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Posts Tagged ‘Ghiacci Antartici’

Sondaggi nel ghiaccio (1 parte)

26 luglio 2010 29 commenti

Abbiamo spesso sentito parlare che i climatologi utilizzano i carotaggi nel ghiaccio per determinare le variazioni climatiche che si sono susseguite nel corso dei millenni. Per soddisfare la mia curiositá e la mia insaziabile fame di conoscenza, ho voluto indagare su come vengono svolte queste ricerche.
Sono i sondaggi fatti in Antartide e Groenlandia che hanno dato i maggiori risultati sulle ricerche delle ultime glaciazioni.
Nelle nevi compattate e accumulate anno dopo anno per millenni si conservano le tracce della chimica atmosferica e del clima degli ultimi cicli glaciali.
L´estrazione in verticale di cilindri di ghiaccio (ice cores) permette di trovare bolle di aria imprigionate nel ghiaccio e che permettono di conoscere l´atmosfera in un determinato periodo. La datazione del mantello gelato per i primi centinaia di anni non presenta molte difficoltá data la diversa colorazione che assume la neve caduta in inverno e in estate e questa differenziazione di colori permette di visualizzare bene i diversi anni.

Per la datazione dei ghiacci di maggiore profonditá si utilizzano modelli matematici che tengono in conto la diversa proprietá di compressione del ghiaccio accumulato. Anche il fatto che esistono vari sondaggi sia in Antartide che in Groenlandia permette di correggere eventuali errori di datazione. Dato che le variazione di concentrazione di metano nell´atmosfera sono rapide ed omogenee nei due emisferi, si usano i dati di questo gas per aggiustare le serie dei due emisferi.
Una difficoltá importante in queste ricerche é dovuta alla porositá che la neve ha prima di compattarsi e che permette che l´aria penetri nella colonna di ghiaccio fino ad una profonditá di 50 mt. o piú. Per questo l´aria che incontriamo nel ghiaccio non appartiene a quello strato di ghiaccio me é possibile che sia piú giovane anche di alcuni centinaia di anni del ghiaccio che lo incorpora. Ció dipende dalla grossezza delle cappe di ghiaccio piú profonde, se queste sono spesse la differenza di etá é minore perché l´aria incontra piú difficoltá a penetrare in basso. E siccome le precipitazioni di neve sono differenti da un luogo all´altro ecco che le datazioni si complicano.

In Antartico vi é la vecchia stazione “sovietica” Vostok (78ºS-106ºE, altitudine 3.488 metri, temperatura media -55ºC) che nel 1998 nel suo sondaggio arrivó a 3623 metri di profonditá, cioé agli ultimi 4 cicli glaciali o se volete agli ultimi 420.000 anni. Un centinaio di metri piú basso si trova un grande lago subglaciale prodotto dalla fusione dei ghiacci a contatto con la base rocciosa.

Per paura di contaminare quell´acqua il sondaggio si é fermato e ricomincerá tra poco tempo perché é stato individuato un sistema per non contaminare quell´acqua che potrebbe essere vecchia di milioni di anni.
Un altro sondaggio il “DOME C” del progetto europeo EPICA é arrivato a 3000 mt di profonditá ed ha incontrato ghiacci ancora piú antichi di quelli del Vostok, arrivando alla datazione di 740.000 anni fa ovvero 8 cicli glaciali.
E il 23 gennaio 2006 il sondaggio giapponese FUJI DOME é arrivato ai 3.029 metri e ai 760.000 anni.
Dato che sia il Vostok che il Dome C si trovano lontano dalla costa e con temperature molto piú basse vi é poco accumulo di neve (non nevica quando la temperatura é bassissima!) e quindi é difficile separare gli anni, per questo sono piú utili i sondaggi fatti vicino la costa come il LAW DOME. Qui anche se il sondaggio é meno profondo permette bene di vedere i vari strati di neve accumulata.

Questa immagine mostra dove si trovano i principali sondaggi in Antartide.

In Groenlandia il primo sondaggio fu fatto nel 1966 a Camp Century. I sondaggi moderni appartengono al programma americano GISP 1 e 2 (Greenland Ice Sheet Project) e quello europeo GRIP (Greenland Ice-core Project) vicino a Summit (vedi figura) e che hanno raggiunto una profonditá di 3000 metri con neve depositata da 150.000 anni. Peró i dati delle cappe piú profonde sono di bassa qualitá a partire dai 105.000 anni per essersi verificati parziali fusioni che difficoltano la visione dei vari strati e quindi con risultati discordanti.

Recentemente si sono iniziati dei sondaggi a 350 Km a nord di Summit con risultati migliori trovando ghiacci vecchi di 123.000 anni.

