri e una larghezza di circa 2000 km. La corrente è alimentata da fortissimi venti provenienti da occidente.

4_oceancirc

Gli scienziati stanno studiando ancora queste correlazioni tra ACC e clima ma giá hanno notato che la ACC controlla il clima in  4 modi:

1 Collegando il mondo l’ACC ridistribuisce il calore e altre proprietà che influenzano i modelli di temperatura e delle precipitazioni tra i 3 oceani.

2 Il movimento verticale delle acque, causato dal gelo antartico durante l’inverno e il surriscaldamento durante l’estate, controlla il rinnovo delle acque profonde negli oceani mondiali.

3. C’è uno scambio di gas, come ossigeno e anidride carbonica, con l’atmosfera sulla superficie del mare. L’oceano contiene 50 volte più carbonio dell’atmosfera, in modo che il tasso al quale l’anidride carbonica viene assorbita dall’ Oceano Meridionale puó direttamente influenzare i cambiamenti climatici.

4. Con la variazione di temperatura dell´onda circumpolare antarirtica (ACW) e la sua influenza sul fenomeno ENSO.

5 acc3

Riguardo al 4° punto, gli scienziati utilizzando i dati piú recenti provenienti dai satelliti, che misurano la temperatura superficiale del mare e l’altezza, hanno notato che la temperatura dell’acqua varia nella corrente circumpolare antartica, alcune parti sono 2-3 ° C più calde (indicati in rosso), mentre altre parti sono 2 — 3 gradi C più fredde (in blu) rispetto alla media.

Ci sono due piscine più calde e due piscine più fredde e ognuna di esse è di diverse migliaia di chilometri di lunghezza e migliaia di metri di profondità. Essi sembrano essere dovuti alle interazioni tra l’atmosfera e l’oceano. Le regioni sembrano muoversi verso est con l’ACC e durano circa 8-9 anni per girare tutto il mondo nelle latitudini meridionali. Questo fenomeno è stato battezzato il “circumpolare antartica Wave” (ACW). Ricercatori ritengono che l’ACW può avere una notevole influenza sui modelli meteo nel sud Australia, Sud America e Sud Africa.

6 acw2

L’onda (ACW) è stata scoperta contemporaneamente da Warrwn White e RG Peterson, e da Jacobs e Mitchell; nel 1996. Da allora alcuni oceanografi considerano ormai la ACW come parte dell´ENSO.

In particolare le variazione di temperatura delle piscine di acqua piú calda e fredda all´interno della CCA entrerebbero a far parte delle variazioni di temperatura della corrente fredda di Humboldt che partendo proprio dalla CCA costeggia tutta la costa cilena, peruviana fino all´ecuador per poi, grazie alla forza di Coriolis che nell´emisfero sud spinge da est verso ovest, si va ad incontrare con le acque calde equatoriali. La ciclicitá delle piscine nella CCA, che hanno una variabilitá tra + calda a + fredda di circa 4° – 6° C. influenzerebbero i cicli del Niño e Niña. E da qui le influenze sul clima del pianeta. Tutto é ancora in fase di discussione e studio, ma il clima é una scoperta che si fa giorno dopo giorno e con le esperienze sul “campo” che poi vengono verificate dai modelli computerizzati e non viceversa adattando il clima ai modelli matematici.

SAND-RIO

Continuiamo a seguire l’evoluzione del NINO: come l’evento 2009/2010 potrebbe non influire negativamente sull’inverno (parte 2)

15 ottobre 2009 23 commenti

Essendo passato diverso tempo dalla prima parte rimetto qui il link per dare la possibilità di leggerla anche a quelli che ancora non frequentavano il blog o che semplicemente non si ricordano:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/09/19/continuiamo-a-seguire-l%e2%80%99evoluzione-del-nino-come-l%e2%80%99evento-20092010-potrebbe-non-influire-negativamente-sull%e2%80%99inverno-parte-1/

