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Posts Tagged ‘macchie solari’

Nowcasting domenicale: il flusso solare è in aumento!

25 luglio 2010 49 commenti

Il mese di luglio sta volgendo al termine, e proprio nel mese dell’allineamento, il sole ha dato un’accelerata!

Ci sono state 2 regioni attive molto importanti, la prima (AR 1087) nel nord emisfero che come area magnetica non aveva niente a che invidiare ad alcune super regioni del ciclo 23, l’altra (AR 1089) che è già al suo terzo giro di stella, e che quando apparve per la prima volta aveva una chiara polarità da ciclo dispari:

https://daltonsminima.wordpress.com/the-laymannias-count/

Entrambe le AR, sono segnali inequivocabili che il sole è vivo e forse molto più vicino al suo massimo di quanto gli attuali forecast Noaa e Nasa prevedono (3 giri di stella infatti non sono assolutamente comuni ad un ciclo che si trova solo ad un anno e mezzo dal minimo, ma bensì ad un ciclo in una fase molto più avanzata del suo percorso).

Poi ci sono state altre macchiette che solo definire tali, fa sorridere assai, ma tant’è, Catania e Company infatti contano ogni minimo pulviscolo che appare nel sole ed il Sidc ovviamente non può far altro che adeguarsi, sbagliando così 2 volte! (il Noaa manco lo cito più…)

Cionostante, l’RI mensile del Sidc è molto difficile che superi il valore di febbraio di 18.6, e forse alla fine anche quello di marzo di 15.4.

Mentre la presenza delle AR sopracitate, hanno portato ad un aumento della media del solar flux che nella giornata di ieri registrava 81.29, a differenza di febbraio e marzo che chiusero rispettivamente a 82.70 e 82.18.

Un’ultima curiosità da segnalare riguarda la nuova regione che ha voltato ieri il lato visibile del sole nel sud emisfero, che sembra momentaneamente avere polarità da ciclo dispari, anche se ancora non sono presenti macchie:

Stay tuned, Simon

Cosa c’è di sbagliato nel Sole? (1ª Parte)

21 giugno 2010 46 commenti

Immagine del Sole ottenuta col SDO

Le macchie solari vanno e vengono, ma recentemente per lo più se ne sono andate. Per secoli, gli astronomi hanno registrato l´emergere di queste macchie scure sulla superficie solare, solo per vederle scomparire nuovamente dopo pochi giorni, settimane o mesi.
Ma negli ultimi due anni, le macchie solari sono state in parte mancanti. La loro assenza, la più prolungata da quasi cento anni, ha preso gli osservatori del Sole di sorpresa. “Questo è un comportamento solare che non abbiamo visto a memoria d’uomo”, dice David Hathaway, fisico della NASA.
Il sole è sotto controllo come mai prima grazie a una flotta di telescopi spaziali. I risultati ci hanno fatto vedere un Sole piú da vicino sotto una nuova “luce” cosí come la sua influenza sulla Terra. Le macchie solari e altri indizi indicano che l’attività magnetica del sole è in diminuzione e che il sole può anche essere in una fase di profondo declino. Insieme ai risultati, questi indizi ci dicono che qualcosa di profondo sta accadendo all’interno del sole. La grande domanda è cosa?

La posta in gioco non è mai stata così alta. I gruppi di macchie solari preavvisano le gigantesche tempeste solari che possono scatenare un miliardo di volte più energia di una bomba atomica. I timori sono che queste eruzioni solari giganti potrebbero creare il caos sulla Terra, e anche le controversie sul ruolo del sole nel cambiamento climatico, ci indicano l´urgenza di nuovi studi. Quando la NASA e l’Agenzia spaziale europea hanno lanciato il SOHO quasi 15 anni fa, ” la comprensione del ciclo solare non era uno dei suoi obiettivi scientifici “, afferma Bernhard Fleck, scienziato della missione. “Ora è una delle questioni chiave”.
Il Sole si ta comportando male.

Le macchie solari sono le finestre dell’anima magnetica del sole. Qualsiasi modifica del numero delle macchie solari riflettono i cambiamenti all’interno del sole. “Durante questa transizione, il sole ci dà un assaggio vero e proprio del suo interno,” dice Hathaway.

