Scienza&Energia

E’ necessario sapere cos’è una verità scientifica.

L’umanità vuole vivere, oggi e domani. Ha bisogno di risorse, deve conservarle o sostituirle. Ha bisogno che il pianeta sia pulito. Inquinamenti possono compromettere la qualità o l’esistenza della vita. L’umanità si sta muovendo per vivere anche domani. Chiede sacrifici e porta avanti grandi sviluppi. Questo coinvolge interessi economici. Le direzioni dove andare non sono chiare, ce ne sono diverse. Ciascuna si basa su “verità scientifica” in apparenza, ma sotto c’è l’interesse economico o simile. Il sostegno popolare è importante ed è manipolato. La via d’uscita? La manipolazione non deve funzionare. Si può ottenere questo con la cultura. Vuol dire creare la base negli individui a farsi un giudizio proprio a riconoscere le manipolazioni. 

Può la scienza essere rigorosa e popolare allo stesso tempo? In questo caso è necessario.

  • Rigorosa vuol dire seguire il metodo scientifico di Galileo Galilei. Senza altri condizionamenti.
  • Popolare vuol dire che gente interessata ma senza istruzione specifica può seguire e farsi una cultura e un giudizio.

Il punto d’arrivo sarebbe una cultura scientifica diffusa idonea a opporsi alle manipolazioni.

Questo sito e questa pagina cercano di fare un passo in questa direzione. E’ difficile. Il moderatore ha una propria convinzione. Anche lui è di parte. Essere onesto chiede a volte andare contro la propria convinzione o cambiarla. La pagina dev’essere attendibile, presa sul serio a qualsiasi livello. Se una notizia con tutti i crismi della verità scientifica è contraria alla convinzione del moderatore?

Ci vuole un moderatore condizionato unicamente dal criterio della verità scientifica. La pretesa di essere così ce l’hanno tutti. Il giudizio a Voi. FateVi una cultura scientifica idonea per distinguere.

Noi oltre a darvi notizie e risultati, che potrebbero essere tutti di parte o manipolati, cerchiamo di dare i mezzi culturali per distinguere. La base è unicamente la metodologia di Galileo Galilei: La verità è riproducibile con esperimenti o osservazioni.

ELMAR

  1. Fabio2
    12 luglio 2010 alle 14:43

    Apro io il blog con una domanda (retorica): non è che per caso abbiamo bisogno di un “piano energetico mondiale” ?
    Insomma una lista di priorità e di direzioni di investimento, condivise almeno dalle principali potenze economiche mondiali (USA, Cina, Europa, magari anche Russia, India, Brasile), che fungano da indirizzo generale. Insomma, un tot di petrolio, un tot di carbone, un tot di energia nucleare (per chi ce l’ha), un po di eolico, un po di solare, ecc.

  2. Fabio2
    12 luglio 2010 alle 14:45

    Dimenticavo: nel piano vedrei bene anche le indicazioni sulle modalità ed entità del risparmio energetico e un’accurata valutazione degli impatti di ciascuna direttrice di investimento.

    Insomma, secondo me ci serve un governo del mondo, anche in ambito energetico, dove tutti siano rappresentati, possibilmente.

  3. ice2020
    12 luglio 2010 alle 20:27

    Fabio2 :

    Dimenticavo: nel piano vedrei bene anche le indicazioni sulle modalità ed entità del risparmio energetico e un’accurata valutazione degli impatti di ciascuna direttrice di investimento.

    Insomma, secondo me ci serve un governo del mondo, anche in ambito energetico, dove tutti siano rappresentati, possibilmente.

    Mi sembra un’utopia…cioè l’idea nn è sbaglaita, anzi…ma credo irrealizzabile…troppi interessi dietro…

  4. ice2020
    12 luglio 2010 alle 20:28

    Cmq chi ha l’e-mail di elmar, gli faccia sapere che la nuova pagina è stata aperta

    Simon

  5. Bernardo Mattiucci
    12 luglio 2010 alle 23:26

    Un NWeO? New World energetic Order?
    No.. cioe’… ni… ma non come il NWO!

    Secondo me bisogna fare prima una premessa… del tipo: una innovazione tecnologica consiste nel realizzare prodotti che costino meno, inquinino meno, usino meno materie prime, meno energia e abbiano un resa maggiore.
    🙂

    chiedo troppo?

  6. Fabio2
    12 luglio 2010 alle 23:36

    ice2020 :

    Fabio2 :
    Dimenticavo: nel piano vedrei bene anche le indicazioni sulle modalità ed entità del risparmio energetico e un’accurata valutazione degli impatti di ciascuna direttrice di investimento.
    Insomma, secondo me ci serve un governo del mondo, anche in ambito energetico, dove tutti siano rappresentati, possibilmente.

    Mi sembra un’utopia…cioè l’idea nn è sbaglaita, anzi…ma credo irrealizzabile…troppi interessi dietro…

    E’ un’utopia tanto quanto lo è una ONU che funzioni. Troppi egoismi, troppi interessi che non si vogliono conciliare, in tempi normali. Ci vuole tempo e soprattutto, purtroppo, grandi crisi…..di solito i grossi guai fanno scendere tutti a più miti consigli, perchè gli egoismi e gli interessi locali passano in secondo piano.
    Ad esempio, una grave penuria di petrolio a breve aiuterebbe in questo senso…..

  7. ice2020
    13 luglio 2010 alle 00:01

    Fabio2 :

    ice2020 :

    Fabio2 :
    Dimenticavo: nel piano vedrei bene anche le indicazioni sulle modalità ed entità del risparmio energetico e un’accurata valutazione degli impatti di ciascuna direttrice di investimento.
    Insomma, secondo me ci serve un governo del mondo, anche in ambito energetico, dove tutti siano rappresentati, possibilmente.

    Mi sembra un’utopia…cioè l’idea nn è sbaglaita, anzi…ma credo irrealizzabile…troppi interessi dietro…

    E’ un’utopia tanto quanto lo è una ONU che funzioni. Troppi egoismi, troppi interessi che non si vogliono conciliare, in tempi normali. Ci vuole tempo e soprattutto, purtroppo, grandi crisi…..di solito i grossi guai fanno scendere tutti a più miti consigli, perchè gli egoismi e gli interessi locali passano in secondo piano.
    Ad esempio, una grave penuria di petrolio a breve aiuterebbe in questo senso…..

    Sn convinto che quando finirà il petrolio, ci si scannerà per qualcos’altro…

    e sempre enrgia sarà…

    magari si faranno le guerre per i posti dove stoccare le scomodissime scorie nucleari…

  8. 13 luglio 2010 alle 07:57

    Fabio2 :
    Apro io il blog con una domanda (retorica): non è che per caso abbiamo bisogno di un “piano energetico mondiale” ?
    Insomma una lista di priorità e di direzioni di investimento, condivise almeno dalle principali potenze economiche mondiali (USA, Cina, Europa, magari anche Russia, India, Brasile), che fungano da indirizzo generale. Insomma, un tot di petrolio, un tot di carbone, un tot di energia nucleare (per chi ce l’ha), un po di eolico, un po di solare, ecc.