Questa é la stazione americana di Summit 1.

Oltre ai sondaggi in Antartide e groenlandia ci sono dei sondaggi fatti nelle Ande (Huascarán, Quelccaya, Sajama), nel Tibet (Guliya, Dasuopu, Dunde), in Africa (Kilimanjaro), dove si sono realizzati sondaggi che sono arrivati a profonditá in grado di ottenere dati climatologici delle ere passate. La loro maggiore utilitá risiede poi nel fatto che alcuni si localizzano a latitudini tropicali.

Nel prossimo articolo vedremo come sono fatti gli studi sui cambiamenti climatici avuti nelle varie ere e che utilizzando gli isotopi di ossigeno, idrogeno e azoto.

SAND-RIO

Nuove scoperte sulla Corrente Circumpolare Antartica

5 maggio 2010 15 commenti

Abbiamo giá parlato della importanza sul clima globale della Corrente Crcumpolare Antartica (CCA) in questi articoli:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/10/22/la-corrente-circumpolare-antartica/

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/10/28/la-corrente-cincumpolare-antartica-e-la-sua-inflenza-sul-clima-della-terra/

E proprio nel secondo ci eravamo lasciati dicendo che le ricerche sulla CCA contunuano e che si stanno facendo sempre nuove scoperte che danno una nuova luca ai cambiamenti climatici ciclici e naturali.

È proprio di questi giorni una importante scoperta che aiuterá i ricercatori a monitorare gli impatti globali della CCA.

Scienziati australiani e giapponesi hanno scoperto una profonda e densa corrente che si muove nel profondo degli oceani antartici.
È una corrente che muove un volume di acqua di 12 milini di metri cubi al secondo, come 40 Rio delle Amazzoni e che si muove ad una velocitá di 20 Cm. al secondo, ed é la piú rapida corrente profonda mai scoperta, la sua profondità è tra i 3000 e i 4500 Mt.
La ricerca é durata 2 anni con l´utilizzo di boe ancorate a vari livelli nelle profonditá oceaniche. Nello studio pubblicato su “Nature Geoscience”, questa corrente, di cui si sospettava l´esistena ma che non era mai stata misurata e studiata, é stata definita cruciale per capire la circolazione marina di tutti gli oceani.
L´acqua di questa corrente é densa, fredda, salata (malgrado la vicinanza con i ghiacci antartici) e con ossigeno abbondante.
Lo studio ha mostrato che questa corrente dall´antartico si dirige verso l´altopiano sommerso di Kerguelen e poi verso l´Oceano Indiano dove poi si ramifica.
Le correnti profonde prossime all´altopiano di Kerguelen sono parte integrale di un sistema globale di correnti oceaniche che determinano quanto calore o freddo gli oceani possono assorbire.
Le misurazioni continueranno con altri e nuovi strumenti che permetteranno, per la prima volta, di determinare quanta acqua é caricata dalla corrente verso il Nord.
Una questione fondamentale sará vedere se questa corrente, che solleva dal fondo marino antartico milioni di tonnellate di plancton distribuendolo in tutti gli oceani, avrá dei cambiamenti ciclici dirigendosi di volta in volta verso il Pacifico, seguendo la corrente di Humboldt cambiando le caratteristiche dei cicli ENSO, o verso l´Atlantico seguendo le coste occidentali africane fino all´equatore, cambiando le specifiche di questi oceani o se segue solo il corso verso l´Oceano Indiano.
Da tutto ció possiamo renderci conto che i nostri amici modellisti climatici con il cervello pieno di CO2 hanno ancora tanta strada da percorrere prima di cominciare a capire che il clima non é immutabile, come loro pretenderebbero che sia, ma segue dei cicli naturali multidecadali che ancora hanno bisogno di tantissimi studi.

SAND-RIO

Ghiacci Marini Antartici – Situazione Marzo 2010

6 aprile 2010 44 commenti

Estensione:

Anomalia Concentrazione:

Area:

Trend Anomalia Estensione:

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 0.4milioni di kmq di estensione in meno e la stessa area.

