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La Rubrica di NIA: Il Freddo Luglio 2000

24 luglio 2010 22 commenti

In questa “puntata” parleremo dell’ultimo luglio freddo che l’Italia abbia assaporato, e come tradizione vuole, l’addio deve essere speciale, la seconda decade del mese è infatti una delle più fredde di sempre per gran parte della penisola e rappresenta un limite anche come irruzione in se.

Anche se, infatti, dalle mappe di reanalisi non risulta, la 552dam che tanto era stata decantata nella scorsa irruzione di Giugno ha fatto capolino nel radiosondaggio di Milano a metà del Luglio 2000.

È probabilmente la più tardiva dal dopoguerra.

Guardiamo un po’ di carte della situazione di quel Luglio.

Il mese inizia con una bella rimonta cammelli fera sull’Italia, la +25 è in Sardegna e la +20 prende gran parte del paese

Le termiche in quota il 4 e il 5 sono così:

Quasi tutta la 1° decade subisce gli effetti di questa onda di calore, ma il 9 la situazione cambia, le correnti diventano settentrionali e in Italia arriva il fresco

La depressione che si trova sopra l’Inghilterra il 10 del mese “scava” lungo l’anticiclone e irrompe nel mediterraneo il giorno 11

L’irruzione continua scivolando spinta dall’anticiclone verso i Balcani, il giorno 15 però viene rinvigorita da una nuova azione depressionaria che scende spinta dall’azzorre

Nei giorni successivi ovviamente l’irruzione perde potenza e viene ripescata a nord dal VP

Il sistema della circolazione depressionaria euopea intanto è andato, le depressioni sono molto basse e il nord si ritrova per tutto il resto del mese sotto correnti fresche oceaniche, per forza di cosa il Sud a fine mese si ritrova sotto una piccola ondata di calore, ma il mese è ormai sotto-media.

Queste le anomalie su base 1968-96, prese dalle reanalisi NOAA

1° Decade:

2° Decade:

3° Decade:

Passiamo ora a mostrare qualche dato, partiamo dalla sempre onnipresente Bologna

Dopo aver toccato i +36.3°C il giorno 7, Bologna infila una serie di ben 13 massime sotto i +30, dal 9 al 21 Luglio

La 2° decade si chiude con una media delle massime addirittura di +26.2°C, con una massima di +24.6°C il 16 Luglio, le minime poi fanno altrettanto, arrivando a toccare i +13.4°C il giorno 13, con una media delel decade di +15.6°C

Per Bologna queste sono le medie della 2° decade di Giugno, una situazione quindi di un mese prima.

In Emilia e in Romagna il mese chiude sotto-media circa di 1-1.5°C e le minime in alcune zone arrivano a scendere sotto i +10°C anche in pianura, inoltre lungo la costa le temperature massime sono all’incirca intorno ai +24/+25 per tutta la decade, questi i dati della stazione AM di Cervia

Dopo essere arrivata addirittura a +37.0°C il giorno 4, dal 9 al 22 Luglio le massime sono sempre sotto i +30°C, la media minime della 2° decade si ferma a +13.7°C e la media massime a +25.0°C

Facciamo una carrellata di dati dalle stazioni AM e non, prendendo in considerazione solo la 2° decade:

Non possiamo guardare ai dati di Linate in quanto sovrastimati, partiamo quindi da Malpensa:

la minima il giorno 16 tocca i +9.0°C e la media minime della 2° decade chiude a +11.8 e le massime a +25.3°C

Brescia, Min: +13.4 Max: +26.5

Bergamo, Min: +13.5 Max: +25.1

Torino, Min: +11.9 Max: +22.6

Venezia, Min: +13.5 Max: +24.7

Verona, Min: +12.6 Max: +25.3

Treviso, Min: +13.7 Max: +25.2

Piacenza, Min: +11.5 Max: +23.0

Rimini, Min: +14.3 Max: +24.7

Bolzano, Min: +10.8 Max: +23.5

Firenze, Min: +14.8 Max: +26.2

Pisa, Min: +12.9 Max: +25.1

Pesaro, Min: +16.2 Max: +26.1

Urbino, Min: +14.6 Max: +23.9

Roma, Min: +15.4 Max: +24.8

Latina, Min: +15.7 Max: +26.6

Rieti, Min: +15.3 Max: +24.0

Perugia, Min: +13.3 Max: +25.0

Pescara, Min: +14.6 Max: +25.7

Non vado più a sud, in quanto le medie tendendo a salire e le anomalie tendendo a diminuire non sarebbe più interessante mostrare questi dati, mi scuso quindi per ci si trovi al sud, sarei lieto se qualcuno postatsse qualche dato suo o da altre fonti.

Concludiamo l’articolo su quello da cui eravamo partiti, ecco il radiosondaggio:

Data e ora     ZT       850hPa       700hPa       500hPa    
 (UTC)        H(m)   H(m)  T(°C)  H(m)  T(°C)  H(m)  T(°C)  
11/07/00 h18   2448   1339   8.4   2911  -1.7   5500 -20.1

FABIO

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La Rubrica di NIA: Giugno Bollente al Sud, l’ondata di caldo storica del 1982

24 giugno 2010 16 commenti

Dopo aver dedicato la rubrica alla più intensa ondata di caldo mai avutasi in Giugno per il Nord, passiamo al Sud.