    L’organizzazione mondiale c’è e si chiama IPCC. Invece di occuparsi solo del clima potevano occuparsi di ecologia, del futuro dell’umanità.
    Invece si sono messi al servizio di interessi economici. Combattono le emissioni di anidride carbonica, falsificano dati e hanno abbastanza potere da condizionare i mezzi di comunicazione. Hanno condizionato la rivista scientifica più importante “Nature” a non accettare contributi da parte di “negazionisti”.
    Il problema di base è l’onesta a livello politico. I politici scelgono gli scienziati e gli dicono cosa devono trovare.
    Negli anni novanta c’era una notevole evidenza per l’effetto serra causato dall’uomo che così era responsabile del surriscaldamento della terra. Gli scienziati che da sempre hanno detto che manca la conferma scientifica, non sono stati presi sul serio.
    L’IPCC ha taciuto sui dati provenienti dal sistema Argo. Argo doveva dare la conferma al punto di vista dell’IPCC. Il risultato era il contrario. Perché si tace? Per non ammettere di aver sbagliato. Troppi soldi sono stati investiti. Non si trova la retromarcia.
    Ci vorrebbe onesta e indipendenza. Fin qui è andata male.

  9. ice2020
    13 luglio 2010 alle 12:44

    elmar :

    Fabio2 :
    Apro io il blog con una domanda (retorica): non è che per caso abbiamo bisogno di un “piano energetico mondiale” ?
    Insomma una lista di priorità e di direzioni di investimento, condivise almeno dalle principali potenze economiche mondiali (USA, Cina, Europa, magari anche Russia, India, Brasile), che fungano da indirizzo generale. Insomma, un tot di petrolio, un tot di carbone, un tot di energia nucleare (per chi ce l’ha), un po di eolico, un po di solare, ecc.

    L’organizzazione mondiale c’è e si chiama IPCC. Invece di occuparsi solo del clima potevano occuparsi di ecologia, del futuro dell’umanità.
    Invece si sono messi al servizio di interessi economici. Combattono le emissioni di anidride carbonica, falsificano dati e hanno abbastanza potere da condizionare i mezzi di comunicazione. Hanno condizionato la rivista scientifica più importante “Nature” a non accettare contributi da parte di “negazionisti”.
    Il problema di base è l’onesta a livello politico. I politici scelgono gli scienziati e gli dicono cosa devono trovare.
    Negli anni novanta c’era una notevole evidenza per l’effetto serra causato dall’uomo che così era responsabile del surriscaldamento della terra. Gli scienziati che da sempre hanno detto che manca la conferma scientifica, non sono stati presi sul serio.
    L’IPCC ha taciuto sui dati provenienti dal sistema Argo. Argo doveva dare la conferma al punto di vista dell’IPCC. Il risultato era il contrario. Perché si tace? Per non ammettere di aver sbagliato. Troppi soldi sono stati investiti. Non si trova la retromarcia.
    Ci vorrebbe onesta e indipendenza. Fin qui è andata male.

    Ottimo intervento!

    sul progetto Argo ne abbiamo parlato anche noi, con gli ottmi articoli del nostro Sand!

    Elmar, ci mancano i tuoi articoli!

    Forza! 😉

    Simon

  10. 13 luglio 2010 alle 16:58

    @simon

    ciao

    domani o dopodomani ti manderò l’articolo sul C14.

    Per me vale sempre la frase di Mark Twain:
    Ci metto tre settimane a preparare un discorso improvvisato.

    Tutto quello che so sul progetto ARGO lo so dall’articolo di Sand.

  11. 14 luglio 2010 alle 08:16

    ice2020 :

    Cmq chi ha l’e-mail di elmar, gli faccia sapere che la nuova pagina è stata aperta

    Simon

    Lo avevo già avvertito io lo stesso ieri..

  12. anonimo
    14 luglio 2010 alle 11:32

  13. Tuvok
    14 luglio 2010 alle 21:17

    Il bello è che Feynman è il padre dell’elettrodinamica quantistica (QED), dove le predizioni teoriche, pur se completamente controintuitive, sono rispettate nelle sperimantazioni fino alla nona cifra decimale (ad esempio il momento magnetico di un elettrone 1,0011596522)… ovviamente se alla decima cifra decimale ci fossero discrepanze maggiori del margine di errore previsto dalla teoria, la qed serabbe sbagliata…

    Nel frattempo, a proposito di energie, finalmente inaugurata la centrale CSP di Priolo
    http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/2734-enel-inaugura-in-sicilia-archimede-la-centrale-solare-termodinamica-che-funziona-anche-di-notte

    Secondo me è un piccolo punto di partenza… che ne pensate ?

  14. Fabio Nintendo
    14 luglio 2010 alle 22:50

    io dico solo questo: la scienza moderna, inventata da Galileo deve seguire sempre il metodo scientifico.
    ovviamente nella più moderne discipline il metodo scientifico non è applicabile correttamente, come per esempio nello studio della climatologia, e su queste scienze ci dovrebbe essere molto più “piedi di piombo” cosa che non accade purtroppo.

  15. 15 luglio 2010 alle 07:16

    Tuvok :
    Il bello è che Feynman è il padre dell’elettrodinamica quantistica (QED), dove le predizioni teoriche, pur se completamente controintuitive, sono rispettate nelle sperimantazioni fino alla nona cifra decimale (ad esempio il momento magnetico di un elettrone 1,0011596522)… ovviamente se alla decima cifra decimale ci fossero discrepanze maggiori del margine di errore previsto dalla teoria, la qed serabbe sbagliata…
    Nel frattempo, a proposito di energie, finalmente inaugurata la centrale CSP di Priolo
    http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/2734-enel-inaugura-in-sicilia-archimede-la-centrale-solare-termodinamica-che-funziona-anche-di-notte
    Secondo me è un piccolo punto di partenza… che ne pensate ?

