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Posts Tagged ‘numero di wolf’

Direi che questo esauriente messaggio di un altro lettore di N.I.A. mette la parola fine alle diatribe sui conteggi delle macchie solari!

17 gennaio 2009 4 commenti
Ottimo post che ho deciso di mettere in rilievo nella sezione principale del Blog. Un grazie di cuore all’utente Massimiliano.

 

Il “Numero di Wolf” pubblicato dal N.O.A.A. deriva dalle osservazioni effettuate da una rete di Osservatori. Viene anche chiamato Numero Relativo di Boulder (Colorado), dal fatto che i dati prodotti dai vari Osservatori vengono inviati giornalmente al Centro del S.E.C. (Space Environment Center), e da questo elaborati. Il S.E.C., facente sempre parte del N.O.A.A., si occupa dello studio delle condizioni dell’ambiente spaziale, in special modo delle previsioni di tempeste geo-magnetiche attraverso il monitoraggio delle AR sul Sole.
Pertanto, il Numero Relativo, per un dato giorno, pubblicato dall’ Ente americano deve essere considerato come valore medio, non raffrontabile direttamente alla situazione rappresentata dalla ripresa, sempre per quel dato giorno, della sonda S.O.H.O.
Anche i dati S.I.D.C. (Uccle-Bruxelles) sono prodotti da una rete di Osservatori (anche amatori), ma presentano la caratteristica di essere più “bassi” rispetto a quelli del N.O.A.A. Il valore dei dati di quest’ ultimo risulta circa il 25% più alto rispetto a quello del centro di Bruxelles. Questo perché, avendo il S.I.D.C. raccolto l’ “eredità” dell’ Osservatorio di Zurigo, quindi dello stesso Wolf, nella determinazione del Numero Relativo, ha dovuto mantenerne il fattore scala, fattore scala che deriva dal metodo di conteggio particolare utilizzato dall’ astronomo svizzero. Naturalmente la formula era quella da lui ideata ma, utilizzando un telescopio rifrattore di 80 mm di apertura, egli non includeva nel conteggio le macchie più piccole (visibili solo nelle migliori condizioni di visibilità), pur osservandole. Questo, al fine di evitare eccessivi sbalzi di valore al variare delle condizioni di osservabilità.
Il Numero Relativo del S.I.D.C. è chiamato Ri, ossia Numero Relativo Internazionale ed è uno dei due Indici di Sunspot ufficiali. L’altro, come già detto, è quello di Boulder (S.E.C.-N.O.A.A.).
Un’ ultima precisazione sulle tabelle relative ai coefficienti K, S1 ed S2. Tali valori si riferiscono alla metodologia di stima del Numero di Wolf, adottata dalla sezione Sole dell’ U.A.I. (Unione Astrofili Italiani). In ambito professionale (e non solo) i suddetti coefficienti non vengono utilizzati. Pertanto, non vanno considerati in senso assoluto, ma solo come un metodo particolare, sviluppato dalla Sezione Sole-U.A.I., per poter raffrontare ed uniformare i dati prodotti dai diversi osservatori, con strumenti e sotto condizioni di visibilità differenti. Ma, ripeto, possono interessare esclusivamente gli osservatori della sezione Sole-U.A.I.
Il risultato di quanto sopra esposto è che anche il Numero di Wolf dell’ U.A.I., presenta un valore medio che differisce dai due Numeri Relativi ufficiali.

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Facciamo un pò di chiarezza sul Numero di Wolf: i coefficienti K e C

14 gennaio 2009 9 commenti

Sono stato bollato come cospiratore, anti-scientifico, creatore di un sito da 4 soldi, ect ect…

Allora per fare chiarezza sulla metodologia di conta delle macchie solari, in questo link ho trovato le risposte alla diatriba…

http://sole.uai.it/Calcolo_Wolf.htm

Andiamo con ordine:

Nell’ambito della sezione Sole il numero di Wolf R si calcola secondo la seguente formula:

 R = Kc * (10*G + M)

dove KC: fattore di correzione (strumentale e di condizioni atmosferiche)

 G: numero di gruppi osservati

M: numero di macchie complessive osservate

 

E fino a qui tutti d’accordo… procediamo con l’analisi di k e c:

