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La natura non segue i grafici colororati rosso fuoco dei centri pro-IPCC!

7 aprile 2010 29 commenti

Dopo che sono usciti i dati globali GISS per il trimestre invernale dicembre-febbraio, ci si chiede: come possiamo avere  temperature al di sopra del normale in Artico ed Antartico e continuare ad aumentare il trend di crescita globale di ghiaccio marino? Dopo tutto ci è stato anche detto dai racconti dei media che sia l’Artico che l’Antartico continuano a sciogliersi a un ritmo frenetico. Ma sembra che anche quest’anno vedremo un altro recupero nei ghiacci artici, come abbiamo visto nel 2008 e nel 2009.

Qualcuno si pone delle domande anche sull’aggiustamento dei dati GISS! I dati GISS infatti sembrano essersi bloccati con un’anomalia positiva nell’Artico, ma il ghiaccio marino non sembra seguire tale anamento. Naturalmente, il solo fatto che si ha un’anomalia  positiva di temperatura non vuol dire che i ghiacci si devono per forza sciogliere, ma i cittadini che sono meno esperti, e che guardano i grafici colorati di rosso caldo come fa il GISS, di solito non riescono a capire la differenza.

Ecco qui un primo grafico con le anomalie globali superficiali di dicembre-febbraio 2010:

 
(clicca per ingrandire )
Si noti che nei luoghi più caldi dell’Artico secondo GISS, ci sono pochi, se non alcun, termometro:
 ( clicca per ingrandire ) Sopra: la mappa delle stazioni di terra GHCN2

Se si guarda la sezione dei dati GISS, la maggior parte del caldo è nell’ Artico dove non ci sono termometri. L’Antartide viene al secondo posto, anche se ha un qualche termometro sul perimetro del continente, più un paio vicino alla sua area centrale.

Gli effetti di interpolazione diventano più chiari quando si fa una mappa di 250 km invece che di 1.200 km:

 
(clicca per ingrandire )

Notate come all’improvviso il gran caldo coi colori rossi fuoco scompare! Scompare perché al polo nord ci sono pochissimi termometri.

È interessante notare che l’anomalia della superficile globale cali  da 0,80 °C con un’interpolazione dei dati di 1.200 chilometri a 0,77 ° C con una interpolazione di 250 km.

Inoltre un’altra cosa che viene crticata al GISS  è l’uso come loro periodo di riferimento del periodo 1951-1980. Questo periodo comprende molti di anni freddi, quindi le anomalie rilevate ora se paragonate con tale riferimento appaiono per forza molto più calde!

Questo famoso grafico GISS delle temperature superficiali globali si basa sul periodo 1951-1980:

Guardate ora cosa succede quando si usa lo stesso periodo di base dei dati dei satelliti il UAH, che è quello 1979-2009. L’anomalia globale con i dati di interpolazione da 1200 km (dicembre-febbraio 2010) cala più della metà, fino a +0.38°C invece che +0.80°! 

Ed ecco la presentazione di 250 km, notare che la temperatura superficiale globale scende a 0,34 ° C

Questo numero vi sembra cos’ allarmante ora? 

Quindi è chiaro, che con i grafici GISS , è possibile guardare in molti modi diversi, e ottenere molte risposte diverse. Ma chi decide quali mappe e grafici e con  quali periodi di riferimento ed interpolazione vengano poi spediti nei comunicati stampa? 

Per avere la risposta più semplice basta guardare alla Home page del GISS:  http://data.giss.nasa.gov/gistemp/

Ecco un anteprima della home page, e la versione a grandezza naturale del secondo grafico dall’alto, nota la didascalia sulla parte superiore del grafico:

 

 

Chiaramente, preferiscono il periodo di riferimento 1951-1980 come periodo predefinito di base per la presentazione al pubblico [nonché con interpolazione da 1200 km], ma scegliendo quella, i risultati GISS appaiono molto più allarmanti di quello che potrebbe essere se venissero usati altri periodi di riferimento come il periodo 1979-2009 utilizzato da UAH e RSS.

