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L’indice AMO torna a scendere

11 ottobre 2009 11 commenti

Il valore del mese di Settembre 2009 dell’indice AMO è stato di +0.110, in discesa rispetto ai valori di Luglio e Agosto, rispettivamente di +0.282 e +0.205

Il valore è molto più basso rispetto a quello dello scorso anno, ci sono quindi buone possibilità che l’indice durante l’inverno torni negativo, come già fatto quest’anno, inoltre il valore di settembre risulta il più basso dal Settembre 96, quindi le aspettative sono buone e pare proprio che l’indice abbia iniziato la sua fase discendente.

Bisogna a questo punto però dire una cosa, l’indice AMO non è un indice lineare, che basa le proprie anomalie su una media precalcolata, il dato infatti viene ricavato eliminando il trend di fondo che la serie possiede, ecco l’indice come viene realmente misurato:

queste invece le anomalie (media 51-80) con il relativo Trend:

il dato finale è quindi frutto della sottrazione tra l’anomalia del mese direttamente misurata meno la lineare che annulla i quadrati degli scarti, attenzione quindi che uno stesso identico valore può avere quindi anomalie diverse, come due anomalie uguali non significano lo stesso valore misurato.

In Conclusione: L’AMO è importantissimo per la circolazione atmosferica Europea, ma non fatevi prendere troppo da questo indice.

Qui si vede bene la situazione delle anomalie rispetto alla media 71-00 ( e non quindi rispetto alla lineare ) negli ultimi 10 anni (Set 99 – Set 09):

FABIO

Ottime prospettive per il recupero dei ghiacci marini artici

9 maggio 2009 2 commenti

Come già riportato nel seguente articolo:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/02/lartico-sta-diventando-un-incubo-per-serristi/

i ghiacci marini artici sono in gran recupero rispetto agli anni scorsi, ma le prospettive, come vi mostrerò in questo articolo, sono addirittura rosee.

La possibilità di una rinnovata crescita del ghiaccio artico è in linea con la recente tendenza a una notevole diminuzione delle temperature superficiali dell’Oceano Atlantico, che è riflessa nell’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation).

Un confronto tra l’indice AMO e l’estensione dei ghiacci marini artici rivela che il ben noto calo dei ghiacci marini artici avvenuto dal 1980 si è verificato in concomitanza con una marcata tendenza all’aumento della temperatura superficiale dell’oceano Atlantico. Come, negli ultimi anni, l’Atlantico si è raffreddato l’estensione del ghiaccio artico ha smesso di diminuire. Il recente corposo raffreddamento osservato non può che suggerci un incremento dei ghiacci artici. Questi cambiamenti mettono in evidenza l’importanza della variabilità naturale nel sistema atmosfera-oceano, come messo in luce da un notevole studio russo.

 

Il prestigioso Istituto  di Ricerca Artico e Antartico (AARI) di San Pietroburgo ha recentemente pubblicato tre libri che ricapitolano i risultati scientifici dei cambiamenti climatici nella regione artica per il secolo scorso.

Gli autori hanno indicato che questi cambiamenti sono di origine naturale e parecchi ordini di grandezza superiori all’effetto di origine antropica. Costoro hanno fornito delle stime, per il corrente secolo, sui possibili cambiamenti della temperatura sia atmosferica che marina della regione artica per sulla base di oscillazioni cicliche stabili di 10, 20 e 50 – 60 anni. Come vedete nell’immagine la media annuale di temperatura è prevista in discesa per i prossimi venti anni!! Non c’è che dire ultimamente ci sono solo ottime notizie.

 

 

Fonti:

http://www.stormx.com/agriculture/weather-risk/2009/04/atlantic-cooling-may-presage-arctic-ice-increase/

http://icecap.us/index.php/go/joes-blog

ANGELO

La situazione termica negli Oceani sorprende gli studiosi

13 marzo 2009 2 commenti

(Della serie non siamo gli unici ad averlo notato, ecco un ottimo articolo di M.Rossi sull’MTG)

weather.unisys.com: Fredde temperature sia sull'Atlantico che sul Pacifico, per il doppio fenomeno della Nina e dell'AMO negativo.

weather.unisys.com: Fredde temperature sia sull'Atlantico che sul Pacifico, per il doppio fenomeno della Nina e dell'AMO negativo.