Di certo molti si ricorderanno ondate di caldo molto intense al sud in Giugno in questi anni 2000, come detto anche la volta scorsa, negli ultimi anni questo tipo di fenomeni è diventato molto più frequente, una volta lo era decisamente meno.

Da citare sicuramente il trittico 2005-2006-2007 che ha visto per il Centro-Sud Italiano una serie di ondate di caldo decisamente fuori norma, ma qui parleremo di quella che più di tutti ha dato prova della sua eccezionalità, sia per intensità sia per il periodo in cui è avvenuta, ovvero quella del 1982.

Dovete sapere poi che questa ondata di caldo viene presa simbolicamente come segno di un cambiamento radicale nella circolazione atmosferica estive, infatti dopo il 1982 le estate sono diventate più calde e più soleggiate di quelle degli anni 60 e 70, divenendo più simili a quelle degli anni 40 e 50.

Andiamo però a vedere le mappe di questa ondata, come per la volta scorsa, analizzeremo solo l’ultima parte del mese:

Ho deciso di partire dal 18 del mese, semplicemente perché è qui che la +20 arriva a lambire l’Italia.

Come si può notare il cammello è in bella forma e una depressione a largo della Francia lo alimenta

La depressione cade però in pieno atlantico richiamando maggiormente il cammello verso il Sud

Già il 20 la +25 fa capolino sulla Sicilia

Il 22 intanto la depressione si fa un po’ più forte, dando una piccola tregua spingendo verso l’Europa:

Di nuovo però si ritrova a lasciar spazio al Cammello spingendolo verso l’Italia

La carta del 24 è bollente, la +25 prende possesso del Sud e la Sicilia addirittura è tutta sotto la +28

Le giornate successive si commentano da sole, metto solo le carte

Il 28 infine si conclude quest’ondata di caldo a cui tutt’ora appartengono tantissimi record di Caldo, probabilmente alcuni imbattibili.

Passiamo ora a vedere una sintesi delle temperature raggiunte in quei giorni  (per motivi di Spazio riporto solo le 10 Temperature più elevate rilevate in ogni regione )

Partiamo con la Calda Sicilia:

Iniziamo subito con Palermo e vediamo la sua 3° decade Bollente:

+20.5/+41.5 _ +20.5/+34.5 _ +21.3/+36.5 _ +24.5/+38.8 _ +28.8/+39.5 _ +30.5/+40.9 _ +25.6/+40.6 _ +20.3/+40.4 _ +18.5/+37.8 _ +17.8/+33.5

Temperature elevatissime, una massima di +41.5°C con una minima di +30.5°C il giorno 26

Vediamo altre temperature in regione:

Tindari: Minima di +31.3

Cefalù: +43.5

Ciminna: +43.5

Risalaimi: +44.0

Capo San Vito: +43.0

Siracusa: +42.9

Ceasarò: +42.6

Acireale: +42.8

Taormina: Minima di +33.2 il giorno 26

Questi i dati delle stazioni AM:

Catania Fontanarossa: +45.0

Palermo Punta Raisi: +44.0

Trapani Birgi: +43.0

Sardegna:

Villacidro: +44.0

Decimomannu: +43.0

Piscinamanna: +43.0

Narcao: +43.0

Santa Lucia di Bonorva: +43.0

Perdasdefogu: +44.0

Muravera: +46.5

Escalaplano: +44.0

Sapira: +43.0

Questi i dati delle stazioni AM:

Decimomannu: +43.0

Calabria e Basilicata:

Cosenza: +44.2

Torano Scalo: +44.0

Castrovillari: +43.2

Rossano: +44.9

Acqua Della Quercia: +44.1

Caulonia: +44.5

Ardore Superiore: +44.5

Rosarno: +43.5

Sant’Eufemia Lamezia: +48.6 ( dato incerto che potrebbe essere il record nazionale )

Lagonegro: +45.0

Puglia:

Gravina di Puglia: +44.0

Canosa di Puglia: +43.5

Barletta: +44.0

Ruvo di Puglia: +43.4

Grumo Appula: +45.6

Castellana Grotte: +44.2

Fasano: +43.8

Questi i dati delle stazioni AM:

Foggia Amendola: +43.2

Brindisi: +43.4

Lecce Galatina: +43.0

Campania:

Ceprano Colle Mezzo: +40.0

Apice: +41.0

Scafati: +40.0

Sala Consilina: +41.0

Felitto: +41.5

Morigerati: +43.0

Abruzzo e Molise:

Sulmona: +41.0

Scafa: +40.0

Palmoli: +40.0

Serracapriola: +40.0

Chieti Scalo: +42.0

Azienda Agrialco: +40.8

FABIO

La Rubrica di NIA: Giugno Bollente al Nord, l’ondata di caldo storica del 1935

17 giugno 2010 29 commenti

Come il titolo intende parleremo solo del Nord oggi, ma aggiungendoci regioni come Toscana, Umbria e Marche, che risentono anche dello loro delle ondate di caldo che colpiscono il Nord, con un accenno infine ai valori registrati in Lazio e Abruzzo.