Ecco un bel video del Sole:

http://brightcove.newscientist.com/services/player/bcpid1873822884?bctid=90892143001

Quando il numero di macchie solari cade alla fine di ogni ciclo di 11 anni, le tempeste solari si spengono e tutto diventa molto più calmo. Questo “minimo solare” non dura a lungo. Entro sei mesi o un anno al massimo, le macchie e le tempeste iniziano un crescendo verso il nuovo prossimo massimo solare.

C’è di speciale in questo ultimo cambiamento di ciclo il fatto che il sole sta avendo problemi con l’avvio del ciclo. Il sole ha cominciato a calmarsi a fine 2007, così nessuno si aspettava molte macchie solari nel 2008. Ma i modelli di computer avevano previsto che quando le macchie sarebbero ricomparse lo avrebbero fatto con grande forza. Hathaway pensava che il ciclo solare 24 sarebbe stato “pazzesco”: più macchie solari, piú tempeste solari e più energia nello spazio. Altri avevano predetto che sarebbe stato il ciclo record come attivitá.
Il problema é stato che nessuno ha detto al Sole di queste previsioni secondo cui il ciclo 24 avrebbe dovuto avere un record della sua attivitá.

Il primo segno che la previsione era sbagliata è venuto quando anche il 2008 si è rivelato più tranquillo del previsto. Quell’anno, il sole é stato senza macchie per 73% del tempo, un calo estremo anche per un minimo solare. Solo il minimo del 1913 è stata più pronunciato, con l’85% senza macchie. Ma a differenza del 1914 quando é ricominciata la normale attivitá, il 2009 é arrivato e i fisici si aspettavano la ripresa del Sole. E invece l´attivitá ha continuato a languire fino a metà dicembre 2009, quando un grande gruppo di macchie solari é finalmente emerso. Finalmente si sono detti in molti é ripartito. Un ritorno alla normalità? Non proprio.

Anche con il ciclo solare “ripartito” il numero di macchie solari è stato finora ben al di sotto delle aspettative. Qualcosa sembra essere cambiato all’interno del sole, qualcosa che i modelli non hanno anticipato. Ma che cosa?

L’alluvione di osservazioni dallo spazio e i telescopi terrestri suggeriscono che la risposta sta nel comportamento dei due nastri trasportatori all´interno del Sole che permettono al magnetismo di “uscire” verso la superficie. In media ci vogliono 40 anni per i nastri trasportatori per completare un circuito.

Quando il team di Hathaway guardò le osservazioni per scoprire dove i loro modelli erano sbagliati, hanno notato che i flussi di gas verso la superficie del Sole sono stati accelerati dal 2004.

La circolazione in profondità del sole racconta una storia diversa. Rachel Howe e Frank Hill National Solar Observatory di Tucson, in Arizona, hanno utilizzato le osservazioni dei disturbi di superficie, causati dall´equivalente delle onde sismiche nel Sole, e hanno dedotto le condizioni interne del Sole. Analizzando i dati a partire dal 2009, hanno trovato che mentre i flussi di superficie avevano accelerato, quelli interni avevano rallentato andando a “passo d’uomo”.

Questi risultati hanno gettato i modelli computerizzati dell´andamento del sole nel caos. “E ‘certamente impegnativo per le nostre teorie”, spiega Hathaway, “ma la cosa si faceva bella e interessante.”

Non è solo la nostra comprensione del sole che si trova a beneficiare di questo lavoro. Anche la misura in cui l’evoluzione dell´attività del sole può influenzare il nostro clima è estremamente preoccupante e molto controversa. Ci sono coloro che cercano di dimostrare che la variabilità solare è la causa principale dei cambiamenti climatici, un’idea che avrebbe lasciato gli esseri umani e il loro gas ad effetto serra fuori dai guai. Altri sono ugualmente evangelici nella loro affermazioni che il sole ha solo un minuscolo ruolo nel cambiamento climatico.

Se questa controversia potrebbe essere risolta da un esperimento, la strategia ovvia sarebbe quella di vedere che cosa succede quando si spegne una delle cause potenziali dei cambiamenti climatici e lasciare l’altro da solo. Il crollo esteso dell´attività solare di questi ultimi due anni potrebbe essere proprio il giusto tipo di prova, nel senso che ha modificato notevolmente la quantità di radiazione solare che bombarda il nostro pianeta. “Come esperimento naturale, questa è la migliore cosa che poteva accadere”, dice Joanna Haigh, un climatologo presso l’Imperial College di Londra. “Ora dobbiamo vedere come reagisce la Terra.”
E questo lo vedremo in un prossimo articolo.