Possiamo notare due particolarità, nell’ambito della situazione degli Oceani in questo periodo. Prima di tutto, l’ulteriore intensificazione del fenomeno della Nina, oltre i livelli delle previsioni emesse nei mesi passati dai vari centri di calcolo. Dopo l’intensa Nina che culminò nel Gennaio 2008, ci si sarebbe infatti aspettati una fase caratterizzata da temperature equatoriali lievemente inferiori alla norma, per poi risalire più o meno rapidamente verso una situazione opposta, stando al ciclo La Nina – El Nino che si alternano tra di loro ogni 4-6 anni circa. L’ulteriore intensificazione della Nina che si sta verificando in questi giorni, ha un po’ sorpreso gli studiosi che, adesso, hanno modificato le loro previsioni annunciando un raffreddamento piuttosto intenso delle acque equatoriali peruviane perdurante fino almeno agli inizi della prossima Estate. Per il prossimo inverno 2009-10, invece, sarebbe previsto l’arrivo del Nino, anche se non intenso, tuttavia a questo punto le previsioni di questo fenomeno potrebbero anche slittare in avanti nel tempo. El Nino e La Nina sono imputati di notevoli effetti climatici in ambito intertropicale, ma studi vengono compiuti per verificare eventuali influenze in ambito europeo e mediterraneo. Si ricordano infatti i miti inverni e le caldissime Estati negli anni 1983, 1998, e 2003, legate alla probabile influenza del Nino, e gli episodi siccitosi invernali sul Nord Italia correlati alla presenza del fenomeno opposto (come, ad esempio, nel 1997). Ma molto più importante, e, per certi punti di vista, sorprendente, è l’andamento dell’indice AMO, che si è negativizzato fino a raggiungere un valore, in Febbraio, di -0,113, che non veniva più raggiunto dal Novembre 1996. Questo indice, che è più importante per il nostro Paese ed il Continente Europeo, dà un’indicazione dell’andamento delle temperature dell’Atlantico Settentrionale. Infatti un aumento ciclico di precipitazioni sulla fascia tropicale causa un rallentamento della Corrente del Golfo, e della quantità di calore che essa trasporta verso settentrione, secondo un ciclo di durata variabile tra i 20 ed i 40 anni (anche se, seguendo il grafico delle variazioni di tale indice a partire dal 1856, si notano periodi anche di 50 anni). Poiché l’ultimo “ciclo freddo” dell’Atlantico Settentrionale, si è concluso nel 1996, dopo aver interessato gli anni Sessanta e Settanta (decenni caratterizzati da un calo termico sulla nostra Penisola), il prossimo ciclo sarebbe dovuto iniziare non prima del 2020 circa. Questo “anticipo” di raffreddamento ad appena 13 anni di distanza dall’inizio della “fase calda” è molto anomalo, e trova scarsi riscontri nel passato, per lo meno negli ultimi 150 anni. Si deve pensare a qualche causa che ha provocato questo anticipo di negativizzazione dell’indice AMO, ad esempio un aumento delle piogge o della copertura nuvolosa nell’Atlantico Tropicale, che possa averne diminuito le temperature superficiali, oppure la lieve diminuzione della radiazione incidente provocata da un minimo solare molto prolungato come l’attuale. Inutile dire che le variazioni dell’AMO sono molto più importanti, in ambito europeo, di quelle del ciclo Nino – Nina, anche perché il ciclo AMO ha durate pluridecennali, al contrario del secondo che si risolve su durate di 2-5 anni.

Di Marco Rossi (MTG)

Fonte: http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=19801

Incredibile aggiornamento dell’AMO di febbraio!!!

12 marzo 2009 12 commenti

2009 -0.007 -0.113

(fonte: http://www.cdc.noaa.gov/data/correlation/amon.us.data )

Dopo il dato di gennaio a -0,007, l’incredibile salto di febbraio a – 0.113, valore più basso da novembre 1996 quando ancora l’AMO era in fase negativa, mentre ricordiamolo ora in teoria saremmo in fase positiva (ciclo trentennale dell’AMO), quindi ciò non fa altro che enfatizzare ancor di più il forcing solare sugli oceani!

Da tempo continuo a dire che i primi sistemi terrestri che subiranno gli effetti del minimo solare sono gli oceani! La Nina sta continuando alla grande come si può vedere qui:

FONTE grafico: http://www.osdpd.noaa.gov/PSB/EPS/SST/data/anomnight.3.9.2009.gif

Ed ora ci si è messo pure l’Oceano Atlantico!

Era il dato che mi aspettavo, o forse che sognavo di vedere, e stasera è venuto fuori! Prima reagiscono gli oceani, poi reagisce l’atmosfera e le terre emerse…quindi me ne infischio dei dati RSS ed UAH e soprattutto di quelli GISS per altro viziati da inefficienti e a volte ridicole stazioni di rilevamento!

Avanti così, ma a piccoli passi, chi si aspetta tutto e subito è fuori strada!!!

SIMON