Parliamo di ondate di caldo e Giugno anche se è stato sempre avido per questo tipo di configurazioni per il Nord negli ultimi 10 anni ci ha regalato alcune delle più forti ondate, con il 2003 ovviamente in testa, a seguire 2007 e 2006.

Ma tempo fa ce ne fu una decisamente fuori dal normale per il tempo e che in alcune zone resta tutt’ora imbattuta.

Bisogna però dire che l’ondata del 1935 fu brevissima, il mese infatti chiuse con un sopra-media neanche tanto accentuato per via di una prima parte normale e a tratti fresca, non analizzeremo quindi come fatto per il Maggio 1945 tutto il mese, ma solo l’ultima decade del mese.

Infatti in 3-4 giorni si consumò quella che si può definire la più intensa ondata di caldo mai avutasi al Nord, con valori sia massimi che minimi incredibili.

Partiamo con un po’ di carte, ovviamente per tale data abbiamo disponibili solo le carte bariche:

l’ultima decade inizia con un debole anticiclone di stampo azzorriano sull’Europa e il ciclone islandese in piena forza

2 giorni dopo il ciclone islandese molla la presa e l’azzorre si prende possesso dell’europa, con deboli correnti favoniche sul nord, l’umidità comincia ad abbassarsi.

Il 25 la situazione è abbastanza favorevole per infiltrazioni fresche, infatti l’azzorre si ritira in pieno oceano, lasciando 2 corridoi aperti, ad est e ad ovest

Il 26 però la depressione islandese cade al largo della spagna portando una rimonta dell’anticiclone subtropicale sull’europa

il 28 l’azzorre da la spinta finale e si fonde con il cammello, portando correnti favoniche al nord, per via del massimo pressorio situato proprio in Italia.

Il danno è fatto, umidità bassissima e aria di stampo africano portano temperature elevatissime

Gli ultimi 2 giorni di Giugno vedranno condizioni simili il che porterà le minime a rimanere su valori altissimi.

Emilia-Romagna:

Veniamo quindi alle Temperature e partiamo dall’esempio di Bologna, stazione in centro gestita dall’università, i dati sono ovviamente dal 21 al 30:

+21.8/+30.0 _ +19.0/+27.4 _ +19.5/+26.1 _ +20.7/+31.6 _ +23.3/+33.6 _ +24.9/+35.6 _ +26.0/+37.1 _ +27.8/+39.0 _ +27.7/+37.8 _ +23.6/+33.0

Siamo su valori spaventosi, minima quasi di +28°C e una massima a +39.0°C, se si considera che a Bologna il record storico ( in centro ) è poco più alto dei +40°C siamo quasi eccezionalità considerando l’intera estate, non serve neanche specificare che i +39°C e i +27.8°C sono tutt’ora i record di massima più alta e minima più alta per Giugno.

Ovviamente nel resto dell’Emilia-Romagna in stazioni non in centro le minime sono state più basse, ma restano comunque valori record per la zona:

Ad Anzola Dell’Emilia, stazione famosa per le sue minime bassissime ( ad essa appartiene il record per la minima più bassa di sempre in Pianura Padana ) la minima il giorno 30 fu di +22.3 e la massima di +38.5°C

La massima più alta della regione fu toccata a Imola con +39.2 il giorno 29 ( e una minima il giorno dopo di +24.6 ), altri dati interessanti furono le minime Toccate a Forlì, Classe ( stazione a 5km dalla costa ) e a San Marino, rispettivamente di +27.2, +27.0 e +25.4 minime altissime che rappresentano valori da record.

In Emilia Romagna quindi abbiamo quindi una situazione che vede praticamente quasi tutti i record di caldo di Giugno appartenere al 1935.

Analizziamo ora nelle Marche che valori sono stati raggiunti:

Massime altissime sono state registrate a Pergola, dove la Temperatura arrivò fino a +41.5°C e a Servigliano dove si toccarono i +40.3°C

Sono valori tra i più alti di sempre per le marche, anche considerando Luglio e Agosto, e sono probabilmente il record assoluto per Giugno

Per rimanere in tema di minime elevate, ecco alcuni dati, Pesaro: +24.3°C _ Jesi: +25.6°C _ Ascoli Piceno: +25.6°C _ Fermo: +25.0°C

Passiamo alla Lombardia:

Partiamo subito con il dato di Milano Brera, la massima il giorno 28 tocca i +37.2, valore che rappresenta il record assoluto per Giugno e come valore estivo viene battuto solo dall’Agosto 2003, si tratta quindi del 2° valore più alto di sempre

Ma la Lombardia da il meglio di se in altre stazioni, Pavia tocca i +39.2, Novara i +39.6 e Sondrio vola a +41°C, che rappresenta il possibile record assoluto per la Lombardia ( devo ancora controllare )

Altre stazioni di campagna toccano valori sopra i +38°C, da segnalare i +39.9 toccati in località Dongo.

