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Posts Tagged ‘recinto di carrington’

Il Recinto all’opera

12 aprile 2010 25 commenti

Una immagine vale mille parole quindi un video vale almeno dieci volte tanto.

Mi sono divertito a fare dei piccoli Gif Animati dell’andamento delle macchie fra Dicembre e Marzo. Volevo  far vedere quello che da un po di tempo definiamo come recinto di Carrington (link al post di Ale).

Dal MDI Continuum

Dal MDI Magnetogram

Dal EIT 195

Le immagini processate per la creazione dei gif animati (del continuum, del Magnetogram e del ET195) sono state ricavate con la nuova interfaccia ESA del SOHO (http://soho.esac.esa.int/data/archive/index_ssa.html)

Cercherò di spiegare l’ipotesi di Ale postata con un altro Gif Animato

In pratica il recinto dovrebbe essere sempre meno visibile dalla terra e inoltre si starebbe chiudendo.

Andrea B

La1056 era scomparsa, ma il “Recinto di Carrington” non perdona!

20 marzo 2010 61 commenti

Nel corso della giornata di ieri l’AR 1056 era pratcamente scomparsa, al punto che non ha preso il numero col L&N’s count…stamane si è rinvigorita, guarda caso nel transitare proprio all’interno del famoso Recinto che ormai è inutile a dirlo, ma sta acquistando sempre più credibilità!

Per quanto mi concerne, anche se è venuta meno la possibilià di avere altri giorni spotless, la continua verifica che esista un determinato “spazio” nella superficie solare dove le macchie si formano e rinvigoriscono, vale più di qualunque altra cosa in questo delicato momento del minimo solare che ci separa dal 4 luglio!

Nel sud emisfero invece stanno per emergere le 2 vecchie AR (1052 e 1053) ad una latitudine diciamo molto interessante…

Stay tuned, Simon

Il Recinto fa ancora la differenza!

6 marzo 2010 33 commenti

La vecchia regione 1045 rinvigorisce dopo che era stata una plage per più giorni, e all’avvicinarsi sempre al recinto, spunta una nuova AR immediatamente alla sua sinistra!

Clicca qui per ingrandire: http://www.nso.edu/latest_images/gong_current_int.jpg

Sembrano ancora pore, ed al momento il Noaa non li segnala, vediamo come evolveranno nel corso delle prossime ore…

Simon

Cosa si intende per “Recinto di Carrington”

1 marzo 2010 45 commenti

Come interagiscono tre differenti campi magnetici globali (GMF) e possono influenzare la Dynamo solare con inibizione/esaltazione dell’estensione e del numero di AR?

A questa domanda il compianto Prof. Timo Niroma provò a dare una risposta con un approccio puramente statistico, analizzando la disposizione relativa Sole-Giove nei passati cicli solari e cercando di trovare un nesso di causalità tra cicli deboli e posizione del Super gigante gassoso, Giove appunto.
Ne venne fuori una interessante teoria che prese il nome di “teoria delle risonanze orbitali”, teoria ripresa anche dal Prof. Semi

http://semi.gurroa.cz/Astro/Orbital_Resonance_and_Solar_Cycles.pdf

http://arxiv.org/abs/0903.5009

Dove si cerca di trovare un nesso di causalità supportato da grandezze misurabili come posizione del centro di massa del Sistema Solare e posizione relativa ed assoluta dei vari pianeti dello stesso in funzione del cicli solari.
Ora è sotto gli occhi di tutti il fenomeno soprannominato “recinto di Carrington” e, in termini pratici, l’influenza che questo ha sulla dimensione delle SunSpot e dell’annessa attività magnetica come Flare X-Ray e optical Flares.

La situazione attuale delle zone in questione è:

In linea con le previsioni originali del Prof. Hathaway che piazzavano il Solar-Max nei primi mesi del 2010, potrebbero essersi verificate alcune circostanze che, agendo in modo sinergico, hanno inibito il Ciclo24 fino a portarlo al suo possibile collasso magnetico! Fenomeni interni alla normale variazione dell’attività magnetica solare che, insieme ad elementi esterni ad esso come allineamenti planetari e ingresso del Sistema Solare in quella zona della Galassia nota come il Piano dell’eclittica galattica o centro Galattico.  Andiamo ad analizzarle nel dettaglio:
1) Nel 2000 la sonda Ulysses misura un decremento del GMF stellare stimato essere del 30%, questa diminuzione si è verificata proprio mentre la Dynamo solare iniziava a generare le Polar-Faculae di Ciclo24;
2) La debole componente magnetica inerente al Ciclo24 si è trovata a fare i conti fin sul nascere (Luglio 2006) con un assetto dei Plasma-Streamers della corona solare “Pro-Ciclo-Dispari”, questo si è tradotto in un SC24 che ha fatto una fatica estrema a partire e a decollare;
3) I nastri trasportatori solari, quelli che regolano l’alternanza dei cicli Solari e che hanno permesso di validare empiricamente alcune leggi come la legge di Joy, hanno subito un rallentamento medio di oltre il 60%.
Tutti questi elementi che sono oramai dei dati di fatto stanno lavorando in modo sinergico, tutti nella medesima direzione!