    L’impianto a energia solare di Priolo è basato sulla convinzione che occorre ridurre le emissioni di anidride carbonica.
    Dato che io sono convinto che
    • L’anidride carbonica nell’atmosfera sarebbe da aumentare per fare crescere meglio le piante
    • L’anidride carbonica sarebbe da conservare e da distribuire per impianti di fotosintesi
    ritengo che l’impianto di Priolo rappresenti un enorme spreco di soldi.
    L’impianto solare di Priolo è in più in un impianto termoelettrico, non invece.
    Rispetto a altri impianti del genere, che esistono in quantità, l’impianto di Priolo ha un innovazione tecnologica:
    Gli impianti soliti usano olio diatermico per la raccolta dell’energia e hanno un limite di temperatura di 400 gradi.
    L’impianto di Priolo usa Sali fusi nei tubi e può andare fino a 600 gradi. Questo avrebbe dei vantaggi:
    • Il rendimento termico è superiore.
    • Il vapore creato può essere usato direttamente nelle turbine dell’impianto a combustibile fossile preesistente.
    • Il sale fuso può stoccare energia termica in opportuni serbatoi e permette di produrre energia elettrica anche quando il sole non c’è, per qualche giorno.
    Però:
    I serbatoi isolati con dentro gli scambiatori termici per la produzione del vapore hanno un costo confrontabile con quello di una caldaia per carburanti fossili.
    Però:
    La tecnologia a sale fuso è complessa. Il sale va tenuto sopra il suo punto di fusione, circa 200 gradi, sempre. Altrimenti non circola più. Gli impianti tradizionali a olio diatermico sono estremamente più semplici e anche meno costosi. Occorre vedere per quanto tempo l’impianto a sali fusi funzioni. Ma se non funziona, fa niente. Questo impianto solare è in più, non invece.
    La capacità di stoccare energia termica del sale fuso è di circa 1 MJ (Megajoule) per kg. La capacità di combustibili fossili è di 40 MJ per kg. L’autonomia di un impianto termoelettrico a combustibile fossile è di gran lunga superiore.
    Sarebbe molto meglio investire nell’impianto termoelettrico a carburante fossile allo scopo di:
    • Eliminare le emissioni di anidride solforosa
    • Eliminare le emissioni di fuliggine
    • Eliminare le emissioni di ossidi d’azoto
    • Ricuperare l’anidride carbonica e usarla come materia prima per la fotosintesi (come in Olanda già fanno)
    L’ENEL da dove prende i soldi per costruzioni del genere: Dalle nostre bollette.

  16. Fabio2
    15 luglio 2010 alle 11:38

    Fabio Nintendo :io dico solo questo: la scienza moderna, inventata da Galileo deve seguire sempre il metodo scientifico.ovviamente nella più moderne discipline il metodo scientifico non è applicabile correttamente, come per esempio nello studio della climatologia, e su queste scienze ci dovrebbe essere molto più “piedi di piombo” cosa che non accade purtroppo.

    Troppi interessi, purtroppo.

    Devo però dire che (forse) viviamo in tempi relativamente fortunati: anche se, come dici, il metodo scientifico non è sempre ben applicabile, la natura riesce a smontare certe teorie con relativa facilità ed in tempi relativamente brevi, anche se confrontati con la durata media della nostra vita di esseri umani.

  17. 15 luglio 2010 alle 19:13

    Quasi 2 miliardi di dollari investiti dal Governo americano nel settore energia. L´appoggio é dato esclusivamente a due aziende di cui una é la spagnola Abengoa (centrali elettriche solari). Questo investimento creerá circa 5000 nuovi posti di lavoro di cui circa 1600 definitivi… come a dire che ogni posto di lavoro fisso costerá circa 1 milione di dollari!!!!!!
    Naturalmente gli spagnoli di Abengoa sono contentissimi perché per costruire una centrale di 250MW riceveranno quasi 1 miliardo di Euro considerando il cambio Euro/dollaro. La centrale della Abengoa avrá 85 lavoratori definitivi, cioé ogni nuovo posto di lavoro costerá 13 milioni di euro!!!!
    Ma qualcuno comincia ad avere dubbi…
    http://www.businessweek.com/news/2010-07-03/obama-announces-loan-guarantees-for-solar-firms-abengoa-abound.html
    http://www.abengoasolar.com/corp/web/en/about_us/general/news/archive/2010/solar_20100703.html
    http://pajamasmedia.com/blog/running-of-the-bulls-in-pamplona-running-of-the-bull-with-obamas-green-jobs-nonsense/?singlepage=true

  18. macgiver69
    15 luglio 2010 alle 22:13

    questa sezione mi interessa moltissimo! grazie elmar, che finalmente a messo un pò di luce su questo solare termodinamico che tanto sembrava la panacea di tutti i mali.. prima di fare l’elettrotecnico mi occupavo di coltivazioni idroponiche, e usavo l’anidride carbonica saturando un un pò l’ambiente per far sviluppare l’apparato fogliare in modo incredibile..da quell’esperienza capii che questo gas se in eccesso sarebbe compensato dall’accrescimento delle foreste..

    se usassimo il legno come fonte energetica non sarebbe meglio? niente pozzi.. niente miniere ma un carburante inesauribile..per aumentare il tagliato aumenteremmo il piantato.. e

  19. macgiver69
    15 luglio 2010 alle 22:14

    quello tagliato ricresce… no?

  20. Tuvok
    16 luglio 2010 alle 00:35

    Priolo è una centrale poco più che sperimentale (investimento 64 M€) e secondo me non convenintemente replicabile sul territorio Italiano, ma questa tecnologia applicata nelle zone “giuste” potrebbe diventare molto efficace. Il fatto che dia il meglio di se’ in abbinamento a gas combinato è una fortuna… quando finalmente il dogma CO2 sparirà, avremo molte centrali a “biogas” pronte per la nuova fonte rinnovabile
    Sulle biomasse sono d’accordo al 100% , purtroppo c’è da convincere qualche miliardo di persone che il problema non è la CO2 … anche se qui ci stiamo provando..:-) , il caso del territorio Italiano si presterebbe perfettamente al ciclo della fotosintesi, non riesco però ancora a capire il rendimento medio in base alla superficie occupata.
    Avere la fonte di energia “sotto casa” è fondamentale.

    @macgiver69
    a volte basta tenere pulito il bosco per raggiungere l’autarchia energetica
    http://www.hasslacher.at/it/stampa/archivio-comunicati-stampa/1/inaugurato-il-centro-di-biomassa-in-alta-carinzia/1/1244564883.html

    @ Sand-rio
    Mi pare un po’ riduttivo applicare l’equazione investimento/postidilavoro, immagino che l’amministrazione USA abbia messo in gioco altri fattori tipo risparmio import idrocarburi, avvio di un nuovo settore produttivo (con relativa tassazione)e… “dulcis in fundo” la riduzione di CO2 !!!
    Gli investimenti USA in renewable energy sono ben superiori ai $2bilion e vanno in tante direzioni : $ 3 Bilion in eolic, $ 3-4 Bilion in smart grid, $ 54 Bilion in new nuclear plant, altri investimenti su biomasse, incentivi al rispamio etc…

    @Elmar
    Sto lavorando sulle nuove indicazioni che mi hai dato (solo per capirci qualcosa in più), e mi pare di aver trovato altri “indizi” , se si confermeranno te li posterò

  21. 16 luglio 2010 alle 01:49

    macgiver69 :

    questa sezione mi interessa moltissimo! grazie elmar, che finalmente a messo un pò di luce su questo solare termodinamico che tanto sembrava la panacea di tutti i mali.. prima di fare l’elettrotecnico mi occupavo di coltivazioni idroponiche, e usavo l’anidride carbonica saturando un un pò l’ambiente per far sviluppare l’apparato fogliare in modo incredibile..da quell’esperienza capii che questo gas se in eccesso sarebbe compensato dall’accrescimento delle foreste..