Passiamo alla bollente Toscana:

partiamo subito con Tutti i valori over 40°C:

Pontremoli: +40.0

Capezzine: +40.9

Borgo San Lorenzo: +40.5

Dicomano: +40.5

Rosano: +41.0

Casalappi: +40.0

Asciano: +41.0

Pitigliano: +40.5

Palazzo del Pero: +40.5

Firenze invece si ferma solo a +38.5 arrivando a registrare una minima di +23.6

Da segnalare le minime registrate a Pienza e a Massa Marittima, entrambe a +27.0, mentre rappresenta un valore spaventoso la minima di +29.0 registrata il 30 Giugno a Pitigliano, minime del genere si fanno quasi sempre al sud sotto correnti favoniche.

Passiamo al Piemonte:

Partiamo subito con il valore dell’osservatorio di Oropa, uno dei più antichi d’Italia, il suo valore di +28.5°C rappresenta il record assoluto per Giugno ed è a soli 0.5°C dal record storico di +29.0 dell’Agosto 2003

A Torino la massima il giorno 28 arrivò fino a +38.9, mentre a Cuneo arrivò a +39.6, possibile quindi che nel cuneese si siano toccati i +40°C localmente.

Guardiamo ora l’Umbria:

Perugia raggiunge solo ( solo si fa per dire ) una temperatura di +38.6, mentre in mezzo all’appennino a Città di Castello si registra una minima di +25.5

I +40°C vengono raggiunti a Terni, ma il record spetta a Foligno e ai suoi +41.6

Analizziamo ora il Triveneto:

Trento tocca una temperatura di +39.2 e a Bolzano la Minima si ferma a +22.6

Ma è in piena Pianura che si toccano i valori più alti:

Poglie: +40.0

Plezzo: +39.0

Castelfranco Veneto: +40.0

Noventa Vicentina: +39.0

Monselice: +39.0

Lendinara: +39.0

Ed infine Castelmassa che con i suoi +42.0 rappresenta quasi sicuramente ( devo ancora controllare ) il valore più alto mai registrato in Veneto, e anche le altre temperature, come i +40 di Castelfranco Veneto sono state eguagliate solo dal 2003

Citiamo alcune temperature raggiunte in Lazio e Abruzzo:

Teramo: +37.8 con una minima di +24.0

L’Aquila: +39.0

Vigna di Valle (RM): +40.6

Orte (VT): +41.5

// Il Prossimo Articolo sarà dedicato all’ondata di caldo che colpì il sud nel Giugno 1982 \\

FABIO

La Rubrica di NIA: Un Anno dopo il Maggio 2009 noi ricordiamo il caldissimo Maggio 1945

12 maggio 2010 74 commenti

Quasi un Anno fa iniziava uno dei mesi di Maggio più caldi di sempre, probabilmente il mese di Maggio più caldo dal 1951, anno in cui iniziano le serie storiche dell’AM, sono stati battuti record storici, alcuni più recenti, altri anche molto lontani nei tempi, fatto sta che l’AM ha visto molti suoi record di Maggio polverizzati.

La rete Italiana sappiamo però che è formata anche dalle vari bollettini regionali, i quali però escono con parecchio ritardo, e ancora oggi non sappiamo che temperature son ostate registrate in questa stazioni, non possiamo quindi indagare su zone potenzialmente favorevoli a temperature molto alte.

È molto probabile che si siano toccate temperature anche di +38/+39°C in zone favorevoli e non escludo anche i +40°C, peccato però che le sole reti regionali che ancora pubblicano gratuitamente i loro bollettini siano l’Emilia-Romagna e le Marche, che però caso vuole siano proprio le 2 regioni che potrebbero aver toccati valori di questo tipo, in quanto al sud sappiamo per certo che si sono solo avvicinati.

Al Sud Valori di +38°C non saranno incredibili, ma al nord lo sono anche fatti in piena estate.

Vi terremo aggiornati appena usciranno se sono stati toccati valori del genere, intanto vi rimando all’articolo pubblicato lo scorso anno, proprio alla fine dell’ondata di caldo:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/28/ondata-di-caldo-maggio-2009-%E2%80%93-un-mese-che-entrera-negli-annali/

Passiamo però alla questione importante dell’articolo, perché, come detto prima gli archivi dell’AM partono dal 1951, oltretutto nel 1945 c’era la guerra in corso, e trovare dati non è certo facile, ma qualcosa c’è e sono tutti valori molto alti.

Il Maggio 1945 partì abbastanza fresco nei primi 5/6 giorni, di certo non sembrava un mese destinato a finire uno dei più caldi di sempre, se non il più caldo.

A Bologna il mese inizia con le prime 6 massime tutto sotto i +20°C, decisamente freddo per Maggio che ha un media massime al nord di circa +20/+22°C, il giorno 3 la minima addirittura si ferma a +5.9°C, decisamente fresco.

Anche Cagliari non è da meno, se qui le massime sono un pelo più alte, la minima del giorno 3 tocca i +3.8°C, non conosco il clima sardo, ma non penso sia un valore normale per l’isola.

Diciamo però che tutta l’Italia nei primi giorni vive una fase di fresco, persino le mite Sicilia, spiccato in quei giorni la minima di +1.5°C a Parma e la massima di +9.6°C registrata a Milano.

Nei giorni seguenti però un’ondata di caldo colpisce pesantemente il Nord, mantenendo al Sud temperature non elevate.