Le anomalie possono mostrare tutto quello che vuoi, basta di scegliere il più giusto periodo di riferimento. Ad esempio, se scegliamo  un periodo base di base di 11.000 anni fa, durante l’ultima glaciazione, e plottiamo le mappe e i grafici delle temperature di oggi nei confronti di tale periodo di riferimento.Quanto rosso vedremmo?

Ecco un grafico che mostra le temperature ricostruite  nell’ emisfero settentrionale alla fine dell’ultima era glaciale 11 mila anni fa, quando faceva circa 4,5 ° C più freddo di oggi.

 

Quindi, se  paragono gli ultimi 30 anni di temperatura con quella di 11000 anni fa, la nostra mappa GISTEMP sarebbe simile a questa:

Ovviamente la mappa sopra non è una rappresentazione accurata, solo una stima approssimativa visiva. Ma  illustra come le scelte dei colori e dei periodi di riferimento possono avere un effetto distinto sul piano visivo finale. Utilizzando un periodo freddo basale nel passato (in questo caso 4,5 ° C a livello mondiale più fresco di quello attuale) rende più evidente l’aspetto caldo bollente.

Le anomalie di temperatura dipendono dalle scelte effettuate dalle persone. La natura va per conto suo, non segue questi grafici colorati. In generale, la gente non le sa queste cose. La gente non sa nemmeno la differenza tra temp registrate ed anomalie! Il miglior modo per confonderli (per non dire altro) è quello di mettere dei bellissimi grafici tutti colorati rosso fuoco! E vissero tutti felici e contenti!

Ma a noi spetta il difficile compito qui sulla rete di raccontare anche l’altra faccia della medaglia…e se dopo aver letto quest’articolo utenti come bora 71 la smettessero di prendere per oro colato o comunque inziassero anche loro ad avere almeno qualche dubbio sui dati Giss et ect ect, vorrà dire che tanto sforzo da parte di NIA sta iniziando a dare i suoi frutti!

Fonte:  http://wattsupwiththat.com/2010/03/23/why-joe-bastardi-see-red-a-look-at-sea-ice-and-gistemp-and-starting-choices/

Simon

E’ molto difficile potersi fidare dei dati GISS!

22 aprile 2009 9 commenti

In molti siti internet, come anche in questo, si è messo giustamente in discussione come viene misurata la temperatura nelle stazioni meteorologiche posizionate in varie parti del mondo. La questione si è fatta interessante perché, mentre l’Università dell’Alabama ha archiviato il 2008 come il quindicesimo anno più freddo degli ultimi trenta sulla base dei dati satellitari MSU della bassa troposfera (il più freddo dal 2000), il centro inglese Hadley lo ha posizionato al decimo posto tra gli anni più caldi dal 1850. Le stazioni di rilevamento della temperatura usate dal GHCN NOAA, NASA GISS e Hadley CRUT3v sono contaminate dall’ urbanizzazione, mal posizionate, ma la cosa più preoccupante è che i 2/3 di queste sono state abbandonate in particolar modo dal 1990. Si è passati da un massimo di 15000 del 1970 ad un valore di 5000 nel 2000. L’immagine sotto riporta quelle utilizzate dal NOAA e dalla NASA (passate da 6000 a 2000) Da notare anche la discontinuità di temperatura media in corrispondenza dell’abbandono delle stazioni che suggerisce l’introduzione di un errore di campionamento.

http://icecap.us/images/uploads/Stationdropout.jpg
http://icecap.us/images/uploads/Stationdropout.jpg

La perdita riguarda soprattutto le stazioni rurali (passate da 8000 a 3000) e non è uniforme in tutto il pianeta. La maggior parte delle stazioni sono state perse in Unione Sovietica, Cina, Africa e Sud America. Per farvi un’idea guardate questa ricostruzione fatta dal Dr. Kenji Matsuura e dal Dr. J. Cort Willmott dell’Università di Delaware

http://climate.geog.udel.edu/~climate/html_pages/Ghcn2_images/air_loc.mpg

Due osservazioni importanti: primo, la cattiva copertura territoriale al di fuori degli Stati Uniti e  dell’Europa e secondo la notevole perdita del 1990. Alla fine del 1989 più della metà delle stazioni in URSS sono state chiuse in seguito al collasso del regime comunista.