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 0.4milioni di kmq di estensione in meno e 0.1 in meno di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 0.5milioni di kmq di estensione in più e 0.6 in più di area

FABIO

Ghiacci Marini Antartici – Situazione Febbraio 2010

10 marzo 2010 19 commenti

Estensione:

Anomalia Concentrazione:

 

Area:

 

Trend Anomalia Estensione:

 

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 0.4milioni di kmq di estensione in più e 0.4 in più di area

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 0.2milioni di kmq di estensione in più e 0.1 in meno di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 0.2milioni di kmq di estensione in più e 0.2 in più di area

FABIO

Ghiacci Marini Antartici – Situazione Gennaio 2010

16 febbraio 2010 17 commenti

Estensione:

Anomalia Concentrazione:

Area:

Trend Anomalia Estensione:

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 0.1milioni di kmq di estensione in più e 0.4 in più di area

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 0.2milioni di kmq di estensione in meno e 0.1 in meno di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 0.2milioni di kmq di estensione in più e 0.2 in più di area

FABIO

Come sta messo il nostro Pianeta? – Parte 1

26 gennaio 2010 17 commenti

Dallo scandalo del Climate Gate è venuta fuori la cosa più importante che potevano ottenere, cioè, gli scienziati che sono promotori dell’AGW e che farebbero parte dell’elite della climatologia mondiale non sanno spiegarsi come mai negli ultimi anni le temperature hanno smesso di aumentare.

Il che è preoccupante, se non ci riescono loro figuriamoci noi a trovare una soluzione, ma probabilmente la loro ottusità e il loro portafogli gli portano a negare l’evidenza visto che sono ancora più che convinti che l’unico fattore in grado di cambiare le temperature sia la CO2, quando ormai ben tutti sanno che in realtà il suo effetto è pressoché ininfluente.

Facciamo quindi un’analisi della situazione odierna, partendo prima dalla questione dei ghiacci marini:

Ghiacci Artici:

Ghiacci Antartici:

come si può vedere alla difficile situazione dei ghiacci artici fa da contrappeso un’ottima salute di quelli antartici, questo ormai lo sappiamo tutti, ma volevo postare anche un altro grafico che mostra la quantità di ghiaccio sulle coste della Russia, della Siberia e dell’Alaska in Agosto, cioè poco prima del minimo stagionale:

come si può ben vedere si nota una vastissima variabilità annuale ( linea tratteggiata ) ma anche per quanto riguarda un’analisi su tempi più lunghi vengono fuori periodi con più ghiaccio e periodi con meno ghiaccio, frutto delle variazioni naturali dei cicli oceanici, non certo dovuto alle attività umane.

Un argomento collegato a quello dei ghiacci è l’innalzamento del livello del mare, anche se il fenomeno non dipende dai ghiacci marini spesso viene trattato come se ne fosse la diretta conseguenza, ma ben sappiamo che il ghiaccio marino è proprio detto marino perché poggia sull’acqua e perché deriva dal congelamento del mare, quindi sostanzialmente si tratta di un equilibrio acqua ghiaccio che se dovesse “rompersi” o “spostarsi” non comporterebbe nessun tipo di catastrofe.

Vediamo quindi come è variato ilo livello dei mari:

da come si può vedere il livello dei mari è in continuo aumento dal 1900, senza discontinuità, eppure non segue lo stesso andamento delle temperature, il che dovrebbe far pensare che o il livello dei mari non dipende dalla temperatura e quindi dipende da altri fattori o i dati sul livello dei mari sono sbagliati, andiamo a vedere nel dettaglio i dati satellitari:

Notiamo come l’aumento sia sempre minore man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri.

A guardare il grafico l’aumento è stato di circa 15cm dal 1900 al 2000, quindi ipotizzando un aumento sempre costante nel 2100 dovremmo avere circa 30cm in più del 1900, mi chiedo dove siano tutti i metri e metri di mare in più che prevede l’IPCC?

Io poi ho la “fortuna” ( si fa per dire visto che io odio il mare ) di vivere in una città di mare e considerando i dati satellitari dal 2000 al 2009 ci dovrebbe essere stato un aumento di circa 3cm, sinceramente un po’ pochini per essere stato il decennio più caldo di sempre ( almeno questo è quello che dicono all’IPCC ), cmq per ora il mio mare, schifoso per quanto possa essere è sempre li e vi assicuro che da me con 1m in più finirei sott’acqua, e dato che la mia città ( che nel passato era molto più simile a Venezia ) è ancora qui bella tranquilla.

Con la 2° parte parleremo delle temperature globali, della CO2 e delle nuvole.

FABIO

L’anomalia antartica: due diagnosi a confronto

21 gennaio 2010 45 commenti

Gli articoli dei giorni scorsi su NIA hanno evidenziato una particolare dinamicità dell’estensione dei ghiacci marini artici. Per contro l’Antartide pare aver un po’ rallentato il suo trend di aumento dei ghiacci marini. Qualcuno nei post ha fatto notare che è come se l’Artico e l’Antartico si compensassero: secondo me non ha torto.