SAND-RIO

Spero che vi piaccia la nuova grafica! NOWCASTING SOLARE!

24 maggio 2010 46 commenti

La regione 1072 è in fase di lenta decadenza, anche se per qualche giorno ancora ce la dovremo tenere.

Non sono presenti altre AR attive, solo plage.

Anche il Behind appare abbastanza tranquillo.

Attività solare ancora a livelli minimi, ed i giorni passano!

La media del Solar flux continua ad essere inferiore a quella già bassa di aprile, confermando il trend in discesa!

L’afelio si avvicina, Stay tuned…

Simon

L’anatomia delle macchie solari

23 maggio 2010 31 commenti

Gli scienziati stanno ancora studiando il Sole per cercare di svelare i suoi misteri e oggi essi dispongono di strumenti incomparabilmente piú potenti e precisi di quelli del tempo di Galileo, ma giá nei secoli passati si potevano osservare le macchie con abbastanza precisione anche se certamente i telescopi di allora non avevano la risoluzione che hanno i moderni apparecchi.

Galileo e gli altri potevano osservare il Sole solo con la luce visibile e non gli ultravioletti, gli infrarossi, i raggi X e i raggi gamma, ma pur con tutti questi strumenti ancora oggi il mistero delle macchie solari, della loro formazione e della loro morte non é ancora completamente svelato.

Cerchiamo allora di fare una “anatomia” ad una macchia solare.

La macchia solare é costituta da 2 parti: l´ombra e la penombra, la differenza é dovuta alla diversa temperatura:
la temperatura dell’ombra delle macchie solari oscilla fra 4000 e 5200 K, mentre la temperatura della penombra è di circa 5500 K.

Immagine di una grande sunspot.

pur nella loro diversitá di grandezze possiamo affermare che una sunspot é mediamente grande come il pianeta Terra anche se a noi appare piccolissima.

Per capire l´anatomia di una macchia dobbiamo fare un piccolo passo indietro e vedere rapidamente come é fatto il Sole e come funziona. Gli scienziati pensano che il Sole sia fatto di vari strati, la zona centrale in cui avviene la fusione é chiamata ‘core’  da questa fusione viene prodotta ed emessa l´energia che si dirige verso la zona di convenzione e da qui i flussi di gas caldo “plasma” trasportano l´energia verso la superficie del Sole o fotosfera. Sono stato estremamente sintetico e semplicistico, ma il succo é questo e per eventuali approfondimenti ci sono molti articoli su questo blog.

Questo movimento é all´incirca quello che avviene con una pentola che bolle. I flussi plasmatici che si muovono verso l´esterno rilasciano il loro calore e poi riprecipitano verso l´interno per essere riscaldati di nuovo.

Questo movimento circolare della zona di convenzione forma il pattern granulare che possiamo osservare sulla superficie all´esterno delle macchie solari.

Ogni granulo é un flusso separato di plasma.

Inoltre il Sole, come la Terra e altri pianeti, produce un campo magnetico. Sinteticamente diciamo che la “zuppa” calda del plasma contiene molti elettroni e protoni e il plasma spostandosi verso la superficie provoca il magnetismo, come un filo collegato ad una batteria che in questo caso é la parte centrale del Sole dove avviene la fusione, questo movimento meccanico genera i campi magnetici e di conseguena le macchie solari.

Le regioni dove ci sono macchie solari hanno un forte campo magnetico, e le linee di campo sono talmente potenti da provocare a volte dei loop, proprio come avviene con gli schizzi di salsa di pomodoro quando bolle!!
I forti campi magnetici che escono dalle macchie solari tendono a rallentare il ciclo delle celle di convezione perché impediscono al gas di ridiscendere una volta raffreddatosi in superficie; le macchie sono infatti regioni più calme rispetto alla turbolenta fotosfera e da esse fuoriesce molta meno energia che non dai granuli della fotosfera. Il contrario avviene nelle facole, zone leggermente più calde e più energetiche di quelle circostanti, sovente associate a grandi gruppi di macchie, forse proprio perché il cammino dell’energia, ostacolato dalla presenza delle macchie, deve avere modo di liberarsi.