    se usassimo il legno come fonte energetica non sarebbe meglio? niente pozzi.. niente miniere ma un carburante inesauribile..per aumentare il tagliato aumenteremmo il piantato.. e

    Durante 22 anos, l´ecologista Geoffrey Parker, del Centro di ricerca Ambientale dell´Istituto Smithsonian, nel Maryland, ha accompagnato lo sviluppo nel volume degli alberi in 55 foreste miste e con differenti stadi di crescita.Ha costatato che in media le foreste stanno registrando una crescita media di 2 tonnellate addizionali per ogni acro (0,4 ettari) ogni anno, l´equivalente al volume di un nuovo albero di 0,5 mt di diametro nato ogni anno.
    Il crescimento accelerato é um fenômeno recente. Se gli alberi di tutte le foreste fossero cresciuti come negli ultimi anni le foreste sarebbero ben maggiori.
    http://www.serc.si.edu/labs/forest_ecology/index.aspx
    http://smithsonianscience.org/2010/02/forests-growing-at-a-faster-rate/
    L
    La co2 fa crescere di piú tutte le piante e senza CO2 morirebbero!

  22. 16 luglio 2010 alle 09:49

    @ sand-rio

    ho trovato molto interessante il lavoro di Geoffrey Parker. Avevo già fatto in precedenza dei calcoli che dicono che la concentrazione dell’anidride carbonica nell’aria è troppo bassa affinchè le piante possano sfruttare bene l’energia solare.

    @ macgiver69

    credo anch’io che usare la legna non sarebbe male. Ma invece della deforestazione sarebbe da tagliare solo quanto è cresciuto.

    Le foglie cadute in autunno sarebbero da convertire in biogas e biocarburante. C’è tanta di quella roba.

  23. 16 luglio 2010 alle 10:13

    Secondo me per risolvere il problema energetico, come prima cosa bisogna riconsiderare e rimettere in discussione tutto il modello economico attuale. Il modello economico attuale premia la crescita del PIL fregandosene delle condizioni di vita della gente. I capitali si spostano verso quei paesi che hanno un trend di crescita maggiore in termini di PIL e questo crea sicuramente reddito ma anche tanti disastri ambientali e sociali. Non possiamo pensare che tutti gli uomini del mondo possano andare in giro con un SUV da 300cv e consumare 5 litri di benzina per kilometro.. o per fare un esempio meno folkloristico seguire gli standard di consumo procapite degli USA.

  24. macgiver69
    16 luglio 2010 alle 11:02

    elmar :
    @ sand-rio
    ho trovato molto interessante il lavoro di Geoffrey Parker. Avevo già fatto in precedenza dei calcoli che dicono che la concentrazione dell’anidride carbonica nell’aria è troppo bassa affinchè le piante possano sfruttare bene l’energia solare.
    @ macgiver69
    credo anch’io che usare la legna non sarebbe male. Ma invece della deforestazione sarebbe da tagliare solo quanto è cresciuto.
    Le foglie cadute in autunno sarebbero da convertire in biogas e biocarburante. C’è tanta di quella roba.

    e poi gli scarti della combustione (cenere) sono ricchi di fosfati, possono essere riutilizzati nelle fertilizzazione del nuovo piantato, penso che il legno sia l’energia a più basso costo, si potrebbe trasformare l’albero tagliato direttamente in cippato pressato o pallet. direttamente sul posto.. e così i problemi di trasporto sarebbero semplificati al massimo..

    come scarti della combustione a livello di gas e particolato come si comporta il legno?

    per quanto rivedere il modello economico, io direi anche il modello di distribuzione dell’energia.. sarei più propenso a fare tante piccole centrali ( a legna? :)) invece di centrali enormi.. perchè? lessi un pò di tempo fa un articolo di quanta energia va buttata per il trasporto.. quindi più lontane sono dall’utilizzatore e più spreco di energia c’è.. alla fine penso che “coltivare” energia (legno) e dimezzare gli sprechi sia una strada da percorrere..

  25. 16 luglio 2010 alle 11:36

    In effetti la decentralizzazione potrebbe essere utile in tutti i campi … il chilometro zero applicato ad ogni aspetto energetico alimentare .. etc potrebbe portare a grandi risparmi. Ma il modello economico attuale che prevede la concentrazione di potere e capitali fa a pugni con sistemi decentralizzati. Basta pensare l’ assurdità delle norme comunitarie sulle quote latte .. in Italia dobbiamo per forza importare il latte dall’ estero perché il nostro non é sufficiente e non possiamo produrlo perché altrimenti andiamo contro il sistema delle quote http://it.wikipedia.org/wiki/Quota_latte. E’ chiaro che se se non si comincia dalle normative .. che attualmente fatte privilegiano le lobby e quindi i capitali e penalizzano la decentralizzazione ogni sforzo é inutile…

  26. 16 luglio 2010 alle 16:44

    Luci0 :
    Secondo me per risolvere il problema energetico, come prima cosa bisogna riconsiderare e rimettere in discussione tutto il modello economico attuale. Il modello economico attuale premia la crescita del PIL fregandosene delle condizioni di vita della gente. I capitali si spostano verso quei paesi che hanno un trend di crescita maggiore in termini di PIL e questo crea sicuramente reddito ma anche tanti disastri ambientali e sociali. Non possiamo pensare che tutti gli uomini del mondo possano andare in giro con un SUV da 300cv e consumare 5 litri di benzina per kilometro.. o per fare un esempio meno folkloristico seguire gli standard di consumo procapite degli USA.

    Penso anch’io che a monte di tutto va ridiscusso il modello economico sociale.

    Le aziende sarebbero da valutare e da tassare (in meno) per il loro valore sociale, non per il contributo al PIL. Anche nella crisi attuale è successo che il dislivello sociale è aumentato.

    100 anni fa si poteva guadagnare da vivere con la forza muscolare. Caricare e scaricare.60 anni fa con la dattilografia e la stenografia si trovava un bel posto da segretaria.

    Abbiamo inventato le fotocopiatrici, abbiamo automatizzato tutto. E loro a cui abbiamo tolto la possibilità di guadagnare?

    Abbiamo una capacità produttiva molto superiore oggi. Potremmo stare bene tutti. Ma manca l’approccio alla distribuzione.

    C’è un’altra favola: Tutti vogliono un lavoro. Non è vero. Vogliono vivere. Il lavoro sarebbe solo un mezzo per poter vivere. Ma facciamo di tutto per eliminarlo. Un azienda di recente ha preso un premio perchè ha fatto un carrello che va da solo nel magazzino, preleva la merce e la porta dove occorre. L’azienda guadagna di più. E il carrelista? Non serve più. Non lo lasciamo più vivere.