In sostanza, come sappiamo anche grazie agli aggiornamenti del NIA, l’estensione dei ghiacci in Antardide mostra un trend inleggero  aumento da diversi anni. Una nota anomalia, rispetto al Global Warming del pianeta.

PERCHE’?

Vorrei confrontare due motivazioni per tale fenomeno. Ambedue sono, in qualche modo,danesi ed ambedue partono dal presupposto che l’Antartide è un continente relativamente isolato in quanto i fortissimi venti circumpolari che spirano intorno ad esso tendono ad dividerlo climaticamente dal resto del pianeta.

La prima motivazione è danese perché fornita nel documento The Copanaghen diagnosis 2009 ( http://www.copenhagendiagnosis.org/read/default.html )

 Si trova a pagina 33 (o 35, a dar retta alla label che funziona da indice). In esso si dice che anche in Antardide c’è stato comunque un GW, anche se minore rispetto al pianeta, stimato in 0.5 gradi C. dal 1957 al 2006. A supporto di tali tesi si citano alcuni studi tra i quali quello di Stieg et al.

A tal proposito, ci sono un paio di articoli sul sito di Watts ove si evidenzia  che la ricostruzione di Stieg utilizzerebbe solo 42 stazioni metereologi che, mentre utilizzando i dati storici di tutte le 98 stazioni dell’Antartide, il riscaldamento non ci sarebbe o sarebbe statisticamente irrilevante ( http://wattsupwiththat.com/2009/05/29/steig-et-al-falsified/ ).In pratica, la zona che si riscalderebbe sarebbe al più la penisola Antartica, non la parte interna del continente. Tuttavia, non vorrei entrare in questa analisi statistica dei dati, e non sono certo io a poter discutere il lavoro di Stieg.

Ciò premesso, la diagnosi di Copenaghen spiega che a causa del buco dell’ozono i venti circumpolari si sarebbero intensificati  e quindi il calore proveniente dall’esterno dell’Antartide avrebbe avuto strada sempre più sbarrata, per cui almeno la parte Est, si è raffreddata, anzichè riscaldarsi. Inoltre, se ho ben capito (non è ironico, veramente non mi è chiaro), le correnti oceaniche che dovrebbero portare via il ghiaccio (suppongo gli iceberg) per poi farli sciogliere in acque più calde, sarebbero in qualche modo indebolite dagli stessi venti circumpolari rafforzati. Quindi, in buona sostanza, l’aumento dell’estensione dei ghiacci antartici è dovuto al buco dell’ozono.

Infine, una volta che il buco dell’ozono si richiuderà, l’Antartide comincerà a riscaldarsi e sciogliersi più velocemente.

In questa ricostruzione,  l’idea che i venti circumpolari si siano rafforzati a causa del buco dell’ozono viene riportata senza alcun riferimento, di nessun genere. In realtà, non viene fornito alcun riferimento neanche sul tema del rafforzamento dei venti circumpolari, indipendentemente dal buco dell’ozono. O per lo meno, io non l’ho trovata. Eppure, questo è il punto chiave di tutta la motivazione. Buttata lì così, a me sembra una di quelle teorie nate a posteriori tanto per non mettere in discussione l’AGW.  Oltre ciò, a me pare di ricordare che una volta ci spiegavano che la diminuzione dello strato di ozono avrebbe comportato un severo riscaldamento…

Veniamo alla seconda motivazione, quella descritta da  Svensmark ( lo scienziato danese autore della teoria sui raggi cosmici che causano l’aumento di nubi basse) e Calder nel  libro “The chilling stars” (libro che, a quanto mi risulta, purtroppo non è stato ancora tradotto).

Anche secondo Svensmark/Calder, l’Antartide è un continente climaticamente isolato a causa dei venti circumpolari,perciò il suo clima dipenderebbe quasi esclusivamente da dinamiche interne. In accordo con quanto descritto nella diagnosi di Copenaghen,in Antartide sarebbe limitato il riscaldamento dovuto agli oceani o terre circostanti, a differenza di quanto avviene nell’artico. Allora perché l’Antartide va in controtendenza? Semplice: l’albedo del ghiaccio antartico è persino maggiore di quello delle nuvole basse innescate dai raggi cosmici. Per cui mentre nelle altre parti del mondo l’aumento di nubi basse tenderebbe a raffreddare (la parte in più dell’energia solare che viene riflessa è molto maggiore della parte in più dell’energia in più che viene trattenuta), in Antartide tenderebbe a riscaldare, e viceversa nel caso di diminuzione di copertura delle nubi basse.

A me, questa seconda pare una motivazione molto più lineare e molto più convincente, e a voi?

Agrimensore