La perdita di stazioni rurali è problematica perché per calcolare la temperatura di una regione si è dovuti passare a rilevare le temperature delle stazioni vicine o di quelle situate in aree urbane. Questo è un problema che riguarda soprattutto la Siberia e spiega in parte il suo riscaldamento che ha subito un rapido incremento proprio a partire dal 1990.

Un altro problema rilevante che si pone è la penuria di dati delle temperature degli oceani che come ben sapete coprono il 70 % della superficie terrestre. Eccetto poche boe e poche navi mercantili e militari che seguono rotte che toccano le zone settentrionali degli oceani, manca la copertura di vaste aree oceaniche meridionali.

I dati satellitari non sono soggetti ai problemi delle stazioni meteorologiche e offrono una copertura globale con l’unica pecca che si hanno dati a partire solo dal 1979. Forse sarebbe il caso di passare a questi nuovi e più affidabili strumenti di misura della temperatura globale.

Fonti:

http://icecap.us/index.php/go/joes-blog/2008_coldest_year_since_2000_and_clearly_not_a_top_ten_warmest_year/

http://www.uoguelph.ca/~rmckitri/research/nvst.html

ANGELO

Usciti i dati Giss… 2008 il secondo anno più freddo degli anni 2000!

15 gennaio 2009 1 commento

Year   Jan  Feb  Mar  Apr  May  Jun  Jul  Aug  Sep  Oct  Nov  Dec    J-D
2001    38   41   54   40   51   47   50   45   49   44   67   51     48      
2002    71   70   84   58   56   46   56   45   49   49   51   36     56       
2003    64   51   51   49   51   39   49   63   60   66   49   68     55        
2004    52   67   58   52   37   32   21   43   46   58   63   51     48        
2005    69   56   70   63   55   59   55   57   68   71   64   59     62     
2006    48   60   56   45   43   53   43   59   55   60   65   70     55     
2007    86   63   60   65   55   53   53   55   50   55   48   40     57     
2008    15   25   64   42   41   34   52   38   52   58   59   45     44

Ci sono modi e modi di stilare un giudizio finale sull’anno appena trascorso… Quelli pro-AVG lo giudicano come il 9° più caldo dal 1880 ad oggi, facendolo passare quindi senza tanti sfronzoli come un tipico anno da GW imperante… ma la realtà non è neanche stavolta questa! Tolto l’anno 2000 che concluse con un +0.33, questo è stato l’anno più freddo o fresco fate voi degli anni 2000 con 0.44 appunto. Nessuno qui nega che siamo in tempi di riscaldamento globale, ma se anlazziamo attentamente gli ultimi 4 anni, ovvero dal 2005 ad oggi, notiamo come il 2008 si discosti e non poco dall’andazzo di codesti anni appunto, si passa dall’anno record 2005 con un anomalia di +0.62 a continuare col 2006 e 2007 con rispettivamente un + 0.55 e 0.57. Non c’è che dire, un sostanziale dietro-front rispetto i 4 anni precedenti, e chissà perchè proprio in occasione di questo straordinario minimo solare, gli effetti del quale, relativamente all’anno 2008 si faranno poi sentire secondo me maggiormente negli anni a venire, a partire poprio dal 2009! E se il minimo dovesse perduare ancora ed essere seguito da una lenta e debole crescita del ciclo 24, allora i valori Giss non potranno che diminuire ancora nei prossimi anni… e tutto questo tra l’altro rallentato ulteriormente non solo dall’inerzia solare, ma soprattutto dal riscaldamento globale che ha interessato il pianeta negli ultimi decenni. Se noi mettiamo una pentola con acqua a temperatura ambiente in un frigorifero infatti ci bada sicuramente di meno di un’altrettanta piena di acqua calda per raffreddarsi! Lo stesso vale per il nostro clima. Chi si aspetta tutto e subito è fuori strada, si parte con gli antipasti e si procede gradualmente fino ad arrivare al dolce… Finora, con questo 2008, siamo ancora agli antipasti, e chissà quanto dureranno prima di passare ai primi piatti, sempre che lo cheff (il sole) non si stufi di cucinare e allora tutti a casa con la pancia vuota o quasi…

Simon