Per la fine della prima decade già cadono i primi +30°C, molto rari così presto ( anche se solo 2 anni dopo cadranno addirittura a fine Aprile ), Milano il 10 tocca i +30.4°C, Parma l’8 i +31.0°C, la forza di questa ondata di caldo la si nota anche con i +30.6°C registrati a Rovigo il giorno 10 con Trento a pochi decimi in meno.

Durante la 2° decade il Nord verrà colpito da un’ondata di calore che sarebbe stata anomala anche in Luglio e all’epoca di certo in Maggio non se la sarebbero aspettata, purtroppo però non abbiamo mappe dettagliate per il periodo, ma solo quelle della pressione al suolo, ma ben si capisce la situazione:

Questa la situazione il 10:

Si nota subito il potente anticiclone in Europa

Il giorno 13 l’anticiclone delle Azzorre si fonde parzialmente con il Sub-Tropicale ed invade l’Italia:

Ed ecco che il 15 il più è fatto, correnti favoniche con richiamo africano annesso e fioccano le temperature estreme:

Il 18 il Cammello continua la sua vacanza in Europa:

Il 21 un prefrontale caldo regala anche al sud le sue temperature elevatissime:

Nella terza decade il mese si normalizzerà, anche se negli ultimi giorni un ultimo prefrontale darà un nuovo impulso caldo al sud, ma torniamo alla seconda decade del Nord.

Queste le T registrate a Bologna dall’11 al 21:

+17.8/+28.3 _ +19.9/+30.5 _ +21.3/+31.2 _ +21.4/+31.6 _ +21.8/+32.0 _ +20.6/+33.8 _ +20.9/+32.2 _ +21.8/+32.3 _ +23.0/+33.5 _ +22.3/+31.1 _ +22.7/+32.7

Ho postato i dati bolognesi perché mi sembrano quelli più d’impatto, molti si saranno chiestise stiamo veramente parlando di Maggio, di quel Maggio che nei primi 6 giorni mai aveva superato i +20 ( a Bologna ), ebbene si, questa 2° decade fu davvero di fuoco, anche in Luglio sarebeb risultata decisamente anomala.

Vediamo qualche altro dato:

a Milano la situazione è come a Bologna, minime tutte sopra i +20 ( maggio ha una media minime al nord di circa +10/+12 ) con la massima assoluta a +34.0°C, a Parma una maggiore escursione termica permette minime più basse, ma la temperatura massima tocca i +35.0°C in ben 3 occasioni, il 14, il 15 e il 18.

Ma è a Trento che questa ondata di calore da il massimo, il 14 la massima è ben +35.5°C

Andando più giù di latitudine troviamo Firenze e i suoi +35.2°C toccato il giorno 20, con una 2° decade perfettamente sovrapponibile a quella bolognese.

Al Sud, vengono si superati i +30, ma in un contesto decisamente più normale e senza mai andare troppo in la, sarà infatti la 3° la decade del Sud.

Al Nord le temperature nella 3° decade scendono anche se restano sopra-media di qualche grado, al sud intanto……a Bari il prefrontale del 21 fa salire la T fino a +36.1°C, a Cosenza nello steso giorno la T arriva a +36.5°C e nei giorni successivi supera nuovamente i +35

Ma è ovviamente in Sicilia dove il caldo da il meglio di se, dove a Palermo si toccarono i +36.8°C e a Catania il giorno 22 la massima arriva addirittura a +39.9°C che io sappia i +40°C in Maggio in Italia sono stati toccati in rarissime occasioni, e il Maggio 1945 è uno di questi.

Chissà che temperature avremmo registrato se non ci fosse stata la guerra e avessimo avuto a disposizione molte più stazioni.

Queste altre massime registrate in quel mese:

Altamura ( Puglia ): +36.7°C

San Pietro Vernotico ( Puglia ): +39.8°C

Ascoli Piceno ( Marche ): +35.5°C

Brescia ( Lombardia ): +34.2°C

Prato ( Toscana ): +35.5°C

Cavallino-Treporti ( Veneto ): +37.0°C

Se al Sud i +30 è comunque una temperatura che si raggiunse abbastanza spesso al Nord è molto più rara e nel 20° secolo è successo solo una quindicina di volte, e questo Maggio 1945 rappresenta un’estremo davvero incredibile, bisognerà aspettare i bollettini regionali del 2009 per vedere se sono stati superati i valori di Bologna, ma una cosa è certa, l’ondata di caldo del 1945 è stata moooooolto più lunga.

Di certo in quel periodo la Guerra aveva la precedenza rispetto ai problemi dovuti al caldo, ma di certo non andavano ad urlare al GW e non davano la colpa alle attività umane.

Eppure faceva comunque caldo.

Preparatevi il mese prossimo per l’articolo su Giugno e la più grande ondata di caldo di tutti i tempi per il nord Italia, ovvero il bollentissimo Giugno 1935, tutta colpa del GW ovviamente.

FABIO



La Rubrica di NIA: L’inverno 2009/10 in Europa

18 marzo 2010 45 commenti

Dopo aver visto come è finito l’inverno in Italia facciamo una breve analisi sull’inverno Europeo.