Qualche Utente del Forum domandò:”Ma è possibile che il Prof. Hathaway non si sia accorto della relazione tra risonanze orbitali e forza-debolezza dei cicli solari?”.

La risposta è semplice, probabilmente tutti i più illustri astrofisici si sono accorti di ciò ma la Fisica è quella Scienza che si impegna a razionalizzare con solide equazioni i fenomeni che producono variazioni delle grandezze osservabili misurabili!

Volendo anche valutare con un approccio puramente teorico il problema dell’interazione dei GMF planetari con quello solare ci si imbatte in un ostacolo quasi insormontabile: l’estrema complessità delle interazioni tra campi elettromagnetici prodotti dai GMF planetari, uniti alla notevole potenza di calcolo richiesta per il trattamento di un sistema siffatto!

Quello che possiamo fare è continuare ad osservare il comportamento delle AR durante l’approccio al “recinto di Carrington”.

ALE

Intanto giusto per rimanere in tema, la legge del recinto di carrington ricolpisce ad oltranza!

23 febbraio 2010 53 commenti

Questa nuova regione che oggi prenderà il numero 1050 dal Noaa la tenevo d’occhio già da ieri sera proprio in funzione dell’ormai famosa legge del cancello di carrington coniata dal nostro celeberrimo Ale…ebbene si, codesta AR come le altre ha avuto modo di crescere in quello spicchio di sole in cui le AR hanno ultimamente maggiore possibilità di svilupparsi!

Si noti come anche al Gong Behind si iniziano ad intravvedere delle (seppur flebili) macchiette al suo interno:

Simon

 

Dov’è il “recinto di Carrington”?

23 febbraio 2010 53 commenti

Mi sono divertito

a verificare se l’effetto notato da molti (in primis da Ale e Simon), che “gonfia” le macchie solari al passaggio di fronte alla terra è reale o frutto di una allucinazione collettiva ….

Per far ciò, l’unico metodo e’ misurare.

Ho quindi scaricato dal sito di SOHO la sequenza delle immagini solare 1024×1024 dal primo di dicembre alla prima settimana di Febbraio e mi sono dato da fare.

Il primo problema che si incontra e’ che le macchie sono sulla superficie di una sfera e quindi la misura e’ “vera” solo quando sono prossime meridiano che ci sta di fronte (che io chiamo “0”), metre invece otteniamo una misura inferiore, man mano che ci avviciniamo al “limbo” (dove, al limite le vediamo di taglio) .

Quindi ho spolverato i miei ricordi di trigonometria, ho tirato fuori le formule di correzione per la longitudine ed ho modificato il programma che avevo fatto per il conteggio L&N . Per semplicita’ ho fatto in modo da correggere solo la longitudine e non la latitudine , tanto le macchie restano sempre piu’ o meno alla stessa latitudine e quel che mi serviva era un confronto parametrato al meridiano “0”.

Il secondo problema e’ che le macchie sembrano allargarsi man mano che evolvono. Qui on c’e’ stato altro modo che prendere come latitudine e longitudine  di riferimento il “baricentro” (valutato ad occhio) della macchia.

Ci sarebbe stata una ulteriore correzione: tra la prima e l’ultima misura sono passati due mesi circa (la prima parte di dicembre non ha dato granche’ di macchie) che corrispondono ad una rotazione della terra rispetto al sole di circa una cinquantina di gradi…. ma non so da quale parte….

Quindi ho cominciato a misurare.

Ed ecco i risultati :

Sull’asse delle Y e’ riportata l’area della macchia, corretta per latitudine, in ppm dell’area solare.

Sull’asse delle X la longitudine rispetto al meridiano che punta verso la terra.

Prima le macchie che appaiono nell’emisfero NORD

Poi l’emisfero Sud

L’ultimo punto della traccia bianca e’ un mio errore di inserimento, consideratelo relativo alla traccia azzurra.

Si vede subito che le macchie piccole (le tracce piu’ basse) hanno un massimo che cade in modo abbastanza casuale nel grafico.

Concentriamoci sull’emisfero Nord: E’ subito evidente che le macchie di area consistente raggiungono le massime dimensioni in una zona molto simile, a destra del meridiano “0”.

Se consideriamo che la traccia bianca temporalmente e’ la prima e la viola l’ultima (poi c’è anche la verde, ma non so se considerarla tra le macchie “grandi”) … si vede che i massimi “si spostano” verso destra e che la differenza tra il primo e l’ultimo e’ di circa una trentina di gradi… se avessi corretto anche per la rotazione della terra…. ho l’impressione che le curve sarebbero state quasi sovrapposte.

L’emisfero Sud e’ piu’ contraddittorio. C’e’ una macchia grande che ha il massino a sinistra, mentra altre due lo hanno concoredemente con quelle dell’emisfero Nord. Si noti pero’ che la scala del grafico e’ piu’ amplificata (le macchie potrebbero essere considerate poco piu’ grandi di quelle considerate “piccole” nel grafico superiore.

Cosa concludere?

Per me il recinto … C’è… e non e’ un’allucinazione …

Luca Nitopi