    L’uscita dalla crisi dicono è l’automazione. Ma non l’uscita dalla disoccupazione. Per me anche i meno dotati, che non possono più essere integrati nei processi di lavoro, hanno un diritto alla vita.

  27. Andrea B
    16 luglio 2010 alle 18:04

    Ho letto di recente “Il filo che brucia” un romanzo giallo di Jeffery Deaver
    L’autore cita il concetto di Negawatt di Amory Lovins cito “….termine coniato da un grande scienziato e un grande ambientalista, Amory Lovins. L’idea è quella di creare incentivi per ridurre la domanda di energia e per usarla in modo più efficiente……”

    Esiste realmente questo concetto?

  28. Tuvok
    17 luglio 2010 alle 15:05

    no no calma… in alto c’è scritto Scienza ed energia … non sociologia, politica, ideali etc…

    Quindi andrei ad un riassunto qualitativo di quello che ho capito fin’ora e come posso applicarlo in concreto

    Biomasse:
    Assolutamete da promuovere, sviluppando tutte le tecniche che ne migliorino il rendimento, mi rimane il dubbio sul rapporto superficie/energia creata/tempo.
    Visto che nel mio comune ci sono un paio di centri di raccolta del materiale di risulta da manutenzione del verde che viene completamente sprecato (e vi assicuro che ce n’è tanto) cercherò di trasferire agli amministratori locali i concetti applicati in Alta Carinzia.

    Turbogas a ciclo combinato:
    Sono convinto che ora è il minore dei mali. Sto cercando di far capire a miei concittadini affetti da sindrome nimby che il turbogas a ciclo combinato non è il mostro che tutti credono. Molto importante però controllare il progetto e sorvegliare la realizzazione e la manutenzione .
    Utilizzando carburanti bio prodotti in loco abbiamo il rendimento più alto in assoluto

    Termovalorizzazione:
    Se fatta bene è assolutamente da applicare, come sopra controllando progetto, realizzazione e manutenzione (occhio ai furbetti).
    La raccolta differenziata, fondamentale per il funzionamento corretto del termovalorizzatore, nella mia zona è pensata esclusivamente per far risparmiare l’ente di gestione, stiamo protestando costantemente.

    Solare al silicio:
    Applicabili solo in casi particolari, ancora poco efficienti, ancora costosi ( ho ricevuto diversi preventivi per il tetto della mia ditta, e ho calcolato l’ammortamento… diventa più lungo della vita dei pannelli = puro costo per l’azienda) tra 12 anni dove smaltiremo i pannelli? Forse è un parere personale ma non mi piace

    Solare termico:
    Ottimo sui tetti delle case per scaldare (solo nelle zone giuste), ma insieme a tutti gli accorgimenti necessari per l’efficienza energetica, nelle singole abitazioni

    Solare Termodinamico:
    Ottimo in prospettiva se diminuirà il costo di allestimento delle centrali, ma solo in zone intensamente assolate con i relativi problemi di trasporto dalla sorgente all’utilizzatore, da affiancare a “turbobiogas” a ciclo combinato, ed eventualmente produzione di idrocarburi da fotosintesi da utilizzare in loco

    Eolico :
    Ottima scelta sempre se nelle zone giuste (ad esempio offshore, coste oceaniche, …) e sempre se i campi eolici non vengano gestiti dalle mafie (piccolo riferimento all’attualità italiana).
    Nella mia zona un parco eolico funziona per circa 15 – 20 giorni all’anno, ecco un esempio di spreco…

    Nucleare a fissione:
    II, III, IV generazione… comunque costosa, inquinante per sempre, pericolosa, e gestita da gruppi di potere.

    Nucleare a fusione:
    Non esiste… fosre cambiando approccio in un remoto futuro.

    Ce ne sarebbero altre 1000, poi ci sarebbero le problematiche di trasporto stoccaggio razionalizzazione etc… tutti argomenti pronti per essere approfonditi.

    Riassumendo… Informiamoci, capiamo, diffondiamo la cultura scientifica “vera”, ma poi cerchiamo di applicare nel nostro piccolo.

    Ciao

  29. 18 luglio 2010 alle 15:11

    Un bell´articolo sulla geotermia negli USA che meriterebbe una traduzione e un articolo di Elmar su NIA.
    http://theresilientearth.com/?q=content/california-geothermal-comes-dry

  30. macgiver69
    18 luglio 2010 alle 17:04

    io mi dedico al far aumentare i rendimenti nei motori elettrici e le loro applicazioni..quindi potrei riassumerlo nel risparmio energetico..

    ci sono una miriade di elettrodomestici di piccola potenza che hanno dei rendimenti irrisori, partendo dalle pompe dell’acqua con i rispettivi gruppi di pressione a finire ai motori elettrici per autotrazione..

    modificando un impianto idraulico potendo avere la possibilità di mettere serbatoi su una terrazza, i vecchi impianti a caduta.. sostituendo le rubinetterie e certi criteri di abbattimento delle perdite di carico nelle tubazioni (curve raccordi ecc)

    possiamo fare due docce conteporaneamente e lavare i piatti con 0,3 atm di pressione, evitando pompe, con un risparmio enorme.. basti pensare che 4 persone solo di autoclave consumano 2 kw ogni gg.. e questo è una punta di un iceberg su quello che si può fare verso il risparmio energetico senza inficiare lo stile di vita..

    abbattere il consumo per ottenere lo stesso risultato del 30% si può.. e no è poco..

  31. 19 luglio 2010 alle 10:54

    @Tuvok Ok per un discorso puramente tecnico …ma non bisogna dimenticare che é la pubblicità oramai condiziona le nostre scelte economiche al 90%.
    Esiste anche l’ idroelettrico dei piccoli salti che attualmente non sono utilizzate . Si potrebbero rimettere le vecchie vasche e canalizzazioni di vecchi mulini e ferriere usando tecnologie moderne.

  32. 20 luglio 2010 alle 13:24

    Ecco un esempio di una coclea …

  33. 20 luglio 2010 alle 13:34

    E una microturbina ad acqua

  34. Nitopi
    20 luglio 2010 alle 13:36

    E la mia vecchia idea di tirar fuori energia dalla rotazione della terra? (maree escluse, e’ troppo facile 8) ): Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Elmar che, al contrario del sottoscritto, ha continuato a fare il fisico 8)

    Ciao
    Luca

  35. Nitopi
    20 luglio 2010 alle 13:41

    @lucio…
    Ci sono anche i cogeneratori con motore stirling… riscldi l’appartamento e fai corrente elettrica …

    http://www.whispergen.com/main/achomesspecs_info/

    L’unico problema e’ comprarlo in nuova zelanda 8)
    Luca

  36. 20 luglio 2010 alle 15:44

    L’ idea e la realizzazione del cogeneratore é italiana http://it.wikipedia.org/wiki/TOTEM_(cogeneratore), nata nel 1973 in piena crisi petrolifera. Il totem permetteva di usare fino 90% l’energia del combustibile un chiaro esempio di tecnologia all’avanguardia buttata alle ortiche per colpa regolamentazioni assurde e legislazione miope. Da esempi come questo si può vedere come i progetti a basso costo non interessano a nessuno anzi le grandi compagnie (in questo caso FIAT) tendono ad affossarli perché potrebbero entrare in competizione con i grandi produttori di energia. Molto meglio abbandonare e svendere certe tecnologie che tanto poi non funzionano dal punto di vista economico.