 1. strumento impiegato (K): nel caso dello strumento di riferimento, il rifrattore da 80mm, il suo valore è pari ad 1. Strumenti con apertura maggiore sono caratterizzati da migliore risoluzione, e quindi consentono di individuare un maggiore numero di macchie minute. Al di sopra di 80mm di apertura, non si hanno però ulteriori vantaggi connessi al miglioramento della risoluzione, vista la dimensione tipica della granulazione se osservata da Terra (circa 1″). Strumenti di minore apertura, al contrario, portano a una stima inferiore del numero di macchie. Di seguito la tabella usata nella sezione con i valori di K in funzione all’apertura del telescopio usato:

Apertura (mm) K
40 1.5
45 1.38
50 1.28
60 1.14
70 1.10
77 1.01
80 1.00
90 0.97
100 e oltre 0.95

2. trasparenza dell’atmosfera (S1): la presenza di foschia rende meno evidenti i particolari minuti e le piccole macchie e porta a sottostimare il numero di macchie. Di seguito la tabella usata nella sezione sole con i valori si S1 in funzione dell’umidità:

Sereno 1 0.00
Sereno, poca foschia 2 0.01
Sereno, foschia 3 0.02
Sereno, molta foschia 4 0.03
Sereno con nebbia 5 0.04
Velato, spariscono le macchie minute nella penombra 6 0.05
Velato, spariscono le macchie minute fuori della penombra 7 0.15
Velato, si distinguono solo le macchie medie e grandi 8 0.35
Velato, si distinduono solo le macchie grandi 9 0.45

3. seeing (S2) : la turbolenza dell’atmosfera ha effetto sulla risoluzione. In condizioni di alta turbolenza la risoluzione è minore, quindi sono individuate meno macchie minute. Di seguito la tabella usata nella sezione sole con i valori si S2 in funzione dell’umidità:

Immagine stabile, senza oscillazioni ne sul disco ne al lembo 1 0.01
Immagine con moti contenuti entro 2″, oscillazioni solo al lembo e non sul disco 2 0.03
Immagine con moti contenuti entro 4″, oscillazioni visibili sul disco ed al lembo, lembo pulsante o ondulante 3 0.05
Immagine con moti entro 8″, impossibile distinguere bene tra ombra e penombra, lembo che oscilla notevolmente 4 0.07
Immagine con moti superiori di 8″, comparabili alle macchie solari, lembo che oscilla pesantemente 5 0.09
Immagine instabile, impossibile definire la posizione delle caratteristiche osservate 6 0.11

Riassumendo si ha che k è ugluale ad 1 per il Noaa anzi anche 0.95, quindi ininfluente nel calcolo finale, passiamo ora ai fattori S1 e S2:

S1 può variare da 0 a 0.45, mentre S2 da 0,01 a 0.11… il tutto ovviamente sommato ad 1 (valore di k).

Ma c’è un però, un grande però:

  • Osservazioni condotte in condizioni tali per cui    s1 sia maggiore o uguale a 6 e s2 sia maggiore di 5 non vengono considerate attendibili ai fini statistici nel calcolo del numero di Wolf, ma possono comunque costituire  un riferimento per l’astrofilo che intenda accertarsi dell’evoluzione di un dato fenomeno.

Cosa c’è scritto sopra? O meglio come lo vogliamo interpretare?

Ebbene io lo interpreto così: S1 maggiore o uguale a 6 corrispondente a 0.05 e S2 maggiore di 5 corrispondente a 0.09, la cui somma mi dà 0.14, sarebbe il massimo consentito dalla scienza affinchè vengano considerati attendibili ai fini statistici per il calcolo del numero di Wolf!

In poche parole se ho solo una macchia visibile ad essa devo moltiplicare per 1.14 = 12.54 invece che 11!

Praticamente un numero di Wolf amplificato di pochissimo (1.50), di sicuro nn tanto da giustificare i 5 punti in più dell’altro ieri!

Ma ora, avendo spiegato tutto questo e sapendo che per condizioni di S1 e S2 nei limiti giusti affinchè appunto siano statisticamente affidabili per dare un numero di Wolf corretto, e sapendo anche che valori di S1 e S2 maggiori a tali limiti sono tuttalpiù un riferimento per l’astrofilo, e sottolineo astrofilo, che ce li abbiamo mandati a fare i vari satelliti solari, per far le luci a Cesenatico (diceva una volta il mitico benzinaio romagnolo), perchè le luci Cesenatico ce le ha già!