Partiamo con la correlazione che c’è tra il SOI e l’ENSO. Senza dare troppe spiegazioni posto questo grafico che rappresenta con la linea blu il SOI e con quella rossa l’ENSO moltiplicato per -10 (cioè ad indice ENSO positivo corrisponde il suo inverso moltiplicato per 10: Per esempio se l’indice ENSO è +2.3 il calcolo è il seguente -2.3X10= -23)

come si può vedere il SOI corrisponde quasi perfettamente con l’ENSO. Se volessimo quindi calcolare il picco massimo di questo evento potremo fare -12 (valore minimo su media di 30 giorni per ora raggiunto) X-10= +1.2 (picco massimo di questo evento di el nino). Il risultato non dista molto dalle previsioni ufficiali che ora prevedono un picco massimo a +1.5 nel trimestre NDJ. Attualmente i valori della varie zone sono i seguenti (approssimati a 0.1):

zona 1: +0.1°C

zona 2: +0.1°C

zona 3: +0.8°C

zona 4: +1.1°C

Come possiamo vedere i valori non sono ancora alti, esclusa la zona 4. Ed ecco che arriviamo al dunque: la zona 3 e 4 sono le più occidentali e quindi semplicemente guardando i dati possiamo dire che si tratta di un EL NINO piuttosto occidentale. Con occidentale si intende quindi un evento che si sviluppa nel pacifico centro-occidentale e non interessa le zone a ridosso dell’america. Per rendere meglio l’idea posto una cartina con le varie zone:

La 3 e la 4 sono quelle considerate occidentali.

Passiamo ora ad analizzare l’influenza sull’inverno europeo con questo tipo di NINO:

Calcolando le anomalie invernali in situazione di nino occidentale di qualsiasi entità sull’europa risulta la seguente mappa di anomalia di temperature a 850hPa:

Se poi prendiamo solo gli inverni con nino occidentale di debole entità risultano anomalie ancora più evidenti:

Insomma, continuando di questo passo potrebbe attenderci un inverno predominato da correnti orientali.

Intanto la QBO è in campo nettamente negativo e quindi favorisce incursioni da EST, di cui una tosta già a metà di questo mese, ma contemporaneamente sbarra le perturbazioni atlantiche che portano neve sui ghiacciai e piogge abbondanti e ben distribuite. Le zone che maggiormente risentono del’assenza di perturbazioni atlantiche sono quelle del nord-ovest italiano che senza minimo sul Tirreno accumulano poca pioggia e che con correnti da nord e da est sono prevalentemente sotto fohn. Le zone invece più favorite con le correnti da est sono le adriatiche e la pianura padana orientale fino alla Puglia, la Basilicata la Calabria e in certi casi anche la Sicilia che tra frontali e l’effetto stau accumulano diverse precipitazioni.

Quindi si può concludere che quest’inverno al contrario dello scorso potrebbe essere freddo e nevoso per le regioni più orientali della penisola, mentre più secco per il versante ovest dell’appennino e il nord-ovest.

Prossimi aggiornamenti sull’evoluzione per l’inverno a metà novembre.

MICHELE (RN)

Situazione del Niño a settembre

10 ottobre 2009 25 commenti

SÍNTESI
Durante il settembre si sono mantenute le anomalie positive della temperatura superficiale del mare (TSM) nell´oceano equatoriale centrale e orientale. Gli alisei si sono mantenuti deboli nel margine occidentale. Le condizioni attuali atmosferiche e oceaniche, cosí come i modelli computerizzati, indicano una fase di Niño dell´ENOS che si dovrebbe mantenere fino ai mesi di dicembre-febbraio.

SITUAZIONE OSSERVATA NEL PACIFICO EQUATORIALE.
A settembre le anomalie della TSM nel pacifico centrale e orientale non hanno superato il +1°C. tranne che in piccole aree ridotte. (Fig 1). A est del 120° meridiano, anche se predominano acque calde sopra al normale, si é avuto un piccolo raffreddamento rispetto al mese di agosto. Nel margine occidentale, in generale predominano TSM vicino al normale o lievemente superiori.

 

enos1
Le anomalie sono calcolate in base alla media 1982-1996 Fonte NOAA-CIRES/CDC