    Ecco uno stralcio … http://www.energiapertutti.it/?p=95

    «Il Totem – continua Palazzetti – utilizzava un motore da 903 centimetri cubi alimentato a gas naturale, o a biogas, per far girare un alternatore che sviluppava una potenza elettrica di 15 kW. Quanto basta al fabbisogno medio di una ventina di appartamenti. Contemporaneamente, recuperando il calore dei gas di scarico e quello sviluppato dal motore, erogava 33.500 chilocalorie all’ora, sufficienti a riscaldare tre piccoli alloggi. Utilizzando 105 unità di energia primaria questo piccolo cogeneratore forniva 100 unità di energia derivata: 28 di elettricità e 72 di calore.
    Per ottenere gli stessi risultati a una centrale elettrica ne occorrevano 84 e a una caldaia a gas 100: in totale 184. Quasi un raddoppio dell’efficienza. O, se preferisci, un dimezzamento dei consumi di fonti fossili (e delle emissioni di CO2) a parità di servizi all’utenza. Il Totem è stato prodotto dalla Fiat in quantità insignificanti fino al 1980. Poi è stato ceduto a un’altra azienda e dopo altri passaggi di mano è tuttora in produzione, ma non è mai diventato l’alternativa di massa alle caldaie negli impianti di riscaldamento domestici. In pratica si può dire che non è mai esistito come prodotto industriale».

  37. 20 luglio 2010 alle 16:09

    Un video di Report sulla cogenerazione ed il progetto totem .. e Volkswagen

  38. Nitopi
    20 luglio 2010 alle 16:55

    Si. Lo avevo visto quel report… Pero’ usano motori a tecnologia tradizionale (a scoppio)
    Lo stirling e’ interessante per la supposta alta efficenza e. soprattutto, il ridottissimo numero di parti in movimento (e’ praticamente sigillato) ed il fatto che e’ un motore a combustione esterna, con la possibilità di ridurre veramente al minimo le emissioni (acqua e Co2..). Pare che sia anche silenziosissimo… te lo potresti mettere come calderina in cucina e… dormire tranquillo nella camera accanto 8)
    Ciao
    Luca

  39. Nitopi
    20 luglio 2010 alle 17:04

    un altro problema e’ la manutanzione del motore (nel totem era il glorioso 903 aste e bilanceri… lo conosco bene 8) – clatter clatter clater=suono delle punterie dopo 5000 km dalla registrazione 8)- ).
    Tieni presente che un motore di quel tipo e’ studiato per vivere 5000-6000 ore (corrispondenti ad una percorrenza di 100.000 – 150.000 km). In un inverno, lo terresti ACCESO per 1500-2000 ore… quindi in 3-4- anni il motore sarebbe gia’ da sostituire…

    Ciao
    Luca

  40. 20 luglio 2010 alle 17:48

    Il motore Stirling ha vantaggi teorici notevoli altri problemi come quello della lubrificazione ed affidabilità nonché di costi visto che non vengono prodotti in serie. Un motore automobilistico fatto girare a regime costante o quasi dovrebbe avere una durata notevole probabilmente superiore a quello che hai stimato tu … si narra di vent’anni …

  41. 21 luglio 2010 alle 13:45

    X ELMAR,
    ti segnalo questo sito su energie e futuro:
    http://www.theoildrum.com/node/6751

  42. macgiver69
  43. 22 luglio 2010 alle 15:50

    Nitopi :
    un altro problema e’ la manutanzione del motore (nel totem era il glorioso 903 aste e bilanceri… lo conosco bene – clatter clatter clater=suono delle punterie dopo 5000 km dalla registrazione 8)- ).
    Tieni presente che un motore di quel tipo e’ studiato per vivere 5000-6000 ore (corrispondenti ad una percorrenza di 100.000 – 150.000 km). In un inverno, lo terresti ACCESO per 1500-2000 ore… quindi in 3-4- anni il motore sarebbe gia’ da sostituire…
    Ciao
    Luca

    Penso che la durata di un motore non sia un problema. Ho visto installare in un peschereggio un diesel da 800 CV. Era montato in maniera che per toglierlo si sarebbe dovuto disfare la nave. Mi hanno detto che questo motore lavorarà per 20 anni. Era diece volte più grande di un motore della stessa potenza “normale”.

    Poi ho visto l’installazione di tre diesel “artici” sul Tre la Tete per una stazione trasmittente radio. A quasi 4000 metri di quota. Anche questi con una prospettiva di longevità ben diversa da quella di motori di automobili.

  44. 22 luglio 2010 alle 16:12

    sand-rio :
    X ELMAR,
    ti segnalo questo sito su energie e futuro:
    http://www.theoildrum.com/node/6751

    Ho visto il sito. A me preoccupa anche l’installazione di rettori nucleari piccoli. So che sono in parecchi a lavorare sulla sviluppo di unità piccole. Una tipica prevedeva un rettore da 30 MW, da utilizzare in qualsiasi paese sottosviluppato. Era dotato di elementi combustibili con una durata di tre anni. Quando gli elementi combusitibili erano esauriti tutto il reattore andava al fornitore. Il reattore era da interrerare in profondità, che lo metteva al sicuro contro attacchi terroristice e conteneva, dicevano, eventuali esplosioni del reattore.

    Però anche per queste unità piccole il problema delle scorie non è risolto. E le scorie contenute nel reattore sono sufficienti per la produzione di bombe sporche con effetti molto peggiori dell’incidente di Cernobil. Non devono andare in mani sbagliate.

  45. Andrea b
    22 luglio 2010 alle 17:59

    macgiver69 :

    e questo è il mio lavoro..

    http://newmagneticengine.blogspot.com/2009/11/descrizione-del-new-magnetic-engine_16.html

    ho visto il sito ottima idea spero di vederla in produzione il prima possibile

  46. 23 luglio 2010 alle 08:47

    macgiver69 :

    e questo è il mio lavoro..

    http://newmagneticengine.blogspot.com/2009/11/descrizione-del-new-magnetic-engine_16.html

    Bellissimo Lavoro!! Complimenti!!