I dati a disposizione sono sia pochi che tanti, cioè solo le temperature medie hanno archivi validi e sicuri su cui è possibile fare confronti però ci sono molte fonti da cui attingere a questi dati e bisogna fare una selezione.

Io esaminerò solo 3 stazioni di rilevanza storica, Monaco di Baviera, Praga e De Bilt, rispettivamente in Germania, Rep Ceca e Olanda.

Questa non è una scelta di comodo, in quanto sono alcune delle pochissime stazioni storiche che arrivano fino al 1700, anche se adesso non andremo ovviamente così indietro preferisco non prendere stazioni che esistono solo da 50-60anni perché sarebbe impossibile fare un confronto con il lontano passato.

Partiamo subito da quella a noi più vicina e spesso più significativa ( almeno per il Nord Italia ), ovvero Monaco di Baviera:

Prendiamo gli ultimi 30 inverni in quanto è sconsigliato usare una serie troppo corta:

80/81 -2,23
81/82 -2,53
82/83 +0,50
83/84 -1,10
84/85 -3,70
85/86 -1,77
86/87 -1,90
87/88 +1,33
88/89 +1,53
1989/90 +1,53
90/91 -1,57
91/92 -0,20
92/93 +0,37
93/94 +2,20
94/95 +2,07
95/96 -2,50
96/97 -1,37
97/98 +1,73
98/99 -0,17
1999/00 +1,10
2000/01 +1.00
2001/02 +1,17
2002/03 -1,40
2003/04 +0,33
2004/05 -1,30
2005/06 -2,37
2006/07 +3,57
2007/08 +2,03
2008/09 -1.00
2009/10 -1.00

Sono valori assoluti e non anomalie, in grassetto quelli più freddi e, inclinati quelli chiusi circa uguali.

Vediamo subito come ci sono stati negli ultimi 30anni ben 11 inverni più freddi e 2 che si sono conclusi con un valore simile, tra cui spicca anche il suo precedente.

Se qualcuno avesse in mente di paragonare questo inverno al 1962/63 deve sapere che a Monaco quell’inverno chiuse a -7.50°C

Passiamo ora a Praga:

80/81 -2.00
81/82 -3,77
82/83 +0,07
83/84 -1,40
84/85 -4,57
85/86 -2,17
86/87 -3,30
87/88 +1,20
88/89 +1,47
1989/90 +1,80
90/91 -1,60
91/92 +0,20
92/93 -1,33
93/94 +1,13
94/95 +1,33
95/96 -3,87
96/97 -2,50
97/98 +1,60
98/99 -0,53
1999/00 +0,83
2000/01 +0.00
2001/02 +0,67
2002/03 -2,40
2003/04 -0,50
2004/05 -0,77
2005/06 -2,53
2006/07 +3,70
2007/08 +1,93
2008/09 -0,93
2009/10 -2,27

Vediamo che nella parte più ad est dell’Europa l’inverno è stato decisamente più freddo di quello dello scorso anno e negli ultimi 30anni ci sono solo 6 inverni più freddo di questo e 2 con anomalie simili.

Vale la pena andare a vedere dal 1950 in poi quanti inverni oltre a questi 6 sono stati più freddi dell’ultimo:

1953/54 – 1955/56 – 1962/63 – 1963/64 – 1968/69 – 1969/70 – 1978/79

Sono tantini, ma per essere in periodo di GW è un buon risultato, non c’è che dire, 14° inverno più freddo dal 1950 per Praga.

Se a qualcuno venisse in mente di paragonare questo inverno al 1962/63 deve sapere che a Praga quell’inverno chiuse a -6.80°C

Ora guardiamo De Bilt:

80/81 +2,40
81/82 +1,03
82/83 +3,47
83/84 +3,07
84/85 +0,23
85/86 +1,50
86/87 +1,50
87/88 +4,97
88/89 +5,60
1989/90 +6.00
90/91 +2,20
91/92 +3,83
92/93 +3,73
93/94 +3,93
94/95 +5,27
95/96 -0,17
96/97 +1,87
97/98 +5,33
98/99 +4,23
1999/00 +4,97
2000/01 +4,07
2001/02 +4,80
2002/03 +2,37
2003/04 +4,17
2004/05 +3,63
2005/06 +2,80
2006/07 +6,57
2007/08 +5,20
2008/09 +2,20
2009/10 +1,10

Nella zona occidentale dell’Europa l’inverno tocca connotati di Eccezionalità e finalmente si può parlare di un signor inverno, anche se per solo una piccola parte dell’Europa.

Infatti negli ultimi 30anni solo 2 inverni sono stati più freddi e 1 si è chiuso con valori simili.

Qui è fondamentale andare a vedere gli inverni dal 1950 in poi, ecco quali sono stati i più freddi:

1955/56 – 1962/63 – 1969/70 – 1978/79

Quindi questo è il 7° inverno più freddo dal 1950, quindi in Europa occidentale ( ad ovest della Germania ) l’inverno ha avuto caratteri di eccezionalità.

Per curiosità l’inverno 1962/63 a De Bilt chiuse a -3.03°C, siamo molto lontani, ma quello resta un’eccezione.