Una immagine di un loop solare

Per capire una macchia solare immaginiamo una bolla che si forma proprio nella pentola con la nostra salsa. Per esistere, la bolla che si forma deve avere una pressione interna uguale alla pressione esterna attorno alla bolla. Sulla superficie del Sole si ha solo la pressione del gas che dipende dalla temperatura, mentre all´interno della macchia solare si ha la pressione del gas e la pressione del campo magnetico che si combinano tra loro. Quindi per esistere una macchia solare é necessario l´equilibrio e cioé che la pressione magnetica all´interno delle macchie solari deve essere inferiore alla pressione del gas circostante.

All´interno delle macchie solari:     All´esterno delle macchie:

P (gas) + P( magnetico)            =         P (gas)

E dato che le macchie solari sono scure significa che sono piú fredde della zona circostante e che questo raffreddamento é dovuto alla presenza proprio della pressione magnetica!
Gli studiosi del Sole classificano le macchie in base alla loro classe magnetica, e cosí abbiamo:
ALPHA Regione unipolare;
BETA Regione bipolare;
GAMMA Regione complessa;
DELTA esistono ombre di polarità opposta entro una penombra in gruppi di tipo BETA e GAMMA.
Una RA con un Mag Type GAMMA o ancor meglio DELTA sara` sicuramente potenziale produttrice di brillamenti e tempeste magnetiche, o protuberanze solari molto vaste oppure ancora di potenti burst coronali.

Un´altra classificazione delle macchie é la “Classificazione di Zurigo:

A singola macchia isolata senza penombra, chiamata anche “poro”.Deve essere contata sia come macchia che come gruppo.
B gruppo di due o più macchie ma in nessuna di esse si nota penombra.
C gruppo di macchie in cui una è principale ed è circondata da una zona di penombra.
D gruppo di macchie in cui due almeno sono circondate da penombra.
E gruppo di macchie simile a D ma molto più complesso, con molte macchie e complicate conformazioni.
F gruppo di macchie notevole e vasto con zone complesse e frastagliate, che può superare una estensione di 15° in longitudine
H residuo di un gruppo E o F in via di estinzione, di solito si nota una grossa macchia circondata da due tre piccole macchie

Da questo diagramma a farfalla (a proposito il diagramma fu inventato nel 1904 da Maunder) possiamo notare come rarissimamente le macchie compaiono sopra i 40° Nord e Sud e nella zona equatoriale inferiore ai 5°, ed inoltre vediamo come  il massimo delle macchie e quindi il massimo del ciclo solare appare attorno ai 18° 13° Nord e Sud di latitudine altri dicono che il massimo si ha quando le macchie solari si trovano tra i 20° e i 10°, ma la sostanza cambia poco, perché questo significa che le macchie del ciclo 24 si stanno presentando alla latitudine suddetta e che quindi ci possiamo trovare vicino al suo massimo… io lo posso dire ma gli astrofisici non lo possono dire perché ció significherebbe che ci troviamo in prossimitá di un grande minimo solare e… bye bye AGW !!!

A questo proposito mostriamo il diagramma a farfalla attualizzato del ciclo 24 e da questo diagramma si vede come esistono due massimi solari uno per l´emisfero Nord e uno per il Sud., che in questo grafico di Catania sono segnati dai rettangolini neri. Inoltre osserviamo come nel ciclo 24 mancano quasi totalmente, fino ad adesso, le macchie con latitudine entrei 30° e i 40° Nord e Sud. È come se il ciclo abbia saltato tutta una fase iniziale e si trovo giá ben avanti verso il suo massimo.

SAND-RIO

10° giorno spotless consecutivo!

18 maggio 2010 42 commenti

Dopo il filotto di aprile, arriva quello di maggio, e sembra che non finisca qui!

A questo punto mi sento di dire che il sole è ritornato in una fase di quiete importante dopo le futili vampate dei primi mesi del 2010, tra cui soprattutto spicca  febbraio!

Stavolta, non sono solo i giorni spotless consecutivi, ma anche il vistoso calo del flusso solare che torna ai livelli del 2009 qundo il minimo viveva le sue sue fasi più profonde.

Inoltre è dal 23 marzo che con l’AR 1057, manca una regione degna di nota, da allora solo piccole macchie e tanti giorni spotless! (dal 1° aprile ad oggi 22 giorni senza macchia-dati Sidc-, che ovviamente sarebbero stati almeno 6-7 in più 100 anni fa!)