E’ chiaro per concludere, proprio perchè sono uomini di scienza e non possono basarsi di certo solo su calcoli e calcolini di un cielo più o meno velato, che in condizioni di incertezza atmosferica, usino anche i satelliti che eliminano certe variabili umane e danno responsi chiari ed univoci! Di certo, questo bisogna ammetterlo, le immagini sat a loro disposizione sono più sofisticate e quindi di maggiore risoluzione di quelle del web, ma se una macchia c’è o non c’è credo che ne siamo in grado di capirlo anche noi a grandi linee, possono avere immagini più chiare, che mostrino maggiori dettagli delle macchiette in questione,ma non di certo  immagini che possono inventarsi delle macchie quando non esistono!

Spero di aver fatto chiarezza una volta per tutte, e che le polemiche finiscano qui. Io posso anche sbagliarmi, di certo finora i fatti mi stanno dando ragione. Chiunque può intervenire e dire la sua in questo Blog, affinchè lo si faccia in modo costruttivo ed educato, ulteriori interventi provocatori ed offensivi nei riguardi del Blog e del sottoscritto che per pura passione sta portando avanti questo progetto amatoriale, non saranno più tollerati e per tanto non verranno pubblicati.

Simon

Il NOAA prima mette 12 di Wolf, poi corregge a 13…

11 dicembre 2008 Commenti disabilitati

latest2

Premesso che 12 o 13 non cambia niente, vorrei tanto capire dall’immagine sopra analizzata e modificata dal sottoscritto, dove vedano 3 macchie! Si dirà che loro hanno a disposizione strumenti e risoluzioni migliori di quelle che si trovano su internet, ma anche in questo caso a me le cose sembrano abbastanza evidenti… Le macchie visibili dal Soho Continum sono 2 non 3!

Ripeto, tra 12 e 13 non cambia assolutamente nulla, ma continuerò a monitorare giornalmente questa situazione, perchè poi i conti si fanno alla fine, ed un numero  di Wolf giornaliero in più conta poco, ma 1 in più oggi e 1 in più domani, ecco che l’SSN mensile poi inevitabilmente finirà col risentirne…

Stay tuned, Simon.

Incredibile: hanno contato 11 di wolf anche oggi!

17 novembre 2008 4 commenti

Passi per ieri e l’altro ieri ( anche se ci sarebbero molte cose da obbiettare comunque), ma oggi è veramente scandaloso… anche perchè la macchia ormai è dietro la parte visibile del sole! E’ sempre più evidente ormai l’intenzione di far lievitare il SSN affinchè le loro proiezioni sul mese di novembre coincidano finalmente con la realtà, dopo che è mesi che sbagliano previsioni e ripartenze del ciclo 24! Dopo aver contato quest’estate delle macchie puramente INESISTENTI, anche per non fare finire il mese di agosto a zero, ora che il sole mostra qualche segno di ripresa, amplificano i numeri di Wolf giornalieri e prolungano l’esistenza delle macchie… Il tutto per dimostrare che avevano ragione…e magari per dire che il ciclo 24 è ripartito… Dimenticando che il flusso solare, vero indice di attività del sole, è ancora a livelli di quest’estate! Ecco il classico grafico delle macchie solari:

solar4

Ed ecco come dovrebbe essere (o meglio come sarebbe stato 20-30 anni fa)

solar5

Per il NOAA il ciclo 24 sta per partire…

14 novembre 2008 1 commento

Ultimo aggiornamento del 9 novembre 2008:

sunspot

 

Per novembre prevedono un 10.2 di SSN, e stanno facendo di tutto secondo me perchè ciò si avveri… Così il sole partirà a tutti gli effetti e tutti contenti… Nei giorni scorsi, ho visto dei numeri di Wolf che mi hanno lasciato sbalordito. Premesso che noi comuni mortali non abbiamo i loro stessi strumenti e che guarda caso quei pochi che abbiamo non hanno aggiornato per 4-5 giorni, dall’ultima immagine del Soho Continum di ieri, dove le vedete voi 6 macchie? (L’SSN di ieri era infatti di 16)…

latest2

Io sforzandomi ne vedo solo una… e che dire del giorno prima dove addirittura avevano messo 21? (quindi 11 macchiette presenti)…ma il Continum non aggiornava, quindi non lo sapremo mai…