Curiosità: dal 1900 in poi questo è il 15° inverno più freddo per De Bilt

FABIO

La Rubrica di NIA: A chi conviene di più l’inquinamento? – Parte 2

27 febbraio 2010 24 commenti

Per chi si fosse perso la prima parte potrà leggerla nel seguente link:

https://daltonsminima.wordpress.com/?p=7536

Analizziamo allora le due controparti che da sempre si contendono queste diatribe energetiche, ovvero il movimento ambientalista e le multinazionali.

I primi cercano di portare le multinazionali ad un utilizzo sempre minore del petrolio a favore delle energie alternative.

Le multinazionali invece vogliono continuare ad usare il petrolio perché costa meno.

Entrambe le ipotesi portano lo stesso ad un uso del petrolio, che in entrambi i casi resterebbe invariato.

Però una volta finito il petrolio le fonti alternative saranno l’unica strada e per produrle servirebbe lo stesso energia, il costo di questa energia dipenderebbe totalmente dalle fonti alternative il quale costo dipenderebbe dal costo dell’energia che è servita per produrli, creando così un circolo vizioso che l’unico modo per fermare sarebbe quello di dare in mano alla “stessa persona” sia il controllo dell’energia che la produzione degli strumenti da cui è ricavata.

I Petrolieri che detengono quindi molto potere decisionale e controllano gran parte dell’economia mondiale per chi dovrebbero patteggiare?

Viene da pensare che converrebbe patteggiare per gli ambientalisti, perché le multinazionali una volta finito il petrolio dipenderebbero da loro e non più dal petrolio, però è un controsenso perché noi abbiamo supposto ( considerando l’ipotesi 1 ) che gli ambientalisti siano un’entità distinta dai petrolieri, quest’ultimi quindi non dovrebbero patteggiare verso nessuno e messa così sembra proprio che non avrebbero altra scelta che aspettare che finisca il petrolio per poi dichiarare fallimento cercando di sfruttare fino all’ultima goccia il petrolio ancora esistente.

Nel caso di vincita degli ambientalisti i petrolieri perderebbero il loro potere e le multinazionali dipenderebbero dalle fonti alternative, se vincessero le multinazionali la situazione non cambierebbe, ma finito il petrolio la situazione sarebbe la stessa di prima, quindi alla fine chi vince sono sempre gli stessi, gli ambientalisti.

In entrambi i casi l’economia ne uscirebbe molto danneggiata e il potere passerebbe di mano.

Quindi a chi conviene inquinare?

La risposta ancora non pare chiara, ma c’è un’altra domanda ora a cui sarebbe meglio rispondere.

Come si finanziano quindi queste associazioni? sarebbe molto difficile che lo facciano solo per le vendite di energia alternativa visto che i petrolieri abbiamo detto che puntano a consumare fino all’ultima goccia il petrolio rimasto, a queste associazioni restano solamente gli sgravi fiscali e gli aiuti economici per sopravvivere, nell’attesa che il petrolio finisca, dove allora diventerebbero loro i “padroni”.

I petrolieri sembra strano però che lascino via libera a queste associazioni che così possono sopravvivere nell’attesa del loro fallimento, verrebbe da pensare che dovrebbero far qualcosa per combatterle, invece sempre più nel mondo l’opinione pubblica viene mobilitata per far apparire loro come i cattivi e gli ambientalisti come i buoni.

Abbiamo detto che le compagnie petrolifere detengono gran parte del potere economico e decisionale del mondo, allora esiste qualcosa al di sopra che riesce a sovrastare questo potere?

Come abbiamo accennato prima una volta finito il petrolio gli ambientalisti avrebbero in mano il monopolio dell’energia, quindi la situazione non sarebbe molto diversa, allora perché l’opinione pubblica li fa passare come buoni, perché far passare una cosa come giusta quando è ormai del tutto inevitabile, perché favorire qualcosa che tanto sarebbe già dovuta accadere?

La differenza sta nel modo in cui viene visto l’inquinamento, il petrolio è fonte di inquinamento ed essendo l’inquinamento dannoso il monopolio dei petrolieri viene fatto passare per “cattivo”, mentre quello futuro degli ambientalisti come “buono” perché non produrrebbe inquinamento.

Ma si ritorna alla domanda di prima, come mai l’inquinamento è stato etichettato come dannoso nonostante i petrolieri siano i “padroni del mondo”?

Il petrolio tanto finirà, che bisogno c’era di farlo passare per una cosa così negativa?

La situazione sta diventando complicata e andando avanti così non si arriverebbe mai ad una valida risposta corredata da un motivo verificabile e quantificabile, ma ci sarebbero solo ipotesi su ipotesi.

Troppi interrogativi abbiamo aperto e le cui risposte aprono nuovi interrogativi portando ad un circolo vizioso infinito che non porterebbe a nessuna conclusione.

Quindi, A chi conviene di più l’inquinamento? È impossibile dirlo e probabilmente è più semplice dire che conviene a tutti e non conviene a nessuno.

Spesso si dice che la soluzione più semplice ad un problema è sempre quella giusta e che per spiegare un determinato fenomeno spesso e volentieri conviene optare per quella meno complicata, e se fosse vera l’ipotesi 2 ?!