  47. macgiver69
    23 luglio 2010 alle 10:51

    grazie.. per il momento è stato tutto autofinanziato, gli ing. dell’università ancora scettici sulla reale efficacia del principio fisico che muove il motore..

    anche se hanno visto sul banco un motore di piccola potenza fatto in casa riesce ad avere un rendimento vicino al 90% costante..

    qui vediamo come con una piccolissima corrente posso deviare un flusso statico da una parte all’altra nei nuclei ferromagnetici.. nel momento che il flusso “sparisce” da un lato del nucleo si ritrova tutto dall’altro raddoppiando.. quindi avremo una forza di attrazione quadruplicata..

    il principio del percorsco parallelo dei flussi magnetici alla fine è questo..

  48. macgiver69
    23 luglio 2010 alle 10:56

    qui abbiamo giocato un parallel path.. l’audio è veramente poco professionale..:( però fa capire molto bene come funziona la deviazione di flusso.. non potete capire quel piccolo elettromagnete quanta forza di attrazione ha.. smuovere quei leveraggi a sbalzo non è facile..

  49. Alessio
    25 luglio 2010 alle 08:36

    macgiver69 :



    qui abbiamo giocato un parallel path.. l’audio è veramente poco professionale..:( però fa capire molto bene come funziona la deviazione di flusso.. non potete capire quel piccolo elettromagnete quanta forza di attrazione ha.. smuovere quei leveraggi a sbalzo non è facile..

    Ma alla fine avete raggiunto i 750 rpm circa.. con 15 watt? e quale portata? sul serio? e che coppia ha?
    cmq, ma una cosa non ho capito alla fine in questo caso la velocità se non ho capito male dovrebbe essere proprorzionale alla frequenza del segnale o all’ampiezza?
    ma la matrice di condesatorri che si vedeva dietro?
    Se è tutto vero.. o vi comprano il brevetto e lo nascondono, o avrete un grande successo!!
    Mi fa strano che con rendite così il dipartimento della difesa non vi abbia sottratto il brevetto…

  50. macgiver69
    29 luglio 2010 alle 10:04

    la velocità (numero di giri) è proporzionale alla frequenza dell’impulso.. la frequenza se la fa da solo, (ha un encoder) l’ampiezza varia a secondo della coppia applicata, ma questo è normale in tutti i motori elettrici..

    quello è un modellino dimostrativo.. si sono 15 watt ma la coppia non è molta.. nei motori classici invece abbiamo raggiunto punte del 90% ma diminuendo il traferro(precisioni meccaniche notevoli) con questo principio si può arrivare praticamente al 98%

    la particolarità che in accelerazione o con partenza da fermo non ci sono correnti di spunto superiori alla corrente nominale del motore a regime.. cosa che lo rende adatto ad un uso “stop end go” nell’autotrazione.. in questo modo la media del rendimento aumenta in modo considerevole, la bassa corrente di spunto non è pilotata da un pwm, con coseguenti perdite di rendimento, ma è proprio la particolarità del motore..

    in un percorso cittadino possiamo avere quindi gli stessi consumi che si hanno in pianura con un filo di “gas”

  51. macgiver69
    29 luglio 2010 alle 10:06

    perchè dovrebbero sottrarci il brevetto?😦

  52. 29 luglio 2010 alle 18:54

    macgiver69 :

    perchè dovrebbero sottrarci il brevetto? :(

    Perchè quando richiedi un brevetto per un periodo forse di un anno è vincolato al controllo del ministero della difesa, che se reputa la cosa utile ed interessante ha il diritto di usufrutto ovviamente sotto compenso e questo diritto è esclusivo nel senso che non puoi più venderlo.
    Lo so perchè anche io ho brevettato un prodotto e alla richiesta mi hanno detto questo.

  53. macgiver69
    29 luglio 2010 alle 20:08

    speriamo di no..

  54. Tuvok
    30 luglio 2010 alle 22:27

    Qualche giorno fa ha aperto i battenti il “Forum Nucleare” fondato da ENEL ed EDF con la mission di “diffondere l’informazione e promuovere la conoscenza dell’energia nucleare come una delle risorse energetiche fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese”

    Per ora non ho visto ancora dati, raffronti, descrizione tecnologie, costi…
    Gli unici numeri che si vedono tendono a far capire quanto bisogno di energia ci sia e ci sarà nel mondo, e molte volte passa l’aggettivo “pulita”, ed altrattanto spesso si parli di cambiamenti climatici

    Sono proprio curioso di capire se nei prossimi mesi da questo forum ufficiale, uscirà qualche informazione oggettiva sulla situazione del nucleare Italiano, ed anche qualche informazione che mi dimostri che il nuovo nucleare sia veramente pulito.

    Sarebbe anche interessante capire quali saranno i 4 siti ufficiali per le nuove centrali, che sembra debbono “uscire” da un momento all’altro, ma … nulla.

  55. Tuvok
    30 luglio 2010 alle 22:38

    @ macgiver69
    Forse mi sono perso qualche passaggio, ad esempio, avete presentato il vostro lavoro a qualche possibile partner che possa aiutarvi svilupparlo e, se sarà il caso, commercializzarne una versione industriale ? (ovviamente usando tutte le cautele del caso per proteggere la vostra idea)
    Mi pare di capire che la richiesta di motori super efficienti ci sia in molti settori .

  56. macgiver69
    1 agosto 2010 alle 01:41

    si tuvok, c’è l’università di roma, la sapienza che finanzia un progetto con questo tipo di motore..poi ci sono un paio di privati che con pochi spiccioli vorrebbero prendersi l’esclusiva.. ma già li abbiamo bannati. rimaniamo con l’uni, che è la più affidabile. stiamo facendo un motore ruota per un bici elettrica, leggero e con pochissimo materiale.. pensa che il peso in rame di tutte le bobine non arriva a 600gr.. ora faremo dei test dovrebbe tirare 300watt.. per quanto riguarda i vantaggi sono proprio sullo spunto.. l’efficienza non è il solo dato che i interessa.. ma i bassissimi costi di produzione e la media del rendimento.. sai bene che quando un motore parte, allo spunto il rendimento è vicino allo =0 mentre questo, già allo spunto è vicino al rendimento massimo a regime, e questo negli stop and go cittadini lo fa vincere su tutta la linea..

  57. Tuvok
    1 agosto 2010 alle 11:54

    Ormai un era geologica fa (1982) avevo realizzato un bici elettrica con un motoriduttore da 270W, batteria al piombo (!!), e driver di potenza in PWM, le prestazioni erano già soddifacienti, sia pure con un peso di batterie esagerato (ho dovuto rinforzare il telaio più volte, e nonstante questo per guidarla ci voleva uno stuntman).
    Mi hai risvegliato i ricordi (sig…).
    Se avete bisogno di qualche dritta sull’elettronica di controllo (è il mio settore), o sui fornitori di componenti elettromeccanici adatti, sono a disposizione.
    Ciao

  58. macgiver69
    1 agosto 2010 alle 12:56

    ok ti ringrazio, sicuro ne terremo conto..ora vorremmo passare dal pilotaggio tramite encoder a quello senza.. il sensorless.. è una strada nuova questa per noi, ma da percorrere.. mandami una mail, la trovi li sul blog di new magnetic engine..