Rispetto alla evoluzione settimanale delle anomalie della TSM medie nelle regioni NIño, si é avuta una tendenza negativa, tranne che nella regione Niño4, che si é mantenuta quasi senza cambiamenti. Le anomalie alla fine del mese di settembre sono state di -0,3°C. nella regione 1.2; di +0,6°C. nella regione Niño3; di +0,7C. nella regione Niño 3.4 (la piú importante) e di +0,8°C. nella regione Niño 4.
Ricordo che per aversi una fase di Niño occorre che per almeno 3 mesi di seguito si abbia una temperatura uguale o superiore a 0,5°C. nella regione Niño 3.4.
Al contrario una temperatura di – 0,5° C. per almeno tre mesi si seguito nella regione Niño 3.4 per avere una fase di Niña.
I venti alisei a est della linea mediana si sono mantenuti vicino al normale, mentre a ovest si sono osserbati alisei deboli inferiori al normale. Ai livelli superiori dell´atmosfera si sono viste anomalie di vento da ovest.
Rispetto ai livelli sottomarini del Pacifico equatoriale, in media si é osservato un raffreddamento nei primi 300 Mt. di profonditá tra la linea mediana e il sudamerica. Intanto le continue osservazioni hanno fatto notare lo spostamento del nucleo delle anomalie positive, e circa a metá mese, ha cominciato a intensificarsi un nuovo nucleo di anomalie positive attorno al 170° Est a 100 Mt di profonditá. L´ultima settimana di settembre la zona delle acque piú calde del normale si estendevano al largo di tutto il Pacifico, ad una profondita di 100-150 Mt. I nuclei di acqua piú calda si trovano tra i 180-170° Est attorno ai 125 Mt di profondita, e un altro nucleo a est del 130° tra i 25 e 100 mt di profonditá. In entrambi i casi la maggiore anomalia era di +3°C.. Peró attorno al 140°Est e a 125 Mt di profonditá si é osservata un nucleo di anomalie negative con temperature di -2° C. rispetto al normale.
Durante il mese di settembre, l´indice delle oOscillazioni del Sud (IOS) é passato da valori negativi a positivi, con una media mensile di +3. Intanto negli ultimi giorni di settembre e nei primi giorni di ottobre é di nuovo cambiata la tendenza. Nella Fig. 2 é rappresentata la evoluzione giornaliera dell´indice medio mobile a 30 giorni. Si deve dire che l´IOS ancora non ha avuto valori negativi persistenti come era atteso in una fase di Niño quando i valori tipicamente si trovano inferiori a -7. L´attivitá convettiva tra la linea mediana e i 140°Est sono stati superiori al normale, mentre che a sudest dell´Asia e la maggior parte dell´Australia sono stati inferiori al normale.
1

FONTE: BUREAU OF METEOROLOGY- AUSTRALIA
L´evoluzione dell´indice Oceanico del Niño- media mobile di tre mesi della anomalia TSM sulla regione Niño 3.4 riflette il riscaldamento menzionato. Il valore corrispondente a luglio-settembre é stato di +0,8°C. per cui giá si sommano  3 mesi con valore ONI superioe a +0,5°C. dichiarando quindi ufficialmente una fase di Niño.

PREVISIONI
Per quanto riguarda l´evoluzione del fenomeno ENOS per i prossimi tre mesi, i pronostici e i modelli dinamici e statistici coincidono in un incremneto delle anomalie positive della TSM nel Pacifico centro-orientale. In particolare per la regione Niño 3.4, le anomalie della TSM previste per il trimestre ottobre-dicembre (OND)  oscillano tra i +0,5°C. e i +2°C. (Fig 3) mostrando in generale una diminuzione della stessa a partire da dicembre-febbraio2010 (DJF).
Espresso in valori probabilstici, esiste un 85% di probabilitá che si osservi una condizione di Niño a (OND) e un 80% (DJF). Cioé, a pesare della diminuzione nella grandezza del riscaldamento, si attende una condizione di Niño almeno fino a febbraio 2010.
enos3

FONTE: CPC- NOAA – EE.UU.,  BUREAU OF METEOROLOGY – AUSTRALIA – IRI

RIASSUMENDO:
Attualmente le condizioni oceaniche mostrano un riscaldamento con anomalie superiori in media allo 0,5°C.
I venti alisei si mantengono normali o deboli a ovest.
Sotto la superficie si notano nuclei di anomalie TSM positive al centro e a est.
L´IOS di settembre é stato di +3 che é un valore di condizione neutrale
Nella linea equatoriale, la nuvolisitá a ovest della lina mediana é stata superiore al normale, mentre a sudest dell´Asia e Australia é stata inferiore al normale.
La maggior parte dei modelli predicono un evento Niño nel trimestre ottobre-dicembre con TSM superiore al normale nella regione Noño 3.4 indicando la continuazione del fenomeno.

Da tutto quello che emerge sembra che questo Niño sará tra il debole e il moderato, smentendo ancora una volta chi aveva sbandierato un fenomeno Niño violento inferiore solo a quello del 2003!!!

SAND-RIO