FABIO

La Rubrica di NIA: A chi conviene di più l’inquinamento? – Parte 1

26 febbraio 2010 20 commenti

questo articolo sarebbe dovuto essere pubblicato in un’unica parte, ma per motivi di spazio che sono sorti durante l’elaborazione è stato diviso in 2 parti che però non sono da vedere come distinte, questo è un ragionamento interamente eseguito sulla domanda che pone il titolo e la 2 parti dovrebbero essere prese intere, per cui se qualcuno non dovesse apprezzare questa prima parte aspetti di leggere la seconda.

Domanda che potrebbe sembrare banale, ma che banale non lo è poi tanto ne tantomeno lo è la sua risposta, perché alla domanda: A chi conviene di più l’inquinamento, la risposta non è così scontata.

Uno risponderebbe senza pensarci che sono le industrie che più ci guadagnano ad inquinare, ma pensandoci bene alle industrie di inquinare o meno non è che interessi molto, allora lo sguardo passa alle multinazionali che comprano o producono materiali dalle industrie, e qui si va più sul profondo.

L’obbietto delle multinazionali, forse qualcuno non se lo è mai chiesto, è quello di vendere un prodotto in numero sempre maggiore con un costo di produzione il più basso possibile, non puntano mica ad inquinare o a fare altro tipo di attività illegali, il loro obbiettivo è il guadagno.

Per fare questo però c’è bisogno di energia, e chi ce la da l’energia al più basso costo disponibile ( considerando sia il costo dell’energia che il costo per utilizzarla )? Le compagnie petrolifere, ovvio.

Il petrolio è tutt’ora l’energia a più basso costo ad oggi disponibile, e addirittura per quei paesi del mondo più poveri è pressoché l’unica e sola fonte di energia disponibile, per cui il suo utilizzo sempre maggiore nel mondo non è da imputare alle multinazionali, nel capitalismo si sa, vince chi spende meno, perché così guadagna di più.

Allora la colpa è di chi tiene il prezzo del petrolio più basso di qualsiasi altra fonte di energia, e il petrolio è in mano alle compagnie petrolifere che creando un monopolio mondiale fanno il prezzo che vogliono alzandolo di un sacco per poterci guadagnare…………..ehi, aspetta, abbiamo detto che le compagnie petrolifere aumentano più del dovuto il prezzo del petrolio, quindi in teoria costerebbe anche meno, allora il problema diventa quello di capire come mai le altre fonti costino di più e non perché il petrolio costi meno.

Si potrebbe dire che le altre energie costino di più perché le stesse compagnie di prima fanno in modo che questo avvenga, ma il modo in cui questo sia possibile mi viene difficile da capire, cioè, chi produce e vende le altre energie se davvero costassero meno non avrebbe problemi a farle pagare ad un prezzo minore considerando che il petrolio costa uguale per tutti anche i costi di produzione per far funzionare le industrie che producono gli strumenti per ottenere le altre fonti di energia sarebbero lo stesso competitivi…………….ehi, aspetta, abbiamo detto che gli strumenti per usufruire delle energie alternative sono costruiti grazie al petrolio, ebbene si, neanche gli stessi produttori usano le loro stesse energie, viene da pensare che un motivo valido ci sia.

Se questo fosse vero saremmo davanti ad un incredibile paradosso, perché i mezzi necessari per sfruttare le energie alternative verrebbero costruiti con l’energia derivante dal petrolio, ed ecco quindi che qualunque sia il prezzo del petrolio esso sarà sempre minore delle altre energie perché parte integrante del loro processo di costruzione, quindi un eventuale maggiore produzione di questi mezzi alternativi non farebbe che arricchire i petrolieri.

Ma c’è un’altra ipotesi, molto più pessimistica.

Questa ipotesi vede le multinazionali del petrolio che sapendo che prima o poi il petrolio finirà corrono ai ripari diventando controllori di quelle industrie che producono i mezzi per ottenere le energie alternative, così da avere un monopolio stabile dell’energia anche una volta finito il petrolio.

Con questa seconda ipotesi tornerebbe tutto, tornerebbe il prezzo eccessivamente alto ( perché un conto è che sia più alto, ma un altro è che costi anche 10 volte tanto ) di queste energie e così una volta finito il petrolio avrebbero di che sopravvivere.

A pensarci vengono pochi dubbi su quale delle 2 ipotesi si avvicinerebbe alla realtà, perché vedrebbe i cosiddetti padroni del mondo cadere sotto le mani di altri una volta finito il petrolio, e con tutti i soldi che hanno difficilmente si lascerebbero morire così facilmente.

Comunque sia tutte e 2 le ipotesi portano in un primo tempo ad un arricchimento continuo dei petrolieri, mentre sul lungo periodo evolverebbero diversamente, portando però entrambe in una situazione dove l’energia costerebbe di più rispetto a prima e dove essa sarebbe in mano ancora una volta a poche “persone” che eserciterebbero un altro monopolio.

Ma chi lo controllerebbe questo monopolio? Nel primo caso le associazioni ambientaliste e nel secondo sempre i petrolieri.

FABIO