  59. 4 agosto 2010 alle 09:21

    Ogni tanto mi vengono in mente idee strampalate…
    Ad esempio le biciclette normali hanno il cambio di velocità e trasmissione meccanica a catena che in alcune condizioni può avere uno scarso rendimento meccanico … si potrebbe studiare un tipo di bicicletta senza trasmissione meccanica e senza batteria ma solo un generatore ai pedali e motori pilotati da un elettronica in grado di far variare la velocità in modo appropriato in modo tale che il ciclista si trovi a lavorare sempre in condizioni ottimali.

  60. Tuvok
    4 agosto 2010 alle 14:38

    Interessante per me che vado spesso in bici… Cosa intendi dire? ad esempio che la pedalata dovrebbe rimanere sempre allo stesso ritmo e con lo stesso sforzo, a prescindere da salite, discesa, e velocità ?
    OT ieri mattina mi sono azzardato ad andare in ufficio in bici, e ho rischiato almento tre volte di essere “arrotato”… molto difficile rinunciare all’auto in questa situazione ! e siamo ad Agosto con poco traffico !

  61. Tuvok
    4 agosto 2010 alle 15:06

    Aggiornamenti sullo sfruttamento dell’energia marina in Europa
    http://www.eu-oea.com/
    Pubblicata la roadmap per definire il percorso di sfruttamento dell’energia del mare (maree onde correnti)
    C’è già un gruppo di aziende (ad esempio la solita EDF) che fanno da “sponsor” all’iniziativa.

  62. 5 agosto 2010 alle 11:33

    Tuvok :

    Interessante per me che vado spesso in bici… Cosa intendi dire? ad esempio che la pedalata dovrebbe rimanere sempre allo stesso ritmo e con lo stesso sforzo, a prescindere da salite, discesa, e velocità ?
    OT ieri mattina mi sono azzardato ad andare in ufficio in bici, e ho rischiato almento tre volte di essere “arrotato”… molto difficile rinunciare all’auto in questa situazione ! e siamo ad Agosto con poco traffico !

    Il problema é che le auto e gli automobilisti hanno la “licenza di uccidere” se si estendessero attuali standard di sicurezza che si usano sul posto di lavoro, al codice della strada .. le auto non potrebbero essere usate e la patente dovrebbe essere tolta al 90% degli automobilisti.

  63. macgiver69
    5 agosto 2010 alle 22:15

    c’è un problema con un ipotetico generatore motore.. prima di tutto il peso del sistema e poi.. una catena rende moltissimo piu del 95% poi quelle moderne con i rullini rivestiti in materiale cerico 99% quindi se io con le mie gambe spingo 200watt alla ruota arriva alle brutte più del 90% di quei 200watt..

    ora prendiamo un generatore.. che rende più dell 80% ? (impossibie se di piccola potenza) e poi un motore che rende anche lui l’80% a tutti i regimi di coppia e potenza( di piccola taglia impossibile anche questo) quanto arriva sulla ruota? e non parliamo poi delle perdite per il peso maggiore..

  64. 6 agosto 2010 alle 00:19

    @macgiver69 Ok per ora i rendimenti non ci sono e le tecnologie che sarebbero tutte da studiare … e poi pensavo che i rendimenti sulla meccanica della bici fossero peggiori, ma probabilmente lo sono nelle bici di uso comune, certo che anche così la vedo dura, con 200 300 euro uno si compra una bici decente per una “elettronica” credo che ci vorrebbero 4000 5000 per avere le stesse prestazioni …

  65. Tuvok
    6 agosto 2010 alle 00:25

    La mia piccola battaglia per il progetto della centrale turbo-bio-gas è persa… la vecchia zona industriale ormai abbandonata, verrà (forse) riconvertita in una attività di produzione di pannelli fotovoltaici (di una fantomatica “terza generazione” , non meglio specificato se a film sottile, organico o cosa).
    In nome dell’abbattimento della CO2 e della “salute dei cittadini”.
    Ovviamente il tutto dovrebbe dare lavoro ad almeno 100 persone, ma chi è l’imprenditore, chi ci mette i soldi, e le conoscenze non si sa… tantomeno si sa chi controllerà sugli scarti di lavorazione (la produzione dei pannelli non è ad inquinamento zero…) bho!! staremo a vedere.

    Intanto purtroppo la ricchezza che abbiamo nelle nostre campagne in questo caso andrà persa e anzi, rimmarrà li a generare metano in atmosfera…

  66. 7 agosto 2010 alle 08:15

    Tuvok :
    La mia piccola battaglia per il progetto della centrale turbo-bio-gas è persa… la vecchia zona industriale ormai abbandonata, verrà (forse) riconvertita in una attività di produzione di pannelli fotovoltaici (di una fantomatica “terza generazione” , non meglio specificato se a film sottile, organico o cosa).
    In nome dell’abbattimento della CO2 e della “salute dei cittadini”.
    Ovviamente il tutto dovrebbe dare lavoro ad almeno 100 persone, ma chi è l’imprenditore, chi ci mette i soldi, e le conoscenze non si sa… tantomeno si sa chi controllerà sugli scarti di lavorazione (la produzione dei pannelli non è ad inquinamento zero…) bho!! staremo a vedere.
    Intanto purtroppo la ricchezza che abbiamo nelle nostre campagne in questo caso andrà persa e anzi, rimmarrà li a generare metano in atmosfera…

    sono d’accordo con tuvok. Anch’io avrei preferito un turbogeneratore.

    La Siemens ha messo a punto un turbogeneratore (35 MW versione europea, 29 MW per l’america. (Il motivo di una potenza minore nella versione USA sono i 60 Hz della corrente elettrica, che costringe a un numero di giri più alto. Occorre fare la turbina più piccola per limitare le forze centrifughe) ad alta temperatura con un rendimento del 60%. Se ho capito bene ha già 5 ordini. Un’unita sperimentale è in funzione da due anni. Penso che possa andare a biogas.

  67. Tuvok
    7 agosto 2010 alle 23:45

    Si il progetto con turbogeneratore sarebbe stato il massimo, ma c’erano proposte anche meno “avveniristiche”, compreso addirittura power plant usati, pro abbattimento costi, ma già in grado di utilizzare biomasse di diversi tipi, oltre che gas naturale http://www.tdg-energia.com/power_plants.htm
    Ci sono disponibili in aggiunta le tecnologie di abbattimento degli inquinanti tipo ossidi di azoto, CO, polveri etc. che funzionano molto bene ovviamente se tenute in perfetto stato di manutenzione. Chiaro non siamo ad impatto zero, ma penso che con criterio si possa arrivare al mantenimento della salubrità dell’aria

    Sul fronte lavoro, basti pensare alla gestione e manutenzione, alla raccolta del “combustibile”, all’indotto in agricoltura e manutenzione dei boschi…

    Peccato…

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