Continuiamo a navigare a vista, ma l’unica cosa certa oggi come oggi è che il ciclo solare numero 24 non ce la fa a decollare, poi quali siano le vere cause non lo possiamo sapere con certezza, lo stesso Svalgaard non crede alla teoria degli allineamenti planetari, ma è invece sostenitore di L&P, e non esclude che durante il Maunder, si verificò la stessa situazione che abbiamo oggi, con le macchie che divenendo più calde erano meno visibili.

Io personalmente non posso che notare che man mano che ci siamo avvicinati al 4 luglio, le macchie sono riniziate a scomparire, come se il ciclo 24 già provato in partenza dalla debolezza dei suoi nastri trasportatori, stesse subendo anche gli effetti dei giganti gassosi, subendo così il colpo di grazia proprio mentre si stava svegliando.

Tante ipotesi, alla fine vediamo quale sarà la più vicina alla realtà!

Simon

I mesi passano, ma l’attività solare resta molto bassa!

11 maggio 2010 42 commenti

Oggi il flusso solare aggiustato alle ore 17 tocca i 74.5, mentre si va profilando il terzo giorno spotless consecutivo sia per Noaa che per Sidc!

Per bocca dello stesso Svalgaard, l’indice solare che dobbiamo osservare di più in questo particolare frangente è il solar flux, non soggetto ad alterazioni di qualunque genere come accade invece nella determinazione del SN.

Questo almeno fino a quando non sarà attiva la nuova pagina di NIA che ci permettrà di avere un nostro conteggio sicuramente più obbiettivo ed il più possibile coerente col passato!

Il Prof. Hathaway ha recentemente abbassato ulteriormente la sua previsione per il massimo del ciclo 24, che rimane però previsto a metà del 2013.

Io credo che in cuor suo Hathaway sappia che ci sia il forte rischio che le previsioni debbano essere riviste ancora, e non solo al ribasso del massimo, ma anche nella suo spostamento temporale!

Come spesso ci dice Ale, siamo entrando in un periodo molto caldo per quanto concerne questo ciclo solare 24, ancora qualche mese di pazienza e sapremo di che pasta è fatto…al momento, tutti gli indizi portano a pensare che sarà un ciclo molto ma molto debole (conteggi moderni a parte!), ma di fatto può anche accadere che abortisca del tutto!

I giorni spotless sono tornati, è vero che soprattutto nella fase di ripartenza di un nuovo ciclo alti e bassi sono molto comuni, ma molto meno i giorni senza macchie consecutivi ed il solar flux che non è riuscito a 19 mesi dal minimo a raggiungere ancora quota 100!

Noi siamo qui e vigiliamo, e non è vero che abbiamo mollato l’argomento sole, tuttalpiù è meglio precisare che di questo minimo non ne sta parlando nessuno, e ci credo, con tutte quelle sparate di SN a cui dobbiamo assistere, come si può sperare che la gente comune possa sapere che in realtà il nostro astro sta ancora dormendo tranquillo?

Cari ragazzi, il minimo di Eddy continua…

Simon

Può un osservatorio nato nel 1957 essere la punta di diamante del SIDC?

25 aprile 2010 28 commenti

Mi sto riferendo alla Specola Solare Ticinense:

http://www.specola.ch/history.htm

Cioè mi chiedo se un osservatorio moderno, nato praticamente agli albori degli anni ’60 quando l’uomo andava sulla luna e con queste determinate caratteristiche tecniche:

“Lo strumento cardine è uno spettroscopio a grande dispersione, servito da un telescopio riflettore tipo Gregory-Coudé con uno specchio principale del diametro di 45 cm e focale risultante di 24 metri. Per la perfezione strumentale raggiunta dopo anni di esperienza, si sono potuti concludere importanti lavori di ricerca fondamentale, diffusi in un centinaio di pubblicazioni apparse su riviste internazionali specializzate e approntate con quello che è stato battezzato e conosciuto negli ambienti astronomici come “lo strumento di Locarno”.

possa essere il centro pilota più importante del Sidc, garante della continuità col passato!

Perchè poi i risultati stamane con un sole praticamente che era spotless, sono questi:

Cioè con tre regioni diverse con macchie contate!

Ed ecco come sipresenta il sole invece:

Solo delle piccole specks che non sarebbero mai state conteggiate in passato!

Andiamo avanti così…

Simon